Volete sapere qual è per me la la cosa più terribile di questo tira e molla su Berlusconi? Eccola:

Stamani ascoltavo i notiziari alla radio (in streaming. Abitiamo a Londra, ma funziona benissimo anche all’estero purtroppo, perché invece sarebbe più sano sconnettersi, ma io non ce la faccio).

Comunque stamattina, come tutte le mattine, facendo colazione, parte il giornale radio ed ecco la notizia sulla Giunta che deve decidere sulla decadenza di Berlusconi. Il figlio numero 2 (12 anni) salta su: “Ma come? Non l’avevano arrestato questa estate?”.

“Non arrestato, condannato. E’ diverso” gli spiego.
“Ma se uno lo condannano poi l’arrestano, no? Tipo se è uno è un ladro, va in galera, no?”

“Certo”, gli dico. Poi mi correggo…cioè, in genere sì, ma non sempre. Questa è una cosa complicata…”.
E poi non ho più saputo come andare avanti a spiegargli come stanno le cose.

Per un bambino di 12 anni il re deve essere nudo. Non gli si può buttare addosso qualche casacca per poi poterla tirare da una parte o dall’altra.

Voglio che creda davvero che se uno ruba va in galera. Qui in Inghilterra funziona così. Anche un ministro o un parlamentare lo ingabbiano senza tanti complimenti. Anche per cose che noi giudichiamo futili. Per esempio c’è stato un ex ministro che quest’anno si è fatto 8 mesi per aver mentito su una multa per eccesso di velocità (idem alla moglie che si era fatta intestare i punti, mentendo).

Quindi alla fine sapete che ho fatto? Ho spento la radio e gli ho detto: “Sì ma in Italia è un po’ diverso. Lo arrestano nei prossimi giorni. La pratica è un po’ più lunga. Vai a lavarti i denti che fai tardi a scuola”.

E’ rimasto un po’ perplesso, ma spero l’abbia bevuta.
E spero solo tra qualche giorno di non dovergli spiegare che in Italia no, se uno ruba e lo condanno, se è ricco e potente diventa un intoccabile, gli danno l’agibilità politica e il viatico presidenziale per salvaguardare la stabilità eccetera eccetera.

Come gliela spieghi “l’agibilità politica” a un ragazzino di 12 anni? E’ questo l’esempio che vogliamo dare ai nostri figli?

Come diceva Giolitti: “Ci vogliono due generazioni ben educate per fare un popolo”. Ecco, vista la devastazione operata dal signore succitato, io vorrei iniziare subito la ricostruzione. Partendo dalla generazione dei nostri figli.
Twitter: @caterinasoffici

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