<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sun, 05 Sep 2010 21:47:07 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator> <item><title>La Lega si dice pronta al voto anticipato  &#8220;Con Berlusconi vedremo se andare avanti&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/la-lega-si-dice-pronta-al-voto-anticipato-con-berlusconi-vedremo-se-andare-avanti/57044/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/la-lega-si-dice-pronta-al-voto-anticipato-con-berlusconi-vedremo-se-andare-avanti/57044/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 21:00:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Fatti quotidiani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=57044</guid> <description><![CDATA[Un incontro tra il leader della Lega e il premier entro il primo pomeriggio per valutare se “andare avanti”. Ad annunciarlo è Umberto Bossi, lasciando una festa del Carroccio in Valcuvia. “La situazione è difficile, perché è come se Fini avesse detto &#8216;non voglio accordi con la Lega&#8217;. Anzi, peggio: &#8216;io ce l&#8217;ho con il [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un incontro tra il leader della Lega e il premier entro il primo pomeriggio per valutare se “andare avanti”. Ad annunciarlo è <strong>Umberto Bossi</strong>, lasciando una festa del Carroccio in Valcuvia. “La situazione è difficile, perché è come se Fini avesse detto &#8216;non voglio accordi con la Lega&#8217;. Anzi, peggio: &#8216;io ce l&#8217;ho con il nord&#8217;. Se Berlusconi dava retta a me si andava a elezioni e non c&#8217;erano Fini ne Casini né la sinistra che scompariva”, ha detto <strong>Bossi</strong>. Adesso “per <strong>Berlusconi</strong> la strada è molto stretta: se tutti i giorni deve andare a chiedere i voti a Fini e a Casini per far passare una legge non dura molto”.</p><p>Che la Lega stia valutando la possibilità di rompere il patto siglato sul lago Maggiore e tornare ad invocare il voto anticipato l&#8217;ha ribadito anche <strong>Roberto Maroni</strong>. &#8220;Se cade la maggioranza si va al voto e il ministero dell&#8217;Interno è pronto a organizzare le elezioni in pochi giorni&#8221;, ha detto in tarda serata. “Mi pare evidente che sia rinata Alleanza Nazionale, un partito che assicura gli interessi del sud più che quelli della Padania che per Fini non esiste ma per noi esiste e come”, ha detto il ministro degli interni a margine della festa della lega nord a Torino. “La questione è seria bisognerà valutare nei prossimi giorni se ci sono le condizioni per andare fino alla fine della legislatura oppure no”.</p><p>&#8220;Non voglio esprimere giudizi affrettati &#8211; ha aggiunto il ministro dell&#8217;Interno &#8211; saranno Berlusconi e Bossi a valutare nei prossimi giorni. Ma la questione è semplice: chi vince governa, chi perde sta all&#8217;opposizione e se cade il Governo bisogna andare a votare il più presto possibile&#8221;. Maroni, proprio per questo motivo ha ricordato che quello dell&#8217;Interno è &#8220;un Ministero H24: se si dovesse andare a votare siamo pronti ad organizzare le elezioni in pochi giorni. Temo che le parole di Fini comporteranno maggiori problemi, per questo saremo pronti in pochissime settimane&#8221;.</p><p><strong>Gianfranco Fini</strong> “ha detto che non farà ribaltoni o ribaltini però ha posto questioni piuttosto complicate, cioè rinegoziare il patto di maggioranza”. Una questione, secondo Maroni, che “adesso è nelle mani del presidente del Consiglio. Sarà lui a dover capire se si potrà dar seguito all&#8217;azione del Governo e arrivare a fine legislatura. Questo è il punto interrogativo”, dice il ministro leghista. “La certezza è che da oggi, per volontà del presidente della Camera e di alcuni parlamentari, è rinata An con un nome diverso ma la sostanza è questa. Si vuole porre come partito che assicura gli interessi del Sud e ha aperto una questione politica dentro la maggioranza che dovrà essere affrontata nei prossimi giorni”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/la-lega-si-dice-pronta-al-voto-anticipato-con-berlusconi-vedremo-se-andare-avanti/57044/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>20</slash:comments> </item> <item><title>Il Pdl all&#8217;attacco: &#8220;Fini si dimetta&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/la-maggioranza-allattacco-fini-si-dimetta/57039/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/la-maggioranza-allattacco-fini-si-dimetta/57039/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 20:40:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Fatti quotidiani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=57039</guid> <description><![CDATA[“Il discorso di Gianfranco Fini è deludente. Nessuna spiegazione convincente sulle vicende che lo riguardano; antiberlusconismo costante e quasi ossessivo; insulti e offese contro il Pdl e contro la stampa che a Fini non piace. Con queste provocazioni non si va lontano”. Il presidente della Camera non aveva neppure terminato il suo intervento che Daniele [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“Il discorso di <strong>Gianfranco Fini</strong> è deludente. Nessuna spiegazione convincente sulle vicende che lo riguardano; antiberlusconismo costante e quasi ossessivo; insulti e offese contro il Pdl e contro la stampa che a Fini non piace. Con queste provocazioni non si va lontano”. Il presidente della Camera non aveva neppure terminato il suo intervento che <strong>Daniele Capezzone</strong> ha chiamato le agenzie per dettare la posizione del Pdl di cui è portavoce. “Gli italiani &#8211; spiega &#8211; potranno presto vedere se, dopo queste pessime parole, i parlamentari vicini a Fini avranno la lealtà di rispettare il mandato ricevuto dagli elettori, e se voteranno o no i provvedimenti del Governo. Ma questi attacchi costanti contro Pdl, Governo e maggioranza non promettono nulla di buono, e confermano la deriva dei mesi passati”.</p><p>E&#8217; toccato poi a <strong>Fabrizio Cicchitto</strong>. “Verificheremo su 5 punti programmatici se c&#8217;è una maggioranza”, ma intanto “Fini dovrà riflettere sulla congruità di essere leader di una formazione politica con il suo ruolo di presidente della Camera”, ha detto il capogruppo del Pdl. Le dimissioni da terza carica dello Stato la formula per primo <strong>Giorgio Stracquadanio</strong>: “Fini fonda di fatto un nuovo partito che si presenterà, come ha annunciato, alle elezioni amministrative.E&#8217; evidente che la coerenza e il rispetto delle istituzioni che Fini esige dagli altri dovrebbero portarlo alle dimissioni da presidente della Camera, incarico a cui è stato eletto in tutt&#8217;altro contesto politico. E&#8217; questa la prima prova della serietà dell&#8217;uomo”.</p><p>Il premier <strong>Silvio Berlusconi</strong> si è invece chiuso nel silenzio a Palazzo Grazioli. Lo ha comunicato il portavoce <strong>Paolo Bonaiuti</strong>: “Berlusconi non fa nessuna dichiarazione e se ci saranno le solite indiscrezioni di fantasia saranno smentite”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/la-maggioranza-allattacco-fini-si-dimetta/57039/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>14</slash:comments> </item> <item><title>Tra feeling e scintille  i 17 anni di Berlusconi e Fini</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/tra-feeling-e-scintille-i-17-anni-di-berlusconi-e-fini/57026/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/tra-feeling-e-scintille-i-17-anni-di-berlusconi-e-fini/57026/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 20:23:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Fatti quotidiani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=57026</guid> <description><![CDATA[Dallo sdoganamento del 1993 alla rottura ormai pressoché insanabile. Il rapporto tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, antico di 17 anni, ha conosciuto alti e bassi: dall&#8217;intesa dei primi tempi, all&#8217;insofferenza e all&#8217;ostilità di questi ultimi mesi. Una tormentata relazione tra i due leader, fino alle stoccate dal palco di Mirabello.  Le tappe fondamentali cominciano nel [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dallo sdoganamento del 1993 alla rottura ormai pressoché insanabile. Il rapporto tra <strong>Silvio Berlusconi</strong> e <strong>Gianfranco Fini</strong>, antico di 17 anni, ha conosciuto alti e bassi: dall&#8217;intesa dei primi tempi, all&#8217;insofferenza e all&#8217;ostilità di questi ultimi mesi. Una tormentata relazione tra i due leader, fino alle stoccate dal palco di Mirabello.  Le tappe fondamentali cominciano nel 1993, alle elezioni comunali di Roma. Fini, ancora segretario del Msi, si candida contro <strong>Rutelli</strong> e ottiene l&#8217;appoggio del Cavaliere. Fini perde, ma incassa lo &#8221;sdoganamento&#8221;. La destra esce dal ghetto.</p><p>L&#8217;anno successivo il centrodestra vince le elezioni. Ma alla vigilia di Natale la Lega manda tutto all&#8217;aria con il famigerato &#8221;ribaltone&#8221; che porta a Palazzo Chigi <strong>Lamberto Dini</strong>. Fini resta fedele a Berlusconi : &#8220;Non prenderò mai più un caffè con Bossi&#8221;, disse. Nel 1999 Fini stringe un patto con Mario Segni, in nome del referendum anti-proporzionale. Alle europee il simbolo dell&#8217;elefantino si ferma però al 10,3% per cento. E&#8217; un flop. <strong>Berlusconi</strong> non gradisce: è il primo sgarbo di Fini all&#8217;alleato di ferro. Al governo dal 2001 al 2006 Fini comincia a manifestare una certa insofferenza verso Berlusconi. Reclama una &#8220;cabina di regia&#8221; che lo coinvolga nelle decisioni. Fa fronte con il leader dell&#8217;Udc <strong>Marco Follini</strong> e ottiene la testa di <strong>Giulio Tremonti</strong>, le sue dimissioni dal dicastero dell&#8217;economia.</p><p>Il rapporto comincia a incrinarsi. Anche perché la Lega di Bossi stringe un patto di alleanza e fedeltà con Berlusconi. E lo sgarbo di Fini a Tremonti rimarrà nella memoria del Carroccio come qualcosa di cui non dimenticarsi. Il discorso del predellino (novembre 2007) con cui Berlusconi annuncia che è ora di dar vita a un partito unico, manda Fini su tutte le furie. &#8220;Siamo alle comiche finali&#8221;, commenta il leader di An.</p><p>A settembre 2008 Fini lancia la proposta del voto agli immigrati. <strong>Berlusconi</strong> si confida con i suoi chiedendosi se Fini stia lavorando per ritagliarsi un proprio spazio. &#8220;Pensa di candidarsi alla mia successione? Allora non ha capito niente. Senza di me starebbero ancora dove stavano fino al 1994&#8243;.</p><p>Nel dicembre del 2008, il governo mette la fiducia sulla finanziaria, e Fini, presidente della Camera, boccia la procedura adottata defindendola &#8220;anomala&#8221;. Ancora scintille poco prima della nascita del Pdl, a marzo 2009. Fini dice che &#8220;c&#8217;è un rischio di cesarismo&#8221; che va scongiurato garantendo la democrazia interna. Un fuorionda di Fini a un convegno sulla mafia,il primo dicembre 2009, fa salire nuovamente la tensione con Berlusconi. Il presidente della Camera parla a microfoni spenti con il suo vicino, il magistrato Nicola Trifuoggi. Berlusconi, dice, &#8221;confonde la leadership con la monarchia assoluta&#8221;.</p><p>Il 2 marzo 2010 Fini torna a esprimere la sua insoddisfazione per come vanno le cose nel Pdl. &#8220;Ho contribuito a fondare il Pdl, ma cosi&#8217; come e&#8217; il Pdl non mi piace&#8221;. Il duello tra <strong>Fini</strong> e <strong>Berlusconi</strong> si concentra sul tema delle riforme. Il presidente della Camera si schiera contro il presidenzialismo senza doppio turno, proposto invece dal premier. La riforma delle istituzioni, dice il 22 marzo 2010, &#8220;non si può fare a colpi di slogan e battute da comizio&#8221;.</p><p>Nello psicodramma di via della Conciliazione, al Consiglio Nazionale del Pdl, <strong>Fini</strong> rivendica il diritto di dire le cose che pensa senza sentirsi dare del &#8220;traditore&#8221;. <strong>Berlusconi</strong> risponde a muso duro: &#8220;Se vuoi fare politica la fai da uomo politico e non da presidente della Camera&#8221;. La controreplica di Gianfranco Fini è immediata: si alza dalla sedia in platea e si avvicina al presidente del Consiglio, che parla dal palco, urlandogli &#8220;che fai mi cacci?&#8221;.</p><p>Di fronte all&#8217;imminenza della rottura, Fini propone un armistizio: &#8220;Resettiamo tutto&#8221;, dice al foglio di Giuliano Ferrara. Ma per Berlusconi l&#8217;offerta di Fini è &#8220;tardiva&#8221;. Ma poi è il premier, ai primi di settembre, a tornare sui propri passi, a modulare una proposta su &#8220;cinque punti&#8221; in cui, promette, non inserirà il processo breve. Lascia anche ventilare l&#8217;ipotesi di poter nominare al posto di Claudio Scajola alla guida del ministero dello sviluppo economico un finiano doc, come Baldassarre o Urso. Ma questa volta è Fini che lascia cadere nel nulla la proposta.</p><p>Dal palco di Mirabello, <strong>Fini</strong> dice di essere stato &#8220;messo alla porta&#8221; da Berlusconi come &#8220;nel peggiore stalinismo&#8221; e invita Berlusconi a &#8220;non confondere la leadership con la proprietà; perché gratitudine non può significare l&#8217;impossibilità di fare critiche a cui si risponde con gesti di stizza e fastidio&#8221;.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/tra-feeling-e-scintille-i-17-anni-di-berlusconi-e-fini/57026/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;opposizione esulta: &#8220;Crisi conclamata  Berlusconi riferisca alle Camere&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/lopposizione-esulta-crisi-conclamata-berlusconi-riferisca-alle-camere/57029/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/lopposizione-esulta-crisi-conclamata-berlusconi-riferisca-alle-camere/57029/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 20:23:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Fatti quotidiani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=57029</guid> <description><![CDATA[Dopo il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello l&#8217;opposizione esulta: la maggioranza è finita e Berlusconi deve andare in Parlamento. Ad un patto di legislatura &#8220;non ci crede neanche lui&#8221;, sostiene il leader del Pd Pierluigi Bersani, secondo cui Fini &#8220;oggi ha dichiarato la fine del Pdl certificando la crisi politica del centrodestra. In questi [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello l&#8217;opposizione esulta: la maggioranza è finita e Berlusconi deve andare in Parlamento. Ad un patto di legislatura &#8220;non ci crede neanche lui&#8221;, sostiene il leader del Pd Pierluigi Bersani, secondo cui Fini &#8220;oggi ha dichiarato la fine del Pdl certificando la crisi politica del centrodestra. In questi giorni assisteremo al gioco del cerino, ma con oggi la crisi politica è conclamata&#8221;. Quanto alla possibilita&#8217; di andare verso il voto anticipato, spiega <strong>Bersani</strong>, &#8220;vedo un assurdo tentativo di galleggiamento, ma non abbiamo mesi da perdere senno&#8217; va a fondo il Paese&#8221;. E Fini, secondo il segretario Pd, può essere &#8220;un interlocutore per le regole del gioco: ha detto delle cose che interessano il nuovo Ulivo, ad esempio, sulla legge elettorale che va cambiata&#8221;.</p><p><strong>Pier Ferdinando Casini</strong> (Udc) invita <strong>Berlusconi</strong> ad andare in Parlamento &#8220;per dire che una fase si è chiusa e faccia appello anche alle opposizioni per una responsabilità ampia necessaria al Paese. Il Paese &#8211; sostiene &#8211; ha bisogno di una svolta e di una responsabilità Nazionale ampia. Faccia appello anche all&#8217;opposizione, a partire dal Pd, perché nelle opposizioni non tutti sono sfascisti. La situazione del Paese è drammatica non si puo&#8217; far finta che sia diversa da quello che è&#8221;.</p><p><strong>Francesco Rutelli</strong> giudica &#8220;largamente condivisibile nel merito&#8221; l&#8217;intervento del presidente della Camera. Anche se, aggiunge, &#8220;Fini resta in maggioranza, noi all&#8217;opposizione, ma certamente oggi il nuovo polo è piu vicino&#8221;. In ogni caso, precisa, &#8220;il bipolarismo come lo abbiamo conosciuto in questi anni non esiste più. E non mi riferisco al &#8217;93, quando io e Fini ci siamo contrapposti a Roma, ma ancora a due anni fa. Nella attuale coalizione di centrodestra sono ora tre i soggetti (Pdl, Fli e Lega) che definiranno la politica della maggioranza&#8221;.</p><p>Duro <strong>Antonio Di Pietro</strong>: &#8220;Fini è uno e trino: vuol fare il capo dell&#8217;opposizione, ma vuole restare al governo; se è vero come è vero che Berlusconi è un ricattatore e addirittura compra il consenso della maggioranza allora perché resta? Vuole la botte piena e la moglie ubriaca&#8230;&#8221;. E la sinistra radicale invoca elezioni anticipate subito: &#8220;Il Pdl &#8211; rileva <strong>Claudio Fava</strong> - non esiste più, Fini resta a destra come era comprensibile, l&#8217;attuale Parlamento è sempre più ingovernabile. Il voto adesso sarebbe un atto di verita&#8217; e di decenza politica&#8221;.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/lopposizione-esulta-crisi-conclamata-berlusconi-riferisca-alle-camere/57029/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>La costruzione dell&#8217;intesa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/la-costruzione-dellintesa/57019/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/la-costruzione-dellintesa/57019/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 17:53:50 +0000</pubDate> <dc:creator>PDeangelis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=57019</guid> <description><![CDATA[“Le storie non sono ciò che si vive, ma ciò che si racconta” Louise O. Mink Un blog procede a singhiozzi, e l’idea di volerlo racchiudere dentro una rigida classificazione è utopica, ma per quanto mi sarà possibile tenterò di dare continuità al discorso generale sulle teorie e tecniche della narrazione. Dunque, perché narriamo? Quale [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">“Le storie non sono ciò che si vive,</p><p style="text-align: left;">ma ciò che si racconta”</p><p style="text-align: left;">Louise O. Mink</p><p>Un blog procede a singhiozzi, e l’idea di volerlo racchiudere dentro una rigida classificazione è utopica, ma per quanto mi sarà possibile tenterò di <strong>dare continuità al discorso generale sulle teorie e tecniche della narrazione</strong>.</p><p>Dunque, <strong>perché narriamo</strong>? Quale molla segreta ci spinge? Perché ogni giorno compiamo mille, inconsapevoli, atti narrativi attraverso cui tessiamo ragnatele di senso e di condivisione?</p><p>Lo facciamo per <strong>due motivi principali</strong>, come ci ricorda Jedlowsky, che raccolgono poi tutti gli altri:</p><ul><li><strong>per istituire una distanza</strong>;</li><li><strong>per definire una singolarità</strong>.</li></ul><p><strong>Quando facciamo esperienza di qualcosa di completamente nuovo</strong> questo ci si presenta in una forma inintellegibile, anzi, spesso come qualcosa di magmatico e caotico. Per questo abbiamo bisogno di narrarlo. Perché <strong>narrarlo ci permette di distaccarci da esso e di guardarlo da un punto di vista esterno</strong> (o, a volte, di <em>assumere</em> un punto di vista).</p><p><strong>Istituire una distanza significa allora prendere qualcosa di confuso e imporgli una sorta di ordine</strong>, innanzitutto imbrigliandolo in una sequenza temporale<strong> </strong>e quindi in<strong> </strong>una<strong> </strong>concatenazione logica, e poi cercando di attribuirgli<strong> </strong>un qualche significato all’interno del più vasto campo dei significati che ci sono già noti.</p><p><strong>Definire una singolarità, invece, vuol dire essenzialmente stabilire la nostra identità</strong>. Nel raccontare una storia, che ne siamo o meno i protagonisti, definiamo sempre un senso di appartenenza. Una matrice comunitaria che si esprime col dire: <strong>io appartengo o non appartengo al mondo della storia che ti sto raccontando</strong>. C’è inoltre una sfumatura squisitamente concreta: si sta citando un caso particolare, una contingenza. Non si tratta di dissertazioni filosofiche o astratte argomentazioni scientifiche, ma si sta parlando di un <em>io</em> o un <em>tu</em> in carne e ossa, che in un dato momento, in un dato ambiente, per date ragioni ha fatto questo o quello. <strong>Stiamo raccontando di </strong><em><strong>Noi</strong></em><strong>, insomma, e nel farlo ci rendiamo tangibili</strong>.</p><p><strong>Dentro queste due proprietà fondamentali della narrazione rientrano tutte le altre</strong>: quella <strong>ludica</strong> (divertire e intrattenere); quella <strong>pratica</strong> (insegnare o trasmettere tradizioni); e quella, di cui abbiamo appena parlato e parleremo ancora, <strong>simbolica</strong>.</p><p><strong>Narrare è una forma prioritaria di mediazione simbolica</strong>, appunto perché attraverso le storie che ci raccontano e che ci raccontiamo, diamo un significato alla vita. <strong>Diamo un ordine all’esistenza, che l’esistenza di per sé non possiede.</strong> E nel far questo diveniamo capaci di adattarci meglio a essa, di dominarla, di conferirle un’aurea di coerenza. A un certo punto, poi, facciamo <strong>un salto ulteriore: quell’ordine che abbiamo imposto, quella riorganizzazione narrativa del reale che abbiamo realizzato, la mettiamo in comune.</strong> E nel metterla in comune, nello scambiarla con quella fatta da altri esseri umani, <strong>creiamo un mercato delle narrazioni </strong>dal cui andamento emerge <strong>un ordine di tipo superiore non più per così dire individuale/esistenziale bensì collettivo/sociale.</strong></p><p><strong>Il mercato delle narrazioni apre ogni giorno</strong>, pronto a salire o scendere come la Borsa di Wall Street, sensibile ai ragionamenti che gli forniamo o alle visioni che immettiamo in esso.  In realtà, in un mondo permeato dai media di flusso televisivi, è un mercato ormai stabilizzato. Ma, almeno in teoria, una narrazione rivoluzionaria avrebbe ancora la forza di cambiare la storia di un Paese trasformando l’intero universo narrativo delle singole persone. <strong>Per alcuni studiosi </strong><em><strong>stare in società</strong></em><strong>, infatti, consisterebbe nella semplice pratica di </strong><em><strong>mettere delle storie in comune</strong></em><strong>.</strong> E’ questa costante circolazione di racconti che consentirebbe <strong>la formazione di un’identità condivisa</strong>, <strong>la sedimentazione di una memoria storica e, con essa, anche l’esercizio di una forma di controllo normativo</strong> (è inevitabile che le narrazioni più quotate alla Borsa di Wall Street finiscano con il rappresentare la norma di ciò che è giusto, buono e lecito in un certo periodo).</p><p><strong>Narrare serve agli uomini a costruire un’intesa</strong>. <strong>Le narrazioni sono forme di transazione sociali importantissime</strong>, servono a mantenere quell’ordine fittizio che esse stesse hanno contribuito a creare, e proprio per questo intaccare/attaccare/ignorare le narrazioni di un popolo significa scardinare al fondo le sue radici identitarie. <strong>Ecco perché la qualità delle narrazioni incide così tanto sulla qualità delle nostre vite.</strong> E’ importante vigilare. E’ importante soprattutto che chi è al potere (o meglio, all’opposizione) faccia <strong>lo sforzo immane di non dimenticare, di non tacere mai, e di ricordare incessantemente le “grandi narrazioni” del passato rispetto alle “piccole storie” del presente</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/la-costruzione-dellintesa/57019/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>19</slash:comments> </item> <item><title>Mirabello, Fini: &#8216;La mia estromissione è un atto ispirato al peggiori Stalinismo&#8217;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/56993/56993/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/56993/56993/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 16:47:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Fatti quotidiani]]></category> <category><![CDATA[Fini]]></category> <category><![CDATA[Mirabello]]></category> <category><![CDATA[stalinismo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=56993</guid> <description><![CDATA[Gianfranco Fini dal palco di Mirabello è durissimo in apertura del suo discorso: &#8220;Quello della mia &#8221;estromissione&#8221; dal Pdl è un atto, e non ho nessuna difficoltà a dirlo, che forse è stato ispirato a chi lo ha scritto, e so che non lo ha  scritto Berlusconi, da quel libro nero del comunismo che ci [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Gianfranco Fini dal palco di Mirabello è durissimo in apertura del suo discorso: &#8220;Quello della mia &#8221;estromissione&#8221; dal Pdl è un atto, e non ho nessuna difficoltà a dirlo, che forse è stato ispirato a chi lo ha scritto, e so che non lo ha  scritto Berlusconi, da quel libro nero del comunismo che ci fu  consegnato quando demmo vita a alleanza nazionale perchè &#8211; continua il presidente della Camera -  soltanto dalle pagine del peggior stalinismo si può essere messi alla porta senza alcun contraddittorio e con motivazioni  che sono assolutamente ridicole&#8221;.</p><p>Per il futuro serve &#8220;un nuovo patto di legislatura che non sia un tavolo a due gambe, un accordo sancito con acquiescienza&#8221;, ha detto. &#8220;Dov&#8217;è finito quel punto del programma -domanda- dove si prevedeva l&#8217;abolizione delle province? E quello che riguardava la privatizzazione e liberalizzazione delle municipalizzate?&#8221;.</p><p>&#8220;Berlusconi &#8211; si dice poi convinto Fini &#8211; metterà da parte l&#8217;ostracismo perché noi non ci fermiamo e andiamo avanti. Ha ben compreso che non servono a nulla gli ultimatum. Berlusconi ha diritto di governare perché scelto dagli elettori. E pensare a scorciatoie giudiziarie per toglierlo di mezzo è una lesione alla sovranità dello Stato&#8221;.</p><p>&#8220;La sovranità popolare &#8211; dice Fini sottolineando che la sua proposta sarà considerata alla stregua di un &#8216;capo di imputazione&#8217; contro di lui &#8211; significa che le elettrici e gli elettori devono avere il diritto di scegliere i propri parlamentari, perché è vergognoso che ci sia una lista prendere o lasciare. E faccio mea culpa &#8211; aggiunge &#8211; perché ho contribuito anch&#8217;io&#8221; ad approvarla.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/56993/56993/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Fini: &#8220;Il Popolo della libertà è finito. Governare non è comandare&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/fini-sul-palco-qui-affondano-le-mie-radici/56992/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/fini-sul-palco-qui-affondano-le-mie-radici/56992/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 16:32:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Fini]]></category> <category><![CDATA[fli]]></category> <category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category> <category><![CDATA[Mirabello]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=56992</guid> <description><![CDATA[&#8220;Il Parlamento non è depandance dell&#8217;esecutivo, governare non significa comandare, ma garantire l&#8217;equilibrio dei poteri&#8221;. E poi: &#8220;Non esiste il reato di lesa maestà, perché non esiste un popolo di sudditi, ma di cittadini e di militanti&#8221;. Sono due dei tanti passaggi del discorso di Gianfranco Fini a Mirabello. Un discorso di un&#8217;ora e mezza [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il Parlamento non è depandance dell&#8217;esecutivo, governare non significa comandare, ma garantire l&#8217;equilibrio dei poteri&#8221;. E poi: &#8220;Non esiste il reato di lesa maestà, perché non esiste un popolo di sudditi, ma di cittadini e di militanti&#8221;. Sono due dei tanti passaggi del discorso di <strong>Gianfranco Fini</strong> a Mirabello. Un discorso di un&#8217;ora e mezza in cui ha disteso lo sguardo su tutto ciò che sta accadendo prendendo posizioni nette. &#8221;Napolitano è il caposaldo della democrazia&#8221;, ha detto. Su <strong>Gheddafi</strong> ha parlato di &#8220;genuflessione poco decorosa&#8221;. E ha ricordato: &#8220;Il popolo non è suddito&#8221;. Ma il cofondatore del Pdl si è spinto ben oltre e ha definito molto chiaramente la situazione del Popolo delle libertà: &#8220;Non c&#8217;è più, ora c&#8217;è al massimo il partito del predellino. Una Forza Italia allargata, con colonnelli che hanno cambiato solo il generale e magari sono pronti a cambiarlo ancora&#8221;. Riferendosi ai ripetuti inviti di tornare nel Pdl Fini è stato chiaro: &#8220;Non si rientra in ciò che non c&#8217;è più&#8221;.</p><p>Fini ha cominciato ricordando l&#8217;importanza di Mirabello: &#8220;Qui affondano le mie radici&#8221;. Sul palco di Futuro e Libertà <strong>Gianfranco Fini</strong> ha detto di avere  &#8221;il cuore disastrato dalle emozioni forti. Non è mai stato così emozionato. Mirabello è per un giorno la capitale della politica italiana. E la gente non è qui peché è stata precettata, ma perché è venuta col cuore&#8221;.</p><p><strong>L&#8217;estromissione dal Pdl</strong> &#8211; Fini ha poi parlato della sua &#8220;estromissione&#8221; dal Pdl: &#8220;Non me ne sono andato, ma mi hanno cacciato. Quel 29 luglio quando mi hanno espulso dal partito&#8221;.  Si è trattato di una atto &#8220;illiberale e autoritario&#8221; degno del peggior stalinismo: &#8220;Non c&#8217;è stata alcuna fuoriuscita, nessuna scissione, nessun atteggiamento volto a demolire il Pdl: c&#8217;è stata di fatto la mia estromissione dal partito che avevo contribuito a creare, un atto che forse è stato ispirato dal libro nero del comunismo. Perché nelle pagine del peggior stalinismo &#8211; ha ammonito Fini &#8211; si può essere messi alla porta senza nessun tipo di contraddittorio, con il tentativo di annullare ogni tipo di diversità&#8221;.</p><p>&#8220;Non si comprende cosa è accaduto &#8211; dice <strong>Fini</strong> &#8211; se non si vede cosa è accaduto quando tutto è cominciato il 29 di luglio, quando l&#8217;ufficio politico del Pdl, in mia assenza, ha decretato di fatto la mia espulsione da quel partito che avevo contribuito a creare&#8221;. Il presidente della Camera è tornato a criticare le conclusioni del documento stilato al termine di quella riunione, soprattutto dove si sosteneva che l&#8217;atteggiamento di Fini e dei finiani &#8220;rappresentava una partecipazione attiva al gioco delle procure. Questa è da ridere&#8221;, ha detto <strong>Fini</strong> dal palco, così come la conclusione del documento. E cioè che Fini &#8220;è assolutamente incompatibile con i principi ispiratori del Pdl&#8221;.</p><p><strong>Giustizia</strong> &#8211; &#8220;Nessuno troverà mai una mia dichiarazione, o una dichiarazione di qualcuno di Fli, contraria al Lodo Alfano o al legittimo impedimento, perché noi siamo convintissimi del fatto che occorre risolvere una questione: quella del diritto che <strong>Berlusconi</strong> ha di governare senza che ci sia l&#8217;interferenza o il tentativo da parte di segmenti iper-politicizzati di metterlo fuori gioco. Ma bisogna rovesciare l&#8217;approccio alla questione, bisogna finirla di affidare a quel simpatico &#8216;Dottor Stranamore&#8217; che è l&#8217;onorevole <strong>Ghedini</strong> il compito di trovare una soluzione, con il risultato che la soluzione non si trova mai e il problema finisce per incancrenirsi ancor di più&#8221;, ha proseguito Fini. &#8220;Non ci vogliono leggi ad personam, ma leggi che tutelino il capo del governo. Non la cancellazione dei processi, ma la loro sospensione&#8221;.</p><p>Secondo il presidente della Camera, &#8220;il garantismo è un principio sacrosanto, ma mai può essere considerato come una sorta di impunità permanente. Deve essere garantita la condizione che i processi si svolgano e si concludano e che si accertino le responsabilità&#8221;. Fini ha poi aggiunto: &#8220;La magistratura è caposaldo della democrazia italiana&#8221;.<strong></strong></p><p><strong>Economia</strong> &#8211; Fini ha poi ricordato la crisi economica, la necessità di una svolta delle politiche governative a favore dei giovani, delle fasce deboli, dei precari. E ha ammonito: &#8220;Ma vi pare possibile che nonostante il &#8216;ghe pensi mi&#8217; si debba attendere ancora di conoscere il nome del ministro dello Sviluppo economico? Ma in quale altro Paese avverrebbe una cosa del genere? E&#8217; un ministero importante, non uno strapuntino&#8221;.</p><p><strong>Gheddafi</strong> &#8211; Dure critiche sono state riservate da Fini all&#8217;accoglienza che il governo ha riservato al leader libico Muammar Gheddafi: “E&#8217; stato uno spettacolo poco decoroso quello con cui è stato accolto un  personaggio che non può insegnare nulla nè nel rispetto della  donne nè nella dignità della persona umana. Da ex ministro degli Esteri conosco le ragioni della &#8216;real politik&#8217;, ma non  può portare a una sorta di genuflessione nei confronti di chi non può ergersi a maestro o punto di riferimento”.</p><p><strong>Istituzioni</strong> &#8211; &#8220;Governare non puo&#8217; mai e poi mai, e in alcun modo, significare comandare &#8211; ha sottolineato Fini &#8211; E&#8217; necessario rispettare il Parlamento, che ha una sua ovvia centralità perché è ovvio che in una democrazia i poteri siano equilibrati&#8221;. Importante è rispettare tutte le istituzioni e il Capo dello Stato, che è &#8220;un punto di riferimento della nostra Costituzione&#8221;.</p><p><strong>Pdl e Fli</strong> &#8211; Uno dei passaggi più duri del discorso è stato quelli in cui Fini ha decretato la morte del Pdl: &#8220;E&#8217; finito il 29 luglio. Il Pdl non c&#8217;e&#8217; piu&#8217;. Bisogna ricostruirlo perché una bella ipotesi è finita. Ora c&#8217;è il partito del Predellino, ma non c&#8217;è il Popolo della Libertà&#8221;. Futuro e Libertà, ha sottolineato il presidente della Camera, &#8220;non è Alleanza Nazionale in sedicesimo, ma rappresenta lo spirito più autentico del Pdl, la volontà di non disperdere quel sogno&#8221;.</p><p>E&#8217; il momento di avere coraggio, secondo Fini, che ha detto: &#8220;Dico una cosa che so che non piacerà a <strong>Berlusconi</strong>, ma qualcuno mi ha detto: ma aspetta, non avere fretta, sei più giovane&#8230; ma io credo che se vogliamo fare qualcosa per l&#8217;Italia e soprattutto per il popolo del centrodestra, la dobbiamo piantare con l&#8217;utilitarismo, con il calcolo del farmacista, con la logica dell&#8217;attendere domani e piuttosto di gettare il cuore oltre l&#8217;ostacolo&#8221;.</p><p><strong>Patto di legislatura</strong> &#8211; &#8220;Si va avanti &#8211; dice il presidente della Camera dal palco di Mirabello &#8211; senza ribaltoni o ribaltini, senza cambi di campo. E senza  atteggiamenti che possano dare in alcun modo agli elettori la  sensazione che noi si abbia raccolto voti nel centrodestra per  poi portarli da qualche altra parte&#8221;. Per Fini serve &#8220;un patto di legislatura per arrivare al termine dei cinque anni e riempire di fatti concreti gli anni che mancano al voto. Un nuovo patto di legislatura che non sia un tavolo a due gambe, un accordo sancito con acquiescienza&#8221;. Il presidente della Camera è convinto che &#8220;Berlusconi metterà da parte l&#8217;ostracismo perchè noi non ci fermiamo e andiamo avanti. Ha ben compreso che non servono a nulla gli ultimatum. Berlusconi ha diritto di governare perché scelto dagli elettori. E pensare a scorciatoie giudiziarie per toglierlo di mezzo è una lesione alla sovranità dello Stato&#8221;.</p><p><strong>Legge elettorale</strong> &#8211; Fini ha criticato fortemente l&#8217;attuale legge elettorale, senza nascondere il &#8220;mea culpa&#8221; per aver contribuito ad essa.  &#8220;Sovranità popolare significa che gli elettori hanno diritto di scegliere il presidente del Consiglio ma anche i parlamentari &#8211; ha spiegato &#8211; Vergognose sono le liste &#8216;prendere o lasciare&#8217;&#8221;.</p><p><strong>Federalismo e Padania</strong> &#8211; Anche il rapporto con la Lega è stato oggetto del discorso di Fini, che ha detto: &#8221;Il federalismo è possibile solo se sarà fatto nell’interesse di tutta  l&#8217;Italia, non soltanto della parte più sviluppata del Paese.  Bossi sa che è possibile realizzare il federalismo, ma solo se  nell’interesse generale, non a scapito del  Mezzogiorno”. Secondo il leader di Fli, &#8221;Bossi è un leader popolare, abbiamo polemizzato tante volte. Solo  chi non conosce la storia oltre che la geografia può pensare  che la Padania esista davvero&#8221;.</p><p><strong>Attacchi infami</strong> &#8211; &#8221;Quella che ho subito questa estate è stata una autentica lapidazione  di tipo islamico. Infame non perché si sia rivolta a me, ma perché si è rivolta contro la  mia famiglia&#8221;, ha detto Fini. &#8220;Si va avanti senza farci intimidire da quello che è stato il &#8216;metodo Boffo&#8217; messo  in campo da alcuni giornali che dovrebbero essere, pensate un  pò, il biglietto d’amore del partito dell’amore. Noi non ci  facciamo intimidire perché di intimidazioni ne abbiamo vissute  ben altre. Non ci facciamo intimidire da campagne paranoiche e  patetiche”. Il presidente della Camera si è scagliato anche contro l&#8217;informazione televisiva: &#8220;I telegiornali, salvo rare eccezioni, sembrano essere fotocopie dei fogli d’ordine del  Pdl”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/fini-sul-palco-qui-affondano-le-mie-radici/56992/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>691</slash:comments> </item> <item><title>Caro Pd, ti scrivo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/56983/56983/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/56983/56983/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 16:21:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Alberto Puliafito</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[elezioni]]></category> <category><![CDATA[fischi]]></category> <category><![CDATA[Giovani]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[Schifani]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=56983</guid> <description><![CDATA[Caro PD, ti scrivo perché in queste ultime settimane ci siamo frequentati molto. Sono giovane, dicono. Un giovane regista e giornalista, che non ha ereditato la professione dalla famiglia. Ti scrivo perché non era mai capitato, che ci si frequentasse. Ma venire a presentare il mio &#8220;Protezione civile SpA&#8221; alle tue feste era un&#8217;occasione troppo [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro PD,</p><p style="text-align: justify;">ti scrivo perché in queste ultime settimane ci siamo frequentati molto.</p><p style="text-align: justify;">Sono giovane, dicono. Un  giovane regista e giornalista, che non ha ereditato la professione dalla  famiglia. Ti scrivo perché non era mai capitato, che ci si  frequentasse. Ma venire a presentare il mio &#8220;Protezione civile SpA&#8221; alle  tue feste era un&#8217;occasione troppo interessante perché io mantenessi la  mia freddezza nei tuoi confronti.</p><p style="text-align: justify;">Sia chiaro: non ho preconcetti irremovibili verso di te.</p><p style="text-align: justify;">E&#8217; che ce la metti proprio tutta per confermarli, questi preconcetti.</p><p style="text-align: justify;">Sai, PD, se vedessi come  reagisce la base, se ascoltassi le persone, quelle che ti dimentichi  continuamente, quando racconto, per esempio, che i poteri di Protezione  civile e i grandi eventi fanno comodo a logiche di profitto bipartisan,  forse rimarresti sorpreso. E se tu fossi quel che dovresti, caro PD, ti  renderesti conto che ci sono questioni profonde e urgenti da affrontare,  al tuo interno.</p><p style="text-align: justify;">Poi qualcuno, ogni tanto,  mi chiede come hai fatto opposizione all&#8217;Aquila, caro PD. E mi tocca  rispondere che non c&#8217;eri, dopo il terremoto e durante un lungo anno. Mi  tocca rispondere che a volte andavi in piazza &#8211; sul territorio &#8211; con i  cittadini e altre volte ti facevi fotografare con Berlusconi, con  Bertolaso, con Obama. E che sei diventato complice, all&#8217;Aquila, della  finzione mediatica di un miracolo che non c&#8217;è.</p><p style="text-align: justify;">Quindi, all&#8217;Aquila ti sei comportato come ti comporti in Italia.</p><p style="text-align: justify;">Sei ambiguo, incapace, ondivago, ambivalente, incoerente, sconnesso  dalla realtà. Non sai più parlare di temi importanti. Inviti Schifani a  Torino e il giorno prima ti senti dire da Piero Messina, giornalista  siciliano, che la cosa è assurda. Ti senti dire da me che sei  evanescente, all&#8217;Aquila e sul tema della Protezione civile di Bertolaso  come altrove in Italia.</p><p style="text-align: justify;">Che a volte diventi connivente.</p><p style="text-align: justify;">E reagisci, per bocca d&#8217;una tua senatrice, dicendomi che fai le battaglie in aula.</p><p style="text-align: justify;">Che siamo noi giornalisti a  dover studiare gli atti parlamentari per conoscere le tue battaglie. E  il territorio? Le persone? La comunicazione?</p><p style="text-align: justify;">Ti fai contestare dai  cittadini (viola? grillini? ha importanza davvero?) perché inviti  Schifani alla tua festa più grande, e reagisci per bocca di un tuo  deputato che usa a sproposito il termine &#8220;squadristi&#8221;.</p><p style="text-align: justify;">Allora, PD, magari i nostri rapporti si interromperanno qui.</p><p style="text-align: justify;">Mi dispiace molto, perché dovresti sentirli, quelli della base che  applaudono quando ricordi loro che non metti fra le priorità il  conflitto d&#8217;interessi, che insegui il pensiero unico, che non proponi  una vera alternativa a Berlusconi e al sistema berlusconiano &#8211; che,  ahimé, gli sopravviverà. E sopravviverà anche a noi, temo -.</p><p style="text-align: justify;">Quando ricordi loro che non ci sei.</p><p style="text-align: justify;">Quando ammettono che per metterti la crocetta sopra si turano il naso  perché sei il meno peggio fra quelli che potrebbero, forse, pareggiare.  Non vincere.</p><p style="text-align: justify;">Quella base lì, caro PD,  quella che non ascolti, quella che rincoglionisci dicendo &#8220;basta alle  critiche da sinistra&#8221;, ha bisogno di un Paese migliore. Se lo merita  proprio.</p><p style="text-align: justify;">E tu, PD, non stai facendo  molto per offrirglielo. Anzi. Offri alla tua base un Paese peggiore,  prono ai satrapi e facile preda di chiacchiere populiste.</p><p style="text-align: justify;">Con affetto, ma poca stima.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/56983/56983/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>13</slash:comments> </item> <item><title>Schifani e la casta degli ipocriti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/schifani-e-la-casta-degli-ipocriti/56978/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/schifani-e-la-casta-degli-ipocriti/56978/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 16:11:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[casta]]></category> <category><![CDATA[fischi]]></category> <category><![CDATA[napolitano]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[Schifani]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=56978</guid> <description><![CDATA[Che cosa dovremmo fare per piacere a lorsignori: basterà starsene zitti davanti alla tv tra un’elezione e l’altra oppure occorrerà iniziare a invocare a gran voce più collusioni mafiose e più leggi su misura? Vorrebbero il silenzio intorno, interrotto solo dagli applausi. Vorrebberp suonarsela e cantarsela tra di loro, moderati da giornalisti cortigiani. La casta [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa dovremmo fare per piacere a lorsignori: basterà starsene zitti davanti alla tv tra un’elezione e l’altra oppure occorrerà iniziare a invocare a gran voce più collusioni mafiose e più leggi su misura?</p><p>Vorrebbero il silenzio intorno, interrotto solo dagli applausi. Vorrebberp suonarsela e  cantarsela tra di loro, moderati da giornalisti cortigiani. La casta  degli ipocriti ieri si è compattata, sotto l’alto patrocinio di Napolitano, contro quei cittadini che esigendo trasparenza osano chiedere chiarezza sulle ombre di Schifani o denunciare i collegamenti di Dell’Utri.</p><p>Altro che oltraggio alle istituzioni, altro che intimidatoria gazzarra: per molto meno di quel che accade in Italia in un paese abitato da un popolo moralmente vivo ci sarebbero rivolte di piazza.</p><p>Qui da noi accade il contrario: quei pochi che, non essendosi assuefatti al marciume generale e non trovando  nell&#8217;opposizione parlamentare solidi punti di riferimento, manifestano  un legittimo e ben motivato sdegno vengono fatti passare per nemici della democrazia da  un sistema politico e mediatico che ha perso ogni contatto con la realtà. Il vero attacco alla libertà è questo.</p><p>Ribadiamolo: contestare  con buoni argomenti questa oligarchia trasversale ogni volta che se ne presenta la possibilità non è un diritto: è un dovere. Ma  occorre essere in tanti, sempre di più ad acquisire consapevolezza e a  prendere coraggio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/schifani-e-la-casta-degli-ipocriti/56978/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Palermo, gli impegni dei consiglieri comunali? Farsi il pass e approvare i debiti fuori bilancio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/palermo-gli-impegni-dei-consiglieri-comunali-farsi-il-pass-e-approvare-i-debiti-fuori-bilancio/56695/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/palermo-gli-impegni-dei-consiglieri-comunali-farsi-il-pass-e-approvare-i-debiti-fuori-bilancio/56695/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 16:00:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[bilancio]]></category> <category><![CDATA[consiglieri]]></category> <category><![CDATA[debiti]]></category> <category><![CDATA[Palermo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=56695</guid> <description><![CDATA[Costano quasi tre milioni di euro l’anno, tra gettoni di presenza e indennità. E un altro milione di euro lo prendono per prestazioni di servizio, convegni, corsi di formazione. Sono i cinquanta consiglieri comunali di Palermo, profumatamente pagati dai cittadini per accompagnare la città a un disastro ogni giorno più imminente. Alcuni di loro in [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/09/Palermo-Comune.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56990" title="Palermo Comune" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/09/Palermo-Comune.jpg" alt="" width="1600" height="1200" /></a>Costano quasi tre milioni di euro l’anno, tra gettoni di presenza e indennità. E un altro milione di euro lo prendono per prestazioni di servizio, convegni, corsi di formazione. Sono i cinquanta consiglieri comunali di Palermo, profumatamente pagati dai cittadini per accompagnare la città a un disastro ogni giorno più imminente. Alcuni di loro in aula non si sono quasi mai visti. Eppure gli impegni d’aula non sono poi così gravosi. Nel 2009, per esempio, il Consiglio comunale palermitano è stato convocato 44 volte, ma in diversi casi non si è raggiunto neppure il numero legale. A conti fatti, ogni riunione di Consiglio è costata ai palermitani quasi 80mila euro. Senza contare il fatto che alcuni consiglieri sono anche dipendenti di enti pubblici. Le loro assenze dal lavoro, ordinariamente giustificate dagli impegni d’aula, sono rimborsate dal Comune.</p><p>Del resto, non è necessario presentarsi in aula, per reclamare il gettone di presenza. Ciascun consigliere, infatti, esplica la propria attività in una delle sette commissioni consiliari. E basta presentarsi e firmare, per il fatidico gettone. Quanto poi a produrre atti da votare in aula, è un altro paio di maniche. Sempre nel 2009, le uniche due commissioni che hanno presentato in aula atti deliberativi sono state la commissione urbanistica e la commissione bilancio. E mentre la città era (e cintinua a essere) tormentata dai problemi di cassonetti straripanti d’immondizia, rete fognaria disastrata, emergenza idrica, quotidiani sforamenti di PM10, necessità abitativa di famiglie senza tetto, di cosa si occupavano i consiglieri comunali?<strong></strong></p><p><strong>I &#8220;gravosi&#8221; impegni in Consiglio comunale</strong> - Del rinnovo dei pass ai consiglieri stessi, tanto per fare un esempio. Quei pass che permettono di utilizzare le corsie preferenziali, di parcheggiare anche dove è proibito e che, in tempi record, sono stati “clonati”. Tant’è che non era difficile trovare, parcheggiate fianco a fianco in piazza Bellini, appena alle spalle di Palazzo delle Aquile, due automobili con lo stesso identico pass. Compreso il numero d’identificazione.</p><p>Ma non mancano neppure i casi di eccesso di zelo. Sempre nel 2009, il 7 aprile, l’aula palermitana ha approvato due mozioni, di due differenti consiglieri e di due opposti schieramenti, che chiedevano entrambe la stessa cosa: l’assegnazione del palazzo dove un tempo avevano sede le Poste all’ufficio Disabili del Comune. Così ciascuno dei due può reclamare il merito presso i propri elettori, tanto, chi se ne accorge?</p><p>E mentre la città soffocava nei rifiuti, una delle vasche della discarica cittadina rischiava di inquinare le falde acquifere e il Tar bocciava l’aumento della Tarsu, il consigliere Milazzo, eletto tra le fila di Forza Italia, proponeva l’istituzione di un tavolo di analisi, studio e ricerca per l&#8217;equilibrio tra ambiente urbano e piccioni. Senza minimamente sospettare che l’aumento indiscriminato dei “topi con le ali” fosse da correlare proprio alla situazione drammatica dei rifiuti. Eppure il consigliere Milazzo, quando non è impegnato a Palazzo delle Aquile, è dipendente dell’Amia, la disastrata azienda palermitana che si occupa dei rifiuti. E, per le assenze dal lavoro del consigliere, il comune di Palermo rimborsa all’ex municipalizzata 22.520 euro l’anno. Possibile che la correlazione tra “munnizza” e piccioni non gli sia mai balenata? Beata ingenuità.</p><p><strong>Tutti bravi ad approvare i debiti fuori bilancio</strong> &#8211; Tuttavia, non bisogna pensare che i consiglieri lavorino poco, perché si farebbe loro un grave torto. Una delle attività nelle quali eccellono, e che esplicano varie volte l’anno, è l’approvazione dei debiti fuori bilancio. Cosa sono i debiti fuori bilancio? Sono tutte quelle spese impreviste ed imprevedibili in cui si può incorrere. I Comuni sono infatti tenuti a stilare, preventivamente, ogni anno, un Bilancio di previsione. Fanno insomma due conti, da un lato i soldi che incamerano e dall’altro le spese. E, ovviamente, i conti devono tornare. Non si può spendere più di quanto si incassi. Come nella più classica delle famiglie, si pianificano le spese: tanto per l’affitto, tanto per le bollette, tanto per fare la spesa, e se avanza qualche soldino magari lo si mette via per una vacanza. Semplice, no? Non proprio. Perché se di affitto si pagano mille euro, non si può mettere in previsione meno di quella cifra e destinare più soldi alla vacanza, altrimenti i conti non tornano più. E invece a Palermo si può, eccome.</p><p>Su 769 atti prodotti nel 2009 dal Consiglio comunale palermitano, 682 erano di approvazione di debiti fuori bilancio, per un totale di oltre 17 milioni di euro. Nella sola seduta del 21 luglio 2009, tra le 20.20 e le 21.40, cioè in poco più di un’ora, 28 consiglieri approvano 249 deliberazioni. Tutti debiti fuori bilancio, per quasi 9 milioni di euro. E quest’anno, sempre il 21 luglio, mentre i palermitani cercavano refrigerio al caldo e ancora commentavano i mondiali di calcio, i consiglieri hanno fatto il bis, approvando in tempi record 170 delibere: sempre debiti fuori bilancio, si capisce, per appena 3 milioni di euro. Che però vanno a sommarsi agli oltre 24 milioni di debiti approvati con 213 delibere nella seduta del 21 aprile, per un totale di 27 milioni e mezzo di euro.</p><p>Ma da dove vengono tanti debiti? E sono davvero così imprevedibili da non poter essere inseriti in un bilancio di previsione? Tranne poche e rare eccezioni, si tratta di debiti non solo prevedibili ma anche conosciuti con largo anticipo. Per la maggior parte si tratta di mancati pagamenti di fatture ad aziende cui vengono commissionati lavori: finché sono disponibili i fondi, le fatture vengono pagate, quando finiscono i soldi (spesi per tutt’altro) le aziende devono far causa al Comune per ricevere i pagamenti. Così, essendo quei debiti “figli” di sentenze di tribunale, possono essere ascritti fra i debiti fuori bilancio. E poco importa se, nel frattempo, i creditori chiedono e ottengono anche gli interessi e le spese legali, tanto paga Pantalone.</p><p>Stessa solfa per quanto riguarda gli espropri, regolarmente sottostimati. Gli espropriati fanno causa e si riprendono le spettanze, anche qui con aggiunta di interessi e spese legali. Senza contare che il settore Servizi Legali del Comune di Palermo costa ogni anno ai contribuenti oltre 530mila euro, tra compensi agli avvocati, spese per registrazione di sentenze, contributi previdenziali e via dicendo.</p><p>Peggio ancora se si mette mano ai debiti fuori bilancio derivanti dalla spesa sociale, voce ormai praticamente inesistente nel Bilancio di previsione. Il ricovero e la cura di minori e anziani non è neppure preventivato, ma nel frattempo al settore Turismo e grandi eventi vengono destinati oltre 4 milioni di euro. La sola festa patronale, quella di Santa Rosalia, è costata quest’anno mezzo milione di euro. Al risparmio, si capisce, perché qualche anno fa solo per il “carro” della Santuzza si spesero 800mila euro: era tempestato di Swarovski. Fa niente poi se il sindaco Cammarata non sale sul carro, come vorrebbe la tradizione, per paura dei fischi e degli insulti. E come dimenticare i 372mila euro spesi per la commemorazione dello sbarco di Garibaldi? E i 26.250 euro per il carnevale di Mondello? O i 15mila euro a Rtl 102.5 per rilanciare il turismo con una trasmissione radiofonica? Se poi i turisti arrivano e si dà loro il benvenuto con caratteristici cumuli di rifiuti, totale latitanza di mezzi pubblici, inesistenza di servizi di accoglienza, che importanza ha? Anche questo è folklore.</p><p><strong>di Vania Lucia Gaito</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/palermo-gli-impegni-dei-consiglieri-comunali-farsi-il-pass-e-approvare-i-debiti-fuori-bilancio/56695/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>14</slash:comments> </item> <item><title>Squadristi a Dublino</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/squadristi-a-dublino/56954/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/squadristi-a-dublino/56954/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 15:54:19 +0000</pubDate> <dc:creator>ITabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Dublino]]></category> <category><![CDATA[Guardian]]></category> <category><![CDATA[squadristi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=56954</guid> <description><![CDATA[In Gran Bretagna, il 18 agosto, alcuni scrittori e giornalisti scrivono una lettera al Guardian: &#8220;Rivolgiamo un pressante invito a Waterstone perché riconsideri la sua decisione di ospitare l&#8217;8 settembre Tony Blair, che firmerà copie delle sue memorie in occasione del lancio del libro. Riteniamo che l&#8217;evento si rivelerà profondamente offensivo per la maggior parte [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In Gran Bretagna, il 18 agosto, alcuni scrittori e giornalisti scrivono <a href="http://www.guardian.co.uk/politics/2010/aug/18/reconsider-blair-book-signing" target="_blank"><strong>una lettera al Guardian</strong>:</a><br /> &#8220;Rivolgiamo un pressante invito a Waterstone perché riconsideri la sua  decisione di ospitare l&#8217;8 settembre Tony Blair, che firmerà copie delle  sue memorie in occasione del lancio del libro. Riteniamo che l&#8217;evento si  rivelerà profondamente offensivo per la maggior parte dei cittadini  britannici. Gran parte del pubblico inglese sostiene che il signor Blair  ha mentito e ha fabbricato le prove per portare la Gran Bretagna in una  guerra contro l&#8217;Irak che egli sapeva essere illegale per il diritto  internazionle. Secondo un recente sondaggio il 25% delle persone sono  dell&#8217;opinione che il signor Blair dovrebbe esser rinviato a giudizio per  crimini contro l&#8217;umanità [… ] Siamo del parere che Waterstone  infliggerà un grave danno alla propria reputazione di libreria  rispettabile aiutando Blair a promuovere il suo libro&#8221;.<br /> Firmato: Iain Banks, Al Kennedy, Moazzem Begg, Andrew Burgin, Ben  Griffin, Lindsey German, Dr Felicity Arbuthnot, Tanya Tier, John Pilger,  Michael Nyman, Andrew Murray</p><p>Il giorno dopo, sempre <a href="http://www.guardian.co.uk/politics/2010/aug/19/blair-book-free-speech" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>sul Guardian, rispondono</strong></span></a> i rappresentanti di tre associazioni che difendono la libertà di espressione:<br /> &#8220;Rispettiamo gli estensori della lettera di ieri, e condividiamo il loro  punto di vista sull&#8217;illegalità della guerra in Iraq e sul ruolo nefasto  di Tony Blair nel manovrare allo scopo di farvi partecipare questo  paese. Ma non possiamo condividere l&#8217;appello affinché Waterstone non  promuova il libro, giustificato con il fatto che l&#8217;evento sarebbe  &#8220;offensivo per la maggior parte dei cittadini britannici&#8221;, anche se  questo si dimostrasse vero. […] Dobbiamo essere coerenti nel promuovere  la libertà di espressione […] Come possiamo chiedere a un libraio di non  promuovere un suo libro, o di non esporlo sul banco, giustificandoci  con la scusa che potrebbe offendere qualcuno? In una società liberale,  se un libro offende, si risponde non leggendolo e non comprandolo, se  non vogliamo che i diritti vadano all&#8217;autore.</p><p>Mentre Iain Banks e i suoi colleghi dicono che Waterstone &#8220;infliggerà&#8221;  un grave danno alla propria reputazione di libreria rispettabile  aiutando Blair a promuovere il suo libro&#8221;, noi crediamo che, ora, la  reputazione della libreria riceverebbe un danno se si piegasse a questo  tipo di pressioni&#8221;<br /> Firmato:<br /> Dr Evan Harris Trustee, Article 19<br /> Jo Glanville Editor, Index on Censorship<br /> Jonathan Heawood Director, English PEN</p><p>La  presentazione del libro da Waterstone, a Londra, vicino a Piccadilly,  risulta finora confermata, nonostante i disordini verificatisi ieri a  Dublino, presso la libreria Eason&#8217;s, in occasione del primo incontro di  Blair con i lettori (e con i contestatori).</p><p>Lo spiegamento di forze della polizia irlandese per proteggere Blair è  stato imponente: né uova né scarpe hanno sfiorato l&#8217;ex primo ministro,  sebbene all&#8217;esterno della libreria ne siano volate parecchie. Si sono  lamentati i commercianti dei negozi e dei chioschi nei pressi della  libreria dove si è svolta la presentazione, perché il cordone di  sicurezza imposto nella zona dalle forze dell&#8217;ordine ha impedito  l&#8217;arrivo dei normali clienti.</p><p>Gli acquirenti delle memorie di Blair hanno criticato le misure adottate  all&#8217;interno della libreria: perquisite borse e zaini, via i telefoni,  entrata nella sala al cospetto dell&#8217;autore a gruppi di quattro, niente  foto, niente chiacchiere, non più di due copie a persona da far firmare a  Tony, e tutte munite di scontrino attestante l&#8217;acquisto effettuato da  Eason.</p><p>Raggiante, e soddisfatto per le vendite, solo il direttore della  libreria, Conor Whelan, &#8220;delighted&#8221;, secondo l&#8217;Irish Times, perché  l&#8217;evento era andato &#8220;so smoothly&#8221;.</p><p>Meno smoothly sono andate le cose  all&#8217;esterno del negozio, tra lanci di oggetti, slogan e cartelli: &#8220;Hey  hey Tony hey, how many kids have you killed today? (Ehi Tony, quanti  ragazzi hai ucciso oggi?), &#8220;Blair macellaio&#8221;,  &#8220;Tony Blair criminale di  guerra&#8221; e &#8220;Sangue sulle tue mani&#8221;.</p><p>La polizia ha fermato quattro persone.</p><p>Oggi, sui giornali e sui siti  internet, nessun commentatore ha ancora parlato di squadristi in azione  e di attacco alla democrazia. Sarà per domani: dopo tutto, anche in  Gran Bretagna c&#8217;è una  democrazia liberale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/squadristi-a-dublino/56954/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>13</slash:comments> </item> <item><title>Fini pranza con i fedelissimi e annuncia: &#8220;Dobbiamo essere granitici, andare avanti&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/fini-pranza-con-i-fedelissimi-e-annuncia-dobbiamo-essere-granitici-andare-avanti/56921/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/fini-pranza-con-i-fedelissimi-e-annuncia-dobbiamo-essere-granitici-andare-avanti/56921/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 14:51:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Alessandro Ferrucci</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=56921</guid> <description><![CDATA[Siamo all’happening, alla seduta collettiva di coscienza, al comizio perenne, qui a Mirabello. Tutti in attesa dell’ora “X”. Di sentire Gianfranco Fini alle 19. Di vederlo arrivare per sciogliere le riserve. L’attesa. Da questa mattina alle undici i militanti si ritrovano per parlare, confrontarsi, scambiare opinioni. Così è normale vedere un capannello, sentire un timido applauso o [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Siamo all’happening, alla seduta collettiva di coscienza, al comizio perenne, qui a Mirabello. Tutti in attesa dell’ora “X”. Di sentire <strong>Gianfranco Fini</strong> alle 19. Di vederlo arrivare per sciogliere le riserve. L’attesa. Da questa mattina alle undici i militanti si ritrovano per parlare, confrontarsi, scambiare opinioni. Così è normale vedere un capannello, sentire un timido applauso o una testa che annuisce. La parola d’ordine resta sempre la stessa: tornare a fare politica, non servire più il padrone. Lo vogliono, lo pretendono, nonostante molti leader appaiono molto più pragmatici e attenti a non scavare ulteriolmente il solco del distacco da Berlusconi &amp; Co. Eppure il “Messia”, durante l’incontro con i suoi di Fli all’ora di pranzo, un’indicazione l’ha data immediatamente: “<strong>Mi raccomando, dobbiamo, dovete essere granitici: la scelta fatta non è semplice, ma dobbiamo andare avanti uniti</strong>”. Quindi basta divisione tra falchi e colombe, per una strategia comune.</p><p>Nel frattempo il paesino emiliano è invaso (si attendono circa 10mila persone) da piccoli amministratori locali giunti da ogni parte d’Italia, dal profondo sud alle più vicine provincie del nord est, che raccontano la loro esperienza politica, le loro vicissitudini e la mancanza di una guida certa e sì, anche qualificata. Ricordano i tempi di Alleanza nazionale, del contrasto alla Lega, e piangono la scelta troppo veloce di Fini di sciogliere il partito. Una scelta amara per lo stesso Presidente della Camera, come ha recentemente confidato a uno dei suoi colonnelli: “Ho sbagliato, gli ho regalato tutto senza valutare che ci avrebbe semplicemente annesso”, le sue parole.</p><p>Così per ricominciare è utile ritrovare anche le radici, e per questo è stato chiesto un immane sforzo a <strong>Mirko Tremaglia</strong>, presente alla Festa Tricolore, nonostante i tanti anni (classe 1926), e gli altrettanti acciacchi. Per lui un’ovazione. Con qualche braccio teso, ma soprattutto lacrime.</p><p>Certo non tutto è “liscio”. La voce prima, e la certezza poi, di <strong>Elisabetta Tulliani</strong> in prima fila ha fatto storcere naso e bocche: la preoccupazione è di distogliere l’attenzione rispetto al vero scopo di Mirabello. E magari di fomentare i contestatori poco convinto delle scarse risposte di Fini rispetto all’affare Montecarlo. Si vedrà, manca poco.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/fini-pranza-con-i-fedelissimi-e-annuncia-dobbiamo-essere-granitici-andare-avanti/56921/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>180</slash:comments> </item> <item><title>Libero fischio in libero Stato</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/libero-fischio-in-libero-stato/56917/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/libero-fischio-in-libero-stato/56917/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 13:51:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[fischi]]></category> <category><![CDATA[grillini]]></category> <category><![CDATA[grillo]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[Schifani]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=56917</guid> <description><![CDATA[Ieri a Torino, la festa del partito democratico è stata teatro di una lezione di democrazia che i manifestanti hanno dato agli “inciucisti” del partito (non)democratico e soprattutto al giornalista del Tg3, Giuliano Giubilei. “Libero fischio in libero Stato” diceva Sandro Pertini, nella Costituzione del nostro paese non c&#8217;è traccia di un articolo che vieti [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/libero-fischio-in-libero-stato/56917/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p><p>Ieri  a Torino, la festa del partito democratico è stata teatro di una  lezione di democrazia che i manifestanti hanno dato agli “inciucisti”  del partito (non)democratico e soprattutto al giornalista del Tg3,  Giuliano Giubilei.</p><p>“Libero  fischio in libero Stato” diceva Sandro Pertini, nella Costituzione del  nostro paese non c&#8217;è traccia di un articolo che vieti il dissenso, c&#8217;è  però un ampio articolo 21 che sancisce la libertà di espressione, a  prescindere dall&#8217;opinione che si vuole affermare. Impedire le  contestazioni, invece, è un tratto caratterizzante del Fascismo.</p><p>Persino  nella stessa definizione di dibattito si contempla il dissenso, il  dibattito è discussione, lo stesso contraddittorio è tesi e antitesi,  quindi affermazioni che dissentono tra loro con lo scopo di far  prevalere, con la forza dei fatti, la propria idea.</p><p>“Volete  impedire a due personalità politiche di parlare” grida Giubilei,  peccato che dimentichi o non abbia ben presente il sistema della  “rappresentatività politica” che vige in Italia (anche se eluso dalla  legge elettorale che permette ai rappresentanti di autonominarsi), i  politici in questione devono essere l&#8217;espressione degli elettori, non  dei propri interessi, sono sottoposti al giudizio del popolo italiano  che ha come mezzi per esprimere un&#8217;opinione negativa nei confronti del  loro operato: il voto e il dissenso pubblico.</p><p>La  protesta di Agende Rosse, Grillini e Popolo Viola si è svolta  inizialmente in modo molto costruttivo ed è degenerata a causa  dell&#8217;aggressività e dell&#8217;atteggiamento, questo sì, squadrista degli  organizzatori e di qualche elemento delle forze dell&#8217;ordine un po&#8217;  troppo esaltato. Come ci racconta Luisa Carlucci, movimento delle Agende  Rosse di Torino, presa per i capelli da un agente di Polizia durante la  protesta, l&#8217;obiettivo dei manifestanti era quello di porre a Renato  Schifani delle domande, le stesse domande che i giornali, “Il Fatto  Quotidiano” in primis, stanno rivolgendo al Presidente del Senato in  questi giorni, in relazione ai suoi trascorsi da avvocato difensore dei  patrimoni illeciti dei boss mafiosi, e ai suoi presunti rapporti di  mediazione tra Berlusconi, Dell&#8217;Utri e alcuni membri di spicco  dell&#8217;organizzazione mafiosa Cosa Nostra come i fratelli Graviano.</p><p>I  manifestanti avevano preparato dei cartelli che ponevano questi  interrogativi e dei “pizzini” da far girare che raccoglievano i  principali articoli dei vari giornali riguardanti tali rivelazioni. La  risposta delle forze dell&#8217;ordine è stata quella di strattonare per i  capelli una ragazza di 20 anni con in mano un arma letale, una semplice  agenda rossa in ricordo di Paolo Borsellino. La reazione dei democratici  organizzatori del partito (non)democratico è stata, invece, di dire ai  ragazzi in prima fila, che stavano svolgendo una contestazione  silenziosa, alzando solo l&#8217;agenda rossa al cielo: “tu con quel libricino  alzato non devi aprire bocca o ti butto fuori”, oppure il più elegante:  “hai rotto i coglioni con quell&#8217;agenda alzata!”.</p><p>Questa sì che è democrazia, democrazia nostrana!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/libero-fischio-in-libero-stato/56917/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>112</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;incoerenza di Brunetta</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/lincoerenza-di-brunetta/56910/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/lincoerenza-di-brunetta/56910/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 13:17:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Guido Scorza</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[amministrazione]]></category> <category><![CDATA[Brunetta]]></category> <category><![CDATA[pubblica]]></category> <category><![CDATA[Renato]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=56910</guid> <description><![CDATA[Il 3 settembre scorso il ministro per la Funzione pubblica e l’innovazione Renato Brunetta ha preso carta e penna &#8211; in senso reale e non figurato – ed attraverso una Circolare, ha chiarito a tutte le pubbliche amministrazioni che le domande di concorso presentate a mezzo posta elettronica certificata [n.d.r. la famosa PEC] anziché a [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 3 settembre scorso il ministro per la Funzione pubblica e l’innovazione Renato Brunetta ha preso carta e penna &#8211; in senso reale e non figurato – ed attraverso <a href="http://www.innovazionepa.gov.it/media/579458/circolare%20dfp%20n.12.2010.pdf" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>una Circolare</strong></span></a>, ha chiarito a tutte le pubbliche amministrazioni che le domande di concorso presentate a mezzo posta elettronica certificata [n.d.r. la famosa PEC] anziché a mano o raccomandata a/r così come previsto dalla vigente disciplina devono considerarsi valide ed efficaci senza bisogno di alcun ulteriore intervento normativo o regolamentare.</p><p style="text-align: justify;">Con la stessa Circolare, il ministro Brunetta chiarisce altresì che ai fini della validità della domanda di partecipazione al concorso non è necessario che la stessa sia firmata digitalmente dal candidato essendo sufficiente l’identificazione da parte di quest’ultimo attraverso l’utilizzo delle credenziali relative al proprio indirizzo di posta elettronica certificata.</p><p style="text-align: justify;">La Circolare si inserisce, come ricorda lo stesso Brunetta, nel significativo impegno che “è stato profuso ed è tuttora profuso da questo Ministero per rendere la posta elettronica certificata lo strumento principale di comunicazione tra amministrazioni e nei rapporti con i cittadini”.</p><p style="text-align: justify;">Sul contenuto della Circolare ci sarebbe molto da dire.</p><p style="text-align: justify;">Si potrebbe, ad esempio, provare a spiegare al ministro che in un Paese come il nostro in cui oltre il 50% dei cittadini non ha accesso ad adeguate risorse di connettività e/o è privo di adeguata alfabetizzazione informatica, la filosofia del “pane e PEC per tutti” rischia di acuire il digital divide, premiando i fortunati e rendendo ancora più sfortunati gli sfortunati che, da domani – a differenza dei più fortunati &#8211; per partecipare ad un concorso pubblico dovranno uscire da casa e, soprattutto, disporranno di un termine di fatto più breve, dovendosi recare fisicamente in un ufficio postale o presso l’amministrazione che ha bandito il concorso.</p><p style="text-align: justify;">Egualmente si potrebbe, pure, provare a spiegare al ministro – che sul punto ha, tuttavia, l’alibi di una normativa scritta davvero male – inviare una domanda a mezzo PEC non può e non deve essere equiparato a firmare digitalmente quella domanda perché, da sempre, spedire a mezzo raccomandata a/r e una cosa e firmare un documento è una cosa completamente diversa e non c’è alcuna valida ragione per sovvertire, nel dominio dei bit, l’ordine naturale delle cose.</p><p style="text-align: justify;">Ma, qui, meno prosaicamente e, forse, con una punta di ironia all’agrodolce in più, è un altro l’aspetto dell’ultima iniziativa del meno fannullone tra i non fannulloni da evidenziare: la Circolare è, infatti, uno straordinario capolavoro di incoerenza perché è stata trasmessa a decine e decine di amministrazioni pubbliche su supporto cartaceo, sottoscritta in nero con un meraviglioso autografo ministeriale e, come se non bastasse, siglata, pagina per pagina, in blu, dallo stesso ministro dell’innovazione.</p><p style="text-align: justify;">Una volta avvedutisi degli scarabocchi ministeriali sul foglio di carta intestata “Presidenza del Consiglio dei Ministri &#8211; Dipartimento della funzione Pubblica”, la lettura della premessa della Circolare risulta tragicomica.</p><p style="text-align: justify;">Scrive il ministro Brunetta:</p><p style="text-align: justify;">“Il contesto normativo si è da tempo evoluto in coerenza con l’obiettivo illustrato [n.d.r. quello di rendere la PEC il principale strumento di comunicazione tra le amministrazioni]…si tratta ora di darvi piena attuazione con misure rapide e continue di adeguamento dei sistemi di comunicazione sia sotto l’aspetto delle infrastrutture, sia sotto l’aspetto delle procedure amministrative con soluzioni che prevedano, ove necessario anche una revisione delle prassi seguite [n.d.r. come ad esempio firmare e siglare in blu una circolare ed inviarla per posta alle amministrazioni destinatarie!!] ed un aggiornamento della modlistica e delle formule standard utilizzate nei provvedimenti [n.d.r. forse sarebbe il caso di cominciare proprio dai provvedimenti del ministro dell'Innovazione]“.</p><p style="text-align: justify;">Ed ecco come chiosa Brunetta:</p><p style="text-align: justify;">“Il percorso è da tempo avviato e ritardarne l’evoluzione non può che arrecare svantaggi alla comunicazione tra le amministrazioni, a quella con i cittadini, all’esigenza di contenere i costi dell’apparato pubblico” [n.d.r.: sacrosanto, solo, forse, si potrebbe cominciare con il dare il buon esempio].</p><p style="text-align: justify;">Sembra di sentirlo il ministro in piedi sulla sua poltrona:”Italiani, dite addio alla carta ed alle firme…firmato [in nero] e siglato [in blu] Renato Brunetta, ministro dell’Innovazione!”.</p><p><a href="http://www.guidoscorza.it/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>www.guidoscorza.it</strong></span></a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/lincoerenza-di-brunetta/56910/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>24</slash:comments> </item> <item><title>Nassirya, Aureliano c&#8217;era</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/nassirya-aureliano-cera/56908/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/nassirya-aureliano-cera/56908/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 13:12:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Pontiggia</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Piacere quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=56908</guid> <description><![CDATA[&#8220;Non voglio che l’argomento principale del film sia la politica, di certo davanti a un evento del genere non è possibile rimanere invariati: le mie ideologie non sono cambiate, sono contrario alle missioni italiane all’estere e mi piacerebbe un’Italia senza esercito, ma ho scoperto l’umanità e imparato come sia impossibile giudicare delle situazioni che coinvolgono [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non voglio che l’argomento principale del film sia la politica, di certo davanti a un evento del genere non è possibile rimanere invariati: le mie ideologie non sono cambiate, sono contrario alle missioni italiane all’estere e mi piacerebbe un’Italia senza esercito, ma ho scoperto l’umanità e imparato come sia impossibile giudicare delle situazioni che coinvolgono esseri umani solo sulla base delle ideologie&#8221;.</p><p>Parola dell’unico civile sopravvissuto alla strage di Nassirya nel 2003, che quella tragedia l’ha voluta raccontare. Prima con un libro, poi a teatro, infine, con un film, in anteprima a Venezia nella sezione Controcampo italiano e poi in sala con Cinecittà Luce: <em>20 sigarette </em>è l’esordio alla regia di Aureliano Amadei. 28 anni, anarchico e precario, era andato in Iraq per fare l’aiuto regista: studiava da attore, ma il sogno era passare dietro la macchina da presa&#8230; Dall’ospedale americano di Nassirya al Celio di Roma, sfilano politici, militari, giornalisti al capezzale di un &#8216;eroe per caso&#8217;, che non ci sta e si racconta in prima persona, &#8220;nonostante l’invalidità: mi hanno ricostruito la caviglia, ma l’osso è in necrosi, sono zoppo. Inoltre, ho riportato la perforazione dei timpani, mentre in corpo ho ancora centinaia di schegge&#8221;.</p><p>Soggetto dello stesso filmaker con Francesco Trento e Volfango De Biasi, sceneggiatura a otto mani con Gianni Romoli, 20 sigarette è interpretato da Vinicio Marchioni (il Freddo di <em>Romanzo criminale La serie</em>), che &#8220;mi ha interpretato molto meglio di quanto avrei potuto fare io stesso&#8221;, Carolina Crescentini nei panni dell’amica Claudia, Giorgio Colangeli in quelli del regista Stefano Rolla, che rimase ucciso nell’attentato, e ancora Gisella Burinato, Nicola Nocella, Massimo Popolizio, Orsetta de Rossi.</p><p>&#8220;Della guerra in Iraq e Afghanistan ci hanno riferito sempre militari, politici o giornalisti <em>embedded</em>, viceversa, senza peccare di megalomania, a rendere il mio punto di vista particolare, fresco, non stereotipato è la mia estraneità alle dinamiche militari&#8221;, sottolinea Amadei, precisando come <em>20 sigarette </em>&#8220;vada ben oltre la cronaca: non è un film di guerra, ma di umanità, nella storia privata di un ragazzo romano contrario ed estraneo alla guerra in Iraq, legato ai centri sociali e all’anarchismo, che nell’arco di due ore si ritrova nell’epicentro della più grande tragedia delle missioni italiane all’estero&#8221;.</p><p>Su cui Amadei conclude: &#8220;In questa fase, la nostra società ha bisogno di inviare soldati all’estero, ma un soldato non è diverso da me, ugualmente siamo responsabili dell’uccisione di un civile, indipendentemente da chi imbraccia l’arma. La scelta non è prendere il fucile, non basta dire di essere contrario alla guerra, da allora, trovo impossibile scaricare la responsabilità sulla divisa. Conta l’essere umano che la indossa: la discriminante è umana&#8221;.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/nassirya-aureliano-cera/56908/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;Non si può arrestare un imprenditore perché non denuncia la mafia&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/non-si-puo-arrestare-un-imprenditore-perche-non-denuncia-la-mafia/56717/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/non-si-puo-arrestare-un-imprenditore-perche-non-denuncia-la-mafia/56717/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 11:37:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[maurizio luraghi]]></category> <category><![CDATA[ndrangheta]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=56717</guid> <description><![CDATA[L’ultimo escavatore è bruciato l’altra notte, nel cantiere dove si lavora all’ampliamento di Fassina, una delle più importanti concessionarie d’auto di Milano, alla periferia nord della città. Qualcuno è arrivato di notte, ha disinnescato l’allarme, ha buttato benzina nella cabina e tra le ruote cingolate, ha acceso. Del mezzo, che vale circa 350 mila euro, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’ultimo escavatore è bruciato l’altra notte</strong>, nel cantiere dove si lavora all’ampliamento di Fassina, una delle più importanti concessionarie d’auto di Milano, alla periferia nord della città. Qualcuno è arrivato di notte, ha disinnescato l’allarme, ha buttato benzina nella cabina e tra le ruote cingolate, ha acceso. Del mezzo, che vale circa 350 mila euro, è rimasto poco. Apparteneva alla Ls di <strong>Barbara Luraghi</strong>, figlia di Maurizio, l’imprenditore del movimento terra condannato in primo grado l’11 giugno scorso a quattro anni e sei mesi di reclusione per associazione mafiosa, insieme a diversi esponenti della <strong>famiglia Barbaro-Papalia</strong>, originaria di Platì e storicamente insediata a <strong>Buccinasco</strong>, nell’hinterland sudovest di Milano. E’ il quarto attentato che sua figlia subisce dopo aver annunciato pubblicamente, al processo, di voler rompere definitivamente con i padroncini calabresi in odore di ‘ndrangheta che lavorano a pieno ritmo nei cantieri lombardi. “A luglio la Procura di Milano ha fatto arrestare una vittima di usura che in interrogatorio non se l’era sentita di fare i nomi dei suoi strozzini”, si sfoga <strong>Maurizio Luraghi</strong>. “Lo Stato mette in galera gli imprenditori che non denunciano i mafiosi, ma quando trovano il coraggio di farlo, è in grado di proteggerli?”.<br /> <strong>Nelle motivazioni della sentenza che lo condanna</strong>, Luraghi è descritto come un imprenditore serio, che ha subito danneggiamenti e intimidazioni, però ha dato un “contributo effettivo” al clan che aveva imposto una sorta di monopolio del movimento terra nella zona. Lui si definisce al contrario una vittima e, in attesa dei successivi gradi di giudizio, racconta la sua trentennale esperienza di lavoro a contatto con le imprese della ‘ndrangheta. E spiega che molti imprenditori lombardi potrebbero trovarsi nella sua stessa situazione: la recente inchiesta “Crimine”, infatti, è solo l’ultima conferma di un massiccio e pianificato assalto della criminalità calabrese all’economia del Nord.</p><p><strong>La Direzione distrettuale antimafia di Milano, e in particolare la coordinatrice Ilda Boccassini, ha intimato agli imprenditori lombardi di scegliere da che parte stare, o con lo Stato o con la mafia. Non è d’accordo?</strong><br /> Non si può arrestare un imprenditore perché non denuncia. Bisogna mettersi nei suoi panni, io ho vissuto e continuo a vivere certe cose sulla mia pelle. I mafiosi minacciano di toccarti quello che hai di più caro: la moglie, i figli, l’attività lavorativa costruita in una vita. Fanno davvero paura.</p><p><strong>Se nessuno denuncia, però, continueranno a farlo.</strong><br /> Al processo, mia figlia Barbara ha reso una testimonianza drammatica e ha gridato di voler continuare la nostra attività nell’edilizia tagliando fuori le aziende della ‘ndrangheta. Ora sul balcone di casa trova dei biglietti che l’avvertono: “Guarda che ci siamo sempre, stai attenta”. Quello andato a fuoco l’altra sera era l’ultimo escavatore della Ls. La ditta ha dei lavori da eseguire entro il mese, spero che qualche collega le noleggi dei mezzi, anche se è difficile: hanno tutti paura. Vorrei chiedere ai pm dell’antimafia che cosa dovremmo fare.</p><p><strong>Sua figlia ha denunciato i danneggiamenti?</strong><br /> Certo. Le prime due volte i carabinieri non sono neppure venuti, la terza si è mossa la scientifica perché su un escavatore avevano lasciato una miccia lunga 20 metri. Per il resto ci proteggiamo da soli. Abbiamo speso 20 mila euro di tasca nostra per installare in casa un sistema di telecamere.</p><p><strong>In trent’anni di lavoro nei più importanti cantieri della provincia di Milano, quante intimidazioni ha subito?</strong><br /> Ne ho denunciate una trentina, per un totale di una quarantina di mezzi danneggiati. Il primo fu nel 1981, avevo 22 anni, lavoravo al prolungamento della Metropolitana uno di Milano. Mi misero sul camion un chilo e mezzo di tritolo, dentro una latta per i pelati. Se avessi messo in moto, sarei saltato in aria. Nel 2005, per due volte sono entrati di notte nella rimessa della mia ditta, hanno messo in moto i camion e ci hanno fatto l’autoscontro.</p><p><strong>In quest’ultimo caso, le forze dell’ordine che cosa hanno fatto quando le ha avvertite?</strong><br /> Mi hanno chiesto al telefono se fosse morto qualcuno, testuali parole. Non essendo morto nessuno, mi hanno detto di andare a fare la denuncia in caserma e non sono venuti neppure a fare dei rilievi. Ho subito incendi, furti, rapine, tutti episodi legati ai lavori di Buccinasco e dintorni. Ho sempre denunciato tutto, ma non è mai stato individiato neppure un colpevole. Le istituzioni, invece di difenderti, ti mettono in galera.</p><p><strong>Lei hai mai fatto dei nomi in queste denunce?</strong><br /> No, mai. Primo, perché non ho mai assistito di persona agli episodi. Secondo, perché anche quando potevo immaginare chi fossero i colpevoli, avevo paura. Lo Stato che ora arresta gli imprenditori è lo stesso che ha mandato qui in soggiorno obbligato decine di mafiosi. Questi si sono ritrovati nel mercato più florido d’Italia, di fronte a imprenditori che certo non erano abituati ad andare in giro con la pistola e gli esplosivi come loro. E adesso, nel 2010, scoprono che a Milano c’è la ndrangheta, e devono essere gli imprenditori a fargli i nomi&#8230;</p><p><strong>Per quello che lei ha visto, sono tanti gli imprenditori edili milanesi che si ritrovano ad avere a che fare con la ‘ndrangheta o con altre organizzazioni mafiose?</strong><br /> Credo che il 95 per cento degli imprenditori edili milanesi siano sotto scacco. Nei cantieri vedi circolare gente che a 35 anni ha macchinoni e ville, mentre io a 56 ancora devo finire di pagarmi il capannone. Trent’anni fa, i lavori della metropolitana li facevo con le stesse persone che compaiono negli atti dell’ultima grande operazione antimafia: Papalia, Molluso, Mandalari&#8230; Quanto alla Perego di Lecco, quando un lavoro interessava a lei difficilmente lo prendevi. Le stesse ditte continuano a lavorare ancora oggi, in cantieri milanesi importanti come CityLife.</p><p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Come si comportano in cantiere queste persone?</strong><br /> In genere si presentano in modo soft. Tu hai la commessa di uno scavo o di un riempimento, loro vengono a chiederti di lavorare con i loro camion, alla stessa cifra che prendi tu, così non guadagni niente. Se ti opponi, ti ritrovi qualche mezzo danneggiato, oppure di buttano lì una mezza frase su tuo figlio che non uscirà vivo dal cantiere. Poi a mano a mano si allargano, ti chiedono la percentuale&#8230; Fino a distruggerti l’impresa, come è successo alla mia Lavori stradali. Era arrivata a fatturare sei milioni di euro all’anno, con 40 dipendenti, aveva fatto il movimento terra per dieci parcheggi sotterranei a Milano, per il Castorama di Trezzano, per l’Esselunga di Rho&#8230; Me l’hanno spolpata e nel 2009 è fallita.</p><p><strong>Di Mario Portanova</strong></p><div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 817px; left: -10000px;"></div><p style="margin-bottom: 0cm;"> </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/non-si-puo-arrestare-un-imprenditore-perche-non-denuncia-la-mafia/56717/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>32</slash:comments> </item> <item><title>Maroni: Dal discorso di Fini a Mirabello dipende il futuro del Governo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/maroni-dal-discorso-di-fini-di-oggi-dipende-il-futuro-del-governo/56884/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/maroni-dal-discorso-di-fini-di-oggi-dipende-il-futuro-del-governo/56884/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 10:21:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Fatti quotidiani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=56884</guid> <description><![CDATA[Il ministro leghista, Roberto Maroni, rompe gli indugi: &#8220;Attendiamo fiduciosi quello che succederà oggi a Mirabello, perché da quello dipenderà probabilmente il futuro del governo e della maggioranza”. Maroni da Cernobbio si riferisce al discorso che Fini pronuncerà tra poche ore dal palco della cittadina del ferrarese durante la Festa tricolore 2010. &#8220;Cerchiamo di avere [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il ministro leghista, <strong>Roberto Maroni</strong>, rompe gli indugi: &#8220;Attendiamo fiduciosi quello che succederà oggi a Mirabello, perché da quello dipenderà probabilmente il futuro del governo e della maggioranza”. Maroni da Cernobbio si riferisce al discorso che Fini pronuncerà tra poche ore dal palco della cittadina del ferrarese durante la Festa tricolore 2010. &#8220;Cerchiamo di avere una maggioranza, se non c&#8217;è si va alle elezioni &#8211; continua il ministro -  se c&#8217;è si continua. Escluderei comunque un governo con una maggioranza diversa da quella uscita dalle elezioni, sarebbe inaccettabile. Chi ha vinto le elezioni governa, chi ha perso sta all’opposizione. Non c&#8217;è alternativa&#8221;.</p><p>L&#8217;attesa fa salire la preoccupazione nel Pdl. E anche la Lega guarda con interessata attenzione la situazione nella maggioranza. Appena due settimane fa Bossi aveva accordato al premier il tempo per tentare di rinsaldare le fila, rinunciando alle elezioni anticipate. Quel tempo, dunque, scade oggi.</p><p>Il vertice in riva al lago Maggiore tra Berlusconi e Bossi, infatti, si era concluso con una reciproca rinuncia: niente elezioni subito come auspicava il leader del carroccio, nessuna alleanza con l&#8217;Udc come desiderava invece il Cavaliere. La situazione, dopo le parole del ministro dell&#8217;Interno, per il governo resta precaria e la maggioranza sembre rimanere appesa a una sorta di testa o croce: il rientro o meno dei finiani. La moneta è ovviamente nelle mani del presidente della Camera.</p><p>La politica sembra essersi fermata. Tutti gli occhi sono puntati sul piccolo paese del ferrarese dove il leader di Fli alle 18.00 terrà il suo discorso. Mirabello da sempre simboleggia svolte particolari per Fini. Fu qui che ricevette l’investitura da <strong>Giorgio Almirante</strong>. Sempre a Mirabello veniva festeggiato il<strong> </strong>Movimento Sociale prima, Alleanza Nazionale poi. Secondo il deputato <strong>Carmelo Briguglio</strong>, finiano doc, &#8220;Siamo alla vigilia di un grande evento&#8221;. Per Alessandro Campi, direttore scientifico della fondazione finiana FareFuturo, a Mirabello invece non ci sarà nessuna rottura. &#8221;Quello che Fini dice oggi &#8211; dichiara Campi a <em>Il Sole24 ore</em> &#8211; lo ripete da tempo e lo ribadì anche in occasione del congresso fondativo del Pdl. Fini ha sempre detto di essere consapevole di fare parte di una minoranza&#8221;. <strong>Italo Bocchino</strong> ribadisce invece che: &#8220;Una crisi della maggioranza appare improbabile ma Berlusconi non faccia campagna acquisti&#8221;, riferendosi all’offerta del Cavaliere ai deputati di Futuro e Libertà di restare nel pdl in cambio di candidature. E tanta amicizia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/maroni-dal-discorso-di-fini-di-oggi-dipende-il-futuro-del-governo/56884/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>20</slash:comments> </item> <item><title>Fassino: I fischi a Schifani, inaccettabili. L&#8217;Idv capisca che i cittadini vogliono il confronto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/fassino-i-fischi-a-schifani-inaccettabili-lidv-capisca-che-i-cittadini-vogliono-il-confronto/56881/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/fassino-i-fischi-a-schifani-inaccettabili-lidv-capisca-che-i-cittadini-vogliono-il-confronto/56881/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 10:07:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Fatti quotidiani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=56881</guid> <description><![CDATA[&#8220;E&#8217; stato un episodio di settarismo, inaccettabile, la festa del Pd è un luogo di confronto e di idea&#8221;. Così commenta oggi il deputato del Pd Piero Fassino i fischi dei grillini ieri verso il presidente del Senato, Schifani, alla festa del partito democratico a Torino. Fassino, presente al forum Ambrosetti sull&#8217;economia a Cernobbio, ha [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;E&#8217; stato un episodio di settarismo, inaccettabile, la festa del Pd è un luogo di confronto e di idea&#8221;. Così commenta oggi il deputato del Pd Piero Fassino i fischi dei grillini ieri verso il presidente del Senato, Schifani, alla festa del partito democratico a Torino. Fassino, presente al forum Ambrosetti sull&#8217;economia a Cernobbio, ha aggiunto: &#8220;Tutti devono capire, anche l&#8217;Italia dei Valori e Antonio Di Pietro, che i cittadini preferiscono il confronto alle risse&#8221;.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/fassino-i-fischi-a-schifani-inaccettabili-lidv-capisca-che-i-cittadini-vogliono-il-confronto/56881/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>23</slash:comments> </item> <item><title>Camigliano: comune sciolto per raccolta differenziata</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/camigliano-comune-sciolto-per-raccolta-differenziata/56855/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/camigliano-comune-sciolto-per-raccolta-differenziata/56855/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 09:40:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Camigliano]]></category> <category><![CDATA[Camorra]]></category> <category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category> <category><![CDATA[rifiuti]]></category> <category><![CDATA[Roberto Maroni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=56855</guid> <description><![CDATA[E&#8217; successo a Camigliano, provincia di Caserta quando lo scorso 3 agosto il primo cittadino, Vincenzo Cenname, è stato destituito da un decreto del ministero dell&#8217;Interno. La scure di Bobo Maroni questa volta non è andata a colpire un comune colluso con la mafia, ma un&#8217;amministrazione che ha fatto della raccolta differenziata la sua missione, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; successo a <strong>Camigliano</strong>, provincia di Caserta quando lo scorso 3 agosto il primo cittadino, <strong>Vincenzo Cenname</strong>, è stato destituito da un decreto del ministero dell&#8217;Interno. La scure di <strong>Bobo Maroni </strong>questa volta non è andata a colpire un comune colluso con la mafia, ma un&#8217;amministrazione che ha fatto della raccolta differenziata la sua missione, arrivando a <strong>riciclare quasi il 70% della spazzatura</strong>.<br /> L’unica colpa quella di essersi opposto alla provincializzazione della gestione dei rifiuti che, visto il curriculum del consorzio <strong>Napoli-Caserta </strong>da cui la nuova società nasce, significa clientela, sprechi e tasse per i cittadini.<br /> <strong>La legge 26 </strong>(quella che sanciva la fine dell’emergenza immondizia in Campania), impone ai comuni di farsi da parte e di lasciare la gestione dei rifiuti, compresa la riscossione delle tasse, al nuovo ente provinciale.<br /> Ma l&#8217;ormai ex sindaco non vuole cedere: “ Mi sono sempre opposto alla gestione del consorzio e ora lo faccio con la società provinciale. Preferisco usare uomini e mezzi del comune, imposte all’ente locale in cambio di un servizio efficiente”. Ma Maroni non ci sente e in piena estate fa firmare il decreto di scioglimento al presidente della Repubblica. Peccato perché la raccolta differenziata di Camigliano e delle sue 17 provincie è così avanzata da fare invidia ai paesi dell&#8217;Alto Adige. Raccolta degli oli esausti, distribuzione di pannolini lavabili alle neo mamme e i bambini che portano la plastica a scuola vengono premiati con ecoeuro per comprare materiale didattico. Questi sono solo alcuni esempi e i numeri danno ragione all’ormai ex primo cittadino: costi contenuti, bilancio in ordine. “ Se i comuni – continua Cenname &#8211; escono dalla gestione, la nuova società provinciale con l’ingresso dei privati, ereditando i disastri finanziari del consorzio, avrà un solo modo per ripianare i buchi: aumentare la tariffa. Una logica che rigetto, tra l’altro sulla legge 26 c’è una proposta di modifica, avanzata dalla provincia di Caserta, guidata dal centro-destra”. La nuova società provinciale eredita la gestione allegra del consorzio unico Napoli-Caserta, guidato fino all’aprile scorso dal plurindagato Antonio Scialdone, e ancor prima l’esperienza dei consorzi di bacino, tra cui il famigerato Ce4, retto da <strong>Giuseppe Valente</strong>, l’uomo di Cosentino, già condannato due volte.<br /> <strong>La rimozione di Cenname è avvenuta in soli 7 giorni</strong>. Ingegnere ambientale, under 40, preparato e competente. Troppo per la provincia casertana dove si contano 28 comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. Ma l&#8217;ex sindaco promette battaglia: “ Valuteremo i prossimi passi. Nei giorni scorsi c’erano i ragazzi di Libera, venivano da Padova, non sono riuscito a spiegare perché mi hanno cacciato, sono rimasti allibiti”. Poco distante da Camigliano, le notizie raccontano di nuovi scioperi dei lavoratori degli ex consorzi, rifiuti in strada e raccolta a rilento. Mentre l’emergenza torna protagonista, il governo manda a casa i sindaci modello.</p><p><strong>Di Nello Trocchia</strong></p><p><strong><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/camigliano-comune-sciolto-per-raccolta-differenziata/56855/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p><br /> </strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/camigliano-comune-sciolto-per-raccolta-differenziata/56855/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>68</slash:comments> </item> <item><title>Il Comune sciolto per raccolta differenziata</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/il-comune-sciolto-per-raccolta-differenziata/56865/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/il-comune-sciolto-per-raccolta-differenziata/56865/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Sep 2010 09:40:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[I nostri video]]></category> <category><![CDATA[Videogallery]]></category> <category><![CDATA[Camigliano]]></category> <category><![CDATA[Camorra]]></category> <category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category> <category><![CDATA[rifiuti]]></category> <category><![CDATA[Roberto Maron]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=56865</guid> <description><![CDATA[La scure di Roberto Maroni in Campania colpisce un&#8217;amministrazione virtuosa dove la raccolta differenziata è gestita da far invidia all&#8217;Alto Adige. Vincenzo Cenname, ex sindaco di Camigliano, è stato cacciato perché si è rifiutato di cedere la gestione dei rifiuti alla società provinciale erede del consorzio Napoli-Caserta. Di recente i lavoratori di questa azienda hanno [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La scure di <strong>Roberto Maroni</strong> in Campania colpisce un&#8217;amministrazione virtuosa dove la raccolta differenziata è gestita da far invidia all&#8217;Alto Adige. Vincenzo Cenname, ex sindaco di <strong>Camigliano</strong>, è stato cacciato perché si è rifiutato di cedere la gestione dei rifiuti alla società provinciale erede del consorzio <strong>Napoli-Caserta</strong>. Di recente i lavoratori di questa azienda hanno provocatoriamente scritto una “lettera aperta alla Camorra” chiedendo aiuto contro i tagli e i mancati pagamenti.  Ma la legge regionale 26 costringe le amministrazioni locali a farsi da parte. Ma il primo cittadino non ci sta e annuncia un ricorso al Tar</p><p><strong>di Nello Trocchia e Paolo di Malio</strong></p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/il-comune-sciolto-per-raccolta-differenziata/56865/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/il-comune-sciolto-per-raccolta-differenziata/56865/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>18</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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