Utilizzavano auto private al posto di ambulanze per trasportare i malati negli ospedali, ma poi richiedevano alla Asl il rimborso per il servizio. Per questo due persone sono state denunciate dalla Guardia di Finanza di Bergamo con l’accusa di truffa aggravata ai danni del servizio sanitario nazionale. Le indagini, durate oltre un anno e coordinate dal pm Fabrizio Gaverini, hanno permesso di scoprire che gli uomini, rappresentanti di due onlus, si erano prima aggiudicati il servizio di trasporto dei pazienti nefropatici negli ospedali bergamaschi. Ma poi, anziché utilizzare i mezzi specifici, indispensabili per questo tipo di pazienti, utilizzavano semplici auto o furgoni, presentando comunque la richiesta di rimborso al servizio sanitario regionale e dichiarando di aver utilizzato le ambulanze. I due, inoltre, avevano avevano chiesto anche rimborsi per percorsi mai effettuati e per trasporti singoli, mentre con lo stesso mezzo trasportavano quattro o cinque malati insieme. Ai due uomini è scattato il sequestro preventivo di diversi conti correnti, immobili ed automezzi per un valore complessivo di oltre 800 mila euro

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

NoTav, De Luca: ‘Se condannato sconterò pena senza ricorrere. Stampa asservita’

prev
Articolo Successivo

Roma, il vox: ‘Ai rom la raccolta rifiuti differenziata? Sì, così si renderebbero utili’

next