La Commissione Ue incalza l’Italia sullo stabilimento siderurgico di Taranto. Nel quadro della procedura di infrazione già aperta sull’Ilva, Bruxelles  ha inviato a Roma una nuova lettera di messa in mora ‘complementare’ per la violazione di alcuni articoli delle direttive sulle emissioni industriali (che dal gennaio 2014 sostituisce la normativa Ue sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento Ippc) e Seveso. La nuova iniziativa della Commissione nasce dall’analisi dettagliata della risposta inviata a Bruxelles dall’Italia a dicembre 2013 in seguito alla prima lettera di messa in mora, risalente al settembre 2013.

I contenuti del documento atterrato sulle scrivanie dei tecnici della dg Ambiente, invece di fornire rassicurazioni, dimostrerebbero al contrario che l’Ilva di Taranto non sta attuando molte delle condizioni previste dall’autorizzazione integrata ambientale, e che lo stabilimento provoca ancora “inquinamento significativo“. Inoltre, nonostante vi sia prova che la violazione delle condizioni previste dall’autorizzazione pongono questioni di pericolo immediato per la salute umana e importanti effetti negativi per l’ambiente, l’Italia non ha sospeso l’attività dello stabilimento.

Ma lo stesso permesso Ippc “è inadeguato”, secondo Bruxelles, poiché non prevede tutti i requisiti necessari in merito alle discariche nel sito dell’Ilva, alla gestione dei sottoprodotti e dei rifiuti, al trattamento delle acque reflue, alla protezione e al monitoraggio del suolo e delle acque sotterranee.

Come se tutto questo non bastasse, l’Italia viene accusata anche di violazione della direttiva Seveso, poiché risulta che l’aggiornamento della relazione sulla sicurezza dello stabilimento, iniziata nel 2008, non è stata ancora conclusa, mentre secondo la normativa, il report deve essere rivisto, e dove essere necessariamente aggiornato, ogni cinque anni.

Nel settembre scorso, in occasione dell’apertura della procedura di infrazione, il commissario Ue all’Ambiente Janez Potocnik aveva evidenziato come il caso Ilva sia “un chiaro esempio del fallimento nell’adozione di misure adeguate per proteggere la salute umana e l’ambiente”. Da allora ad oggi sono trascorsi più di sei mesi, ma vista da Bruxelles la situazione non sembra essere molto cambiata. La decisione sulla messa in mora complementare dell’Italia per il caso Ilva è stata presa oggi dall’esecutivo europeo e potrebbe essere ufficializzata domani.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L'abbiamo deciso perchè siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un'informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Ogm, chi ci mangia?

next
Articolo Successivo

Monitoraggi sismici, precauzione valida o spada di Damocle?

next