<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Vittorio Pasteris</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/vpasteris/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Ministro Severino, che c&#8217;entrano i blog?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/ministro-severino-regolamentazione-blog/209590/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/ministro-severino-regolamentazione-blog/209590/#comments</comments> <pubDate>Fri, 27 Apr 2012 07:50:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[blog]]></category> <category><![CDATA[Etica]]></category> <category><![CDATA[festival giornalismo]]></category> <category><![CDATA[giornalisti]]></category> <category><![CDATA[IJF]]></category> <category><![CDATA[Paola Severino]]></category> <category><![CDATA[Perugia]]></category> <category><![CDATA[regolamentazione]]></category> <category><![CDATA[Severino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=209590</guid> <description><![CDATA[Per la serie: &#8220;io c&#8217;ero&#8221;. Ero a Perugia per il Festival del Giornalismo e spulciando il programma mi sono detto: &#8220;Andiamo a vedere che succede nell&#8217;intervista del ministro della Giustizia Paola Severino sul tema: etica e giornalismo&#8221;. Non è che mi interessasse eccessivamente seguire la nuova ed ennesima omelia teorica sul tema, mentre molti giornalisti di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per la serie: &#8220;io c&#8217;ero&#8221;. Ero a Perugia per il <a href="http://webtv.festivaldelgiornalismo.com/" target="_blank">Festival del Giornalismo</a> e spulciando il programma mi sono detto: &#8220;Andiamo a vedere che succede nell&#8217;intervista del <strong>ministro della Giustizia Paola Severino</strong> sul tema: etica e giornalismo&#8221;. Non è che mi interessasse eccessivamente seguire la nuova ed ennesima omelia teorica sul tema, mentre molti giornalisti di qualsiasi etica se ne fregano allegramente con i relativi consigli dell&#8217;ordine professionali silenziosi, se non complici, anche se fortunatamente esistono territori ed areee  con difensori strenui della serietà professionale. Pensavo che si parlasse della futura o futuribile riforma dell&#8217;<strong>Ordine dei giornalisti</strong>, una riforma necessaria e inderogabile. Il mio pensiero è chiarissimo: un Ordine come quello che vediamo oggi è inutile se non dannoso all&#8217;informazione salvo che per i molti che lo usano per interessi personali. Quindi riforma drastica dell&#8217;Ordine ed epurazione senza se e senza ma di tutti i malfattori. Oppure demolire l&#8217;Ordine con il napalm e spargere sale per terra.</p><p>Durante l&#8217;intervento però il ministro Severino ha parlato di una regolamentazione dei blog. Blog ?<strong> E che c&#8217;entrano i blog ?</strong> Forse non ho capito bene, forse mi ero distratto. Meglio aspettare le prime agenzie sul tema.</p><p>Nel frattempo la proposta del ministro iniziava a galoppare su Twitter.</p><p><a href="http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/umbria/2012/04/26/Ministro-Giustizia-Severino-Festival-Giornalismo-Perugia_6778981.html" target="_blank">Ecco cosa scrive l&#8217;Ansa</a>: <em>Il ministro della Giustizia Paola Severino è stata uno dei protagonisti della giornata di oggi del Festival del giornalismo di Perugia. Ha infatti partecipato a un dibattito su Etica e giornalismo. A coordinare l&#8217;incontro e&#8217; stato il presidente nazionale dell&#8217;Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino. La Severino ha parlato tra l&#8217;altro del tema della regolamentazione della diffusione delle intercettazioni. Si e&#8217; poi soffermata sulla questione dei blog, sottolineando che &#8221;il problema è reprimerne l&#8217;abuso&#8221;.</em></p><p><a href="http://www.lettera43.it/politica/severino-reprimere-l-abuso-dei-blog_4367548703.htm" target="_blank">Lettera 43 allarga il tiro</a>. <em>I blog rappresentano un fenomeno pericoloso. Almeno così la pensa il ministro della Giustizia, Paola Severino, secondo cui bisognerebbe «reprimerne l&#8217;abuso». Intervenendo a Perugia a un dibattito su etica e giornalismo, il Guardasigilli ha spiegato: «Il giornale ha una sua consistenza cartacea. Il giornalista e l&#8217;editore sono individuabili ed è dunque possibile intervenire. Il blog ha invece una diffusione assolutamente non controllata e non controllabile. È in grado di provocare dei danni estremamente più diffusi. Ecco perché bisogna vederne anche la parte oscura».</em></p><p><em><strong></strong>Per Severino quello dei blog è «un fenomeno certamente positivo per certi aspetti, ma nel quale si possono annidare anche cose negative, può essere un punto criminogeno. Questo mondo va regolamentato e pur nella spontaneità che ne rappresenta la caratteristica non può trasformarsi in arbitrio».</em></p><p>Se non bastasse il Festival ha messo online il <a href="http://webtv.festivaldelgiornalismo.com/doc/1378/etica-e-giornalismo.htm" target="_blank">video integrale dell&#8217;intervista al ministro Severino</a>. <br />Vi conviene andare al minuto 30, ma potete ascoltarla tutta per contestualizzare le parole del ministro.</p><p>A risentire le parole del ministro Severino si sono notate idee interessanti e proposte concrete, ma questa storia dei blog e del filtro sulla voce dei cittadini  sembra il<strong> solito tentativo di imbavagliare la rete</strong>. Regolamentare è un termine vago, ma diventa inquietante se calato in un contesto che cerca di descrivere, in modo scarsamente subliminale, un sistema in cui il giornalista &#8220;ortodosso&#8221; è deontologico e regolamentato mentre i blog, internet e Facebook sono il lato oscuro.</p><p>Dopo l&#8217;intervista ex cattedram la Severino ha rettificato le sue parole <a href="http://ilnichilista.wordpress.com/2012/04/26/severino-a-ijf12-la-rettifica-ai-blog-molto-difficile-autoregolamentatevi/" target="_blank">riprese da Fabio Chiusi</a></p><p>A quel punto mi sono inserito, chiedendo a Severino se la riforma conterrà l’introduzione dell’<strong>obbligo di rettifica per i blog</strong> – come peraltro previsto, non si capisce bene come, nella più recente bozza. Questa la risposta del ministro: &#8220;E’ molto difficile configurare un obbligo di rettifica per i blog. Proprio per questo credo che le mie parole vadano colte non come polemica, non come bavaglio nei confronti dei blog, proprio perché è un mondo privo di una regolamentazione, ad oggi. Proprio per questo mi rivolgo ai blogger direttamente, dicendo: ricordate che quello che fate agli altri potrebbe essere fatto a voi. Quindi autoregolamentatevi, autodisciplinatevi, perché allora quello dei blog diventerà un mondo veramente utile.&#8221;</p><p>Nella ricerca presentata da Enrico Finzi si sostiene che <strong>internet è la fonte più attendibile</strong> mentre i giornalisti sono considerati scarsamente attendibili.  <a href="http://www.laparola.net/testo.php?versioni[]=C.E.I.&amp;riferimento=Luca6" target="_blank">Come dice il Vangelo di Luca</a>: <em>Perché guardi la pagliuzza che è nell&#8217;occhio del tuo fratello, e non t&#8217;accorgi della trave che è nel tuo? <strong></strong> Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall&#8217;occhio del tuo fratello. </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/ministro-severino-regolamentazione-blog/209590/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il giornalismo tra riforme e sindrome Nimby</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/22/il-giornalismo-tra-riforme-e-sindrome-nimby/193006/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/22/il-giornalismo-tra-riforme-e-sindrome-nimby/193006/#comments</comments> <pubDate>Wed, 22 Feb 2012 15:19:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[giornalismo]]></category> <category><![CDATA[giornalisti]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[liberalizzazioni]]></category> <category><![CDATA[nimby]]></category> <category><![CDATA[Ordine dei giornalisti]]></category> <category><![CDATA[ordini professionali]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=193006</guid> <description><![CDATA[In questi mesi si parla molto di liberalizzazioni, visto che il Governo Monti e l&#8217;Unione Europea stanno cercando di liberalizzare il liberalizzabile. L&#8217;inverso logico delle liberalizzazioni nel mondo del lavoro sono gli Ordini Professionali. La posizione Europea è chiara: gli ordini professionali possono esistere se è chiara la loro funzione di interesse pubblico nella società....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In questi mesi si parla molto di liberalizzazioni, visto che il Governo Monti e l&#8217;Unione Europea stanno cercando di liberalizzare il liberalizzabile. L&#8217;inverso logico delle liberalizzazioni nel mondo del lavoro sono gli<strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_professionale" target="_blank">Ordini Professionali</a></span></strong>. La posizione Europea è chiara: gli ordini professionali possono esistere se è chiara la loro funzione di interesse pubblico nella società. Se sono fonti di monopoli, oligarchie, posizioni dominanti, e non servono pubblicamente, vanno sciolti o regolamentati meglio. I due recenti decreti sul tema dei Governi Berlusconi e Monti hanno suscitato un dibattito pubblico sulla funzione sociale degli Ordini e sulle implicazioni occupazionali della loro <strong>riforma</strong>, mentre all&#8217;interno dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_professionale#Albi_professionali_italiani" target="_blank">singoli Albi professionali</a>, oltre a organizzare degli <a href="http://www.governo.it/Presidente/AudioVisivi/dettaglio.asp?d=65661" target="_blank">incontri con il Governo</a>, si stanno proponendo delle auto-riforme con l&#8217;obiettivo di farcela per il prossimo 18 agosto. Addirittura si sta organizzando per il 1 marzo un <a href="http://www.odg.it/content/professional-day-%E2%80%93-1-marzo-2012-news" target="_blank">Professional Day</a> con tanto di evento televisivo e streaming su Internet.</p><p>Di quanto sta accadendo all&#8217;<a href="http://www.odg.it/" target="_blank"><strong>Ordine dei Giornalisti</strong></a> si parla poco, soprattutto se ne parla poco ai cittadini, che meritano trasparenza su quelli che dovrebbero essere i loro fornitori di informazioni&#8230; ma si sa, i giornalisti non amano parlare delle loro cose in pubblico. Riservatezza o vergogna ? Ai posteri l&#8217;ardua sentenza. O forse in questo caso si tratta più della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/NIMBY" target="_blank">sindrome Nimby</a> di un gruppo di professionisti &#8211; non tutti, ad essere sinceri &#8211; che per mestiere raccontano degli altri, ma non delle loro cose. Che chiedono riforme, ma che non amano essere riformati.</p><p>Cerchiamo quindi di spiegare un po&#8217; la situazione. L&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_dei_giornalisti" target="_blank">Ordine dei giornalisti</a> è una peculiarità italiana, da molti deprecata. L&#8217;Ordine è stato istituito con la <a href="http://it.wikisource.org/wiki/Legge_n._69_del_1963" target="_blank">legge n. 69 del 3 febbraio 1963</a>, Come ricorderete nel 1997 ci fu anche un<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_1997_in_Italia#Ordine_dei_giornalisti" target="_blank"> referendum</a> </strong>promosso dai radicali per l&#8217;abolizione dell&#8217;Ordine dei Giornalisti, che non raggiunse il quorum necessario ma che vide vincere nettamente i sì favorevoli all&#8217;abrogazione.</p><p>Sono anni che si parla di una riforma dell&#8217;Ordine, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_dei_giornalisti#La_riforma_dell.27Ordine" target="_blank">ci sono state varie proposte di legge</a>, ma non essendoci pressione verso il cambiamento tutto è rimasto come prima. Tra le cose strane dell&#8217;Odg c&#8217;è il fatto che al suo interno coesistano due figure professionali diverse come <strong>pubblicisti e professionisti</strong>, con percorsi di accesso alla professione, diritti, doveri e inquadramenti contrattuali differenziati. Infatti, appena si è parlato di una riforma forzosa della professione, c&#8217;è stata una levata di scudi dei pubblicisti che, per quanto <a href="http://www.lsdi.it/2012/una-professione-sempre-piu-frammentata/" target="_blank">siano numericamente molti di più</a>, temevano di essere cancellati. Fra di loro ci sono giornalisti che non scrivono assolutamente nulla, ma usano il tesserino dell&#8217;Ordine per darsi un tono ed entrare gratis nei musei, e giornalisti di competenze pari ai professionisti che meriterbbero di fare il salto &#8220;verso l&#8217;alto&#8221; e a cui questo viene impedito dalla situazione demenziale, e ora in piena crisi, del mercato editoriale.</p><p>Alla fine, dopo molte discussioni interne, il 19 gennaio 2012 l&#8217;Ordine Nazionale dei giornalisti ha votato e rese pubbliche le <strong>&#8220;<a href="http://www.slideshare.net/vittorio.pasteris/sintesi-ipotesi-di-autoriforma-dell-ordine-dei-giornalisti" target="_blank">Linee Guida di riforma dell&#8217;ordinamento giornalistico</a>&#8220;</strong>. Si tratta di una serie di proposte minimali, sostanzialmente non decisioni.</p><p>Per quello che riguarda l&#8217;accesso alla professione, viene richiesta la <strong>laurea </strong>insieme a un tirocinio di 18 mesi, ma se ne prevedono ben <strong>cinque tipi diversi</strong>. Poi c&#8217;è il non chiaro passaggio della scelta tra <em>&#8220;l’Elenco Professionisti o in quello Pubblicisti non possedendo il requisito dell’esclusività professionale&#8221;</em>. E poi una norma che non si capisce se clientelare, comica  o tragica: <em>&#8220;Chi ha già superato un esame di Stato per l’iscrizione a un diverso Albo professionale e ha svolto il tirocinio giornalistico, può accedere direttamente all’Elenco Pubblicisti&#8221;</em>. Come dire: se uno è iscritto all&#8217;ordine dei medici o degli ingegneri lo si puo iscrivere direttamente, dopo 18 mesi di tirocinio e senza specifico esame all&#8217;Ordine dei Giornalisti. Della serie &#8220;strano ma vero&#8221;. Sul tema della formazione permanente le proposte si tengono sul vago, ma dicono chiaramente che la <strong>formazione </strong>sarà una delle <em>mission</em> specifiche dell&#8217; &#8220;Ordine riformato&#8221;.</p><p>Veniamo ai Consigli di disciplina: la loro nascita deriva dalla volontà di realizzare una entità indipendente che giudichi i comportamenti deontologici degli iscritti dotati di indipendenza di giudizio, per evitare i conflitti di interessi e  le situazioni del tipo &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Canis_canem_non_est" target="_blank">Cane non mangia cane</a>&#8220;. La proposta di riforma è<strong> <a href="http://www.pasteris.it/blog/2012/01/20/le-prime-proposte-per-la-riforma-dellordine-dei-giornalisti-e-la-mostruosa-proposta-per-la-composizione-dei-consigli-di-disciplina/#.T0Tm_Mw32po" target="_blank">un conflitto di interessi dopo l&#8217;altro</a></strong> perchè i membri dei Consigli di disciplina dovrebbero essere nominati dall’omologo Consiglio ordinistico, alla faccia dell&#8217;indipendenza di giudizio. Poi, per essere nominati negli stessi occorrono  15 anni di iscrizione all’albo e per le cariche nazionali l’aver avuto precedenti cariche.</p><p>Ora, se i cittadini possono anche dire &#8220;Ce ne capisco poco&#8221;, dovrebbero essere gli stessi giornalisti, quelli seri e onesti &#8211; ne esistono ancora, e molti, anche se non sempre occupano posizioni molto visibili &#8211; a indignarsi per una <strong>non riforma</strong> del loro Ordine. Non c&#8217;è da pensare che il Governo Monti approvi per serietà queste  proposte, anche perchè vanno armonizzate con quelle degli altri albi  professionali. Se per errore fossero approvate, ci sarebbero dei giornalisti in grado di manifestare contro possibili obbrobri legislativi. Dopo che la loro professione è stata svuotata ed impoverita da editori e colleghi poco degni del sostantivo utilizzato, dopo che la credibilità e l&#8217;eticità del loro mestiere si è <a href="http://www.pasteris.it/blog/2011/10/07/gli-italiani-bocciano-letica-dei-media-italiani-si-salva-internet/" target="_blank">persa nella percezione dei cittadini </a>, occorre un cambiamento forte, deciso, radicale, non un papocchio. Se no, tanto vale, come oramai si legge in giro, pensare a un decoroso<a href="http://www.lsdi.it/2012/giornalisti-e-se-l-ordine-si-autosciogliesse/" target="_blank"><strong> autosciolgimento dell&#8217;Ordine</strong></a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/22/il-giornalismo-tra-riforme-e-sindrome-nimby/193006/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Caro Mario Monti: l&#8217;editoria non è la Fieg</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/30/caro-mario-monti-leditoria-fieg/174022/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/30/caro-mario-monti-leditoria-fieg/174022/#comments</comments> <pubDate>Wed, 30 Nov 2011 10:45:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[agenda digitale]]></category> <category><![CDATA[Carlo Malinconico]]></category> <category><![CDATA[editoria]]></category> <category><![CDATA[fieg]]></category> <category><![CDATA[reporters sans frontières]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=174022</guid> <description><![CDATA[Caro Mario Monti, Mi permetta la forma inconsueta, ma ho sentito la necessità di scriverle in forma epistolare. Da tanto tempo avevamo sperato in un suo governo dopo gli anni bui del berlusconismo ed avevamo esultato come la maggior parte degli italiani nel momento in cui il presidente Napolitano le aveva conferito il mandato per...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Caro Mario Monti,</p><p>Mi permetta la forma inconsueta, ma ho sentito la necessità di scriverle in forma epistolare. Da tanto tempo avevamo sperato in un suo governo dopo gli anni bui del berlusconismo ed avevamo esultato come la maggior parte degli italiani nel momento in cui il presidente Napolitano le aveva conferito il mandato per la realizzazione del nuovo Governo. Ci sono per lo più piaciute le scelte dei suoi competenti ministri &#8220;tecnici&#8221;. Speravamo che stesse lavorando per una Italia diversa, migliore, proiettata avanti, in cui si cercano di superare le costrizioni dei monopoli o delle congreghe, in cui ci si apre, si da aria all&#8217;innovazione. Dopo anni di overdose di berlusconismo il suo stile compassato e la sua competenza ci ha aiutato nel coltivare la speranza che le cose migliorino. Tanti auguri per il suo lavoro di Governo, ne ha bisogno.</p><p>L&#8217;altro ieri però una notizia ci ha fatto incupire: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Malinconico" target="_blank">Carlo Malinconico Castriota Scanderbeg</a> è stato nominato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all&#8217;Editoria. Nulla di personale, però Carlo Malinconico (per farla breve) è dal 2008 presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, la FIEG. Certamente Lei <strong>sa perfettamente che cosa è la Fieg</strong>. Leggiamo sul sito internet della stessa: &#8220;La Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG), fondata nel 1950,  rappresenta le aziende editrici di giornali quotidiani e periodici e le  agenzie nazionali di stampa. Alla FIEG aderiscono l&#8217;Associazione  Stampatori Italiana Giornali, la Federazione delle Concessionarie di  Pubblicità a mezzo stampa e l&#8217;Associazione Distributori Nazionali&#8221;.</p><p>La Federazione rappresenta una parte del mondo dell&#8217;editoria. Un mondo che in questi anni si è dimostrato fortemente conservatore e autoreferente. Che ha difeso anche quando indifendibili, gli editori associati, che ha combattuto la libera informazione in rete, che ha cercato di perseverare nel vergognoso finanziamente pubblico di giornali politici e di aziende di proprietà di grandi gruppi industriali.</p><p>C&#8217;è un evidente conflitto di interessi in questa nomina. Certamente Malinconico si è velocemente <a href="http://www.fieg.it/salastampa_item.asp?sta_id=675" target="_blank">dimesso dalla sua carica in FIEG.</a> <strong>Però il suo passato e il suo pensiero espresso parlano chiaro</strong>: stiamo parlando del rappresentante del rappresentante &#8220;storico&#8221; di una parte sociale, e una ricca  lobby, che ogni anno si è recata dal  sottosegretariato per discutere il  finanziamento pubblico  all’editoria e altre cose. Ora lui stesso medesimo è diventato il  sottosegretario.<br /> Organizzerà in futuro delle riunioni davanti allo specchio per chiarsi le idee?</p><p>Quello che si nota è un<strong> silenzio rumorosissimo dei giornalisti  su questa nuova nomina</strong>. Anche di quei giornalisti molto sensibili ai  temi di conflitto di interessi o che a ogni piè sospinto sbraitano  contro le manovre per limitare la rete o per tutelare l&#8217;informazione libera e aperta, l&#8217;innovazione e la necessità di rinnovare l&#8217;editoria di questo paese.</p><p>Delle malelingue mi hanno telefonato in queste ore dicendo che questa sua nomina è una sua piccola furbata per garantirsi &#8220;buona stampa&#8221; nel momento in cui lei dovrà, ce ne rendiamo conto, proporre un programma &#8220;lacrime e sangue&#8221; che dovremo accettare che ci piaccia o meno. Gli editori e i direttori dei giornali, <strong>che spesso sono la stessa cosa</strong>, i caporedattori, i redattori centrali o forse anche redattori ordinari, motivati da questa nomina a loro favorevole, saranno molto più disponibili ad accettare di apprezzare questa difficile &#8220;ricetta medica&#8221; anche perché grazie alla possibile azione di Malinconico potranno sperare di mantenere lo status quo delle loro testate cartacee a cui sono molto affezionati e soprattutto ai loro lauti stipendi e al loro status sociale che temono dall&#8217;oggi al domani a rischio.</p><p>Io non posso pensare che una persona della sua alta statura morale e umana possa utilizzare questi mezzucci e penso di avere degli amici che peccano nel mal pensare. Proprio per questo speriamo che il suo sia stato un errore di percorso da cui saprà a breve recedere.</p><p>Così a titolo informativo le segnalo qualche commento in rete sulla nomina di Malinconico:</p><p><a href="http://www.antonelloantonelli.com/2011/11/29/dalla-fieg-al-governo-quel-che-si-temeva-e-avvenuto-ma-nessuno-ora-grida-ai-conflitti-di-interesse/" target="_blank">Le annotazioni di Antonello Antonelli<br /> </a><br /> Come ricorda invece <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/173109/al-governo-luomo-che-voleva-tassare-il-web/2/">Giornalettismo</a> Malinconico si è esibito nel recente passato in posizioni per lo meno preoccupanti.</p><p>In una recente intervista poi Malinconico <a href="http://www.mediaduemila.it/?p=6762" target="_self">sostiene che &#8220;la carta aiuta il pensiero</a>&#8220;.</p><p>Un gruppo di giornalisti che non hanno paura, anche perché ogni giorno vivono il rapporto con la camorra come il coordinamento giornalisti precari della Campania <a href="http://www.giornalistianticamorra.org/2011/11/29/editori-al-governo-nessun-problema/" target="_blank">ne ha scritto sul suo sito.<br /> </a><br /> Dato che lei è un valente economista avrà modo di farsi fornire dai suoi collaboratori dei dati aggiornati sul mondo dell&#8217;editoria tradizionale e digitale in Italia e avrà modo di capire come l&#8217;editoria tradizionale e i suoi attori stiano diminuendo anno dopo anno quote di mercato, fatturato, lettori e addetti ai lavoro. E&#8217; un calo irrefrenabile. Un cambiamento di scenari come quando si è passati dalla carrozza al motore a scoppio. Però in questo caso siamo passati dal motore a scoppio all&#8217;auto elettrica.. Il mercato digitale sta crescendo velocemente nonostante i problemi di cultura digitale che ancora ci sono in Italia. Molte aziende stanno crescendo, investendo, sono in grado di offrire lavoro a giovani e meno giovani. Lei ha sempre girato l&#8217;Europa e il mondo nel suo lavoro e può verificare come questo fenomeno sia di scala mondiale e come dappertutto si stia lavorando per <strong>vincere la sfida del digitale</strong>, per dare libertà ai mercati interni ed europei anche in questo contesto.</p><p>Poi l&#8217;editoria non è un settore neutro, ma un luogo in cui si fondono istanze importantissime per la democrazia come la libertà di espressione, la necessità di informare correttamente i cittadini, il lavoro di chi si occupa del settore, la pluralità informativa. Tutti aspetti che hanno importanza ancora più rilevante in questo importante momento di necessaria trasformazione dell&#8217;Italia</p><p>Per anni ce la siamo presa con Berlusconi che sembrava il capro espiatorio perfetto del fatto che l&#8217;Italia si trovi <a href="http://rsfitalia.org/classifica-della-liberta-di-stampa-2010/classifica-2010-della-liberta-di-stampa-la-posizione-dei-178-paesi/" target="_self">alla posizione numero 49 in compagnia del Burkina Faso</a> nell&#8217;ultima edizione dell&#8217;annuale report di <a href="http://rsfitalia.org/classifica-della-liberta-di-stampa-2010/" target="_blank">Reporters Sans Frontieres sulla libertà di stampa nel mondo</a>. Ma dare tutte le colpe a Berlusconi è una strumentalizzazione del contesto. La Fieg rappresenta, come lei sa, per buona parte dei sui più potenti associati, <strong>buona parte dei maggiori gruppi industriali italiani</strong>. Un mondo che ama mantenere un controllo oligopolista del mercato, che ha fatto in passato contratti discutibili con i vertici sindacali, che ha poco rispetto per molti lavoratori precari che permettono al sistema dell&#8217;editoria di stare in piedi, finché dura.</p><p>Il buon senso e l&#8217;equilibrio di analisi richiedono giustamente di vedere il sottosegretario Malinconico alla prova dei fatti.</p><p><strong>Attenderemo un suo programma operativo e le sue prime azioni</strong>. Agiremo al solito cercando di essere preparati cani da guardia dei cittadini e dell&#8217;opinione pubblica per capire che accadrà, se le scelte saranno conservative se non addirittura di restaurazione, piuttosto che di innovazione, liberalizzazione e digitalizzazione. In questo speriamo di essere sulla stessa lunghezza d&#8217;onda di molti giornalisti che si sforzeranno di raccontare le azioni del sottosegretario Malinconico e non passerano il loro tempo come i criceti che fanno girare la loro ruotina nella gabbietta, in questo caso dorata.</p><p>Mi permetta in conclusione di ricordarle che buona parte delle istanze che le ho descritto di innovazione, apertura dai monopoli o oligopoli nel settore dell’editoria e dell’informazione non la chiede solo il modesto scrivente, ma una realtà che lei conosce molto bene.</p><p>Si chiama Unione Europea.</p><p>Con immutata stima,</p><p>Distinti saluti</p><p>Vittorio Pasteris</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/30/caro-mario-monti-leditoria-fieg/174022/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;hashtag che ha informato sui ponti alluvionati</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/08/lhastag-che-ha-informato-sui-ponti-alluvionati/169006/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/08/lhastag-che-ha-informato-sui-ponti-alluvionati/169006/#comments</comments> <pubDate>Tue, 08 Nov 2011 18:43:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[informazione]]></category> <category><![CDATA[maltempo]]></category> <category><![CDATA[Piemonte]]></category> <category><![CDATA[Twitter]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=169006</guid> <description><![CDATA[&#8220;Non penso che Twitter abbia salvato Torino, ma #allarmemeteoPM ci ha tenuti lontano dai ponti. Coraggio, si riparte&#8221;. Questo è il messaggio che è partito nelle prime ore di lunedì 7 novembre dall&#8217;account Twitter di TorinoAnni10. Un messaggio di speranza e fiducia, dopo una domenica di paura e di angoscia nel timore che il maltempo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non penso che Twitter abbia salvato Torino, ma <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://twitter.com/#!/search?q=%23allarmemeteoPM" target="_blank">#allarmemeteoPM</a></span> ci ha tenuti lontano dai ponti. Coraggio, si riparte&#8221;. <a href="https://twitter.com/#!/TorinoAnni10/status/133422280431775744" target="_blank">Questo è il messaggio</a> che è partito nelle prime ore di lunedì 7 novembre dall&#8217;account Twitter di <a href="https://twitter.com/#!/TorinoAnni10" target="_blank">TorinoAnni10</a>. Un messaggio di speranza e fiducia, dopo una domenica di paura e di angoscia nel timore che il maltempo potesse fare in Piemonte gli stessi strazi realizzati in Liguria.</p><p>Ma andiamo con ordine per raccontare una classica storia di collaborazione e informazione in rete in un weekend dal meteo allucinante.</p><p>Venerdì mattina il tempo metteva al brutto deciso. Le previsioni per il Piemonte dopo i disastri accaduti nella vicina Liguria (un abbraccio forte agli amici genovesi) erano veramente spaventose. Con la redazione di <a href="http://www.quotidianopiemontese.it/" target="_blank">Quotidiano Piemontese</a> abbiamo fatto tutta l&#8217;informazione possibile per dare tutte le notizie utili per i cittadini.</p><p>Sabato mattina è arrivata <a href="https://twitter.com/#!/StefanoCalosso/status/132724143874514944" target="_blank">la proposta via twitter</a> da <a href="https://twitter.com/#!/StefanoCalosso" target="_blank">Stefano Calosso</a> di usare <a href="http://www.quotidianopiemontese.it/ultime-notizie/twitter/">#allertameteoPM</a> per marcare i contenuti su twitter. Era l&#8217;ideale: definire da subito un canale comune per l&#8217;informazione fra tutti gli interessati.</p><p>Il flusso di notizie è partito da subito, ma è diventato imponente nella giornata di domenica quando si temeva succedesse il peggio. Al flusso di notizie hanno aderito gli enti pubblici, non tutti i quotidiani (chi è causa del suo mal pianga sè stesso), moltissimi cittadini.</p><p>E la domenica pomeriggio #allertameteopm ha diffuso per primo le notizie del ponte crollato, della tangenziale a mollo e dei fiumi in piena. E le notizie sono circolate veloci e sintetiche e stanno circolando anche ora che il rischio non è ancora passato del tutto. Ed ora c&#8217;è anche <a href="https://quotidianopiemontese.crowdmap.com/" target="_blank">la mappa delle segnalazioni</a>.</p><p>Con buona pace di chi pensa ancora che l&#8217;informazione si faccia nelle &#8220;sacrali&#8221; redazioni dei giornali.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/08/lhastag-che-ha-informato-sui-ponti-alluvionati/169006/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Il giornalismo affronta (forse) il precariato</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/10/il-giornalismo-affronta-forse-il-precariato/156609/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/10/il-giornalismo-affronta-forse-il-precariato/156609/#comments</comments> <pubDate>Sat, 10 Sep 2011 11:14:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Carta di Firenze]]></category> <category><![CDATA[giornalismo]]></category> <category><![CDATA[giornalisti]]></category> <category><![CDATA[legalità]]></category> <category><![CDATA[odg]]></category> <category><![CDATA[precari]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=156609</guid> <description><![CDATA[Forse, finalmente, il paludato mondo del giornalismo ufficiale cerca di dare una risposta alla diffusione sempre più capilare di illegalità e indegnità nelle sue fila che porta al concretizzarsi di un mercato del lavoro sempre più dominato dallo sfruttamento e dal precariato. Il prossimo 7 e 8 ottobre a Firenze si svolgerà l&#8217;incontro “Giornalisti e Giornalismi,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/09/logo-precariato.jpg?47e3a5"><img class="alignright size-full wp-image-156621" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/09/logo-precariato.jpg?47e3a5" alt="" width="180" height="184" /></a>Forse, finalmente, il paludato mondo del <strong>giornalismo ufficiale</strong> cerca di dare una risposta alla diffusione sempre più capilare di illegalità e indegnità nelle sue fila che porta al concretizzarsi di un mercato del lavoro sempre più dominato dallo sfruttamento e dal <strong>precariato</strong>.</p><p>Il prossimo 7 e 8 ottobre a Firenze si svolgerà l&#8217;incontro <strong>“<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.odg.it/content/firenze-una-due-giorni-affermare-la-dignit%C3%A0-della-professione-giornalistica" target="_blank">Giornalisti e Giornalismi, una manifestazione per affermare la dignità della professione giornalistica</a></span>”</strong>. L’evento, organizzato da Ordine nazionale dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Ordine dei giornalisti della Toscana e Assostampa Toscana, con il sostegno di Inpgi e Casagit, saranno invitati a raccolta giornalisti da tutta Italia per concorrere alla realizzazione della <strong>&#8220;Carta di Firenze</strong>&#8220;, uno strumento deontologico  per disciplinare modelli corretti di collaborazione tra colleghi giornalisti e di cooperazione non blasfema con gli editori. La carta si propone di normare condotte e comportamenti che potranno diventare  oggetto di procedimento disciplinare ordinistico, sindacale e speriamo anche civile o penale in caso di violazione.</p><p><em>“L&#8217;idea della  Carta di Firenze vuole rappresentare un&#8217;azione decisa per dare nuova forza e dignità alla mestiere giornalistico</em> – racconta <strong>Fabrizio Morviducci</strong>, responsabile dell’Osservatorio sul precariato costituito presso l’Odg nazionale. -  <em>La Carta sarà dedicata alla memoria di Pier Paolo Faggiano, il collega che ha denunciato la difficile condizione di molti giornalisti suicidandosi con un gesto estremo</em>”.</p><p>Parallelalmente è stato lanciato un sito dell&#8217;Ordine Nazionale dei Giornalisti per la dignità della professione giornalistica. L&#8217;indirizzo è <a href="http://precariato.odg.it" target="_blank"><strong>Precariato.odg.it</strong></a>. L&#8217;obiettivo del sito è di creare una luogo per mettere in rete le esperienze di precari e freelance, per dare consigli e fornire vie di uscita, per fronteggiare una precarizzazione  che riguarda la categoria giornalstica, per mettere a fattor comune esperienze, fatti, notizie che diano consapevolezza ai colleghi sui problemi della legalità e della professione. Attraverso il sito i giornalisti possono anche <a href="http://precariato.odg.it/raccontaci-la-tua-storia" target="_blank">proporre direttamente le loro storie </a>di quotidiano sfruttamento o di violazione della loro dignità</p><p>&#8220;<em>Un primo importante passaggio</em> &#8211; secondo Fabrizio Morviducci -  <em>in vista della manifestazione nazionale del 7 e 8 ottobre.</em>&#8220;. &#8220;<em>La parola precariato non mi piace </em>- ha detto il presidente Nazionale Odg, <strong>Enzo Iacopino</strong> &#8211; <em>perché è una semplificazione a fronte di una complessità sempre maggiore nei ruoli della nostra professione. L&#8217;abbiamo scelta &#8216;per convenzione&#8217; chiedendo a tutti i colleghi la condivisione dei valori di fondo che sono alla base di queste nostre scelte</em>&#8220;.</p><p>In ogni caso se volete postare anche qui le vostre storie personali amplieremo il dibattito in rete sul tema.</p><p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.odg.it/content/firenze-una-due-giorni-affermare-la-dignit%C3%A0-della-professione-giornalistica" target="_blank">Per le info logistiche clicca qui</a></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/10/il-giornalismo-affronta-forse-il-precariato/156609/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Censura sul web: fermiamo l&#8217;Agcom</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/29/censura-sul-web-fermiamo-lagcom/131302/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/29/censura-sul-web-fermiamo-lagcom/131302/#comments</comments> <pubDate>Wed, 29 Jun 2011 14:57:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[agcom]]></category> <category><![CDATA[censura]]></category> <category><![CDATA[Copyright]]></category> <category><![CDATA[diritto d'autore]]></category> <category><![CDATA[Internet]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=131302</guid> <description><![CDATA[Tutto era cominciato a marzo 2011 in una maniera tranquilla quando L’Autorità garante per le comunicazioni (l&#8217;Agcom) aveva pubblicato delle linee guida per un possibile provvedimento con un successivo coinvolgimento degli addetti ai lavori e dell’opinione pubblica per rispondere a una consultazione aperta. Poi però la situazione è velocemente cambiata con una delibera in lavorazione...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Tutto era cominciato a marzo 2011 in una maniera tranquilla quando L’Autorità garante per le comunicazioni (l&#8217;Agcom) aveva pubblicato delle linee guida per un possibile provvedimento con un successivo coinvolgimento degli addetti ai lavori e dell’opinione pubblica per rispondere a una <strong>consultazione aperta</strong>.</p><p>Poi però la situazione è velocemente cambiata con una delibera in lavorazione da parte della stessa Agcom che permetterebbe di intimare agli Internet Service Provider di rimuovere contenuti attraverso una semplice procedura amministrativa sulla base di segnalazioni dei detentori dei diritti, <strong>senza passare attraverso l’autorità giudiziaria</strong>.</p><p>In parole semplici, secondo la delibera, si sostiene che se il titolare dei diritti di un contenuto dovesse riscontrare una violazione di copyright, a fini di lucro o non a fini di lucro, può chiederne la rimozione al gestore che ha <strong>48 ore</strong> di tempo per adempiere all’intimazione.</p><p>Il richiedente potrebbe, secondo la delibera in bozza, rivolgersi all&#8217;Authority che entro cinque giorni dovrebbe rispondere. In caso di esito negativo, l&#8217;Agcom potrebbe disporre la <strong>rimozione dei contenuti</strong>. Per i siti non italiani è prevista l’inibizione del nome di dominio del sito web come per i casi di offerta, attraverso la rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi in assenza di autorizzazione.</p><p>Migliaia di siti potrebbero essere eliminati senza che né gli utenti né i proprietari dei siti ne sappiano nulla, visto che saranno notificati solo gli Isp.</p><p>Le basi giuridiche della delibera sono dubbie e considerate <strong>senza precedenti </strong>in quanto potrebbero portare a una censura su internet che non ha paragoni nel mondo civile.</p><p>Le Rete italiana non è stata a guardare, mobilitandosi in vista del 6 luglio, giorno in cui è prevista l’approvazione della delibera.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/29/censura-sul-web-fermiamo-lagcom/131302/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>37</slash:comments> </item> <item><title>Storie di Agnelli: il pezzo mancante</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/09/storie-di-agnelli-il-pezzo-mancante/116969/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/09/storie-di-agnelli-il-pezzo-mancante/116969/#comments</comments> <pubDate>Thu, 09 Jun 2011 13:55:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Agnelli]]></category> <category><![CDATA[documentario]]></category> <category><![CDATA[fiat]]></category> <category><![CDATA[gianni agnelli]]></category> <category><![CDATA[giorgio agnelli]]></category> <category><![CDATA[Giovanni Piperno]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=116969</guid> <description><![CDATA[Esce nei cinema italiani il documentario di Giovanni Piperno dal titolo il Pezzo Mancante che racconta le storie della famiglia Agnelli senza voler ricercare scandali, ma cercando di narrare gli aspetti meno conosciuti: non gli uomini e le donne seguiti e idolatrati per anni dai media, ma le figure meno visibili di una famiglia ricca...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quotidianopiemontese.it/2011/06/09/esce-al-cinema-%E2%80%9Cil-pezzo-mancante%E2%80%9D-il-film-sulla-famiglia-agnelli-l%E2%80%99intervista-al-regista-giovanni-piperno/" target="_blank">Esce nei cinema italiani il documentario di Giovanni Piperno</a> dal titolo<em> il Pezzo Mancante</em> che racconta le storie della famiglia Agnelli senza voler ricercare scandali, ma cercando di narrare gli aspetti meno conosciuti: non gli uomini e le donne seguiti e idolatrati per anni dai media, ma le figure meno visibili di una famiglia ricca di luci e ombre.</p><p>Davide Mazzocco ha intervistato su <em>Quotidiano Piemontese</em> l&#8217;autore:</p><blockquote><p>Fedele a un cinema autoriale che sarebbe riduttivo ascrivere alla  categoria del documentario, Giovanni Piperno continua anche con <em>Il pezzo mancante</em>,  in uscita nei cinema italiani venerdì 10 giugno, a raccontare storie.  Lo fa con la sensibilità di chi è capace di passare dal disagio della  povertà (<em>Il film di Mario, </em>con Agostino Ferrente) a quello della malattia mentale (<em>Cimap!  – Cento italiani matti a Pechino</em>), dall’abusivismo edilizio (<em>L’esplosione</em>) al  cinema di Bollywood (<em>Un thé sul set</em>),  ma lo fa anche con la tecnica di chi si è fatto le ossa come assistente  operatore dando una mano a registi del calibro di Martin Scorsese,  Terry Gilliam e Nanni Moretti. Presentato all’ultimo Torino Film  Festival, <em>Il pezzo mancante</em> racconta le vicende della famiglia  Agnelli ribaltando il luogo comune secondo il quale la storia la  scrivono i vincitori. Ecco, almeno in questo film, l’attenzione non è  rivolta ai vincenti ma ai più deboli e alle debolezze dei forti.</p></blockquote><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/9oAw4BG3egI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/09/storie-di-agnelli-il-pezzo-mancante/116969/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Manuele Madalon: la supercazzola dell&#8217;editoria</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/20/manuele-madalon-la-supercazzola-delleditoria/112628/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/20/manuele-madalon-la-supercazzola-delleditoria/112628/#comments</comments> <pubDate>Fri, 20 May 2011 18:47:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[editoria]]></category> <category><![CDATA[L'implosione]]></category> <category><![CDATA[Manuele Madalon]]></category> <category><![CDATA[salone del libro]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category> <category><![CDATA[Vip]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=112628</guid> <description><![CDATA[Manuele Madalon è l&#8217;autore farlocco di un libro farlocco intitolato non per caso L&#8217;implosione. Il sedicente Madalon ha contattato al recente Salone del libro di Torino un gruppo di intellettuali e vip (veri) ringraziandoli per aver letto il suo libro (farlocco) a cui erano stati dedicati anche un comunicato stampa (farlocco) e un evento (farlocco)...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Manuele Madalon</strong> è l&#8217;autore farlocco di un libro farlocco intitolato non per caso <em>L&#8217;implosione</em>. Il sedicente Madalon ha contattato al recente Salone del libro di Torino un gruppo di intellettuali e vip (veri) ringraziandoli per aver letto il suo libro (farlocco) a cui erano stati dedicati anche un comunicato stampa (farlocco) e un evento (farlocco) di presentazione al Salone.</p><p>Il video in cui Madalon intervista e sbertuccia in puro &#8220;stile <em>Iene</em>&#8221; le sue intellettualissime vittime è diventato un vero tormentone in rete. E&#8217; più drammatico che triste vedere intellettuali o assimilati che commentano, criticano, <strong>pontificano su un libro che non esiste</strong>, che non hanno mai letto, ma su cui si sentono in dovere di dire un parere, ovviamente compiacente.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/yNX3JbqbliI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div><br /> <strong>Andrea Bajani</strong>, autore vero di libri veri, ha raccontato nella vera presentazione del libro falso: <em>“Gli editori ogni tanto chiamano gli scrittori e gli richiedono la fascetta per un nuovo scrittore da lanciare senza farti neppure leggere il libro. La &#8216;madalonizzazione&#8217; è un fenomeno della società per cui si deve essere disposti a dire che tutto è bello fin da subito. Viviamo in un mondo dove nessuno ha voglia di imparare ma se ti chiedo qualcosa tu devi sempre <strong>far finta di saperlo</strong>”</em>.</p><p>Madalon è nella vita di tutti i giorni <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://futura.unito.it/il-master/la-redazione/gabriele-madala/" target="_blank"><strong>Gabriele Madala</strong></a></span>, giornalista e studente del Master in giornalismo dell’Università di Torino.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/20/manuele-madalon-la-supercazzola-delleditoria/112628/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>12</slash:comments> </item> <item><title>Fassino e la profezia elettorale di Torino</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/18/fassino-e-la-profezia-elettorale-di-torino/112116/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/18/fassino-e-la-profezia-elettorale-di-torino/112116/#comments</comments> <pubDate>Wed, 18 May 2011 16:50:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Alberto Musy]]></category> <category><![CDATA[Elezioni 2011 Torino]]></category> <category><![CDATA[Juri Bossuto]]></category> <category><![CDATA[M5S]]></category> <category><![CDATA[Piero Fassino]]></category> <category><![CDATA[terzo polo]]></category> <category><![CDATA[vittorio bertola]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=112116</guid> <description><![CDATA[“Se Fassino non vince, mi eviro!” In effetti Luigi Pautasso (il nome è ovviamente inventato), politologo piemontese in pectore ed opinionista da fermata del tram, aveva utilizzato una forma espressiva più colorita ed in stretto dialetto piemontese. Era l’inizio delle sue previsioni elettorali mercoledì scorso sotto la pensilina della fermata dei tram a Porta Susa. Stava...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>“Se Fassino non vince, mi eviro!” </em>In effetti Luigi Pautasso (il nome è ovviamente inventato), politologo piemontese <em>in pectore </em>ed opinionista da fermata del tram, aveva utilizzato una forma espressiva più colorita ed in stretto dialetto piemontese. Era l’inizio delle sue <strong>previsioni elettorali </strong>mercoledì scorso sotto la pensilina della fermata dei tram a Porta Susa. Stava parlottando con un pari età pensionato di politica e di città e ci siamo fatti coinvolgere dai suoi discorsi dando il meglio del nostro dialetto simil Camillo Benso Conte di Cavour.</p><p>“Monsù” Pautasso continuava la sua <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/12/fassino-e-i-candidati-del-villaggio-di-asterix/110750/" target="_blank">profezia elettorale</a></span>: <em>“Come fa <strong>Fassino </strong>a perdere? A Torino il suo predecessore Sergio Chiamparino piace a tutti soprattutto agli anziani. Poi Fassino è molto conosciuto da tutti. E quel Coppola chi sa chi è? E anche Musy io non so mica chi sia? L’ho visto sui manifesti e in televisione, ma ne so poco. Come faccio a fidarmi?”<br /> </em><br /> E poi ancora: <em>“Fassino non mi entusiasma ma è uno di quelli della vecchia guardia, grossi danni non li farà. Me ne ha parlato bene una signora che abita nell’alloggio di fronte, l’ha visto in giro per Torino. E’ tanto educato”</em>. Ad una domanda diretta su chi avrebbe votato, il fantomatico Pautasso rispondeva in forma interrogativo – depistatoria per poi confessarsi: <em>“Io non vengo mica a diglielo&#8230; Ma sì, voterò anche io Fassino. Mio nipote vota invece Beppe Grillo e le sue liste del <strong>Movimento 5 Stelle</strong>. E’ molto entusiasta, sta facendo anche propaganza per loro. L’altra mia nipote stava con Rifondazione, ma ora penso voti anche lei Fassino. I miei figli non votano più da tempo, mia moglie penso voti anche lei per Fassino, ma a volte non la seguo più dato che sembra apprezzare Berlusconi e la Lega. Io non ci capisco piu niente”</em>.</p><p>Monsù Pautasso forse non ci capiva molto delle scelte elettorali della sua famiglia, ma ha azzeccato il risultato annunciato. Meno previsto era il successo di Fassino con una performance da 57% contro un 27% del candidato Pdl Coppola. <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/16/amministrative-torino/111529/" target="_blank">Il terzo polo torinese è a 5 Stelle</a></span></strong>, superato con il candidato <strong>Vittorio Bertola</strong> il l’uomo del Terzo polo canonico Alberto Musy. Sorprendente e inquietante il 3,5% del secondo Coppola (Domenico) che con liste “farlocche” ha preso voti a Pdl e grillini. La coalizione di Sinistra di <strong>Juri Bossuto</strong> si è fermata a quota 1,5% senza riuscire ad arrivare in consiglio comunale.</p><p>Ora siamo curiosi di vedere analisi dei flussi elettorali e delle stratificazioni demografiche del voto per capire meglio che è successo. Se a Milano la vittoria del centrosinistra è la vittoria del nuovo sul passato, a Torino c’è il <strong>successo della continuità</strong> sul potenziale rinnovamento di polo politico, con in addendum il successo del Movimento 5 Stelle contro la decrescita non felice del Terzo Polo. Come aveva previsto a grandi linee Monsù Pautasso che vive fra la gente, non fra i <em>maître à penser</em> sabaudi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/18/fassino-e-la-profezia-elettorale-di-torino/112116/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>10</slash:comments> </item> <item><title>Fassino e i candidati del villaggio di Asterix</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/12/fassino-e-i-candidati-del-villaggio-di-asterix/110750/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/12/fassino-e-i-candidati-del-villaggio-di-asterix/110750/#comments</comments> <pubDate>Thu, 12 May 2011 16:45:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Alberto Musy]]></category> <category><![CDATA[elezioni]]></category> <category><![CDATA[Elezioni 2011 Torino]]></category> <category><![CDATA[Giusi La Ganga]]></category> <category><![CDATA[Juri Bossuto]]></category> <category><![CDATA[Michele Coppola]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[Piero Fassino]]></category> <category><![CDATA[primarie]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category> <category><![CDATA[vittorio bertola]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=110750</guid> <description><![CDATA[Piero Fassino sarà molto probabilmente il nuovo sindaco di Torino, forse addirittura senza passare dal ballottaggio. Se non succedono cataclismi politici, sotto la Mole il successo del Pd è cosa certa. L’incertezza consiste nel capire se Fassino ce la farà al primo turno senza passare dal ballottaggio. All’inizio della campagna elettorale i sondaggi erano per...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Piero Fassino</strong> sarà molto probabilmente il nuovo sindaco di <strong>Torino</strong>, forse addirittura senza passare dal ballottaggio. Se non succedono cataclismi politici, sotto la Mole il successo del Pd è cosa certa. L’incertezza consiste nel capire se Fassino ce la farà al primo turno senza passare dal ballottaggio. All’inizio della campagna elettorale i sondaggi erano per un successo diretto. Ora la situazione è più fluida. I tanti candidati “alternativi” (12) hanno fatto la loro parte per farsi conoscere e darsi visibilità e sono riusciti a rosicchiare voti e percentuali al ben più noto Piero.</p><p>La campagna elettorale torinese è stata una delle più soporifere mai viste. Fassino era il candidato “perfetto” per il <strong>Pd nazionale</strong>, quello con base a Roma. Fortemente voluto dai vertici romani e accettato a denti stretti dal partito piemontese, conosciuto e stimato dai dirigenti della sinistra locale che hanno visto crescere Piero sotto la Mole, prima del grande balzo verso la carriera romana. Fassino è anche ben visto dai “poteri forti” locali che vedono in lui la continuità con la gestione<strong> Chiamparino</strong> del decennio precedente. Lo stesso sindaco uscente, molto amato dalla maggioranza dei torinesi, ha avallato questa continuità verso Fassino patrocinando in ogni modo la sua candidatura.</p><p>Il successo di Fassino nelle primarie del Pd è stato deciso, ma non plebiscitario, veicolato principalmente dal <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/28/fassino-torino-il-giorno-dopo/94364/" target="_blank">voto dei torinesi “meno giovani”</a></span>. Nel frattempo sono arrivati i suoi <strong>sfidanti</strong>, molto meno conosciuti, ma pieni di proposte, idee e buona volontà. Erano state presentate 15 candidature a sindaco per un numero enorme di liste. La commissione elettorale ha ridotto a 12 i candidati ammessi.</p><p>Il Pdl, dopo un lungo e non indolore processo decisionale, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/20/berlusconi-il-terzo-polo-propone-liste-patacca-e-un-inganno-per-i-cittadini/105757/" target="_blank">ha scelto <strong>Michele Coppola</strong></a></span>, giovane assessore della giunta Cota in sintonia con Enzo Ghigo, che si sta dannando l’anima per riscuotere consensi, nonostante un insidioso “fuoco amico” come le ultime <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/politica/articolo/lstp/401621/" target="_blank">sparate contro di lui di Roberto Rosso</a></span>. Il Terzo polo ha scelto <strong>Alberto Musy</strong>, avvocato appena arrivato al mondo della politica. Da tempo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/07/torino-il-movimento-5-stelle-presenta-il-candidato-e-sfida-fassino-non-ci-poniamo-limiti/95787/" target="_blank">il Movimento Cinque Stelle aveva scelto <strong>Vittorio Bertola</strong></a></span>, un ignegnere torinese giovane, ma con già una lunga carriera professionale alle spalle. I grillini possono puntare a diventare il terzo partito torinese dopo l’exploit delle precedenti elezioni regionali.  La Federazione della Sinistra ha schierato un altro giovane come <strong>Juri Bossuto</strong>. Ma L’elenco dei “new entry” continua con i cadidati di diversi movimenti come Rossana Becarelli candidato da Coscienza Comune, Giacinto Marra candidato da Azzurri Italiani, Giorgio Portis candidato per la Federazione dei Movimenti per Torino.</p><p>La strategia di Fassino è stata quella del “basso profilo” e dell’ascolto. Fassino poteva solo fare errori: perdere una vittoria annunciata. All’inizio ha fatto <strong>errori </strong>che potevano costargli cari come <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/18/a-torino-il-pd-candida-i-pregiudicati/105255/" target="_blank">portare a bordo<strong> Giusi La Ganga</strong></a></span> e la “famiglia” Lupi. Dopo queste esperienze ha cercato il meno possibile i confronti “pericolosi” e ha iniziato un percorso instancabile di incontri con cittadini e assciazioni per prendere contatto con la Torino che negli ultimi hanni aveva frequentato decisamente di meno.</p><p><em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.quotidianopiemontese.it/speciali/speciale-elezioni-amministrative-2011/le-interviste-ai-candidati-sindaco-di-torino/" target="_blank"><strong>Quotidiano Piemontese</strong></a></span></em> ha pubblicato le video interviste a quasi tutti i candidati a sindaco del Comune di Torino. Mancano solo tre candidati, tra cui Fassino, che ha scelto di rispondere con un&#8217;intervista scritta. Quello che risulta dalle interviste è comunque una grande passione politica per il futuro della città, dei suoi cittadini. Una grande voglia di politica diversa da quella tradizionale, che cerca nuovi spazi e collocazioni alternative a una suddivisione fra destra e sinistra.</p><p>I sondaggisti dicono che Fassino è decidamente ben messo per il successo, ma dicono anche che in casi come questo con troppi volti e partiti nuovi, ci potrebbero essere sorprese e colpi di scena, forse non epocali, ma significativi. Vedremo lunedì pomeriggio quando si sapranno i risultati. Proprio per discutere dell’esito del voto a Torino e in Italia, abbiamo organizzato per lunedì 16 maggio una <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.quotidianopiemontese.it/speciali/speciale-elezioni-amministrative-2011/porte-aperte-al-voto-2011/" target="_blank">diretta</a></span> </strong>per commentarlo con blogger, politici, personaggi della società civile, postare sui blog, aggiornare Twitter e Facebook.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/12/fassino-e-i-candidati-del-villaggio-di-asterix/110750/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>27</slash:comments> </item> <item><title>Presi per il Pil: il falso mito della crescita infinita</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/11/presi-per-il-pil-il-falso-mito-della-crescita-infinita/110539/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/11/presi-per-il-pil-il-falso-mito-della-crescita-infinita/110539/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 May 2011 17:44:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Andrea Bertaglio]]></category> <category><![CDATA[decrescita]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo Fioramonti]]></category> <category><![CDATA[pil]]></category> <category><![CDATA[Presi per il Pil]]></category> <category><![CDATA[Stefano Cavallotto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=110539</guid> <description><![CDATA[Il dogma del Pil domina in modo assoluto sui media, in politica, nell’opinione pubblica. Sviluppo uguale crescita. E la crescita non può che essere l’aumento del Prodotto interno lordo. Per sfatare questo dogma senza futuro Stefano Cavallotto con Andrea Bertaglio e Lorenzo Fioramonti hanno realizzato un documentario dal titolo Presi per il Pil, un viaggio lungo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il dogma del Pil domina in modo assoluto sui media, in politica, nell’opinione pubblica. Sviluppo uguale crescita. E la crescita non può che essere l’aumento del Prodotto interno lordo. Per sfatare questo dogma senza futuro Stefano Cavallotto con <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/MPallante" target="_blank">Andrea Bertaglio</a></span> e Lorenzo Fioramonti hanno realizzato un documentario dal titolo <em><strong>Presi per il Pil</strong></em>, un viaggio lungo l’Italia alla scoperta di cinque storie che aiutano a capire meglio che cosa significa in pratica decrescita e come non sia così difficile liberarsi dal dogma del Pil.</p><p>Prodotto da <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.settembrefilm.it/" target="_blank">Settembre Film</a></span> con il con il sostegno di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.fctp.it/movie_item.php?id=2144&amp;type=2" target="_blank">Film Commission Torino Piemonte</a></span> e della Regione Piemonte, il film nasce dall’esperienza di ricerca e di attivismo degli autori che, attraverso modalità diverse, si sono confrontati con il dogma delle crescita economica e le alternative possibili. Verrà presentato ai principali festival d&#8217;Italia e d&#8217;Europa e l’intenzione è quella di proiettarlo nelle scuole, nelle università e presso le associazioni del terzo settore, ma anche di proporlo alle principali emittenti televisive.</p><p>Esiste poi una sottoscrizione popolare su <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.produzionidalbasso.com/pdb_600.html" target="_blank">Produzioni dal Basso</a></strong></span>, che permetterà di avere le risorse minime necessarie per iniziare la produzione a cui tutti possono contribuire acquistando una o più quote del progetto.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/HlbMsmkhkko" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/11/presi-per-il-pil-il-falso-mito-della-crescita-infinita/110539/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>45</slash:comments> </item> <item><title>Bresso contro Cota, è guerra sul bilancio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/12/bresso-contro-cota-e-guerra-sul-bilancio/103935/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/12/bresso-contro-cota-e-guerra-sul-bilancio/103935/#comments</comments> <pubDate>Tue, 12 Apr 2011 17:24:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[bilancio]]></category> <category><![CDATA[denuncia]]></category> <category><![CDATA[Mercedes Bresso]]></category> <category><![CDATA[Piemonte]]></category> <category><![CDATA[Regione]]></category> <category><![CDATA[Roberto Cota]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=103935</guid> <description><![CDATA[Il rapporto spigoloso fra Mercedes Bresso e Roberto Cota marca un nuovo episodio di un duello rusticano iniziato durante la campagna elettorale, continuato nelle discussioni e nelle carte bollate del dopo voto e che ora ha trovato il suo campo di battaglia nella vicenda tortuosa del bilancio regionale. L&#8217; ex presidente della Regione Piemonte ha deciso...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il rapporto spigoloso fra <strong>Mercedes Bresso</strong> e <strong>Roberto Cota</strong> marca un nuovo episodio di un duello rusticano iniziato durante la campagna elettorale, continuato nelle discussioni e nelle carte bollate del dopo voto e che ora ha trovato il suo campo di battaglia nella vicenda tortuosa del bilancio regionale. L&#8217; ex presidente della Regione Piemonte ha deciso di <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.quotidianopiemontese.it/2011/04/12/bresso-denuncia-cota-%E2%80%9Ccopre-sue-responsabilita-con-menzogne%E2%80%9D/" target="_blank">denunciare</a></span> </strong>l’attuale presidente, Roberto Cota, dopo le dichiarazioni sul presunto buco nel bilancio regionale.</p><p><em>&#8220;E’ inaccettabile, non c’è nessun ammanco di 2 miliardi e la mia Giunta le tasse le ha sempre abbassate</em> (abbassando la quota regionale dell’addizionale Irpef ed eliminando i ticket sui farmaci per i redditi fino a 36.151 euro, ndr)<em>. Ho dato mandato a un legale di ricorrere alla giustizia penale contro le numerose <strong>falsità dichiarate dall’onorevole Cota</strong>. Le menzogne ai fini politici hanno un limite </em>– prosegue Bresso – <em>affermare in modo continuativo falsità per cercare di trasformarle in verità è una tecnica criminale che non intendo più accettare. La Giunta Cota sposta il discorso su altri piani per evitare di assumersi le proprie responsabilità e nascondere le conseguenze per il Piemonte del taglio di 500 milioni all’anno effettuato dal ministro Tremonti.&#8221;</em></p><p>Ma che ha detto Cota di così grave da scatenare le ire della &#8220;zarina&#8221; sotto la Mole ? Nella conferenza stampa indetta ieri per dire la sua sulla discussa vicenda del bilancio della Regione Piemonte ereditato proprio dalla Bresso <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.quotidianopiemontese.it/2011/04/11/cota-attacca-bresso-sul-bilancio-regionale-il-botta-e-risposta/" target="_blank">aveva alzato il tiro</a></span>. <em>&#8220;Oggi è il giorno dell’operazione verità su come è stata governata la Regione nei cinque anni passati. Grazie ai dati di cui siamo in possesso, possiamo entrare nel merito dei conti regionali con chiarezza e trasparenza. Quando siamo arrivati al governo della Regione il 3 maggio scorso non c’era un bilancio approvato. Abbiamo dovuto chiudere quindi quello presentato dalla Giunta uscente, intuendo già quello che avremmo a breve scoperto: le <strong>previsioni di bilancio contenute erano sbagliate</strong>, con una sovrastima di oltre 614 milioni delle entrate tributarie, in particolare dell’Irap, a cui è stata sommata una sottostima Iva per poter chiudere la partita. Abbiamo già denunciato gli artifizi contabili a cui era abituata la Giunta Bresso, che il 29 marzo 2010, ad urne ancora aperte, ha cancellato impegni della Regione per oltre 708 milioni: solo così è stato possibile per la Giunta uscente chiudere il bilancio, evitando che il 2009 registrasse un disavanzo. Questo meccanismo scientifico di maquillage è stato perpetrato per anni, ingannando i piemontesi, a cui veniva detto che tutto andava per il meglio&#8221;.</em></p><p>Ora la palla sembra passare ai <strong>legali </strong>dei due politici per derimere le rispettive accuse, mentre siamo molto curiosi di capire come andrà a finire la questione del bilancio sempre più fantasmicamente contestato della Regione Piemonte. Altro che celebrazioni per i 150 anni. Qui la guerra (d&#8217;indipendenza ?) è appena scoppiata !</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/12/bresso-contro-cota-e-guerra-sul-bilancio/103935/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>18</slash:comments> </item> <item><title>I precari del giornalismo in marcia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/09/i-precari-del-giornalismo-in-marcia/103339/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/09/i-precari-del-giornalismo-in-marcia/103339/#comments</comments> <pubDate>Sat, 09 Apr 2011 15:55:14 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[9 aprile]]></category> <category><![CDATA[giornalisti]]></category> <category><![CDATA[Il nostro tempo è adesso]]></category> <category><![CDATA[manifestazione]]></category> <category><![CDATA[Ordine]]></category> <category><![CDATA[precari]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=103339</guid> <description><![CDATA[Oggi in decine di piazze d’Italia stanno manifestando precari, disoccupati, sottoccupati, sfruttati. Manifesteranno perchè questo paese ritrovi giustizia, legalità e dignità. Il precariato è un grave problema, ma in quanto tale non sarebbe insormontabile. Diventa una minaccia all’esistenza delle persone quando insieme al precariato ci si imbatte nell’illegalità degli imprenditori, dei superiori gerarchici e spesso...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi <a style="text-decoration: underline;" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/09/da-roma-a-bruxelles-tutti-in-piazza-contro-la-precarieta/103336/" target="_blank"><strong>in decine di piazze d’Italia</strong></a> stanno manifestando precari, disoccupati, sottoccupati, sfruttati. Manifesteranno perchè questo paese ritrovi giustizia, legalità e dignità.</p><p>Il precariato è un grave problema, ma in quanto tale non sarebbe insormontabile. Diventa una minaccia all’esistenza delle persone quando insieme al precariato ci si imbatte nell’<strong>illegalità</strong> degli imprenditori, dei superiori gerarchici e spesso dei colleghi che sfruttano, che vessano, che ricattano per mantenere alte le loro rendite di denaro o prestigio, e per poter esercitare potere e per incutere paura. Si tratta di sfruttamento puro e crudo che sublima le caratteristiche peggiori del precariato,  al cui confronto quello che si stimmatizza nei paesi asiatici nel lavoro manuale è poco di peggio, poco di più pietosamente schifoso.</p><p>Oggi sfilano anche centinaia di <strong>giornalisti precari</strong>, vessati, sfruttati. Professionisti giovani e meno giovani costretti a fare vite d’inferno per cercare di svolgere onestamente il loro lavoro. Sfileranno urlando la loro rabbia e la loro indignazione per il vecchio decrepito sistema dell’informazione italiano, che continua a non capire che sta morendo con i suoi errori e con le sue nefandezze. O forse questo sistema sta coscientemente capendo di essere al suo <em>exitus </em>e per cercare di tutelarsi, invece che accettare i tempi cambiati, aggredisce ancora con maggiore veemenza i deboli, soprattutto quelli che cercano di alzare la testa contro il sistema stesso.</p><p>In questo scenario può anche capitare di trovarsi con <strong>ordini professionali e sindacati regionali </strong>clamorosamente infiltrati da rappresentanti degli sfruttatori e al soldo degli editori esteticamente probi, ma concretamente truffaldini, che coprono, nascondono, giustificano pur di salvare la loro vergognosa paghetta di mezzi uomini.</p><p>Il mondo dei giornalisti è un mondo con <strong>straordinari professionisti mischiati con esseri indegni</strong>. Questi ultimi sono peggio dei nostri politici, anzi fanno molto più schifo dei nostri politici perché dietro a un algido trincerarsi dietro deontologie e regole, portano avanti pietose consorterie e interessi meschini. Non sanno alzare la testa e non pensano neppure di farlo. Non hanno neppure il coraggio di guardare negli occhi chi hanno di fronte per l’incapacità della loro espressione di nascondere la spazzatura che si portano dentro. Sono quei giornalisti che in massa non hanno avuto il coraggio di raccontare la storia di una loro <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/14/entro-anchio-no-tu-no/76927/" target="_blank">collega che ha fatto lo sciopero della fame</a></span> per difendere la dignità del suo lavoro.</p><p>Forse non si rendono conto che la loro fine è vicina, vicinissima. Il mondo è cambiato e loro sono zombie come in un peggior film dell&#8217;orrore. Le cose cambiano veloci. Fra poco in questo paese ci saranno solo due partiti, anche se non vogliamo ancora dirlo: quello degli onesti e quello dei disonesti. Il <strong>tappo sull’informazione</strong> e sull’inerzia del non denunciare gli abusi sta saltando.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/09/i-precari-del-giornalismo-in-marcia/103339/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;informazione online in Italia fa schifo?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/29/la-qualita-dellinformazione-su-internet-in-italia/100744/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/29/la-qualita-dellinformazione-su-internet-in-italia/100744/#comments</comments> <pubDate>Tue, 29 Mar 2011 10:01:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[impression]]></category> <category><![CDATA[informazione]]></category> <category><![CDATA[Internet]]></category> <category><![CDATA[Marcello Tansini]]></category> <category><![CDATA[visualizzazioni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=100744</guid> <description><![CDATA[Tutto è nato da un video messo online da Marcello Tansini dal titolo Internet fa schifo in Italia, che ovviamente oltre a provocare vuol far ragionare: Il video e lo scritto sono poi stati ripresi da Marco Renzi su LSDI. Lo scenario che viene presentato è preoccupante. &#8220;Un sistema fatto di articoli duplicati, da pagine di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Tutto è nato da un video messo online da Marcello Tansini dal titolo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.webmasterpoint.org/speciale/internet-in-italia-news-articoli-qualita.html" target="_blank">Internet fa schifo in Italia</a></span>, che ovviamente oltre a provocare vuol far ragionare:</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/UL-o3tpfjQs" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Il video e lo scritto sono poi stati <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.lsdi.it/2011/03/16/internet-in-italia-fa-davvero-schifo/" target="_blank">ripresi da Marco Renzi su LSDI</a></span>.</p><p>Lo scenario che viene presentato è preoccupante.</p><p>&#8220;<em>Un sistema fatto di articoli duplicati, da pagine di 2-3 righe che rimandando ad altre pagine, da titoli che nulla hanno a che fare con i contenuti di quello che il lettore troverà effettivamente in quella pagina, il continuo rincorrere a cercare le prime posizioni su Google News falsando gli orari di uscita dei pezzi e con tanti altri piccoli trucchi. L&#8217;obiettivo è fare visite, impressions&#8230; sembra che siamo tornati indietro agli inizi di internet dove non contava la qualità ma avere solo visite o per meglio (che pur sempre è importante) dire ancora impression (visualizzazioni) anche con i refresh automatici della pagina ogni 20 secondi che sono tornati di nuovo in auge anche sui grandi giornali italiani!</em>&#8220;.</p><p>Un melassa di contenuti mediamente desolanti.</p><p>Riusciranno le nuove testate digitali come ilfattoquotidiano.it a creare informazione originale e di qualità e di superare i media tradizionali <strong>oramai autoreferenziali</strong> e incapaci di uscire dal loro passato?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/29/la-qualita-dellinformazione-su-internet-in-italia/100744/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>23</slash:comments> </item> <item><title>A lezione di fisica termonucleare da B.</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/16/a-lezione-di-fisica-termonucleare-da-silvio-b/97954/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/16/a-lezione-di-fisica-termonucleare-da-silvio-b/97954/#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 Mar 2011 11:35:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Nucleare]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[tv]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=97954</guid> <description><![CDATA[Nucleare sì, nucleare no: occorre essere bene informati sul tema per decidere. Ci piacerebbe che i nostri politici avessero le idee chiare. Ci piacerebbe che questi conoscessero la scienza e la tecnologia che tanto sono importanti oggi per poter fare scelte strategiche serie. Silvio Berlusconi pare avere qualche problema sul descrivere i processi che portano alla...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nucleare sì, nucleare no: occorre essere <strong>bene informati</strong> sul tema per decidere. Ci piacerebbe che i nostri politici avessero le idee chiare. Ci piacerebbe che questi conoscessero la scienza e la tecnologia che tanto sono importanti oggi per poter fare scelte strategiche serie.</p><p><strong>Silvio Berlusconi</strong> pare avere qualche problema sul descrivere i processi che portano alla produzione di energia attraverso le particelle elementari della materia. Eccolo in un video, segnalato su Facebook dagli amici di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://scienzaintv.ning.com/" target="_blank">Cattiva Scienza in Tv</a></span>, a spiegare sinteticamente la produzione dell&#8217;energia nucleare dalle cellule!</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/l8iFXd0bzz4" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p><em><br /> &#8220;Pur essendo noi la patria di Enrico Fermi, creatore della possibilità di creare dalla scomposizione delle <strong>cellule </strong>l&#8217;energia nucleare&#8230;&#8221;</em>: se qualcuno del suo staff passa da queste parti consigliamo qualche <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fissione_nucleare" target="_blank">lettura a proposito su Wikipedia</a></span>, ma visto che questa è un po troppo comunista, gli consigliamo di leggere la sempre attuale <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/fissione/" target="_blank">Treccani</a></span> per prossimi eventuali dibattiti pubblici sul tema.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/16/a-lezione-di-fisica-termonucleare-da-silvio-b/97954/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>53</slash:comments> </item> <item><title>Decodificare i concetti: B. su Tangentopoli</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/12/decodificare-i-concetti-b-su-tangentopoli/97238/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/12/decodificare-i-concetti-b-su-tangentopoli/97238/#comments</comments> <pubDate>Sat, 12 Mar 2011 14:59:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[angelino alfano]]></category> <category><![CDATA[Bettino Craxi]]></category> <category><![CDATA[Mani Pulite]]></category> <category><![CDATA[riforma della giustizia]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[tangentopoli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=97238</guid> <description><![CDATA[Silvio Berlusconi: &#8220;Se avessimo avuto questa riforma della Giustizia vent&#8217;anni fa si sarebbe evitata l&#8217;esondazione, l&#8217;invasione della magistratura nella politica. E quelle situazioni che hanno portato, nel corso della storia degli ultimi venti anni, a cambiamenti di governo. Tangentopoli non sarebbe mai esistita. Questa riforma è come una liberazione che aspettavo dal 1994.&#8221; (Conferenza stampa del...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Silvio Berlusconi: <em>&#8220;Se avessimo avuto questa <strong>riforma della Giustizia</strong> vent&#8217;anni fa si sarebbe evitata l&#8217;esondazione, l&#8217;invasione della magistratura nella politica. E quelle situazioni che hanno portato, nel corso della storia degli ultimi venti anni, a cambiamenti di governo. Tangentopoli non sarebbe mai esistita. Questa riforma è come una liberazione che aspettavo dal 1994.&#8221; </em>(<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/10/berlusconi-ai-ministri-non-e-riforma-ad-personam/96490/" target="_blank">Conferenza stampa del 10 marzo</a></span> a palazzo Chigi,  durante la quale è stata presentata la riforma della Giustizia.)</p><p>Ovvero:</p><p>Se non avessero beccato prima del dovuto il mio referente politico <strong>Bettino Craxi</strong>, forse questa riforma l&#8217;avrebbe già fatta lui. Invece questi giudici milanesi l0 hanno cuccato con le mani nel sacco e mi è toccato &#8220;scendere in campo&#8221;, spendere un sacco di soldi nelle campagne elettorali, sorbirmi Emilio Fede che dopo un po&#8217; stuferebbe chiunque. Prendermi un sacco di rischi smontando la rete commerciale di Publitalia per trasformarla in un partito. Pagare una montagna di euro alla mia ex moglie per il divorzio. Dovermi sorbire quei rompiscatole di Putin e Gheddafi, che erano gli unici leader internazionali che mi filassero. Farmi una valanga di figure ridicole perchè sono completamente inadatto a fare diplomazia. Dover pagare manciate di donne per distrarmi un po&#8217; alla sera con gli amici. Fare leggi per difendere i miei business e la mia persona. E adesso rischio di giocarmi tutti questi sforzi per colpa di un po&#8217; di sesso con una minorenne marocchina. Bravo ministro guardasigilli: bel lavoro!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/12/decodificare-i-concetti-b-su-tangentopoli/97238/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> <item><title>Fassino, Torino: il giorno dopo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/28/fassino-torino-il-giorno-dopo/94364/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/28/fassino-torino-il-giorno-dopo/94364/#comments</comments> <pubDate>Mon, 28 Feb 2011 12:34:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[cambiamento]]></category> <category><![CDATA[Davide Gariglio]]></category> <category><![CDATA[Gianguido Passoni]]></category> <category><![CDATA[Michele Curto]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[Piero Fassino]]></category> <category><![CDATA[primarie]]></category> <category><![CDATA[Silvio Viale]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=94364</guid> <description><![CDATA[Fassino ha vinto, pardon ha stravinto le primarie del centrosinistra a Torino. L’ex segretario nazionale dei Ds ha ottenuto il 55,28% dei voti. Davide Gariglio, lo sfidante più combattivo, il 27,39%, Gianguido Passoni il 12,42%, Michele Curto il 4,15% e Silvio Viale lo 0,75%. Il dato che certamente impressiona è l’affluenza massiccia dei torinesi ai seggi:...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/28/primarie-a-torino-stravince-piero-e-il-pd-incassa-l80-dei-voti-totali/94338/" target="_blank"><strong>Fassino ha vinto</strong></a></span>, pardon ha stravinto le primarie del centrosinistra a Torino. L’ex segretario nazionale dei Ds ha ottenuto il 55,28% dei voti. Davide Gariglio, lo sfidante più combattivo, il 27,39%, Gianguido Passoni il 12,42%, Michele Curto il 4,15% e Silvio Viale lo 0,75%.</p><p>Il dato che certamente impressiona è<strong> l’affluenza massiccia </strong>dei torinesi ai seggi: 53.185 cittadini hanno votato alle primarie, donando alle casse dei partiti del centrosinistra torinese 2 euro a testa. Si tratta di un piccolo record per la città della Mole e il segreterio Pd torinese Paola Bragantini esulta: <em>“Ha vinto la città, il centrosinistra e soprattutto il Partito Democratico”</em>.</p><p>Diversa la situazione obiettiva della coalizione e del Pd locale. Non ci sono, ad ora, dati sulla stratificazione anagrafica dei votanti, ma un <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/politica/articolo/lstp/389024/" target="_blank">sondaggio</a></strong></span> di metà febbraio sulle intenzioni di voto dava un Fassino vincente con una distacco da Gariglio molto più modesto che quello che poi le urne hanno sancito. Lo stesso sondaggio aveva centrato il risultato di Passoni, sovrastimato di poco il voto per Curto, di molto quello per Viale.</p><p>Due dati saltavano agli occhi da un’analisi del sondaggio. I cittadini<strong> fino ai 60 anni</strong> apprezzavano Fassino e Gariglio quasi con uguale percentuale, quelli<strong> più anziani </strong>sceglievano “Piero da Avigliana” in ragione doppia del rivale. E di un voto delle pantere grigie ha parlato dopo le primarie il sempre graffiante <em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.lospiffero.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1511:effetto-vecchioni-le-pantere-grigie-spingono-fassino-alla-vittoria&amp;catid=3:prima-pagina&amp;Itemid=7" target="_blank">Spiffero</a></span></em>. Un secondo dato evidente era che i votanti di Passoni, Curto e Viale manifestavano una fiducia calante nei confronti del sindaco uscente Chiamparino.</p><p>Fassino ha vinto, ma ora forse nascono i problemi: che potrà succedere ? Come reagirà Gariglio e la componente cattolico democratica a lui vicina ? E la sinistra più a sinistra rappresentata da Passoni e Curto ? Un dato è chiaro: se c’era bisogno di chiarire i<strong> rapporti di forza fra Passoni e Curto</strong>, il voto sembra dare risposte evidenti a favore del quarantenne apprezzato assessore al Bilancio della giunta Chiamparino. Stiamo aspettando le reazioni “a botta fredda” di Gariglio e della componente che dietro alla sua candidatura si era coagulata. In questo momento siamo alle grandi strette di mano e ai complimenti formali. Una campagna forte nei toni potrebbe avere creato delle ruggini difficilmente rimovibili in maniera indolore.</p><p>E poi, soprattutto, c’è Piero Fassino. La sua candidatura nella “sua” Torino era stata vissuta da molti come <strong>un’imposizione dall’alto </strong>sulla realtà politica torinese. Il precedente papabile candidato, il rettore del Politecnico Profumo, appoggiato da molte componenti “civiche” si era fatto da parte in maniera diplomatica. Molti, soprattutto in rete, avevano ironizzato sul <em>“nuovo che avanza”</em> legato all’età di Fassino (62 anni), alla sua carriera, ad alcune storie discutibili di cui la più famosa è quella legata a Unipol. Si era creato uno scontento che solo in parte si sarà sanato con il plebiscito a suo favore. D’altra parte la sua carriera e il suo essere molto conosciuto ed apprezzato in città, una certa sua contiguità evidente con la Torino “che conta storicamente”, gli hanno garantito molti consensi in grandi strati sociali. Fassino è uno che non si tira mai indietro. Rappresenta però per molti il <strong>passato </strong>almeno prossimo. Qualcosa di molto lontano dal rinnovamento di una classe dirigente che in molti auspicano anche sotto la Mole.</p><p>Ora sta a Piero Fassino convincere i torinesi tutti della bontà della sua candidatura. Anche e soprattuto quei giovani e quella componente che vuole il<strong> cambiamento “subito e adesso”</strong> che in effetti hanno guardato con grossa preoccupazione alla sua scesa in campo. Questi potrebbero essere la sua spina nel fianco. Potrebbero non presentarsi ai seggi a fine maggio oppure far migrare il loro voto verso altre liste come i Grillini e paradossalmente la Lega, che sembrerebbero incarnare meglio la loro voglia di protesta o di cambiamento. Queste migrazioni di voto potrebbero aprire inattese possibilità per il <strong>PdL</strong> che nel “villaggio di Asterix” del centrosinistra italiano rincorre sempre a fatica. Il caso della sconfitta di Mercedes Bresso alla Regione Piemonte insegna…</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/28/fassino-torino-il-giorno-dopo/94364/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>58</slash:comments> </item> <item><title>La Rivolta del Gelsomino diventa un ebook</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/04/la-rivolta-del-gelsomino-diventa-un-ebook/90155/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/04/la-rivolta-del-gelsomino-diventa-un-ebook/90155/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 Feb 2011 08:15:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Tecno]]></category> <category><![CDATA[Egitto]]></category> <category><![CDATA[Internet]]></category> <category><![CDATA[rivolta del gelsomino]]></category> <category><![CDATA[social network]]></category> <category><![CDATA[Tunisia]]></category> <category><![CDATA[Twitter]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=90155</guid> <description><![CDATA[I protagonisti principali dei recenti avvenimenti del mondo arabo nei paesi del nordafrica che si affaccia sul Mediterraneo sono la Rete e i Social Network. Attraverso Internet i cittadini della Tunisia prima e dell’Egitto poi si sono tenuti in contatto e hanno fatto partire la loro rivolta contro i precedenti regimi. Proprio per questo il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/02/cover-larivoltadelgelsomino.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-full wp-image-90156" title="la rivolta del gelsomino" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/02/cover-larivoltadelgelsomino.jpg?47e3a5" alt="la rivolta del gelsomino" width="200" height="278" /></a>I protagonisti principali dei recenti avvenimenti del mondo arabo nei paesi del nordafrica che si affaccia sul Mediterraneo sono la Rete e i Social Network. Attraverso Internet i cittadini della Tunisia prima e dell’Egitto poi si sono tenuti in contatto e hanno fatto partire la loro rivolta contro i precedenti regimi. Proprio per questo il regime di Mubarak ha fatto una scelta senza precedenti: quella di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.pasteris.it/blog/2011/02/03/il-blackout-di-internet-in-egitto-secondo-akamai/" target="_blank">sconnettere l’Egitto da Internet</a></span>.</p><p>Sulla vicenda tunisina è uscito in questi giorni un ebook decisamente “instant” dal titolo<em> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.quintadicopertina.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=117:70-chilometri-dallitalia&amp;catid=48:ultime-notizie" target="_blank">Settanta chilometri dall&#8217;Italia. Tunisia 2011: la Rivolta del Gelsomino</a></span></em> realizzato da Quintadicopertina, una casa editrice digitale nata nel maggio del 2010.</p><p>Il libro digitale cerca di raccontare che cosa è successo in questi giorni sulle sponde meridionali del Mediterraneo, cosa ha originato le rivolte popolari che stanno infiammando l&#8217;Egitto e in Tunisia hanno portato alla fuga del Presidente Ben Ali e <strong>quale ruolo abbiano svolto i social media </strong>nello scorrere degli eventi.</p><p>Il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://mariaceciliaaverame.wordpress.com/2011/02/03/il-backstage-di-un-istantbook-70-km-dallitalia-tunisia-2011-la-rivolta-del-gelosmino/" target="_blank">racconto della realizzazione dell’ebook</a></span> è una vera epopea del giornalismo digitale dei tempi dei media sociali.</p><p><em>Credo fosse il giorno prima della caduta di Ben Ali, il 14 Gennaio. Abbiamo cominciato a cercare risposte, tessere collegamenti. Tramite Twitter e gruppi online abbiamo cominciato a contattare blogger, chiedere, proporre. In due notti abbiamo trovato i collaboratori essenziali: Voci Globali, un esperimento di giornalismo partecipativo, basato sui citizen media e mirato a rilanciare voci e opinioni spesso dimenticate dall’informazione tradizionale, che ha una particolare attenzione verso Paesi in via di sviluppo, violazione dei diritti umani, giustizia sociale, tutela delle minoranze, rispetto della libertà di espressione, digital divide, migranti e fenomeni migratori. E che sostiene incontri ed eventi pubblici per informare e sensibilizzare.</em></p><p><em>Accanto a loro Mehdi Tekaya, uno storico contemporaneo, vicino alle tematiche del media activism,che ci ha aiutato a costruire un quadro di riferimento composto da una decina di schede storiche, correlate agli avvenimenti attuali.</em></p><p><em>Poi si è passato a scrivere, confrontare, verificare. Linkare video interessanti e materiale di approfondimento, creare una struttura per un testo che potesse essere ‘navigabile’ come un sito internet e che, volendo, potremo aggiornare con estrema facilità.</em></p><p><em>Ci abbiamo messo altri 10 giorni, e poi altri 3 per impaginare e digitalizzare il tutto, con Fabrizio che tirava accidenti per la visualizzazione corretta delle scritte in arabo …</em></p><p><em>Settanta chilometri dall&#8217;Italia</em> è disponibile in vari formati con licenza Creative Commons, al prezzo di 3,49 euro. Il 50% del ricavato delle vendite, salve le spese gestionali, andrà a sostenere le attività dell&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://vociglobali.it/" target="_blank">Associazione Voci Globali</a></span>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/04/la-rivolta-del-gelsomino-diventa-un-ebook/90155/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Berlusconi fa bene ai giornali che odia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/01/berlusconi-fa-bene-ai-giornali-che-odia/89560/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/01/berlusconi-fa-bene-ai-giornali-che-odia/89560/#comments</comments> <pubDate>Tue, 01 Feb 2011 16:21:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Tecno]]></category> <category><![CDATA[accessi]]></category> <category><![CDATA[alexa]]></category> <category><![CDATA[bunga bunga]]></category> <category><![CDATA[corriere.it]]></category> <category><![CDATA[ilfattoquotidiano.it]]></category> <category><![CDATA[repubblica.it]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=89560</guid> <description><![CDATA[Silvio Berlusconi e le sue avventure “amorose” stanno facendo fare una figura vergognosa agli italiani nel mondo. Amici stranieri ci chiedono: ma è possibile che gli italiani non si ribellino? Ma che succede in Italia? All’estero un caso del genere si sarebbe già risolto con le dimissioni del premier per potersi difendere a mani libere. Senza...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/02/Grafico-Repubblica-Corriere1.png?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-89575" title="Grafico Repubblica-Corriere" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/02/Grafico-Repubblica-Corriere1-300x165.png?47e3a5" alt="Gli accessi a Repubblica.it e Corriere.it secondo i dati Alexa" width="300" height="165" /></a>Silvio Berlusconi e le sue avventure “amorose” stanno facendo fare una figura vergognosa agli italiani nel mondo. Amici stranieri ci chiedono: ma è possibile che gli italiani non si ribellino? Ma che succede in Italia? All’estero un caso del genere si sarebbe già risolto con le dimissioni del premier per potersi difendere a mani libere. Senza voler fare dei processi preventivi, il livello del materiale prodotto dalla Procura è tale e tanto da permettere una richiesta di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giudizio_immediato" target="_blank">giudizio immediato</a></span>.</p><p>La vicenda Bungagate ha degli effetti collaterali importanti sul mondo dei <strong>media liberi</strong>, quelli che il premier più volte ha consigliato di non leggere. I quotidiani italiani e i loro siti online hanno visto crescere le loro vendite e i loro accessi dopo le prime indiscrezioni sulle indagini sulle feste di Arcore. I dati sulle vendite dei giornali cartacei ci impiegano un po’ a essere disponibili, quelli sui siti online sono quasi in tempo reale. Non tutti questi dati sono pubblici. In attesa dei dati ufficiali di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.audiweb.it/" target="_blank">Audiweb</a></span> per fare quattro riflessioni abbiamo utilizzato i dati di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.alexa.com" target="_blank">Alexa</a></span>, una specie di Auditel web mondiale, non totalmente attendibile, ma in grado di raccontare al meglio le tendenze in corso. Alexa analizza diverse fonti per realizzare le sue statistiche che analizzano <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.alexa.com/help/traffic-learn-more" target="_blank">vari parametri</a></span>.</p><p>Partiamo dai dati più macrosopici. Come tutti gli addetti ai lavori sanno, <em><strong>Repubblica </strong></em>e <em><strong>Corriere </strong></em>online generano attraverso i loro siti un traffico molto superiore agli altri siti dei quotidiani nazionali. Si tratta di un predominio in rete nettamente superiore a quello che hanno nelle loro versioni cartacea. Se analizziamo i dati di Alexa sulle pagine viste negli ultimi mesi, <em>Repubblica </em>e <em>Corriere </em>online sono cresciuti vertiginosamente nelle ultime due settimane di gennaio, quelle del Bungagate. Repubblica ha preso il largo sugli storici concorrenti di Via Solferino.</p><p>Nel mese di gennaio quelli che seguono i due quotidiani leader hanno vissuto delle interessanti evoluzioni. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/02/Grafico-Il-Fatto.jpg?47e3a5" target="_blank">Sempre secondo Alexa</a></span>, Ilfattoquotidiano.it ha sorpassato la coppia <em>il Giornale – La Stampa</em>, continuando la rincorsa incredibile iniziata a fine giugno. La crescita è iniziata proprio dopo la metà di gennaio: le imprese di Berlusconi hanno evidentemente contribuito a questo risultato.</p><p>E da lunedì 31 gennaio è  online anche <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.linkiesta.it/" target="_blank"><strong>Linkiesta.it</strong></a></span>,una nuova avventura di giornale digitale, indipendente e ambizioso. De Linkiesta parleremo nei prossimi giorni dopo aver seguito il suo rodaggio online.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/01/berlusconi-fa-bene-ai-giornali-che-odia/89560/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>64</slash:comments> </item> <item><title>Papi fidanzata: in fondo non è una cosa seria</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/17/papi-fidanzata-in-fondo-non-e-una-cosa-seria/86826/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/17/papi-fidanzata-in-fondo-non-e-una-cosa-seria/86826/#comments</comments> <pubDate>Mon, 17 Jan 2011 17:04:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[fidanzata]]></category> <category><![CDATA[Francesca Pascale]]></category> <category><![CDATA[Graziana Capone]]></category> <category><![CDATA[Nicole Minetti]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[videomessaggio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=86826</guid> <description><![CDATA[Ieri pomeriggio nelle case degli italiani è ricomparsa la libreria bianca dello studio buono di Silvio Berlusconi che da un po’ non vedevamo. La libreria bianca che sancisce i momenti topici del berlusconismo mediatico. Berlusconi ha distribuito a reti unificate un videomessaggio in cui descrive i suoi punti di vista sull’inchiesta della Procura di Milano...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri pomeriggio nelle case degli italiani è ricomparsa la libreria bianca dello studio buono di <strong>Silvio Berlusconi </strong>che da un po’ non vedevamo. La libreria bianca che sancisce i momenti topici del berlusconismo mediatico. Berlusconi ha distribuito a reti unificate un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/17/il-videomessaggio-di-berlusconi-un%E2%80%99analisi/86807/" target="_blank">videomessaggio</a></span> in cui descrive i suoi punti di vista sull’inchiesta della Procura di Milano che lo riguarda.</p><p>Da perfetto uomo di spettacolo Berlusconi non ha fatto mancare il colpo di scena quando con sguardo sornione ha confessato: <em>&#8220;Del resto io, da quando mi sono separato, ma non avrei mai voluto dirlo per non esporla mediaticamente, ho avuto uno <strong>stabile rapporto di affetto con una persona </strong>che ovviamente era assai spesso con me anche in quelle serate e che certo non avrebbe consentito che accadessero a cena, o nei dopo cena, quegli assurdi fatti che certi giornali hanno ipotizzato&#8221;</em>.</p><p>Gli italiani, preoccupati per la situazione economica, per la politica sempre più lontana dai loro problemi e per mille altre cose, hanno a questo punto sussultato con sguardo attonito davanti a video e monitor pensando: <em>“Berlusconi ha una fidanzata ?”</em>. Anche se il problema serio sarebbe quello di capire che sia successo in quelle festicciole allegre nel villone di Berlusconi, e perchè e in che modo la minorenne Ruby sia stata messa in libertà con procedure per lo meno inusuali, <strong>l’attenzione è stata distratta</strong> dalla notizia bomba fra la politica e il gossip.</p><p>Vi renderete conto che la storia della fidanzata sembra un po’ improbabile dato che il premier viene fotografato in ogni passo che fa in pubblico e pare per lo meno <strong>scarsamente credibile</strong> che in tutta questa smodata polluzione mediatica non sia mai uscita allo scoperto questa inattesa love story. Ma questo poco conta. La buotade è ghiotta. I neuroni degli italiani hanno partorito una seconda domanda correlata alla prima. <em>“Fidanzata! Ma chi è ?”</em></p><p>Un primo serio tentativo di delineare l’identikit della donna che ha fatto sobbalzare il cuore di Berlusconi è stato fatto da <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/16/ecco-che-sbuca-la-fidanzata-ufficiale-di-b/86763/" target="_blank">Beatrice Borromeo</a></span>: <em>&#8220;Una previsione: sarà una donna di mezz’età, intelligente, arrivista quanto basta, di bell’aspetto ma non volgare. Potrebbe assomigliare alla crocerossina che Berlusconi aveva puntato un paio di mesi fa&#8221;</em>.<br /> Qualcuno, come <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.moschebianche.it/2011/01/17/la-fidanzata-di-berlusconi/" target="_blank">Moschebianche.it</a></span>, si fa domande importanti sull’aggiornamento del <strong>profilo Facebook del premier</strong>.</p><p>Booom! Il Cavaliere sciupafemmine è fidanzato! Il moderno Lancillotto dallo spadone scintillante ha una relazione stabile, anzi, un “rapporto d’affetto” come non lo definirebbe nemmeno un anziano nostalgico in vestaglia di ciniglia. Ah, dimenticavo, <strong>anche Silvio è anziano</strong>. Ma Silvio avrà aggiornato il suo profilo su Facebook come fanno tutti quelli che vogliono far sapere ai propri amici che è iniziata una nuova storia d’amore?</p><p>In rete però si parla di nomi di donne che sono anagraficamente molto più giovani dell’identikit “rassicurante per le famiglie”, e molto più affini allo stile veline tanto caro al berlusconismo. Vediamo che si dice.</p><p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.gallito.eu/2011/01/17/e-francesca-pascale-la-fidanzata-di-silvio/" target="_blank">Gallito</a></span>, di Emanuele Musacchia, propone <strong>Francesca Pascale</strong>: <em>&#8220;I riflettori si sono concentrati su una venticinquenne ragazza campana, Francesca Pascale, già soubrette di Telecafone, innamorata pazza di Silvio Berlusconi, tanto da fondare, quando il nostro non era al governo, il club </em>&#8216;Silvio ci manchi&#8217;<em>&#8220;</em>.</p><p>Giornalettismo, Corriere.it e Lastampa.it hanno due nomination: <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.giornalettismo.com/archives/109870/nicole-minetti-e-lamante-di-silvio/" target="_blank">Nicole Minetti</a></span></strong>, l’igienista dentale conosciuta da Berlusconi durante una convention Publitalia e portata al Consiglio regionale della Lombardia, e<strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.giornalettismo.com/archives/109867/graziana-capone-una-delle-candidate-alla-mano-di-papi/" target="_blank">Graziana Capone</a></span></strong>. Chi le chiedeva <em>&#8220;magari un giorno sarà la nuova Veronica Lario&#8221;</em>, ha confidato di non escluderlo: <em>&#8220;Per me è un motivo di forza. L’ha sposata, hanno tre figli&#8221;</em>.</p><p>Dagospia, un’autorità assoluta in materia, attraverso <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.blitzquotidiano.it/pagina5-gossip/nicole-minetti-francesca-pascale-fidanzata-berlusconi-714101/" target="_blank">Blitz Quotidiano</a></span> ipotizza una fidanzata un po’ più matura e politicamente dissonante: <em>&#8220;Dagospia, invece, rilancia l’ipotesi della <strong>quarantenne di sinistra</strong>. Scenario smentito in modo categorico dallo stesso Berlusconi ma mai tramontato del tutto&#8221;</em>.</p><p>In ogni caso vi renderete conto che <strong>non sembra una cosa seria</strong>. Chissà che cosa penseranno e purtroppo scriveranno all’estero di questa nuova “storia italiana” che molto probabilmente farà perdere credibilità all’Italia ben più della <em>“gravissima intromissione nella mia vita privata”</em> denunciata dal premier.</p><p>Per metterla sul ridere, attendiamo in giornata le fidanzate che verranno messe in <strong>nomination </strong>da <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.spinoza.it/" target="_blank">Spinoza</a></span> e speriamo che <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://metilparaben.blogspot.com/" target="_blank">Metilbparaben</a></span> realizzi un generatore automatico di nomi di fidanzate di Berlusconi che ci proponga nomi e cognomi per risolvere il problema che pare attanagliare gli italiani.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/17/papi-fidanzata-in-fondo-non-e-una-cosa-seria/86826/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>38</slash:comments> </item> </channel> </rss>
<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Minified using memcached
Page Caching using memcached (User agent is rejected)
Object Caching 1786/2033 objects using memcached
Content Delivery Network via st.ilfattoquotidiano.it

Served from: www.ilfattoquotidiano.it @ 2012-05-27 07:12:39 -->
