L’ultimo capo d’imputazione per Fabio Granata è il suo blog sul sito del Fatto Quotidiano. Materiale per la “corte marziale” dei probiviri l’ha fornito sabato Il Foglio di Giuliano Ferrara, che in un articolo dal titolo “Berlusconiano chi, io? Ma quando mai” ha definito il deputato finiano “tra i più zelanti aennini non più berlusconiani” e nello specifico “giustizialista della prima ora, ma adesso, addirittura, titolare di un blog sul sito del Fatto Quotidiano, l’house organ dell’antiberlusconismo forcaiolo”. Per Il Foglio Granata avrebbe commentato le indagini sulla P3 “in termini berlingueriani”. La frase incriminata scritta da Granata, alla quale il giornale fa riferimento, è “una ciclopica questione morale che attraversa la politica italiana e il partito nel quale abbiamo fatto confluire la storia antica, nobile e trasparente della destra italiana”. Ma non è il solo. Su Internet sono molti i berlusconiani duri e puri che criticano la scelta del finiano. Come Daw, blog seguitissimo, che definisce Granata un ‘deputato’ – proprio così, tra virgolette – “appartenente alla minoranza dei finiani, un gruppo numericamente insignificante di piccoli rancorosi eterni delfini, che neppure una disperata baleniera giapponese tirerebbe a bordo per errore”. Daw sottolinea che il ‘deputato’ in questione, “è stato eletto sotto il simbolo ‘Berlusconi presidente’, e oggi ha un blog sul sito del Fatto Quotidiano, il giornale delle Procure”. Per Daw “è un po’ come se in un ipotetico governo Bersani, la Finocchiaro tenesse un blog sul sito di Libero. Un diario nel quale viene continuamente attaccato il proprio governo e la propria maggioranza”. In realtà quello che scrive Granata sul portale del Fatto Quotidiano, lo scriveva già sul suo blog personale www.fabiogranata.it. Stesso stile, stesse idee, a volte anche stessi post. Eppure, che vengano veicolati da un sito fondato su idee molto diverse da quelle di “Berlusconi presidente”, è ritenuto inaccettabile.
Il primo pezzo di Granata sul sito del Fatto Quotidiano è del 29 giugno, giorno in cui Marcello Dell’Utri viene condannato a 7 anni in Appello, e il senatore definisce ancora una volta “eroe” Vittorio Mangano. Granata prende una posizione netta: “Rispetto la sentenza… ma Mangano non è un eroe” è il titolo del suo primo pezzo. “A caldo – ha scritto Granata sul blog – ci preme dire che, nel rispetto pieno della presunzione d’innocenza fino alla Cassazione, non ci sono piaciute le dichiarazioni del senatore Dell’Utri su Mangano. Quest’ultimo infatti non è certamente un eroe ma un mafioso conclamato”.
Il blog è stato subito commentatissimo: “Apprezzo l’apertura di questo blog – ha scritto GT alle 18.40 dello stesso giorno – e apprezzo questa presa di posizione. Mi auguro che seguiranno anche i fatti”. Davide, alle 18.29 del giorno successivo scrive: “Devo ammettere che vedere il blog dell’onorevole Granata nel sito del Fatto Quotidiano è stata proprio una gradita sorpresa”. Però c’è anche chi lo critica, per non aver ancora lasciato la maggioranza. Ma Granata insiste e scrive una serie di post, tra i quali “Paolo Borsellino e il diritto alla parola” e l’ultimo, “Noi, professionisti dell’Antimafia” dove sottolinea come “le vicende giudiziarie che riguardano Cosentino, la condanna di Dell’Utri, l’esaltazione di Mangano come eroe nazionale, l’inquietante vicenda della cosiddetta P3 che vede unite figure torbide provenienti dal passato quali Flavio Carboni, allo stesso tavolo con magistrati infedeli, faccendieri, hanno lasciato perfettamente indifferenti alcuni dirigenti del Pdl che invece dimostrano tutta la loro diuturna preoccupazione verso coloro i quali si appellano alla legalità repubblicana e sostengono l’azione dei magistrati per ottenere verità e giustizia sulle stragi del ’92”. Ricordando come per la maggioranza i problemi non sono questi ma “i professionisti dell’antimafia”. Come lui, blogger eretico, condannato al giudizio finale.

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