“Avrei degli importanti appuntamenti istituzionali a Verona, ma sabato sarò a Roma alla manifestazione della Lega, anche per non prestare il fianco alle polemiche penose uscite fuori“. Lo dichiara a La Zanzara, su Radio 24, il sindaco di Verona Flavio Tosi, gabbato, prima dell’intervista, da una telefonata-scherzo di David Parenzo nelle vesti di imitatore di Umberto Bossi. L’esponente del Carroccio veneto, poi, riserva parole al vetriolo ai suoi accusatori: “Vado sabato a Roma per smentire alcuni che hanno ruoli importanti nelle istituzioni e che percepiscono lautissime prebende. Ma sul territorio non li vedi mai. E adesso si mettono a fare polemiche misere e strumentali. Manifestare contro Renzi è sempre cosa buona e giusta. Ma quando sono entrato 25 anni fa in Lega, il partito aveva una fisionomia largamente trasversale e l’ha sempre mantenuta con Bossi e Maroni: comprendeva operai, impiegati, medici, tante fette della società. Ora sta diventando un movimento di destra netta, il che porta la Lega a non rappresentare tutti”. Critici i toni su Matteo Salvini: “Io invidioso di lui? Sono una persona serena e coerente, l’invidia non mi appartiene. Se fossi stato un invidioso o un arrivista, avrei fatto casino nel momento in cui sono stati disattesi sistematicamente gli accordi, ma ho sempre anteposto l’interesse del movimento”. E aggiunge: “C’è stata un’ingerenza lombarda che ha sconquassato le cose, dicendo praticamente che la Liga Veneta non serve a nulla, perché le decisioni vengono prese a Milano. Questo con Bossi non succedeva, c’era più rispetto delle singole autonomie” di Gisella Ruccia

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