L’unica cosa che apprezzo del Governo Monti è quello che non ha fatto, ed in particolare il fatto che fino ad ora non abbia dato l’avallo del governo alla candidatura di Roma come candidata alle Olimpiadi del 2020. Ne ignoro le ragioni, non saranno certo le stesse che avrei io, ma è comunque positivo che finora non abbia avallato.

Certo che ora con tutti i “nostri” atleti schierati in campo per la candidatura, dal Pupone nazionale, al 46 motoristico, alla fiorettista toccata dal premier, a quanti altri, sarà difficile resistere alle lusinghe.

Comitato Promotore di Roma 2020. Oltre ai rappresentanti del mondo sportivo chi c’è? Allora, vediamo, vediamo…Emma Marcegaglia, Luca Cordero di Montezemolo e Diego della Valle (ormai inseparabili da quando hanno realizzato il business dei treni veloci privati sulle spalle della rete pubblica), Azzurra Caltagirone, rampollo della famiglia di costruttori, John Elkann, Giuseppe Recchi, della grande e nota famiglia di costruttori. Almeno avessero avuto il pudore di evitare di mettere nel comitato promotore il gotha dell’imprenditoria italiana, ma forse è meglio così. Per una volta, giocano a carte scoperte, non ci menano per il naso. Roma 2020, come tutti i grandi eventi, sarà (se verrà “premiata”) un’altra, l’ennesima colata di cemento ed asfalto. Ed un gran bel debito per le finanze pubbliche.

Ci siamo già passati qui a Torino. Ci opponemmo con tutte le forze a Torino 2006, intravedendo i disastri futuri. Impianti costati una paccata di soldi, impattanti ed oggi inutilizzati, come i trampolini per il salto a Pragelato o la pista di bob a Cesana. Immobili realizzati in fretta e furia e che ora già necessitano di manutenzioni, grandi strutture di cui non si sentiva alcuna esigenza, ed un debito pubblico che supera i 3000 euro per abitante, contro una media dei capoluoghi di provincia di  1235.

La nostra posizione quanto Torino si candidò fu chiara. Volete fare le grandi manifestazioni, estive, invernali, autunnali, primaverili? Fatele pure, ma non intaccate il territorio. Fatele dove ci sono già le strutture e le infrastrutture, senza cambiare una virgola, ed anzi, approfittatene semmai per risanare. La logica decoubertiniana prevalga su quella cementizia! Non ci illudevamo ovviamente che ci dessero ascolto. Non siamo nati ieri.

A Torino è finita come è finita, ad Atene si dice che la crisi del debito greco sia nata proprio con le Olimpiadi del 2004 (e con i conti gonfiati che addirittura oggi si dice presentò per ottenerle), e comunque anche loro si trovano ad avere a che fare con strutture costose, obsolete, impattanti. E la Cina? La Cina deve ancora pagare i debiti scaturiti dalle olimpiadi del 2008.
Ma è come l’alta velocità. Se fosse gratis non la vorrebbe nessuno, e così pure le grandi manifestazioni, o i grandi eventi in genere (leggasi l’Expo di Milano). Ciò che importa è fare business e depredare di conseguenza il territorio. Poi, quanto risparmi in tempo fra Torino e Lione, o le gare che si svolgono negli impianti sono puri, seppur necessari, corollari della logica da dementi.

Quando vedo che tutto va storto, che tutto va nella direzione esattamente opposta a quella che noi vorremmo, beh, allora mi viene in mente una famosa e, credo, sincera canzone di Marco Masini. Buon ascolto.

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