E’ Antonio Maggio il vincitore della sezione giovani del 63° Festival di Sanremo. La sua canzone “Mi servirebbe sapere”, ha sbaragliato la concorrenza degli altri quattro finalisti, Ilaria Porceddu, i Blastema e Renzo Rubino. Il giovane cantante pugliese si era rivelato nel 2008 grazie alla vittoria della prima edizione di X Factor, conquistata con gli Aram Quartet, suo progetto d’esordio. Confermata la tendenza degli ultimi anni: ancora una volta Sanremo ha deciso di premiare il “figlio” di un talent show.

Il premio della critica, dedicato a Mia Martini, è andato a Renzo Rubino, con la canzone “Il postino (amami uomo)”, che ha raccolto 27 voti su 114 tra i giornalisti. Alle sue spalle, con 21, Ilaria Porceddu e lo stesso Antonio Maggio. Miglior testo è stato giudicato “Le parole non servono più”, del cantautore Il Cile, che si è aggiudicato il premio della giuria di qualità.

La serata, denominata “Sanremo story”, è stata dedicata alle canzoni che hanno fatto la storia del Festival e ha fatto registrare ottimi ascolti: la prima parte è stata seguita da oltre 13 milioni di telespettatori, con il 47,55 per cento di share. La media dell’intero programma è stata di 11.538.000 di spettatori e del 48,17 per cento di share. I quattordici “big” in gara hanno eseguito una personale versione di brani storici della kermesse canora. Tra gli ospiti, un canuto Pippo Baudo, accolto da una standing ovation dalla platea sanremense, e i musicisti Stefano Bollani e Caetano Veloso. Spazio anche per una celebrazione di Mike Bongiorno, con l’inaugurazione di una statua dedicata allo storico presentatore.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Sanremo 2013 e la classifica al contrario

prev
Articolo Successivo

Il World Press Photo, Sanremo e la cucina

next