Calci e pugni in campo, ai giocatori e tra tifosi. Il derby di Tel Aviv tra Maccabi e Hapoel è durato appena 33 minuti. Poi il parapiglia e la sospensione. Tutto inizia quando sul punteggio di 1-1 un tifoso dell’Hapoel entra in campo e aggredisce Eran Zehavi, calciatore del Maccabi. Il difensore ha tentato di allontanarlo con due calci, prima che l’ultras venisse fermato e allontanato dalle forze dell’ordine. Sembrava tutto finito, ma l’arbitro ha espulso Zehavi. A quel punto alcuni tifosi del Maccabi sono entrati sul terreno di gioco cercando il contatto con i rivali dell’Hapoel. Dopo diversi tentativi di riportare la calma da parte dei 600 uomini impegnati nel servizio d’ordine, la partita è stata sospesa. Dieci le persone arrestate. “Questo non è calcio, è una guerra. È un giorno nero”, ha commentato Eyal Berkovic, manager dell’Hapoel  (collaborazione di Andrea Tundo)

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