Elezioni subito, governi post-balneari, di unità nazionale, nuovi Cln. Con l’ombra di una crisi improvvisa le opposizioni provano a non farsi travolgere dalle onde elettorali. Mentre il sogno bipolare veltroniano appare ormai tramontato.
Pd: governo a tempoe legge elettorale
Tutto apertonel Pd che riparte con la campagna del “porta a porta” (in cui saranno impegnati 12 mila amministratori locali del partito), per ritornare al “partito della salciccia”, come ha detto l’europarlamentare Gianni Pittella. In caso di elezioni anticipate la via è quella delle primarie (con Bersani candidato): “Le abbiamo inventate noi”, sottolinea Stefano Di Traglia, portavoce del segretario. Le alleanze sono l’incognita: “Il quadro è da definire, ci rivolgeremo ai partiti di centrosinistra e a tutte le opposizioni, Udc compresa”. Anche a Fini? “Dipende dalla soluzione politica: se il problema è la tenuta democratica del Paese non è escluso”. Prima di arrivare al voto, però, il Pd preferirebbe passare da un esecutivo “in grado di cambiare la legge elettorale e di attuare misure urgenti per economia, sviluppo e lavoro”. Unico requisito per il traghettatore: “Non deve essere Berlusconi”.
Idv: al voto subito senza Fini e Udc
Di Pietro ha pochi dubbi. Ha già dichiarato più volte di voler le elezioni subito “e lavoriamo per questo”. Unica variabile per l’Italia dei valori un governo tecnico con un mandato a tempo ben preciso per risolvere il problema del conflitto d’interesse e realizzare una nuova legge elettorale. Ma Di Pietro non crede ci possano essere molte possibilità, “solo il presidente della Repubblica potrà essere garante di una nuova maggioranza che dia vita ad un governo con questo scopo preciso, che non rimanga in carica un giorno di più”. Di Pietro è favorevole alle primarie, a cui l’Idv “parteciperà con un solo candidato”. Luigi De Magistris, ma anche Leoluca Orlando e Massimo Donadi i possibili nomi. Sulle alleanze Di Pietro ha già chiuso la porta a Udc e Fini, possibile solo “un asse con il Pd e coalizione aperta alla sinistra”.
Vendola: primarie e sfida alla destra
Sinistra e libertà non ha rappresentanti in Parlamento, ma Nichi Vendola parte forte per la spinta della vittoria personale alle regionali, in Puglia. Su Facebook ha più fans di Berlusconi e adesso sembra l’unico candidato capace di scaldare i cuori a sinistra. Ma in coalizione dovrà fare i conti con il cosiddetto “voto moderato” e con una parte del Pd a lui ostile, che fa capo a Massimo D’Alema. Vendola non vuole sentire parlare di governo di transizione: l’unica possibilità accettabile per lui è un esecutivo per la legge elettorale, magari con un ritorno al proporzionale. É stato il primo, dopo la vittoria in Puglia, a chiedere le primarie, quando ancora si parlava solo di 2013.
Udc: unità nazionale e poi il terzo polo
Casini tenta la carta della “novità”, con una revisione del simbolo (lo scudo crociato finirà in soffitta?) e del nome: Partito della nazione. Per adesso riguarda solo l’Udc, ma l’ex presidente della Camera vorrebbe coinvolgere l’Api di Francesco Rutelli, l’ex ministro Giuseppe Pisanu, Luca Montezemolo e, nonostante le posizioni progressiste sui temi etici, anche Gianfranco Fini. L’Udc non vuole il voto, ma “un governo di responsabilità nazionale, che non abbia l’unico scopo di ammazzare Berlusconi”, ha dichiarato Rocco Buttiglione. Proprio il Cavaliere, scaricato Fini, per scongiurare il terzo polo prova a riprendersi i centristi: “Sarei contento se entrasse nella nostra squadra”.

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…ma che deve spiegare il signor B.?!

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