Bruxelles boccia la proposta dell’Autorità per le telecomunicazioni (Agcom) volta a ridurre le tariffe praticate da Telecom ai concorrenti per l’accesso a banda larga e telefonia fissa. La Commissione Ue scrive che “inciderebbe negativamente” sulla pianificazione tariffaria degli operatori telefonici in Italia e spiega che “nei prossimi tre mesi discuterà con Agcom come rivedere la proposta”.

I nuovi canoni stabiliti dall’Agcom sono al vaglio di Bruxelles da un mese. L’Ue ha deciso ora di bloccare il provvedimento, prolungando il regime tariffario 2012 e segnando un punto a favore di Telecom, che giudicava eccessivo il taglio stabilito dall’Autorità. Il Berec, Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche, ha ora sei settimane di tempo per decidere se condividere o meno i dubbi della Commissione. Ma le indicazioni di Bruxelles non sono vincolanti. L’Agcom potrebbe infatti procedere motivando la propria decisione, come di recente hanno fatto i regolatori di Olanda e Germania.

A far scattare la procedura di riesame, spiega una nota, è stato il fatto che secondo la Commissione “la recente decisione dell’Agcom di fissare i prezzi per il 2013 sulla base della precedente analisi di mercato sia in contraddizione con la dichiarazione, rilasciata nell’ottobre 2012, in cui l’Autorità affermava che i nuovi prezzi sarebbero stati basati sulla nuova indagine di mercato”. Poiché i prezzi di accesso dovrebbero riflettere i più recenti dati sui costi, prosegue il testo, la Commissione ritiene quindi che “l’Agcom avrebbe dovuto fissarli sulla base della sua analisi di mercato completa più recente e affidabile“.

La Commissione, è sottolineato nel testo diffuso da Bruxelles, “intende garantire l’adozione di approcci normativi che siano trasparenti e in grado di assicurare condizioni di pianificazione prevedibili e stabili agli operatori del mercato, la cui attività sarebbe fortemente ostacolata dall’impossibilità di pianificare in anticipo i prezzi da offrire ai clienti. In particolare – conclude la nota – considerata la linea di condotta che l’Agcom aveva annunciato di voler perseguire, tutti gli operatori del mercato in Italia si aspettavano che eventuali modifiche ai prezzi di accesso all’ingrosso per il 2013 sarebbero state basate esclusivamente su un’analisi completa dei mercati della banda larga effettuata alla luce delle più recenti informazioni”.

Duro il commento della vicepresidente della Commissione europea e responsabile per l’agenda digitale, Neelie Kroes. L’Agcom italiana ”pregiudica la certezza normativa necessaria a tutti gli operatori”, ha detto. “Scegliendo di adottare un approccio diverso da quello annunciato l’anno scorso per la fissazione dei prezzi di accesso sui mercati della banda larga italiani l’Agcom pregiudica la certezza normativa necessaria a tutti gli operatori economici, che hanno diritto a usufruire di condizioni paritarie“.

Telecom, però, ha poco da festeggiare. Poche ore dopo la notizia della decisione di Bruxelles, infatti, l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha confermato il merito creditizio del gruppo (BBB-), ma ha rivisto da stabile a negative le prospettive del gruppo. “La revisione al ribasso delle stime di Telecom sugli utili per il 2013”, spiega una nota dell’agenzia, “a causa del difficile contesto economico, della forte concorrenza e della pressione regolatoria sui ricavi, hanno motivato la decisione di rivedere le prospettive sul titolo”. Standard & Poor’s avverte quindi che “l’outlook negativo riflette la possibilità di poter abbassare di un gradino il rating nei prossimi 12 mesi se il rapporto debito/ebitda superasse il rapporto di 3,3 a causa dei continui deboli risultati operativi e prospettive di riduzione del debito limitate”.

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