Nel Giorno dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate, al termine della cerimonia di deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria, a piazza Venezia a Roma, salutato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il premier Matteo Renzi s’intrattiene con un gruppo di cittadini a parlare della riforma della scuola. “Mi mandate un’email con le vostre osservazioni”, dice a degli insegnanti precari. Mentre a un gruppo di studenti, sull’esame di Stato dice: “Meno male che io avevo i commissari esterni”. Renzi passa a una coppia che festeggia 50 anni di matrimonio e si congratula. Poi è la volta di un gruppo di Sassari a cui dice: “Ah, siete andati a vedere la partita con la Lazio ieri sera?”. Inomma, saluti e sorrisi a tutti. Ma quando arrivano le domande dei cronisti sulla vicenda degli scontri tra la polizia e gli operai dell’Ast o sull’allarme lanciato dalla Banca d’Italia sul Tfr in busta paga, Renzi dice: “Scusate, ma non avete visto che sto parlando con i cittadini? Con tutto l’affetto che ho per i giornalisti, non vedete quanto sono più tranquilli di voi?”. Il premier, quindi, saluta e va via in auto  di Manolo Lanaro

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