I lavoratori e ricercatori dell’Isfol (l’istituto di ricerca che fa capo al ministero del Lavoro) hanno protestato davanti alla sede del Pd, mentre era in corso la direzione nazionale del partito. “Noi – hanno spiegato – siamo le prime vittime del Jobs Act, visto che una norma prevede di far confluire le attività di ricerca e monitoraggio sul mondo del lavoro in una nuova agenzia governativa. Così, dopo anni di contratti a termini, in 250 rischiamo di perdere il lavoro il 31 dicembre 2014″. Secondo i manifestanti, infatti, non sarebbe più garantita l’obiettività delle analisi sugli effetti delle norme che riguardano le occupazione, perché la nuova agenzia non sarebbe un ente terzo, ma direttamente dipendente dal ministero. Ad ascoltare le loro preoccupazioni è stato anche il deputato del Pd, Pippo Civati, che ha detto ai ricercatori: “Il Jobs Act l’ha scritto Sacconi”  di Manolo Lanaro

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