A Genova e Vibo Valentia le larghe intese. A Taranto il sindaco di Forza Italia con parte dei voti dei democratici. Le Province “abolite” sono andate al voto all’insaputa dei cittadini. E i risultati non sorprendono le anticipazioni. Il 28 settembre consiglieri e sindaci si sono recati alle urne per scegliere i nuovi consigli provinciali e gli organici delle città metropolitane. Un’elezione di secondo livello, così come stabilito dalla legge Delrio che prevede la riorganizzazione degli enti di secondo livello. Tra tante incertezze (via il nome, ma restano tutte le funzioni precedenti) e poche garanzie di risparmio. In questa tornata elettorale si è votato per i consigli metropolitani di quattro città (Milano, Genova, Firenze e Bologna) e cinque province (Bergamo, Lodi, Sondrio, Taranto e Vibo Valentia e Ferrara).

Genova è stata la prima città metropolitana a rendere noti i risultati delle elezioni con la vittoria del listone larghe intese “Costituente per la Città Metropolitana” che riunisce Pd, Forza Italia, parte dell’Ncd, Sel e Lista Doria con 430 preferenze su 691 votanti (il 62,2% del totale, 13 consiglieri eletti su 18). La lista ‘Comuni e Comunità’ presentata dai consiglieri regionali Ezio Chiesa del Gruppo Misto e Armando Ezio Capurro della lista ‘Noi con Claudio Burlando che raccoglie diversi sindaci del Tigullio, Lega Nord e Udc, ha ottenuto 147 voti (21,4%, 3 consiglieri eletti) mentre le Liste Civiche Noi per l’Area Vasta-Liberi di Scegliere, che fa riferimento alla consigliera regionale del Gruppo Misto Raffaella della Bianca, a Fratelli d’Italia e alla Lista Musso, ha ottenuto 102 voti (14,6%, 2 eletti). Le schede bianche sono state 5, 7 le nulle. Corretta dall’Ufficio elettorale l’affluenza che resta dell’84,9% con 691, e non 692, votanti sugli 815 aventi diritto tra sindaci e consiglieri comunali in carica oggi nei 66 Comuni della Provincia di Genova. 

A Firenze stravince il Partito democratico conquistando 14 seggi su 19. Un seggio ciascuno per le altre cinque liste: Forza Italia, Movimento CinqueStelle, Città Metropolitana Territori Beni Comuni e Liste Civiche per la Città Metropolitana. I risultati delle elezioni del Consiglio della Città Metropolitana toscana sono stati comunicati dal presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci . 

A Taranto eletto a presidente della provincia il sindaco di Massafra Martino Tamburrano (Forza Italia). A votare sono stati sindaci e consiglieri comunali. Tamburrano ha conquistato 277 preferenze contro le 174 del candidato del centrosinistra, il sindaco di Laterza Gianfranco Lopane (Pd). Tamburrano, sostenuto anche da esponenti del centrosinistra, ha ottenuto circa il 64 per cento delle preferenze (61.954 voti ponderati, ovvero ogni scheda è stata poi moltiplicata in base al punteggio prestabilito per la popolazione del singolo comune) contro il 36 per cento del suo avversario (35.146 voti ponderati). Sono state tre le schede nulle e due le bianche. In tutto hanno votato 457 elettori sui 474 aventi diritto. Ancora in corso lo spoglio per l’elezione dei 12 consiglieri.

Andrea Niglia è il nuovo presidente della Provincia di Vibo Valentia. Vince quello che hanno chiamato “l’accurduni”, tra impresentabili in lista e indagati per peculato. Il neo presidente della Provincia di Vibo Valentia, che ha ottenuto 456 voti, era alla guida della lista “Insieme per la Provincia di Vibo Valentia Adesso”, che vedeva insieme i renziani del Pd (che fanno capo all’ex presidente della Provincia Francesco De Nisi), esponenti Ncd (che fanno riferimento all’assessore regionale della Calabria, Nazzareno Salerno), di Forza Italia e di Fratelli d’Italia.

A Bergamo eletto presidente Matteo Rossi. L’esponente del Pd ha vinto sull’altro candidato, Beppe Pezzoni, sindaco di Treviglio con il 59,15% delle preferenze. Alta l’affluenza, che è stata di 2.098 persone, ossia il 73.59% degli aventi diritto. Affluenza più bassa nella sezione che raccoglieva i Comuni più piccoli, sotto i 3 mila abitanti: in questo caso non ha raggiunto il 63%. I Sindaci e i Consiglieri dei 242 comuni bergamaschi chiamati a votare erano complessivamente 2.851. 

A Bologna si sono concluse nella tarda serata di domenica le operazioni di spoglio per le elezioni del primo Consiglio metropolitano di Bologna. In queste elezioni il peso del voto variava a seconda della grandezza del Comune dell’elettore. Al Pd vanno dodici seggi, tre gli eletti per la lista Uniti per l’alternativa e un seggio a testa per il MoVimento 5 stelle, Rete Civica e Sinistra per i beni Comuni

Per altri capoluoghi di provincia le urne si apriranno a Roma il 5 ottobre e a Napoli e Torino il 12 ottobre, date che interesseranno anche il resto delle 64 province, dopo le 6 in cui finora sono stati aperti i seggi. Il prossimo passo imposto dalla legge di riforma riguarda lo statuto che stabilirà le norme fondamentali per l’organizzazione dei nuovi enti, come disciplinare i rapporti tra i comuni e l’organizzazione delle funzioni metropolitane e comunali. Sempre lo statuto regola le modalità e gli strumenti di coordinamento come l’utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie

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