Se confermato, Carlo De Benedetti si potrà senz’altro consolare la piena disponibilità del risarcimento di 560 milioni di euro da parte di Silvio Berlusconi per il Lodo Mondadori, ma al momento a farlo penare è il suo stesso quotidiano la Repubblica. La crisi dell’editoria colpisce anche i giornali più blasonati e lo spettro di un nuovo stato di crisi compare nella redazione diretta da Ezio Mauro.

Il gruppo Espresso ha infatti comunicato giovedì che bisogna tagliare il costo del personale e ci sarebbero, secondo quanto risulta al Fattoquotidiano.it, ottanta esuberi da prepensionare e pensionare. In tutto la redazione conta quasi 450 giornalisti. Il presidente De Benedetti e l’amministratore delegato Monica Mondardini hanno così deciso di ricorrere agli ammortizzatori sociali, dato che il calo costante dei ricavi diffusionali e pubblicitari potrebbe portare i conti in rosso.

Dalla chiusura dell’anno scorso, a livello di gruppo, i bilanci hanno visto assottigliarsi sempre di più il risultato netto positivo. Si parte dall’utile a fine 2012 che scende a 21,8 milioni di euro dai 60,6 milioni di fine 2011, per arrivare fino al primo semestre di quest’anno (ultimi dati disponibili) che finisce con un utile di 3,7 milioni, rispetto allo stesso dato 2012 pari a 21,2 milioni di euro. Già dopo i primi tre mesi di quest’anno, alcuni analisti finanziari si aspettavano una perdita per la casa editrice del settimanale Espresso e dei quotidiani locali Finegil (dal Tirreno alla Città di Salerno, dal Piccolo di Trieste al Centro). Quello che si prospetta adesso per Repubblica non è comunque il primo stato di crisi da affrontare. A cavallo del 2009-2010 erano usciti altri ottanta redattori. 

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