Come promesso, pubblichiamo sulle pagine del nostro sito i racconti inviati dai lettori sulla figura di Indro Montanelli. Ne sono arrivati un centinaio da lunedì 30 aprile fino a ieri, 3…
Mio padre, comunista da sempre, di quel comunismo ormai scomparso, tutto ordine e pulizia, lavoro e sacrificio, aveva di Montanelli una ammirazione particolarissima, che ho fatto fatica a capire a lungo. La lontananza politica da un personaggio come Montanelli, per come conoscevo mio padre era abissale, lo definiva semplicemente così “un anarchico di destra”, analisi…
Uomo schietto,senza peli sulla lingua,vero toscano,aspetto burbero sotto cui nascondeva una sensibilità ed una umanità non immaginabili,la battuta sempre pronta e pungente.Nei suoi occhi si leggevano l’emozione e la passione del vero giornalista,delle sue idee,concrete ed incisive,che riusciva a trasmettere ai suoi lettori,scrivendo sempre quello che pensava e riteneva giusto senza sconti per nessuno. “Il…
Lo immagino alla scrivania con la sua lettera 22, mentre le dita colpiscono velocissime i tasti, regalando alla pagina bianca un’anima. Lo trovo lì, sulla poltrona, mentre i suoi pensieri si agitano in un’irrequieta fucina di idee. Roboante ed al contempo elegante: così me lo figuro. Posso solo immaginarlo perché non ho avuto il piacere…
L’età adulta porta a riconsiderare le opinioni giovanili, mettendo in crisi le opinioni consolidate e rifuggendo gli stereotipi. Una prova me l’ha offerta, ignaro, Indro Montanelli. Noi, giovani liceali sessantottini, allora lo rifuggivamo con altezzosa tracotanza, dedicandogli convinti l’epiteto di fascista. Negli ultimi tempi ho deciso di rispolverare il mucchio di sue Storie acquistate con…
Fossi stato un katanga della Statale nel movimento studentesco degli anni ‘70, ci sarei andato anch’io a lanciare le pietre alle vetrine del Corriere e maledire il suo giornalista più rappresentativo. Mi facevano rabbia e schifo i suoi trascorsi fascisti, la collaborazione con l’odiato Borghese, le sue posizioni sul colonialismo, sulle case chiuse, sul disastro…
Il giornalismo è una passione, una vocazione, un po’ come fare il prete o il missionario: o ci si crede o è meglio lasciar perdere… quella di Montanelli è stata una passione passata, o meglio ancora divenuta storia. La storia di un uomo che amava definirsi un condannato al giornalismo, perché nella vita – diceva…
Estate 1991. Mi trovavo in un agriturismo del Chianti per un corso di aggiornamento. Una mattina, mentre stavo leggendo un reportage di viaggio su ‘Il Giornale’ mi si avvicinò un compagno di corso. Mi guardava da un po’, ma solo durante una mia girata di pagina attaccò discorso: – Come mai leggi Il Giornale? Non…
A volte una foto parla più di una biografia. Cristallizza un fatto, lo consegna alla storia, estraendolo dalla camera oscura delle opinioni. E restituisce agli occhi dell’osservatore una sorta di finestra privilegiata sugli eventi. A chi non ha potuto conoscere in vita il giornalista Indro Montanelli, viene in soccorso proprio una foto che sintetizza il…
Quando morì, a Milano, Indro Montanelli aveva 92 anni. Io che (abitandoci) mi trovavo a due passi dalla sua Fucecchio, ne avevo appena compiuti 11. Ricordo qualcuna delle arti con le quali il paese (sia quello con la minuscola che quello con la maiuscola) andava metabolizzando la notizia: discorsi, circostanze, giudizi. Per quanto preziosi però,…
“ Io mi considero un condannato al giornalismo, perché non avrei saputo fare nient’altro”. E’ con questa semplice ma pungente frase che Indro Montanelli riuscì a stabilirsi nel cuore e nella mente degli italiani, amici giornalisti o nemici sulla carta, umili lettori o nemici d’ideologia. Durante tutta la sua carriera Indro ha sempre interpretato il…
Indro Montanelli fu ferocemente anticomunista quando i comunisti forse non mangiavano i bambini ma mandavano i carri armati a Budapest e Praga, imbottivano Cuba di testate nucleari puntate sugli USA e fomentavano guerriglie in mezzo mondo. Culturalmente, ha scritto l’unica storia d’Italia completa, dai Romani a Berlusconi, leggibile anche dai non addetti ai lavori. Ce…
“Gira”. Girai. Il tg dell’una passava le immagini del Papa. Sapevo cosa stava per accadere, ma non feci in tempo a cambiare canale. “Giraaa!”. Tirò in ballo, poi, l’elenco completo delle madonne protettrici delle contrade confinanti. Scoppiai a ridere. Era un uomo onesto, il nonno, che aveva poca confidenza con la Chiesa e si vantava…
Soltanto un giornalista, sì, ma il migliore. Mentirei dicendo che ricordo il giorno della sua morte, occasione che da un po’ di tempo a questa parte è utile per dire tutto di bene di chiunque; e mentirei dicendo di aver seguito i suoi ultimi interventi sul panorama dell’informazione. Ma Indro Montanelli, per un ragazzo diciottenne…
È quantomeno curioso, se non bizzarro che sia io che ho sedici anni, a scrivere di Indro Montanelli, che ho potuto conoscere attraverso i suoi articoli e qualche speciale in televisione mio malgrado solo pochi anni fa. Sarà la testardaggine, la caparbia anche un po’ irritante con cui ha sempre rifiutato qualsiasi compromesso che potesse…
Indro Montanelli lo ritengo una delle poche persone che ha fatto la storia del giornalismo. Una persona che scriveva quello che realmente pensava, senza farsi influenzare da nulla che potesse giovargli o gli rendesse il lavoro più comodo. Una persona che ragionava sui fatti e cambiava intelligentemente idea se capiva di aver sbagliato, senza paura…
Un signore asciutto, dallo sguardo severo, gravido d’ammonimenti. Una sorta di madre superiora, inarrestabile nel voler instillare nel prossimo una moralità obsoleta. La prima istantanea di Montanelli, entrava indelebile nella mente di un bambino, attraverso l’estremo inquisitore mediatico, Fede, quello delle cene eleganti. Lo invitava a farsi da parte, tratteggiandolo come un vecchio austero, disgustato all’idea…
Quando alle ore diciassettetrenta del 22 luglio 2001 morì a Milano Indro Montanelli, successe un fatto di commovente incredulità: la sua fedele Olivetti Lettera 22 decise di suicidarsi. Era uno dei primi modelli, color verde penicillina e perfettamente funzionante. Fece il gran gesto, con estremo pudore, all’interno della sua custodia nella quale aveva girato e…
13 Febbraio 1994, squilla il telefono. Mia figlia mi chiama “Papà è Montanelli che ti cerca.” Un tuffo al cuore e il sogno diventa realtà. Il timbro della voce è inconfondibile. Mi confida tra l’altro l’intenzione di trasferirsi, come Prezzolini, a Lugano e ad una mia precisa domanda, definisce, con mia grande sorpresa, Berlusconi il “re…
“Sig. Montanelli mi sono rotto una caviglia, può aiutarmi? Lei è Montanelli, vero?” Fu così che una gelida mattina del Febbraio 1973 dalla vetta del monte di Portifino aggrappandomi a lui raggiungemmo la mia macchina e andammo al pronto soccorso dell’ospedale San Martino. Ogni tanto andavo a correre per quegli scoscesi sentieri, c’ero affezionato. Montanelli,…
Ho 54 anni ed ho cominciato a leggere Montanelli poco più che decenne. Credo che il mio modo di pensare e, badate bene non il mio pensiero, siano frutto di quelle letture: i libri, il Giornale (quello vero), i ControCorrente, … Sicuramente da un lato è un bene che Indro non debba soffrire questi anni indecenti…
Io sono soltanto un giornalista. Anzi io sono soltanto un mestierante. Un mestierante, così amava definirsi Montanelli, un mestierante che ha esercitato così a lungo, qualcosa avrà capito di questa professione. Indro metteva al primo posto la fiducia dei lettori, senza la fiducia di chi ti legge non conti nulla, sei uno dei tanti. La…
Marzo 1994. Ho appena compiuto diciotto anni: finalmente anch’io posso votare. Le famose elezioni del ’94, quelle della discesa in campo di Berlusconi. Mi preparo al voto andando a scuola da Montanelli: dopo l’addio a Il Giornale ne seguo gli interventi su tv e quotidiani. Arrivo a compulsare con entusiasmo la sua ultima creatura, quell’effimero…
Grufolare in un pantano: questa frase è la prima cosa che si accende nei miei ricordi quando qualcuno mi parla di Montanelli. Indro utilizzò quest’espressione in uno dei suoi primi editoriali su La Voce, lo sfortunato progetto di quotidiano, troppo avanti per la società cloroformizzata di quegli anni. Ero un giovane cronista locale de L’Indipendente,…
Dev’essere il destino dei grandi giornalisti e letterati predire il futuro e non essere ascoltati, vedere oltre la nebbia delle frasi fatte dei fantaccini della politica, è un curioso destino quello del chiaroveggente che predice il futuro delle sorti italiche guardando bene in faccia il presente. Niente di più facile si dirà. Ma non è…