<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Vanna Brocca</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/vbrocca/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sun, 27 May 2012 06:55:24 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>I veterinari e la vivisezione. Napolitano, aiutaci tu</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/veterinari-vivisezione-napolitano-aiutaci/231783/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/veterinari-vivisezione-napolitano-aiutaci/231783/#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 May 2012 15:38:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Vanna Brocca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Anmvi]]></category> <category><![CDATA[Assovet]]></category> <category><![CDATA[leal]]></category> <category><![CDATA[napolitano]]></category> <category><![CDATA[veterinari]]></category> <category><![CDATA[vivisezione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=231783</guid> <description><![CDATA[Tira aria di burrasca tra i veterinari italiani. E volano espressioni assai poco british dentro e fuori le associazioni di categoria che risultano federate nell&#8217;Associazione nazionale medici veterinari italiani o ANMVI. La colpa è senz&#8217;altro di quest&#8217;ultima, anzi, dei vertici di quest&#8217;ultima, che in un bizzarro appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, datato 7 maggio,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><strong>Tira aria di burrasca tra i veterinari italiani</strong>. E volano espressioni assai poco british dentro e fuori le associazioni di categoria che risultano federate nell&#8217;</span><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><em>Associazione nazionale medici veterinari italiani</em></span><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"> o ANMVI. La colpa è senz&#8217;altro di quest&#8217;ultima, anzi, dei </span><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;">vertici</span><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"> di quest&#8217;ultima, che in un <a href="http://www.anmvi.it/395/appello-al-presidente-della-repubblica-salvaguardi-la-ricerca" target="_blank">bizzarro appello</a> al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, datato 7 maggio, gli hanno chiesto di farsi garante della necessità di non derogare neanche per ipotesi e neanche per un momento dalla </span><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><strong>sperimentazione sugli animali (o vivisezione)</strong></span><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"> al fine di tutelare la salute umana. Non s&#8217;era mai visto. E per giunta su un argomento così centrale e delicato. Così, nel giro di pochi giorni, l&#8217;indignazione dei medici di base e di alcune delle loro rappresentanze più qualificate ha assunto le proporzioni di uno tsunami che investe sia il forum dell&#8217;ANMVI sia il circuito online delle associazioni animaliste.</span></p><p><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;">&#8220;Sono un veterinario e, come molti altri della mia categoria</span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;">, mi dissocio completamente da ciò che ANMVI ha pubblicato. Posso garantire che è in atto una sorta di<strong> sommossa popolare</strong> da parte nostra. Non abbiamo idea di cosa sia successo né del motivo per cui abbiano preso questa posizione. Siamo sconcertati&#8230;&#8221; ha scritto Cristina Crespi sulla pagina Facebook della Leal, lega antivivisezionista (</span></span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><em>La Leal contro la direttiva sulla vivisezione</em></span></span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;">). E Liliana Luciani, anch&#8217;essa veterinario: &#8221;Nel mondo veterinario si sta scatenando una vera bufera a causa delle affermazioni dell&#8217;ANMVI non autorizzate dai suoi iscritti! Moltissimi colleghi stanno chiedendo a gran voce una smentita da parte dell&#8217;associazione&#8221;. E Piero Brovazzo: ANMVI non rappresenta i medici veterinari, di certo non rappresenta me!&#8221;. </span></span></p><p><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;">Per scoprire perché i vertici dell&#8217;ANMVI sono usciti allo scoperto in modo tanto imprudente non bisogna cercare lontano. Basta sapere che proprio in questi giorni la 14^ Commissione del Senato (</span></span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><em>Politiche dell’Unione europea</em></span></span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;">) deve discutere i criteri di recepimento della Direttiva sulla vivisezione approvata a Strasburgo nel 2010. Su questi criteri, raccolti nell&#8217;articolo 14 o </span></span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><em>emendamento Brambilla</em></span></span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;">, si è molto discusso perché contengono una clausola che potrebbe portare alla chiusura dell&#8217;allevamento di Beagle da laboratorio di Montichiari (BS), di proprietà della multinazionale americana Marshall. </span></span></p><p><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;">E tuttavia, tolto l&#8217;affaire Green Hill-Montichiari, il vento che soffia sul recepimento della Direttiva 2010/63/UE non ha davvero niente di rivoluzionario, anzi. Se fosse approvato dalla Commissione del Senato e poi in Aula, l&#8217;articolo 14 non impedirà che uno stesso animale venga </span></span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><strong>riutilizzato più volte</strong></span></span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"> anche in procedure che gli causano intenso dolore, angoscia e sofferenza; non vieterà che si possa sperimentare sui primati nella ricerca di base (quella che non è finalizzata alla ricerca di cure e medicine) e per semplici &#8220;</span></span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><strong>affezioni umane debilitanti</strong></span></span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;">&#8221; (da notare che anche un banale raffreddore, anche un&#8217;influenza possono essere considerate affezioni &#8220;debilitanti&#8221;); non proibirà la sperimentazione su </span></span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><strong>cani e gatti randagi</strong></span></span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"> né che i centri di ricerca possano sperimentare in un quadro di &#8220;</span></span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><strong>procedure amministrative semplificate</strong></span></span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;">&#8221; anziché in un regime di autorizzazioni ufficiali.</span></span></p><p><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;">Infine, come se non bastasse, c&#8217;è il famigerato articolo 2, che </span></span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><strong>impedisce agli Stati membri dell&#8217;UE di dotarsi di misure più protettive nei confronti degli animali di quanto prescrive la Direttiva stessa</strong></span></span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;">. Detto in breve, significa che qualsiasi tentativo di rendere un po&#8217; meno scandalosa la legge sulla vivisezione che stiamo per recepire è già morto sul nascere. La legge a questo proposito è chiarissima: niente può mettere in discussione il principio ispiratore della nuova Direttiva, che è quello di </span></span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><strong>azzerare tutti gli ostacoli frapposti alla libera concorrenza</strong></span></span><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;">. Se a qualcuno venisse in mente di approvare una norma che punti a un futuro senza vivisezione (per esempio rendendo obbligatori i metodi sostitutivi), se qualcuno osasse &#8220;proteggere&#8221; i propri animali da laboratorio una briciola in più degli altri Paesi, la Commissione Europea è lì apposta per bacchettare, bocciare, annullare. E allora, di che cosa ha paura la dirigenza dell&#8217;ANMVI?</span></span></p><p><span style="color: #1f0632;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;">Oscar Grazioli, veterinario consigliere di Assovet, l&#8217;associazione dei veterinari titolari di una struttura privata, <a href="http://www.assovet.eu/single_news_user.php?id=128914" target="_blank">ha raccontato qualche tempo fa che cosa ha visto dentro gli stabulari che ha potuto visitare</a>. Scene tremende, scene da &#8220;far vomitare&#8221;, che gli &#8220;addetti ai lavori&#8221; hanno sempre tenuto occultate e che così vorrebbero continuare a fare. Invano. Nell&#8217;appello a Napolitano, nelle accuse rivolte agli animalisti e ai loro eccessi, veri o presunti tali, si legge chiarissimo ancorché sottotraccia il timore che il dibattito sul valore scientifico e sull’accettabilità della vivisezione esca dal seminato (il loro) e <strong>si allarghi alla società civile</strong>. In effetti, proprio questo sta succedendo. Lo sanno, lo sentono, e scrivono al Presidente in cerca di aiuto.</span></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/veterinari-vivisezione-napolitano-aiutaci/231783/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>900 macachi per la ricerca (inutile)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/macachi-ricerca-unavanguardia-derelitti/194165/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/macachi-ricerca-unavanguardia-derelitti/194165/#comments</comments> <pubDate>Mon, 27 Feb 2012 17:57:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Vanna Brocca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=194165</guid> <description><![CDATA[Che a Correzzana, in provincia di Monza, stiano arrivando, nottetempo e opportunamente scaglionati, 900 macachi destinati alla vivisezione, travalica ogni comprensione. E&#8217; un evento che ferisce per diversi motivi: perché va contro la decenza (non c&#8217;è modo di &#8220;accogliere&#8221; in modo adeguato neppure 10 animali appena strappati al loro ambiente naturale, la foresta, stremati dopo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Che a Correzzana, in provincia di Monza, stiano arrivando, nottetempo e opportunamente scaglionati, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2012/02/25/news/scimmie_vivisezione-30468625/?ref=HREC1-5" target="_blank">900 macachi destinati alla vivisezione</a></span>, travalica ogni comprensione. E&#8217; un evento che ferisce per diversi motivi:</p><p><strong>perché va contro la decenza</strong> (non c&#8217;è modo di &#8220;accogliere&#8221; in modo adeguato neppure 10 animali appena strappati al loro ambiente naturale, la foresta, stremati dopo molte ore di viaggio dentro gabbie simili a pacchi postali come segnala <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8aRNygmEadc&amp;feature=youtu.be" target="_blank">questo video-shock</a></span> della Buav inglese);</p><p><strong>perché va contro la morale</strong> (non sono merce come intendono i protagonisti di questo lucrativo traffico ma creature senzienti, come recita l&#8217;articolo 13 del Trattato dell&#8217;Ue);</p><p><strong>perché va contro la buona scienza e la buona medicina</strong> (lo dice l&#8217;appello sempre più stringente di ricercatori che si oppongono alla vivisezione sulla base di argomentazioni scientifiche);</p><p><strong>perché va contro le leggi della natura</strong> (che non conoscono il gratuito spreco della bellezza e della vita per ragioni di tornaconto personale, privilegi di casta, bilanci aziendali e carriera individuale).</p><p>E anche perché &#8211; purtroppo &#8211; <strong> non va </strong>contro le leggi dell&#8217;Unione europea. Che, anzi, regolamentano e proteggono operazioni come quella di Correzzana.</p><p>Queste leggi sono state approvate a Strasburgo <strong>poco meno di due anni fa</strong>, e nessuno di chi le ha votate ignora che i primati prelevati dal loro ambiente naturale, terrorizzati e spesso moribondi, non sono 900 bensì decine di migliaia all&#8217;anno; e nessuno di loro può aver dimenticato che ogni giorno non solo scimmie ma anche topi, ratti, conigli, cani, gatti, pesci, uccelli, maiali, capre, lontre &#8211; insomma tutto ciò che vive e si riproduce &#8211; vengono <strong>accecati, avvelenati, mutilati, ustionati, amputati, drogati, resi folli, costretti a nuotare sinché non muoiono, affamati, assetati, immobilizzati nelle sedie di contenzione, decerebrati, elettrocutati</strong>.</p><p>Ora, per i 900 macachi di Correzzana gli animalisti italiani sono insorti. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.michelavittoriabrambilla.it/" target="_blank">L&#8217;onorevole Brambilla</a></span> ha presentato un esposto alla procura della Repubblica e ai Nas. Il ministro della Salute ha promesso che farà controlli. L&#8217;argomento torna a suscitare interrogativi e sdegno: la Harlan di Correzzana diventerà un simbolo della lotta contro la vivisezione come la Green Hill di Montichiari?</p><p><strong>Se vi siete chiesti che fine facciano i beagle allevati a Montichiari (o altrove),</strong> e se volete sapere <strong>qual è il destino degli animali in transito a Correzzana (o in altri &#8220;stalli&#8221; analoghi)</strong>, adesso <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.leal.it/i-nostri-soldi-le-loro-ricerche-scientifiche-sugli-animali/" target="_blank">c&#8217;è un dossier</a></span> che comincia a rispondere in modo sistematico a queste domande. Commissionato a due medici dall&#8217;associazione britannica Animal Aid, <em>Vittime della solidarietà </em>fotografa le ricerche finanziate da quattro grandi &#8220;charities&#8221; inglesi leader in Europa nei settori del cancro (Cancer Research UK), delle malattie cardiovascolari (British Heart Foundation), del Parkinson (Parkinson&#8217;s UK) e dell&#8217;Alzheimer (Alzheimer&#8217;s Society). Quasi 365 milioni di sterline, poco meno di 430 milioni di euro, buttati nel giro di 12 mesi, tra il 2009 e il 2010, in una fornace che macina soldi, animali e insuccessi con lo stesso ritmo e al riparo degli stessi muri di omertà e interessi di un qualsiasi anno voi prendiate dalla metà del secolo scorso ad oggi.</p><p>In fatto di cani, che sono uno dei &#8220;modelli animali&#8221; più diffusi nella ricerca per il cuore, il Dossier ricorda che nel 2005 la British Heart Foundation è stata al centro di vive controversie per aver finanziato <strong>27 esperimenti su cento cani </strong>scandalosamente sprovvisti, nei resoconti retrospettivi, di pezze d&#8217;appoggio scientificamente accettabili. &#8220;Le procedure consistevano nell&#8217;aprire il torace dei cani anestetizzati, tagliare il midollo spinale, drenare e rimettere in circolo il sangue, recidere i nervi di collegamento con il cervello, l&#8217;apparato gastrointestinale e il diaframma&#8221;, spiega Adrian Stallwood supervisore di medicina clinica all&#8217;Università di Cardiff e co-autore del Dossier insieme con André Ménache. Ma da allora, polemiche o no, poco è cambiato: perché nel frattempo <strong>le norme si sono fatte ancor più permissive</strong>. E poiché i cani sono naturalmente resistenti agli infarti, &#8220;una pratica veloce e sicura per distruggerne sistematicamente il cuore, per periodi che durano anche mesi, consiste nell&#8217;iniettare grani di polistirene nelle arterie, cosa che li porta alla morte nel 30% dei casi&#8221;.</p><p><strong>Paradossalmente, a venire in aiuto degli antivivisezionisti, amplificandone involontariamente le idee, a volte sono gli sperimentatori stessi, specie quelli di prestigio. </strong>Prendiamo Clif Barry, il consulente di punta del governo americano in fatto di tubercolosi, il <em>top researcher</em> del paese per questa malattia sempre più ribelle a ogni cura. <strong>A che servono i topi nella ricerca?</strong> gli hanno chiesto. Risposta: a niente. Basta vedere come funziona la ricerca: nessun farmaco, infatti, può essere sperimentato sull&#8217;uomo se prima non ha dimostrato di essere efficace sul topo; e nessun farmaco viene sperimentato sul topo se non ha prima dimostrato di essere efficace in provetta. &#8220;Il brutto di questo meccanismo &#8211; ha dichiarato Barry a <a href="http://www.slate.com/">www.slate.com</a>, il giornale online del gruppo Washington Post &#8211; è che nessuna di queste fasi di sperimentazione ha valore predittivo&#8221;. In altre parole: una nuova molecola che funziona in provetta può non avere alcun effetto sul topo, e un rimedio che agisce magnificamente sul topo può avere tutt&#8217;altro effetto sull&#8217;uomo.</p><p><strong>Viene in mente <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.experts.scival.com/jhu/pubDetail.asp?t=pm&amp;id=20105011&amp;n=Thomas+Hartung&amp;u_id=5363" target="_blank">la storia dell&#8217;aspirina</a></span></strong>: da quando è stata scoperta, più di 112 anni, fa ne abbiamo inghiottite oltre un milione di miliardi di dosi. Gli inglesi ne consumano 70 pastiglie all&#8217;anno a testa, per il 74% degli americani è il block buster di tutti i tempi e di tutti i rimedi. Per descriverne gli effetti e le infinite virtù sono stati scritti oltre 23 mila articoli scientifici. E non solo i medici la prescrivono come analgesico, anti-infiammatorio, antipiretico, ma viene utilizzata come anticoagulante e fluidificante del sangue, indispensabile quindi per le sofferenze coronariche e i rischi di trombosi. Tutto bene, quindi? Sì, ma… ma se nel lontano 1899 avesse dovuto superare i test con gli animali che oggi sono obbligatori,<strong> allora addio aspirina,</strong> addio rimedio buono per tutti. L’acido acetilsalicilico, infatti, agli animali fa malissimo. Siamo così poco simili &#8211; noi e loro &#8211; che questa medicina miracolo per l’uomo è invece causa di gravi malformazioni negli embrioni dei cani, dei gatti, delle scimmie, dei topi, dei conigli e dei ratti.</p><p>Per la maggior parte degli animali  l’aspirina è “pericolosa se ingoiata”, “irritante per gli occhi”, “irritante per le vie respiratorie”, “irritante per la pelle”, e come se non bastasse è anche “co-cancerogena con sospetti di mutagenicità”. Oggi che si sperimenta sugli animali, <strong>con un profilo tossicologico come questo, nessuna sostanza, in nessun caso, può sperare di arrivare allo stadio in cui viene testata clinicamente sull’uomo. La scarterebbero molto prima.</strong></p><p><strong> </strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/macachi-ricerca-unavanguardia-derelitti/194165/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Allevamenti doc. Ottimo cibo? No, orrore</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/allevamenti-ottimo-cibo-orrore/192141/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/allevamenti-ottimo-cibo-orrore/192141/#comments</comments> <pubDate>Sat, 18 Feb 2012 08:25:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Vanna Brocca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[agricoltura]]></category> <category><![CDATA[animali]]></category> <category><![CDATA[attivisti]]></category> <category><![CDATA[diritti]]></category> <category><![CDATA[Inghilterra]]></category> <category><![CDATA[red tractor assurance]]></category> <category><![CDATA[Stephen Brown]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=192141</guid> <description><![CDATA[Si è sparato un colpo Stephen Brown, l&#8217;allevatore di maiali del Norfolk, nel Regno Unito, &#8220;sconvolto&#8221; dalle accuse di abuso e crudeltà nei confronti degli animali mossegli dall&#8217;associazione Animal Equality. A inchiodarlo era stato un video girato di nascosto da un attivista del gruppo animalista fattosi assumere la scorsa estate: oltre 200 ore di pellicola e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-2101693/Pig-farmer-slammed-RSPCA-horrific-cruelty-animals-dead-suspected-suicide.html" target="_blank">Si è sparato un colpo <strong>Stephen Brown</strong></a>, l&#8217;allevatore di maiali del Norfolk, nel Regno Unito, &#8220;sconvolto&#8221; dalle accuse di abuso e crudeltà nei confronti degli animali mossegli dall&#8217;associazione <a href="http://www.animalequality.net/" target="_blank">Animal Equality</a>. A inchiodarlo era stato un <strong>video girato di nascosto </strong>da un attivista del gruppo animalista fattosi assumere la scorsa estate: oltre 200 ore di pellicola e 300 foto che documentano casi di orrendi maltrattamenti da parte dei lavoratori dell&#8217;allevamento: <strong>maiali colpiti a morte con spranghe di ferro</strong>, scorticati a lama di coltello, abbandonati a se stessi con la testa fratturata sul cemento e piaghe purulente su tutto il corpo, per dirne solo due o tre a caso.</p><p>Eppure, Stephen Brown era un uomo rispettabile e rispettato.<strong> Come il Bruto di Shakespeare</strong>, una brava persona, un uomo d&#8217;onore: &#8220;figlio affettuoso, <strong>padre e marito devoto</strong>, interamente dedito alla sua famiglia e al suo allevamento&#8221; (dichiarazione di un amico alla BBC), una figura su cui contare, qualcuno &#8220;che non lasciava mai nulla di intentato pur di aiutare un amico in difficoltà&#8221; (dichiarazione di un collega al <em>Norwich Evening News</em>).</p><p>Come se non bastasse, l&#8217;allevamento di Stephen Brown era certificato da anni, insieme con altre 78.000 aziende agricole britanniche, da <a href=" http://redtractor.org.uk/why-red-tractor/faqs/#a1" target="_blank">Red Tractor Assurance</a>, un <strong>marchio di qualità molto rinomato</strong> nel cui consiglio siedono delegati della National Farmers&#8217; Union, di Dairy UK, del British Retail Consortium, accademici di prestigio, rappresentanti dei consumatori e dei veterinari, esperti indipendenti e di movimenti animalisti, tutti incaricati di &#8220;garantire che gli alimenti siano sani e gli animali trattati bene&#8221;.</p><p>Great food, great farming - <strong>ottimo cibo, ottimi allevamenti</strong> &#8211; recita il logo di Red Tractor. Chissà che cosa intendono tutti costoro per &#8220;brava persona&#8221; e per &#8220;ottimo cibo&#8221;.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/allevamenti-ottimo-cibo-orrore/192141/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Vivisezione, l&#8217;Italia &#8220;svolta&#8221; all&#8217;indietro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/vivisezione-litalia-svolta-allindietro/191495/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/vivisezione-litalia-svolta-allindietro/191495/#comments</comments> <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 18:24:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Vanna Brocca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[direttiva]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[Usa]]></category> <category><![CDATA[vivisezione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=191495</guid> <description><![CDATA[Ecco, ci siamo. Nel gelo che attanaglia l&#8217;Italia, c&#8217;è almeno un luogo dove non è necessario pompare metano extra: sono i siti e le pagine facebook delle associazioni animaliste surriscaldati dall&#8217;imminente recepimento della Direttiva sulla vivisezione, detta anche legge &#8220;sulla protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici&#8221;. Una contraddizione in termini, dal momento che l&#8217;unica protezione accordata...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, ci siamo. Nel gelo che attanaglia l&#8217;Italia, c&#8217;è almeno un luogo dove non è necessario pompare metano extra: sono i siti e le pagine <a href="http://www.facebook.com/pages/La-Leal-contro-la-direttiva-europea-sulla-vivisezione/137537809610558" target="_blank">facebook</a> delle associazioni animaliste surriscaldati dall&#8217;imminente recepimento della<strong> Direttiva sulla vivisezione</strong>, detta anche legge &#8220;sulla protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici&#8221;. Una contraddizione in termini, dal momento che l&#8217;unica protezione accordata da questo testo riguarda gli interessi dei potenti <strong>conglomerati chimico-farmaceutici</strong>, che sono riusciti a piegare il legislatore europeo ai propri desideri così come i refoli della Bora stendono i fuscellini di primavera: senza fatica.</p><p>Si capisce che il momento è caldo anche dal numero di finti &#8220;sfaccendati&#8221; e/o sostenitori dichiarati della sperimentazione animale che frequentano le suddette pagine facebook, disseminandole di affermazioni del tipo &#8220;se sei contro la vivisezione, evita di prendere l&#8217;aspirina!&#8221; oppure di domande come &#8220;sarà meglio sperimentare su un cane o su tuo figlio?&#8221; (con costoro, quando si ha tempo e voglia, è sempre interessante portare il ragionamento alle sue più serie ma semplici conseguenze, e ribattere: &#8220;meglio tuo figlio o un piccolo africano&#8221;? e stare a vedere che cosa rispondono).</p><p>Uno dei tre o quattro argomenti preferiti dai <em>fan</em> della vivisezione, ribadito anche da associazioni come AIRC e Telethon nei loro comunicati ufficiali, è che la vivisezione non esiste più perché è stata da tempo<strong> sostituita con la sperimentazione scientifica</strong>, <strong>regolata dalle leggi vigenti</strong>. E allora vediamole queste leggi, guardiamo pure la <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2010:276:0033:0079:IT:PDF" target="_blank">Direttiva 10/63/UE</a> in procinto di diventare il testo vincolante in materia di sperimentazione nei 27 Paesi dell&#8217;UE. Approvata a Strasburgo nel settembre 2010 &#8211; dunque nel terzo millennio dopo Cristo &#8211; irradia la stessa limpida compassione per il vivente, la stessa dirittura morale e la stessa autorevolezza scientifica di un <strong>suppliziario medievale</strong>.</p><p>Ecco alcune delle cose che vi si leggono:<br /> - l&#8217;articolo 11, afferma che sarà possibile sperimentare su cani e gatti randagi, e che d&#8217;ora in avanti il <strong>commercio di randagi</strong> destinati alla sperimentazione tra tutti gli stati membri dell&#8217;UE non sarà più reato (articolo 2);<br /> - gli articoli 16 e 55 consentono di <strong>riutilizzare più volte lo stesso animale</strong>, anche in procedure che gli provocano intenso dolore, angoscia e sofferenza;<br /> - l&#8217;articolo 14 permette di sperimentare su qualunque tipo di animale (scimmia, cane, gatto, topo, ratto, capra, cavallo, coniglio, maiale, pesce, uccello&#8230;) <strong>senza anestesia e/o senza somministrare antidolorifici</strong> anche se l&#8217;animale è sofferente, se i ricercatori lo ritengono opportuno;<br /> - nell&#8217;allegato VIII della Direttiva, tra le decine di esperimenti elencati a mo&#8217; di esemplificazione, c&#8217;è la possibilità di praticare <strong>toracotomie</strong> (apertura del torace) senza somministrare analgesici, quella di costringere gli animali al nuoto forzato e altri esercizi finché non sopraggiunge la <strong>morte per esaurimento</strong>, quella di somministrare <strong>scosse elettriche</strong> fino a indurre l&#8217;impotenza, quella di tenere in isolamento totale cani o scimmie per lunghi periodi, quella di immobilizzarli ad libitum nelle apposite gabbie di contenzione&#8230;<br /> - nell&#8217;allegato IV , invece, sono elencati i<strong> metodi di soppressione</strong> degli animali già passati per la sperimentazione: distruzione del cervello, dislocazione del collo, dissanguamento, decapitazione, elettrocuzione, colpo da percussione alla testa, overdose di anestetico, colpo di proiettile, biossido di carbonio (e non si pensi che quest&#8217;ultimo sia il meno doloroso perché è vero il contrario).</p><p>Insomma, questa è la legge sulla &#8220;sperimentazione scientifica&#8221; concertata a <strong>Bruxelles</strong> dai rappresentati del popolo, dal Consiglio dei Ministri e dalla Commissione. Per contrastarne il recepimento in Italia, cinque associazioni animaliste e antivivisezioniste &#8211; <a href="www.leal.it" target="_blank">LEAL</a>, <a href="www.equivita.it" target="_blank">Comitato scientifico Equivita</a>, <a href="www.hansruesch.net" target="_blank">Fondazione Hans Ruesch</a>, <a href="www.lidafirenze.it" target="_blank">LIDA Firenze</a> e <a href="www.unaecoanimali.it" target="_blank">Uomo natura animali</a> &#8211; hanno indirizzato una <a href="http://www.leal.it/scientificamente-obsoleta-eticamente-inaccettabile-questa-legge-e-irrecepibile/" target="_blank"><strong>Lettera aperta</strong> </a><strong><a href="http://www.leal.it/scientificamente-obsoleta-eticamente-inaccettabile-questa-legge-e-irrecepibile/" target="_blank">al ministro della Salute Renato Balduzzi</a>, </strong>con la richiesta di aprire un dibattito pubblico &#8220;intorno ai principi etici e scientifici che devono ispirare una legge sulla ricerca medico-tossicologica all&#8217;altezza dei tempi&#8221;.</p><p>Sarebbe una <strong>mossa rivoluzionaria</strong>. Così come rivoluzionario è il Rapporto intitolato<em> <a href="http://books.nap.edu/openbook.php?record_id=11970&amp;page=R1" target="_blank">La sperimentazione tossicologica nel XXI secolo: una visione e una strategia</a></em>, che uno dei massimi istituti scientifici americani, il National Research Council, ha pubblicato già nel 2007, decretando che la sperimentazione animale<strong> non è predittiva per l&#8217;uomo </strong>e va superata. Per quanto strano possa sembrare, infatti, la sperimentazione animale è il solo<strong> metodo di ricerca biomedica a non avere mai superato un processo di convalida,</strong> l&#8217;unico che si regga da sempre sull&#8221;autocertificazione&#8221; di chi la pratica.</p><p>Ora, gli Stati Uniti invocano una &#8220;svolta epocale&#8221; che metta finalmente alle corde l&#8217;&#8221;<strong>autocertificazione&#8221; dei vivisettori</strong>, che punti sullo sviluppo di metodi di ricerca biomedica più sicuri, predittivi e rilevanti per la specie umana, che spiani la strada a un nuovo circolo virtuoso di investimenti e sviluppo scientifico. Ma l&#8217;Europa non se ne dà per intesa e la sua &#8220;svolta epocale&#8221; ha deciso di farla al rovescio: in una brutale <strong>concorrenza al ribasso</strong> con la Cina e altri paesi orientali, dove in fatto di vivisezione tutto è permesso.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/vivisezione-litalia-svolta-allindietro/191495/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Uccidere non è mai la soluzione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/24/uccidere-soluzione-nemmeno-cani/172897/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/24/uccidere-soluzione-nemmeno-cani/172897/#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 Nov 2011 15:51:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Vanna Brocca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[cani]]></category> <category><![CDATA[romania]]></category> <category><![CDATA[uccisione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=172897</guid> <description><![CDATA[A proposito dei cani rumeni, candidati allo sterminio. C&#8217;è un dato di fatto inoppugnabile, umano e di buon senso, che potrebbe mettere d&#8217;accordo animalisti e non, politici di destra e di sinistra, liberisti, protezionisti e globalisti: convenire che, poiché la vita media di un cane non supera i 12-15 anni, se procedessimo a sterilizzare in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>A proposito dei <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/24/romania-passa-legge-ammazza-caniil-randagismo-trasforma-business/172677/" target="_blank"><strong>cani rumeni</strong></a></span>, candidati allo sterminio.</p><p>C&#8217;è un dato di fatto inoppugnabile, umano e di buon senso, che potrebbe mettere d&#8217;accordo animalisti e non, politici di destra e di sinistra, liberisti, protezionisti e globalisti: convenire che, poiché la vita media di un cane non supera i 12-15 anni, se procedessimo a <strong>sterilizzare </strong>in modo sistematico tutti i cani senza padrone che oggi risultano in circolazione &#8211; in Italia, in Romania, nell&#8217;Europa dei 27 &#8211; nel giro di otto-dieci anni, il problema del randagismo non esisterebbe più.</p><p>Non è come risolvere la fame nel mondo, è più semplice. E come idea, a me sembra che contenga al fondo qualcosa di profondamente curativo, non solo nella pratica ma per la nostra anima, negli ultimi tempi piuttosto ammaccata. Cambiare almeno un dettaglio di questo mondo, affrontare e risolvere almeno uno dei grandi problemi di <strong>relazione tra l&#8217;uomo e gli altri esseri viventi </strong>- tra &#8220;noi&#8221; che tutto possiamo e &#8220;loro&#8221; che tutto subiscono &#8211; non potrebbe che farci bene. In tutti i sensi.</p><p>Viceversa, catturare e sopprimere i randagi, come proveranno a fare in Romania, e come da decenni si usa fare in altre parti del mondo, non serve, non ha mai prodotto alcun risultato, <strong>non può condurre a nulla</strong>. E non solo perché i cani che sopravvivono &#8211; e sempre ne sopravvive qualcuno o qualcuno viene abbandonato in autostrada &#8211; riprendono a moltiplicarsi, ad ammalarsi, a errare in cerca di cibo e di riparo, a riempire le strade di città e le campagne di incurabile dolore per se stessi e per chi ne segue impotente il destino. Ma perché è il principio stesso ad essere sbagliato: uccidere per eliminare un problema significa <strong>aver rinunciato a pensare</strong>, a far di conto, a far politica, a costruire con passione e pazienza un mondo in cui sia piacevole vivere.</p><p>Il mercato dei randagi rende bene a chi lo gestisce. La mafia non teme di sporcarsi le mani trafficando in &#8220;cani&#8221;. Ai parlamentari rumeni sembra lecito occuparsene solo per decretarne la morte. Non hanno letto Adorno. Non sanno &#8211; o non ricordano &#8211; che <em>&#8220;Auschwitz comincia ogni volta che qualcuno guarda un canile lager e pensa <strong>&#8216;sono solo animali&#8217;</strong>&#8220;</em>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/24/uccidere-soluzione-nemmeno-cani/172897/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>101</slash:comments> </item> <item><title>Vivisezione, meglio Bartlett o la Brambilla?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/09/vivisezione-meglio-bartlett-o-la-brambilla/169543/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/09/vivisezione-meglio-bartlett-o-la-brambilla/169543/#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 Nov 2011 17:33:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Vanna Brocca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[animali]]></category> <category><![CDATA[direttiva europea]]></category> <category><![CDATA[Green Hill]]></category> <category><![CDATA[Michela Vittoria Brambilla]]></category> <category><![CDATA[Roscoe G. Bartlett]]></category> <category><![CDATA[vivisezione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=169543</guid> <description><![CDATA[Chi soffre di più dentro le gabbie di uno stabulario: un gatto o un cane? E sarà peggio iniettare veleno nel cervello di un topo oppure in quello di una scimmia? Se lo chiedete a un etologo o a un animalista, vi dirà che sono scelte improponibili sia in termini morali sia perché l’angoscia e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Chi soffre di più dentro le gabbie di uno stabulario: un gatto o un cane? E sarà peggio iniettare veleno nel cervello di un topo oppure in quello di una scimmia? Se lo chiedete a un etologo o a un <strong>animalista</strong>, vi dirà che sono scelte improponibili sia in termini morali sia perché l’angoscia e il dolore sono uguali per tutti.</p><p>Invece, se lo chiedete a <strong>Roscoe G. Bartlett</strong>, vi dirà che a ogni passo ci imbattiamo in una scelta da fare, e che la sua, da poco messa nero su bianco, ha quanto meno il pregio della chiarezza. Repubblicano del Maryland, Bartlett è il <strong>promotore di una</strong><strong> legge bipartisan</strong> che invita il Congresso americano a mettere fine alla vivisezione. Una mossa che negli Stati Uniti ha fatto scalpore, anche se non riguarda tutti gli animali bensì solo gibboni, bonobo, gorilla, orangutan e scimpanzé, vale a dire le grandi scimmie antropomorfe, il cui Dna sembra così simile a quello dell’uomo.</p><p>Laureatosi in medicina, quando lavorava per la Navy’s School of Aviation Medicine, Roscoe G. Bartlett di primati e grandi scimmie ne ha conosciuti parecchi. Non per giocarci ma per sottoporli a esperimenti  che nel migliore dei casi si possono definire traumatizzanti. Baker, una femmina di scimmia-scoiattolo, è sopravvissuta a un lancio nello spazio grazie a un respiratore inventato da Bartlett. Il partner di Baker invece è morto poco dopo il rientro sulla Terra. E ai loro compagni le cose sono andate anche peggio.<em> “A quel tempo” </em>ha raccontato il congressista repubblicano in un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nytimes.com/2011/08/11/opinion/stop-using-chimps-as-guinea-pigs.html" target="_blank">editoriale pubblicato dal <em>New York Times</em></a></span> l’11 agosto scorso,<em> “credevo che le mie ricerche<strong> giustificassero il dolore </strong>inflitto agli animali (…), ora non più”</em>. Oggi Bartlett pensa che sia indispensabile ricorrere ai metodi di ricerca sostitutivi che sono <em>“meno cari, più veloci e più affidabili”</em>, e sapere che <em>“per il solo fatto di soggiornare dentro uno stabulario gli scimpanzé vengono privati dei necessari riferimenti fisici, sociali ed emotivi”</em>, con gravi conseguenze psicologiche e comportamentali.</p><p>Di pentimenti illustri è costellata la storia della vivisezione. Ma quello di Bartlett ha un risvolto speciale. Ex medico ed ex ricercatore in una delle maggiori istituzioni militari del suo paese, il rappresentante del Maryland è un uomo abituato a rispondere di ciò che fa. E se si espone, lo fa a ragion veduta. Perciò, si può dissentire dalla legge che sponsorizza, perché divide gli animali tra meritevoli di compassione e non; si può constatare con amarezza che esclude dal cerchio della salvezza tutti i fratellini più piccoli delle grandi scimmie antropomorfe (sono almeno 100.000, ogni anno, i primati catturati nel loro ambiente naturale per essere spediti ai laboratori di tutto il mondo). Eppure i concetti e le parole che consegna in modo circostanziato al Congresso americano e alle pagine del <em>New York Times</em> hanno un peso specifico e una portata straordinari. Questi concetti sono: gli animali soffrono, c&#8217;è una <strong>responsabilità morale </strong>della politica nei loro confronti, i mille scimpanzé ancora imprigionati negli stabulari sia pubblici sia privati degli Stati Uniti vanno messi in sicurezza senza perdere tempo. Lasciamoli vivere in pace. Esistono e vanno usati i metodi sostitutivi, che sono più affidabili dei test animali.</p><p>Niente a che vedere, purtroppo, con quanto avviene in<strong> Italia. </strong>La cattiva notizia, infatti, è che anche da noi si parla di vivisezione: quattordici mesi dopo l’approvazione da parte del Parlamento di Strasburgo, la legge a suo tempo bollata come la <strong>“vergogna europea”</strong>, e cioè la Direttiva 2010/63/Ue sulla<em> “protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici”</em>, è approdata a Montecitorio per essere recepita nell&#8217;ordinamento italiano.</p><p>Generata dal perverso matrimonio tra gli interessi palesi dell&#8217;industria chimico-farmaceutica transnazionale e il cieco tecnicismo della burocrazia di Bruxelles, tagliata a misura di svariate migliaia di ricercatori scientifici bene inseriti ai vertici delle Università e degli istituti ospedalieri europei, <strong>blindata dentro le inespugnabili ragioni del mercato</strong>, la Direttiva sulla vivisezione  non è un argomento con il quale la nostra classe politica ami confrontarsi, meno che mai per criticarla. Che il suo oggetto siano<strong> milioni di animali inermi </strong>di cui si fa strazio a porte chiuse non migliora le cose, anzi, le aggrava. Infatti, per mettere mano, e magari dire &#8220;no&#8221;, a una materia tanto oscura e delicata, ci vogliono fegato, compassione per tutto ciò che vive, buone letture (Bentham, Spinoza, Adorno, Horkheimer, Gandhi, Illich, Coetzee&#8230;). E non è, palesemente, il nostro caso.</p><p>Destinata a tramutarsi in decreto legislativo nel giro di poche settimane, la &#8220;Vergogna europea&#8221; è brevemente passata per la Commissione Affari Costituzionali della Camera il 18 e 19 ottobre scorsi. Dimenticate Roscoe G. Bartlett: l&#8217;accozzaglia di banalità proferite in quella sede non merita di essere trascritta (chi vuole può andare a leggersele <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://nuovo.camera.it/Camera/view/doc_viewer_full?url=http%3A%2F%2Fdocumenti.camera.it%2F_dati%2Fleg16%2Flavori%2Fbollet%2F201110%2F1018%2Fpdf%2F12.pdf&amp;back_to=http%3A%2F%2Fnuovo.camera.it%2F210%3FslAnnoMese%3D201110%26slGiorno%3D18" target="_blank">qui</a></span>, alle pagine 140-142. Merita invece sapere che nelle raccomandazioni per il recepimento della Direttiva, il ministro del Turismo <strong>Michela Vittoria Brambilla </strong>era riuscita a inserire una misura importante per cominciare a scalfire anche in Italia lo zoccolo duro della sperimentazione animale: l&#8217;obbligo di destinare ai metodi sostitutivi <em>&#8220;almeno il 33 per cento dei fondi&#8221;</em>. Importante, sì, ma così insopportabile per lo status quo, che nel giro di 24 ore <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.leal.it/diventera-la-vergogna-europea/" target="_blank">l&#8217;hanno cestinata e dimenticata</a></span>.</p><p>Ora, per fortuna, c&#8217;è un&#8217;altra data da tenere a mente: il 19 novembre. Per quel giorno, a Montichiari (Brescia) è convocato un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.fermaregreenhill.net/wp/corteo-novembre/" target="_blank"><strong>corteo nazionale contro Green Hill</strong></a></span> e contro la vivisezione. Green Hill è l&#8217;allevamento di beagle da laboratorio di proprietà della multinazionale Marshall che da quasi due anni è nel mirino degli animalisti e del Comitato fermare Green Hill. Ieri Brambilla ha fatto sapere che a Montichiari, a sfilare contro la vivisezione ci sarà anche lei: <em>&#8220;Tutti insieme faremo sentire la nostra voce, in difesa di chi voce non ha&#8221;</em>.  Tra deputati e senatori di destra, di centro e di sinistra, credenti o non credenti, pusillanimi, coraggiosi o così così, il nostro Parlamento comprende quasi mille persone: lasceranno Brambilla da sola?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/09/vivisezione-meglio-bartlett-o-la-brambilla/169543/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>57</slash:comments> </item> <item><title>Animalisti in trincea: Peta attacca e vince</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/10/animalisti-in-trincea-peta-attacca-e-vince/144413/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/10/animalisti-in-trincea-peta-attacca-e-vince/144413/#comments</comments> <pubDate>Sun, 10 Jul 2011 12:59:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Vanna Brocca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[animalisti]]></category> <category><![CDATA[Ingrid Newkirk]]></category> <category><![CDATA[maltrattamento animali]]></category> <category><![CDATA[Peta]]></category> <category><![CDATA[vivisezione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=144413</guid> <description><![CDATA[Cent&#8217;anni fa a raccontarcele era Freud. Adesso, il più completo inventario delle perversioni umane si trova sul sito della Peta, acronimo di People for the Ethical Treatment of Animals (persone che si battono per un trattamento etico degli animali), la più grande associazione animalista del mondo: oltre 2 milioni di sottoscrittori, presenti soprattutto negli Stati Uniti...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Cent&#8217;anni fa a raccontarcele era Freud. Adesso, il più completo inventario delle <strong>perversioni umane</strong> si trova sul sito della <strong>Peta</strong>, acronimo di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.peta.org/" target="_blank">People for the Ethical Treatment of Animals</a></span> (persone che si battono per un trattamento etico degli animali), la più grande associazione animalista del mondo: oltre 2 milioni di sottoscrittori, presenti soprattutto negli Stati Uniti ma disseminati anche in Asia, Europa, America latina, e un fatturato di quasi 35 milioni di dollari.</p><p>Date un&#8217;occhiata anche voi. Sulle decine di siti che fanno capo a <a href="http://www.peta.org/" target="_blank">peta.org</a> si dispiegano le denunce (documentate) delle più strazianti vessazioni che l&#8217;umanità sa infliggere a cani, gatti, topi, scimmie, mucche, elefanti, cavalli, galline, orche, delfini, serpenti, cincillà&#8230; Fate un elenco degli animali che conoscete anche solo di nome, e siate certi che qualcuno, da qualche parte, riesce a torturarne almeno un esemplare per il più futile dei motivi, per indifferenza, frustrazione, denaro, potere o presunzione, perché s&#8217;annoia d&#8217;essere uomo, o se ne compiace.</p><p>Il costume, la tradizione, il pensiero specista dominante hanno sempre concorso a giustificare questo &#8220;comune senso&#8221; dei nostri rapporti con gli altri viventi. Anche la legge tende immancabilmente a <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.leal.it/non-guardare-mangia/" target="_blank">coprire e assolvere chi maltratta gli animali</a></span>. Con qualche rarissima e formidabile eccezione. Quella di cui vi parlo in queste pagine risale a pochi giorni fa, al 6 luglio scorso, quando Peta ha annunciato che un Grand Jury del North Carolina ha<strong> incriminato quattro ex dipendenti del laboratorio di sperimentazione animale Plrs</strong>, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.peta.org/features/professional-laboratory-and-research-services.aspx" target="_blank">incolpandoli di quattordici diversi reati</a></span> di crudeltà contro gli animali che avevano il compito di curare e preparare per gli esperimenti.</p><p>Che cos&#8217;era successo? Per nove mesi, un militante della Peta era riuscito a <strong>lavorare sotto copertura</strong> nei laboratori della Plrs, guardando, annotando, e &#8211; appena possibile &#8211; filmando ciò che vi accadeva. C&#8217;è <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.peta.org/tv/videos/investigations-companion-animals/599609536001.aspx" target="_blank">un video che documenta</a></span> buona parte dei reati denunciati dall&#8217;associazione alle autorità: cani utilizzati due tre quattro volte in esperimenti successivi, rinchiusi per anni nella stessa gabbia, con piaghe purulente alle zampe, ascessi ai denti, apostrofati con urla e insulti; gatti terrorizzati scagliati contro le porte metalliche delle gabbie; animali contagiati per caso da agenti patogeni e abbandonati senza cure al loro destino. Un giorno, per un test commissionato da una società i cui prodotti vengono distribuiti in tutti gli Stati Uniti, i ricercatori applicarono una sostanza chimica sul collo di 57 gatti, che subito cominciarono a schiumare dalla bocca, a sanguinare dal naso e persero la vista. Furono per questo curati? Nient&#8217;affatto: poche ore dopo, infatti, lo stesso agente letale fu applicato agli stessi gatti una seconda volta&#8230;</p><p>Si badi: il Grand Jury americano ha messo sotto accusa solo taluni eccessi verificatisi in modo comprovato nel laboratorio, senza prendere di mira gli esperimenti in sé. Questi ultimi, infatti, <strong>anche quelli più inutili ed efferati</strong>, sono consentiti per legge sia negli Stati Uniti sia in Europa (per sincerarsene basta consultare l&#8217;allegato n. VIII, e cioè le ultime quattro pagine della Direttiva sulla vivisezione <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2010:276:0033:0079:IT:PDF" target="_blank">approvata a Strasburgo l&#8217;anno scorso</a>.</span> E il Plrs non era un laboratorio marginale: a servirsene infatti erano i più grandi produttori farmaceutici del mondo: Bayer, Ely Lilly, Novartis, Schering-Plough/Merck&#8230; Ma gli “eccessi” sono la norma ovunque, e non è un caso, ovviamente, se gli stabulari e i centri di ricerca con gli animali sono i luoghi più segreti, impenetrabili e indocumentabili del mondo.</p><p>Questo per dire che l&#8217;azione legale contro gli ex dipendenti della Plrs, che nel frattempo <strong>ha dovuto chiudere battenti</strong>, è sì una vittoria storica del movimento animalista &#8211; &#8220;a monumental victory&#8221; come la definisce <strong>Peta</strong> &#8211; ma solo un passo, il primo, di un lungo cammino che richiede determinazione, pazienza, amore della verità, immaginazione, coraggio.</p><p>Sono tutte doti che <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ingridnewkirk.com/" target="_blank">Ingrid Newkirk</a></span>, la donna che ha fondato Peta trent&#8217;anni fa, possiede in massimo grado. Più la Peta cresce, e più viene attaccata. Più viene attaccata, e più la Peta riesce a guadagnare consensi, anche tra personaggi che contano sui mass media: Paul McCartney, Roger Moore, Kim Basinger, Natalie Portman, Alec Baldwin, Pamela Anderson (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.vanityfair.it/people/italia/2011/06/elisabetta-canalis-nuda-per-peta-foto-regalo-per-george-clooney" target="_blank">e in Italia, Elisabetta Canalis</a></span>).</p><p>La biografia di Ingrid Newkirk meriterà un giorno un articolo a parte. Per ora, voglio solo ricordare tre capoversi del suo provocatorio, straordinario <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.peta.org/features/Ingrid-Newkirks-Unique-Will.aspx" target="_blank">testamento biologico</a></span></strong>, dove c&#8217;è scritto che cosa dovrà fare Peta quando lei non ci sarà più:<br /> - la<strong> carne del mio corpo</strong> &#8211; scrive Ingrid – dev’essere usata, tutta o in parte, per un barbecue umano, per ricordare che la carne di tutti i cadaveri della terra è la stessa carne e che noi non ne abbiamo bisogno per nutrirci;<br /> - il <strong>mio dito indice </strong>dev&#8217;essere mandato a un museo del circo e lì figurare come &#8220;la più grande denuncia della Terra&#8221; per tutti gli elefanti, le tigri, i leoni e gli altri animali strappati alle loro famiglie, allontanati dalle loro terre, privati di tutto ciò che è per loro importante e piecvevole, maltrattati e costretti in servitù per offrire un misero divertimento agli umani;<br /> - <strong>uno dei miei occhi </strong>dovrà essere rimosso, montato e recapitato al direttore dell&#8217;Epa per segnalargli che la Peta continuerà a tenerli d&#8217;occhio finché non smetteranno di avvelenare e torturare gli animali del mondo in esperimenti inutili e crudeli.</p><p>E poi, per smentire l&#8217;idea che gli animalisti siano per forza creature cupe e inconcludenti, c&#8217;è un desiderata che riguarda l’altro grande amore di Ingrid Newkirk: le corse di formula 1. Vorrei &#8211; si legge in fondo al testamento &#8211; che una piccola parte del mio cuore venisse sepolta vicino al circuito di Hockenheim, meglio se vicino ai box della Ferrari, dove <strong>Michael Schumacher </strong>ha corso e vinto il Gran Premio di Germania&#8230;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/10/animalisti-in-trincea-peta-attacca-e-vince/144413/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>167</slash:comments> </item> <item><title>Vivisezione, confermate le pratiche peggiori</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/25/vivisezione-confermate-le-pratiche-peggiori/113642/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/25/vivisezione-confermate-le-pratiche-peggiori/113642/#comments</comments> <pubDate>Wed, 25 May 2011 08:57:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Vanna Brocca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[animalisti]]></category> <category><![CDATA[sperimentazione sugli animali]]></category> <category><![CDATA[vivisezione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=113642</guid> <description><![CDATA[La Commissione europea le compila e le mette online con diligente regolarità ma al pubblico non arrivano mai: sono le statistiche sulla vivisezione, che i grandi mezzi d’informazione ignorano con altrettanta scrupolosa precisione. L’ultima Relazione ufficiale riporta i dati del 2008. In quell’anno, nei laboratori dell’Unione europea sono “transitati” – vale a dire sono stati infettati, avvelenati,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione europea le compila e le mette <em>online</em> con diligente regolarità ma al pubblico non arrivano mai: sono le statistiche sulla vivisezione, che i grandi mezzi d’informazione ignorano con altrettanta scrupolosa precisione.</p><p>L’ultima Relazione ufficiale riporta i <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2010:0511:FIN:IT:PDF" target="_blank">dati del 2008</a></span>. In quell’anno, nei laboratori dell’Unione europea sono “transitati” – vale a dire sono stati infettati, avvelenati, mutilati, uccisi – più di <strong>12 milioni di animali</strong>. Oltre l’80% di questi erano topi, ratti e conigli. Ma in pratica nei 27 paesi dell’Ue si può sperimentare su tutto ciò che vive, scappa, si accoppia e mette al mondo dei cuccioli. Grazie a una potente rete organizzativa &#8211; con specialisti e manovali disseminati nei cinque continenti che allevano in appositi stabilimenti gli animali oppure li catturano nel loro ambiente naturale, li riducono alla ragione e infine li immobilizzano in gabbie grandi quanto loro -, negli stabulari europei approdano alcune migliaia di volpi, maiali, cavalli, pecore, asini, lontre, lama, castori, gerbilli, cincillà, criceti armeni, pappagalli, quaglie, canarini, pesci, anfibi, serpenti e pipistrelli. E poi, naturalmente, ci sono i cani (21.315 esemplari nel 2008), i gatti (4.088 esemplari) e le scimmie (10.449 esemplari).</p><p>Contraddicendo ogni speranza, la direttiva sulla sperimentazione animale approvata dal Parlamento di Strasburgo nel settembre 2010, ha confermato alcune delle peggiori pratiche vivisettorie esistenti: per esempio la possibilità di <strong>riutilizzare più volte lo stesso animale</strong><strong> </strong>in procedure che gli causano intenso dolore, sofferenza e angoscia; la deliberata esposizione di animali coscienti a condizioni estreme di freddo, caldo, pressione barometrica; <strong>la morte per avvelenamento da tossine</strong> mescolate al cibo o per lo sfinimento che sopraggiunge quando si è costretti a nuotare senza interruzione (giusto per cronometrare quanto tempo ci mettono); la libertà di sperimentare sui primati nella <strong>ricerca di base</strong>, un settore che non mira a trovare cure né medicine; e ancora: la possibilità di praticare l’apertura del torace e altre importanti operazioni chirurgiche <strong>senza far uso di anestetici né antidolorifici</strong>. E così, in Inghilterra, l’unico paese disposto a fornire dati di questo tipo, non più del 40% degli animali utilizzati riceve “una qualche forma di anestesia”. Immaginate gli altri.</p><p>Proprio Londra potrebbe essere una delle prime capitali europee a completare il recepimento della direttiva, forse già quest’autunno. Nelle intenzioni del governo britannico sarà un processo rapido e indolore: a quanto si sa, infatti, il compito di elaborare il testo spetterà al Home Office, il Ministero dell’Interno, che non lo porterà in Parlamento se non per la votazione finale. Le principali associazioni animaliste sono insorte con un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.leal.it/direttiva-sulla-vivisezione-a-londra-i-primi-frutti-avvelenati/" target="_blank">documento duro e circostanziato</a></span>.  “E’ allarme rosso” sostiene la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.rspca.org.uk/ImageLocator/LocateAsset?asset=document&amp;assetId=1232724976955&amp;mode=prd" target="_blank">Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals</a></span>, la più antica di loro. Ha ragione, perché senza un dibattito politico e parlamentare, il Regno Unito rischia di passare, in fatto di protezione degli animali, <strong>dall’avanguardia alle retrovie</strong>. E lo stesso, se non peggio, potrebbe accadere all&#8217;Italia.</p><p>Ma perché stupirsi. Lo scopo, neppure tanto segreto, della nuova legge era proprio questo: <strong>uniformare ai livelli più bassi</strong> gli standard operativi, e dunque i costi, dei 27 paesi dell&#8217;UE. Il fatto che qualcuno di loro garantisse ai &#8220;propri&#8221; animali da laboratorio qualche vantaggio in più costituiva solo un intralcio, un &#8220;ostacolo agli scambi di prodotti e sostanze per lo sviluppo dei quali sono effettuati gli esperimenti sugli animali”. Individuato il problema, il rimedio s&#8217;è presto trovato. Il suo nome è direttiva  2010/63/UE. Il suo compito: &#8220;<strong>ridurre le disparità al fine di garantire il corretto funzionamento del mercato interno</strong>” [la fonte del virgolettato è la direttiva stessa, pagina 2, considerando 1]. Viceversa, eccezion fatta per gli eurodeputati dell&#8217;Idv e pochissimi altri che a Strasburgo hanno votato contro, se la vivisezione non sia buona bensì &#8220;<strong>cattiva scienza</strong>&#8220;, come argomenta un medico, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://animal-tv.org/html/english/movie_good_bad_science_Italian.html" target="_blank">André Ménache</a></span>, se la direttiva faccia scempio di ogni principio e dello stesso buon senso, non è cosa che turbi il sonno né che riguardi il Parlamento. E perché dovrebbe? Se va bene al mercato…</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/25/vivisezione-confermate-le-pratiche-peggiori/113642/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>112</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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