Corruzione e sprechi vanno a braccetto nella sanità italiana e costano ogni anno oltre 23 miliardi di euro, su una spesa di 110 miliardi. E’ quanto emerge dal rapporto presentato oggi dall’organizzazione Trasparency International Italia, e dal suo presidente Virginio Carnevali, in collaborazione con gli istituti di ricerca Ispe, RiSSC e dipartimento della funzione pubblica. “Una manovra lacrime e sangue occulta che intacca il servizio sanitario, ma i 23 miliardi sono una cifra indicativa, il costo della corruzione è superiore purtroppo”, afferma Nicoletta Parisi, commissario dell’Autorità nazionale Anticorruzione. “Noi possiamo operare un controllo, fare la diagnosi, poi servono le cure”, aggiunge. “Gli strumenti e le aree dove intervenire ci sono, per esempio si possono tagliare molti sprechi nei servizi non sanitari come la mensa, le pulizie sui quali si possono, se razionalizzati, ottenere circa 2 miliardi”, specifica Francesco Macchia dell’Ispe, istituto per la promozione dell’Etica nella sanità. Poi servono i controlli e le sanzioni, come espellere dal sistema i corrotti. Era attesa al summit anche il ministro Beatrice Lorenzin, alla fine assente, presa in questi giorni dai possibili tagli alla spesa, per evitare la scure della spending review sul fondo sanitario nazionale. “Non si possono toccare i servizi, è tempo di focalizzarsi sugli sprechi e la corruzione – afferma ancora il commissario Parisi – io ho fiducia nel patto della salute con le Regioni, è un accordo virtuoso, questa è la strada da perseguire, i tagli lineari invece sarebbero un colpo fatale per un paziente gravemente ammalato” di Irene Buscemi

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