E’ arrivato anche il regista Ettore Scola al Teatro Valle di Roma, occupato da domenica scorsa da un centinaio di lavoratori del mondo dello spettacolo. Una protesta contro la chiusura del teatro romano o la sua cessione ai privati, e per ribadire la volontà di partecipare alla gestione della cosa pubblica. Per il regista serve “un referendum permanente per la cultura che è indispensabile, come l’acqua”. E oggi è possibile, perché “qualcosa è cambiato in Italia – ricorda riferendosi alle elezioni -, i cittadini non delegano più”. Un’operazione da svolgere con “passione civile” e “vigilanza” costante. “Quindi anche la notte restate qui – scherza Scola – perché credo che ogni attimo di distrazione possa essere fatale”. Video di Nicola Moruzzi

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Brunetta al Fatto.it: “Non chiedo scusa, era un agguato”

next
Articolo Successivo

Berlusconi telefona e saluta tutti. Ma la sala del convegno è deserta

next