Expo, racket e usura, iniziative per approfondire la conoscenza del fenomeno della criminalità organizzata. Sono questi i primi punti che verranno affrontati dalla commissione antimafia del Consiglio comunale di Milano che nella seduta di oggi ha steso il programma da seguire nei prossimi quattro anni e mezzo, fino a fine mandato.

Il programma è stato condiviso da tutte le forze politiche, come sottolineano il presidente della commissione David Gentili (Pd) e il suo vice Carmine Abagnale (Pdl), eletti il 9 febbraio scorso durante la prima riunione. Superate quindi per il momento le polemiche che a gennaio avevano portato Pdl e Lega a non partecipare in Consiglio al voto per l’istituzione del nuovo organismo. E superati i contrasti che nel 2009 avevano visto il Pdl affossare un’analoga commissione, dopo appena tre mesi di vita e dopo che il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi l’aveva tacciata di ‘anticostituzionalità’.

La nuova commissione produrrà atti amministrativi, come proposte di deliberazione in Consiglio o modifiche regolamentari, e organizzerà audizioni di esperti. “Sarà un organo politico dell’istituzione che dialoga con la città. Nel modo più trasparente possibile”, spiega Gentili. Un dialogo per raccogliere informazioni sul fenomeno mafioso in città, attraverso incontri con i rappresentanti delle Zone, delle categorie e delle associazioni. Ma anche per fornire informazioni ai cittadini: “Cercheremo di dare il massimo di visibilità alle attività della commissione”, promette Abagnale. A tale scopo verrà utilizzato il sito Internet del Comune e, questo l’auspicio di presidente e vice presidente, verranno pubblicati documenti e sentenze passate in giudicato, in modo che i milanesi possano conoscere nomi e cognomi delle persone condannate in passato per fatti di mafia. Un report verrà poi presentato al Consiglio e alla cittadinanza con cadenza annuale.

Riguardo al tema dell’Expo e delle possibili infiltrazioni negli appalti legati alla manifestazione del 2015, verrà subito fatto un approfondimento sul protocollo di legalità firmato lunedì scorso in prefettura, alla presenza del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. Mentre al prefetto è già stata inviata una lettera con una richiesta di incontro. La risposta ufficiale non è ancora arrivata, ma Gentili si dice ottimista che, questa volta, con Gian Valerio Lombardi ci sarà collaborazione.

Una riunione sarà organizzato, tra una decina di giorni, con il comitato di esperti, che è presieduto da Nando dalla Chiesa e riferisce al sindaco Giuliano Pisapia. Sul rischio di un’inutile duplicazione di funzioni per la coesistenza dei due organismi, Gentili assicura che ci sarà collaborazione. Perché unico è lo scopo: individuare misure per meglio affrontare la criminalità organizzata in una città che negli anni è diventata la capitale al Nord della ‘ndrangheta.

Tra le prime preoccupazioni della commissione ci sono racket e usura: Gentili e Abagnale chiederanno di inserire già nel bilancio comunale del 2012 una voce che consenta l’avvio di iniziative, quali l’invio a imprese e commercianti di questionari o la creazione di uno sportello per la prevenzione dei reati e il sostegno delle vittime. Importante sarà anche la lotta al riciclaggio, in cui si cercherà di rendere il Comune parte attiva. “L’amministrazione ha a disposizione una moltitudine di dati che, se incrociati, possono portare notizie utili a individuare eventuali attività di tipo mafioso”, spiega Gentili. Questo potrebbe consentire in futuro di fare segnalazioni alla procura su casi sospetti. In una collaborazione simile a quella attivata qualche settimana fa tra assessorato al Bilancio e Agenzia delle entrate per individuare gli evasori fiscali.

Tra i punti del programma c’è poi la valorizzazione dei beni tolti alle mafie sul territorio milanese, che ha l’8,5% del totale dei beni immobili confiscati in tutta Italia e il 13,7% delle aziende confiscate. Un impegno particolare sarà messo anche nell’approfondire la conoscenza del fenomeno mafioso a Milano, con la raccolta di informazioni che portino a una mappatura delle zone più a rischio e delle periferie diventate bacino di consenso per le organizzazioni criminali. La commissione si occuperà infine di definire un codice etico che porti le forze politiche ad auto regolamentare le proprie candidature nelle elezioni amministrative. E darà vita a iniziative per l’educazione alla legalità e la formazione di dipendenti pubblici.

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