<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Media &amp; regime</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/category/media-regime/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description>News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia</description> <lastBuildDate>Sat, 18 May 2013 21:19:50 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Il conformismo di sinistra</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/18/conformismo-di-sinistra-2/598452/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/18/conformismo-di-sinistra-2/598452/#comments</comments> <pubDate>Sat, 18 May 2013 15:52:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Conformismo]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Servizio Pubblico]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=598452</guid> <description><![CDATA[Contravvenendo alle buone regole che mi ero dato, giovedì ho visto la puntata di Servizio Pubblico. Il tema, assai insulso per persone che si definiscono di sinistra e che sono cresciute intonando la canzoncina &#8220;sex drugs and rock&#38;Roll – papapapapapapa –&#8221;, verteva su puttane, festini e cotillon (oggi lap dance) e il solito connubio che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Contravvenendo alle buone regole che mi ero dato, giovedì ho visto la puntata di <a href="http://www.serviziopubblico.it/" target="_blank">Servizio Pubblico</a>. Il tema, assai insulso per persone che si definiscono di sinistra e che sono cresciute intonando la canzoncina &#8220;sex drugs and rock&amp;Roll – papapapapapapa –&#8221;, verteva su puttane, festini e cotillon (oggi lap dance) e <strong>il solito connubio</strong> che fa di Berlusconi, nella migliore delle tradizioni bigotte, uno sporcaccione. Cose di cui, quella parte che ha votato Berlusconi ma anche una parte che non lo ha votato (il sottoscritto, ad esempio) se ne frega amabilmente. Così come dovrebbe fregarsene delle decisioni di una donna che ha deciso che una borsa di Hermes valga bene una messa.</p><p>Per alleviare la leggerezza della trasmissione, e per dare un tocco di impegno sociale alla stessa, due servizi, disconnessi l’uno dall’altro: il primo che afferisce alla Tv della pietà con il tragico caso del lavoratore che si è dato fuoco per difendere la propria povera casa venduta a un’asta e il secondo, incomprensibile nell’economia di quella puntata, sul dissidio locale e periferico che il <strong>Movimento 5 stelle</strong> sta vivendo in quel di Ancona.</p><p>Per una volta do piena ragione a Grillo quando dice che la Tv sa generare mostriciattoli. E’ indubbio, o almeno è parso così a me, che quel servizio rimestava nella immondizia giornalistica di chi voleva porre in cattiva luce Grillo e il suo movimento in assenza di altri e più solidi argomenti. Improvviso, <strong>calato dall’alto</strong> dando sensazionalismo a una faccenda abbastanza misera per dimensioni e contenuti e, oggettivamente, di scarso interesse rispetto ad altre dinamiche del movimento.</p><p>Il pluralismo televisivo sa dare anche frutti amari: uno di questi è il <strong>conformismo</strong>. In realtà sarebbe cosa auspicabile sentire, ogni tanto, un pensiero originale, una provocazione, un ragionamento complesso le cui sfaccettature rispecchino altri e ulteriori ragionamenti.</p><p>Al contrario, in un gioco delle parti ormai consolidato, la prevedibilità di parole e idee, si sussegue senza alcun sussulto. Se la giustizia è allo sfascio è solo colpa di B. o se la sinistra è morta è per causa di D’Alema. Ingroia e Di Pietro sono vittime del Pd e la distruzione dell&#8217;istruzione pubblica è solo ed esclusivamente addebitabile ai tagli da neo liberismo.</p><p>Più che al riformismo occorrerà rifarsi al <strong>conformismo di destra o di sinistra</strong>, per capire da che parte si vuole stare. E per coloro che non si assoggettano a tale sterile logica non ci sarà, in Italia, alcuna trasmissione televisiva desiderosa di accoglierli.</p><p>Soffocati in queste poche certezze abbiamo costruito le <strong>gabbie concettuali</strong> entro i cui confini ci possiamo muovere. Se si va oltre, scatteranno inesorabili le scomuniche di destra o di sinistra o, buon ultime, grilline.</p><p>Forse, l’immobilismo del nostro paese nasce anche dall’immobilismo dei nostri neuroni, incapaci di rigenerarsi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/18/conformismo-di-sinistra-2/598452/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Crisi Rcs Mediagroup, un gruppo di dipendenti medita l&#8217;esposto in Tribunale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/18/crisi-rcs-mediagroup-gruppo-di-dipendenti-medita-lesposto-in-tribunale/597746/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/18/crisi-rcs-mediagroup-gruppo-di-dipendenti-medita-lesposto-in-tribunale/597746/#comments</comments> <pubDate>Sat, 18 May 2013 08:00:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Corriere Della Sera]]></category> <category><![CDATA[Pesenti]]></category> <category><![CDATA[Rcs]]></category> <category><![CDATA[Unicredit]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=597746</guid> <description><![CDATA[Che lo vogliano o meno i grandi soci del Corriere della Sera, la crisi della Rcs potrebbe passare da un Tribunale indipendentemente dagli esiti dell&#8217;assemblea del 30 maggio sull&#8217;aumento di capitale da 400 milioni di euro. &#8220;Un gruppo di lavoratori, tra giornalisti e impiegati, della Divisione periodici di Rcs Mediagroup, intende presentare un esposto alla...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Che lo vogliano o meno i grandi soci del <em>Corriere della Sera</em>, la crisi della <strong>Rcs</strong> potrebbe passare da un Tribunale <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/29/ricapitalizzazione-del-corriere-della-sera-e-appesa-a-giuseppe-rotelli/578005/">indipendentemente dagli esiti dell&#8217;assemblea del 30 maggio sull&#8217;aumento di capitale da 400 milioni di euro</a>. &#8220;Un gruppo di lavoratori, tra giornalisti e impiegati, della Divisione periodici di Rcs Mediagroup, intende presentare un<strong> esposto alla magistratura</strong>, chiedendo una verifica della effettiva solvibilità del Gruppo, il controllo del conflitto d’interesse fra posizioni debitorie e posizioni creditorie, la reale possibilità di saldare i debiti con mezzi ordinari o la necessità di aprire procedure concorsuali&#8221;, si legge in un comunicato <strong>non sindacale</strong> inviato alla stampa da alcuni giornalisti del gruppo che edita il <strong><em>Corsera</em></strong>.</p><p>&#8220;Ove si proceda, per iniziativa della magistratura, alla verifica del passivo (se sia o meno rimediabile) potranno essere poi valutati anche <strong>possibili responsabilità</strong>, civili e/o penali (in particolare se nell’acquisizione Recoletos siano rintracciabili profili di reato) &#8211; continua la nota -. Era congruo il prezzo pagato da Rcs nel 2007 per <strong>Recoletos</strong>? Le svalutazioni effettuate nel biennio 2011-2012 del valore di avviamento di Recoletos sono state solo la conseguenza di un ridimensionamento delle aspettative di mercato, o nascondevano anche <strong>errori di valutazione</strong> o addirittura poste gonfiate artificialmente a fini illeciti?&#8221;</p><p>&#8220;<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/02/corriere-della-sera-lad-di-rcs-incassa-1066-milioni-in-6-mesi/580293/">E infine, è stato lecito liquidare il precedente amministratore delegato della Rcs con un bonus di <strong>3,4 milioni</strong> </a>a fronte dei risultati da lui conseguiti in sei anni di gestione? Risultati che si possono riassumere così: un patrimonio netto di gruppo ridotto di tre quarti a 270 milioni; un indebitamento finanziario aumentato di oltre venti volte a più di un miliardo &#8211; conclude la nota -; il ricorso a due <strong>stati di crisi</strong> pagati con i soldi dei contribuenti e dell’Inpgi; e da ultimo l’annunciata cessione del patrimonio immobiliare e la cessione o chiusura di dieci testate, a dispetto degli impegni presi con le controparti sindacali per beneficiare dei fondi previsti per il piano di riorganizzazione&#8221;.</p><p>L&#8217;ennesimo colpo alla già precaria situazione della casa editrice arriva in giornate piuttosto convulse. Non più tardi di venerdì sono state formalizzate le dimissioni di <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/12/italcementi-operai-in-cassa-e-conti-in-rosso-ma-presidente-guadagna-oltre-7-milioni/560016/"><strong>Giampiero Pesenti</strong> dalla presidenza del patto di sindacato che ha in mano il controllo della società. Una decisione, quella del patron di <strong>Italcementi</strong> proprietario di oltre il 7% dell&#8217;editrice</a>, che è arrivata dopo settimane di tentennamenti sulla sottoscrizione di una ricapitalizzazione svantaggiosa per gli azionisti di Rcs che non avranno la liquidità sufficiente per sottoscriverla, in quanto ne usciranno molto diluiti. Il vantaggio, secondo <strong>Diego Della Valle</strong>, sarebbe piuttosto per le banche creditrici cui andrà subito la metà dell&#8217;incasso e che, secondo quanto rilevano i dipendenti in rivolta, riceveranno indietro i loro soldi &#8220;con tassi applicati che variano dal 5,4 al 6% quando il costo medio dei prestiti in Italia per finanziamenti oltre il milione di euro è del 3,54% (fonte Sole 24ore). Forse meglio affidare la gestione all’autorità giudiziaria?&#8221;. Proprio su questo fronte secondo la stampa specializzata in questi giorni si sono riaperte le trattative tra l&#8217;azienda e le banche, dove lo scoglio più duro sembra quello di <strong>Unicredit</strong> e le scadenze sono agli sgoccioli, mentre per la divisione peridioci e le sue 10 testate strette tra la cessione e la chiusura, il tempo limite è fissato al 30 giugno.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/18/crisi-rcs-mediagroup-gruppo-di-dipendenti-medita-lesposto-in-tribunale/597746/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il Paese dei furbi e dei fessi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/17/il-paese-dei-furbi-e-dei-fessi/597742/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/17/il-paese-dei-furbi-e-dei-fessi/597742/#comments</comments> <pubDate>Fri, 17 May 2013 17:38:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Utente Sostenitore</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Germania]]></category> <category><![CDATA[Ilfattoquotidiano.it]]></category> <category><![CDATA[Italia]]></category> <category><![CDATA[Lettori]]></category> <category><![CDATA[Utenti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=597742</guid> <description><![CDATA[Parte oggi il blog Utente Sostenitore, dove ospiteremo i post  scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo il nuovo abbonamento Utente Sostenitore. Tra i post inviati Peter Gomez e la redazione selezioneranno quelli ritenuti più interessanti. E ogni giorno ne pubblicheranno uno. Questo blog nasce da un&#8217;idea dei lettori, continuate a renderlo il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>Parte oggi il blog Utente Sostenitore, dove ospiteremo i post  scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de <a href="http://ilfattoquotidiano.it/" target="_blank">ilfattoquotidiano.it</a>, sottoscrivendo il nuovo <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/03/utenti-sostenitori-per-ilfattoquotidiano-it-che-vuole-crescere-ancora/580838/" target="_blank">abbonamento Utente Sostenitore</a>. </em><em>Tra i post inviati Peter Gomez e la redazione selezioneranno quelli ritenuti più interessanti. E ogni giorno ne pubblicheranno uno. </em><em>Questo blog nasce da un&#8217;idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio.</em></p><p><strong><em>Se vuoi  partecipare <a href="http://shop.ilfattoquotidiano.it/products-page/negozio/diventa-utente-sostenitore-de-ilfattoquotidiano-it/" target="_blank">sottoscrivi un abbonamento volontario</a>. </em><em>Potrai così anche seguire la riunione di redazione in diretta streaming, mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee, scegliere le inchieste che verranno realizzate dai nostri giornalisti e avere accesso all&#8217;intero archivio cartaceo de Il Fatto Quotidiano.</em></strong></p><p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p><p>L&#8217;Italia, come diceva Prezzolini, è <strong>il Paese dei furbi e dei fessi</strong>. Ma paragonati ad altri paesi siamo più furbi o più fessi?</p><p>Alcuni giorni fa mi sono imbattuto in un filmato in cui si sosteneva che i prezzi dei beni nei supermercati tedeschi fossero significativamente più bassi rispetto a quelli in <strong>Italia</strong>. Non ho avuto modo di verificare se tale affermazione sia corretta, ma posso certamente affermare che, in base al calcolo delle parità dei poteri d&#8217;acquisto elaborato dall&#8217;Eurostat, nel 2011 il costo della vita in <strong>Germania</strong> era pressoché identico a quello nel nostro Paese. Se a questo dato si affianca il raffronto fra i livelli di reddito pro capite (adeguati per la parità dei poteri d&#8217;acquisto) dei due paesi, si può ben dire che i tedeschi se la passano meglio degli italiani. Infatti, un tedesco percepisce mediamente 500€ più di un italiano ogni mese.</p><p>Da cos&#8217;altro può dipendere una tale situazione se non dalla maggiore capacità che hanno in Germania di<strong> esigere un livello di vita più alto?</strong> Dalla capacità, cioè, delle classi sociali più basse di pretendere livelli di retribuzione più vicini a quelli delle classi abbienti? Mi pare abbastanza chiaro che, per chi si trova ai vertici del sistema economico, sia molto più facile lucrare sulla pelle degli italiani che su quella dei tedeschi.<br />Un altro esempio di ciò può, a mio avviso, individuarsi nelle relazioni industriali. Sempre in Germania, infatti, i lavoratori e le rappresentanze sindacali hanno un potere significativo nella gestione delle aziende. Fenomeno, questo della cogestione, praticamente assente in Italia.</p><p>La sensazione, a leggere questi dati, è che <strong>siamo un po&#8217; pecoroni</strong>. Anche la<strong> Apple </strong>ci considera in questo modo: dopo un rapido raffronto fra i prezzi dell&#8217;Iphone 5 praticati in Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna, è facile constatare come nel nostro Paese questo smartphone sia venduto ad un prezzo superiore di almeno 50€ (si consideri che i livelli dell&#8217;Iva sono molto simili in tutti i paesi considerati).</p><p>Quand&#8217;è che sapremo raggiungere un più alto grado di organizzazione sociale ed un maggiore senso di comunità?</p><p><em>Luca Fiordelmondo</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/17/il-paese-dei-furbi-e-dei-fessi/597742/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Servizio Pubblico, &#8220;L&#8217;età dell&#8217;innocenza&#8221;. Riguarda tutti i video della ventiseiesima puntata</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-leta-dellinnocenza-riguarda-tutti-video-della-ventiseiesima-puntata/596521/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-leta-dellinnocenza-riguarda-tutti-video-della-ventiseiesima-puntata/596521/#comments</comments> <pubDate>Thu, 16 May 2013 17:18:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Daniela Santanchè]]></category> <category><![CDATA[Gianni Dragoni]]></category> <category><![CDATA[Ilda Boccassini]]></category> <category><![CDATA[Marco Travaglio]]></category> <category><![CDATA[Michele Santoro]]></category> <category><![CDATA[PDL]]></category> <category><![CDATA[Processo Ruby]]></category> <category><![CDATA[Ruby]]></category> <category><![CDATA[Servizio Pubblico]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Vauro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=596521</guid> <description><![CDATA[E&#8217; Daniela Santanchè la mattatrice principale di questa nuova puntata di Servizio Pubblico. Il titolo del programma di Michele Santoro fa chiaro riferimento alle ultime vicende giudiziarie che hanno coinvolto Silvio Berlusconi, per il quale, nell&#8217;ambito del cosiddetto &#8220;processo Ruby&#8221;, il pm Ilda Boccassini ha chiesto una condanna di sei anni di reclusione e l&#8217;interdizione...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; <strong>Daniela Santanchè </strong>la mattatrice principale di questa nuova puntata di <strong>Servizio Pubblico</strong>. Il titolo del programma di <strong>Michele Santoro</strong> fa chiaro riferimento alle ultime vicende giudiziarie che hanno coinvolto <strong>Silvio Berlusconi</strong>, per il quale, nell&#8217;ambito del cosiddetto <strong>&#8220;processo Ruby&#8221;</strong>, il pm <strong>Ilda Boccassini</strong> ha chiesto una condanna di sei anni di reclusione e l&#8217;interdizione dai pubblici uffici</p><p><strong>Santoro: &#8220;All&#8217;estero sul caso Ruby al Pdl avrebbero risposto con pernacchie&#8221;</strong> <br />Editoriale di apertura di Michele Santoro, che entra in studio sulle note del brano &#8220;Grande grande grande&#8221; cantato da Mina. Il giornalista rievoca la manifestazione del Pdl a Brescia contro la magistratura. &#8220;La frase che più mi ha colpito&#8221; &#8211; afferma Santoro &#8211; &#8220;è una frase rivolta da alcuni giovani contestatori a degli anziani: &#8216;Come fate a non capire&#8221;&#8221;. Introduce così la questione Ruby, narra l&#8217;affidamento a Nicole Minetti e il coinvolgimento di una prostituta, sviscera tutti i particolari della intricata vicenda. E sottolinea come di fronte ai salti mortali carpiati nelle versioni di Berlusconi e nella difesa accorata del Pdl gli Americani avrebbero risposto con &#8220;un pernacchione di 250 milioni di persone&#8221;. Idem per il pubblico francese: &#8220;All&#8217;idea del Pd di aspettare la Cassazione per commentare la vicenda di Berlusconi risponderebbe più di 60 milioni di pernacchie”. Santoro menziona le parole di Marina Berlusconi (&#8220;i diritti sono inviolabili&#8221;) e ricorda quello che successe a Piero Marrazzo<strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-santoro-allestero-sul-caso-ruby-avrebbero-risposto-con-pernacchie/232742/" target="_blank"> (GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>La manifestazione del Pdl a Brescia e le contestazioni contro Berlusconi</strong> <br />Servizio di Luca Bertazzoni sulla manifestazione indetta dal Pdl in difesa di Berlusconi, a Brescia. Le telecamere si soffermano sullo scontro tra i sostenitori del Cavaliere e i contestatori della manifestazione. Alcuni elettori del Pdl sostengono che i contestatori siano stati mandati sul posto da Santoro in persona <strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-manifestazione-del-pdl-a-brescia-e-contestazioni-contro-berlusconi/232744/" target="_blank">(GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Ferrara: &#8220;Sul caso Ruby invidia sociale della Boccassini&#8221;</strong> <br />Intervista a Giuliano Ferrara che difende appassionatamente Silvio Berlusconi nel processo Ruby, dove è accusato dei reati di concussione e di prostituzione. E parla di invidia sociale da parte di Ilda Boccassini: &#8220;Se questo tribunale condannerà per prostituzione minorile e per concussione sarà un atto di estrema violenza ideologica contro ogni simulacro di giustizia&#8221;. Ferrara definisce le intercettazioni &#8220;origliamenti, indizi deboli&#8221; e bolla la &#8220;lap dance&#8221; come un innocente divertimento<strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-ferrara-sul-caso-ruby-invidia-sociale-della-boccassini/232746/" target="_blank"> (GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Travaglio sul processo Ruby e sulla colpevolezza di Berlusconi</strong> <br />Primo atto del match tra Marco Travaglio e Daniela Santanchè sul processo Ruby. Il vicedirettore de &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221; esordisce dichiarandosi non certo della colpevolezza penale di Berlusconi, altrimenti non avrebbe senso l&#8217;esistenza dei magistrati. E osserva che i fatti sono affiorati e per comprenderlo non c&#8217;era bisogno della Cassazione. E aggiunge: &#8220;I governi Berlusconi hanno inasprito la lotta alla prostituzione&#8221;. Il giornalista infine invita a cercare su google le condanne per prostituzione minorile <strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-travaglio-sul-processo-ruby-e-sulla-colpevolezza-di-berlusconi/232748/" target="_blank">(GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Santanchè sul processo Ruby: &#8220;La Boccassini fa pulizia etnica&#8221;</strong> <br />“Quella della Boccassini è pulizia etnica; ha dato della puttane a tutte le ragazze che entravano ad Arcore”. Sono le parole di Daniela Santanchè, che chiede a Travaglio: &#8220;La vittima dov&#8217;è? Berlusconi ha trattato con rispetto ogni donna&#8221;. E rinfaccia al giornalista di aver espresso solo &#8220;odio razziale&#8221;. La pasionaria del Pdl poi si rivolge al vicedirettore de &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221; e a Santoro, sfidandoli con una domanda: &#8220;Siete uomini ricchi e potenti anche voi. Potete escludere che non avete mai conosciuto una giovane donna che vi frequentava per avere dei vantaggi?”. E puntualizza: “In ogni armadio di uomo c’è uno scheletro. Lo dico da donna”<strong> <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-santanche-sul-processo-ruby-boccassini-fa-pulizia-etnica/232750/" target="_blank">(GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Berlusconi a Minetti: &#8220;Ci siamo conosciuti al San Raffaele&#8221;</strong> <br />Conversazione intercettata tra Silvio Berlusconi e Nicole Minetti. Il Cavaliere rassicura l&#8217;ex consigliere regionale: &#8220;Dì che ci siamo conosciuti al San Raffaele&#8221; <strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-berlusconi-a-minetti-ci-siamo-conosciuti-al-san-raffaele/232752/" target="_blank">(GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Nicole Minetti: &#8220;Berlusconi è un pezzo di merda&#8221;</strong> <br />Nicole Minetti si sfoga al telefono, con la sua assistente Clotilde Strada, contro Silvio Berlusconi: &#8220;Si sta comportando da pezzo di merda, non me ne frega niente che lui sia il Presidente del Consiglio o un vecchio e basta, non mi faccio prendere per il culo così&#8221;<strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-minetti-berlusconi-e-pezzo-di-merda/232754/" target="_blank"> (GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Travaglio sul caso Ruby: &#8220;Ha fatto tutto Berlusconi&#8221;</strong> <br />Sesso con i minorenni e concussione: questo è l&#8217;oggetto del processo a Berlusconi sintetizzato da Marco Travaglio. E aggiunge: &#8220;Tante persone finiscono in galera per aver fatto queste cose perché non sono Presidente del Consiglio&#8221;. E ribadisce: &#8220;I magistrati non potevano non indagare di fronte a quanto si sono ritrovati davanti&#8221; <strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-travaglio-sul-caso-ruby-ha-fatto-tutto-berlusconi/232756/" target="_blank">(GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Santanchè vs Santoro e Travaglio: &#8220;Violazione della privacy&#8221;</strong> <br />Daniela Santanché si scaglia contro le intercettazioni telefoniche che vedono coinvolti Nicole Minetti e Silvio Berlusconi affermando che si tratta di violazione della privacy. Travaglio ricorda anche che sono state 40 le persone intercettate: “Telefono molto anche io, ma non porto le mignotte ad Arcore”<strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-santanche-vs-santoro-e-travaglio-violazione-della-privacy/232758/" target="_blank"> (GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Santanchè contro le intercettazioni: &#8220;La libertà è importante&#8221;</strong> <br />&#8220;Anni fa nella Germania lo stato ascoltava tutti, non credo si voglia vivere in quel modo&#8221;. Così Daniela Santanché sulle intercettazioni e sul reato di concussione. Punta il dito contro la frase &#8220;furbizia orientale&#8221; pronunciata da Ilda Boccassini in riferimento a Ruby e si definisce spaventata dall&#8217;accanimento e dalla voglia di scavare per nulla trovare” emersa dalla requisitoria del pm <strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-santanche-contro-intercettazioni-liberta-e-importante/232760/" target="_blank">(GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Santanchè vs Travaglio e Santoro sulle &#8220;cene eleganti&#8221; da Berlusconi</strong> <br />Nicole Minetti è accusata di aver organizzato le cene di Arcore insieme ad Emilio Fede e Lele Mora. La Santanchè afferma provocatoriamente: &#8220;Io sono lesbica perché mantengo due donne che non lavorano per me&#8221;, provoca la pasionaria del Pdl. Si scaldano gli animi in studio quando la pasionaria del Pdl chiede i nomi delle ragazze che hanno avuto nomi contro la sua volontà. Travaglio replica: &#8220;Non è un processo per violenza sessuale, ma per aver fatto sesso con un minore&#8221; <strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-santanche-vs-travaglio-e-santoro-sulle-cene-eleganti-da-berlusconi/232762/" target="_blank">(GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>La tragica storia di Giovanni Guarascio</strong> <br />Vittoria, provincia di Ragusa. Qui, pochi giorni fa, Giovanni Guarascio si è dato fuoco dopo aver visto vendere all&#8217;asta la propria casa, per un debito di 10mila euro. Ma Giovanni non è il solo, a Vittoria, a subire le conseguenze della crisi. Il reportage di Sandro Ruotolo sul Serit (l’Equitalia siciliana) <strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-tragica-storia-di-giovanni-guarascio/232764/" target="_blank">(GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Santanchè vs Silvia, contestatrice alla manifestazione di Brescia</strong> <br />Scontro concitato tra Daniela Santanchè e Silvia Quarena, 27 anni, una delle contestatrici di Berlusconi a Brescia, che precisa: &#8220;E&#8217; stata una mobilitazione spontanea, non era organizzata. Io non sono iscritta a nessun partito&#8221;. L&#8217;esponente del Pdl stigmatizza l&#8217;atto di bruciare le bandiere, denuncia il fatto che la madre ottantenne ha ricevuto sputi e aggiunge: “Non ci sarebbe uno di noi che viene a insultarvi in una vostra manifestazione”. Silvia spiega che è precaria e mamma di una bimba. E, rivolgendosi alla Santanchè, afferma: &#8220;Non accetto che questa gente si prenda gioco di me. Ho una dignità, voglio essere governata. Voglio essere orgogliosa del nostro Paese&#8221;. E in riferimento a Berlusconi menziona l’articolo 54 della Costituzione secondo il quale chi ricopre ruoli istituzionali deve farlo con onore e disciplina<strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-santanche-vs-silvia-contestatrice-alla-manifestazione-di-brescia/232766/" target="_blank"> (GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Travaglio su Berlusconi: &#8220;Stili di vita&#8221;<br /></strong> Santoro rammenta a Daniela Santanchè la dichiarazione del capogruppo del Pd, Luigi Zanda, secondo cui Berlusconi è ineleggibile e indegno della nomina di senatore a vita. L&#8217;esponente del Pdl stigmatizza la tv, rea di dire solo balle, e accusa Travaglio di aver rivendicato &#8220;il diritto all&#8217;odio&#8221;, quando il Cavaliere fu colpito da Tartaglia da una statuetta a Milano. Il vicedirettore de &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221; replica: &#8220;Non va processato lo stile di vita, ma esso deve rispecchiare l&#8217;operato pubblico&#8221;. La discussione sfocia nuovamente nella polemica, quando viene toccato il tema della prostituzione minorile. Travaglio spiega che Berlusconi, se fosse colpevole, sarebbe ricattabile e osserva: &#8220;In questo processo attaccano tutti i magistrati, ma manca la controstoria. Quella della difesa&#8221; <strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-travaglio-su-berlusconi-stili-di-vita/232770/" target="_blank">(GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Melania Tumini racconta al padre le &#8220;cene eleganti&#8221; di Berlusconi</strong> <br />L’intercettazione di Melania Tumini, amica di Nicole Minetti. La ragazza, turbata, racconta le serate di Arcore al padre<strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-melania-tumini-racconta-al-padre-cene-eleganti-di-berlusconi/232772/" target="_blank"> (GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Grillo: &#8220;Berlusconi? Al Cappone&#8221;</strong> <br />Ad Ancona comizio di Beppe Grillo, che lancia accuse poderose contro Silvio Berlusconi e sottolinea la distanza siderale che è affiorata, nella manifestazione del Pdl a Brescia, tra giovani e vecchi. Il leader del Movimento 5 Stelle affronta anche il tema dei clandestini. Al termine dell&#8217;rvm, un lungo e scrosciante applauso nello studio di &#8220;Servizio Pubblico&#8221; <strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-beppe-grillo-berlusconi-al-cappone/232775/" target="_blank">(GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Dragoni: &#8220;La crescita in borsa di Mediaset&#8221;</strong> <br />Editoriale di Gianni Dragoni che spiega i notevoli progressi in borsa di Mediaset, soprattutto dopo le elezioni. Anche oggi, +6 per cento. Le azioni sono aumentate del 60 per cento dall&#8217;inizio dell&#8217;anno e le quotazioni sono più che raddoppiate in sei mesi. Il giornalista afferma che molto probabilmente Berlusconi voglia vendere le sue tv <strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-dragoni-crescita-in-borsa-di-mediaset/232777/" target="_blank">(GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Ferrara: &#8220;Le conseguenze della condanna a Berlusconi&#8221;<br /></strong> Giuliano Ferrara, intervistato da Luca Bertazzoni, spiega cosa accadrebbe se Silvio Berlusconi venisse condannato al processo Ruby. Il direttore de &#8220;Il Foglio&#8221; afferma che non è affatto condannabile la bugia inventata da Berlusconi su Ruby nipote di Mubarak <strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-ferrara-conseguenze-della-condanna-a-berlusconi/232779/" target="_blank">(GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Santanchè: &#8220;Grillo non va oltre la protesta&#8221;</strong><br /> Santanchè accusa Grillo di non saper andare oltre alla protesta. E afferma che la pacificazione è l&#8217;unica soluzione per affrontare la grave crisi che attraversa il Paese. Ma precisa: &#8220;Non ci piace governare con il Partito democratico: abbiamo visioni diverse su tutto, però abbiamo una responsabilità&#8221; <strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-santanche-grillo-non-va-oltre-protesta/232781/" target="_blank">(GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Travaglio: &#8220;Questo governo Pd-Pdl prigioniero del conflitto d&#8217;interessi&#8221;</strong> <br />Per Marco Travaglio il termine pacificazione ha diverse interpretazioni: riguardo ai processi Berlusconi, per esempio, vorrebbe dire non farli. Ma l&#8217;Italia ed il Governo sono ancora prigionieri del conflitto di interessi. E spiega: &#8220;Il centrodestra pretende dai magistrati una sentenza politica: se lo condannate sappiate che che il governo cadrà” <strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-travaglio-questo-governo-pd-pdl-prigioniero-del-conflitto-dinteressi/232783/" target="_blank">(GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Efe Bal: &#8220;Anche quello di prostituta è un mestiere&#8221;<br /></strong><span style="***********************************">Intervento di Efe Bal, nata in Turchia e da sette anni in Italia. &#8220;Non posso pagare le tasse, ma devo pagare le multe per questo, perchè la professione di prostituzione non è riconosciuto dall&#8217;Agenzia delle Entrate. Siamo stufi di sentire la storia di Ruby e Berlusconi&#8221;, accusa Efe, che ha manifestato davanti al tribunale di Milano per chiedere di contribuire con le tasse al Paese. E aggiunge: &#8220;Quando mi capita un cliente con 40 anni più di me, come sarebbe Berlusconi, mi fa tenerezza&#8221; </span><strong style="***********************************"><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-efe-bal-anche-quello-di-prostituta-e-mestiere/232786/" target="_blank">(GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Travaglio: &#8220;I divisivi e i condivisi (da Berlusconi)&#8221;</strong> <br />Marco Travaglio apre il suo editoriale, menzionando una striscia di Stefano Disegni, pubblicata su &#8220;Il Misfatto&#8221;, che raccontava la storia di una vecchietta scippata da un ladro, il quale, a sua volta, denunciava il presunto giustizialismo della donna. &#8220;Appariva alla fine un signorino occhialuto e azzimato&#8221; &#8211; afferma il vicedirettore de &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221; &#8211; &#8220;un tipico esponente del Pd, un incrocio tra Enrico Letta e Gianni Letta, che invitava a un passo indietro e al dialogo costruttivo. E intanto il ladro si dileguava con la refurtiva&#8221;. Il giornalista, attraverso questa ironica metafora, dà una definizione di &#8220;divisivi&#8221; e di &#8220;condivisi&#8221;. &#8220;Chi non condivide è un terrorista o un sabotatore della pacificazione&#8221; &#8211; spiega &#8211; &#8220;chi è condiviso piace a Berlusconi. Enrico Letta, ad esempio, non è divisivo perchè è impossibile dividerlo dallo zio Gianni. Tutto deve piacere a Berlusconi, altrimenti è divisivo&#8221;. E cita esempi di &#8220;divisivi&#8221;, come Prodi, Rodotà e le figlie di Enzo Tortora, alle quali Berlusconi ha ribattuto: &#8220;Fareste meglio a tacere&#8221; <strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-travaglio-divisivi-e-condivisi-da-berlusconi/232789/" target="_blank">(GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Le contraddizioni di Ruby sulle cene di Arcore</strong> <br />Ruby è stata intervistata due volte da Servizio Pubblico e delle serate di Arcore ha dato due versioni: una prima di partire per il Messico, e un&#8217;altra, diversa, una volta tornata. Prima di partire, ad esempio, disse che non avrebbe mai mandato la figlia alle feste di Arcore. Dopo il viaggio si rivelò più titubante in merito <strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-contraddizioni-di-ruby-sulle-cene-di-arcore/232792/">(GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Il M5S contro il candidato sindaco M5S di Ancona</strong> <br />Servizio di Giulia Innocenzi, che intervista il Movimento 5 Stelle di Ancona che sta facendo campagna elettorale contro il candidato sindaco dello stesso Movimento 5 Stelle. Nella città &#8220;convivono&#8221; un Movimento 5 Stelle certificato, che sostiene il candidato sindaco Andrea Quattrini, e un altro Movimento 5 Stelle, legato al candidato sindaco delle comunali del 2009, Mauro Gallegati. E mercoledì, durante il comizio di Grillo, i due gruppi si sono scontrati. Una militante del movimento urla alle telecamere: &#8220;Santoro, fai schifo&#8221;. Lei, come altri attivisti, demonizzano la televisione che sfrutterebbe i dissidenti, come Favia e la Salsi, per buttare fango sul movimento<strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-m5s-contro-candidato-sindaco-m5s-di-ancona/232794/" target="_blank"> (GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Travaglio: &#8220;Ho un sogno&#8221;</strong> <br />Le conclusioni di Marco Travaglio sui minori e la loro tutela. Un Paese con leggi giuste che punisce i corrotti e tetela le fasce deboli <strong><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/17/servizio-pubblico-travaglio-ho-sogno/232797/" target="_blank">(GUARDA IL VIDEO)</a></strong></p><p><strong>Le vignette di Vauro: dal processo Ruby al governo di pacificazione</strong> <br />Pirotecnico finale con la rassegna grafica di Vauro, che attraverso le sue vignette racconta la settimana appena trascorsa: dallo speciale di Canale 5 sul caso Ruby alla nomina di Guglielmo Epifani a segretario del Pd fino alla censura dei commenti offensivi nei riguardi di Giorgio Napolitano sul blog di Beppe Grillo<a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-vignette-di-vauro-dal-processo-ruby-al-governo-di-pacificazione/232800/" target="_blank"> <strong>(GUARDA IL VIDEO)</strong></a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-leta-dellinnocenza-riguarda-tutti-video-della-ventiseiesima-puntata/596521/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Vilipendio, il Quirinale contro Grillo: &#8220;Grossolane e ingiuriose falsificazioni&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/vilipendio-napolitano-contro-grillo-grossolane-e-ingiuriose-falsificazioni/596369/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/vilipendio-napolitano-contro-grillo-grossolane-e-ingiuriose-falsificazioni/596369/#comments</comments> <pubDate>Thu, 16 May 2013 15:58:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[Libertà]]></category> <category><![CDATA[Libertà di Espressione]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Presidenza della Repubblica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=596369</guid> <description><![CDATA[Grillo-Napolitano, la querelle sul vilipendio al capo dello Stato, dopo la denuncia di 22 persone per i commenti al post del leader del Movimento 5 Stelle, prosegue. Con una nota del Colle. Che precisa, sottolinea e ribadisce alcuni punti. Dopo la pubblicazione sul blog di Beppe Grillo di un post pieno di punture di spillo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Grillo-Napolitano</strong>, la querelle sul <strong>vilipendio </strong>al capo dello Stato, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/napolitano-senza-commenti-grillo-nuovo-post-contro-reato-di-vilipendio/594565/">dopo la denuncia di 22 persone per i commenti al post del leader del Movimento 5 Stelle</a>, prosegue. Con una nota del Colle. Che precisa, sottolinea e ribadisce alcuni punti. Dopo la pubblicazione sul blog di <strong>Beppe Grillo</strong> di un post pieno di punture di spillo per il presidente (&#8220;Chi può essere al sicuro di un&#8217;eventuale denuncia per una critica al presidente della Repubblica?). &#8220;La contestazione di eventuali ipotesi di reato&#8221; come l&#8217;offesa all&#8217;onore del Presidente della Repubblica &#8220;avviene del tutto indipendentemente da ogni intervento del Capo dello Stato, che non è chiamato a dare alcun parere né tantomeno autorizzazione all&#8217;<strong>autorità giudiziaria</strong> che ritenga di assumere iniziative ai sensi dell&#8217;articolo 278 del Codice Penale&#8221;.</p><p>&#8220;Resta come problema reale di costume politico e di garanzia democratica &#8211; si legge nel comunicato &#8211; quello della capacità di distinguere tra &#8216;libertà di critica e ciò che non lo è &#8211; come già disse il Presidente Napolitano nel 2009 &#8211; &#8216;nei confronti di istituzioni che dovrebbero essere tenute fuori dalla <strong>mischia politica</strong> e mediatica&#8217;, specialmente quando si scada in grossolane, <strong>ingiuriose falsificazioni</strong> dei fatti e delle opinioni&#8221;.</p><p>&#8220;Anche se taluni mostrano di ignorarlo, il Presidente Napolitano già anni fa ribadì come in ogni caso spetti a chi ha potere di iniziativa legislativa, e dunque non al Capo dello Stato, proporre l<strong>&#8216;abrogazione di quella disposizione del Codice</strong>. E per una decisione su proposte del genere è sovrano il Parlamento&#8221;. <strong>Il Quirinale non esercita alcuna pressione sulla magistratura</strong>, che decide spontaneamente di indagare su ipotesi di vilipendio al Capo dello Stato.</p><p>In un comizio a Barletta <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/14/grillo-vogliono-chiuderci-blog-resteremo-senza-informazione/594236/">Grillo martedì aveva gridato la sua indignazione: &#8220;Se ci chiudono il blog resteremo senza democrazia&#8221;</a>. Ma a rispondere ieri era stato <strong>Pasquale Cascella</strong>, ex portavoce del capo dello Stato, e oggi candidato sindaco proprio nella cittadina pugliese: “Grillo deve avere collaboratori sonnacchiosi: non sanno nemmeno segnalare quel che Napolitano ha detto sul vilipendio” replicava su <strong>Twitter</strong> rinviando a un intervento del capo dello Stato del 2009 in cui Napolitano invitava “chiunque abbia titolo per esercitare l’iniziativa legislativa” a “liberamente proporre l’abrogazione” dell’articolo 278 del codice penale. In quell’occasione – la giornata dell’informazione – Napolitano aveva anche detto: “Giudichino poi i cittadini che cosa è <strong>libertà di critica,</strong> e che cosa non lo è, nei confronti di istituzioni che dovrebbero essere tenute fuori della mischia politica e mediatica”. In un secondo tweet Cascella aggiungeva: “Sonnacchiosi nel prendere quell’iniziativa legislativa suggerita da tempo da Napolitano tanto da far esporre un <strong>Grillo ignorante</strong> a Barletta”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/vilipendio-napolitano-contro-grillo-grossolane-e-ingiuriose-falsificazioni/596369/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Agorà: Gelmini, Colaninno e le teatralizzazioni dei politici in tv</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/agora-gelmini-colaninno-e-le-teatralizzazioni-dei-politici-in-tv/596159/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/agora-gelmini-colaninno-e-le-teatralizzazioni-dei-politici-in-tv/596159/#comments</comments> <pubDate>Thu, 16 May 2013 15:32:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Pierfranco Pellizzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Agorà]]></category> <category><![CDATA[Governo Letta]]></category> <category><![CDATA[Mariastella Gelmini]]></category> <category><![CDATA[Matteo Colaninno]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[PDL]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=596159</guid> <description><![CDATA[Stamane partecipo ad Agorà su Rai Tre, insieme a Marco Lillo, per parlare di Imu, intercettazioni, impoverimento nazionale e altri cenni sull’universo. In più, per fare a capocciate con il non gradevolissimo Davide Giacalone, oggi mimetizzato quale giornalista di Libero ma più “noto all’ufficio” in quanto assistente di Oscar Mammì al tempo lontano (si era...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Stamane partecipo ad <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-cc8dbc1f-934d-4c28-a423-f3c4cd680139.html#p=" target="_blank"><em>Agorà</em> su Rai Tre</a>, insieme a Marco Lillo, per parlare di Imu, intercettazioni, impoverimento nazionale e altri cenni sull’universo. In più, per fare a capocciate con il non gradevolissimo Davide Giacalone, oggi mimetizzato quale giornalista di <em>Libero</em> ma più “noto all’ufficio” in quanto assistente di Oscar Mammì al tempo lontano (si era ancora nella Prima Repubblica) della prima spartizione “al di sotto di ogni sospetto” tra Rai e Mediaset.</p><p>Come in qualsivoglia talk-show che si rispetti, dominano la scena i politici ospiti; nel caso <strong>Mariastella Gelmini</strong> per il Pdl e<strong> Matteo Colaninno</strong> di parte pidina. E litigano. Quello che dicono nella loro singolare baruffa tra soci sostenitori della medesima compagine governativa è totalmente privo di interesse, attingendo a piene mani dal repertorio più vieto della Commedia dell’Arte delle sedicenti “larghe intese”. Ben più interessanti sono i messaggi del linguaggio non verbale emessi da entrambi, le cui posture risultano infinitamente più chiarificatrici di qualsivoglia discorso.</p><p>L’ex giovane imprenditore imbarcatosi in politica rivela attraverso la concitazione con cui si esprime tutto il proprio imbarazzo; in altre parole, la comprensibile vergogna per la situazione in cui si è cacciato. Ma si potrebbe far osservare a lui e ai suoi compagni di sventura che “se la sono voluta”. Sicché stupisce lo stupore del neosegretario Pd Epifani nel prendere atto che<strong> Berlusconi è Berlusconi</strong>; quando il cacicco di Arcore esige che ogni suo volere, particolarmente in materia di mordacchia alla giustizia, venga immediatamente accontentato e pure servito in religioso silenzio.</p><p>D’altro canto questo è il bel risultato di essersi consegnati mani e piedi a un personaggio affetto da<strong> ipertrofia iomaniaca</strong> e alla sua banda di accoliti. A fronte dell’imbarazzato Colaninno, spicca<strong> la seraficità della Gelmini</strong>; perfettamente consapevole che la sua parte tiene ben stretto il pallino in mano. Infatti i partner di governo potranno pure agitarsi allo scopo di fare un po’ di scena, fermo restando che l’ennesimo viaggio a Canossa è quanto li attende.</p><p>Di converso tutte le argomentazioni espresse nel linguaggio verbale non hanno alcuna attinenza con la realtà, pure<strong> teatralizzazioni</strong>. Come &#8211; ad esempio -<strong> la questione Imu</strong>; la cui marginalità risulta evidente ma che ormai si è trasformata in un simbolo, come a suo tempo divenne tale l’abrogazione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Ossia una bandiera che si agita per chiamare a raccolta e aggregare gruppi di simpatizzanti, in previsione di possibili spendite elettorali. Insomma, la battaglia sull’Imu è una credenziale di compattamento del fronte proprietario al fine di creare un<strong> vero e proprio conglomerato di interessi</strong>; qualcosa che in modi deteriori (e mentre lo dico spero di non apparire blasfemo) riprende l’idea gramsciana del Blocco Storico a supporto di una politica.</p><p>Semmai il punto inquietante è che dall’altra parte non c’è neppure la vaga consapevolezza che una politica dovrebbe individuare <strong>pezzi di società che la supportino</strong>. Anche per questo Berlusconi e i suoi dipendenti hanno ripreso a vincere (politicamente; elettoralmente hanno perso oltre sei milioni di voti): per l’insipienza degli altri. Come manifestava in maniera palese lo smarrimento che gradatamente andava dipingendosi sul volto del garbato quanto intimidito Matteo Colaninno: è dura fare politica fuori dagli ambienti protettivi e salottieri dei Giovani Imprenditori e dalle fabbriche di papà.</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/agora-gelmini-colaninno-e-le-teatralizzazioni-dei-politici-in-tv/596159/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Rai, Minoli lascia &#8220;La storia siamo noi&#8221;. Gubitosi: &#8220;Il programma non chiude&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/rai-minoli-lascia-storia-siamo-noi-gubitosi-programma-non-chiude/596077/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/rai-minoli-lascia-storia-siamo-noi-gubitosi-programma-non-chiude/596077/#comments</comments> <pubDate>Thu, 16 May 2013 13:33:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Giovanni Minoli]]></category> <category><![CDATA[Luigi Gubitosi]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=596077</guid> <description><![CDATA[&#8220;La Storia siamo noi non chiude. Termina semplicemente il contratto con Giovanni Minoli&#8220;. Il direttore generale del servizio pubblico Luigi Gubitosi smorza la polemica intorno alle voci di chiusura del programma, sulle quali erano intervenuti anche i parlamentari del Pd Michele Anzaldi e Andrea Marcucci che avevano chiesto chiarimenti in merito alla Rai. Gubitosi, nel corso della conferenza...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La<strong> <em>Storia siamo noi</em></strong> non chiude. Termina semplicemente il contratto con <strong>Giovanni Minoli</strong>&#8220;. Il direttore generale del servizio pubblico<strong> Luigi Gubitosi</strong> smorza la polemica intorno alle voci di chiusura del programma, sulle quali erano intervenuti anche i parlamentari del Pd <strong>Michele Anzaldi</strong> e <strong>Andrea Marcucci</strong> che avevano chiesto chiarimenti in merito alla Rai.</p><p>Gubitosi, nel corso della conferenza stampa a Viale Mazzini sulla convenzione Rai-<strong>Presidenza del Consiglio</strong>-Provincia Autonoma di Bolzano per la tutela delle minoranze di lingua tedesca e ladina, ha però spiegato che il conduttore &#8220;era già andato in pensione tre anni fa ed aveva avuto un contratto triennale per i 150 anni dell’<strong>Unità d’Italia</strong> che scade il 31 maggio&#8221;, ringraziando il giornalista per il lavoro svolto e non escludendo in futuro nuove collaborazioni. Tra l’altro, &#8220;<em>La storia siamo noi&#8217;</em> - fa notare Gubitosi &#8211; è un programma, creato da <strong>Renato Parascandolo</strong>, il cui format è di proprietà della <strong>Rai</strong>. Per un periodo lo ha seguito Minoli che ha fatto molto bene ed ora è tutto in capo a <strong>Rai Educational</strong> (che ha due canali digitali, <strong>Rai Storia</strong> e <strong>Rai Scuola</strong>) il cui direttore è<strong> Silvia Calandrelli</strong> nella quale abbiamo molta fiducia&#8221;. I contratti, evidenzia, &#8220;si esauriscono e la nostra scelta di fondo è quella di usare forze interne e non di rinnovare contratti ad esterni. Magari Minoli, con le sue capacità autoriali &#8211; aggiunge il direttore generale &#8211; potrà ancora fare splendide cose con Calandrelli&#8221;. </p><p>E&#8217; la stessa Calandrelli a parlare di equivoco. “Il format del programma è della Rai”, chiarisce, aggiungendo che “le porte sono aperte a Giovanni Minoli per nuovi progetti. E’ un maestro e per un autore come lui c&#8217;è sempre spazio. Ha dato alla Rai una generazione di autori molto seri e le giovani generazioni hanno bisogno di formatori”. Calandrelli spiega poi che la squadra del programma è stata ricollocata e gli autori in particolare sono ora a <em>Rai1</em> e <em>Rai3</em>. “A Rai Storia collaboriamo con importanti enti sui temi storici &#8211; aggiunge la dirigente -. E’ un settore tipicamente di servizio pubblico, caratterizzato da un grande rigore scientifico ed un uso degli archivi molto importante. Stiamo collaborando con <strong>Paolo Mieli</strong> per &#8216;L&#8217;eco della storia&#8217;, raccontando il passato con gli occhi di oggi. C&#8217;è un grande progetto per il centenario della prima guerra mondiale. Poi &#8216;a.C.d.C.&#8217; con <strong>Alessandro Barbero</strong> che racconta la storia dalle origini ai giorni nostri”.</p><p>Ma sulla vicenda si inserisce il retroscena dell&#8217;esponente di Fli ed ex membro della Commissione di vigilanza della Rai <strong>Flavia Perina</strong>: &#8220;Mi dicono che il problema è economico: Minoli (che è già in pensione) voleva un<strong> milione di euro</strong> per mandare avanti il programma, di cui detiene i diritti. Se fossi il direttore della Rai, lo darei ad Alessandro Carbone e Cristiana Mastropietro. Lo farebbero meglio per meno della metà&#8221;.</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/rai-minoli-lascia-storia-siamo-noi-gubitosi-programma-non-chiude/596077/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;Aprite un giornale!&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/aprite-giornale/596012/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/aprite-giornale/596012/#comments</comments> <pubDate>Thu, 16 May 2013 13:27:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Paola Porciello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Blogger]]></category> <category><![CDATA[Giornalismo]]></category> <category><![CDATA[Ilfattoquotidiano.it]]></category> <category><![CDATA[Pluralismo]]></category> <category><![CDATA[Social Network]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=596012</guid> <description><![CDATA[La richiesta arrivava tutti i giorni, sempre più insistente. Sempre più rumorosa: &#8220;Aprite un giornale!&#8221;. Era il 2008, Berlusconi aveva appena ripreso il potere, il tono era preoccupato, a tratti disperato. Eravamo su voglioscendere.it, lo storico blog di Pino Corrias, Peter Gomez e Marco Travaglio. Me ne occupavo per Chiarelettere. Inoltravo le richieste ai tre blogger....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/05/facebook-quadrata22.png?adf349"><img class="alignleft size-medium wp-image-596088" title="utente sostenitore" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/05/facebook-quadrata22-300x300.png?adf349" alt="" width="300" height="300" /><noscript><img class="alignleft size-medium wp-image-596088" title="utente sostenitore" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/05/facebook-quadrata22-300x300.png?adf349" alt="" width="300" height="300" /></noscript></a><strong>La richiesta arrivava tutti i giorni</strong>, sempre più insistente. Sempre più rumorosa: &#8220;Aprite un giornale!&#8221;. Era il 2008, Berlusconi aveva appena ripreso il potere, il tono era preoccupato, a tratti disperato. Eravamo su <strong>voglioscendere.it</strong>, lo storico blog di Pino Corrias, Peter Gomez e Marco Travaglio. Me ne occupavo per Chiarelettere. Inoltravo le richieste ai tre blogger. Mai avrei pensato che un giorno saremmo arrivati al punto di oggi. E io, esperta di web e social network, sarei diventata anche una giornalista (per ora praticante). </p><p>Dopo la nascita dell&#8217;unico giornale senza finanziamenti pubblici nel 2009, anticipata di qualche mese dall&#8217;Antefatto.it, dove sono state raccolte le prime decine di migliaia di abbonamenti sulla fiducia, <strong>nel giugno 2010 parte il sito</strong> vero e proprio, <strong>ilfattoquotidiano.it</strong>. Insieme a lui è cresciuta la community dei nostri lettori, affezionatissimi dal primo momento, sostenitori e critici, hanno affollato sempre di più anche le pagine dei social network.</p><p>Da noi si può commentare tutto, è stata la nostra filosofia fin dall&#8217;inizio, dare spazio e voce a chi ci ha voluto e sostenuto con tanta forza. Ora questo vale per tutti. Cerchiamo di gestire la moderazione<strong> in maniera giusta</strong>. Tra picchi di traffico e una policy da rispettare. Ce la stiamo mettendo davvero tutta.</p><p>Poi ci sono i<strong> blogger</strong>, uno dopo l&#8217;altro hanno allargato sempre di più le tematiche affrontate. Anche lì cerchiamo di garantire qualità e pluralismo. Ormai sono più di 500 e ciascuno riceve migliaia di visite ogni giorno. Non sono per forza in linea con il nostro giornale, perché vogliamo diversi punti di vista. Solo così si può arricchire il dibattito e stimolare una riflessione.</p><p>Il giornale, il sito, i blog, i video, i social network, diventano una cosa sola. E&#8217; la comunità del <em>Fatto Quotidiano</em>, viva e pulsante. Che crede nei nostri stessi valori: raccontare le notizie, senza filtri, senza ideologie. Solo i fatti, e al loro fianco le opinioni. </p><p><a href="https://shop.ilfattoquotidiano.it/products-page/negozio/diventa-utente-sostenitore-de-ilfattoquotidiano-it/" target="_blank">Diventa utente sostenitore del fattoquotidiano.it</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/aprite-giornale/596012/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Servizio pubblico, &#8220;L&#8217;età dell&#8217;innocenza&#8221;: ospiti Santanchè e Travaglio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-leta-dellinnocenza-ospiti-santanche-e-travaglio/596013/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-leta-dellinnocenza-ospiti-santanche-e-travaglio/596013/#comments</comments> <pubDate>Thu, 16 May 2013 13:03:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Ilda Boccassini]]></category> <category><![CDATA[Luigi Zanda]]></category> <category><![CDATA[Marco Travaglio]]></category> <category><![CDATA[Michele Santoro]]></category> <category><![CDATA[Servizio Pubblico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=596013</guid> <description><![CDATA[“L&#8217;età dell&#8217;innocenza” è il titolo della nuova puntata di Servizio Pubblico, la trasmissione di Michele Santoro in onda giovedì 25 aprile su La7 e in diretta streaming su ilfattoquotidiano.it alle ore 21.10. In studio il deputato Pdl Daniela Santanchè insieme al vicedirettore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio. Si discuterà delle recenti vicende giudiziarie che vedono coinvolto l&#8217;ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dal &#8220;caso Ruby&#8220;-...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“L&#8217;età dell&#8217;innocenza” è il titolo della nuova puntata di <strong>Servizio Pubblico</strong>, la trasmissione di <strong>Michele Santoro</strong> in onda giovedì 25 aprile su <em>La7</em> e in <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/servizio-pubblico-la-diretta-streaming/" target="_self">diretta streaming su </a><em></em><em><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/servizio-pubblico-la-diretta-streaming/" target="_self">ilfattoquotidiano.it</a> </em>alle ore 21.10. In studio il deputato Pdl <strong>Daniela Santanchè</strong> insieme al vicedirettore del <em>Fatto Quotidiano</em> <strong>Marco Travaglio</strong>.</p><p>Si discuterà delle recenti vicende giudiziarie che vedono coinvolto l&#8217;ex presidente del Consiglio <strong>Silvio Berlusconi</strong>, dal &#8220;caso <strong>Ruby</strong>&#8220;- <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/processo-ruby-pm-boccassini-sei-anni-e-interdizione-perpetua-a-berlusconi/592112/">per il quale il pm <strong>Ilda Boccassini</strong> ha chiesto nella sua requisitoria sei anni di reclusione e l&#8217;interdizione perpetua dai pubblici uffici</a> - alla <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/08/berlusconi-condannato-in-appello-al-processo-mediaset/587371/">condanna in appello del processo <strong>Mediaset</strong></a>, e delle <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/berlusconi-zanda-secondo-legge-e-ineleggibile-pdl-mina-sul-governo-letta/595856/">dichiarazioni del capogruppo Pd al Senato,<strong> Luigi Zanda</strong>, che insiste sull&#8217;ineleggibilità del <strong>Cavaliere</strong></a>. La condizione essenziale per risolvere i problemi del Paese è che il governo di<strong> Enrico Letta</strong> duri, ma sulla sua tenuta pesano appunto le vicende giudiziarie del fondatore del Pdl.</p><p>Durante la trasmissione gli spettatori potranno interagire sui temi del dibattito <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/23/servizio-pubblico-come-provare-democrazia-liquida-con-liquid-feedback/391248/" target="_self">attraverso </a><strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/23/servizio-pubblico-come-provare-democrazia-liquida-con-liquid-feedback/391248/" target="_self">Liquid Feedback</a></strong>. <em>Servizio Pubblico</em> sarà trasmesso anche su serviziopubblico.it, sulla piattaforma Web de <em>La7</em>, Youtube e in diretta su <strong>Radio Radicale</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/servizio-pubblico-leta-dellinnocenza-ospiti-santanche-e-travaglio/596013/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Saggio bavaglio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/saggio-bavaglio/595738/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/saggio-bavaglio/595738/#comments</comments> <pubDate>Thu, 16 May 2013 10:05:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Beppe Giulietti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Csm]]></category> <category><![CDATA[Ddl Alfano]]></category> <category><![CDATA[Ddl Intercettazioni]]></category> <category><![CDATA[Legge Bavaglio]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[PDL]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=595738</guid> <description><![CDATA[Perché tanta sorpresa per la ripresentazione ,da parte dei berlusconiani, della legge bavaglio? Quella proposta contiene l&#8217;essenza del conflitto di interessi: piegare sempre e comunque la legge agli interessi del capo. Per altro, nel medesimo documento dei cosiddetti seggi, mentre manca un riferimento serio e rigoroso al conflitto di interessi, non manca certo un ampio capitolo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT">Perché tanta sorpresa per <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/intercettazioni-bavaglio-pdl-attacca-ripartire-leggi-del-governo-berlusconi/594867/" target="_blank">la ripresentazione ,da parte dei berlusconiani, della legge bavaglio</a>? <span style="***********************************">Quella proposta contiene l&#8217;essenza del <strong>conflitto di interessi</strong>: piegare sempre e comunque la legge agli interessi del capo.</span></p><p align="LEFT"><span style="***********************************">Per altro, nel medesimo documento dei cosiddetti seggi, mentre manca un riferimento serio e rigoroso al conflitto di interessi, non manca certo un ampio capitolo dedicato alla <strong>necessità</strong> di dare una stretta sia all&#8217;<strong>uso delle intercettazioni come strumento di indagine</strong> sia alla necessità di <strong>ridurre la possibilità di pubblicazione</strong>.</span></p><p align="LEFT"><span style="***********************************">Per altro chi ha ripresentato la proposta si è anche sentito incoraggiato dai <strong>silenzi</strong> <strong>istituzionali</strong> e dalla <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/14/da-ruby-a-brescia-no-comment-del-pd-voce-dei-cittadini/591176/" target="_blank">debolezza delle reazioni che hanno fatto seguito alla marcia su Brescia</a>, alle <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/insulti-alle-toghe-csm-intervenga-ministro-cancellieri/594674/" target="_blank">aggressione contro i magistrati</a> e persino alla campagna di dileggio promossa dai giornali e dalle tv di famiglia, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/14/pdl-a-brescia-brunetta-attacca-laura-boldrini-nessuna-solidarieta-al-pdl/593834/" target="_blank">contro la presidente Boldrini</a> e <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/04/integrazione-obiettivo-ius-soli-ministro-kyenge-aprire-dialogo-tra-parti/583415/" target="_blank">contro la ministra Kyenge</a>, &#8220;rea&#8221; di non essere bianca e di aver osato evocare lo Ius soli.</span></p><p align="LEFT"><span style="***********************************">Dentro quei silenzi e quelle omissioni si sono buttati i <strong>manipoli del cavaliere</strong> che si sono divisi i ruoli, tra quelli che stanno al governo e quelli che hanno il compito di alzare le posta e di minacciare la immediata caduta del governo.</span></p><p align="LEFT"><span style="***********************************">Quello che è accaduto avrebbe già dovuto comportare la <strong>caduta di una coalizione</strong> che mai avrebbe dovuto nascere, ma ora sarebbe almeno il caso di interrompere un gioco che, di giorno in giorno, si fa sempre più rischioso per la stessa tenuta delle istituzioni democratiche.</span></p><p align="LEFT"><span style="***********************************">Di fronte al preannuncio della legge bavaglio sarebbe doveroso che almeno gli eletti del <strong>Pd</strong>, di <strong>Sel</strong>, di <strong>5 Stelle</strong>, per altro la maggioranza dei parlamentari, stilassero un documento comune e annunciassero il loro voto contrario a qualsiasi ipotesi di legge bavaglio, anzi potrebbero persino presentare insieme una proposta di legge sulla <strong>illegibilità</strong>, sulla <strong>incandidabilità</strong> dei corrotti e dei condannati, sul conflitto di interessi.</span></p><p align="LEFT"><span style="***********************************">Dal momento che la destra rivendica il diritto di avere le mani libere e di tutelare gli interessi di uno, non si comprende perché tutti gli altri, Pd compreso, non possano <strong>rivendicare il diritto</strong> a fare altrettanto e a presidiare la Costituzione e l&#8217;interesse generale, ma forse non tutti possono e vogliono farlo.</span></p><p align="LEFT"><span style="***********************************">Per quanto ci riguarda ,come articolo 21, non staremo a guardare e torneremo a <strong>promuovere le piazze della Costituzione contro bavagli ed imbavagliatori</strong>, perché oscurità ed oscurantismi vanno contrastati sempre e comunque, a prescindere da opportunità ed opportunismi.</span></p><p align="LEFT"> </p><p align="LEFT"> </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/saggio-bavaglio/595738/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Web, Corte Europea: il politico deve essere più tollerante alle critiche</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/web-corte-europea-il-politico-deve-essere-piu-tollerante-alle-critiche/595561/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/web-corte-europea-il-politico-deve-essere-piu-tollerante-alle-critiche/595561/#comments</comments> <pubDate>Thu, 16 May 2013 09:57:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Guido Scorza</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Corte Europea]]></category> <category><![CDATA[Corte Europea dei Diritti dell’Uomo]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[Laura Boldrini]]></category> <category><![CDATA[Legge Bavaglio]]></category> <category><![CDATA[Libertà di Espressione]]></category> <category><![CDATA[Libertà di Pensiero]]></category> <category><![CDATA[Web]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=595561</guid> <description><![CDATA[La storia della foto della sosia del Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini postata su Facebook con tanto di commento da caserma e quella dei presunti commenti offensivi del Capo dello Stato hanno acceso un vivace dibattito sui limiti da  porre alla circolazione dei contenuti online ed innescato la reazione di magistratura e forze...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La storia della foto della sosia del Presidente della Camera dei Deputati,<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/06/web-giornalista-indagato-per-foto-ose-di-laura-boldrini/585185/" target="_blank"> <strong>Laura Boldrini</strong> postata su Facebook con tanto di commento da caserma</a> e quella dei presunti <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/14/grillo-vogliono-chiuderci-blog-resteremo-senza-informazione/594236/" target="_blank">commenti offensivi del Capo dello Stato</a> hanno acceso un vivace <strong>dibattito</strong> sui limiti da  porre alla circolazione dei <strong>contenuti online</strong> ed innescato la reazione di magistratura e forze dell’ordine.</p><p>Niente di strano, naturalmente, né che si discuta di episodi, tutto sommato, “nuovi”, almeno nel nostro Paese né che forze dell’ordine e magistratura facciano il loro dovere, cercando di far rispettare le leggi.</p><p>Tra il <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/intercettazioni-bavaglio-pdl-attacca-ripartire-leggi-del-governo-berlusconi/594867/" target="_blank">partito del Cavaliere che minaccia di riproporre il famigerato decreto intercettazioni</a> con a bordo – probabilmente – il liberticida comma ammazza-internet, l’allarme urlato dal Presidente della Camera dei Deputati a proposito delle offese ricevute via Internet e polizia e magistratura che sembrano aver messo “una marcia in più” nel dar la caccia a <strong>blogger</strong> e commentatori dalle “dita facili”, c’è, tuttavia, più di un motivo per preoccuparsi che, in Italia, si prenda una brutta piega.</p><p>Vale allora la pena di ricordarci e ricordare che certi problemi – ad esempio l’utilizzo di internet come strumento di dibattito politico, talvolta, anche colorito ed offensivo – non ci sono solo nel nostro Paese e che, forse, guardare oltre i confini aiuta a trovare <strong>soluzioni</strong> e risposte migliori di quelle che si darebbero in modo istintivo o emotivo.</p><p>E’ il caso, ad esempio, del procedimento contro i commentatori del blog di <strong>Beppe Grillo</strong> che la Procura della Repubblica di Vallo della Lucania sta perseguendo per vilipendio del Capo dello Stato o di quello per diffamazione che la Procura della Repubblica di Roma sta conducendo – pare con straordinaria determinazione – contro chi ha fatto rimbalzare in Rete la foto della sosia dell’On. Boldrini, in versione “naked” e con commento nel quale si attribuiva alla Presidente della Camera un primato assai poco istituzionale.</p><p>In un caso e nell’altro siamo davanti a <strong>procedimenti penali</strong>, certamente, sin qui, legittimi perché – almeno a quanto si sa – condotti in conformità alle <strong>leggi nazionali</strong> e, peraltro, a tutela della prima e della terza più alte cariche dello Stato.</p><p>Guai però a dimenticarsi che, nel caso di specie, la magistratura è impegnata in un esercizio straordinariamente complicato come l’<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/03/boldrini-minacce-online-e-norma-per-controllo-sul-web-ma-legge-ce-gia/582278/" target="_blank">applicazione di regole vecchie decine di anni ad un contesto – quello della circolazione di contenuti online -</a> completamente nuovo e certamente imprevedibile da parte di chi quelle regole ha pensato ed ha scritto.</p><p>Nessuno, fino ad un pugno di anni fa, avrebbe potuto immaginare che oltre venti milioni di cittadini italiani avrebbero potuto “criticare” – ciascuno a modo proprio e secondo la propria sensibilità ed educazione – le più alte cariche dello Stato, partecipando così al <strong>dibattito politico</strong>, come, sino a ieri, era possibile solo in modo estemporaneo ed eccezionale manifestando in una piazza.</p><p>E’ per questo che, forse, sarebbe utile che i politici prima – specie se siedono sugli scranni più alti della Repubblica – ed i giudici poi, leggessero tutto d’un fiato, la <a href="http://hudoc.echr.coe.int/sites/eng/Pages/search.aspx#{%22fulltext%22:[%22eon%22],%22languageisocode%22:[%22FRA%22],%22kpdate%22:[%222012-11-15T00:00:00.0Z%22,%222013-05-15T00:00:00.0Z%22],%22itemid%22:[%22001-117137%22]}" target="_blank"><strong>sentenza</strong> con la quale, nei mesi scorsi, la Corte Europea dei diritti dell’Uomo ha condannato il Governo francese</a>, ritenendo che l’applicazione di una sanzione penale [n.d.r. peraltro nel caso che ha dato origine alla pronuncia una condanna ad una multa di trenta euro] ad un’ipotesi di offesa all’ex Capo dello Stato, <strong>Sarkozy</strong>, da parte di un cittadino politicamente impegnato, doveva ritenersi sproporzionata alla stregua della Convenzione internazionale per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e suscettibile, per questo, di <strong>limitare</strong> in maniera illegittima la libertà di <strong>manifestazione del pensiero</strong> con particolare riferimento al dibattito politico.</p><p>Per evitare ogni equivoco, val la pena ricordare, che, nel caso di specie, il cittadino poi condannato a 30 euro di multa per vilipendio al Capo dello Stato, aveva alzato un cartello, nel corso di una manifestazione cui stava partecipando il Presidente della Repubblica, con una frase ben più offensiva e volgare di quelle che – a quanto risulta – sarebbero state indirizzate al Capo dello Stato ed all’On. Boldrini.</p><p>Applicando principi peraltro analoghi a quelli già elaborati dalla giurisprudenza italiana, la Corte europea ha stabilito che, pur non potendosi dubitare del carattere offensivo della frase, per valutare la <strong>legittimità</strong> della condanna comminata al cittadino francese, sarebbe stato necessario esaminare l’episodio nel suo complesso con particolare riferimento alla qualità del destinatario della frase offensiva ed al contesto nel quale la frase era stata pronunciata.</p><p>E’ proprio muovendo da queste considerazioni che la <strong>Corte Europea</strong>, contestualizzato l’episodio come un momento – ancorché acceso – del dibattito politico nazionale, ha messo nero su bianco, nella sentenza, un principio che, faremmo bene, tutti, a tenere a mente: la Convenzione sulla salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali “lascia poco spazio per delle restrizioni alla <strong>libertà di espressione</strong> nel dibattito politico – nel quale la libertà di espressione riveste la più alta importanza  &#8211; o nelle questioni di interesse generale.”.</p><p>“I limiti di critica ammissibili – hanno aggiunto i giudici della Corte – sono più ampi in relazione ad un uomo politico rispetto a quelli applicabili ad un <strong>semplice cittadino</strong>: a differenza del secondo, il primo si espone inevitabilmente e coscientemente ad un controllo attento delle sue azioni tanto da parte dei giornalisti che dei comuni cittadini”.</p><p>Ineguagliabile – per chiarezza ed attualità – la chiosa della Corte Europea dei diritti dell’uomo: l’uomo politico, quindi “deve, conseguentemente, mostrare una maggiore tolleranza [n.d.r. rispetto a quella esigibile dal cittadino comune]”.</p><p>E’, più o meno, il principio opposto a quello che sembra sotteso ad alcune recenti reazioni delle massime cariche dello Stato, in Italia, e alla straordinaria incisività e tempestività dell’azione di magistratura e forze dell’ordine nella <strong>repressione</strong> di certe offese indirizzate, online, ai vertici delle nostre istituzioni.</p><p>Ed eccola la conclusione della Corte Europea dei diritti dell’uomo: il ricorso alle sanzioni penali per punire delle offese al Capo dello Stato, nel contesto esaminato [n.d.r. il dibattito politico] è <strong>sproporzionato</strong> in quanto non necessario in una società democratica.</p><p>E’ questo il “punto di vista” che sarebbe bene non sfuggisse ai vertici delle nostre istituzioni ed alla magistratura impegnata nel garantire il rispetto della reputazione e dell’onore a queste ultime.</p><p>A procedere in una direzione diversa, c’è il rischio – che oggi appare straordinariamente attuale – che il nostro Paese finisca nella <strong>lista</strong> di quelli che, per ragioni più o meno nobili, fanno carne da macello dei diritti dell’uomo e del cittadino.</p><p>Attenzione – per evitare ogni facile equivoco – vale la pena chiarire che nessuno dice che sia legittimo offendere impunemente questo o quell’uomo politico ma solo che questi ultimi devono mostrare <strong>maggiore tolleranza</strong> di un comune cittadino nel ricevere critiche talvolta persino offensive e che gli autori di tali critiche non vanno “puniti” troppo severamente perché, altrimenti, si corre il rischio di disincentivare quanti vorrebbero e potrebbero partecipare al confronto ed al dibattito politico.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/web-corte-europea-il-politico-deve-essere-piu-tollerante-alle-critiche/595561/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Twitter e social network, bisogna metterci la faccia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/twitter-e-social-network-bisogna-metterci-faccia/595556/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/twitter-e-social-network-bisogna-metterci-faccia/595556/#comments</comments> <pubDate>Thu, 16 May 2013 07:14:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Gabriele Corsi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Anonimato]]></category> <category><![CDATA[Enrico Mentana]]></category> <category><![CDATA[Laura Boldrini]]></category> <category><![CDATA[Rete]]></category> <category><![CDATA[Social Network]]></category> <category><![CDATA[Trio Medusa]]></category> <category><![CDATA[Twitter]]></category> <category><![CDATA[Web]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=595556</guid> <description><![CDATA[Nell&#8217;ultima settimana e mezza non c&#8217;è stato giornale, telegiornale o sito d&#8217;informazione che non abbia parlato di Twitter, libertà della Rete e tutto il cucuzzaro. Temo che chi ha un po&#8217; di notorietà confonda i &#8220;followers&#8221; con il consenso, che &#8211; va da sé &#8211; sono due cose profondamente differenti. Non sto qui a tediarvi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ultima settimana e mezza non c&#8217;è stato giornale, telegiornale o sito d&#8217;informazione che non abbia parlato di <strong>Twitter</strong>, libertà della Rete e tutto il cucuzzaro.</p><p>Temo che chi ha un po&#8217; di notorietà confonda i &#8220;<strong>followers</strong>&#8221; con il consenso, che &#8211; va da sé &#8211; sono due cose profondamente differenti. Non sto qui a tediarvi sul discorso &#8220;chi accetta il confronto diretto dei 140 caratteri, sa a cosa va incontro&#8221;. Mi sembra pacifico e siamo tutti d&#8217;accordo.</p><p>La cosa che trovo interessante &#8211; e per certi versi ridicola &#8211; è che determinati argomenti si affrontino solo quando a fare le spese di questa <strong>libertà</strong> (o eccesso di libertà) sono <strong>personaggi</strong> che tengono in mano le redini dell&#8217;informazione o della politica.</p><p>Facciamo finta che il dibattito si sia aperto per altri motivi (tipo che siamo un Paese moderno e attento e ci stiamo interrogando sull&#8217;effettiva funzione dei social e se ci siano aspetti da regolamentare).</p><p>Appena qualcuno parla di &#8220;regolamentazione&#8221; si grida alla censura. &#8220;Non esiste, la rete deve essere libera, ciascuno vi deve accedere, informarsi, dire la sua&#8221;.</p><p>Bene. Ma questo ha a che vedere con l&#8217;<strong>anonimato</strong>?</p><p>Cerchiamo di capirci. Il problema non è se qualcuno critica <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/09/enrico-mentana-lascia-twitter-colpa-dellanonimato-dilagante/588160/" target="_blank"><strong>Mentana</strong></a>, la <a href="http://www.repubblica.it/politica/2013/05/03/news/boldrini_intervista-57946683/" target="_blank"><strong>Boldrini</strong> </a>(odiose nel suo caso le offese) o il <strong>Trio Medusa.</strong> In questi casi &#8211; credo &#8211; la notorietà (sia chi ne ha tantissima, chi un briciolo come nel caso mio e dei miei soci) prevede anche la critica aspra.</p><p>Caso differente è l&#8217;insulto. L&#8217;essere personaggio pubblico non comporta il diritto di chiunque all&#8217;offenderti. Voi direte: mica sei obbligato a stare su Twitter. Io invece voglio starci, accettare il confronto. E ci metto, come sempre, la faccia.</p><p>Dov&#8217;è il problema per gli altri? Perché tu che attacchi ti devi nascondere?</p><p>Facciamo un altro esempio, forse più utile. Un po&#8217; di tempo fa c&#8217;è stato un concorso dedicato al mondo dei fans, in palio un incontro con i membri del gruppo &#8220;<strong>One Direction</strong>&#8220;. Questo concorso l&#8217;ha vinto una ragazza che è stata letteralmente coperta d&#8217;insulti e minacce di morte. Ha persino cambiato città, perché le era intollerabile vivere là dove veniva travolta da continui episodi di bullismo (dunque non solo cibernetico).</p><p>Ciascuno di noi, quando era a scuola, ha fatto o subìto una battuta scema. La cosa finiva al suonare della campanella, nella maggior parte dei casi. Ora no. L&#8217;insulto, la presa in giro, la derisione, continua sulla Rete. Pagine come &#8220;il mio compagno frocio + nome e cognome&#8221; sono tantissime. E&#8217; intollerabile.</p><p>Ci hanno fatto aprire la posta certificata (tra l&#8217;altro: che dobbiamo farci adesso?). Mi sembra che non sia difficile dire: vuoi aprire un account Twitter? Bene, fallo con quella mail, così so chi sei. Sei responsabile di quello scrivi.</p><p>Perché se mi offendi per strada posso querelarti e non posso se lo fai sulla rete? Limita in qualche modo la nostra libertà o semplicemente ci <strong>responsabilizza</strong>?</p><p>Ho sempre pensato che non si va alle manifestazioni a volto coperto. Ho sempre pensato che fosse giusto mettere sui caschi delle forze dell&#8217;ordine un numero di riconoscimento, come avviene in alcuni paesi all’estero. Chi non accetta queste regole ha già l&#8217;intenzione di giocare sporco.</p><p>Credi in quello che dici, negli slogan che urli? Mettici la faccia. Questa sì che mi sembra libertà.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/twitter-e-social-network-bisogna-metterci-faccia/595556/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Grillo, nuovo post contro il reato di vilipendio. &#8220;Napolitano senza commenti&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/napolitano-senza-commenti-grillo-nuovo-post-contro-reato-di-vilipendio/594565/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/napolitano-senza-commenti-grillo-nuovo-post-contro-reato-di-vilipendio/594565/#comments</comments> <pubDate>Wed, 15 May 2013 09:36:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category> <category><![CDATA[Censura]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[Rete]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=594565</guid> <description><![CDATA[&#8220;Chi può essere al sicuro di un’eventuale denuncia per una critica al presidente della Repubblica? Allora per difendersi l’unico mezzo è non scrivere più nulla. Bocche cucite. Dita bloccate sulla tastiera. Commenti oscurati”. Questo il contenuto del nuovo post sul blog di Beppe Grillo. Per la prima volta si tratta di un post senza commenti,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Chi può essere al sicuro di un’eventuale denuncia per una critica al <strong>presidente della Repubblica</strong>? Allora per difendersi l’unico mezzo è non scrivere più nulla. Bocche cucite. Dita bloccate sulla tastiera. Commenti oscurati”. Questo il contenuto del nuovo post sul blog di <strong>Beppe Grillo</strong>. Per la prima volta si tratta di un post senza commenti, dedicato alla vicenda dei 22 commentatori <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/14/grillo-vogliono-chiuderci-blog-resteremo-senza-informazione/594236/">indagati dalla procura di Nocera inferiore per &#8220;offesa all&#8217;onore e al prestigio del Presidente della Repubblica&#8221;</a> .</p><p>&#8220;Questo post, per evitare denunce a chicchessia &#8211; prosegue &#8211; sarà, per la prima volta nella storia del blog, senza possibilità di commento. In futuro, magari, diventerà la regola per tutta la Rete in Italia”. E questo perchè, premette, “22 persone sono indagate per “Offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica” dalla Procura di Nocera Inferiore. In sostanza sotto indagine per &#8216;vilipendio&#8217;, un termine che può racchiudere qualunque opinione, giudizio, valutazione ritenute offensive”.</p><p>Il post odierno cita poi un lungo passaggio di un post del 31 maggio 2012 nel quale si invitava <strong>Napolitano</strong> a chiedere la soppressione del reato: &#8220;Nell’Italia repubblicana esiste un reato che richiama l’assolutismo monarchico e la figura di <strong>Luigi XIV</strong>: il vilipendio del presidente della Repubblica. L’<strong>articolo 278</strong> del Codice penale lo riporta &#8216;Offese all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica. Chiunque offenda l&#8217;onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni&#8217;. Il reato di vilipendio deriva dal <strong>Codice Rocco</strong> del periodo fascista. Nel ventennio si tutelava dal delitto di lesa maestà la figura del re e di <strong>Mussolini</strong>, dal dopoguerra i presidenti della Repubblica. Il reato di vilipendio non è qualcosa rimasto sulla carta, a monito. E’ stato invocato innumerevoli volte, spesso dai partiti a scopi politici, e anche applicato. Il confine tra critica e vilipendio (&#8216;considerare vile&#8217;) è materia più indefinibile del sesso degli angeli. Inoltre un cittadino, perché il presidente della Repubblica sarà il primo dei cittadini, ma sempre cittadino rimane, non può essere più uguale degli altri di fronte alla legge. Invito il Presidente della Repubblica a chiedere l’abolizione dell’articolo 278 sconosciuto nella maggior parte delle democrazie occidentali”.</p><p>Già ieri, il leader del Movimento 5 Stelle aveva richiamato il tema durante un comizio a <strong>Barletta</strong>, dove il candidato del M5S sfiderà proprio l&#8217;ex portavoce di Giorgio Napolitano, <strong>Pasquale Cascella. </strong> “Se ci <strong>chiudono il blog</strong> resteremo senza informazione, non lo hanno fatto neanche in Cina”, aveva detto. Pochi giorni fa il ministro della Giustizia <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/12/offese-a-napolitano-su-blog-grillo-via-libera-della-cancellieri-al-pm/591374/" target="_self">Cancellieri aveva concesso alla procura l’autorizzazione a procedere</a>. “Se fanno una cosa simile e ci chiudono il blog – aveva concluso Grillo – se ne assumeranno la responsabilità perché noi siamo la democrazia”.</p><p>&#8220;Grillo deve avere collaboratori sonnacchiosi: non sanno nemmeno segnalare quel che Napolitano ha detto sul vilipendio” replica su Twitter <strong>Pasquale Cascella</strong>, ex portavoce del capo dello Stato, e oggi candidato sindaco per la città di Barletta, e rinvia a un intervento del capo dello Stato del 2009 in cui Napolitano invitava “chiunque abbia titolo per esercitare l’iniziativa legislativa” a “liberamente proporre l’abrogazione” dell’articolo 278 del codice penale. In quell&#8217;occasione &#8211; la<strong> giornata dell’informazione</strong> &#8211; Napolitano aveva anche detto: “Giudichino poi i cittadini che cosa è libertà di critica, e che cosa non lo è, nei confronti di istituzioni che dovrebbero essere tenute fuori della mischia politica e mediatica”. In un secondo tweet Cascella aggiunge: “Sonnacchiosi nel prendere quell&#8217;<strong>iniziativa legislativa</strong> suggerita da tempo da Napolitano tanto da far esporre un <strong>Grillo</strong> ignorante a Barletta”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/napolitano-senza-commenti-grillo-nuovo-post-contro-reato-di-vilipendio/594565/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Caso Boldrini: le leggi sul web ci sono ma sono uguali per tutti?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/caso-boldrini-leggi-sul-web-ci-sono-ma-sono-uguali-per-tutti/594181/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/caso-boldrini-leggi-sul-web-ci-sono-ma-sono-uguali-per-tutti/594181/#comments</comments> <pubDate>Wed, 15 May 2013 07:39:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Guido Scorza</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Blogger]]></category> <category><![CDATA[Foto]]></category> <category><![CDATA[Laura Boldrini]]></category> <category><![CDATA[Leggi]]></category> <category><![CDATA[Privacy]]></category> <category><![CDATA[Web]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=594181</guid> <description><![CDATA[E’ davvero conflittuale il rapporto tra il Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini ed il web. Mentre le polemiche sollevate dalle sue dichiarazioni a proposito dell’inadeguatezza delle attuali leggi a governare la circolazione dei contenuti online non si sono ancora placate, il neo Presidente della Camera torna a far parlare di sé e della...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E’ davvero conflittuale il rapporto tra il Presidente della Camera dei Deputati, <strong>Laura Boldrini ed il web</strong>. Mentre le polemiche sollevate dalle sue <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/03/boldrini-minacce-online-e-norma-per-controllo-sul-web-ma-legge-ce-gia/582278/" target="_blank">dichiarazioni a proposito dell’<strong>inadeguatezza delle attuali leggi</strong> a governare la circolazione dei contenuti online</a> non si sono ancora placate, il neo Presidente della Camera torna a far parlare di sé e della sua straordinaria preoccupazione per la propria immagine online.</p><p><strong>Alessandro M.,</strong> blogger emiliano, infatti – <a href="http://www.ilgiornale.it/news/interni/916999.html" target="_blank">stando a quanto racconta <em>Il Giornale</em></a> – si sarebbe visto piombare la polizia delle telecomunicazioni dentro casa per aver ri-pubblicato l’ormai famosa foto della donna somigliante al Presidente della Camera, a seno nudo, su una spiaggia, con un invito pubblico ad inviare all’On. Boldrini foto osé dello stesso genere. La polizia sarebbe stata inviata a casa del giovane blogger dalla Procura della Repubblica di Roma che, come è noto, ha già aperto un procedimento penale contro un giornalista che sarebbe stato il primo a postare la foto incriminata.</p><p>Sul punto è bene essere assolutamente chiari. Non c’è niente di strano né di scandaloso che giudici e forze dell’ordine indaghino in relazione a condotte come quella della quale si discute allo scopo di accertare se e quali reati siano stati commessi.</p><p>Si tratta, anzi, della migliore conferma dell’assoluta infondatezza delle preoccupazioni sollevate dall’On. Boldrini a proposito della presunta “<strong>anarchia del web</strong>” e della altrettanto presunta difficoltà di individuare i responsabili delle condotte illecite perpetrate online. Evidentemente – considerata la frenetica attività delle ultime settimane ed i risultati di magistratura e forze dell’ordine a tutela dell’immagine del Presidente della Camera dei Deputati – le leggi ci sono e giudici e poliziotti sono perfettamente in grado di applicarle e farle rispettare anche online.</p><p>Tanto chiarito, il punto però, questa volta è un altro.</p><p>Siamo sicuri che le leggi che ci sono <strong>siano uguali per tutti</strong> e che tutti i cittadini abbiano le stesse concrete possibilità di vederle applicate da parte di giudici e forze dell’ordine? La sensazione, ad osservare dall’esterno, i fatti di questi giorni è che, sfortunatamente, non sia così.</p><p>E’ difficile, infatti, credere che magistratura e polizia delle telecomunicazioni seguano con eguale zelo e tempestività tutte le vicende nell’ambito delle quali<strong> l’immagine di un cittadino qualunque</strong> – ma, forse, persino di un personaggio pubblico qualsiasi – appaia lesa attraverso la diffusione, online, di immagini osé e frasi inopportune, ineducate e sopra le righe.</p><p>Si tratta di un aspetto centrale della vicenda che vede coinvolto<strong> il Presidente della Camera dei Deputati.</strong></p><p>Sarebbe, infatti, gravissimo se emergesse che per garantire la tutela dell’immagine dell’On. Boldrini e cercare di frenare la diffusione online della famigerata immagine della sua “sosia” a seno nudo, magistratura e forze dell’ordine avessero distratto risorse ed energie che, invece, avrebbero potuto e dovuto essere dedicate al perseguimento di uno qualsiasi dei tanti illeciti – o presunti tali – ben più gravi che, proprio il Presidente della Camera dei Deputati ha denunciato, nei giorni scorsi, nel corso della propria intervista.</p><p><strong>Femminicidi, stalking online, minacce di morte e di stupro,</strong> incitamenti all’odio razziale, infatti, non hanno nulla a che vedere con la vicenda – benché anch’essa grave e biasimevole &#8211; al centro dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma che vede come parte lesa l’On. Laura Boldrini né con le visite che la polizia delle telecomunicazioni sta facendo ai tanti blogger che hanno postato e ripostato “l’immagine della vergogna”.</p><p>L’atteggiamento del Presidente della Camera dei Deputati, risulterebbe, straordinariamente contraddittorio: da una parte lamenta, nell’interesse comune, l’eccesso di violenza che resterebbe impunita online e dall’altro “esige” un’attenzione particolare da parte di magistratura e forze dell’ordine nella consapevolezza di distrarle dall’esercizio dei propri compiti nell’interesse di tutti gli altri cittadini “normali”.</p><p>E’ un dubbio che va fugato senza ritardo.</p><p>E’, urgente, che i Ministri della Giustizia e dell’Interno si presentino in Parlamento e chiariscano se la Procura della Repubblica di Roma abbia o meno riservato al “Caso Boldrini” un<strong> binario privilegiato</strong> e d’urgenza rispetto alle migliaia di altre denunce e querele, per fatti analoghi, da evadere e se altrettanto abbia fatto la polizia delle telecomunicazioni, dedicando alla vicenda dell’On. Boldrini maggiore e più tempestiva attenzione rispetto a quella riservata alle decine di migliaia di analoghe segnalazioni.</p><p>Rispondere a questa domanda è una questione fondamentale di civiltà e di democrazia che viene prima di qualsivoglia altra preoccupazione sulle regole del web.</p><p>Se il Paese dispone di leggi, giudici e poliziotti in grado di reprimere tanto tempestivamente il meno grave degli illeciti online, allora, sembra arrivato il momento di farla finita di rappresentare il web italiano come il più violento dei far west se, invece, così non è, il Presidente della Camera ed i Ministri della Giustizia e dell’Interno devono spiegare al Paese perché un onorevole cittadino ha diritto a leggi, giudici e polizia più solerti ed efficaci rispetto a quelli cui ha diritto un normale cittadino.</p><p>Dal Presidente della Camera dei Deputati, ci si aspetta che -come dovrebbe fare ogni buon comandante di nave &#8211; metta in salvo<strong> prima il resto del Paese</strong> e poi pensi a sé stessa e non che “approfitti” di ruolo e funzioni per salvare prima sé stessa – o meglio ancora la propria immagine online – e poi gli altri cittadini italiani.</p><p>Quanto sopra – val la pena scriverlo chiaramente per evitare di veder ingolfata l’attività della magistratura con un’ennesima querela per diffamazione proprio in relazione al contenuto di questo post – ovviamente, nei limiti in cui risultasse accertato che il Presidente della Camera abbia esercitato pressioni su forze dell’ordine o magistratura per accedere ad una corsia preferenziale di tutela.</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/caso-boldrini-leggi-sul-web-ci-sono-ma-sono-uguali-per-tutti/594181/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Rai, guarda chi si rivede: il conflitto d’interessi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/rai-guarda-chi-si-rivede-il-conflitto-dinteressi/594381/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/rai-guarda-chi-si-rivede-il-conflitto-dinteressi/594381/#comments</comments> <pubDate>Wed, 15 May 2013 07:35:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Antonio Verro]]></category> <category><![CDATA[Conflitto di interessi]]></category> <category><![CDATA[Governo Letta]]></category> <category><![CDATA[PDL]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=594381</guid> <description><![CDATA[Che “La guerra dei vent’anni” fosse un clamoroso flop (5,88 % di share con poco più di 1 milione e 400 mila telespettatori), lo si è capito dalla prima inquadratura: molto meglio se Berlusconi si fosse affidato per la seconda volta alle cure amorevoli di Barbara D’Urso. La manipolazione dei fatti travestita da giustizia ha...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Che “<a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/12/processo-ruby-e-disinformazione-in-onda-su-canale-5-la-verita-di-berlusconi/231997/" target="_blank">La guerra dei vent’anni</a>” fosse un clamoroso flop (5,88 % di share con poco più di 1 milione e 400 mila telespettatori), lo si è capito dalla prima inquadratura: molto meglio se <strong>Berlusconi</strong> si fosse affidato per la seconda volta alle cure amorevoli di Barbara D’Urso.</p><p>La <strong>manipolazione dei fatti travestita da giustizia</strong> ha ricordato la tv cilena della dittatura, raccontata nello straordinario film <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/08/no-i-giorni-dellarcobaleno-larrain-e-la-narrazione-storica-del-cile/587274/" target="_blank"><em>No. I giorni dell’arcobaleno</em> di Pablo Larraìn</a>. Gli stessi pensionati, che insieme ad Alfano, Santanchè, Brunetta, Lupi, formano la <em>claque</em> del Cavaliere (le inquadrature sulle bandiere del <strong>Pdl</strong> sparse e calpestate sulla piazza di Brescia nel dopo manifestazione sono state più eloquenti delle analisi dei soliti politologi), piuttosto che ascoltare le “balle” trasmesse da Canale 5 hanno preferito il più rassicurante <em>Un medico in famiglia</em> di Rai 1. Un’operazione mediatica che, pur avendo il sapore della disfatta, ha il merito di aver riportato il conflitto d’interessi all&#8217;ordine del giorno.</p><p><strong>Letta</strong> (chi tocca tv e giustizia è destinato alla morte politica), pur essendo ostaggio di Berlusconi, non potrà non rispondere alle interrogazioni del M5S e di Sel sulla necessità di avere una legge sul conflitto d’interessi. Mentre il <strong>governo ha detto no alla doppia indennità per i ministri</strong>, il Movimento di Grillo dimezza l’indennità parlamentare e discute sui rimborsi, gli eletti che hanno doppio incarico hanno l’obbligo di optare per una delle due, in <strong>Rai</strong> c’è un consigliere di amministrazione, <strong>Antonio Verro</strong>, amico di gioventù di Dell’Utri, ex dirigente all’Edilnord, assessore al demanio a Milano per Forza Italia, poi parlamentare e infine uomo di fiducia di Berlusconi nel cda della Rai.</p><p>Verro è autore di indimenticabili battaglie a favore dell’allontanamento dal servizio pubblico di Santoro, Fazio, Saviano, Dandini, Gabanelli, recentemente è salito alla ribalta dei media per essere stato tra i protagonista della diretta Rai del <strong>matrimonio di Valeria Marini</strong>. Il fido Verro, pur sapendo, come è accaduto nel primo mandato, che la carica di consigliere è eticamente incompatibile con quella di parlamentare (il 25 febbraio è stato eletto al Senato), da circa tre mesi mantiene le due cariche (compreso le indennità?) convinto di risolvere il conflitto d’interessi, non con le ovvie dimissioni, ma con l’astensione dal voto in cda.</p><p>Se il consigliere si è candidato significa che la scelta è quella di andare al Senato, ma siamo sicuri che dopo la nomina della Commissione di Vigilanza Berlusconi rinuncerà ad avere in Rai un così prezioso collaboratore?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/rai-guarda-chi-si-rivede-il-conflitto-dinteressi/594381/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Fatto Quotidiano, la festa a Taneto di Gattatico: l&#8217;informazione resiste</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/festa-del-fatto-a-taneto-di-gattatico-linformazione-resiste/592741/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/festa-del-fatto-a-taneto-di-gattatico-linformazione-resiste/592741/#comments</comments> <pubDate>Mon, 13 May 2013 17:41:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Franco Bassi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Festa del Fatto Quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Fuori Orario]]></category> <category><![CDATA[Il Fatto Quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Ilfattoquotidiano.it]]></category> <category><![CDATA[Informazione]]></category> <category><![CDATA[Informazione Libera]]></category> <category><![CDATA[Marco Travaglio]]></category> <category><![CDATA[Partiti]]></category> <category><![CDATA[Sindacati]]></category> <category><![CDATA[Taneto di Gattatico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=592741</guid> <description><![CDATA[Allora, raga, questo è un pezzo di spudorato elogio a Il Fatto Quotidiano. Quindi, considerato che da tanto tempo non scrivo in questo blog, vi prego: se avete qualcosa da dire contro il giornale, fatelo da un’altra parte, perché altrimenti poi mi demoralizzo e sto altri sei mesi senza scrivere niente. Ogni mattina, leggendo il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Allora, raga, questo è un pezzo di spudorato elogio a <strong>Il Fatto Quotidiano</strong>. Quindi, considerato che da tanto tempo non scrivo in questo blog, vi prego: se avete qualcosa da dire contro il giornale, fatelo da un’altra parte, perché altrimenti poi mi demoralizzo e sto altri sei mesi senza scrivere niente.</p><p>Ogni mattina, leggendo il giornale, io mi sento meno solo. È sempre stato così, ma da qualche mese a questa parte, non avendo più nessuno che mi rappresenti in <strong>Parlamento</strong>, l’unico punto di riferimento che mi impedisce di mettermi a coltivare un orto e pensare ai cazzi miei, è Il Fatto Quotidiano. E poi, io sono uno di quelli che, mal che vada, pensa all&#8217;orto e a poco altro&#8230;ma, secondo me, in giro c’è un sacco di gente che, non sapendo più in cosa credere, non avendo nessuno in cui riporre la propria fiducia e magari trovandosi anche in una situazione di <strong>disperazione economica</strong>, potrebbe fare cose ben peggiori.</p><p>La solitudine è una brutta bestia e oggi, purtroppo, continuano ad aumentare le persone che, pur essendo in una condizione simile a quella di milioni di altri, tendono a vivere da sole il proprio dramma, quasi come se fosse una colpa della quale vergognarsi. Ai <strong>partiti</strong>, che ogni giorno si riempiono la bocca di buoni propositi, non gliene frega assolutamente niente. Eccezion fatta per <strong>Landini</strong>, i <strong>sindacati</strong> sono talmente timidi da faticare perfino a indire uno sciopero generale.</p><p>Tutta l’informazione è impegnata nell&#8217;opera di <strong>pacificazione nazionale</strong>, nell&#8217;intento di farci digerire la più grossa porcata che mi sia mai capitata di vedere da quando sono al mondo. E, davvero, se non ci fosse Il Fatto, io mi sentirei decisamente in difficoltà.</p><p>Visto che, mai come in questi mesi, il <em>nostro</em> giornale è attaccato da tutti quanti, proprio perché resta l’unico a non voler rassegnarsi alla “normalizzazione” e dunque l’unico a raccontare ancora la realtà delle cose “in un paese di merda” (cito <strong>Marco Travaglio</strong>), io dico al Direttore, ai giornalisti tutti, di resistere e di andare avanti così. Ho come l’impressione che anche loro, ogni tanto, abbiano bisogno di una pacca sulle spalle e di un incoraggiamento ad andare avanti. Se così non fosse, tanto meglio. Ma se dovesse servire la mia pacca, eccola qua.</p><p>Dirò di più: all&#8217;ormai prossima <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/09/festa-de-il-fatto-quotidiano-al-fuori-orario/575183/" target="_blank"><strong>festa nazionale de Il Fatto Quotidiano</strong> (7-8-9 giugno)</a>, i giornalisti saranno come ogni anno a disposizione di tutti i lettori (altra rarità nel panorama dell’informazione attuale), e allora io propongo di venire in tanti a incontrarli!</p><p>Un abbraccio farà bene a loro, ma anche a noi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/festa-del-fatto-a-taneto-di-gattatico-linformazione-resiste/592741/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La delibera AgCom sui processi in Tv serviva solo a zittire Santoro?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/la-delibera-agcom-sui-processi-in-tv-serviva-solo-a-zittire-santoro/593064/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/la-delibera-agcom-sui-processi-in-tv-serviva-solo-a-zittire-santoro/593064/#comments</comments> <pubDate>Mon, 13 May 2013 17:35:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Nicola D'Angelo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Agcom]]></category> <category><![CDATA[Michele Santoro]]></category> <category><![CDATA[Processo Ruby]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=593064</guid> <description><![CDATA[Comizio di Berlusconi sui giudici di Milano in prima serata Tv. Tutto alla vigilia del processo Ruby. In nessun&#8217;altra parte del mondo sarebbe accaduto. L&#8217;imputato usa le sue reti per una controrequisitoria. Eppure, qualche norma esiste per impedire tutto questo. Si tratta degli articoli 3 e 7 del testo unico della radiotelevisione (d.lgs. n. 177/2005),...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/12/processo-ruby-e-disinformazione-in-onda-su-canale-5-la-verita-di-berlusconi/231997/" target="_blank">Comizio di Berlusconi sui giudici di Milano in prima serata Tv</a>. Tutto alla vigilia del processo Ruby. In nessun&#8217;altra parte del mondo sarebbe accaduto. L&#8217;imputato usa le sue reti per una controrequisitoria. Eppure,<strong> qualche norma esiste per impedire tutto questo</strong>. Si tratta degli articoli 3 e 7 del testo unico della radiotelevisione (d.lgs. n. 177/2005), disposizioni quest’ultime che tendono ad assicurare le necessarie condizioni di imparzialità nell&#8217;informazione televisiva. In base a queste norme le trasmissioni di informazione, compresi i telegiornali, le rubriche e le trasmissioni di approfondimento, sono tenute ad assicurare l’equilibrio delle presenze politiche, ad evitare che i conduttori dei programmi abbiano un comportamento fazioso, ad essere obiettive.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Ma è soprattutto <strong>l&#8217;atto di indirizzo sulla rappresentazione dei processi in Tv</strong> (delibera Agcom 13/08/CSP) ad essere stato clamorosamente violato. Per chi non lo ricorda, si tratta di un provvedimento<strong> voluto per colpire Santoro e le sue docufiction</strong>. Molto scalpore destò allora l&#8217;intervento dell&#8217;Agcom e dunque ci sarebbe aspettati che oggi qualcuno lo ricordasse: &#8220;chi di spada ferisce di spada perisce&#8221;. Ed invece nulla. Le disposizioni dell&#8217;atto di indirizzo, presidiato da un apposito comitato, sono però chiare. Cito l&#8217;incipit: &#8220;le emittenti radiotelevisive pubbliche e private […]sono tenute a garantire l’osservanza dei principi normativi di obiettività, completezza, lealtà e imparzialità dell’informazione, rispetto delle libertà e dei diritti individuali, ed in particolare della dignità della persona e della tutela dei minori, in tutte le trasmissioni che hanno ad oggetto la rappresentazione di vicende e fatti costituenti materia di procedimenti giudiziari in corso, quale che sia la fase in cui gli stessi si trovino.&#8221; Ed ancora: &#8220;&#8230;. la cronaca giudiziaria deve sempre rispettare i principi di obiettività, completezza, correttezza e imparzialità dell’informazione e di tutela della dignità umana […]e rifuggendo da aspetti di spettacolarizzazione suscettibili di portare a qualsivoglia forma di &#8220;divizzazione&#8221; dell’indagato, dell’imputato o di altri soggetti del processo&#8221;. Infine, la violazione di tutte queste disposizioni é sanzionabile con <strong>pesanti multe</strong>. Chi è il giudice del caso? Ovviamente la stessa Agcom. Per anni ho denunciato il vilipendio delle regole, mentre si tentava di chiudere trasmissioni scomode, ora sarebbe il caso che qualcuno prenda il testimone ed invochi il rispetto della legge da parte degli stessi che allora la vollero e oggi la violano.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Due brevi considerazioni finali. In questi ultimi tempi si è molto parlato, meglio straparlato, della pericolosa anarchia della rete. Ma dell’anarchia, nel senso di assenza di regole, della televisione <strong>nessuno si duole</strong>.</p><p style="text-align: left;" align="LEFT">La seconda: quello che è successo ieri è la <strong>plateale manifestazione del conflitto di interessi</strong>. Trattasi tuttavia di argomento archiviato per il bene della pacificazione, visto l’assordante silenzio del c.d. centrosinistra.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/la-delibera-agcom-sui-processi-in-tv-serviva-solo-a-zittire-santoro/593064/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Utenti sostenitori de Ilfattoquotidiano.it, nasce il blog con i vostri post</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/utenti-sostenitori-de-ilfattoquotidiano-it-nasce-blog-con-vostri-post/592656/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/utenti-sostenitori-de-ilfattoquotidiano-it-nasce-blog-con-vostri-post/592656/#comments</comments> <pubDate>Mon, 13 May 2013 16:09:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Abbonamenti Il Fatto Quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Ilfattoquotidiano.it]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=592656</guid> <description><![CDATA[Nei giorni scorsi, Ilfattoquotidiano.it ha lanciato la campagna utente sostenitore per coinvolgere i lettori nell’ideazione dei servizi e chiedere di partecipare, a chi può e lo vuole, al nostro progetto con un piccolo contributo economico: un abbonamento volontario da 3 euro e 99 centesimi al mese. Tra le idee che ci avete suggerito c&#8217;è quella...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/03/utenti-sostenitori-per-ilfattoquotidiano-it-che-vuole-crescere-ancora/580838/"><em>Ilfattoquotidiano.it</em> ha lanciato la campagna utente sostenitore</a> per coinvolgere i lettori nell’ideazione dei servizi e chiedere di <strong>partecipare</strong>, a chi può e lo vuole, al nostro progetto con un piccolo contributo economico: <a href="http://shop.ilfattoquotidiano.it/products-page/negozio/diventa-utente-sostenitore-de-ilfattoquotidiano-it/" target="_self">un abbonamento volontario da <strong>3 euro e 99 centesimi</strong> al mese</a>. Tra le idee che ci avete suggerito c&#8217;è quella di un<strong> blog utente sostenitore</strong> dove verranno ospitati (dopo una selezione) gli interventi di chi ha deciso di contribuire alla crescita e allo sviluppo del nostro sito.</p><p>Gli utenti sostenitori potranno quindi inviare i loro contributi all&#8217;indirizzo mail dedicato che verrà comunicato, cercando di esporre il tema o le riflessioni con chiarezza (e sintesi&#8230;). I contributi verranno inseriti nel nuovo blog collettivo dei nostri utenti sostenitori.</p><p>Le segnalazioni, invece, potete inviarle come sempre alla redazione web <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/contatti/scrivi-alla-redazione/">compilando il form che trovate <strong>qui</strong></a>. L&#8217;appuntamento con la redazione è fissato per mercoledì alle 16, con la riunione in streaming.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/utenti-sostenitori-de-ilfattoquotidiano-it-nasce-blog-con-vostri-post/592656/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Speciale Ruby, il conflitto delle intelligenze</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/speciale-ruby-il-conflitto-delle-intelligenze/592693/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/speciale-ruby-il-conflitto-delle-intelligenze/592693/#comments</comments> <pubDate>Mon, 13 May 2013 13:50:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Catozzella</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Canale 5]]></category> <category><![CDATA[Conflitto di interessi]]></category> <category><![CDATA[Governo Letta]]></category> <category><![CDATA[Processo Ruby]]></category> <category><![CDATA[Ruby]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=592693</guid> <description><![CDATA[Non c’è molto da girarci attorno. E la cosa ancora più sconvolgente è il fatto che non ci siano state dichiarazioni istituzionali a seguito di ciò che è accaduto domenica sera in prima serata su Canale5. È un evento epocale anche per noi cittadini italiani abituati a convivere con mentalità, dichiarazioni e logiche mafiose, corrotte...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Non c’è molto da girarci attorno. E la cosa ancora più sconvolgente è il fatto che non ci siano state dichiarazioni istituzionali a seguito di ciò che è accaduto <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/caso-ruby-grande-inganno-di-canale-5-scomparsi-fatti-sgraditi-a-berlusconi/592002/" target="_blank">domenica sera in prima serata su Canale5</a></span></span>.</p><p>È un evento epocale anche per noi cittadini italiani abituati a convivere con mentalità, dichiarazioni e logiche mafiose, corrotte ed evasive (delle tasse) e quindi nati e coltivati in un humus in cui l’illegalità è la regola e la furbizia e il ladrocinio un vanto.</p><p>Ma quanto avvenuto ieri sera non ha precedenti. Su una delle principali reti televisive italiane è andata in onda (con basso audience) l’arringa difensiva <em>pro populo</em> a favore di un imputato che possiede quella stessa rete tv e che è l’ex primo ministro e fondatore e <em>deus ex machina</em> di uno dei partiti attualmente al governo.</p><p>Questo è un atto degno di una<strong> dittatura sudamericana</strong>, non c’è altro modo per definirlo.</p><p>Come è possibile che non si sia levata neppure una voce istituzionale? Forse perché parlare oggi vorrebbe dire essere costretti a nominare <em>l’innominabile</em> (oggi più che mai, da quando il Pdl è il saggissimo ago della bilancia del governo), ovvero il <em>conflitto di interessi</em>.</p><p>È pur vero che noi italiani siamo stati abituati a ingoiare qualunque tipo di pastiglia, per cui il risultato è la totale assuefazione a qualunque scempio <strong>della sovranità popolare delle intelligenze</strong>. Ma dovremmo tenere a mente che dichiarazioni istituzionali per uno scempio del genere rimangono un elemento necessario e nutriente della democrazia.</p><p><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/governo-enrico-letta-commissione-di-esperti-per-riforme-istituzionali/592418/" target="_blank">Nel programma per i primi 100 giorni di governo</a></span></span> non compaiono le voci<strong> mafia, evasione fiscale e corruzione</strong>. Quello di cui tutti i leader politici parlano, il tanto acclamato tema del lavoro non può essere separato da queste tre voci. Sono mafia, evasione fiscale e corruzione che erodendo ogni anno un quarto del nostro Pil erodono migliaia di posti di lavoro. Lo sanno tutti gli specialisti in materia, lo sanno gli osservatori internazionali, eppure <strong>di legalità non si riesce a parlare.</strong></p><p>Che queste tre parole non siano presenti nel primo programma di governo è già gravissimo, e segnale della temperatura di questo esecutivo “di scopo”. Ma che addirittura saltino le parole e le indignazioni per una così grande offesa delle intelligenze e della libertà delle coscienze è davvero preoccupante.</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/speciale-ruby-il-conflitto-delle-intelligenze/592693/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La rete e la nuova sinistra cosmopolita</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/rete-e-nuova-sinistra-cosmopolita/592575/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/rete-e-nuova-sinistra-cosmopolita/592575/#comments</comments> <pubDate>Mon, 13 May 2013 12:54:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Elio Matassi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Centrosinistra]]></category> <category><![CDATA[Democrazia Partecipativa]]></category> <category><![CDATA[Salvatore Settis]]></category> <category><![CDATA[Stefano Rodotà]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=592575</guid> <description><![CDATA[Le elezioni politiche del 24-25 febbraio 2013 hanno messo a nudo in maniera irreversibile la crisi del centrosinistra italiano, una crisi che ha radici lontane, databili nei primi anni Sessanta, quando maturò la prima esperienza di centrosinistra accompagnata dalla particolare esperienza politica di “Comunità” – un laboratorio straordinario di progettualità e innovazione costruito da Adriano...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>elezioni politiche</strong> del 24-25 febbraio 2013 hanno messo a nudo in maniera irreversibile la <strong>crisi del centrosinistra italiano</strong>, una crisi che ha radici lontane, databili nei primi anni Sessanta, quando maturò la prima esperienza di centrosinistra accompagnata dalla particolare esperienza politica di <a href="http://www.fondazioneadrianolivetti.it/pubblicazioni.php?id_pubblicazioni=264" target="_blank">“Comunità” – un laboratorio straordinario di progettualità e innovazione costruito da Adriano Olivetti</a>. Un laboratorio non adeguatamente messo a fuoco dalla classe dirigente di quegli anni che consunse in un&#8217;<em>impasse</em> la prospettiva dello stesso centrosinistra. Oggi le forze politico-culturali più avvertite tornano a parlarne, da <strong>Salvatore Settis</strong>, che, nella recensione alla ristampa del volume del 1959 di Olivetti, <em>Il cammino della comunità</em>, apparsa all&#8217;interno del supplemento culturale del Sole 24 ore di domenica 5 maggio 2013, parla di “Democrazia molecolare ”, fino a <strong>Stefano Rodotà</strong>, che si riferisce a dimensioni di “comunitarismo radicale”. E’ come se ci fosse un parallelismo stretto tra le prospettive aperte nei primi anni Sessanta e quelle precedenti e immediatamente successive alle politiche del 2013; in entrambi i casi al preannuncio di un profondo cambiamento è seguita una fase di progressiva consunzione di quelle energie propulsive.</p><p>In un bel libro di amplissimo spettro, <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788860368607/mezza-michele/avevamo-luna-italia.html" target="_blank">Avevamo la luna. L’Italia del miracolo sfiorato vista cinquant’anni dopo</a></em> (Donzelli 1013), <strong>Michele Mezza</strong> pone con la dovuta radicalità il problema del <strong>fallimento</strong> – quello degli anni Sessanta e questo immediatamente contemporaneo – individuandone le ragioni nella mancata valorizzazione della <strong>innovazione</strong>, ieri dell’esperienza informatica di “Comunità”, oggi del web.</p><p>Michele Mezza, assumendo una posizione diametralmente inversa a quelli che possono essere definiti i trotskisti della rete – si veda il caso esemplare del bielorusso <strong>Evgeni Morozov</strong> (<a href="http://www.ibs.it/code/9788875782610/morozov-evgeny/ingenuit-a-della-rete-il.html" target="_blank"><em>L’ingenuità della rete. Il lato oscuro della libertà di internet</em>, Codice Edizioni, Torino 2011</a>) – ossia di coloro che considerano la <strong>rete come fattore di crisi della democrazia</strong> e, in particolare, di quella partecipativa, ricostruisce un itinerario speculativo tutto italiano, speculare a quello prospettato da Roberto Esposito nel suo <em>Pensiero vivente. Origine attualità della filosofia italiana</em> (Einaudi, Torino 2011). Un percorso che, a partire da Pico della Mirandola, Niccolò Machiavelli, Giordano Bruno, ha avuto il merito di cogliere <em>ante litteram</em> il valore antifondamentalista della configurazione reticolare. Si pensi, per esempio, a un contesto delle <em>Opere magiche</em> di Bruno come il seguente: “nell&#8217;infinito spazio possiamo definire centro tutti i punti o nessun punto: per questo lo definiamo sfera, il cui centro è ovunque”, dove è molto trasparente un’analogia con la rete e con la sua capacità di indebolire le gerarchie verticali del potere e del sapere.</p><p>Infine, un altro autore della tradizione italiana, in questo caso un contemporaneo, <strong>Antonio Negri</strong>, che, nel terzo volume della sua trilogia, <em>Comune: oltre il privato e il pubblico</em>, individua due aspetti assolutamente sconvolgenti per la <strong>scolastica della sinistra</strong>, ossia, in primo luogo, la prevalenza dei fattori immateriali su quelli materiali nelle nuove produzioni industriali e, in secondo luogo, in modo ancora più significativo, l’inversione di oggetto e soggetto del fattore lavoro. A tale proposito – chiosa con estremo acume in proposito Michele Mezza – “Nella nuova geometria produttiva del social network il produttore diventa un agente negoziale che contende, in condizioni pressoché paritarie, all&#8217;impresa, il primato e la titolarità del prodotto” (p. 127).</p><p>Non si possono non raccogliere le suggestioni culturali e politiche che emergono in profondità dal libro di Mezza, nell&#8217;auspicio di una nuova sinistra<strong> finalmente consapevole dell’innovazione radicale prospettata dal web</strong>, una sinistra nel segno di un rinnovato cosmopolitismo contrassegnato dalla rete, che riesca a governare un’epoca quanto mai controversa e complessa come quella che stiamo vivendo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/rete-e-nuova-sinistra-cosmopolita/592575/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Minified using memcached
Page Caching using memcached (User agent is rejected)
Object Caching 2111/2145 objects using memcached
Content Delivery Network via st.ilfattoquotidiano.it

Served from: www.ilfattoquotidiano.it @ 2013-05-19 05:00:45 -->