<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; WWF</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/wwf/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description>News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia</description> <lastBuildDate>Sat, 25 May 2013 21:08:16 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Ponte sullo Stretto, una costosissima bufala sempre di moda</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/28/ponte-sullo-stretto-costosissima-bufala-sempre-di-moda/515727/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/28/ponte-sullo-stretto-costosissima-bufala-sempre-di-moda/515727/#comments</comments> <pubDate>Thu, 28 Feb 2013 10:29:56 +0000</pubDate> <dc:creator>WWF</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Calabria]]></category> <category><![CDATA[Ponte sullo Stretto]]></category> <category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category> <category><![CDATA[Salerno-Reggio Calabria]]></category> <category><![CDATA[Sicilia]]></category> <category><![CDATA[WWF]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=515727</guid> <description><![CDATA[Proprio in questi giorni le associazioni ambientaliste, con in prima fila il Wwf, hanno scongiurato l’ennesimo accanimento terapeutico per tenere in vita il progetto del Ponte anche se la storia ancora non è finita. E’ esattamente dal 1971 che questo Paese si trastulla, mentre la Penisola si disgrega e il Sud agonizza, con il giocattolino del Ponte sullo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Proprio in questi giorni le associazioni ambientaliste, con in prima fila il <strong>Wwf</strong>, hanno scongiurato l’ennesimo <a href="https://www.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=32592&amp;parent=12269&amp;content=1 ," target="_blank">accanimento terapeutico per tenere in vita il progetto del Ponte</a> anche se la storia ancora non è finita. E’ esattamente dal 1971 che questo Paese si trastulla, mentre la Penisola si disgrega e il Sud agonizza, con il giocattolino del <strong>Ponte sullo Stretto di Messina</strong> tra Scilla e Cariddi.</p><p>Un divertimento che ha già fatto sprecare almeno 230 milioni di euro (del 2010) in studi e progettazioni. Prima lo volevano fare a piloni ma hanno scoperto che c’erano problemi costruttivi e, poi, dal 2003 la Stretto di Messina SpA, la concessionaria pubblica, che vive sulle nostre spalle, ha proposto la realizzazione, alla modica cifra di 8,5 miliardi di euro (oltre mezzo punto del famoso Pil), di un ponte sospeso, ad unica campata di 3,3 km di lunghezza, sorretto da torri di circa 400 metri di altezza, che serva a far passare sia le auto che i treni, in una delle aree a più elevato rischio sismico del Mediterraneo e di maggior pregio naturalistico e paesaggistico d’Europa.</p><p>Non basterebbe il buon senso a scoraggiare tale immensa corbelleria  di cui nessuno ad oggi è riuscito a dimostrare la fattibilità tecnica e la <strong>sostenibilità economico-finanziaria</strong>? Evidentemente non è sufficiente, se ancora oggi ci viene proposta questa bufala nonostante che, sia la Calabria che la Sicilia, siano praticamente scollegate dal sistema dei trasporti nazionali, a meno che non si prenda l’aereo. Avete mai provato a prendere un treno che parta da Palermo, Messina o Reggio Calabria per arrivare non tanto al Nord (come Totò e Peppino) ma a Roma? Anche le corse dei traghetti sono ridotte all’osso. E se provate ad avventurarvi sull’A3 <strong>Salerno-Reggio Calabria</strong> in auto o in pullman potete anche raccomandare il vostro destino ad ognissanti.</p><p>E’ quindi di certa suggestione l’idea che si pensi di costruire un ipotetico ponte peraltro irraggiungibile, investendo 8,5 miliardi di euro che potrebbero essere meglio impiegati per potenziare la linea tirrenica ferroviaria tra Battipaglia e Reggio Calabria, a chiudere i cantieri dell’A3 e della SS106 Ionica o a potenziare le linee ferroviarie che collegano Messina a Palermo e Catania.</p><p>Se poi fosse vero, cosa alquanto dubbia, che il ponte possa resistere ad un potente terremoto,  ironia della sorte vorrebbe che l’<strong>opera fantasma</strong> non potrebbe che collegare due immensi cimiteri, visto che solo il 25% delle costruzioni di Messina e Reggio Calabria sono costruite rispettando le norme antisismiche.</p><p>Ma anche questo è irrilevante per l’italico genio che vuole battere tutti i record, anche quello che ha sinora impedito, viste le attuali conoscenze tecniche, di fare ponti stradali e ferroviari ad unica campata non più lunghi di 1 chilometro: il ponte più lungo esistente al mondo con analoghe caratteristiche è quello del Minami Bisan-Seto in Giappone, di 1118 metri di lunghezza. Ma come si sa i giapponesi sono <em>strani.</em><em> </em></p><p><strong>Stefano Lenzi – responsabile ufficio relazioni istituzionali WWF Italia</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/28/ponte-sullo-stretto-costosissima-bufala-sempre-di-moda/515727/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Per salvare i pesci tira fuori l’artista che è in te!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/24/per-salvare-pesci-tira-fuori-lartista-che-e-in-te/478815/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/24/per-salvare-pesci-tira-fuori-lartista-che-e-in-te/478815/#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 Jan 2013 09:51:52 +0000</pubDate> <dc:creator>WWF</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Campagna]]></category> <category><![CDATA[Leggi]]></category> <category><![CDATA[Mare]]></category> <category><![CDATA[Pesca]]></category> <category><![CDATA[Unione Europea]]></category> <category><![CDATA[WWF]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=478815</guid> <description><![CDATA[Non serve essere Giotto per fare un disegno colorato e allegro per mostrare il proprio sostegno alla Campagna europea in difesa del mare. A febbraio il Parlamento europeo deciderà se riformare in modo più sostenibile le attività di pesca. Per decenni, infatti, i nostri mari e gli stock ittici sono stati maltrattati e degradati. Due terzi sono soggetti...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Non serve essere Giotto per fare un disegno colorato e allegro per mostrare il proprio sostegno alla <strong>Campagna europea in difesa del mare</strong>.</p><p>A febbraio il Parlamento europeo deciderà se riformare in modo più sostenibile<strong> le attività di pesca</strong>. Per decenni, infatti, i nostri mari e gli <strong>stock ittici</strong> sono stati maltrattati e degradati. Due terzi sono soggetti a <strong>sovra-sfruttamento</strong> - i politici li hanno spinti al limite del fallimento – e a rischio ci sono sia i pesci che lo stesso settore della pesca. </p><p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/01/PAINTAFISH_FRANCESCA.png?adf349"><img class="alignleft size-medium wp-image-478819" title="PAINTAFISH- WWF" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/01/PAINTAFISH_FRANCESCA-300x156.png?adf349" alt="PAINTAFISH- WWF" width="300" height="156" /><noscript><img class="alignleft size-medium wp-image-478819" title="PAINTAFISH- WWF" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/01/PAINTAFISH_FRANCESCA-300x156.png?adf349" alt="PAINTAFISH- WWF" width="300" height="156" /></noscript></a>Ora, finalmente, c&#8217;è la possibilità di cambiare tutto questo, spingendo l’Europa a votare <strong>entro la fine del 2013 l&#8217;adozione di un nuovo quadro normativo</strong>, che porti ad una pesca realmente sostenibile sul piano ambientale ed economico. </p><p>Per garantire la salute dei mari e del settore, occorre consentire il recupero degli stock ittici entro il 2015, ma ci sono potenti interessi che vogliono ritardare questa decisione. Se le cose non cambiano, sarà un disastro per l&#8217;ambiente marino, gli stock ittici e anche per i pescatori.</p><p>Per questo con <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/greenpeace/" target="_blank">Greenpeace</a> e molte altre associazioni internazionali abbiamo promosso questa campagna, ora anche in italiano, per chiedere ai cittadini di <strong>scrivere ai parlamentari del proprio Paese</strong> a sostegno della riforma della pesca, allegando un colorato disegno.</p><p><a href="http://mediterraneo.wwf.it/" target="_blank">Per partecipare, visita il sito della campagna. </a></p><p><a href="http://campaigns.wwf.org.uk/ea-action/action?ea.client.id=14&#038;ea.campaign.id=18441" target="_blank">Per dipingere online, invece, vieni a trovarci qui</a>.  </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/24/per-salvare-pesci-tira-fuori-lartista-che-e-in-te/478815/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L’ultima spiaggia del Governo sulle concessioni balneari</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/04/lultima-spiaggia-del-governo-sulle-concessioni-balneari/435688/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/04/lultima-spiaggia-del-governo-sulle-concessioni-balneari/435688/#comments</comments> <pubDate>Tue, 04 Dec 2012 16:39:42 +0000</pubDate> <dc:creator>WWF</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Concessione Balneare]]></category> <category><![CDATA[Spiagge]]></category> <category><![CDATA[Stabilimenti Balneari]]></category> <category><![CDATA[WWF]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=435688</guid> <description><![CDATA[Incassata una sconfitta al Senato sulle concessioni balneari, ora l’ultima spiaggia per il Governo resta il maxiemendamento che gli permetterà di rivedere la miniprorogra di 5 anni, dal 2015 al 2020, approvata dalle Commissioni Bilancio e Industria. La norma, frutto di un emendamento bipartisan presentato nei giorni scorsi dai senatori Simona Vicari (Pdl) e Filippo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Incassata una <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/04/dl-sviluppo-governo-battuto-spiagge-ok-proroga-balneare-cinque-anni/435239/" target="_blank">sconfitta al Senato sulle concessioni balneari</a></strong>, ora l’ultima spiaggia per il Governo resta il maxiemendamento che gli permetterà di rivedere la <strong>miniprorogra di 5 anni</strong>, dal 2015 al 2020, approvata dalle Commissioni Bilancio e Industria. La norma, frutto di un emendamento bipartisan presentato nei giorni scorsi dai senatori Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd) della Commissione Industria, inizialmente prevedeva addirittura una proroga di 30 anni, dal 2015 al 2045.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Nonostante allo stato attuale si sia arrivati ad una riduzione del tempo delle concessioni, è fondamentale che il Governo non ceda e s’impegni affinché il termine resti al 31 dicembre 2015. In questo modo, infatti, l’esecutivo non solo direbbe no al rischio di un nuovo scempio ambientale, con una prolungata &#8211; o addirittura ulteriore &#8211; cementificazione delle coste, ma <strong>garantirebbe il rispetto della direttiva europea</strong> sulla libera concorrenza ‘Bolkestein’ (che impone un’asta pubblica per l’assegnazione delle concessioni), evitando così all&#8217;Italia il rischio di nuova sanzione da parte dell’Unione Europea per violazione delle norme. Il governo dei tecnici, inoltre, rispetterebbe così anche il proprio mandato di contribuire a sanare i conti dello Stato italiano, tra l’altro in un periodo di piena crisi economica.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Sull&#8217;impatto ambientale delle infrastrutture sulle coste, i numeri parlano chiaro: secondo il <a href="http://www.wwf.it/UserFiles/File/News%20Dossier%20Appti/SPIAGGEITALIA_13lug12_PDF.pdf" target="_blank">dossier Wwf Italia</a> “Spiagge d’Italia: bene comune, affari per pochi”, un viaggio lungo le rive di 15 regioni costiere realizzato quest’anno grazie all&#8217;aiuto dei volontari Wwf &#8211; sui nostri litorali ci sono 12mila stabilimenti balneari (erano 5.368 nel 2001), uno ogni 350 metri, per un totale di almeno 18.000.000 metri quadri e 900 km occupati – ovvero quasi un quarto della costa idonea alla balneazione (lo sono 4.000 km sugli 8.000 km di coste italiane). Un giro di affari che interessa 30.000 aziende e circa 600.000 operatori (indotto compreso), con <strong>canoni spesso irrisori rispetto ai reali profitti</strong> delle strutture attuali (un tempo valevano per l’affitto di sdraio e ombrelloni, ora per ‘cittadelle permanenti’ di servizi commerciali, piscine, negozi…), favorito da un’applicazione normativa sulle aree demaniali che ha travalicato lo spirito della legge.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Riguardo al risvolto occupazionale, per salvaguardare le imprese familiari ed il loro legame con il territorio, occorre individuare una forma di applicazione della direttiva Bolkestein dove l’elemento  di valutazione, ai fini dell’assegnazione di un area demaniale, non può essere la sola offerta economica,  ma la scelta di un progetto di gestione indirizzato ispirato a criteri di sostenibilità, salvaguardia, promozione territoriale, qualità dei servizi, legame dell’impresa col territorio. </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/04/lultima-spiaggia-del-governo-sulle-concessioni-balneari/435688/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il consumo del suolo e la &#8220;breccia di Porta Pia&#8221; del ministro Catania</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/27/consumo-del-suolo-e-breccia-di-porta-pia-del-ministro-catania/307828/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/27/consumo-del-suolo-e-breccia-di-porta-pia-del-ministro-catania/307828/#comments</comments> <pubDate>Fri, 27 Jul 2012 12:26:07 +0000</pubDate> <dc:creator>WWF</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Agricoltura]]></category> <category><![CDATA[Biodiversità]]></category> <category><![CDATA[Cementificazione]]></category> <category><![CDATA[Consumo di Suolo]]></category> <category><![CDATA[Tutela del Paesaggio]]></category> <category><![CDATA[WWF]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=307828</guid> <description><![CDATA[Oggi la lotta al consumo del suolo e alla cementificazione è entrata nel “Palazzo”. Il ministro delle Politiche agricole e forestali, Mario Catania, ha incontrato diverse associazioni ambientaliste, tra cui il Wwf Italia, per un confronto sul cosiddetto disegno di Legge ‘blocca-cemento’ che Catania ha presentato martedì scorso a Roma definendolo appunto una ‘bozza-aperta’. Una breccia di Porta...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/27/consumo-del-suolo-e-breccia-di-porta-pia-del-ministro-catania/307828/riutilizziamo-litalia/" rel="attachment wp-att-307831"><img class="alignleft size-full wp-image-307831" title="Riutilizziamo l'Italia, logo campagna Wwf" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/07/Riutilizziamo-lItalia.png?adf349" alt="Riutilizziamo l'Italia, logo campagna Wwf" width="300" height="206" /><noscript><img class="alignleft size-full wp-image-307831" title="Riutilizziamo l'Italia, logo campagna Wwf" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/07/Riutilizziamo-lItalia.png?adf349" alt="Riutilizziamo l'Italia, logo campagna Wwf" width="300" height="206" /></noscript></a>Oggi la<strong> lotta al consumo del suolo</strong> e alla cementificazione è entrata nel “Palazzo”. Il ministro delle Politiche agricole e forestali, <strong>Mario Catania</strong>, ha incontrato diverse associazioni ambientaliste, tra cui il Wwf Italia, per un confronto sul cosiddetto<strong> disegno di Legge ‘blocca-cemento’ </strong>che Catania ha presentato martedì scorso a Roma definendolo appunto una ‘bozza-aperta’. Una breccia di Porta Pia che il movimento ambientalista è riuscito ad aprire in una delle stanze dei bottoni proprio su una questione che si configura come una vera e propria piaga del sistema Italia, su cui gli <strong>interessi delle lobby</strong> del cemento si scontrano da sempre con quelli della collettività e s’intrecciano troppo spesso con le istanze della criminalità organizzata ai danni delle economie locali e dell’ambiente. Tra la proposte avanzate nel testo sono tre in particolare i punti strategici:</p><ul><li>la norma che stabilisce un <strong>tetto massimo alla superficie agricola edificabile</strong>; </li><li><strong>l’abrogazione della disposizione</strong> che consente ai Comuni di coprire le spese correnti con le entrate <strong>derivanti dal pagamento degli oneri di urbanizzazione</strong>; </li><li>il<strong> vincolo decennale di destinazione d’uso per i terreni agricoli,</strong> che abbiano ricevuto aiuti comunitari e statali. </li></ul><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Mobilitazione dal basso,<strong> processo decisionale partecipato</strong> e proposte concrete<strong>: </strong>se tutti questi passi finora compiuti fossero sempre applicati, insieme alla vigilanza sulle regole già esistenti, ci troveremmo davanti ad un caso esemplare di partecipazione democratica. La breccia di Porta Pia non può esaurirsi qui. La <strong>spinta ambientalista</strong>, e della società civile tutta, dovrà proseguire a tutti i livelli, dal <strong>presidio sul territorio</strong> di ogni giorno - contro un edificio abusivo o una variante urbanistica ‘sospetta’ - fino al confronto nel Palazzo, con una forza e velocità crescenti. Perché è ad una velocità e forza crescenti che il nostro territorio viene fagocitato, e con esso anche la <strong>biodiversità</strong>, il paesaggio e i tesori naturalistici del nostro “Belpaese”. <a href="http://wwf.it/UserFiles/File/News%20Dossier%20Appti/ConsumoSuolo_DossierWWF_FAI.pdf" target="_blank">Secondo, infatti, il dossier Fai – Wwf “Terra Rubata – <em>Viaggio nell’Italia che scompare</em></a><a href="http://wwf.it/UserFiles/File/News%20Dossier%20Appti/ConsumoSuolo_DossierWWF_FAI.pdf" target="_blank">”</a> il<strong> consumo di suolo </strong>nei prossimi 20 anni sarà<strong> oltre 75 ettari al giorno</strong> con un’urbanizzazione <strong>pro capite </strong>che già oggi è di <strong>pari a 230 mq</strong> per abitante, al punto che in Italia non si può tracciare un diametro di 10 km senza intercettare un nucleo urbano<strong>.</strong></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Una <a href="http://www.wwf.it/riutilizziamolitalia" target="_blank">proposta concreta targata Wwf è la</a><strong><a href="http://www.wwf.it/riutilizziamolitalia" target="_blank"> campagna “RiutilizziAMO l’Italia</a>” </strong>con cui l’associazione promuove il recupero e la<strong> riqualificazione delle aree dismesse </strong>o degradate in modo da evitare nuovo consumo di suolo. In questa grande opera di ‘restauro’ il WWF sta coinvolgendo, oltre alla sua rete di volontari, tutti i cittadini invitandoli a segnalare on line le aree dismesse o degradate, con tanto di foto, sul proprio sito <a href="http://www.wwf.it/riutilizziamolitalia">www.wwf.it/riutilizziamolitalia</a> indicando anche la proposta per ‘riutilizzare’ e far rivivere l’area segnalata. <strong>C’è tempo fino al prossimo 31 ottobre</strong>. Agli attivisti WWF e ai cittadini si è aggiunge la rete di docenti universitari ed esperti: finora <strong>22 adesioni da 11 atenei</strong> (Università di Camerino, Firenze, L’Aquila, Messina, Napoli, Reggio Calabria, Roma Tre, Venezia e Politecnici i Milano, Torino e Bari). <strong>Oltre 100 invece le segnalazioni pervenute finora. Ciascuna con una proposta</strong>. Ecco le prime quattro:</p><ul><li>1. un parco urbano con fattorie didattiche al posto di un ospedale pericolante a Torino;</li><li>2. un’area verde con edifici recuperati in modo ecosostenibile per riqualificare un’area degradata accanto al Parco di Tor Fiscale e riagganciarla al sistema naturalistico del Parco dell’Appia Antica di Roma;</li><li>3. un arsenale dell’esercito con all’interno edifici abbandonati e aree naturali ai piedi della collina di Posillipo di Napoli;</li><li>4. un punto di ritrovo multiservizi per creare posti di lavoro e incentivare il turismo responsabile al posto di un lido abbandonato sulle spiagge di Sassari.</li></ul> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/27/consumo-del-suolo-e-breccia-di-porta-pia-del-ministro-catania/307828/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Dopo i siti industriali, ecco il condono per “l’inquinamento in divisa”</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/09/dopo-i-siti-industriali-ecco-il-condono-per-%e2%80%9cl%e2%80%99inquinamento-in-divisa%e2%80%9d/288851/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/09/dopo-i-siti-industriali-ecco-il-condono-per-%e2%80%9cl%e2%80%99inquinamento-in-divisa%e2%80%9d/288851/#comments</comments> <pubDate>Mon, 09 Jul 2012 17:53:06 +0000</pubDate> <dc:creator>WWF</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Bonifica]]></category> <category><![CDATA[Condono]]></category> <category><![CDATA[Inquinamento Ambientale]]></category> <category><![CDATA[Poligono di Quirra]]></category> <category><![CDATA[Salva-Italia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=288851</guid> <description><![CDATA[Ai detrattori del principio “chi inquina paga” non è bastata la norma del cosiddetto Decreto Legge “Salva-Italia” che ha di fatto ‘condonato’ le bonifiche per i siti industriali inquinati (in tutto sono 57 i Siti di Interesse Nazionale, quelli in cui cioè sono particolarmente urgenti gli interventi di bonifica), ora con un blitz del Governo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Ai detrattori del principio “chi inquina paga” non è bastata la norma del cosiddetto <strong>Decreto Legge “Salva-Italia”</strong> che ha di fatto ‘condonato’ le bonifiche per i siti industriali inquinati (in tutto sono 57 i Siti di Interesse Nazionale, quelli in cui cioè sono particolarmente urgenti gli interventi di bonifica), ora con un blitz del Governo all’ultimo momento del Decreto Sviluppo arriva anche la<strong> sanatoria per “l’inquinamento in divisa”</strong>, ovvero per una norma (comma 2 dell’articolo 35 del D.L. Sviluppo) che comprometterebbe la bonifica dei siti militari inquinati e che è in discussione in queste ore in Parlamento.</p><p align="JUSTIFY">Occorre sopprimere questa <strong>norma ‘ammazza-bonifiche’ </strong>che darebbe al Governo, attraverso un Decreto Interministeriale dei Ministeri della Difesa e dell’Ambiente, il potere di alzare i livelli di inquinamento oltre i quali è necessario bonificare il territorio inquinato dai siti militari. Ecco quale sarebbe il risultato: alzando la soglia d’inquinamento, i parametri un tempo fuori-norma verrebbero così trasformati ‘a norma di legge’. Ancora una volta <strong>la politica si sostituisce alla scienza</strong>, come se un provvedimento normativo potesse cambiare le leggi della chimica, della fisica e di tutte quelle conoscenze e strumenti ad hoc che non aspettano altro che essere consultati. E’ così che le istituzioni stanno provando ad autoattribuirsi <span>il potere (non la conoscenza idonea) per indicare i livelli ‘accettabili’ di concentrazione di sostanze nocive nelle aree militari, senza alcun riferimento a norme di tutela, standard internazionali, rigorosi ed oggettivi parametri scientifici.</span></p><p align="JUSTIFY">Oltre al contenuto e alle conseguenze che potrebbero derivare da questa norma, spaventa la modalità con cui è stata introdotto nel DL Sviluppo: un vero e proprio<strong> ‘blitz’</strong><span style="color: #000000;"><strong>,</strong> all’ultimo momento, inserendo </span>un comma all’articolo 35, <span style="color: #000000;">che disciplina tutt’altro settore: le trivellazioni petrolifere</span><span style="color: #000000;">. Una norma, quindi, del tutto estranea che va ad incidere su una tematica complessa come quella della bonifica dei siti militari inquinati per la quale sarebbe necessario un approfondito esame tecnico e giuridico e, se del caso, la presentazione e discussione di un disegno di legge ad hoc. </span></p><p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">Un caso-scuola sui danni all’ambiente e alla salute provocato dall’inquinamento dei siti militari è quello del<strong> poligono interforze del salto di Quirra</strong>, in Sardegna</span><span style="color: #000000;">: un’area demaniale militare </span>in cui per anni si sono svolte intense e periodiche esercitazioni militari (compresi brillamenti di ordigni), con dispersione sul terreno di grossi quantitativi di metalli tossici <span style="color: #000000;">e sostanze chimiche tossiche </span>(alluminio, arsenico, bario, cadmio, cobalto, cromo, rame, piombo, ferro, nichel, antimonio, tallio, zirconio e zinco), nonché di sostanze radioattive (torio ed uranio). Qui erano presenti numerosi pastori con circa 15mila animali da allevamento, cui si aggiungono gli abitanti delle aree circostanti, nonché il personale militare e civile della base militare. Non a caso la vicenda è attualmente all’esame della Procura di Lanusei, in un processo in cui il WWF si costituito parte civile, per i gravissimi episodi di <strong>inquinamento ambientale</strong> e di pericolo grave e persistente per la salute umana ed animale. E’ evidente che casi simili non possono essere circoscritti in una <strong>norma di 4 righe</strong> approvata in tutta fretta senza approfonditi e specifici studi preliminari.</p><p align="JUSTIFY">Nel Decreto sulle liberalizzazioni detto “Salva–Italia” è stato previsto che anche per gli <strong>stabilimenti industriali</strong> ormai abbandonati si potesse procedere con la semplice messa in sicurezza al posto della bonifica. Ecco la beffa: si tratta di un procedimento, applicato in origine solo ai quei siti industriali ancora in funzione per evitare che le operazioni di bonifica fermassero l’attività produttiva, mettendo così a rischio i posti di lavoro. Estenderlo anche alle fabbriche ormai chiuse o (come poi avvenuto con un’integrazione successiva al provvedimento) a quelle interessate da un’ipotesi di reindustrializzazione, equivale di fatto a un<strong> ‘condono’ delle operazioni di bonifica</strong>.</p><p align="JUSTIFY"><em> “Il WWF lotta per una specie a rischio: la tua”. E’ lo slogan del progetto del WWF per sostenere l’attività dell’Associazione contro l’inquinamento industriale (<span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.wwf.it/stopinquinamento"><strong>www.wwf.it/stopinquinamento</strong></a></span></span>) a favore di uno sviluppo sostenibile, un’economia sana e per difendere anche nei tribunali l’ambiente e la salute dei cittadini dai danni provocati dall’inquinamento industriale.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/09/dopo-i-siti-industriali-ecco-il-condono-per-%e2%80%9cl%e2%80%99inquinamento-in-divisa%e2%80%9d/288851/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Carbone e trivelle, via libera al &#8220;futuro nero&#8221; dell&#8217;Italia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/21/carbone-e-trivelle-via-libera-al-futuro-nero-dellitalia/271236/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/21/carbone-e-trivelle-via-libera-al-futuro-nero-dellitalia/271236/#comments</comments> <pubDate>Thu, 21 Jun 2012 16:42:41 +0000</pubDate> <dc:creator>WWF</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Carbone]]></category> <category><![CDATA[Corrado Clini]]></category> <category><![CDATA[Petrolio]]></category> <category><![CDATA[Rio+20]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=271236</guid> <description><![CDATA[La sentenza del Consiglio di Stato sblocca la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) per la riconversione a carbone della centrale termoelettrica di Porto Tolle, in provincia di Rovigo; il Governo sdogana quella per la costruzione di una nuova centrale a carbone a Saline Joniche, sulle coste di Reggio Calabria e, dulcis in fundo, il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/06/ADRIA_wwf.png?adf349"><img class="alignleft size-medium wp-image-271243" title="ADRIA wwf" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/06/ADRIA_wwf-300x200.png?adf349" alt="ADRIA wwf" width="300" height="200" /><noscript><img class="alignleft size-medium wp-image-271243" title="ADRIA wwf" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/06/ADRIA_wwf-300x200.png?adf349" alt="ADRIA wwf" width="300" height="200" /></noscript></a><a href="http://wwf.it/client/ricerca.aspx?root=31350&#038;content=1" target="_blank">La sentenza del Consiglio di Stato</a> sblocca la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) per la riconversione a carbone della centrale termoelettrica di Porto Tolle, in provincia di Rovigo; il Governo sdogana quella per la costruzione di una <a href="http://www.wwf.it/client/ricerca_clima.aspx?rootClima=3920&#038;root=30885&#038;parent=29469&#038;content=1" target="_blank">nuova centrale a carbone</a> a Saline Joniche, sulle coste di Reggio Calabria e, dulcis in fundo, il ministro dell’Ambiente, <strong>Corrado Clini</strong>, in un’intervista sul<em> Corriere della Sera</em> di oggi, mostra un segnale inequivocabile di <strong>cedimento alle pressioni dei petrolieri</strong> sulle trivellazioni per far ridurre il limite di 12 miglia dalle aree marine protette. E’ questa l’escalation di eventi che, in meno di 24 ore, ha fatto apparire il futuro energetico – e climatico &#8211; dell’Italia più nero che mai, mostrando all’orizzonte uno scenario costellato da centrali a carbone e trivelle.</p><p>Il tutto <strong>in netta contraddizione</strong> con quanto si sta discutendo in queste ore al Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile “<a href="www.wwf.it/rio" target="_blank">RIO+20</a>”, in corso a Rio de Janeiro fino a domani 22 giugno, e al percorso intrapreso dal Ministero dell’Ambiente in Italia con presentazione lo scorso aprile del Piano di Riduzione delle Emissioni di Anidride Carbonica e degli altri Gas Serra, che avrebbe dovuto impegnare il Governo a predisporre misure volte a una progressiva de carbonizzazione (auspicabilmente coerente con la Roadmap europea).</p><p>Eppure in altre sedi Governo e Ministero dell’Ambiente si erano espressi a favore dello sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio e alla definizione di una Strategia energetica nazionale in grado di indirizzare il nostro Paese verso un’economia a<strong> basso impatto ambientale</strong>. La delusione è aggravata dal fatto che proprio in questi giorni in Brasile si sta cercando di definire un futuro sostenibile per il nostro pianeta. È questo il contributo dell’Italia? Che credibilità internazionale potremo avere al tavolo delle trattative?</p><p>Un primo passo sarebbe proprio quello di dire “No al carbone, Sì al futuro”, firmando la petizione contro le centrali a carbone sul <a href="http://stopcarbone.wwf.it" target="_blank">sito della campagna WWF Italia</a> e fare pressione affinché anche <a href="http://youtu.be/O5cPdax-50Y" target="_blank">l’attuale quota del 12% di carbone</a> nel mix energetico nazionale sia eliminata, puntando su energie rinnovabili ed efficienza energetica. Sul fronte trivellazioni, l’Italia continua ad essere un vero e proprio far west, attirando le compagnie petrolifere per il costo bassissimo con cui consente loro di trivellare (non di certo per essere dotata di immensi giacimenti petroliferi!) e deturpare il proprio patrimonio naturalistico. Per chi volesse saperne qualcosa in più, basta consultare il dossier 2012 intitolato “<a href="http://www.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=29948&#038;content=1" target="_blank">Milioni di regali – Italia: Far west delle trivelle</a>” in cui il si evidenzia come in Italia nel 2010 su 136 concessioni di coltivazione in terra di idrocarburi liquidi e gassosi attive, solo 21 hanno pagato le royalties alle amministrazioni pubbliche italiane, mentre sulle 70 coltivazioni a mare, hanno saldato il conto solo 28. Su 59 società che nel 2010 operano in Italia solo 5 pagano le royalties (ENI, Shell, Edison, Gas Plus Italiana ed ENI/Mediterranea idrocarburi). Ma questo era solo un assaggio…</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/21/carbone-e-trivelle-via-libera-al-futuro-nero-dellitalia/271236/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>A Rio si profila un fallimento colossale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/20/a-rio-si-profila-un-fallimento-colossale/269388/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/20/a-rio-si-profila-un-fallimento-colossale/269388/#comments</comments> <pubDate>Wed, 20 Jun 2012 12:02:11 +0000</pubDate> <dc:creator>WWF</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Rio+20]]></category> <category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=269388</guid> <description><![CDATA[Il testo negoziale per Rio+20 che i Capi di Stato si trovano sul tavolo da oggi per il Vertice mondiale dell’Onu sullo Sviluppo Sostenibile, non parte con il piede giusto. Nonostante i lunghi negoziati il testo è un colossale fallimento. I diplomatici dovrebbero vergognarsi della loro incapacità di trovare un accordo su una questione tanto cruciale come...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/06/Rio+20_Get_Serious_Chris_Chaplin_baloon_1200pix.png?adf349"><img class="alignleft size-medium wp-image-269485" title="Rio+20 wwf" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/06/Rio+20_Get_Serious_Chris_Chaplin_baloon_1200pix-200x300.png?adf349" alt="Rio+20 wwf" width="200" height="300" /><noscript><img class="alignleft size-medium wp-image-269485" title="Rio+20 wwf" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/06/Rio+20_Get_Serious_Chris_Chaplin_baloon_1200pix-200x300.png?adf349" alt="Rio+20 wwf" width="200" height="300" /></noscript></a>Il <a href="http://www.uncsd2012.org/content/documents/727The%20Future%20We%20Want%2019%20June%209pm.pdf" target="_blank">testo negoziale</a> per<strong> Rio+20</strong> che i Capi di Stato si trovano sul tavolo da oggi per il <a href="http://www.uncsd2012.org/" target="_blank">Vertice mondiale dell’Onu sullo Sviluppo Sostenibile</a>, non parte con il piede giusto.</p><p>Nonostante i lunghi negoziati <strong>il testo è un colossale fallimento. </strong>I diplomatici dovrebbero vergognarsi della loro incapacità di trovare un accordo su una questione tanto cruciale come il nostro futuro. Dovranno essere i leader del pianeta, che si incontrano da oggi per l’apertura ufficiale del Vertice, a fare davvero sul serio per salvare il processo negoziale e garantire al mondo uno sviluppo sostenibile. Se approveranno questo testo senza cambiamenti significativi, condanneranno Rio+20 al ridicolo.</p><p>Dopo due anni di lavoro e una nottata di negoziati ci auguriamo che ciò non accada, per tutto il duro lavoro che ha portato a questo momento, ma soprattutto per la salute delle persone e dei sistemi naturali globali. I leader del pianeta hanno già ‘riconosciuto’ i problemi 20 anni fa nel primo grande vertice Onu della Terra, e da allora hanno fatto poco per risolverli. </p><p>Ieri mattina abbiamo voluto dare una sveglia ai negoziatori all’ingresso del palazzo che ospita il Vertice. Un banner gigante con la scritta “<strong>#GetSeRIOus+20 – #LevemaSéRIO+20” </strong> (Fai sul seRIO+20) è stato appeso a una coloratissima mongolfiera.</p><p>Al presidente brasiliano, che ospita il Vertice, abbiamo lanciato un appello insieme al segretario generale dei sindacati della CIS (Confederazione internazionale dei sindacati) Sharan Burrow. Ambientalisti e sindacalisti, uniti su questo punto, pensano che l’attuale testo di Rio non si avvicina minimamente all’azione disperatamente necessaria che deve garantire la creazione di posti di lavoro verdi e dignitosi, oltre che una protezione sociale per tutti. Una recente ricerca della CIS mostra come 48 milioni di posti di lavoro potrebbero essere rapidamente creati in 12 Paesi con un aumento degli investimenti green di appena il 2% del Pil ogni anno, nei prossimi 5 anni. I governi devono trovare un accordo su azioni concrete che si tradurranno in accordi vincolanti e che garantiranno la fine della povertà, il rispetto per i diritti sociali e sindacali e la tutela dell’ambiente. <strong>Dobbiamo uscire da Rio con un impegno chiaro sulla protezione sociale per tutti entro il 2030 e con le risorse necessarie per implementarla nei Paesi più poveri. </strong>Senza questi impegni concreti, per un nuovo modello di sviluppo, Rio sarà una grandissima occasione persa.</p><p>Segui il radio diario quotidiano della nostra inviata da Rio Mariagrazia Midulla su <a href="http://wwf.it/rio" target="_blank">wwf.it/rio</a> </p><p>Il dossier WWF dedicato a Rio è disponibile <a href="http://www.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=31316&#038;content=1" target="_blank">qui</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/20/a-rio-si-profila-un-fallimento-colossale/269388/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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