<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Suq Genova</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/suqgenova/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Quale suq per vivere senza temere il &#8220;diverso&#8221;?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/quale-vivere-senza-temere-diverso/242095/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/quale-vivere-senza-temere-diverso/242095/#comments</comments> <pubDate>Fri, 25 May 2012 16:18:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Suq Genova</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Gerusalemme]]></category> <category><![CDATA[Integrazione]]></category> <category><![CDATA[Paola Caridi]]></category> <category><![CDATA[suq]]></category> <category><![CDATA[Suq Festival 2012]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=242095</guid> <description><![CDATA[Il 13 giugno prenderà il via nel Porto Antico di Genova il Suq Festival 2012, alla sua quattordicesima edizione. Ma come si vive in un suq, un mercato arabo, ai nostri giorni? Quale ponte, quale sguardo tra il tendone genovese che si trasforma per due settimane in un mercato-teatro sul mare &#8211; con cucine di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/quale-vivere-senza-temere-diverso/242095/lanterna-al-suq/" rel="attachment wp-att-242109"><img class="alignleft size-full wp-image-242109" title="Suq Festival " src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/Lanterna-al-Suq.png?47e3a5" alt="" width="600" height="400" /></a>Il 13 giugno prenderà il via nel Porto Antico di Genova il <a href="http://www.suqgenova.it/index.php?id=260" target="_blank">Suq Festival 2012</a>, alla sua quattordicesima edizione. Ma come si vive in un suq, un <strong>mercato arabo</strong>, ai nostri giorni? Quale ponte, quale sguardo tra il tendone genovese che si trasforma per due settimane in un mercato-teatro sul mare &#8211; con cucine di ogni parte del mondo e spettacoli, musiche, dialoghi con artisti e rappresentanti di tantissimi popoli, culture e religioni – e il suq di una città come <strong>Gerusalemme</strong>, centro di popoli, fedi, storie, impronte divine e contemporaneamente <strong>sanguinose lotte</strong> umane?</p><p>Lo abbiamo chiesto alla nostra amica <a href="http://invisiblearabs.com/?page_id=81" target="_blank">Paola Caridi</a>, giornalista e storica, corrispondente da Gerusalemme per diversi quotidiani e periodici italiani. Varie volte nostra ospite al Festival, tiene dal 2008 il <strong>blog</strong> <a href="http://invisiblearabs.com/" target="_blank">InvisibleArabs</a>.</p><p><em>Il suq di Gerusalemme non è così divertente, e soprattutto così </em><em><strong>inclusivo</strong></em><em> come quello di Genova, meravigliosamente colorato. Lo era un tempo, forse, quando Gerusalemme era una città cosmopolita, in una fase estremamente </em><em>breve</em><em> della sua storia tormentata. Alla fine dell’Impero Ottomano, all’inizio del Mandato Britannico, insomma tra inizio Novecento e anni Trenta, quando Gerusalemme tentò di fare il suo ingresso nella modernità. Allora il suq era molto meno… </em><em><strong>sospettoso</strong></em><em>. </em></p><p><em>A camminare oggi nel suq di Gerusalemme, e cioè alla porta di Damasco e nei quartieri che dalla porta di Damasco si dipanano, si scopre invece che ognuno guarda l’altro per il suo </em><em><strong>aspetto</strong></em><em>, per i suoi abiti, per le sue divise della fede. Il melting pot tipico del mercato cede il posto alla </em><em><strong>divisione</strong></em><em> perenne. Forse è perché l’antico suq è nella Città Vecchia, crogiuolo di tutte le differenze e le </em><em>lotte</em><em> di potere, che poco hanno a che fare con la religiosità vera. </em></p><p><em>E allora? Nessuna speranza? Forse bisogna cercare il suq da qualche altra parte. Forse bisogna iniziare una strana</em><em><strong> ricerca di pace e di inclusione nei nuovi suq</strong></em><em>, nei mall, nei supermercati della città, in periferia, dove si compra per mangiare, per nutrirsi, per vestirsi. Si compra e si cerca di non pensare, chiudendosi in una parentesi commerciale che è come stare su una nuvola, oppure su un’isola. Quando si esce da lì, però, la Gerusalemme che accoglie i suoi abitanti è sempre la stessa. E non è quella Celeste.</em></p><p lang="it-IT">Abbiamo anche chiesto a Paola se la<strong> cultura</strong> possa aiutare l&#8217;integrazione e in che senso.</p><p lang="it-IT"><em>Più che di cultura parlerei di lingua. La lingua può aiutare l’integrazione. Parlare bene vuol dire agire bene. Con rispetto. Senza prevaricazioni, colonizzazioni, pregiudizi, brutte parole. La cultura parte da lì, dal vocabolario delle buone parole. Se cultura vuol dire uso consapevole della lingua, del vocabolario, delle parole, allora sì che la cultura aiuta l’integrazione. È la base per l’integrazione. Anche a me, come a voi, piace di più pensare non all’integrazione, ma al vivere assieme.</em></p><p lang="it-IT"><span style="color: #000000;">Paola Caridi sarà al Suq Festival delle Culture sabato 23 giugno in collegamento Skype, per una serata di letture e musiche su “Conversazioni notturne a Gerusalemme”.</span></p><p lang="it-IT"><em>di Carla Peirolero e Giacomo D’Alessandro, con Paola Caridi</em></p><p lang="it-IT"><em>Nella foto: lanterna al Suq Festival 2011</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/quale-vivere-senza-temere-diverso/242095/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;intercultura in Padania</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/lintercultura-padania/210721/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/lintercultura-padania/210721/#comments</comments> <pubDate>Fri, 27 Apr 2012 15:02:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Suq Genova</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[intercultura]]></category> <category><![CDATA[padania]]></category> <category><![CDATA[santi patroni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=210721</guid> <description><![CDATA[Si intitola Santi patroni padani (ed. Effigie) un piccolo libro del giovane scrittore bergamasco Tiziano Colombi. Dieci racconti leggeri, evocativi e misteriosi riprendono le origini di alcuni dei più famosi patroni delle città del nord Italia (da Sant’Alessandro a Santa Giulia, passando per Agostino), e in un gioco di incontri immaginari li riportano ai giorni nostri...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/lintercultura-padania/210721/cantar-sacro-in-molte-lingue/" rel="attachment wp-att-210798"><img class="alignleft size-medium wp-image-210798" title="Cantar-Sacro-in-molte-lingue" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/Cantar-Sacro-in-molte-lingue1-300x200.png?47e3a5" alt="" width="300" height="200" /></a>Si intitola <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788889416600/colombi-tiziano/santi-patroni-padani-dieci.html?shop=5277" target="_blank">Santi patroni padani</a></em> (ed. Effigie) un piccolo libro del giovane scrittore bergamasco <strong>Tiziano Colombi</strong>. Dieci racconti leggeri, evocativi e misteriosi riprendono le origini di alcuni dei più famosi <strong>patroni</strong> delle città del nord Italia (da Sant’Alessandro a Santa Giulia, passando per <strong>Agostino</strong>), e in un gioco di incontri immaginari li riportano ai giorni nostri a tu per tu con italiani e immigrati.</p><p><span style="color: #000000;">Pennellate fresche e intriganti di narrativa ci mettono davanti agli occhi qualcosa di ben poco ignoto: tutti i grandi patroni del nord, della presunta “<strong>padania</strong>”, hanno origini straniere. Il più delle volte <strong>nordafricane</strong> o <strong>mediorientali</strong>. Proprio così, queste sono le nostre vere radici. <strong>Interculturali</strong>, mediterranee, interreligiose persino (quante le conversioni e le mescolanze…).</span></p><p><span style="color: #000000;">E se in questi giorni abbiamo visto sgretolarsi in parte i pulpiti di chi per anni ha rivendicato la difesa e la <strong>purezza delle radici</strong>, dell’identità, della tradizione, ci sembra importante non liquidare un tema così pieno di sfaccettature e spunti e sfide. <strong>Identità </strong>e<strong> differenze</strong> sarà il tema del <strong>Suq Festival 2012</strong> e vi invitiamo fin d’ora a portarci il vostro punto di vista. In un <a href="http://www.valentinammaka.net/index.htm" target="_blank">libro della nostra amica</a> <strong>Valentina Acava Mmaka</strong> leggiamo: </span><em>L’incontro con altre identità deve poter dare vita ad un percorso di crescita per tutta la società, ricordando sempre che</em> <em>– come dice Wim Wenders in una sua poesia – “l’identità è una parola che riscalda”.</em></p><p><span style="color: #000000;">E’ difficile <strong>accettare</strong> e riscoprire una identità che si nutre di origini ben più “straniere” di quanto ci sia stato predicato? E’ possibile accostare le storie spesso tragiche di questi santi, martiri, donne e uomini semplici che hanno avuto qualcosa da insegnarci e qualcosa da imparare, con le storie del presente, fatti di cronaca e non?</span></p><p><span style="color: #000000;">Che significato assume allora la parola “<strong>memoria</strong>”?</span></p><p><span style="color: #000000;">All’indomani del <strong>25 aprile, </strong>le sfide per la costruzione di un mondo più libero, giusto e <strong>pacifico</strong> non sono tramontate affatto, ma sono forse ancora più impellenti in tempi di crisi, incertezze e attese, per decidere in quale direzione vogliamo spingere il futuro.</span></p><p><span style="color: #000000;"><em>di Carla Peirolero e Giacomo D’Alessandro</em></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/lintercultura-padania/210721/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;orrore di Tolosa e il Suq a Milano con Don Gallo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/lorrore-tolosa-milano-gallo/199043/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/lorrore-tolosa-milano-gallo/199043/#comments</comments> <pubDate>Wed, 21 Mar 2012 08:31:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Suq Genova</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[don gallo]]></category> <category><![CDATA[intercultura]]></category> <category><![CDATA[Suq Genova]]></category> <category><![CDATA[Tolosa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=199043</guid> <description><![CDATA[Proprio mentre ci accingiamo a portare in scena a Milano uno spettacolo sul dialogo tra le religioni, si consuma l’orribile strage di Tolosa, dove lunedì 19 marzo hanno perso la vita 3 bambini e 1 professore della scuola ebraica. Lo sconvolgimento generale, la cronaca a pioggia e la valanga di reazioni e commenti ci spingono...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/esistenzasoffiochehafame.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-199047" title="esistenzasoffiochehafame" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/esistenzasoffiochehafame-300x228.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="228" /></a>Proprio mentre ci accingiamo a portare in scena a Milano uno spettacolo sul <strong>dialogo</strong> tra le religioni, si consuma <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/19/francia-sparatoria-davanti-scuola-ebraica-tolosa-morti-sono-bambini/198567/" target="_blank">l’orribile <strong>strage</strong> di Tolosa</a></span>, dove lunedì 19 marzo hanno perso la vita 3 bambini e 1 professore della scuola ebraica. Lo sconvolgimento generale, la cronaca a pioggia e la valanga di reazioni e commenti ci spingono con ancora più forza a porre al centro la <strong>sfida</strong>: le religioni sono un ostacolo all’incontro tra culture e ad una convivenza pacifica? E le <strong>differenze</strong> in generale sono una risorsa o una pericolosa barriera?</p><p>In questi anni la <strong>Compagnia del Suq</strong> insieme a <strong>don Andrea Gallo</strong> ha portato in tournée lo <strong>spettacolo</strong> <strong><em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.suqgenova.it/index.php?id=30" target="_blank">Esistenza, soffio che ha fame</a></span></em></strong>, scritto e recitato insieme al “prete da marciapiede” più famoso d’Italia, che propone parole e musiche ispirate a Qohélet e altri <strong>testi sacri</strong> (dal Corano al Sutra del Loto).</p><p>E si scopre che le scritture antiche sono più vicine all’uomo e al suo bisogno di spiritualità, e quindi più vicine, anche tra di loro, di quanto ci vogliano raccontare i fatti che avvengono ogni giorno nel mondo. Per una società più umana, dove tutti possano convivere e confrontarsi, ci vuole un dialogo aperto, intimo e profondo tra credenti di ogni origine, e tra credenti e non credenti. E  in questo, afferma Don Gallo, “<em>il problema non sono i non credenti,</em> <em>ma i credenti, o meglio quei credenti che pensano che <strong>solo il loro Dio sia quello giusto</strong>. Invece le religioni sono come fiumi, ciascuno con un suo corso, che va controllato, mantenuto limpido. E questi fiumi vanno verso un oceano comune, l&#8217;oceano dell&#8217;amore e della pace”</em>.</p><p>Che dalle parole si debba passare a impegni e scelte <strong>concrete</strong> ce lo impongono con sempre più <strong>urgenza</strong> i fatti di Tolosa accanto a molti altri episodi scoraggianti, ma anche le esperienze che funzionano e che trovano linfa e successo nelle <strong>buone pratiche di interreligiosità e intercultura</strong> (anche se non passano ai telegiornali).</p><p>Con <em>Esistenza, soffio che ha fame</em>, la <strong>Compagnia del Suq </strong>(don Gallo compreso) sarà a <strong>Milano</strong>, al <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.elfo.org/eventi/2012/20120327/esistenzasoffiochehafame.html" target="_blank">Teatro Elfo</a></span></strong>, il 27 marzo. Buona parte del ricavato andrà alla Comunità di San Benedetto al Porto. Vi <strong>aspettiamo</strong>.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/MTyXcN2isCE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>di Carla Peirolero e Giacomo D’Alessandro</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/lorrore-tolosa-milano-gallo/199043/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il cantiere dell&#8217;intercultura</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/28/cantiere-dellintercultura/194291/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/28/cantiere-dellintercultura/194291/#comments</comments> <pubDate>Tue, 28 Feb 2012 08:16:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Suq Genova</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Integrazione]]></category> <category><![CDATA[intercultura]]></category> <category><![CDATA[Marco Aime]]></category> <category><![CDATA[multiculturalismo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=194291</guid> <description><![CDATA[Nel dibattito che abbiamo provato a suscitare tramite questo blog, qualcuno ha sostenuto che non sia necessario il termine intercultura, ma si debba parlare semplicemente di cultura senza inutili distinzioni. Per non lasciare cadere questi aspetti sempre più rilevanti, come vediamo dalle difficoltà sociali, politiche e culturali (o interculturali?), ne abbiamo chiesto conto a Marco...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/Gli-stranieri-portano-fortuna-1.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-194293" title="Gli-stranieri-portano-fortuna (1)" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/Gli-stranieri-portano-fortuna-1-300x201.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="201" /></a>Nel dibattito che abbiamo provato a suscitare tramite questo blog, qualcuno ha sostenuto che non sia necessario il termine <strong>intercultura</strong>, ma si debba parlare semplicemente di <strong>cultura</strong> senza inutili distinzioni.</p><p>Per non lasciare cadere questi aspetti sempre più rilevanti, come vediamo dalle difficoltà sociali, politiche e culturali (o interculturali?), ne abbiamo chiesto conto a <strong>Marco Aime</strong>, <strong>antropologo</strong>, <a href="http://www.unige.it/staff/persone/rdn/FBoAVFtEBwcKGAYUHQUYBBVncA4GWRoaEFRVFRQNAh00Pz4iLnwFEFkAGg" target="_blank">professore associato dell’Università di Genova</a> (tiene i corsi di Antropologia Culturale, Antropologia delle Società Complesse e Discipline Demoetnoantropologiche) e <strong>scrittore</strong> di <a href="http://www.zam.it/biografia_Marco_Aime" target="_blank">numerosi saggi e libri</a> di narrativa. Aime è anche uno degli autori del Suq (ha scritto con noi <em><a href="http://www.suqgenova.it/index.php?id=32" target="_blank">Gli stranieri portano fortuna</a></em>.</p><p><em>Ha senso parlare di intercultura, o semplicemente basterebbe il termine cultura, se sapesse comprendere le istanze dell’oggi, la necessità del dialogo?<br /> </em>Ha senso perché il dialogo, l&#8217;incontro tra esponenti di culture diverse avviene sempre in una sorta di terra di nessuno, in un territorio neutro. Entrambi devono fare <strong>un passo in avanti</strong> per abbandonare le loro abitudini e aprirsi all&#8217;altro. Questo avviene in una <strong>dimensione di frontiere</strong> che è sempre &#8220;tra&#8221;.</p><p><em>Che rapporto c’è tra i termini “intercultura” e “integrazione”?<br /> </em>Se per intercultura intendiamo, appunto, una forma di dialogo, il dialogo è <strong>la base dell&#8217;integrazione</strong>, purché sia <strong>un dialogo tra pari</strong>.</p><p><em>E che differenza tra “multicultura” e “intercultura”?<br /> </em>Un <strong>contesto multiculturale</strong> prevede dei blocchi divisi, che convivono, ma che conservano le loro precise identità. Un ambito interculturale è invece fatto di relazioni e si presenta più come un processo, <strong>un cantiere continuo</strong>, che crea nuove forme culturali.</p><p>A noi questa idea del cantiere continuo che crea nuove forme culturali piace molto. Che ne pensate?</p><p><em>Carla Peirolero e Giacomo D’Alessandro, con Marco Aime</em></p><p><em>(Nella foto: Eyal Lerner e Jamal Ouassini nello spettacolo &#8220;Gli stranieri portano fortuna&#8221;)</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/28/cantiere-dellintercultura/194291/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ricordati che eri straniero</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/11/ricordati-straniero/190591/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/11/ricordati-straniero/190591/#comments</comments> <pubDate>Sat, 11 Feb 2012 08:54:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Suq Genova</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA["giornata della memoria"]]></category> <category><![CDATA[accoglienza]]></category> <category><![CDATA[barbara spinelli]]></category> <category><![CDATA[straniero]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=190591</guid> <description><![CDATA[“Ricordati che eri straniero” (ed. Qiqajon Comunità di Bose) è il titolo di un bel libro di Barbara Spinelli, voce autorevole e profonda studiosa degli eventi che segnano la convivenza civile in Europa. Agile e di facile lettura, ci piace proporvelo per gli spunti, anche relativi al mondo classico e a filosofi di ogni tempo,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/I-volti-del-Suq-foto-vincitrice-FEDERICO-VITALI2.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-190859" title="I volti del Suq foto vincitrice FEDERICO VITALI2" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/I-volti-del-Suq-foto-vincitrice-FEDERICO-VITALI2-300x200.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="200" /></a>“Ricordati che eri straniero”</strong> (ed. Qiqajon Comunità di Bose) è il titolo di un bel libro di <strong>Barbara Spinelli</strong>, voce autorevole e profonda studiosa degli eventi che segnano la convivenza civile in Europa.</p><p>Agile e di facile lettura, ci piace proporvelo per gli spunti, anche relativi al mondo classico e a filosofi di ogni tempo, che presenta. Sono pagine intense di domande e dubbi, con qualche certezza.</p><p><em>“[...] Ognuno ha un’idea diversa del bene, e precisamente da qui nasce la tendenza a virgolettare tutto, a confutare e relativizzare ogni cosa. […] Solo una cosa non è virgolettabile, dunque in alcun modo confutabile, falsificabile. Questa cosa è il male, è la sofferenza. Per questo secolo e fino ai giorni nostri è l’orrore di Auschwitz, il gelo, la fame e l’annientamento della Kolym; è il genocidio dei tutsi in Rwanda e dei musulmani in Bosnia; sono le gole sgozzate di donne e bambini in Algeria e sono i deportati albanesi del Kosovo. E prima ancora è il genocidio degli armeni […]. <strong>Non ci si unisce nel bene o in vista del bene, ma nella sofferenza e in vista della lotta contro il male e grazie alla memoria del male partito. Non è detto che io possa fare la felicità dell’altro</strong>, anche quando gli voglio bene: ma <strong>almeno posso sforzarmi di non volere il suo male</strong>”. </em></p><p>A ridosso della Giornata della Memoria, ci sembrava giusto rileggerlo, questo libro. E intanto continuare con il nostro lavoro culturale a facilitare la conoscenza con quell’Altro, che ci si presenta davanti, ci interroga, ci chiede di essere accolto. “<strong>Ero straniero e mi avete ospitato</strong>” (Mt 25,35).</p><p><em>di Carla Peirolero e Giacomo D’Alessandro</p><p>Foto di Federico Vitali </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/11/ricordati-straniero/190591/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Chi viene a &#8220;confondersi&#8221; nel Suq 2012?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/22/vuol-venire-confondersi-2012/185676/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/22/vuol-venire-confondersi-2012/185676/#comments</comments> <pubDate>Sun, 22 Jan 2012 08:43:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Suq Genova</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Festival delle Culture]]></category> <category><![CDATA[immigrati]]></category> <category><![CDATA[intercultura]]></category> <category><![CDATA[Suq Genova]]></category> <category><![CDATA[Xenofobia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=185676</guid> <description><![CDATA[In tanti hanno commentato il nostro provocatorio lancio (Interessa a qualcuno l’intercultura?). E’ la dimostrazione che sì, a qualcuno interessa. E chi come noi da anni si spende per creare eventi, luoghi e iniziative che ne favoriscano lo sviluppo, continua a scommetterci sopra. Vogliamo dare l’occasione anche a tutti coloro che ci hanno letto e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In tanti hanno commentato il nostro provocatorio lancio (<em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/10/interessa-qualcuno-l%E2%80%99intercultura/182810/" target="_blank"><strong>Interessa a qualcuno l’intercultura?</strong></a></span></em>). E’ la dimostrazione che sì, a qualcuno interessa. E chi come noi da anni si spende per creare eventi, luoghi e iniziative che ne favoriscano lo sviluppo, continua a scommetterci sopra.</p><p>Vogliamo dare l’occasione anche a tutti coloro che ci hanno letto e scritto su questo nuovo blog di affiancarci nell’avventura. Ma cos’è il <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.suqgenova.it/fileadmin/festival/Suq_Genova_depliant_web.pdf" target="_blank">Suq</a></span></strong>? Potete scoprirlo in questo breve video.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/801sJo58zG0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Lunedì prossimo 23 gennaio alle ore 17, la Biblioteca Berio di Genova ospiterà l’incontro <strong>“<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.suqgenova.it/fileadmin/press/COS_incontro_SUQ_23_gennaio__12__rev._giacomo_.pdf" target="_blank">Verso il Suq 2012</a></span>”</strong>, aperto a tutti coloro che vorranno contribuire insieme con noi a costruire il prossimo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.suqgenova.it/index.php?id=3" target="_blank">Festival delle Culture</a></span> (previsto dal 13 al 24 giugno al Porto Antico di Genova).</p><p>Siete a portata geografica? O almeno a portata di “mail”?</p><p>Aspettiamo <strong>idee</strong>, proposte e suggerimenti (anche critiche costruttive da chi ci conosce) per riempire ancora una volta il bazar delle culture più noto d’Italia. Crediamo che la cultura debba aprirsi il più possibile alla partecipazione del maggior numero di persone.</p><p><strong>Cerchiamo</strong> <strong>artisti</strong> che presentino contaminazioni interculturali e linguaggi originali, dalla musica al teatro alla danza (inviateci segnalazioni o proposte!). <strong>Cerchiamo contatti</strong> con realtà italiane ed europee dalle esperienze affini alle nostre per intrecciare relazioni e scambi, organizzare presentazioni e dibattiti.</p><p>Molti segnali positivi sono già arrivati nei commenti al post precedente, ma come possiamo vedere dai recenti avvenimenti (massacri efferati, roghi di campi rom, dichiarazioni xenofobe) la <strong>sfida</strong> c’è tutta: il mondo di domani sarà come lo sogniamo solo se creeremo le <strong>condizioni</strong> perché ciò avvenga.</p><p><em>di Carla Peirolero e Giacomo D’Alessandro</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/22/vuol-venire-confondersi-2012/185676/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Interessa a qualcuno l’intercultura?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/10/interessa-qualcuno-l%e2%80%99intercultura/182810/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/10/interessa-qualcuno-l%e2%80%99intercultura/182810/#comments</comments> <pubDate>Tue, 10 Jan 2012 17:11:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Suq Genova</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=182810</guid> <description><![CDATA[Anno nuovo, blog nuovo, per lanciare il tema dell’intercultura, partendo dalla nostra esperienza e da luci, e ombre, che l’hanno contrassegnata. Interessa a qualcuno l’intercultura? Ci sono realtà che se ne occupano? Cosa fa il nostro paese, cosa fanno le istituzioni, per promuovere il dialogo tra culture, sfida basilare e globale del nostro tempo? Come...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/Suq-di-notte.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-183044" title="Suq di notte" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/Suq-di-notte-300x201.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="201" /></a>Anno nuovo, blog nuovo, per lanciare il tema dell’intercultura, partendo dalla nostra esperienza e da luci, e ombre, che l’hanno contrassegnata. Interessa a qualcuno l’intercultura? Ci sono realtà che se ne occupano? Cosa fa il nostro paese, cosa fanno le istituzioni, per promuovere <strong>il dialogo tra culture</strong>, sfida basilare e globale del nostro tempo?</p><p>Come <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.suqgenova.it" target="_blank">Suq Genova</a></span></strong> ce lo siamo chiesto &#8211; e lo abbiamo chiesto &#8211; in tanti modi durante questi tredici anni di attività, di festival, teatro e formazione.<strong> </strong>E ora vogliamo creare un “suq” virtuale in cui accogliere commenti, idee, suggerimenti, anche in <strong>molte lingue. </strong>“Suq” vuol dire mercato in arabo, quindi <strong>luogo mediterraneo simbolico dell’incontro e dello scambio. </strong> Secondo un proverbio africano il mercato è “terra di tutti e di nessuno”. Così è il nostro bazar dei popoli che a giugno invade la Piazza delle Feste del Porto Antico di Genova, e che da tempo si vorrebbe rendere permanente. Ma <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.suqgenova.it/index.php?id=219&amp;L=2" target="_blank">dopo 13 anni di Festival</a></span>, con grande successo popolare e la definizione di un modello unico in Italia, non ha ottenuto né un aumento di contributi né spazi per evolversi stabilmente, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.suqgenova.it/index.php?id=75" target="_blank">nonostante 6000 firme di cittadini e tante celebri testimonianze</a></span>.</p><p>Non è casuale. Dove dal basso, realtà popolari e territoriali, associative, fatte di <strong>cittadini</strong> si impegnano su mille fronti per stare al passo con le sfide e le esigenze anche valoriali, dall’alto si <strong>trascurano</strong> le energie da incoraggiare, si frenano le esperienze che potrebbero offrire orizzonti nuovi per la mentalità culturale e la convivenza sociale.</p><p>Bisogna vincere la scommessa dell&#8217;integrazione nello spazio della cultura e del tempo libero. E&#8217; <strong>stando insieme</strong> e costruendo una cultura nuova che si vince.</p><p>Nel 2050 ci saranno più cittadini immigrati che italiani. <strong>Immigrazione, minaccia o opportunità? </strong>Su questa domanda e su altre proiezioni si è riflettuto a <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.mazaraonline.it/public_html/27975-sponde-2011-«migrazioni-nel-mediterraneo-minaccia-o-opportunita»-a-mazara-del-vallo-tre-giorni-di-dibattiti-incontri-musica-e-spettacoli/" target="_blank">Sponde 2011</a></span></strong>, una tre giorni organizzata dalla <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.diocesimazara.it" target="_blank">Diocesi</a></span> di Mazara del Vallo e dall’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.odelm.org" target="_blank">Osservatorio del Mediterraneo</a></span>. In sintesi: <strong>vogliamo barricarci?</strong></p><p>Il nostro augurio per un mondo migliore è che l’intercultura conquisti un posto in prima fila negli obiettivi di ogni governo o amministrazione. Da troppo tempo <strong>fanalino di coda</strong>, essa necessita di risorse.</p><p>E’ <strong>crisi</strong>? Allora che davvero il merito e l’eccellenza valgano, uniche discriminanti. Che si scelga quello che è bello, che è <strong>utile</strong> e che funziona.</p><p>Ha scritto Marco Aime: “<em>Se la parola Suq viene usata da qualcuno in modo spregiativo per indicare confusione, rispondiamogli che è vero: confondersi con gli altri è il solo modo di fare umanità</em>”.</p><p>Con una<strong> bella confusione </strong>si può costruire insieme un futuro migliore?</p><p><em> </em></p><p><em>Carla Peirolero, Giacomo D’Alessandro</em></p><p><em>(Foto di Max Valle: il Suq di notte)</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/10/interessa-qualcuno-l%e2%80%99intercultura/182810/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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