Due milioni di metri cubi di rifiuti tossici, 300 mila metri quadri messi sotto sequestro, indagati funzionari pubblici e alcuni responsabili di cantiere. La più grande riqualificazione urbana degli ultimi anni blindata dalla magistratura. Eppure il Comune di Milano la considerava un’operazione brillante. L’esempio sbandierato di una nuovo modo di costruire e di mettere in sicurezza i territori contaminati. In città la politica sapeva dei veleni della ex Cava Cabassi, ma ha taciuto. Sulla pelle di chi per acquistare gli appartamenti ha contratto i debiti. Di Galeazzi e Milosa (Per commentare clicca qui)

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