Angelo Orazio Pregoni

In Russia una donna uccide il marito e lo fa a pezzi. Il motivo? Puzzava troppo. Rifiutava di lavarsi da mesi, così la moglie lo ha colpito con un ferro da stiro, strangolato con un cavo elettrico, tagliato a pezzi col coltello da pane, spargendone i resti nel bosco.

Forse sarebbe bastato regalargli un profumo per l’anniversario.

“Mi piace, è proprio il mio tipo… se non fosse per quel suo pessimo odore!”. Non importa se la persona in questione è poco incline alle pratiche di igiene personale, se non verrà mai scelta come testimonial di un brand di sapone, o se magari è tutta questione di Ph. Il naso talvolta non conosce ragioni e mette fine a storie destinate potenzialmente a durare per sempre.

C’è chi usa l’olfatto per professione. Quella del profumiere è una figura a metà strada tra un chimico e un mago. Un alchimista dal camice bianco che maneggia ampolline, immerso tra fumi e profumi.

Dall’esecuzione sommaria della consorte russa all’esecuzione artistica il passo è breve. Angelo Orazio Pregoni non si limita a creare essenze, fa qualcosa di più. E coinvolge il pubblico in quelle che definisce “esecuzioni d’arte”.

Per veicolare fragranze artigianali abbandona il laboratorio, si spoglia del camice e ha dato appuntamento a Milano a cinquanta ospiti, per condurli in un percorso che ha per protagonista l’olfatto. Attraverso l’uso di tutti i sensi. Infrange il tabù del nudo totale, fa leva sul comune senso del pudore.

Angelo Orazio Pregoni
Nelle foto, Angelo Orazio Pregoni da insideart.eu

Non chiede semplicemente di “annusare”, propone una percezione olfattiva privata. Come in una danza tribale i corpi nudi di due uomini e due donne fanno un giro completo attorno a ogni spettatore. E gli offrono non solo la nudità, ma il mescolio delle fragranze con cui Pregoni ha profumato i loro corpi. Una giostra di profumi in cui, tra totem e tabù, è il naso l’epicentro.

Olfatto batte vista uno a zero. Ma in materia di conquista, conta di più un bell’aspetto o un gradevole profumo?

Insomma, amore a prima vista… oppure a primo olfatto?

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Copertine estive: lo spread con le tette

next
Articolo Successivo

Se Penelope va alla guerra ed è pure gay

next