Il mondo FQ

Lo scrittore di ricami

Icona dei commenti Commenti

In un’apparente atemporalità e atopia, Lo scrittore di ricami è racconto breve di una “romagnolità” senza pari. Un racconto democratico, non un facile racconto popolare. Popolo di vinti senza nome, senza tempo e storia, o piccoli cantori omerici che sfidano il tempo, il silenzio della storia, i tempi? Dalla bottega e dalla memoria vigile di Giulio, scrittore di lettere su commissione, da un angolo di strada che butta sulla piazza grande, scivolano con delicatezza indicibile personaggi, storie, leggende, amori, dolori, ideali, favole, giochi, passioni politiche. Riflessioni sulla vita e sulla morte. La vita degli altri, a difesa e tutela, per il laico Giulio, dalle illusioni e dai dolori della propria. Ovvero come vivere e partecipare del mondo nella immaterialità di sé. Il racconto ci offre anche il grande sogno di una cultura democratica e repubblicana, che già si scontrò senza inimicizia con anarchici e socialisti, nel declino precipite dei tempi, degli ideali, dei costumi, dei modi. E la volontà tenace della ricamatrice Franca, di Giulio, del salumaio Giuseppe, della moglie Elvira, del libraio Aristide, del bibliotecario Venanzio… di conservare l’amicizia, il più grande dei sentimenti, e di affidarsi alla scrittura, come condizione per non… far morire le storie. Un’opera prima del politologo Maurizio Viroli che sembra nascere matura.