I finanzieri del nucleo di polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano hanno denunciato per truffa il rappresentante legale di Metaxia.it. Secondo gli inquirenti si tratta di un finto gruppo di acquisto solidale (Gas), imbastito con l’unico scopo di raggirare gli utenti.

L’associazione era stata smascherata nel 2009 in seguito alle denunce di alcuni utenti che lamentavano di non aver ricevuto la merce acquistata online. Dopo le prime verifiche, i militari erano entrati in azione oscurando il sito e invitando chiunque fosse caduto nella trappola a segnalare l’accaduto. Ora sono state chiuse le indagini e il rappresentante legale del portale telematico Francesco Carrubba è stato denunciato.

All’epoca dei fatti, ricostruiscono gli investigatori, il gruppo di acquisto aveva lanciato una campagna pubblicitaria su free press e Internet. Spot di vario genere pubblicizzavano la ricerca di personale, annunciavano l’apertura di punti vendita e promuovevano offerte rimandando al sito di Metaxia. Per poter avere accesso ai servizi offerti, il gruppo chiedeva una cospicua quota si iscrizione (50 euro per il socio ordinario e 200 euro per il socio sostenitore), promettendo regali e forti sconti su prodotti di marchi affermati, che spaziavano dagli alimentari ai tecnologici. Secondo quanto si legge nella denuncia il gruppo di acquisto, oltre a incassare la quota associativa, si faceva pagare in anticipo anche il corrispettivo per la merce ordinata, garantendo l’invio della stessa nell’arco di 45 giorni dalla data di effettuazione del pagamento. I prodotti, però, non sono mai arrivati a destinazione e il rappresentante legale dell’associazione, racconta la Finanza, non si è mai fatto trovare né di persona né al telefono.

I militari stimano che 124 acquirenti sarebbero caduti nella trappola digitale compiendo acquisti senza mai ricevere nulla in cambio. Così nel giro di poco tempo Metaxia si è creato una pessima fama in rete, sui forum dedicati al mondo dei consumatori gli utenti sospettosi o quelli raggirati avevano iniziato a raccontare le loro disavventure. Da lì è partita l’indagine che si è conclusa in questi giorni, quando le Fiamme gialle hanno formalizzato la denuncia, stimando l’ammontare della truffa in 60mila euro, di cui 55mila sottoposti a sequestro.

Metaxia.it aveva cercato di celarsi sotto le mentite spoglie del “Gruppo di acquisto solidale”, in realtà un maldestro tentativo di conquistarsi la fiducia degli utenti della rete che ha convinto solo i meno esperti. I presupposti su cui si basava sono diversi da quelli su cui sono fondati i veri Gas. Come spiegano i referenti di Rete Gas (www.retegas.org) questi gruppi “sono formati da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro”. I componenti generalmente si conoscono e si ritrovano in un luogo fisico, dove discutono e decidono assieme come indirizzare i loro acquisti, che diventano solidali nel momento in cui il gruppo “decide di utilizzare il concetto di solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti”. Proprio in virtù di questo principio chi acquista tramite un Gas non lo fa per cercare un abbattimento dei prezzi di acquisto, tantomeno per ottenere prodotti “di marca” a basso costo. I Gas acquistano principalmente da produttori locali, piccole aziende biologiche e il risparmio diventa spesso solo un fine secondario o una piacevole conseguenza di questo modo diverso di fare la spesa.

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