Il fenomeno esiste, ma non si vede quando stappiamo una bottiglia di buon vino o di spumante italiano. Dalla Franciacorta (in provincia di Brescia), alle colline dell’Oltrepo pavese passando per i vigneti del Trentino o del Piemonte il caporalato c’è. E’ la Flai (il sindacato dei lavoratori agricoli della Cgil) a lanciare l’allarme: “Come in molti altri settori stagionali, in cui si effettuano raccolte periodiche di frutta, la mala pianta del caporalato cresce vigorosa e va combattuta”. Il fattoquotidiano.it ha documentato la presenza di manodopera originaria dell’Est Europa tra i vitigni dell’Oltrepo pavese. I lavoratori giungono in massa, soprattutto dalla Romania, anticipando la raccolta delle uve, poi si sistemano nelle piazze di centri come Casteggio o Santa Maria della Versa, in attesa che il caporale o il padrone di turno passi, li raccolga e li porti a lavorare  di Fabio Abati

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Scuola, protesta dei precari a Roma: “Lo Stato prima ci usa e poi ci getta”

prev
Articolo Successivo

Fiat, Landini: “Non siamo usciti dal tunnel. A Mirafiori stanno spegnendo il futuro”

next