Dopo la strage dell’hotel (30 persone, tra cui 6 parlamentari), a Mogadiscio è di nuovo scontro. Questa volta si contano sei morti e 25 feriti, tutti civili. Sono vittime di un bombardamento scoppiato all’alba, per le strade del mercato di Bakara, il più importante della città. Secondo quanto riferisce l’inviato della tv Araba “Al-Jazera”, i razzi sarebbero stati lanciati dalle forze governative per colpire le basi dei giovani Mujahidin presenti nella zona. Questo è l’ultimo episodio della guerra scoppiata tra le forze del governo, sostenute dai “berretti verdi” dell’Unione Africana e gli integralisti islamici. Dopo tre giorni d’inferno, Mogadiscio sembra essere caduta nella totale anarchia. Gli scontri si sono verificati a nord e a sud della capitale dopo diversi colpi d’artiglieria pesante scoppiati durante la notte. L’ennesima guerriglia segue la carneficina all’hotel Huna, dove ieri due ribelli islamici-kamikaze delle milizia Shebab, vestiti da soldati governativi, hanno falcidiato una trentina di persone, tra cui 6 deputati, prima di farsi saltare in aria.

Sul conflitto scoppiato questa mattina, governo e ribelli sostengono di aver preso il sopravvento. “I combattimenti sono ripresi intensamente e le forze dell’Unione africana stanno avanzando verso le linee nemiche: hanno perso molti miliziani”, ha detto il colonnello Mohamed Adan, un agente di sicurezza del governo somalo. Secondo testimoni, i sei civili sono morti perche’ un colpo di mortaio ha colpito le loro case: “Ho visto i cadaveri di sei persone stamane, quattro morti in un posto, gli altri due nel quartiere di Yaqshid”, ha riferito Muhidin Ali, un testimone locale.

I servizi di ambulanza hanno reso noto di aver raccolto 18 civili feriti. Ma anche i ribelli del movimento Shebab, legati ad al-Qaeda, hanno rivendicato la vittoria. “I nostri uomini hanno giocato d’anticipo e ci sono stati scontri attorno alle posizioni difensive del governo e delle truppe cristiane d’invasione che le appoggiano”, ha riferito” Sheik Abdiaziz Abu-Muscab, portavoce delle operazioni militari di Shebab. “Grazie ad Allah, abbiamo ucciso molti soldati e i combattenti Mujahideen adesso hanno il pieno controllo delle loro roccaforti”

E’ dal maggio del 2009 che lo Shebab ha intensificato gli agguati contro il governo ad interim federale, sostenuto dai 6.000 soldati della Ua. Il 17 agosto scorso nove civili sono stati uccisi e altri 53 sono rimasti feriti a causa di una serie di colpi di mortaio sparati contro un campo profughi. “Le nostre squadre hanno raccolto i cadaveri di 9 civili e soccorso 53 feriti – spiegava Ali Muse Mohamud, capo delle squadre di emergenza di Mogadiscio – . Ci sono state molte vittime perché i combattimenti sono esplosi senza annuncio mentre la gente si stava preparando a mangiare durante il periodo permesso dal ramadan”. Sono morti anche tre bambini.

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