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Trattativa Stato-mafia,
audizioni per Ciampi e Scalfaro

Gli ex presidenti della Repubblica saranno sentiti a Roma nella sede del Senato. Da chiarire revoche e mancati rinnovi del regime di 41 bis avvenuti in quel periodo, successivo alle stragi di Capaci e via D'Amelio e contemporaneo rispetto agli attentati di Roma, Firenze e Milano
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Dopo l’audizione dell’ex ministro della Giustizia Giovanni Conso dell’11 novembre, i magistrati sentiranno mercoledì a Roma anche gli ex presidenti della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e Oscar Luigi Scalfaro nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta trattativa fra Stato e mafia. A condurre le audizioni saranno il procuratore di Palermo, Francesco Messineo, l’aggiunto Antonio Ingroia e i sostituti Nino Di Matteo e Paolo Guido. Come prevedono le loro prerogative, gli ex Capi di Stato saranno ascoltati nella sede del Senato.

I magistrati del pool coordinato dall’aggiunto Ingroia svolgeranno una serie di altre audizioni, alcune delle quali potrebbero riguardare anche boss mafiosi che tra il ’92 e il ’93 erano detenuti in regime di 41 bis. Proprio le revoche e i mancati rinnovi di questo sistema speciale di detenzione, avvenuti in quel periodo, successivo alle stragi di Capaci e via D’Amelio e contemporaneo rispetto agli attentati di Roma, Firenze e Milano della primavera-estate ’93, saranno al centro delle audizioni. Ciampi all’epoca era presidente del Consiglio, mentre Scalfaro era stato eletto capo dello Stato il giorno dopo l’attentato del 23 maggio ’92, che costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie, Francesca Morvillo, e a tre agenti della scorta.     

Nell’indagine sulla trattativa, in gran parte legata alle dichiarazioni di Massimo Ciancimino, sono già stati sentiti, fra gli altri, l’ex presidente della Camera e della commissione Antimafia, Luciano Violante, gli ex ministri della Giustizia Claudio Martelli e Giovanni Conso, e l’ex capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Nicolò Amato.

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