“Dicono che, come al Conclave,anche al TotoQuirinale chi entra papa esce cardinale.” Nel suo immancabile editoriale il vicedirettore del Fatto Quotidiano passa in rassegna tutti i nomi papabili per il Colle. “Di Napolitano il Pd non ne può più” – osserva Travaglio – “ma Berlusconi lo voterebbe”. E menziona l’incontro tra il leader del Pdl e il capo del Pd, acclamato da molti come un elogio del compromesso storico. “Come se Moro e Berlinguer fossero paragonabili a Berlusconi e Bersani”, afferma ironicamente il giornalista. Inizia così il fluviale elenco dei possibili presidenti della Repubblica: dalla Severino (“presidente di larghe clemenze”) a Gianni Letta fino a Giuliano Amato, ad Emma Bonino e a Romano Prodi. Tra i nomi spiccano anche quelli di Giancarlo Caselli e Ilda Boccassini. E nel finale Travaglio lancia una sferzata caustica a riguardo

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