Ebbene sì: ho fatto anche fiction. L’unicità della Chisciotte, la mia casa di produzione immaginaria, è quella di fare ‘film’ con tre euro, scendo per strada con la videocamera e mi metto in ascolto della vita, creo strutture di senso dal caso, non preparo nulla, organizzo l’imprevisto attraverso il mio sguardo, colgo le trame invisibili, le sceneggiature sommerse, scavo sotto le foglie, attendo la rivelazione alla fermata di un tram, vivo l’unico kolossal che conosco: la mia vita.

Non calpesterò mai il tappeto rosso di un festival, ma danzo su tappeti invisibili, e gioco con la luce. Sono felice così. Alcuni mi trovano presuntuoso, perché chiamare film i miei film? Non ci sono attori, non ci sono sceneggiature scritte, e soprattutto: non ci sono produttori. E allora? Sono film d’autore lo stesso. Ci sono io e il mondo, questo è sufficiente. C’è il mio sguardo. Questo è il sentiero che ho scelto, ma all’inizio della mia ‘invisibile’ carriera di regista ho realizzato quattro cortometraggi di finzione insieme all’amico Valentino Murgese.

In realtà non si finge mai. “Il cinema è la morte al lavoro”, ci ricorda Cocteau. E di morte devo parlare perché Andrea Cambi, il protagonista di questo corto, non c’è più, è morto nel film ed è morto nella vita. Andrea era un attore comico della tradizione toscana, straordinario e intenso, ha lavorato con Scola, con Virzì, ed era amico intimo di Bobo Rondelli, insieme interpretavano i – fratelli Durbans -. Con grande generosità e instancabile curiosità accettò di girare questo film di due ‘imperfetti’ sconosciuti, per telefono gli avevamo detto: “Devi strisciare su un pavimento e basta, senza dire una parola”. Venne a Milano, e strisciò, ma non comeun verme, strisciò come un grande attore indimenticabile. Quel suo volto segnato dalla vita era prezioso per il cinema, definirlo attore comico sarebbe riduttivo, con quella faccia poteva fare tutto quello che voleva, e noi avremmo voluto girare un noir insieme a lui ma un tumore impazzito ci ha impedito di continuare la nostra collaborazione. E la nostra amicizia.

Gli dei ridono quando sentono gli uomini fare progetti? Ridano pure, ogni promessa ha in sé qualcosa di immortale che va oltre il contingente. Ciak, si gira. Per sempre. Io e Valentino vogliamo dedicare questo film alle due figlie che Andrea ha lasciato su questa terra.

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