Sono stati quasi 1000 i profughi accolti a Torino con i progetti dell’Emergenza Nord Africa, finiti a marzo. Nei giorni scorsi circa 400 di questi hanno occupato delle palazzine dell’ex villaggio olimpico. Per molti di loro l’unica alternativa era la strada. In centinaia hanno sfilato per le strade del centro di Torino, chiedendo d’incontrare Laura Boldrini, presidente della Camera, ma anche e soprattutto ex portavoce dell’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei richiedenti asilo politico. Una delegazione di profughi è stata ricevuta dalla Boldrini: chiedevano sicurezze economiche e abitative, ma soprattutto la possibilità di lasciare l’Italia per dirigersi verso gli altri paesi europei. Secondo la convenzione di Dublino ai richiedenti asilo vengono prese le impronte digitali appena entrati in Italia, rendendo così impossibile l’accoglienza in altri Stati. La presidente della Camera ha assicurato che porterà le richieste dei profughi all’attenzione del ministro competente, ma i rifugiati non sono stati soddisfatti. “In Libia non ho mai dormito per strada – spiega uno di loro – avevo una casa, un lavoro, del cibo. Poi siete arrivati voi a fare la guerra, io sono dovuto scappare e ora sono qua senza poter andar via”  di Cosimo Caridi

 

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