“Siamo uomini, non animali”. Da oltre 10 anni, circa settecento rom vivono in baracche di fortuna in via Popilia, a Cosenza. Un ghetto in uno dei quartieri più popolosi della città calabrese dove la presenza dei rom ha creato non poche tensioni tra la comunità rumena e i cosentini residenti in via Popilia. “Non ci aiutano dal Comune, – dice uno dei rom – lavoro non ce n’é e prendiamo il cibo dalla spazzatura”. Le condizioni igienico sanitarie sono disastrose. Bambini che giocano tra le carcasse di auto e si lavano sulla riva del fiume Crati. “Noi ci diciamo un popolo accogliente ma in realtà non lo siamo” è la denuncia di Gianfranco Sangermano, coordinatore dell’Ong “Moci“: “La questione dei campi rom di via Popilia è ormai decennale a cui amministrazioni di centrosinistra e di centrodestra non riescono a trovare delle risposte adeguate perché sono controproducenti dal punto di vista elettorale. C’è chi pensa – continua Sangermano – a una tendopoli, ma l’unica soluzione possibile è un campo rom attrezzato”  di Lucio Musolino

 

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