Erano stati acquistati legalmente e registrati a nome di Nancy Lanza, sua madre. Sono le due pistole e il fucile d’assalto con cui il killer del Connecticut, il ventenne Adam Lanza, ha fatto una strage nella scuola elementare “Sandy Hook” di Newtown uccidendo 20 bambini e 6 adulti. Sembra che Nancy fosse una collezionista d’armi e a volte portasse i figli a caccia. E la prima vittima della strage è stata proprio lei,  insegnante nella scuola del massacro, colpita al volto da Adam e trovata morta in casa. 

Poi, verso le 9, il giovane killer, vestito tutto di nero, in tenuta militare e con addosso un giubbotto antiproiettili, ha fatto irruzione nella scuola sparando all’impazzata e uccidendo 20 bambini e secondo Foxnews i bambini colpiti sono proprio i piccoli alunni della classe dove insegnava sua madre. Si è quindi diretto nell’ufficio della preside e ha fatto fuoco uccidendolo insieme a uno psicologo della scuola e altri tre adulti. Il killer è stato ritrovato senza vita, ma non è ancora chiaro se si sia suicidato. Nella tragedia, una buona notizia: sei bambini spaventati, ma vivi, sono stati trovati in alcuni armadi della scuola.

Un portavoce della polizia, Paul Vance, ha riferito che gli inquirenti  hanno trovato nella scuola e a casa del killer “alcune prove molto fondate” per elaborare “il quadro completo” di quel che è avvenuto, “come e soprattutto perché”. Vance non ha spiegato nel dettaglio di quali prove dispongano, ma ha detto che la donna sopravvissuta, la vice-preside, unica rimasta ferita nella sparatoria, “è stata curata e sarà un prezioso testimone“. E mentre il poliziotto informa che tutte le vittime sono state identificate e i loro corpi trasferiti in un obitorio dello Stato per gli esami forensi, emergono le prime storie di eroismo. Il custode della scuola, quando si sono cominciati a sentire i primi spari, è corso fuori nei corridoi per avvertire le maestre di chiudere a chiave i ragazzini nelle aule. I bibliotecari hanno capito che c’era un uomo armato nella scuola e hanno allora chiuso alcuni studenti in un ripostiglio e lo hanno barricato con le cassettiere e non volevano aprire la porta neppure quando, è arrivata la polizia. E poi la preside, Dawn Hochsprung, una 47enne descritta come un’educatrice appassionata e dedita, che nessuno si stupisce abbia potuto dare la sua vita per cercare di salvare i suoi alunni: quando sono cominciati gli spari stava uscendo da una riunione con la psicologa, ha avvisato alcuni colleghi che erano alle sue spalle e si è trovata sulla linea del fuoco del killer; l’ultima cosa che ha fatto è stato girarsi e urlare di chiudere la porta, poi si è posta dinanzi al giovane che le ha sparato.

Anche Adam Lanza aveva frequentato la Sandy Hook. Gli ex compagni di scuola lo ricordano come un ragazzo timido e intelligente, molto preso dai videogiochi.  Sembra che la madre lo spingesse a studiare molto e a primeggiare a scuola. Nel 2008 i suoi genitori, Peter e Nancy, hanno divorziato. Secondo quanto riferito alle forze dell’ordine dal fratello Ryan Lanza, che ha 24 anni e vive a Hoboken, in New Jersey, Adam soffriva di disturbi della personalità “di tipo autistico”. 

Secondo le autorità Ryan non è coinvolto nella sparatoria e non è stato trattenuto in arresto dopo l’interrogatorio. Tuttavia, gli investigatori stanno esaminando i suoi computer e le sue telefonate.

Barack Obama, in un messaggio alla nazione, si è commosso esprimendo tutto il suo cordoglio per le vittime e la necessità di intervenire sul secondo emendamento della Costituzione americana che garantisce il diritto di possedere armi. E a poche ore dal massacro in Connecticut, un’altra sparatoria si è verificata a Las Vegas dove hanno perso la vita due persone

Anche il Papa si è detto “profondamente addolorato” in un tweet apparso su Vatican News e non sul profilo ufficiale di Benedetto XVI. E in un messaggio, a firma del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, inviato a mons. Jerald A. Doyle, amministratore della diocesi di Bridgeport, nel Connecticut, il papa esprime sentimenti di vicinanza e preghiera per le famiglie delle vittime della tragedia e invoca la consolazione della preghiera per sostenere la comunità “con la forza dello spirito che trionfa sulla violenza” e “con il potere del perdono,della speranza e dell’amore che riconcilia”.

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