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Christmas Box Il Fatto Quotidiano
Un kit che comprende:
- tazza con lo strillone de “il Fatto Quotidiano”
- magnete da cucina, con lo strillone de “il Fatto Quotidiano”
- spilla con lo strillone de “il Fatto Quotidiano”
- maglietta ufficiale de “il Fatto Quotidiano”
- cappello de “il Fatto Quotidiano”
- borsa de “il Fatto Quotidiano”
- un DVD a scelta
Il Cantacronache
Il Cantacronache è il titolo del nuovo cd del cantautore romano Luca Bussoletti, il primo in assoluto ad essere distribuito come abbinamento editoriale con Il Fatto Quotidiano che, dopo i successi dei dvd e dei libri, apre le porte anche alla musica.
Il cd, il cui ricavato sarà totalmente devoluto ad Amnesty International sezione italiana, sarà acquistabile dal 24 maggio direttamente dal sito ufficiale della rivista, www.ilfattoquotidiano.it.
A riguardo dichiara il direttore del Fatto Antonio Padellaro “La nostra linea politica è la Costituzione e sosteniamo la pace, la tolleranza e la solidarietà anche attraverso la diffusione del cd di Luca Bussoletti, con il quale contiamo di raccogliere numerosi fondi che devolveremo ad Amnesty International“.
Dieci tracce tra rock, pop e cantautorato scanzonato, con la partecipazione di illustri ospiti come il Premio Nobel Dario Fo in un brano contro le mine antiuomo o l’attore Ascanio Celestini che si cimenta in un divertente monologo sul tema dei cassintegrati. La scelta del Fatto è ricaduta quindi su Il Cantacronache di Bussoletti, proprio per il forte il valore sociale e culturale che rappresenta e per la volontà di dare finalmente spazio ai giovani che meritano.
Queste sono le opinioni di personaggi illustri che hanno già avuto modo di ascolatre il lavoro:
Dario Fo
“Aiuto la musica che aiuta. Spesso si dice che i ragazzi siano bamboccioni e invece hanno grande sensibilità sociale come le belle canzoni di Luca Bussoletti dimostrano”
Jorge Coulon degli Inti-Illimani
“Bella scoperta Luca Bussoletti che, nella sua gioventù, si mette a camminare senza complessi a fianco dei migliori e cari cantautori italiani, quelli che amavano la gente. Grazie Luca, per il cuore, l’intelligenza e la speranza di ritrovare l’Italia che amiamo”
Giordano Sangiorgi, patron del MEI
“Nella nuova ondata della leva cantautorale degli anni zero, Luca Bussoletti si distingue per il suo approccio originale, una visione attuale e un costante e indispensabile impegno culturale, sociale e civile”
L’album è ascoltabile in streaming dal sito della rivista ROLLING STONE a questo link (te lo mando qualche giorno prima)
Facebook di Luca Bussoletti www.facebook.com/bussoletti
Twitter di Luca Bussoletti www.twitter.com/lucabussoletti
Sito ufficiale di Luca Bussoletti www.lucabussoletti.com
Fall-Out
Fall – out è una finestra sulla realtà di Chernobyl oggi, un viaggio attraverso le zone interdette bielorusse, fatto di paesaggi segnati dall’abbandono e volti di donne e uomini che raccontano con forza intatta i silenzi di ieri, i problemi di oggi e le paure per il domani.
A più vent’anni dall’esplosione del reattore nucleare, Chernobyl è ancora il nome della contaminazione, del disastro di un continente, e la prova vivente della manipolazione dell’informazione nella società contemporanea.
Le radiazioni non si vedono, non si toccano, non hanno odore ma le loro conseguenze sulle condizioni sanitarie, economiche e scoiali di 10 milioni di persone rimangono e rimarranno per molti anni attualità.
Tutto questo passa attraverso l’obiettivo di una x-pan, una di quelle macchine fotografiche che non ammette distanza: se vuoi uno zoom devi avvicinarti.
E proprio la vicinanza è uno dei cardini del film, che trasforma la soggettiva della fotoreporter che ha compiuto il viaggio nella soggettiva di chi guarda e viaggia come lei, quasi da solo, quasi abbandonato in un susseguirsi di volti nuovi e pezzi di un puzzle fatto di contraddizioni ma soprattutto di vite, segnate da Chernobyl che non è più luogo ma un fatto. Chernobyl non è passato.
Vedere tutto questo e raccontarlo… con la speranza che nessuna voce venga perduta e nessun volto venga dimenticato.
19 luglio 1992 - Una strage di Stato
“Borsellino era l’ostacolo naturale sulla strada della trattativa. Non potevano lasciarlo vivo”. Marco Travaglio
La storia del giudice Borsellino dall’infanzia alla strage di Via D’Amelio, attraverso il racconto del fratello Salvatore, le parole del figlio Manfredi e i ricordi dei colleghi di lavoro.
I giornalisti Travaglio e Biondo ricostruiscono la trattativa tra Stato e Mafia che si suppone causa dell’omicidio del giudice.
Durata: 1h 26m
Produzione: Associazione "Le Agende Rosse"
Regia e montaggio: Marco Canestrari
Soggetto: Marco Canestrari e Salvatore Borsellino
Hanno partecipato: Antonio Ingroia, Antonino Di Matteo, Marco Travaglio, Nicola Biondo, Gioacchino Genchi, Giuseppe Lo Bianco, Lidia Undiemi, Cecilia Sala, Luigi Amico, Salvatore Borsellino, Umberto Lucentini, Claudio Gioè.
La Rabbia di Pier Paolo Pasolini e Giovannino Guareschi
Un documentario unico. Due pensieri contrapposti, rispondono all’importante quesito “Perchè la nostra vita è dominata dalla scontentezza, dall’angoscia, dalla paura della guerra, dalla guerra?
“Non entrate dentro questo film come se fosse una stanza comoda della modernità, come se fosse un salotto contemporaneo di polemica facile e televisiva. Entrateci dentro come fosse un labirinto, un rompicapo, gustatevelo come un liquore invecchiato, affrontatelo come se doveste decrittare un enigma complesso, come se questo non fosse solo un film di Pasolini ma “il codice Pasolini”, non solo una intuizione poetica, ma la chiave per comprendere tutta l’essenza della sua poesia. Questo non è solo un esercizio di stile ma il diario della contraddittorietà e della genialità che marciano sempre insieme gomito a gomito, un palinsesto prezioso per ricostruire tutto il suo processo creativo: non un manifesto politico da vagliare con il criterio della coerenza logica, ma un forziere pieno di energie e di tesori, il gioiello sfavillante della creatività eclettica. Iniziate a guardare La rabbia come se fosse un reperto di un altrotempo. Di fatto lo è.” (Luca Telese)
Berluscoma 2010
Cosa rimarrà della Seconda Repubblica? Come la racconteranno gli storici? Tra dieci o vent’anni proveremo un senso di stupore, non crederemo alla sua esistenza, a chi la rappresentava. Impossibili Gasparri e Carfagna ministri, Berlusconi o D’Alema presidenti del Consiglio. Incredibili Dell’Utri e Cuffaro senatori. Per salvarci la coscienza riscriveremo allora la Storia, costruiremo dei solidi alibi. Così come il fascismo fu colpa di Mussolini, la seconda Repubblica avrà Berlusconi come unico responsabile. Gli altri, tutti gli altri, i servi, i mafiosi, i collaborazionisti a tempo pieno della più indecente sinistra d’Europa, i leccapiedi, i portaborse e le puttane di regime si salveranno. La Seconda Repubblica è al suo tramonto, ma è un tramonto lunghissimo, che non termina mai. Forse perché dopo il tramonto verrà una notte di cui abbiamo paura.
PAOLO BORSELLINO. L'ULTIMA INTERVISTA
di Fabrizio Calvi e Jean-Pierre Moscardo
Palermo 21 maggio 1992
Presentazione di Marco Travaglio
Il Fatto Quotidiano presenta un documento attualissimo ed eccezionale, mai trasmesso in tv, per anni sconosciuto e censurato: il filmato integrale del colloquio fra il procuratore aggiunto di Palermo Paolo Borsellino e due giornalisti francesi. Mancavano soltanto due giorni alla strage di Capaci - dove morirono Giovanni Falcone, la moglie e la scorta – e 59 giorni a quella di via d’Amelio, dove Borsellino morì assassinato insieme ai suoi agenti per essersi opposto alla trattativa Stato-mafia.
Borsellino parla di Cosa Nostra, di traffici droga e di riciclaggio al Nord, ma soprattutto di Vittorio Mangano, Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi, sui quali ancora nel 1992 indagavano i giudici di Palermo.
Parole, le sue, che secondo la Corte d’Assise d’appello di Caltanissetta giunsero all’orecchio di Totò Riina o di qualche suo nuovo “referente” e accelerarono la strage di via D’Amelio.
Insieme all’intervista, l’audio originale di alcune intercettazione in cui Berlusconi e Dell’Utri parlano di attentati, di estorsioni mafiose e di Mangano, il boss sanguinario che nel 2008 entrambi definiranno “eroe”.
DECAMERON - Politica, Sesso, Religione & Morte
di Daniele Luttazzi
Un documento inedito di satira esilarante che spazia attraverso la politica, il sesso, la religione e la morte, ispirato al capolavoro di Boccaccio.
Un’interpretazione unica, libera, come espressione di quella laicità propria della vera satira.
Il Decameron di Daniele Luttazzi fu censurato dalla televisione.
In questo dvd l’intero documento, tratto dalla versione teatrale, contenente anche la parti mai andate in onda.
UN GRILLO MANNARO A LONDRA
Ecologia, cultura e crisi finanziaria In un incredibile viaggio oltremanica
Il film racconta la Londra di Beppe Grillo. Una città dove si allevano le api sui tetti, i delfini e le balene nuotano nel Tamigi, le moto elettriche si ricaricano gratis nelle strade e le minorenni hanno le gambe blu. Il Grillo mannaro ha ululato alla luna nella City. Ha avvertito gli inglesi che il virus italiano sta per contagiare l’Europa. Se è successo da noi, può succedere ovunque: la democrazia può trasformarsi in telecrazia.




