Si tratta di un’emozione incontrollata, largamente irrazionale, che però provo abbastanza di frequente quando l’ultima meraviglia elettronica spunta in mano ad amici, parenti o semplici conoscenti. Lo vivo come un oggetto caratterizzato da molta protervia. E’ come se dicesse: “Tu credi di poter fare a meno di me. In realtà fra non molto sarai costretto a comprarmi. Diverrò indispensabile”. L’immagine dei fan che fanno la fila per acquistare il tanto atteso ultimo modello mi induce molta tristezza.

Mi è antipatico perché prefigura un nuovo mondo e io, forse troppo conservatore, non riesco ad accettarlo? Una signora mi racconta di essere andata a prendere la figlia e due sue amichette a scuola. Durante il viaggio le tre ragazzine non si sono scambiate neanche una parola. Erano intente ad interagire tramite i-Phone con chissà chi.

L’antipatia deriva dall’accostamento con le emozioni indotte da alcuni dei suoi possessori? A cena con amici e conoscenti c’è spesso qualcuno che lo sfoggia, lo mette sul tavolo per mostrarti con orgoglio l’ultima foto scattata o l’applicazione utilizzata.

Sono gli studi psicologici che mi condizionano? A un topo è stato impiantato un elettrodo nel cervello che, tramite la pressione su un bottone stimola recettori dopaminergici (un particolare tipo che è implicato nella ripetitività e nel piacere). Nella gabbia ci sono tante altre cose che potrebbero interessare al topolino, da cibo a femmine o divertimenti vari. Il topo con l’elettrodo continua a pigiare il bottone fino a morire di fame. Assomiglia tanto ai pigiatori delle macchinette videopoker nei bar e ai possessori di i-Phone che pigiano sempre alla velocità della luce.

O è solo invidia? Questi americani sono ancora i più forti. Dei veri imperialisti. Riescono a farti desiderare il loro modello di vita.

Chiederei ai lettori un’opinione.

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