Paul Gascoigne è stato ricoverato in terapia intensiva in Arizona, negli Stati Uniti, per una crisi cardiocircolatoria che lo ha colpito mentre stava per iniziare una cura di disintossicazione dall’alcol. A lanciare l’allarme, con un titolo in prima pagina, è il tabloid britannico Sun che cita una fonte vicina all’ex star del calcio. Gascoigne, tuttavia, non è in fin di vita. I medici che lo stanno curando negli Stati Uniti escludono infatti che l’ex giocatore inglese stia così male da “rischiare di morire”.

Lo psicoterapista John McKeown, che ha ‘lavorato’ con Gascoigne per oltre 10 anni, ha confermato che è stato “trasferito dalla clinica Cottonwood e  ricoverato in terapia intensiva”, in un ospedale Arizona per “gravi complicazioni” dopo aver iniziato una cura di disintossicazione dall’alcol. “Ma questo non è inusuale per chi ha una passato da alcolista come il suo. Sta ancora ricevendo le cure in ospedale ma mi hanno rassicurato che è quasi in grado di camminare. Non ci sono rischi per la sua vita”, ha ribadito McKeown.

L’ex fantasista del Tottenham, della Lazio e della nazionale inglese, che soffre di depressione da diversi anni, è riuscito ad andare negli Stati Uniti grazie alla colletta di un gruppo di amici, tra cui l’ex compagno di nazionale Gary Lineker e il presentatore tv della Cnn Piers Morgan, che avevano raccolto 25.000 sterline. Un aiuto nato spontaneamente dopo che il Sun aveva pubblicato un video-shock dove Gascoigne appariva in pessime condizioni di salute, nuovamente schiavo della bottiglia. L’ex centrocampista era stato fotografato con una pinta di birra anche al suo arrivo in Arizona.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Doping, Cipollini e l’ombra dell’epo: “Il suo nome nelle carte del dottor Fuentes”

next
Articolo Successivo

Mario Cipollini, la procura antidoping apre un fascicolo

next