Che cosa potrebbe succedere se per strada un uomo si comportasse da sex offender nei confronti di una donna che pensa di non conoscere, permettendosi un commento pesante sul suo aspetto, (presumendo di passarla liscia, come se fosse ovvio e normale esprimere il suo ‘gradimento’) e scoprisse che quella donna è la sua mamma?

Se lo sono chiesto alcune attiviste peruviane, che hanno realizzato un video divertente ma serissimo, nel quale due donne adulte, madri di maschi, hanno accettato di camuffarsi in modo da non potere essere riconosciute dai relativi figli, e sono state oggetto delle loro ‘attenzioni’ sessiste.

L’effetto è esilarante e allo stesso tempo fa riflettere, perché, quale che sia stata l’educazione che questi uomini hanno ricevuto (ed è molto probabile che queste donne, se hanno accettato di essere riprese e di partecipare al progetto siano d’accordo con lo spirito dell’operazione, tanto è vero che entrambe dicono ai figli: ‘Io non ti ho educato così’) dimostra come nella cultura diffusa, intrisa di sessismo e pregiudizio, non sia concepibile che una donna si senta a disagio e si ribelli di fronte al ‘complimento’ di uno sconosciuto.

E il nodo è, appunto,‘il complimento’: quante volte ci siamo sentite chiamare bacchettone, moraliste, noiose, retrò, vetero (giusto per evitare le valutazioni più pesanti al nostro argomentare) quando affrontavamo il discorso delle molestie stradali?

Il video, prodotto alla fine dello scorso anno e sottotitolato a gennaio 2015, è stato rilanciato nel web dalla storia testata femminista Ms magazine.

Nella campagna peruviana viene sottolineato come oltre dieci milioni di donne ogni anno siano vittime di molestie verbali per strada, un tema che era stato risollevato, oltre che dalla rete Hollaback, anche da alcuni esperimenti di camminata stradale in alcune città da parte di donne giovani vestite in modo del tutto normale, che avevano collezionando per ore commenti pesanti, tentativi di approccio più o meno aggressivo e insistente: un vero incubo.

Nel lavoro delle attiviste latinoamericane il punto centrale che si vuole evidenziare, mi pare, è la crosta durissima del sessismo sintetizzata dall’adagio internazionale ‘tutte le donne sono puttane, tranne mia madre e mia sorella’. Peccato che, quando non ti accorgi che chi stai trattando da prostituta e da oggetto sessuale è tua madre, i nodi vengano al pettine.

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