Per una che si batte per uno stato laico e per l’emancipazione femminile come me, teoricamente dovrei essere contro il burqa e favorevole alla legge passata in Francia, cui hanno seguito gli apprezzamenti di Fini e del Pdl. “Liberiamo le donne oppresse dal velo”, dicono lor salvatori.

Sì, effettivamente sono contro il burqa, nel senso che non penso lo indosserò mai. Ma sono contro il divieto di portarlo.

Ritengo che questa misura non sia altro che un’ulteriore imposizione nei confronti di queste donne. Dapprima, infatti, per contesto culturale, sociale e familiare viene loro imposto di mettersi un velo in testa. In alcuni paesi è legge, in altri è scelta – e qui andrebbe verificato quanto libera. Poi queste cambiano paese, oppure nascono in un paese diverso dai valori e tradizioni impartiti fra le quattro mura di casa loro. Là fuori, a un certo punto, viene stabilito per legge che queste donne devono denudarsi e stravolgere la loro immagine nel mondo. Ma loro a questa immagine non sono abituate, hanno sempre creduto che devono coprirsi il capo, che è così che devono abbigliarsi.

E quale pensate possa essere la conseguenza della misura voluta da lor salvatori? Semplice: queste donne non usciranno più. Non più a loro agio nel mondo, troveranno come unico scampo quello di rinchiudersi in casa, ancora più recluse e sottomesse di prima al volere dell’uomo in casa, unico loro riferimento.

Allora, siamo sicuri che questa misura sia così benvoluta dagli uomini (e donne tipo la Santanché) di destra in nome dello stato laico e dell’emancipazione della donna, o non è per caso un ulteriore tassello di quella lotta all’Islam che da anni ormai mina i fondamenti delle nostre liberal democrazie? E lor salvatori non hanno pensato alle reazioni del mondo islamico di fronte a leggi dell’Occidente che, giuste o no, vogliono negare elementi della loro cultura?

Anche a me piacerebbe vivere in un mondo in cui le donne non debbano ogni volta sentire il peso (e talvolta l’umiliazione) di un mondo governato dagli uomini. Peccato però che vivo in un mondo in cui tette e culi delle veline sono servite ai pasti e la prostituzione in politica è stata dichiarata legittima. Non sarebbe meglio partire da lì?

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