“Dovete considerare le operazioni di mercato per quelle che sono, non politiche ma di mercato. Per questo serve la libertà di chi è sul mercato e il rispetto delle regole. Il governo ha messo delle regole e non intende modificarle. Sono regole giuste, quelle sul 51%, la discussione è finita qui”. Matteo Renzi ha così rotto il silenzio sulla vicenda Mediaset-Rai Way che mercoledì ha visto il gruppo televisivo della famiglia Berlusconi lanciare un’offerta d’acquisto da 1,22 miliardi di euro sul 100% della società delle torri di trasmissione della Rai. Il presidente del Consiglio, quindi, preferisce trincerarsi dietro un Dpcm che non è passato dal Parlamento, piuttosto che assumersi la responsabilità di avvalersi del diritto di azionista indiretto di Rai Way e di dare una risposta di mercato dicendo si o no all’operazione.

E mentre viale Mazzini ha fatto sapere cdi aver “preso atto” della proposta, si attende la parola del cda di Rai Way, che dovrà esprimersi in merito e ha tenuto una riunione proprio per il pomeriggio di giovedì 26, anche se all’ordine del giorno non era prevista alcuna decisione ufficiale, ma solo una “normale informativa ai consiglieri”, come aveva anticipato il presidente della società pubblica, Camillo Rossotto. Che all’uscita ha ribadito che “non è stata presa nessuna decisione” e affermato che il prossimo consiglio del 12 marzo sarà “solo sui conti”. Intanto in Borsa gli effetti dell’offerta di Berlusconi si fanno ancora sentire. All’indomani della sbornia di mercoledì, le azioni della società delle torri pubbliche stanno infatti viaggiando sull’ottovolante: dopo aver aperto in rialzo, hanno chiuso la seduta in calo del 2,86% a 3,9 euro, cifra comunque superiore del 6,3% rispetto alla chiusura di martedì, la vigilia della notizia. Non particolarmente brillanti, ma comunque in territorio positivo, invece, sia Ei Towers che la controllante Mediaset.

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