<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Vincenzo Iurillo</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/viurillo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Napoli, l&#8217;ex meteorina Giovanna Del Giudice conserva l&#8217;assessorato in provincia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/rimpasto-provincia-cesaro-lascia-lassessorato-giovanna-giudice/242732/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/rimpasto-provincia-cesaro-lascia-lassessorato-giovanna-giudice/242732/#comments</comments> <pubDate>Sat, 26 May 2012 15:45:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[giovanna Del Giudice]]></category> <category><![CDATA[Luigi Cesaro]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[Provincia di Napoli]]></category> <category><![CDATA[rimpasto]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Udc]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=242732</guid> <description><![CDATA[Il lunghissimo travaglio della Provincia di Napoli si è concluso con una giunta abbastanza diversa. Cinque cambi su dodici, i principali in casa Udc, e la conferma della pupilla di Berlusconi, Giovanna Del Giudice. L’ex meteorina del Tg4 di Emilio Fede – lui sì, costretto nel frattempo a lasciare il suo posto – ha conservato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center">Il lunghissimo travaglio della Provincia di Napoli si è concluso con una giunta abbastanza diversa. Cinque cambi su dodici, i principali in casa<strong> Udc</strong>, e la conferma della pupilla di Berlusconi, <strong>Giovanna Del Giudice</strong>. L’ex meteorina del Tg4 di <strong>Emilio Fede</strong> – lui sì, costretto nel frattempo a lasciare il suo posto – ha conservato la delega alle Pari Opportunità, Politiche Giovanili e Cooperazione Internazionale.</p><p style="text-align: left;">Sei mesi per un rimpasto. Era fine novembre e il governo <strong>Monti</strong> stava muovendo i suoi primi passi quando il presidente della Provincia di Napoli, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/29/napoli-azzerata-giunta-provinciale-papi-girl-giudice-rischia-perdere-posto/174007/">il Pdl <strong>Luigi Cesaro</strong>, annunciava l’azzeramento dell’esecutivo e l’imminente varo di una nuova squadra di governo per rilanciare l’azione amministrativa</a>. Imminente si fa per dire, perché in politica nulla è più definitivo del provvisorio, e lo sbandierato ‘azzeramento’ si era presto rivelato uno slogan. Tutti gli assessori infatti avevano conservato deleghe e operatività. E stipendio.</p><p style="text-align: left;">In tempi di magra per  i berlusconiani, la poltrona della <strong>Del Giudice</strong> ha traballato per un po’. Ma alla fine ha resistito. Non ce l’ha fatta invece l’altro nome a rischio taglio, quello dell’Udc <strong>Gennaro Ferrara</strong>, premiato dalla Gelmini a governo B. morente con la nomina nel consiglio di amministrazione del <strong>Cnr</strong>. Il rettore della Parthenope è stato sostituito nella casella di numero due di Palazzo Matteotti dal compagno di partito <strong>Ciro Alfano</strong>. “Cambiamento nella continuità – commenta Cesaro in una nota dell’ufficio stampa della giunta – come dimostra l’immutata composizione della coalizione che sorresse la mia elezione, dove Pdl e Udc confermano la validità della politica di centro-destra”. Traduzione: saluti, non proprio rispettosi, a <strong>Francesco Nitto Palma</strong>, il commissario regionale del Pdl, che in campagna elettorale per le amministrative aveva chiesto invano ai vertici di Regione e Provincia di cacciare gli assessori in quota Casini, per ‘punire’ un partito colpevole di essersi alleato quasi ovunque con il Pd – alleanza risultata vincente.</p><p style="text-align: left;">L’Udc resta, la Del Giudice pure, della vecchia squadra manca all’appello l’ex assessore al Bilancio <strong>Armando Cascio</strong>, dimessosi irrevocabilmente a marzo. Aveva conquistato la nomina in virtù di un curriculum di ferro: era stato a lungo autista di Cesaro medesimo, per poi conseguire una laurea breve in scienze dell’azienda moderna a Bari.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/rimpasto-provincia-cesaro-lascia-lassessorato-giovanna-giudice/242732/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;M5S debole al Sud perché prevale la rassegnazione&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/m5s-debole-al-sud-perche-prevale-la-rassegnazione/242611/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/m5s-debole-al-sud-perche-prevale-la-rassegnazione/242611/#comments</comments> <pubDate>Sat, 26 May 2012 13:28:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[grillo]]></category> <category><![CDATA[M5S]]></category> <category><![CDATA[Meetup Napoli]]></category> <category><![CDATA[Sud]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=242611</guid> <description><![CDATA[Il post con il quale ho chiesto ai lettori di dare una risposta al perché il Movimento 5 Stelle al Sud non riesce a ripetere i successi che miete al Nord ha suscitato una ridda di commenti e di reazioni. In posta mi sono arrivate alcune lettere molto interessanti. Vorrei pubblicarne una che ho ritenuto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/perche-grillini-vincono-parma-fanno-botto-nord-sfondano/237016/" target="_blank">Il post con il quale ho chiesto ai lettori</a> di dare una risposta al perché il Movimento 5 Stelle al Sud non riesce a ripetere i successi che miete al Nord ha suscitato una ridda di commenti e di reazioni. In posta mi sono arrivate alcune lettere molto interessanti. Vorrei pubblicarne una che ho ritenuto particolarmente interessante. L’autrice è <strong>Roberta Pennasilico</strong>, un’insegnante di Napoli. </p><p>“Ho frequentato il meetup di Napoli attivamente nel periodo 2006/2009 e &#8211; come dici tu &#8211; ho incontrato moltissime persone intelligenti, colte, appassionate, informate. Ogni riunione a cui partecipavo, ogni iniziativa e raccolta firme mi riempiva di ottimismo e di speranza. Poi alle scorse regionali, rimasi delusa del fatto che Roberto Fico avesse raccolto molti meno voti di quelli che mi aspettavo, mentre in Piemonte e in Emilia si eleggevano nuovi consiglieri con numeri di tutto rispetto.</p><p>Io non lo so perché il M5S non sfonda al Sud, però ho provato a interpretare piccoli segnali, a pensare alle conversazioni che ho con gli amici, conoscenti, i ragazzi che incontro nelle scuole di Napoli per cercare di capire perché facessero fatica anche solo a incuriosirsi a un movimento nuovo, ad ammettere che potesse essere possibile una visione politica alternativa agli schemi che abbiamo conosciuto per anni. E mi è venuto in mente un episodio di quando ero una ragazzina e andai a passare la mia prima vacanza da sola in campeggio in Calabria. Conobbi un gruppo di ragazzi di Lecco: uno faceva il meccanico, un altro il postino, uno il commesso&#8230; mi ricordo che rimasi sconvolta dall’abitudine che avevano di leggere il giornale o la disinvoltura con cui conversavano di politica, perché io pensavo che queste fossero caratteristiche che appartenevano solo ai ceti medio-alti. E allora ho fatto mentalmente una panoramica dei tanti amici che ancora ho al nord, amici di tutti i ceti, professioni, interessi. E mi sono resa conto che &#8211; almeno per quanto mi riguarda &#8211; è ancora così: tutti sono in qualche misura coinvolti in attività civiche, partecipano a assemblee, incontri, hanno l’abitudine di leggere, informarsi. Penso che siano anche un po’ più avanti rispetto a certe cose (per esempio, io sono stata la prima del mio gruppo di Napoli ad andare a vivere da sola, a 28 anni, mentre le mie amiche del Nord lo avevano già fatto prima). Naturalmente, so che sto parlando di un campione, però onestamente credo che sia significativo. Se penso ai miei amici di Napoli, alle chiacchiere con conoscenti, la maggior parte delle conversazioni e del loro tempo sono relativi a figli e lavoro; l’informazione è in genere rappresentata dalle notizie principali in qualche telegiornale nazionale, o al massimo dallo sfogliare le pagine de <em>Il Mattino</em> o <em>La Repubblica</em>. Quelli con maggiore consapevolezza politica parteggia o per Berlusconi in maniera viscerale o pensa che il Pd rappresenti ancora la sinistra, e dà giudizi molto superficiali e cinici su qualsiasi possibilità di pensare la politica in un modo diverso.</p><p>Internet è usato per lavoro o per diletto, e quasi mai per leggere blog/stampa straniera/diversi siti giornalistici. Pochi sono coinvolti in attività sindacali/di partito/di amministrazione comunale/di informazione/promozione culturale ecc, e quasi tutti mi hanno snobbato quando dicevo che condividevo i temi del meetup di Napoli e che intendevo dare un piccolo contributo. La risposta era quasi sempre “no, Grillo mi è antipatico!” (mostrando di non capire che Grillo non è affatto l’impersonificazione del movimento) oppure, nelle migliori delle ipotesi: “sono animati da buone intenzioni, ma non glielo faranno mai fare…”.</p><p>A questo proposito, credo che molti qui sono rassegnati e abituati alla cattiva gestione della cosa pubblica, e il livello di fiducia nelle istituzioni è atavicamente vicino allo zero. Le indagini, i coinvolgimenti in reati, le inchieste che riguardano dei politici non meravigliano, non interessano, non suscitano indignazione. Invece, credo che la consapevolezza politica al Nord sia molto più radicata (pensa a tutte le case del popolo, le sezioni, le manifestazioni per la Resistenza, le feste di partito, che ancora oggi sono un appuntamento fisso e significativo per moltissime persone), e che siano meno rassegnati di noi e inclini a delegare ad altri le responsabilità delle decisioni politiche. Penso che siano educati a un senso più profondo dei propri diritti, che non facciano di tutt’erba un fascio in politica, che valutino di più le persone e gli impegni presi. Credo che la maggior parte di quelli che negli ultimi anni hanno votato Lega non siano i bestioni razzisti e ignoranti che si vedono nei loro raduni a favore di telecamera, ma siano un numero silenzioso di piccoli imprenditori e di operai che non sono mai stati innamorati dalla Lega, ma che hanno valutato razionalmente l’idea che essa potesse rappresentare una gestione più onesta e più pratica della politica. Di conseguenza, credo che negli ultimi paio di anni molti di loro si siano distaccati dalla Lega altrettanto razionalmente, e in seguito alle ultime questioni non abbiano perdonato i dirigenti e abbiano deciso di votare per un’altra possibilità”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/m5s-debole-al-sud-perche-prevale-la-rassegnazione/242611/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Salerno, Procura chiede nuova proroga delle indagini su sindaco De Luca</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/salerno-procura-chiede-nuova-proroga-delle-indagini-sindaco-luca/239679/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/salerno-procura-chiede-nuova-proroga-delle-indagini-sindaco-luca/239679/#comments</comments> <pubDate>Wed, 23 May 2012 16:46:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Alfano]]></category> <category><![CDATA[Boccassini]]></category> <category><![CDATA[crescent]]></category> <category><![CDATA[criscuolo]]></category> <category><![CDATA[de luca]]></category> <category><![CDATA[Italia Nostra]]></category> <category><![CDATA[La Città]]></category> <category><![CDATA[procuratore roberti]]></category> <category><![CDATA[proroga indagini]]></category> <category><![CDATA[salerno]]></category> <category><![CDATA[valenti]]></category> <category><![CDATA[zampino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=239679</guid> <description><![CDATA[L&#8217;ultima informativa dei carabinieri della Compagnia di Salerno è del 20 aprile 2011 e si è aggiunta a quelle ultimate il 23 giugno 2010, il 5 luglio 2010 e il 22 febbraio 2011. Ma evidentemente neanche questa è stata sufficiente a dare una risposta a tutte le domande investigative. Allora si va avanti, per provare...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ultima informativa dei carabinieri della <strong>Compagnia di Salerno</strong> è del 20 aprile 2011 e si è aggiunta a quelle ultimate il 23 giugno 2010, il 5 luglio 2010 e il 22 febbraio 2011. Ma evidentemente neanche questa è stata sufficiente a dare una risposta a tutte le domande investigative. Allora si va avanti, per provare a dipanare il bandolo della matassa. La Procura guidata da <strong>Franco Roberti</strong> non getta la spugna e vuole proseguire l&#8217;inchiesta sul sindaco di Salerno <strong>Vincenzo De Luca</strong>, indagato per vicende connesse alla progettazione e realizzazione del <strong>Crescent</strong>, l&#8217;edificio a mezzaluna che secondo il disegno dell&#8217;archistar <strong>Ricardo Bofill</strong> sarà alto circa 28 metri e lungo 300 per circa 90mila metri cubi di volume, e sta sorgendo in piazza della Libertà, sul fronte mare. Il cantiere è stato aperto l&#8217;anno scorso e i lavori stanno proseguendo regolarmente.</p><p>Due le mosse dei pm <strong>Rocco Alfano</strong> e <strong>Guglielmo Valenti</strong>. Il 12 aprile i due magistrati hanno disposto una perizia ad un consulente tecnico, il cui nome al momento è &#8216;top secret&#8217;. Il giorno dopo hanno trasmesso al Gip <strong>Elisabetta Boccassini</strong> una richiesta di proroga delle indagini &#8220;sino alla data del 1 dicembre&#8221;. Sarebbe la terza proroga, tutte di sei mesi. La prima, chiesta e ottenuta, risale il 25 febbraio dello scorso anno. La notizia dell&#8217;iscrizione nel registro degli indagati raggiunse De Luca in piena campagna elettorale &#8211; sarebbe stato rieletto sindaco poche settimane dopo con la percentuale del 74 per cento al primo turno.</p><p>Insieme a De Luca risultano sotto inchiesta l&#8217;ex soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Salerno e Avellino, <strong>Giuseppe Zampino</strong>, e il direttore del settore Lavori Pubblici del Comune di Salerno, <strong>Lorenzo Criscuolo</strong>. Il reato ipotizzato è concorso in abuso d&#8217;ufficio &#8220;per fatti commessi in Salerno negli anni 2007 e 2008&#8243;.</p><p>Nelle due pagine del documento giudiziario – che <strong><em>Il Fatto Quotidiano</em></strong> è riuscito a consultare – i pm motivano la richiesta di proroga con &#8220;la particolare complessità della vicenda processuale &#8216;de qua&#8217; (…)&#8221; che &#8220;unita sia ai tempi occorrenti alla P. G. per il compimento delle indagini, sia al notorio carico di lavoro del quale è gravato questo ufficio del pm, rende indispensabile ai fini dell&#8217;accertamento della verità la prosecuzione delle <strong>indagini</strong> medesime con l&#8217;approfondimento degli aspetti investigativi, in particolare di carattere tecnico&#8221;. Secondo la <strong>Procura</strong> &#8220;trattasi di notizie di reato che rendono particolarmente complesse le investigazioni per la molteplicità dei fatti e dei procedimenti amministrativi tra loro collegati&#8221;. Di qui la decisione della Procura di affidarsi a un consulente tecnico, che avrà bisogno di alcuni mesi per compiere gli accertamenti. Quei mesi che i pm hanno chiesto al Gip per ultimare l&#8217;inchiesta.</p><p>Il procedimento è nato con un esposto del 12 ottobre 2009 del comitato <strong>No Crescent</strong>, formato da un gruppo di cittadini di diversa estrazione professionale e politica, accomunati dall&#8217;opposizione al progetto e a quello che hanno ribattezzato &#8220;il mostro di Salerno&#8221;. L&#8217;esposto, accompagnato in seguito da numerose integrazioni e osservazioni, ha puntato l&#8217;attenzione sulla vicenda del silenzio-assenso della <strong>Soprintendenza</strong> sul progetto Crescent, formatosi anche a causa &#8220;della pausa di agosto&#8221;, e sulle problematiche idrogeologiche dell&#8217;area. Il comitato ritiene illegittima l&#8217;intera procedura e in particolare l&#8217;acquisizione dell&#8217;<strong>area demaniale</strong>, e avanza dubbi sulla regolarità delle fotografie del progetto presentate dal Comune alla Soprintendenza (&#8220;ingannevoli rispetto al reale impatto dell&#8217;opera&#8221;).</p><p>Parallelamente alla vicenda penale, esiste un contenzioso amministrativo fatto di ricorsi avanzati dal Comitato No Crescent e da <strong>Italia Nostra</strong> per stoppare i lavori. Ma finora il Tar ha sempre dato ragione al Comune di Salerno. Ora toccherà al <strong>Consiglio di Stato</strong>, che il 5 giugno si pronuncerà sull&#8217;istanza di Italia Nostra. I circa 2000 euro necessari per le spese di giustizia sono stati raccolti grazie a un&#8217;iniziativa di un altro comitato spontaneo, nato a novembre su <strong>Facebook</strong>, i <em>Figli delle chiancarelle</em>. Il nome è frutto di una dichiarazione di De Luca contro la &#8220;vecchia Salerno&#8221;. Il <strong>sindaco</strong>, arrabbiato dalle polemiche dei salernitani che non avevano gradito la grafica del nuovo logo della città, li chiamò spregiativamente &#8220;figli delle chiancarelle&#8221;. Definizione che da allora accompagna chi a vario titolo contrasta il sindaco di Salerno.</p><p>Quanto al <strong>Crescent</strong>, continua a dividere Salerno tra favorevoli e contrari. De Luca ha sempre liquidato con fastidio critiche e resistenze all&#8217;opera. Sul quale, peraltro, il Comune ha investito circa 12 milioni di euro, di cui circa 2 milioni e mezzo per le spese di progettazione e circa 10 milioni per l&#8217;acquisizione dell&#8217;area all&#8217;Agenzia del <strong>Demanio</strong>. Un investimento che secondo il sindaco sarà recuperato assegnando i terreni alle imprese che costruiranno il Crescent e lo venderanno a pezzi, tra esercizi commerciali e appartamenti, per un valore complessivo dell&#8217;operazione stimato in circa <strong>100 milioni</strong> di euro.</p><p>Secondo i dati pubblicati dal quotidiano salernitano <strong><em>La Città</em></strong>, le 14 domande pervenute per i 19 locali fronte-mare dovrebbero essere sufficienti a &#8216;coprire&#8217; l&#8217;intera offerta (si tratta quasi interamente di imprenditori salernitani della ristorazione e dell&#8217;intrattenimento). E procederebbe bene anche la vendita degli <strong>appartamenti</strong>, quotati circa 10mila euro al metro quadro.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/salerno-procura-chiede-nuova-proroga-delle-indagini-sindaco-luca/239679/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Perché i grillini vincono a Parma e al Nord e non sfondano al Sud?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/perche-grillini-vincono-parma-fanno-botto-nord-sfondano/237016/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/perche-grillini-vincono-parma-fanno-botto-nord-sfondano/237016/#comments</comments> <pubDate>Mon, 21 May 2012 15:39:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[ballottaggi 2012]]></category> <category><![CDATA[banda larga]]></category> <category><![CDATA[beppe grillo]]></category> <category><![CDATA[grillini]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Orlando]]></category> <category><![CDATA[Pizzarotti Parma]]></category> <category><![CDATA[vittoria grillini Nord]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=237016</guid> <description><![CDATA[Leggo gli strabilianti dati del Movimento 5 Stelle al Nord, la sorprendente vittoria di Federico Pizzarotti a Parma, i numeri a due cifre raggiunti nel cuore dell’Emilia. E sono contento, perché i successi dei grillini rappresentano un salutare scossone contro la politica dei politici di professione, contro i partiti che lottizzano tutto il lottizzabile, contro...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Leggo gli strabilianti dati del <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/ballottaggio-parma-2012-svolta-epocale-parma-pizzarotti-vince-bernazzoli/236704/" target="_blank">Movimento 5 Stelle al Nord</a>, la sorprendente vittoria di Federico <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/parma-piazzarotti-vantaggio-movimento-stelle-pronto-governare/197904/" target="_blank">Pizzarotti a Parma</a>, i numeri a due cifre raggiunti nel cuore dell’Emilia. E sono contento, perché i successi dei grillini<strong> rappresentano</strong> un salutare scossone contro la politica dei politici di professione, contro i partiti che lottizzano tutto il lottizzabile, contro una classe dirigente composta sempre dalle stesse facce.</p><p>Ecco. Qualcuno sa spiegarmi perché proprio al Sud, inquinato fino al midollo da una casta di<strong> politici voltagabbana</strong> e di collusi con la criminalità organizzata, dove clientele e sprechi hanno fatto scempio dei conti pubblici e dove maggiore dovrebbe essere l’istanza di rinnovamento, di ricambio di persone e di programmi, i grillini stentano a decollare? Al di sotto di Roma sono riusciti a fare eleggere un solo consigliere comunale, il candidato sindaco di San Giorgio a Cremano (Napoli) Danilo Cascone, il cui 6,59% è un risultato interessante, ma è poca cosa rispetto ai consensi ottenuti dal M5S nel settentrione.</p><p>Scarsa qualità delle candidature? Non credo. Conosco personalmente molti degli <strong>esponenti napoletani</strong> del movimento. Si tratta per lo più di persone preparate, competenti e documentate, ben radicate sui rispettivi territori.</p><p>Poca diffusione della<strong> banda larga</strong>, che penalizzerebbe un movimento le cui idee circolano principalmente su Internet? Mah, ormai è possibile disporre di un 1 MB di connessione quasi ovunque, questa tesi sembra poco fondata, inesatta o comunque riduttiva.</p><p>Un’economia fondata qui più che altrove sul sostegno del ‘pubblico’ e quindi della ‘politica’, che rende particolarmente difficile lo svincolo dell’elettore dal cacicco di riferimento geografico e partitito? Se ne potrebbe discutere. Ma senza dimenticare che ormai gli enti pubblici pagano fornitori e aziende con <strong>ritardi siderali</strong>, hanno accumulato debiti vertiginosi e nessun politico può promettere una rapida inversione del trend. Controllare comuni, province e regioni non garantisce più il controllo di centri di spesa capaci, da soli, di assicurare consenso. Semplicemente perché non si può più spendere e spandere, quei tempi sono finiti.</p><p>Quindi al Sud è impossibile cambiare? Non è affatto vero e la entusiasmante vittoria dell’anno scorso a Napoli di Luigi de Magistris ne è la prova.</p><p>Allora perché il M5S non vince anche <strong>nel meridione</strong>? Qualcuno ha una risposta?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/perche-grillini-vincono-parma-fanno-botto-nord-sfondano/237016/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Se Saviano supera Cosentino</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/saviano-supera-cosentino/232934/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/saviano-supera-cosentino/232934/#comments</comments> <pubDate>Thu, 17 May 2012 16:27:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Corriere del Mezzogiorno]]></category> <category><![CDATA[Il Casalese]]></category> <category><![CDATA[Nicola Cosentino]]></category> <category><![CDATA[risarcimenti]]></category> <category><![CDATA[Saviano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=232934</guid> <description><![CDATA[Roberto Saviano vuole 4 milioni e 700.000 euro dagli editori de “Il Corriere del Mezzogiorno”. I familiari di Nicola Cosentino, agli editori de ‘Il Casalese’, hanno chiesto ‘solo’ 1 milione e 200.000 euro, più il sequestro e la distruzione del libro (istanza non accolta in questa parte, mentre resta in piedi la causa per l’azione...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/saviano-chiede-oltre-4milioni-euro-risarcimento-corriere-mezzogiorno/232364/" target="_blank">Roberto Saviano vuole 4 milioni e 700.000 euro dagli editori de “Il Corriere del Mezzogiorno”</a></span>.</p><p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/cosentino-vogliono-sequestrare-distruggere-copie-casalese/200449/" target="_blank">I familiari di Nicola Cosentino, agli editori de ‘Il Casalese’, hanno chiesto ‘solo’ 1 milione e 200.000 euro, più il sequestro e la distruzione del libro</a></span> (istanza non accolta in questa parte, mentre resta in piedi la causa per l’azione risarcitoria).</p><p>Cliccando sui link che rimandano ai miei articoli, troverete le ricostruzioni giornalistiche di entrambe le vicende. Io mi fermo qui e non aggiungo altro. I commenti li lascio a voi.</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/saviano-supera-cosentino/232934/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Saviano chiede oltre 4milioni di euro al Corriere del Mezzogiorno</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/saviano-chiede-oltre-4milioni-euro-risarcimento-corriere-mezzogiorno/232364/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/saviano-chiede-oltre-4milioni-euro-risarcimento-corriere-mezzogiorno/232364/#comments</comments> <pubDate>Thu, 17 May 2012 10:09:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=232364</guid> <description><![CDATA[La polemica a mezzo stampa fu aspra e feroce. Se fu anche diffamatoria, lo stabiliranno i giudici civili. Ma sorprende e fa discutere la scelta di Roberto Saviano di adire le vie legali contro un giornale ‘colpevole’ di avergli dato torto. Pubblicando una lettera che smentiva alcune affermazioni dello scrittore di Gomorra su Benedetto Croce....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La polemica a mezzo stampa fu aspra e feroce. Se fu anche diffamatoria, lo stabiliranno i giudici civili. Ma sorprende e fa discutere la scelta di <strong>Roberto Saviano</strong> di adire le vie legali contro un giornale ‘colpevole’ di avergli dato torto. Pubblicando una lettera che smentiva alcune affermazioni dello scrittore di <em>Gomorra</em> su <strong>Benedetto Croce</strong>. Per questa lettera, e per la campagna che ne derivò anche su altre testate e che durò a lungo, Saviano ha chiesto 4 milioni e 700mila euro di risarcimento tra danni patrimoniali e non patrimoniali.</p><p>Il giornale in questione è il <em>Corriere del Mezzogiorno</em>, per il quale Saviano ha anche collaborato negli anni in cui era sconosciuto al grande pubblico. Ad essere citato in giudizio è l’editore del quotidiano, ma non il direttore, <strong>Marco Demarco</strong>. Di cosa si duole Saviano? Di una lettera di <strong>Marta Herling</strong>, segretario generale dell’Istituto Italiano di Studi storici e nipote di Croce, messa in pagina l’8 marzo 2011. Premessa: Saviano ha raccontato in tv &#8211; e poi in un libro &#8211; che Benedetto Croce, durante il tragico terremoto di Casamicciola del 1883, avrebbe offerto 100mila lire a chi lo avesse tirato fuori dalle macerie del sisma in cui era rimasto intrappolato e in cui persero la vita i genitori e la sorella. La Herling sostiene invece che quell’episodio è falso, che Croce, unico testimone oculare di quanto accaduto, non l’ha mai rivelato, pur avendo scritto pagine e pagine di quella drammatica esperienza.</p><p>E come ricorda Demarco nell’editoriale di commento all’azione legale di Saviano, 100mila lire appaiono una somma enorme per l’epoca, visto che il Papa stanziò per tutte le vittime di Casamicciola 20mila lire. Un editoriale che Demarco conclude ricordando e condividendo le parole di Saviano sulla libertà di stampa. “In modo particolare le parole da lui usate su <em>Repubblica</em> il 29 agosto 2009, a proposito delle domande a Berlusconi: &#8220;Nessun cittadino, sia esso conservatore, liberale, progressista, può considerare ingiuste delle domande. (…) Spero che tutti abbiano il desiderio e la voglia di pretendere che nessuna domanda possa essere inevasa o peggio tacitata con un’azione giudiziaria. È proprio attraverso le domande che si può arrivare a costruire una società in grado di dare risposte”. “Parole sagge, allora come oggi” scrive Demarco. “ Proprio per questo mi colpisce che, mentre si torna in tv a celebrare il valore della parola, la si sospetti, per quanto ci riguarda, di intenti diffamatori”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/saviano-chiede-oltre-4milioni-euro-risarcimento-corriere-mezzogiorno/232364/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Lavitola e i trucchi per gonfiare le vendite dell&#8217;Avanti! E ottenere contributi pubblici</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/lavitola-trucchi-gonfiare-vendite-dellavanti/231291/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/lavitola-trucchi-gonfiare-vendite-dellavanti/231291/#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 May 2012 11:01:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[contributi pubblici editoria]]></category> <category><![CDATA[l'Avanti]]></category> <category><![CDATA[Lavitola]]></category> <category><![CDATA[trucchi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=231291</guid> <description><![CDATA[Per capire la “bravura” di Valter Lavitola nell’escogitare stratagemmi per gonfiare i dati di diffusione dell’Avanti! e succhiare contributi di milioni di euro allo Stato, bisogna partire da una norma. E’ quella relativa al raggiungimento di un numero di copie vendute pari almeno al 25% di quelle stampate. Più ne stampi, più fondi ottieni. Purché...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per capire la “bravura” di <strong>Valter Lavitola</strong> nell’escogitare stratagemmi per gonfiare i dati di diffusione dell’<em><strong>Avanti!</strong></em> e succhiare contributi di milioni di euro allo Stato, bisogna partire da una norma. E’ quella relativa al raggiungimento di un numero di copie vendute pari almeno al 25% di quelle stampate. Più ne stampi, più fondi ottieni. Purché il parametro del 25% sia rispettato. E come faceva Lavitola? Lo racconta a verbale il 25 aprile scorso, di fronte al gip di Napoli Dario <strong>Gallo</strong> e ai pm <strong>Curcio, Woodcock </strong>e<strong> Piscitelli</strong>: contattando politici “dell’anima socialista di <strong>Forza Italia</strong>” e chiedendo loro di andare a comprare decine di copie del quotidiano nella piazza dove veniva inviato un apposito strillone. E quando una modifica del regolamento per l’erogazione dei finanziamenti ha imposto che il 25% dovesse essere raggiunto solo in edicola o tramite abbonamento, mettendo fuori gioco lo strillonaggio e le vendite in blocco, Lavitola ha iniziato a organizzarsi diversamente: “Ho cercato di fare in modo che, con soldi miei, mandassi in giro a comprarsi le copie nelle edicole&#8230; poi dopo (rivolto ai magistrati, <em>ndr</em>) siete intervenuti voi…”.</p><p>Non sia mai l’<strong><em>Avanti!</em></strong> fosse stato costretto a chiudere per conclamata mancanza di lettori e di pubblicità. “Era l’unico strumento che io avevo per fare politica – ricorda il faccendiere salernitano – e nonostante il rapporto privilegiato col presidente <strong>Berlusconi</strong>, io non ero mai riuscito nemmeno a fare il consigliere circoscrizionale ad Afragola”.</p><p>Quindi, via a un marketing rudimentale: “Che io fossi amico di Berlusconi lo sapevano tutti, che l’<em>Avanti!</em> fosse il mio lo sapevano tutti, quindi mandare qualcuno davanti a una sezione o a un consiglio comunale e dire: il giornale dei socialisti di Forza Italia… se lo compravano. Io poi come giornalista non avevo difficoltà ad andare nel Transatlantico a contattare la gente e a dire: fai dieci telefonate che domanì lì davanti si comprano il giornale… e abbiamo fatto anche vendite a prezzo ridotto… se io telefono a Bari all’amico consigliere regionale e gli dico: senti, c’è lo strillone a piazza là, vatti a comprare tutte le copie…”.</p><p>Così una legge nata in nome del pluralismo dell’informazione viene sostanzialmente aggirata attraverso <strong>trucchi </strong>e<strong> trucchetti</strong> che hanno l’unico scopo di pompare artificialmente le vendite del giornale. “Io ho provato all’inizio a fare la cosa degli abbonamenti – spiega Lavitola – ma mi sono reso conto che per farne tremila, che era il mio obiettivo, ci sarebbe voluto più di un anno, perché avrei dovuto trovare cento persone… e quando mi sono reso conto che perdevo il finanziamento pubblico, ho cercato di fare in modo che con soldi miei mandassi in giro persone a comprarsi le copie nelle edicole per raggiungere il 25%&#8230;”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/lavitola-trucchi-gonfiare-vendite-dellavanti/231291/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Berlusconi, Garrone e il complottista che è in noi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/berlusconi-garrone-complottista/230049/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/berlusconi-garrone-complottista/230049/#comments</comments> <pubDate>Tue, 15 May 2012 10:07:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Bossi family]]></category> <category><![CDATA[Conchita Sannino]]></category> <category><![CDATA[Confessioni di un killer]]></category> <category><![CDATA[Daniela De Crescenzo]]></category> <category><![CDATA[Garrone testimone]]></category> <category><![CDATA[giuseppe setola]]></category> <category><![CDATA[Gomorra]]></category> <category><![CDATA[Matteo Garrone]]></category> <category><![CDATA[Matteo Garrone Gomorra]]></category> <category><![CDATA[Oreste Spagnuolo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=230049</guid> <description><![CDATA[Silvio Berlusconi è in tutti noi. Ci ha inculcato la cultura del complottismo. E sarà difficile eradicarla. Se c’è un’inchiesta, è sempre a orologeria. Se qualcuno ci tira in ballo per storie poco gradevoli, c’è sempre una ragione recondita ed estranea ai fatti contestati. Si indaga sulle malversazioni della Lega Nord che ha sparso un...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Silvio Berlusconi è in tutti noi. Ci ha inculcato <strong>la cultura</strong> del complottismo. E sarà difficile eradicarla. Se c’è un’inchiesta, è sempre a orologeria. Se qualcuno ci tira in ballo per storie poco gradevoli, c’è sempre una ragione recondita ed estranea ai fatti contestati. Si indaga sulle malversazioni della Lega Nord che ha sparso un fiume di denaro pubblico in operazioni poco chiare o per i bisogni personali della ‘family’ di Bossi? “Ci colpiscono perché siamo all’opposizione del governo Monti”. Nessuno risponde più nel merito delle cose. Tutti rimandano ad ‘altro’. Per spargere una cortina di fumo.</p><p>Ieri <a href="http://napoli.repubblica.it/cronaca/2012/05/15/news/pizzo_sul_set_di_gomorra_il_regista_garrone_dai_pm-35173180/" target="_blank">Matteo Garrone è stato sentito a Napoli in Procura</a> come testimone. Un pentito, ritenuto attendibile in altri processi, rivela di aver appreso ‘de relato’ che il regista avrebbe pagato 20.000 euro di tangente a un <strong>capoclan</strong>per girare tranquillo ‘Gomorra’. Lo rivela <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/11/garrone-pagato-boss-gomorra/226722/" target="_blank">un&#8217;inchiesta giornalistica pubblicata in esclusiva sul Il Fatto Quotidiano</a> a firma di Ferruccio Sansa e Nello Trocchia, che citano i verbali di un&#8217;indagine della Dda di Napoli ancora in corso. La circostanza è riferita anche in un bel libro, ‘Confessioni di un killer’, scritto dalla bravissima giornalista del Mattino Daniela De Crescenzo, che racconta la biografia del collaboratore di giustizia Oreste Spagnuolo, uno degli assassini del gruppo di fuoco di Giuseppe Setola.</p><p>Garrone ha ovviamente tutto il diritto di dire che il pentito racconta balle, e che la notizia non è vera, e ci mancherebbe altro. E sicuramente avrà fornito ai <strong>magistrati</strong> tutte le spiegazioni e le circostanze del caso. Ma lascia francamente perplessi la dichiarazione rilasciata a Conchita Sannino di Repubblica: “Ma vi siete chiesti perché questa storia, che sta lì almeno da tre o quattro mesi, viene tirata fuori adesso? Perché proprio ora che ho un film da portare a Cannes?”</p><p>Salve, Garrone. Benvenuto anche lei nel <strong>club</strong> dei ‘complottisti’.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/berlusconi-garrone-complottista/230049/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;Il sottosegretario ha fretta&#8221;. Fondi per l&#8217;editoria elargiti senza controlli</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/sottosegretario-fretta-fondi-pubblici-leditoria-elargiti-senza-controlli/229109/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/sottosegretario-fretta-fondi-pubblici-leditoria-elargiti-senza-controlli/229109/#comments</comments> <pubDate>Mon, 14 May 2012 14:32:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Avanti]]></category> <category><![CDATA[Bocchino]]></category> <category><![CDATA[controlli]]></category> <category><![CDATA[Fondi Editoria]]></category> <category><![CDATA[Ghionni]]></category> <category><![CDATA[Il Roma]]></category> <category><![CDATA[Lavitola]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=229109</guid> <description><![CDATA[Pronti, via. “Il sottosegretario ha fretta”. E in appena due-tre ore la commissione tecnica consultiva per l’editoria dava parere favorevole a circa 300 pratiche di contributi pubblici ai giornali per un totale di “170-180 milioni di euro”, senza leggere uno straccio di carta o di relazione preliminare. Lo rivela una voce di dentro. Una voce...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Pronti, via. “Il sottosegretario ha fretta”. E in appena due-tre ore la commissione tecnica consultiva per l’editoria dava parere favorevole a circa 300 pratiche di contributi pubblici ai giornali per un totale di “170-180 milioni di euro”, senza leggere uno straccio di carta o di relazione preliminare. Lo rivela una voce di dentro. Una voce che conosce tutti i segreti e i meccanismi della distribuzione dei finanziamenti ai quotidiani di partito e cooperativi. E’ quella del <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/inchiesta-lavitola-ghionni-factotum-contributo-pubblico-piccoli-giornali-campani/204856/">commercialista napoletano <strong>Vincenzo Ghionni</strong>, uno dei massimi esperti italiani in materia, consulente di una cinquantina di società editoriali sparpagliate tra lo stivale</a>. Per anni componente della commissione consultiva che schiacciava il bottone dei fondi in qualità di presidente dei piccoli editori, tra i clienti del suo studio con uffici in piazza dei Martiri c’era anche il direttore dell’<em>Avanti</em> <strong>Valter Lavitola</strong>.</p><p>“La mia socia mi diceva sempre: non mi piace, ci farà passare un guaio… e aveva ragione. E poi non pagava e non offriva nemmeno il caffé”. Il ‘guaio’ cui fa riferimento Ghionni è l’arresto subìto a metà aprile nell’ambito dell’inchiesta sui maneggi di Lavitola e sulla truffa relativa ai 22 milioni di euro ottenuti per il quotidiano erede del craxismo. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/valter-lavitola-torna-italia-subito-arrestato-sara-trasferito-poggioreale/204695/">I pm di Napoli <strong>Woodcock</strong>, <strong>Curcio</strong> e <strong>Piscitelli</strong> lo accusano di essere un socio di fatto del faccendiere salernitano – tuttora detenuto a Poggioreale &#8211; e di aver fatto parte di un’associazione per delinquere finalizzata a spillare al governo, attraverso il Die (Dipartimento per l’Editoria), fondi non dovuti</a>.</p><p>Gli contestano in particolare una dichiarazione annotata nel resoconto della commissione consultiva, quando Ghionni manifestò “la propria preoccupazione nei confronti del ritardo che eventuali ulteriori accertamenti” nei confronti delle imprese editoriali che utilizzavano le vendite in blocco e lo strillonaggio (i ‘trucchi’ utilizzati da Lavitola per gonfiare i dati di diffusione dell’<em>Avanti</em> e di conseguenza ottenere contributi maggiori, ndr) “chiedendo di fare il tutto con la massima urgenza”. Nell’interesse di Lavitola, secondo la Procura.</p><p>Sentito in carcere il 18 aprile (verrà liberato pochi giorni dopo) Ghionni – assistito dall’avvocato <strong>Astolfo Di Amato</strong> &#8211; si difende e in 38 pagine di verbale spiega al Gip <strong>Dario Gallo</strong> la sua versione dei fatti. Partendo dall’illustrazione del funzionamento della commissione di cui fa parte, che ha il potere di dare disco verde o far sospendere l’erogazione dei fondi. “Dura in genere due o tre ore, al massimo quattro, perché il sottosegretario ha fretta. Tra le due e le quattro ore si decide su circa 300 domande di contributi per 170-180 milioni di euro. La prima riunione decide su 250 pratiche… e poi 50 vengono decise in altre tre o quattro, sono quelle approfondite”.</p><p>Decisioni così importanti su un fiume di denaro pubblico dovrebbero essere valutate e ponderate attentamente sulla base di documentazione chiara e studiata con attenzione. Invece no. “Possiamo accedere agli atti degli uffici (del Die, ndr) il giorno prima. Ma generalmente non si accede. E’ inutile, le carte spesso non sono nemmeno pronte, stanno sempre nella fretta, in due ore quindi si decide sulla base di un elenco degli uffici…&#8221;. Ghionni poi spiega il senso di quella frase sulla “preoccupazione per i controlli”. “Temevo controlli politici, e io ritenevo questa cosa pericolosa”.</p><p>E cita il caso di <em>Il Roma</em>, il quotidiano di <strong>Italo Bocchino</strong>, che fa parte del suo portafoglio clienti. “Per due anni non ha preso i contributi perché erano stati avviati dei controlli con grandissimo ritardo”. Mettendo a rischio la sopravvivenza del giornale del vice di <strong>Fini</strong>. Forse è solo una coincidenza, e lo stesso Ghionni non fa un collegamento esplicito a verbale, ma i controlli al <em>Roma</em> si intensificano proprio quando Fini e Bocchino si allontanano progressivamente da Berlusconi. Fino a rompere.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/sottosegretario-fretta-fondi-pubblici-leditoria-elargiti-senza-controlli/229109/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Bisogna scrivere dei suicidi?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/bisogna-scrive-suicidi/225728/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/bisogna-scrive-suicidi/225728/#comments</comments> <pubDate>Thu, 10 May 2012 14:58:14 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[Equitalia]]></category> <category><![CDATA[stampa]]></category> <category><![CDATA[statistiche]]></category> <category><![CDATA[suicidi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=225728</guid> <description><![CDATA[Mentre scrivo è appena avvenuto il suicidio di un 63enne a Pompei. Si è sparato nel parcheggio del Santuario. E subito la notizia corre veloce tra le agenzie e i siti di informazione. Aveva problemi economici e tra le lettere di addio ce ne sarebbe una contro Equitalia. Sabato scorso un uomo a Pozzuoli si...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre scrivo è appena avvenuto il suicidio di un 63enne a Pompei. Si è sparato nel parcheggio del Santuario. E subito la notizia corre veloce tra le agenzie e i siti di informazione. Aveva problemi economici e tra le lettere di addio ce ne sarebbe una contro <strong>Equitalia</strong>.</p><div><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/05/uomo-anni-riceve-cartella-erariale-mila-euro-spara-gravissimo/219514/" target="_blank">Sabato scorso un uomo a Pozzuoli si è sparato</a> alla testa per l’angoscia di aver ricevuto una cartella esattoriale. La notizia ha aperto diversi giornali.</div><div>E pochi giorni prima un immobiliarista si è ucciso a Napoli per ragioni simili: la crisi e i soldi che mancano. Ci aveva provato anche il giorno precedente, lo avevano dissuaso. Il giorno dopo si è buttato dal balcone. E tutti i mass media ne hanno parlato.</div><div>Hai voglia sostenere che <strong>secondo le statistiche i suicidi non sono in aumento</strong>. Il momento è così nero che non ci crede nessuno e le cronache sembrano dimostrare il contrario. O forse i suicidi sembrano in crescita perché ora i giornali li pubblicano con uno spazio mai offerto in passato, quando per pudore queste notizie venivano omesse o relegate in trafiletti brevissimi.<br /> </div><div>E’ così? E ancora: i giornali fanno bene a riferirne? Oppure: c’è il rischio di scatenare un effetto emulazione?<br /> </div><div>Confesso: io non ho risposte a queste domande. E quando devo scrivere di un suicidio – e purtroppo mi è capitato – i dubbi mi arrovellano.</div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/bisogna-scrive-suicidi/225728/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Napoli, tre milioni al portale web regionale. Le tv locali contro il presidente Caldoro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/regione-campania-finanzia-milioni-euro-proprio-portale-scatta-protesta-delle-emittenti/225146/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/regione-campania-finanzia-milioni-euro-proprio-portale-scatta-protesta-delle-emittenti/225146/#comments</comments> <pubDate>Thu, 10 May 2012 08:18:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Caldoro]]></category> <category><![CDATA[Campania]]></category> <category><![CDATA[Corecom]]></category> <category><![CDATA[Napoli]]></category> <category><![CDATA[Por]]></category> <category><![CDATA[tv locali]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=225146</guid> <description><![CDATA[Saranno anche spiccioli rispetto ai 13 miliardi di euro di debiti accumulati dalla Regione Campania dal 2000 in poi, che costano 808 milioni di interessi annui. Ma la determina dirigenziale che ha destinato alla società in house Campania Digitale-Digit 2 milioni e 800.000 euro per la realizzazione del nuovo portale regionale e per attività di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Saranno anche spiccioli rispetto ai 13 miliardi di euro di debiti accumulati dalla Regione <strong>Campania</strong> dal 2000 in poi, che costano 808 milioni di interessi annui. Ma la determina dirigenziale che ha destinato alla società in house Campania Digitale-Digit 2 milioni e 800.000 euro per la realizzazione <a href="http://www.digitcampania.it/">del nuovo <strong>portale</strong> regionale e per attività di comunicazione istituzionale e web tv</a>, prelevati dai resti dei fondi dei programmi operativi regionali (Por) 2007-2013 , ha fatto andare su tutte le furie un cartello di emittenti televisive locali. I cui editori, capitanati dal leader del gruppo Julie Lucio Varriale, denunciano “concorrenza sleale” ai danni di un settore in crisi, che starebbe tagliando migliaia di posti di lavoro anche a causa dei<strong> ritardi</strong> nell’erogazione dei finanziamenti Corecom (Comitato Regionale per le Comunicazioni Organo di consulenza e di gestione in materia di comunicazione, ndr) e degli incentivi al passaggio al digitale terrestre.</p><p>La <strong>protesta</strong> è sintetizzata in un volantino stampato e distribuito in migliaia di copie nella city. Insomma, in materia di informazione e comunicazione la Regione sarebbe generosa con se stessa e sparagnina con i privati e con le televisioni partenopee, spesso ipercritiche verso Palazzo Santa Lucia. Prestando il fianco a polemiche tanto ovvie quanto antipatiche, che fanno uscire i quasi 3 milioni di euro del decreto dal recinto di una vicenda di (presunti) ordinari sprechi. C’è infatti chi insinua che <strong>Digit</strong> viene iperpompata di denaro pubblico perché è il megafono della propaganda del Governatore Pdl Stefano<strong> Caldoro</strong>. Proprio a cura della web tv di Digit, sul vecchio portale, sono andate in onda sei puntate della <strong>videochat</strong> di Caldoro. Un appuntamento settimanale attraverso il quale il Governatore rispondeva alle domande e alle curiosità dei cittadini. L’esperimento ha presto chiuso i battenti per <strong>insuccesso</strong> di critica e di pubblico, ma potrebbe ricominciare.</p><p>E in Digit hanno trovato un incarico, e una buona retribuzione, professionisti politicamente vicini all’area socialista-Pdl di Caldoro. Come Giuseppe De Martino, direttore della testata Digit, già direttore di Socialista Lab, l’organo ufficiale del Nuovo Psi, di cui Caldoro è leader nazionale. E per guidare la società pubblica, Caldoro ha scelto Stefano Torda. Amico di Danilo Del Gaizo, potentissimo capo di gabinetto del Governatore, e di <strong>Gianni De Michelis</strong>, l’ex ministro socialista degli anni ruggenti di Craxi, Torda è stato il braccio destro di Renato Brunetta  - altro ex socialista folgorato sulla via di Arcore &#8211; e in questa veste si è occupato dell’informatizzazione della giustizia durante l’ultimo governo Berlusconi. Prima dell’incarico, Torda venne sfiorato, senza alcuna conseguenza penale, da alcune delle principali inchieste dell’ex pm <strong>Luigi de Magistris</strong> in Calabria. Certo, anche Campania Digitale-Digit non se la passa bene. Fonti vicine al vecchio Cda di bassoliniana nomina riferiscono di una società passata in due anni da 600.000 euro in cassa e contratti per 4 milioni e mezzo di euro a un debito di circa un milione di euro e 4 mesi di stipendi arretrati per i circa 70 contrattualizzati a vario titolo. Una trentina in più rispetto all’era Bassolino.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/regione-campania-finanzia-milioni-euro-proprio-portale-scatta-protesta-delle-emittenti/225146/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Abuso edilizio ad Anacapri, Montezemolo condannato a un anno</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/07/abuso-edilizio-anacapri-chiesta-condanna-anno-mesi-montezemolo/221348/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/07/abuso-edilizio-anacapri-chiesta-condanna-anno-mesi-montezemolo/221348/#comments</comments> <pubDate>Mon, 07 May 2012 13:00:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[abuso edilizio]]></category> <category><![CDATA[Anacapri]]></category> <category><![CDATA[montezemolo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=221348</guid> <description><![CDATA[Un anno per gli abusi edilizi e le violazioni paesaggistiche, assoluzione per le accuse di falso progettuale. Finisce con una condanna il processo caprese a Luca Cordero di Montezemolo. L’ha sentenziata il giudice unico di Capri Alessandra Cataldi dopo un’ora di camera di consiglio. Il pm Milena Cortigiano aveva chiesto un anno e tre mesi....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un anno per gli abusi edilizi e le violazioni paesaggistiche, assoluzione per le accuse di falso progettuale. Finisce con una condanna il processo caprese a <strong>Luca Cordero di Montezemolo</strong>. L’ha sentenziata il giudice unico di Capri Alessandra Cataldi dopo un’ora di camera di consiglio. Il pm Milena Cortigiano aveva chiesto un anno e tre mesi. La sospensione della pena è subordinata al ripristino dello stato dei luoghi entro 3 mesi dal passaggio in giudicato della sentenza. L’avvocato difensore di Montezemolo, Alfonso Furgiuele, ha preannunciato appello: “In altri casi mi risulta che le sentenze sono state diverse, forse trattandosi di Montezemolo la giustizia assume connotazioni esemplari. E comunque per le due accuse più gravi, quelle di falso, siamo stati assolti”. Il presidente della Ferrari era accusato di abuso edilizio e falso per i lavori di ristrutturazione di Villa Caprile ad Anacapri.</p><p>La sentenza è arrivata verso le ore 17, dopo la requisitoria del pm, durata circa un ora, e le arringhe difensive, che avevano sollecitato per Montezemolo l’assoluzione per le accuse più gravi e il proscioglimento per prescrizione per i reati urbanistici.</p><p><span style="color: #ff000a;"><strong><em>VIDEO &#8211; L&#8217;AVVOCATO: &#8220;Troppe case per occuparsi anche di Anacapri&#8221;</em></strong></span></p><p><div style="display:none"></div><script type="text/javascript" src="http://admin.brightcove.com/js/BrightcoveExperiences.js"></script><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience1626292487001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="1626292487001" /> </object></div><div class="clear"></div></p><p>Secondo il pm, Montezemolo e Francesco Saverio Grazioli, alla sbarra nelle rispettive qualità di titolare di fatto e di presidente della Fisvi Holding, la società proprietaria dell’immobile dove l’ex capo di Confindustria trascorreva di solito una parte delle sue vacanze estive, erano consapevoli di aver ordinato opere abusive. E in particolare di aver disposto la trasformazione di un locale interrato e autorizzato a garage in alloggio del custode, e la costruzione ex novo di una sorta di monolocale di 22 mq nel giardino della Villa, realizzato dopo aver demolito un piccolo locale di custodia degli attrezzi agricoli.</p><p>Il pm riteneva Montezemolo e Grazioli responsabili anche di falso in qualità di committenti della pratica amministrativa 14507, inoltrata dal loro tecnico di fiducia presso l’Utc di Anacapri l’11 ottobre 2007, riguardante i lavori di ristrutturazione. Per questa vicenda il tecnico, coimputato in questo processo, ha patteggiato una pena di dodici mesi. Ma su questo capo d’imputazione il giudice ha disposto l’assoluzione piena per entrambi. Assoluzione piena anche per un ulteriore capo di imputazione, relativo alla presentazione di una Dia nel 2005.</p><p>Montezemolo non ha partecipato a nessuna udienza del processo. Stamane era in aula, per la prima volta, il suo fiduciario, Grazioli. Anche lui è stato condannato a un anno di reclusione, per aver commesso gli stessi reati in concorso con Montezemolo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/07/abuso-edilizio-anacapri-chiesta-condanna-anno-mesi-montezemolo/221348/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;ex procuratore Lepore: &#8220;Mancuso ha chiesto aiuto al Pdl? Dinamiche già viste&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/procuratore-lepore-mancuso-chiesto-aiuto-pdl-dinamiche-viste/217921/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/procuratore-lepore-mancuso-chiesto-aiuto-pdl-dinamiche-viste/217921/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 May 2012 07:24:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[colangelo]]></category> <category><![CDATA[lepore]]></category> <category><![CDATA[Mancuso]]></category> <category><![CDATA[nomina]]></category> <category><![CDATA[procura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=217921</guid> <description><![CDATA[Giandomenico Lepore, lei fino a dicembre ha guidato la Procura di Napoli: un commento sulla nomina di Colangelo a suo successore, e sul modo in cui è stata raggiunta.“Era ora! Il bando era stato pubblicato sei mesi prima della scadenza del mio mandato, poi sono trascorsi altri cinque mesi. Undici mesi: nemmeno un parto richiede...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giandomenico Lepore, lei fino a dicembre ha guidato la Procura di Napoli: un commento sulla nomina di Colangelo a suo successore, e sul modo in cui è stata raggiunta.<br /></strong>“Era ora! Il bando era stato pubblicato sei mesi prima della scadenza del mio mandato, poi sono trascorsi altri cinque mesi. Undici mesi: nemmeno un parto richiede così tanto tempo. Colangelo è una persona per bene, come persone per bene sono anche i suoi concorrenti. Ma in questa vicenda ha perso il Csm, ha perso ulteriormente credibilità. Da magistrato in pensione, sono amareggiato”.</p><p><strong>Per quale ragione?<br /></strong>“Io non entro nel merito perché non conosco gli atti e non so cosa sia stato sbandierato, ma la coincidenza tra gli scritti anonimi e la decisione del Csm è molto pericolosa e mi sa tanto di qualcosa che può apparire prestabilito”.</p><p><strong>Mancuso avrebbe chiesto l’appoggio dei consiglieri laici del Pdl. Lei ci crede?</strong> <br />“Dicendo una bugia, non ci credo (sorride, ndr). Ma comunque sarebbero dinamiche normali e già viste in altre circostanze”.</p><p><strong>Si sente di dare un suggerimento a Colangelo?</strong> <br />“Uno solo: mantenere l’unità dell’ufficio. E’ la forza della Procura di Napoli”.</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/procuratore-lepore-mancuso-chiesto-aiuto-pdl-dinamiche-viste/217921/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Procura Napoli: vince Colangelo lascia Mancuso citato nelle carte sulla trattativa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/procura-napoli-vince-colangelo-ritira-mancuso-citato-nelle-carte-palermitane-sulla/217905/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/procura-napoli-vince-colangelo-ritira-mancuso-citato-nelle-carte-palermitane-sulla/217905/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 May 2012 07:13:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[casalesi]]></category> <category><![CDATA[colangelo]]></category> <category><![CDATA[Csm]]></category> <category><![CDATA[Mancuso]]></category> <category><![CDATA[pregiudicati]]></category> <category><![CDATA[servizi segreti]]></category> <category><![CDATA[trattativa stato-mafia]]></category> <category><![CDATA[Zagaria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=217905</guid> <description><![CDATA[E’ arrivata la nomina ed è arrivata all’unanimità come auspicato. Giovanni Colangelo è il nuovo procuratore capo di Napoli. Proviene dalla guida della Procura di Potenza e ha ottenuto un ampio consenso nel plenum del Csm (22 sì e le astensioni dei due laici del Pd Guido Calvi e Glauco Giostra). Ma è una nomina...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E’ arrivata la nomina ed è arrivata all’unanimità come auspicato. <strong>Giovanni Colangelo</strong> è il nuovo procuratore capo di Napoli. Proviene dalla guida della Procura di Potenza e ha ottenuto un ampio consenso nel plenum del Csm (22 sì e le astensioni dei due laici del Pd <strong>Guido Calvi e Glauco Giostra</strong>). Ma è una nomina condita con una forte spruzzata di veleno. Perché alla sostanziale unanimità verso Colangelo si è arrivati dopo l’improvvisa revoca della proposta di nomina in favore di <strong>Paolo Mancuso</strong>, procuratore capo di Nola, ex magistrato della Dda di Napoli, ‘toga rossa’ storica di Magistratura Democratica e fino a pochi giorni fa dato come favorito nella corsa alla guida della Procura più grande del Paese. Decisione – si è appreso in seguito – condizionata dall’arrivo al Csm di alcuni atti giudiziari della Procura di Palermo, estrapolati dall’inchiesta del procuratore aggiunto <strong>Antonio Ingroia e del pm Nino Di Matteo</strong> sulla trattativa tra mafia e Stato. Si tratta delle intercettazioni di telefonate tra Mancuso (non indagato) e l’ex capitano dei carabinieri <strong>De Donno</strong>, dalle quali sarebbe emerso che il magistrato avrebbe chiesto di intercedere in suo favore, tramite il generale Mario Mori, con il capogruppo Pdl al Senato <strong>Maurizio Gasparri</strong>, per conquistare i voti dei consiglieri laici Pdl.</p><p>Il consigliere <strong>Franco Cassano</strong>, a nome di Area, il raggruppamento che rappresenta le correnti di sinistra, ha ritirato il nome di Mancuso con la motivazione ufficiale della “impossibilità constatata di arrivare a una convergenza di tutto il plenum sul suo nome” spiegando che la decisione è stata presa per &#8220;senso di responsabilità&#8221;, per dare “una legittimazione forte” e nel rispetto dell&#8217; &#8220;autorevole auspicio&#8221; del capo dello Stato per una nomina unitaria. Una scelta che ha indotto anche il togato di Magistratura Indipendente, <strong>Tommaso Virga</strong>, a revocare la candidatura del terzo concorrente, il procuratore di Santa Maria Capua Vetere <strong>Corrado Lembo</strong>. Spianando così la strada a Colangelo, che così ha ottenuto i voti di tutti i togati (ad eccezione di <strong>Nello Nappi</strong>, di Area, che non partecipa al voto), dei laici del Pdl e del vice presidente <strong>Michele Vietti</strong>.</p><p>Quanto agli atti relativi alle intercettazioni, sono stati secretati e assegnati per una pratica alla Prima Commissione del Csm, competente sui trasferimenti d&#8217;ufficio per incompatibilità ambientale dei magistrati. Il Csm avrebbe dovuto decidere su Napoli il 18 aprile scorso. All’ultimo momento ci fu un rinvio, dopo che erano circolate indiscrezioni secondo le quali i laici del Pdl avrebbero appoggiato Mancuso. Indiscrezioni poi smentite a nomina di Colangelo avvenuta dal gruppo: “Non abbiamo ricevuto alcun tipo di pressione”.</p><p>Secondo la ricostruzione dei giornalisti de ‘Il Mattino’ <strong>Giuseppe Crimaldi</strong> e <strong>Rosaria Capacchione</strong>, i fogli dell’inchiesta di Palermo sarebbero arrivati al Csm attraverso un plico giallo anonimo imbucato nei giorni tra il 25 aprile e il 1 maggio. Mentre Mancuso, nei giorni successivi alla seduta del 18 aprile, avrebbe scritto a Palazzo dei Marescialli denunciando di essere vittima di una falsa accusa: ci sarebbe un pentito disposto a dichiarare che Mancuso avrebbe coperto la lunghissima latitanza di <strong>Michele Zagaria</strong>, il superboss dei Casalesi. Il pentito, scrive la Capacchione, si chiama <strong>Antonio Cutolo</strong> ed è un lontano parente di <strong>Raffaele Cutolo</strong>, il fondatore della Nco. Sarebbe un noto fabbricatore di bufale (tra le persone da lui accusate, <strong>Antonio Di Pietro, Marcello Dell’Utri e l’ex capo dei servizi ispettivi del Dap</strong>), è stato espulso da tutti i programmi di protezione e i suoi verbali hanno infarcito diversi dossier dei servizi segreti. E Mancuso da tempo sostiene di essere il bersaglio di una campagna diffamatoria a suo giudizio ad opera di alcuni ambienti dei servizi segreti. Poche settimane fa Cutolo è stato raggiunto da una richiesta di rinvio a giudizio per calunnia ai danni di Mancuso.</p><p>Peraltro, non è la prima volta che Mancuso finisce al centro di vicende velenose: accadde nel 2006 quando venne sottoposto a un procedimento disciplinare con l&#8217;accusa di aver instaurato rapporti confidenziali con personaggi compromessi da indagini giudiziarie per aver partecipato a una battuta di caccia in Albania con alcuni di loro. Ma la vicenda si concluse con l&#8217;assoluzione in ogni sede, sia penale che disciplinare, per essere risultati esclusi gli addebiti.</p><p>Secondo l’Anm è necessario che il Csm, “per salvaguardare il principio dell&#8217;autogoverno” garantisca il “massimo rigore” nelle procedure di valutazione soprattutto quando queste riguardano la scelta di chi va a ricoprire incarichi direttivi. E’ la posizione espressa dal presidente e il segretario dell&#8217;Anm, <strong>Rodolfo Sabelli e Maurizio Carbone</strong>, interpellati dai cronisti al termine dell&#8217;incontro con il presidente del Senato, Renato Schifani. Con la premessa “di avere appreso la notizia dai giornali” e dunque di “riservarsi di aspettare di capire cosa è accaduto”. Sottolineando però che “è giusto che il Csm abbia sempre la possibilità di conoscere tutti gli elementi necessari alla valutazione”. Sabelli e Carbone hanno poi ricordato come “fin dal suo insediamento, la nuova giunta dell&#8217;Anm, peraltro in continuità con quella precedente, abbia indicato tra i punti prioritari la questione morale”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/procura-napoli-vince-colangelo-ritira-mancuso-citato-nelle-carte-palermitane-sulla/217905/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il fallimento della Deiulemar getta nel caos Torre del Greco. E tra poco si vota</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/fallimento-della-deiulemar-getta-caos-torre-greco-poco-vota/216338/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/fallimento-della-deiulemar-getta-caos-torre-greco-poco-vota/216338/#comments</comments> <pubDate>Wed, 02 May 2012 19:54:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Deiulemar]]></category> <category><![CDATA[fallimento]]></category> <category><![CDATA[Torre del Greco]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=216338</guid> <description><![CDATA[Il crac è arrivato in piena campagna elettorale, cinque giorni prima delle elezioni comunali. Da stamane Torre del Greco (Napoli) è una città in ambasce, stretta tra le incertezze del proprio futuro politico-amministrativo e l’angoscia per il fallimento della compagnia di navigazione Deiulemar, che negli ultimi 40 anni aveva raccolto i risparmi di circa 10mila...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il crac è arrivato in piena campagna elettorale, cinque giorni prima delle elezioni comunali. Da stamane Torre del Greco (Napoli) è una città in ambasce, stretta tra le incertezze del proprio futuro politico-amministrativo e l’angoscia per il fallimento della compagnia di navigazione Deiulemar, che negli ultimi 40 anni aveva raccolto i risparmi di circa 10mila famiglie del luogo, la stragrande maggioranza dei suoi 13.000 obbligazionisti.</p><p>La notizia, temuta ma ormai attesa, si è ufficializzata poco dopo le 11 del 2 maggio. E’ l’orario in cui la sezione fallimentare del tribunale di Torre Annunziata ha accolto l&#8217;istanza presentata da sette creditori per un importo complessivo di circa 250.000 euro, bocciando di fatto la proposta di concordato preventivo avanzata lo scorso 18 aprile dai vertici societari. Il giudice <strong>Massimo Palascandalo</strong> e gli altri componenti del collegio hanno nominato una curatela fallimentare composta da tre professionisti provenienti da Napoli, Bari e Milano, <strong>Antonella De Luca, Giorgio Costantino e Vincenzo Masciello</strong>.</p><p>Termina così, per l’insolvenza di un debito modesto, se rapportato al miliardo di euro di fatturato della società fino al 2010, la gloriosa storia della compagnia chiamata con l’acronimo dei tre armatori della città del corallo (<strong>Della Gatta, Iuliano e Lembo</strong>) che la fondarono nel 1969. Finiscono in mezzo a una strada i 1500 dipendenti del gruppo. E rischiano di restare con un pugno di mosche in mano i risparmiatori che avevano pompato nelle casse della società risorse fino a 846 milioni di euro, secondo l’ultimo dato reso noto pochi giorni fa al termine di un aggiornamento del censimento degli obbligazionisti.</p><p>Ma il ‘buco’, al lordo delle esposizioni con le banche e coi fornitori, supererebbe i 1000 milioni di euro. E’ stata la cronaca di una morte annunciata. Le metastasi del tumore finanziario si erano materializzate a gennaio, quando la Deiulemar ha cominciato a non coprire il 7% di interessi promesso con le emissioni delle obbligazioni, e a rispondere ‘picche’ ai risparmiatori che chiedevano di ritornare in possesso del capitale investito. In un crescendo rossiniano, la situazione è precipitata in pochissime settimane con la scoperta di decine di migliaia di bond-fantasma (non iscritti a bilancio). Sui quali ha provato a mettere ordine il nuovo amministratore unico, <strong>Roberto Maviglia</strong>, chiamato col compito di ricostruire i passaggi di denaro all’interno di Deiulemar e delle sue controllate. Mentre emergeva un complicato sistema di ‘scatole cinesi’, fiduciari e e trust nei paradisi fiscali che nel tempo, secondo la Procura di Torre Annunziata e la Guardia di Finanza di Napoli, potrebbero essere state utilizzate per distrarre finanze dal gruppo e metterle al riparo del fisco e dei creditori. A nulla sono serviti gli appelli alla calma, le proposte di accordo e il lavoro di mediazione di Michele Iuliano, l’88enne ‘capitano’, l’ unico sopravvissuto tra i fondatori.</p><p>Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da numerose manifestazioni di protesta e fiaccolate, accompagnate da grande tensioni, organizzate da chi ha investito e perso ingenti somme nella società. Ma per il fallimento di Deiulemar era ormai sono una questione di tempo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/fallimento-della-deiulemar-getta-caos-torre-greco-poco-vota/216338/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Candidati e poi arrestati: a Napoli fioccano le manette in campagna elettorale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/01/candidati-arrestati-napoli-fioccano-manette-campagna-elettorale/214692/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/01/candidati-arrestati-napoli-fioccano-manette-campagna-elettorale/214692/#comments</comments> <pubDate>Tue, 01 May 2012 13:18:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Bersani]]></category> <category><![CDATA[candidati arrestati]]></category> <category><![CDATA[candidati indagati]]></category> <category><![CDATA[chiaro]]></category> <category><![CDATA[de luca]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012 napoli]]></category> <category><![CDATA[Izzo]]></category> <category><![CDATA[Napoli]]></category> <category><![CDATA[Orlando]]></category> <category><![CDATA[proto]]></category> <category><![CDATA[sagliocco]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=214692</guid> <description><![CDATA[Alle amministrative di alcuni dei principali comuni del Napoletano partecipano candidati consiglieri che hanno una oggettiva difficoltà a fare campagna elettorale. Perché sono agli arresti. In carcere o ai domiciliari, a seconda della gravità dei reati e del quadro probatorio. Potrebbe essere un buon viatico, chissà. L&#8217;anno scorso alle amministrative di Quarto (Napoli) il candidato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Alle amministrative di alcuni dei principali comuni del <strong>Napoletano</strong> partecipano candidati consiglieri che hanno una oggettiva difficoltà a fare campagna elettorale. Perché sono agli arresti. In carcere o ai domiciliari, a seconda della gravità dei reati e del quadro probatorio. Potrebbe essere un buon viatico, chissà. L&#8217;anno scorso alle amministrative di <strong>Quarto</strong> (Napoli) il candidato consigliere del Pdl <strong>Armando Chiaro</strong>, incarcerato per le pesanti accuse della Dda di Napoli di collusioni con la camorra, venne eletto in pompa magna. Le manette non spaventano l&#8217;elettorato napoletano.</p><p>Stavolta i guai giudiziari dei candidati-arrestati derivano da reati di <strong>criminalità</strong> comune. Rapina, droga, truffa, falso. Precisazione importante: al momento della candidatura, erano tutti a piede libero. I provvedimenti giudiziari sono arrivati dopo. A liste presentate. Ad Acerra il ventenne <strong>Christian Sagliocco</strong>, candidato della lista &#8216;Acerra nel cuore&#8217; che fa parte della coalizione del Terzo Polo, ai primi di aprile è stato arrestato dai carabinieri con l&#8217;accusa di aver partecipato a una rapina. Acerra è un Comune bollente, e non solo per la presenza dell&#8217;inceneritore. Tra i 565 candidati la prefettura ha scoperto quattro pregiudicati per estorsione e ne ha escluso uno, <strong>Amodio De Luca</strong>, a causa di una condanna per rapina e furto aggravato. E la campagna elettorale è avvelenata da numerose intimidazioni camorristiche ai danni di esponenti di tutti gli schieramenti.</p><p>A Torre Annunziata la lista civica &#8216;Arca&#8217;, alleata con il Pd e il centrosinistra, ha tra i suoi candidati <strong>Salvatore Izzo</strong>, imprenditore della società nautica &#8216;Izzo Mare&#8217;. Il 5 aprile Izzo è stato arrestato per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di <strong>stupefacenti</strong>: avrebbe fornito uno dei motoscafi utilizzati per il trasporto di hashish tra la Spagna e l&#8217;Italia. Sette arresti a gennaio, un&#8217;ordinanza di custodia cautelare per altre otto persone nell&#8217;aprile successivo. Ma di questi otto, solo due persone sono stati catturati, gli altri sei sono sfuggiti alla cattura, e la <strong>Dda</strong> ha deciso di non diffondere la notizia dell&#8217;arresto di Izzo per non compromettere le indagini in corso. Che sarebbe quindi rimasta &#8216;segreta&#8217;, o comunque circoscritta a un ristretto nucleo di amici, conoscenti e familiari, se non l&#8217;avesse resa pubblica il candidato sindaco dello schieramento avversario.</p><p>Il commissario del Pd napoletano <strong>Andrea Orlando</strong>, intervistato da Gerardo Ausiello de<em> Il Mattino</em> sull&#8217;arresto di Izzo, ha detto: &#8220;Basta con le liste civiche fai da te, dove spesso si insinuano indagati e rinviati a giudizio. Anche alle amministrative occorre una maggiore presenza dei partiti, che hanno il dovere di preservare la loro immagine e quindi fanno più controlli&#8221;. Magari fosse sempre vero. A Casavatore, infatti, è proprio il Pd che è scivolato sulla buccia di banana del candidato in manette. In lista nel partito di <strong>Bersani</strong> c&#8217;è l&#8217;insegnante e sindacalista 47enne <strong>Paolo Proto</strong>, già consigliere comunale a Casalnuovo. Il 4 aprile, a liste appena presentate, è stato raggiunto da un&#8217;ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per reati che spaziano dalla corruzione alla truffa, dal falso alla frode informatica. Grazie ai suoi ganci nel provveditorato agli studi di <strong>Napoli</strong>, Proto – secondo i magistrati &#8211; sarebbe riuscito a far falsificare le graduatorie degli insegnanti e del personale amministrativo, ottenendo mazzette fino a 6mila euro dalle persone beneficiate dall&#8217;incremento truffaldino del punteggio. In ogni caso, l&#8217;insegnante sotto accusa si è ritirato dalla campagna elettorale, comunicandolo con un telegramma al segretario della sezione cittadina del Pd.</p><p><span style="color: #ff000a;"><strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/amministrative-2012-speciale-ilfattoquotidiano/"><span style="color: #ff000a;">Mille Comuni al voto, vai allo Speciale amministrative di ilfattoquotidiano.it</span></a></strong></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/01/candidati-arrestati-napoli-fioccano-manette-campagna-elettorale/214692/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Camorra city, a Castellammare si uccidono i politici si fanno affari e si comprano voti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/28/camorra-city-castellammare-uccidono-politici-fanno-affari-comprano-voti/206611/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/28/camorra-city-castellammare-uccidono-politici-fanno-affari-comprano-voti/206611/#comments</comments> <pubDate>Sat, 28 Apr 2012 14:32:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[belviso]]></category> <category><![CDATA[Camora]]></category> <category><![CDATA[Campania]]></category> <category><![CDATA[castellammare]]></category> <category><![CDATA[omicidio]]></category> <category><![CDATA[pentito]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=206611</guid> <description><![CDATA[Politici che di loro iniziativa consegnano ai boss le delibere sui luoghi dei cantieri e sugli importi degli appalti affinché il clan ne faccia buon uso per pianificare gli importi delle estorsioni. Imprenditori di peso che si rivolgono ai camorristi per utilizzarli come ‘mediatori’ dei loro contenziosi professionali. Le cosche che predispongono campagne elettorali per...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Politici che di loro iniziativa consegnano ai boss le delibere sui luoghi dei cantieri e sugli importi degli appalti affinché il clan ne faccia buon uso per pianificare gli importi delle estorsioni. Imprenditori di peso che si rivolgono ai camorristi per utilizzarli come ‘mediatori’ dei loro contenziosi professionali. Le cosche che predispongono campagne elettorali per i candidati di riferimento e poi si arrabbiano di brutto se chi ‘sale’ non rispetta i patti. Verbali giudiziari che raccontano una città dove ogni negoziante ha il suo capoclan di riferimento e dunque si taglieggia solo ‘chi viene da fuori’. A Castellammare di Stabia (Napoli) ci sono mondi che non dovrebbero toccarsi e invece si frequentano con pericolosa assiduità. Si fiutano, si mischiano, si siedono agli stessi tavoli, stringono accordi. E chi sgarra paga. Col sangue.</p><p>Lo dice un pentito del <strong>clan D’Alessandro</strong>, giovane e bello come un attore delle soap pomeridiane, che sta rivelando il dietro le quinte dell’omicidio del <strong>consigliere comunale Pd Luigi Tommasino</strong>, ucciso a colpi di pistola di fronte alla sede distaccata del Tribunale il 3 febbraio 2009. Si chiama <strong>Salvatore Belviso</strong> e quel delitto lo conosce bene perché ha fatto parte del commando di fuoco insieme ad altri tre ragazzi perduti come lui &#8211; uno persino iscritto al Pd stabiese, circostanza che per un po’ fece pensare a un delitto politico. Per ora Belviso ha firmato almeno una decina di verbali, altri sono ancora top secret, i sei mesi per parlare scadono il mese prossimo.</p><p>Belviso ha cominciato a collaborare con la giustizia il 4 novembre 2011, sei giorni dopo aver sposato in carcere <strong>Mena Fontana</strong>, la nipote di <strong>Luciano Fontana</strong>, il killer di <strong>Antonio Martone</strong>, zio di <strong>Vincenzo D’Alessandro</strong> (ras del clan avversario ai Fontana) e dello stesso Belviso. Una vicenda da Montecchi e Capuleti della camorra, un amore contrastato dalle famiglie rivali, e le foto del loro matrimonio furono il segnale che il 28enne fotografato con un sorriso da posa con i ferri ai polsi al momento della traduzione in carcere rompeva i ponti con tutto e tutti e ‘passava con gli sbirri’. Quando cambia avvocato e inizia a cantare, Belviso è già imputato per l’omicidio Tommasino e la sua decisione di vuotare il sacco è una scossa di terremoto per gli equilibri della criminalità locale. Che ha reagito con un nervosismo parossistico, fino ad assediare le edicole che vendevano il quotidiano Metropolis, che per primo pubblica la notizia, ‘invitando’ i rivenditori a nasconderne le copie sotto al bancone.</p><p>“La notizia è falsa” gridavano i guaglioni del clan. Era vera, ovviamente. Per raccogliere le deposizioni di Belviso si muovono in direzione Rebibbia due magistrati di spessore della Dda di Napoli, il procuratore aggiunto <strong>Rosario Cantelmo</strong> e il sostituto <strong>Claudio Siragusa</strong>. Siragusa è il titolare delle due inchieste, già sfociate in dibattimento, sull’omicidio Tommasino e sull’arresto della vicepresidente di Confindustria Napoli <strong>Olga Acanfora</strong>, imprenditrice stabiese della sanità privata che vive di convenzioni pubbliche, accusata di estorsione aggravata col metodo mafioso. Era amica di Tommasino e il politico Pd avrebbe chiesto a uno dei tre capi del clan D’Alessandro, <strong>Sergio Mosca</strong>, di ‘intervenire’ presso l’architetto che progettò per la Acanfora la realizzazione del nuovo centro medico ‘Villa Tropeano’, un lavoro da circa 2 milioni di euro. E convincerlo a fare lo sconto su una parcella di 400.000 euro, della quale la Acanfora si lamentava pubblicamente perché ritenuta esorbitante.</p><p>Tommasino, amico del boss e dell’imprenditrice, emerge come anello di collegamento tra politica, camorra ed economia, avvolte in un grumo maleodorante di clientele e violenza. Le due storie sono intersecate. Leggendo e rileggendo i verbali della collaborazione, spunta un dettaglio interessante, un barlume di ipotetico movente dell’omicidio che finora il processo non ha chiarito: fu mediato uno sconto di 150.000 euro, ma l’architetto alla fine riceverà ‘solo’ 200.000 euro. Mancano all’appello 50.000 euro e incrociando le notizie e le date che emergono dalle carte dei due procedimenti – l’assassinio di Tommasino, dice Belviso, fu ordinato da Mosca a ridosso del 10 gennaio 2009, mentre le ‘trattative’ Acanfora-Mosca-Tommasino-architetto si conclusero alla fine del 2008 – ecco adombrarsi un’ipotesi che potrebbe rappresentare un movente credibile: 50.000 euro di ‘cresta’, rimasti impigliati nelle tasche del consigliere comunale in quel periodo molto attivo nel tesseramento Pd e nel ripianare una delicata crisi di partito (l’ultima telefonata ricevuta dal suo cellulare proviene dal centralino del consiglio regionale, è la segreteria di un big del pd napoletano, ex Margherita come Tommasino, che voleva chiedergli lumi sulla riunione del pd stabiese in programma quella serata).</p><p>Belviso parla, spiega e illustra una Castellammare simile al Far West. Tommasino viene ucciso quel giorno e non in un altro perché quel giorno va a vuoto l’originario intento di dare una lezione al gestore di alcuni campetti sportivi. Il pentito non conosce il viso del consigliere comunale, non sa dove abita e lo scopre solo dopo (“altrimenti ci saremmo appostati altrove e lo avremmo ammazzato davanti al Bar Italia, senza farci due km di telecamere su Viale Europa”). Belviso racconta di essere diventato camorrista dopo anni trascorsi tra l’organizzazione di feste e concerti e una florida attività di furti di scooter con cavallo di ritorno. Troppi furti, tanto che il boss Enzo D’Alessandro lo convoca per dirgli di calmarsi, nel quartiere di Scanzano, la roccaforte della camorra, sono in troppi a lamentarsi. Tra i due il gelo farà posto a un tiepido feeling. L’affiliazione di Belviso al clan D’Alessandro avviene secondo modalità da film di <strong>Francis Ford Coppola</strong>: in silenzio e senza spiegazioni gli viene consegnata una pistola e gli si dice di seguire in scooter un altro motorino diretto verso Gragnano con due persone a bordo. “Sapevo che andavamo a compiere un omicidio ma senza sapere di chi e perché”. Era il 28 ottobre 2008 e Belviso partecipa, senza sparare, all’assassinio di <strong>Carmine D’Antuono</strong>, una vecchia gloria del clan <strong>Imparato</strong>, ormai sgominato da tempo e sacrificato sull’altare dei nuovi assetti camorristici.</p><p>Al verbale ‘rompighiaccio’ del 4 novembre Belviso fa seguire quelli del 10, 17, 28 novembre, del 16 dicembre, del 23 febbraio. Lunghi omissis coprono – per ora – i passaggi più scabrosi. Per cui ancora non sappiamo i dettagli e le ragioni in base ai quali, nel riassunto del primo verbale, il pentito afferma che ‘il clan D’Alessandro alle comunali del 2005 ha fatto votare il sindaco <strong>Salvatore Vozza</strong>’, un ex sindacalista ed ex Pci che ha sempre combattuto la camorra e la cui candidatura fu benedetta da una trasferta di <strong>Piero Fassino</strong>. Certo, Vozza aveva tra i suoi alleati anche Tommasino e un altro consigliere comunale Pd, ex Margherita, <strong>Carlo Nastelli</strong>, del quale Belviso narra un episodio ai limiti dell’incredibile: pochi giorni dopo l’omicidio Tommasino, Nastelli lo avrebbe contattato per consegnargli “un libro che non era un libro, ma tutte pagine del Comune, c’erano tutti gli appalti da qua a tre anni, tutto quello che si doveva fare, quanti permessi ci volevano, quanti soldi erano. In base a quei soldi sapevamo chi doveva prendere l’appalto e quanti soldi ci doveva dare, se il 3% o il 5% dipendeva se era già una persona ‘amica’ della famiglia il 3%, altrimenti il 5%”. Nastelli vuole che il fascicolo arrivi al boss Enzo D’Alessandro e il postino Belviso, durante il tragitto, per curiosità lo apre e ne legge qualcosa.</p><p>Belviso sa sicuramente il movente dell’omicidio Tommasino. Ma per ora ne intuiamo solo qualche brandello sopravvissuto agli omissis: “L’ordine – dice il pentito &#8211; venne da Sergio Mosca direttamente a me, e nel darmelo, mi ha detto che Tommasino era diventato politicamente importante grazie all’appoggio del clan D’Alessandro, ma non aveva rispettato gli impegni prendendo le distanze”. Quali impegni? Solo il processo e la desecretazione delle parti di verbale coperte da omissis ci potrà dire qualcosa in più sul perché a Castellammare di Stabia un politico di spicco del Pd muore per uno sgarro alla camorra.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/28/camorra-city-castellammare-uccidono-politici-fanno-affari-comprano-voti/206611/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>In municipio timbra uno per tutti Boscoreale, indagati 3 impiegati su 4</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/comune-boscoreale-lavora-tutti-indagato-assenteismo/208554/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/comune-boscoreale-lavora-tutti-indagato-assenteismo/208554/#comments</comments> <pubDate>Thu, 26 Apr 2012 07:16:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[assenteismo]]></category> <category><![CDATA[Boscoreale]]></category> <category><![CDATA[fannulloni]]></category> <category><![CDATA[Torre Annunziata]]></category> <category><![CDATA[truffa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=208554</guid> <description><![CDATA[Per coprirsi l’un l’altro, come mostrano le immagini in esclusiva de ilfattoquotidiano.it, negli uffici pubblici del Comune di Boscoreale (Napoli) c’erano dipendenti municipali che arrivavano a strisciare nove volte in sequenza i badge degli altri. Uno a lavorare per tutti, gli altri chissà dove, a &#8220;fannulloneggiare&#8221; a sbafo. Roba da record del mondo dell’assenteismo pubblico. Che si...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per coprirsi l’un l’altro, <a title="Le immagini di Andrea Postiglione per Ilfattoquotidiano.it" href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/04/25/fannulopoli-boscoreale/195801/" target="_blank">come mostrano le immagini in esclusiva de<em> ilfattoquotidiano.it</em></a>, negli uffici pubblici del Comune di <strong>Boscoreale</strong> (Napoli) c’erano dipendenti municipali che arrivavano a strisciare nove volte in sequenza i badge degli altri. Uno a lavorare per tutti, gli altri chissà dove, a &#8220;fannulloneggiare&#8221; a sbafo. Roba da record del mondo dell’assenteismo pubblico. Che si aggiunge a un altro primato: 125 impiegati comunali su 170 finiti nel registro degli indagati. Con accuse che spaziano dall’associazione per delinquere al peculato alla truffa, oltre naturalmente all’uso improprio del badge marcatempo.</p><p>L’inchiesta della Procura di <strong>Torre Annunziata</strong> sulle forsennate violazioni di leggi e regolamenti all’interno del municipio di Boscoreale si è conclusa. “Operazione Caos”, come l’hanno battezzata i carabinieri, che in seguito a un esposto l’anno scorso hanno piazzato in due delle quattro sedi degli uffici comunali delle telecamere nascoste che inquadravano le macchinette dove gli impiegati devono passare le tessere magnetiche per segnare gli orari di entrata e di uscita. E poi hanno riversato i relativi file video in 500 dvd, depositati dai pm a corredo dell’avviso concluse indagini.</p><p><div style="display:none"></div><script type="text/javascript" src="http://admin.brightcove.com/js/BrightcoveExperiences.js"></script><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience1585206300001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="1585206300001" /> </object></div><div class="clear"></div> <br /><strong>Video di Andrea Postiglione</strong></p><p>I filmati riprendono l’andirivieni dei dipendenti nei primi quattro mesi del 2011. Il nostro servizio riguarda in particolare i giorni del 2 e 3 marzo 2011. Un piccolo spezzone di un malcostume che, secondo gli inquirenti, è stata la prassi quotidiana almeno fino al blitz dell’aprile 2011 che condusse in cella di sicurezza 48 impiegati.</p><p>Se le accuse reggeranno in giudizio, ci vorranno potenti calcolatrici per quantificare i danni all’erario pubblico, rappresentati dal lavoro mai svolto e comunque retribuito. E in teoria potrebbero scattare sanzioni disciplinari gravi, fino al licenziamento. Sarebbe una beffa nella beffa: il municipio verrebbe &#8220;svuotato&#8221; di gran parte del personale, fino a rendere impossibile l’erogazione dei servizi.</p><p>Secondo il sindaco <strong>Gennaro Langella</strong>, particolarmente irritato dall’attenzione mediatica sul “caso Boscoreale” e in particolare da un lungo reportage dell’<em>Espresso</em>, “è ingeneroso classificare cattiva una comunità laboriosa e di persone perbene, solo perché è emersa la vicenda dell’assenteismo del personale, che non può, in nessun modo, intaccare l’immagine del paese”. Per il primo cittadino “il fenomeno assenteismo rilevato in Comune, e per il quale sono in corso gli accertamenti della magistratura, per la stragrande maggioranza dei casi accertati è stato dovuto a un&#8217;incauta disattenzione e leggerezza”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/comune-boscoreale-lavora-tutti-indagato-assenteismo/208554/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;Crocifisso obbligatorio in ogni ufficio della Regione. Battaglia di civiltà&#8221;. Ma è polemica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/crocifisso-obbligatorio-ogni-ufficio-della-regione-campania-battaglia-civilta-polemica/206858/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/crocifisso-obbligatorio-ogni-ufficio-della-regione-campania-battaglia-civilta-polemica/206858/#comments</comments> <pubDate>Tue, 24 Apr 2012 13:36:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[concordato]]></category> <category><![CDATA[crocifisso]]></category> <category><![CDATA[Maisto]]></category> <category><![CDATA[regione campania]]></category> <category><![CDATA[Religione]]></category> <category><![CDATA[uffici]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=206858</guid> <description><![CDATA[Lo è già nelle scuole e nei tribunali. E ora potrebbe diventarlo anche in Regione Campania. 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E’ stata depositata nei giorni scorsi e ora è al vaglio delle commissioni consiliari per i pareri obbligatori e preliminari all’eventuale trattazione in aula.</p><p>Secondo Maisto, del gruppo ‘Caldoro Presidente’, organico alla maggioranza di centrodestra, si tratta di “una battaglia di civiltà e non di fede”. Il capogruppo del Pd in consiglio regionale, <strong>Giuseppe Russo</strong>, da cattolico si dice invece “contrario a ogni forma di obbligo in questioni che toccano la religione, come in questo caso”. Materia delicata. E non per l’impegno finanziario, che secondo una prima sommaria stima allegata alla proposta consisterebbe in circa 5000 euro (10 euro per l’acquisto di ogni crocifisso). Anche se in questi tempi di crisi bisognerebbe tirare la cinghia, a cominciare dalle spese voluttuarie. <strong>Maisto</strong> però vorrebbe spegnere sul nascere ogni polemica: “Il crocifisso – dice &#8211; non può essere considerato come un suppellettile o un oggetto di culto, ma è un simbolo idoneo a esprimere l&#8217;elevato fondamento dei valori civili, come tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti, che hanno un&#8217;origine religiosa, ma sono anche i valori che delineano la laicità nell&#8217;attuale ordinamento dello Stato, come del resto ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza 389/014 del 2006 . La recente giurisprudenza ha stabilito che l&#8217;esposizione di questo simbolo nelle scuole, come nei tribunali, non lede il principio di libertà di religione e non intacca il principio della laicità dello Stato&#8221;.</p><p>“Il mio auspicio – conclude l’esponente del Gruppo Caldoro &#8211; è che questo principio venga recepito da altri enti pubblici, come comuni e province. Sarebbe un bel segnale se tutte le forze politiche decidessero di appoggiare l&#8217;iniziativa&#8221;. Ma il segnale di unanimità non arriva. Uno dei capi dell’opposizione, il capogruppo Pd <strong>Giuseppe Russo</strong>, ritiene “sbagliato il principio di obbligatorietà. Da cattolico sono contrario a ogni forma di obbligo in questioni che toccano la religione. Non mi convince, muove ad escludere altro. Per me non dovrebbero esserci religioni di Stato, con quel che ne consegue… Eppoi mi chiedo: in questi tempi di crisi acuta è davvero così importante pensare a mettere i crocifissi in Regione? Forse si vuole fare affidamento a virtù superiori?&#8221; Lapidario il commento del dipietrista <strong>Nicola Marrazzo</strong>: “Sono per uno stato laico, senza dimenticare le nostre origini religiose”. Infine <strong>Giancarlo Nobile</strong>, coordinatore della Consulta Napoletana per la laicità delle Istituzioni, ricorda a Maisto “che vi sono già i nobili simboli della nostra Repubblica come la bandiera tricolore sancita dall’Art. 12 della Costituzione, che simboleggia i messaggi universali di Libertà, Fraternità ed Uguaglianza, e il simbolo della Repubblica adottato all’alba della nostra Democrazia il 15 maggio 1948”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/crocifisso-obbligatorio-ogni-ufficio-della-regione-campania-battaglia-civilta-polemica/206858/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Rifiuti in Campania, arriva la prescrizione anche per l&#8217;ex governatore Bassolino</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/23/rifiuti-campania-prescritti-imputati-incluso-governatore-bassolino/206668/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/23/rifiuti-campania-prescritti-imputati-incluso-governatore-bassolino/206668/#comments</comments> <pubDate>Mon, 23 Apr 2012 18:19:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo Iurillo</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Antonio Bassolino]]></category> <category><![CDATA[Campania]]></category> <category><![CDATA[frode in pubbliche forniture]]></category> <category><![CDATA[Poggioreale]]></category> <category><![CDATA[prescrizione]]></category> <category><![CDATA[processo]]></category> <category><![CDATA[rifiuti]]></category> <category><![CDATA[traffico illecito di rifiuti]]></category> <category><![CDATA[truffa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=206668</guid> <description><![CDATA[E’ il giorno della prescrizione per gli imputati del disastro rifiuti in Campania. La quinta sezione del Tribunale di Napoli, collegio presieduto da Maria Adele Scaramella, di sua iniziativa e senza richieste specifiche da parte degli avvocati difensori, ha dichiarato prescritti 18 capi di imputazione del maxiprocesso sui presunti illeciti nella gestione del ciclo dei...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_206672" class="wp-caption alignleft" style="width: 305px"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/bassolino_INTERNA.jpg?47e3a5"><img class="size-full wp-image-206672" title="bassolino_INTERNA" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/bassolino_INTERNA.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;ex governatore della Campania Antonio Bassolino</p></div><p>E’ il giorno della prescrizione per gli imputati del disastro rifiuti in Campania. La quinta sezione del Tribunale di Napoli, collegio presieduto da<strong> Maria Adele Scaramella</strong>, di sua iniziativa e senza richieste specifiche da parte degli avvocati difensori, ha dichiarato prescritti 18 capi di imputazione del maxiprocesso sui presunti illeciti nella gestione del ciclo dei rifiuti in Campania e sulle presunte anomalie nel contratto di appalto tra la Regione Campania e Impregilo.</p><p>Tra i 28 imputati, tra ex politici, ex commissari straordinari dell’emergenza ed ex vertici della Fibe-Impregilo <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/16/disastro-rifiuti-in-campagna-bassolino-verso-la-prescrizione/72023/">c’è anche l’ex Governatore della Campania, <strong>Antonio Bassolino</strong></a>. Il suo legale, <strong>Giuseppe Fusco</strong>, ha chiesto al Tribunale una pronuncia di assoluzione piena per il suo assistito. La stessa richiesta che è stata avanzata anche da altri avvocati per le posizioni dei loro clienti. Il Tribunale le ha rigettate tutte, lasciando l’ombra della prescrizione per diverse vicende di falso e abuso risalenti ai primi anni 2000. Lo stesso ex governatore afferma: &#8220;Di intesa con i miei legali proporremo appello alla sentenza di prescrizione, emessa dal Tribunale di Napoli, per i reati di abuso di ufficio. Ritengo infatti che ricorrano le condizioni per una piena assoluzione non avendo commesso alcuna illegittimità e alcun illecito&#8221;.</p><p>Restano in piedi una decina di capi di imputazione, i più gravi: truffa, frode in pubbliche forniture, traffico illecito di rifiuti e per Bassolino, che è stato commissario straordinario per l’emergenza dal 2000 al febbraio 2004, un’imputazione di falso più recente e non ancora prescritta. Almeno per il momento.</p><p>Il processo in corso dal 2008 nell’aula bunker del carcere di <strong>Poggioreale </strong>non è un modello di velocità della giustizia. Tra lungaggini e i necessari approfondimenti di una inchiesta laboriosa e complicata – le carte delle indagini riempiono cento faldoni per 140mila pagine di atti, 549 comuni parti offese – era chiaro sin dall’inizio che molti reati si sarebbero prescritti. Probabilmente la prescrizione tornerà a comparire prima della fine del dibattimento di primo grado, slittato ai primi mesi del 2013. Altrimenti, quasi certamente, scatterà nei successivi gradi di giudizio. Nonostante la tenacia del pm <strong>Paolo Sirleo</strong>, che pur essendo stato trasferito presso un’altra Procura, è rimasto a celebrare questo processo. Al momento è in corso l’esame dei testi della difesa. La prossima udienza è in calendario il 14 maggio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/23/rifiuti-campania-prescritti-imputati-incluso-governatore-bassolino/206668/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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