Caro Colombo, ma perché non andare il 5 dicembre in piazza Navona a manifestare? La sibilla Bersani pare abbia rivelato che “il più antiberlusconiano non è quello che urla di più ma quello che manda a casa Berlusconi”. Come in tutte le rivelazioni misteriose ci sarà un senso, ma non si capisce. Mi puoi aiutare?

Ornella

PROVO A FARLO con qualche difficoltà. Ho notato anch’io l’irritazione di Bersani verso piazza Navona e non capisco. Conoscevo bene e seguivo Václav Havel ai tempi della “rivoluzione di velluto” di Praga. Non mi risulta che fosse irritato quando gli hanno detto che piazza San Venceslao era gremita di giovani in attesa. Certo, la manifestazione poteva anche non andare come è andata, poteva intaccare poco o niente lo stato delle cose. Ma non era una ragione per restare a casa. I giovani di quella piazza traboccante comunque hanno saputo che Václav Havel era uno di loro. Hanno scoperto di avere un capo. A parte l’irritazione, la frase di Bersani (dunque la logica di Bersani quanto all’andare o non andare alla manifestazione dei cittadini contro il governo Berlusconi in piazza Navona) rimane difficilmente traducibile. La sua risposta, come molte battute, suona bene. Ma la prima parte della frase sembra dire soltanto che l’urlo non va bene. Dunque una questione di buone maniere. La seconda parte della frase non dice niente, perché non indica alcuna via d’uscita. Si limita a ripetere che è bravo chi manda a casa Berlusconi. Però senza alzare la voce (che poi non è “l’urlo”, ma ciò che Desmond Morris ne La scimmia nuda definiva “il comportamento pubblico”), però senza andare in piazza, senza correre il rischio che a qualcuno sfugga una frase inopportuna e maleducata, senza dare un segno di essere dalla parte dei cittadini che si sentono esasperati e soli. Non è un po’ troppo cauto e introverso un simile modello di azione politica? Come ci dimostra l’attuale maggioranza, che non interrompe mai una sua infinita campagna elettorale, il coinvolgimento degli elettori e la presenza dei leader politici per cui quegli elettori hanno votato, ha una efficacia che del resto constatiamo anche nella vita politica americana. Barack Obama va in piazza persino dove la piazza non c’è. Per sostenere la sua riforma sanitaria il presidente degli Stati Uniti è stato visto varie volte parlare al pubblico improvvisato dei supermarket. Difficile dire quali sono le condizioni della manifestazione politica perfetta. Ma molte importanti lezioni sembrano ripetere lo stesso messaggio. Meglio esserci.


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