<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Shady Hamadi</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/shamadi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Il sangue dei bambini siriani</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/sangue-bambini-siriani/242505/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/sangue-bambini-siriani/242505/#comments</comments> <pubDate>Sat, 26 May 2012 10:41:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Assad]]></category> <category><![CDATA[bambini]]></category> <category><![CDATA[Consiglio nazionale siriano]]></category> <category><![CDATA[Hamza Ali Khateeb]]></category> <category><![CDATA[massacro di Houla]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=242505</guid> <description><![CDATA[Ieri è stata una notte di fuoco e morte per gli abitanti della piccola città di Houla, nei pressi di Homs. L&#8217;esercito governativo e l&#8217;esercito libero si sono fronteggiati tutta la notte e alla fine gli uomini fedeli a Assad hanno compiuto un ennesimo massacro. Dai 110 ai 90 morti si calcola, tra i quali...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/hamza.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-242512" title="hamza" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/hamza-300x300.jpg?47e3a5" alt="Hamza Ali Khateeb Siria" width="300" height="300" /></a>Ieri è stata una<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/siria-bombe-regime-sulla-protesta-morte-persone-bambini/242372/" target="_blank"> notte di fuoco e morte per gli abitanti della piccola città di Houla</a>, nei pressi di Homs. L&#8217;esercito governativo e l&#8217;esercito libero si sono fronteggiati tutta la notte e alla fine gli uomini fedeli a <strong>Assad</strong> hanno compiuto un ennesimo massacro. Dai 110 ai 90 morti si calcola, tra i quali almeno 25 bambini. Questo è il macabro risultato di una <strong>carneficina</strong> che, ancora una volta, non ha risparmiato bambini, donne e intere famiglie. I corpi di alcuni bambini sono stati allineati per terra, esanimi, con i segni delle coltellate, alcuni con i crani fracassati, mentre i loro famigliari e i sopravvisuti filmano per testimoniare al mondo quello che è successo in una città, sconosciuta a tutti noi, per mano dell<strong>&#8216;esercito regolare siriano</strong>. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=gosLh8HvCEU&amp;feature=youtu.be&amp;skipcontrinter=" target="_blank">Video</a> <em>(Ndr-  immagini che possono urtare la vostra sensibilità)</em> </p><p>L&#8217;esodo degli abitanti da questa città è già iniziato. Il <strong>Consiglio Nazionale Siriano</strong> ha chiesto un vertice straordinario delle Nazioni Unite per determinare le responsabilità dell&#8217;Onu di fronte a omicidi di massa, come quello di <strong>Houla</strong>, visto che in Siria ci sono osservatori Onu.</p><p>Il pensiero in questo momento non può che tornare a<strong> Hamza Ali Khateeb</strong>, il bambino di 13 anni evirato, torturato, infine ucciso con un colpo di pistola e riconsegnato alla sua famiglia dalle autorità siriane. Ieri 25 maggio 2012 è passato un anno dalla sua morte e ovunque, nella Siria in rivolta e nel web, si sono spese parole per ricordare il bambino simbolo della <strong>primavera siriana</strong>.<br />Altri 25 bambini si sono aggiunti questa notte a Hamza e alle centinaia di giovanissime vittime di una repressione che non accenna a diminuire. <br /> <br />Oggi i siriani di Houla si chiedono quanto valga per la diplomazia internazionale il sangue dei loro figli.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/sangue-bambini-siriani/242505/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Farah è scomparsa in Siria</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/farah-scomparsa-siria/237630/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/farah-scomparsa-siria/237630/#comments</comments> <pubDate>Tue, 22 May 2012 07:35:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[appello]]></category> <category><![CDATA[attivista]]></category> <category><![CDATA[Farah Hwijeh]]></category> <category><![CDATA[libertà]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category> <category><![CDATA[volontaria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=237630</guid> <description><![CDATA[30 anni, una laurea in Scienze Ambientali all&#8217;università di Damasco e un master in &#8220;Gestione Ambientale del Mediterraneo&#8221; conseguito in Italia. 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Da allora la sua famiglia non ha avuto più notizie di lei.</p><p>Sua cugina, Eva Zidan, archeologa all&#8217;università di Udine, nonché mia cara amica, mi ha detto: &#8220;Non abbiamo saputo né in che prigione è rinchiusa né quando e se verrà processata. Di mia cugina se ne sta occupando suo padre, avvocato, che da anni assiste i prigionieri di coscienza. Siamo davvero preoccupati&#8221;.</p><p>Di seguito potrete leggere l&#8217;appello disperato che la famiglia ha scritto e rivolto a tutti.</p><p>&#8220;Farah è una volontaria attiva. Ha partecipato a molti progetti con l’Associazione siriana per l’ambiente tra cui la realizzazione del giardino botanico, una mostra sui fiori, il rinfoltimento della flora del monte Qasiun che svetta su Damasco.</p><p>Ha preso parte anche a molte attività per i bambini malati di cancro.</p><p>Nel luglio 2006, durante la guerra di Israele contro il Libano era lì, sul confine siro-libanese, ad aiutare le famiglie libanesi in fuga verso la Siria.</p><p>Farah è stata l’ideatrice del progetto “coperchi di plastica”: ha avuto l’idea di raccogliere i coperchi in plastica delle bottiglie, di rivenderli a industrie di riciclaggio della plastica a Damasco e utilizzare i soldi ricavati per comprare sedie a rotelle per i bambini che ne hanno bisogno.</p><p>Farah si è molto impegnata anche per la salvaguardia dell’Ibis testanera – Abu Manjal – un uccello che vive in Siria, in una zona semi-desertica, e che è a rischio di estinzione.</p><p><strong>Farah ora è in carcere.</strong> È in prigione nel paese che ama… Qual è il crimine che ha commesso? Addebitiamo la responsabilità di qualunque danno arrecato a Farah Hwijeh alle forze di sicurezza siriane e chiediamo il suo rilascio immediato.</p><p> <a href="http://www.facebook.com/#!/Freedom.for.Farah.Hwijeh" target="_blank"><em>http://www.facebook.com/#!/<wbr>Freedom.for.Farah.Hwijeh</wbr></em></a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/farah-scomparsa-siria/237630/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Siria: Assad spara contro gli osservatori Onu</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/22/siria-assad-spara-contro-osservatori/206330/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/22/siria-assad-spara-contro-osservatori/206330/#comments</comments> <pubDate>Sun, 22 Apr 2012 07:38:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Assad]]></category> <category><![CDATA[forze di interposizione]]></category> <category><![CDATA[Khaled Abu Saleh]]></category> <category><![CDATA[Magdi Allam]]></category> <category><![CDATA[osservatori elettorali]]></category> <category><![CDATA[osservatori Onu Siria]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=206330</guid> <description><![CDATA[E&#8217; appena cominciata la missione degli osservatori della Nazioni Unite in Siria e già sembra destinato a fallire anche questo tentativo. Ieri a Homs, mentre gli osservatori Onu svolgevano il loro lavoro, alcuni cecchini hanno cominciato a sparare contro gli osservatori e la folla di manifestanti che li seguiva. Forse l&#8217;obbiettivo dei cecchini era il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; appena cominciata la missione degli osservatori della Nazioni Unite  in Siria e già sembra destinato a <strong>fallire</strong> anche questo tentativo.</p><p>Ieri a Homs, mentre gli osservatori Onu svolgevano il loro lavoro,  alcuni cecchini hanno cominciato a sparare contro gli osservatori e la  folla di manifestanti che li seguiva. Forse l&#8217;obbiettivo dei cecchini  era il noto <strong>attivista</strong> Khaled Abu Saleh che era presente in quel momento e  guidava il gruppo di osservatori per la città. La situazione nel paese  continua a preciptare. Il cessate il fuoco non è rispettato, lo  dimostrano le decine di manifestanti uccisi e le rappresaglie  dell&#8217;esercito libero siriano. Il regime di Damasco continua a  classificare i manifestanti come &#8220;terroristi&#8221; e l&#8217;Esercito libero  siriano  come &#8220;bande armate&#8221;.</p><p>Il semplice ammettere che esiste una  opposizione, che già nel 2001 -pacificamente- stilò la famosa <strong>dichiarazione</strong> di Damasco, non sembra negli intenti del regime. Più o  meno sulla stessa lunghezza d&#8217;onda di Damasco anche il &#8220;super cattolico&#8221;  Magdi Cristiano Allam che in un <a href="http://www.ilgiornale.it/esteri/se_siria_vincera_al_qaida_dovremo_rimpiangere_assad/medio_oriente-qaeda-siria-queda-assad-teocrazia-integralismo_islamico-fratelli_musulmani-mondo_arabo-democrazia/16-04-2012/articolo-id=583200-page=0-comments=1" target="_blank">suo articolo</a> &#8220;illuminante&#8221; trova come  soluzione per la Siria il &#8221;togliere il sostegno ad Al Qaida e dire a  Damasco di fare riforme&#8221;.</p><p>Certo, mandiamo via gli osservatori e non  facciamo più nulla di quel poco che si sta facendo. Lasciamo che Assad  riformi il paese distruggendo una intera città, magari Homs. Il padre,  Hafez al Assad, bombardò Hama nel 1982 e continuò a governare. L&#8217;ipotesi  dell&#8217;invio di caschi blu, come forza di <strong>interposizione</strong> e peacekeeping,  dovrebbe essere pià avvalorata, visto la situazione di stallo in cui il  paese vive e la continua perdita di vite.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/LfDPU93AK4g" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/22/siria-assad-spara-contro-osservatori/206330/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Assad e il “popolo dei cartelloni rossi”</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/strategia-assad-%e2%80%9cpopolo-cartelloni-rossi%e2%80%9d/203958/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/strategia-assad-%e2%80%9cpopolo-cartelloni-rossi%e2%80%9d/203958/#comments</comments> <pubDate>Thu, 12 Apr 2012 11:35:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Assad]]></category> <category><![CDATA[cessate il fuoco]]></category> <category><![CDATA[damasco]]></category> <category><![CDATA[manifestazioni]]></category> <category><![CDATA[Rima al Dali]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=203958</guid> <description><![CDATA[Sarà difficile che Bashar al Assad rispetti il cessate il fuoco scattato stamattina. Le motivazioni sono semplici. Subito dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco gli attivisti hanno invitato tutti a scendere in piazza, in modo pacifico, in tutto il paese. Non avere forze armate che reprimano le manifestazioni, come è stato fatto sino ad ora,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/rima-al-dali.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-203959" title="rima al dali" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/rima-al-dali-200x300.jpg?47e3a5" alt="" width="200" height="300" /></a>Sarà difficile che Bashar al Assad rispetti il <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Siria-leader-Cns-si-spara-ancora-in-alcune-zone-del-Paese_313194590475.html" target="_blank"><strong>cessate il fuoco</strong> scattato stamattina</a>. Le motivazioni sono semplici. Subito dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco gli attivisti hanno invitato tutti a scendere in piazza, in modo pacifico, in tutto il paese. Non avere forze armate che reprimano le manifestazioni, come è stato fatto sino ad ora, significherebbe per molti siriani, che fino a questo momento hanno avuto timore, la possibilità di scendere in piazza in “sicurezza”. In questi ultimi giorni a Damasco ci sono stati degli <strong>episodi simbolici </strong>che ci dicono che anche nella capitale molto si sta muovendo.</p><p><strong>Rima al Dali</strong>, studentessa all’università, si è presentata sotto il parlamento siriano con uno striscione rosso, con la scritta “Fermate le uccisioni in Siria. Vogliamo costruire uno stato per tutti i siriani”. <a href="http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2012/04/10/visualizza_new.html_163390639.html" target="_blank">Rima è stata arrestata e liberata dopo quarantotto ore</a>. Ieri , sempre a Damasco, nel centro commerciale <a href="http://www.youtube.com/watch?v=kxmtO64lqUQ" target="_blank">Sham City Center</a>, alcuni ragazzi hanno fatto un “Flash Mob” sdraiandosi per terra e mostrando alcuni cartelloni rossi, con la stessa scritta dello striscioni di Rima. Nello stesso tempo sotto il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=A5tB0U69UyU&amp;feature=share" target="_blank">Four Seasons Hotel</a> è cominciata una manifestazione.</p><p><strong>Non è certo la prima volta che a Damasco si manifesta</strong>. Ma quelli di ieri sono episodi che fanno presagire un cambiamento e un rafforzamento della coscienza, di ciò che sta accadendo all’interno del paese. Non a caso domani sarà intitolato “il venerdì di tutti i siriani” a simboleggiare la consapevolezza di unità nazionale e la voglia di dire ancora una volta che questa rivoluzione è fatta per tutto il popolo siriano, a prescindere da religione o etnia. C’è voglia di sconfiggere l’odio e il regime. Bashar al Assad non può permettersi di dare “tempo” all’opposizione di riorganizzarsi sul territorio, soprattutto dopo che ha riguadagnato le posizioni e ristabilito lo stato di diritto – a quanto dice un suo ministro-.</p><p>Bisogna attendere e vedere cosa accadrà nel paese nelle prossime 48 ore. La speranza è l’ultima a morire.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/strategia-assad-%e2%80%9cpopolo-cartelloni-rossi%e2%80%9d/203958/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le fosse comuni siriane</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/fosse-comuni-siriane/202753/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/fosse-comuni-siriane/202753/#comments</comments> <pubDate>Fri, 06 Apr 2012 11:13:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Assad]]></category> <category><![CDATA[fosse comuni]]></category> <category><![CDATA[massacri]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=202753</guid> <description><![CDATA[Mentre si invoca uno stop delle violenze, e ci si augura che il piano di Koffi Annan venga rispettato, il regime siriano continua a colpire duro. E&#8217; di ieri l&#8217;ultimo massacro compiuto dalle forze in &#8220;ritirata&#8221; di Assad nella città di Taftanaz, nei pressi di Idlib. Nel filmato si vedono i corpi di una cinquantina...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/siria.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-202754" title="siria" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/siria.jpg?47e3a5" alt="" width="179" height="320" /></a>Mentre si invoca uno stop delle violenze, e ci si augura che il <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/siria-truppe-assad-sconfinano-libano-scontri-ribelli-lealisti/200394/" target="_blank">piano di Koffi Annan venga rispettato</a>, il regime siriano continua a colpire duro. E&#8217; di ieri<strong> l&#8217;ultimo massacro</strong> compiuto dalle forze in &#8220;ritirata&#8221; di Assad nella città di Taftanaz, nei pressi di Idlib. Nel filmato si vedono i corpi di una cinquantina di persone allineati in una fossa comune. Tra di loro alcuni militari del <strong>Free Syrian Army</strong> e un paio di uomini che lavoravano per la mezza luna rossa.</p><p>Oscar Wilde diceva &#8220;le peggior cose vengono fatte con le migliori intenzioni&#8221;. Così accade in Siria, dove il regime da un anno continua a massacrare la popolazione, probabilmente credendo di farlo nel bene.</p><p>Questo  il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=7hAdxoP6Sjk&amp;feature=relmfu" target="_blank">video</a> <em>(ndr: attenzione contenuto di forte impatto)</em></p><p><em><br /> </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/fosse-comuni-siriane/202753/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Bersani sta con il popolo siriano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/bersani-popolo-siriano/200706/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/bersani-popolo-siriano/200706/#comments</comments> <pubDate>Wed, 28 Mar 2012 13:35:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[kofi annan]]></category> <category><![CDATA[leadership]]></category> <category><![CDATA[Opposizione]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[piano di pace]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=200706</guid> <description><![CDATA[Ieri in piazza del Pantheon a Roma, si è tenuto un incontro pubblico organizzato dal Partito Democratico per dar voce al dramma siriano. Presenti all&#8217;iniziativa, oltre me, Lapo Pistelli, Aya Homsi, Giacomo Filibek e Pierluigi Bersani. Abbiamo tutti indossato per l&#8217;occasione un fiocco nero, come ulteriore simbolo della nostra vicinanza a ciò che accade in Siria. 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Per il momento alle parole non sono seguiti i fatti. Lo dimostra lo sconfinamento di una cinquantina di soldati siriani in territorio libanese. Secondo l&#8217;agenzia Reuters, i soldati  sirinani avrebbero distrutto alcune fattorie al confine. Non è la prima volta che i siriani sconfinano in <strong>territorio libanese. </strong>Qualche tempo fa l&#8217;esercito di Damasco a preso a cannonate la zona di <strong>Wadi Khaled</strong>, in cui si trova il campo profughi dei civili siriani scappati, sopratutto provenienti dal villaggio di Talkalakh.</p><p>Le continue pressioni internazionali e l&#8217;isolamento porteranno a una inversione di rotta, anche leggera, del regime di Damasco. Il punto di svolta però, risiede nell&#8217;opposizione siriana e nella sua capacità di trovare una leadership credibile e forte, al più presto.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/bersani-popolo-siriano/200706/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Siria: un anno dopo dove andiamo?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/15/siria-anno-dopo-dove-andiamo/197470/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/15/siria-anno-dopo-dove-andiamo/197470/#comments</comments> <pubDate>Thu, 15 Mar 2012 09:31:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Consiglio nazionale siriano]]></category> <category><![CDATA[fratellli musulmani]]></category> <category><![CDATA[homs]]></category> <category><![CDATA[rivoluzione]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=197470</guid> <description><![CDATA[Un anno è già passato dallo scoppio della rivoluzione siriana. Cosa è cambiato nel paese? Come stanno i siriani? Quale strada sta prendendo questa rivoluzione cominciata per la dignità e la libertà? A febbraio dell&#8217;anno scorso avevo visto che dalla pagina Facebook  &#8221;The syrian revolution&#8220;, erano partiti i primi richiami alla mobilitazione generale, sull&#8217;onda delle...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un anno è già passato dallo scoppio della rivoluzione siriana. Cosa è cambiato nel paese? Come stanno i siriani? Quale strada sta prendendo questa rivoluzione cominciata per la dignità e la libertà?</p><p>A febbraio dell&#8217;anno scorso avevo visto che dalla pagina Facebook  &#8221;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/Syrian.Revolution" target="_blank">The syrian revolution</a></span>&#8220;, erano partiti i primi richiami alla mobilitazione generale, sull&#8217;onda delle primavere egiziane e tunisine. Allora non immaginavo che i siriani potessero arrivare a un anno di resistenza, all&#8217;inizio solo pacifica e oggi in parte armata&#8230; mi sono ricreduto. In questi giorni ho avuto modo di parlare, via Skype, con alcuni abitanti del quartiere di Bab Amru che mi hanno raccontato quello che è successo in quel quartiere <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/12/siria-massacro-homs-regime-uccide-donne-bambini/196714/" target="_blank">durante l&#8217;assedio della città di Homs</a></span>.</p><p>S &#8211; &#8220;Cosa avete visto?&#8221;<br /> I &#8211; &#8220;Almeno 25mila uomini dell&#8217;esercito regolare siriano affiancato da soldati iraniani e Hezballah sono entrati nella città e hanno cominciato a uccidere tutti i ragazzi in età da militare&#8221;<br /> S &#8211; &#8220;Come facevate a sapere che alcuni soldati erano iraniani e altri degli Hezballah?&#8221;<br /> I &#8211; &#8220;Gli iraniani indossavano divise nere che l&#8217;esercito regolare siriano non ha. L&#8217;esercito libero siriano ha ucciso alcuni uomini che indossavano la divisa siriana ma perquisendo i cadaveri hanno trovato documenti libanesi e le tessere del partito di Hezballah. Solo nell&#8217;ultima settimana di assedio almeno 600 civili sono stati uccisi dall&#8217;esercito siriano&#8221;.<br /> S &#8211; &#8220;Tu che ruolo hai avuto, eri un manifestante o hai combattutto insieme all&#8217;esercito libero?&#8221;<br /> I &#8211; &#8220;Ero un manifestante. Tutto quello che facevamo era riunirci e manifestare di fronte all&#8217;esercito libero per inneggiare a loro, dargli coraggio&#8221;.<br /> S &#8211; &#8220;La situazione militare sul campo come era? C&#8217;era possibilità di vincere secondo te?&#8221;<br /> I &#8211; &#8220;Gli uomini dell&#8217;esercito libero erano scarsamente equipaggiati. E&#8217; proprio per l&#8217;impossibilità di fronteggiare l&#8217;esercito regolare meglio armato e più numeroso che cantavamo spronandoli&#8221;.<br /> S &#8211; &#8220;Dove siete ora?&#8221;<br /> I &#8211; &#8220;Siamo scappati in Libano. L&#8217;esercito libero prima di ritirarsi ha fatto evaquare il maggior numero di civili possibile&#8221;.</p><p>L&#8217;uomo con cui ho parlato, originario di Bab Amro aveva lo sguardo perso nel vuoto, occhi<strong> così spenti</strong> non ne avevo mai visti.</p><p>La strada che sta imboccando la rivoluzione è ancora lunga. <a href="http://www.sirialibano.com/siria-2/6708.html" target="_blank"><strong>Il Cns &#8220;Consiglio nazionale siriano&#8221; </strong><strong>sta perdendo pezzi</strong></a>. Ieri notte, Haitham al-Maleh, Kamal Labwani e Catherine al-Talli, membri di alto rilievo hanno lasciato il Cns, denunciando mancanza di trasparenza e di democrazia. L&#8217;organo che vuole e dovrebbe salvare i siriani da un martirio che li ha condotti a quasi 10mila vittime accertate, sta perdendo consenso. Le motivazioni di questo sfaldamento sono molte: mancanza di meritocrazia nell&#8217;eleggere i delegati all&#8217;estero che per la maggioranza sono stati eletti per &#8220;conoscenza&#8221;. Sul campo il Cns non ha saputo dimostrare, nel corso di una anno, un lavoro continuo e fruttuoso stabilendo una linea di contatto vera con la realtà interna al paese. I Fratelli musulmani siriani, che occupano una grossa fetta dei seggi del Cns, stanno giocando una partita pericolosa.</p><p>Dalla Siria arrivano testimonianze di attivisti e rappresentati delle opposizioni locali che denunciano l&#8217;attività di uomini collegati alla fratellanza, i quali si presentano promettendo l&#8217;acquisto di armi e medicinali in cambio di appoggio politico. Queste azioni sono strettamente collegate a membri del Cns in quota fratellanza, in particolare a uno, Haytham Rameh. Questa strategia sembra non aver attecchito più di tanto, anzi. Sta mostrando l&#8217;intelligenza del popolo siriano <strong>che non accetta compromessi politici</strong> né di aderire a qualsiasi movimento religioso. Il Cns potrebbe rischiare che uno dei prossimi venerdì venga dedicato alla &#8220;sua delegittimazione&#8221;. Sembra che l&#8217;unico interlocutore credibile, con cui aprire dei canali di dialogo, sia l&#8217;esercito libero siriano. In tutto questo scenario complesso il giornale inglese &#8220;The Guardian&#8221; svela oltre 3mila mail segrete tra Assad e Asmaa. Tra queste ne spicca una mandata dalla figlia dell&#8217;emiro del Qatar in cui chiede alla coppia di lasciare la Siria, offrendo asilo a Doha.</p><p>Quello che può e deve rimanerci impresso di questo anno, è l&#8217;estremo coraggio e il sacrificio di giovani, donne e bambini, morti ammazzati per una causa che tra il 39 e il 1945 ha visto noi europei protagonisti, la libertà.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/15/siria-anno-dopo-dove-andiamo/197470/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L’orrore di Homs e i veri giornalisti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/24/l%e2%80%99orrore-homs-paradosso-giornalismo/193556/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/24/l%e2%80%99orrore-homs-paradosso-giornalismo/193556/#comments</comments> <pubDate>Fri, 24 Feb 2012 12:09:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Edith Bouvier]]></category> <category><![CDATA[giornalisti]]></category> <category><![CDATA[homs]]></category> <category><![CDATA[Paul Conray]]></category> <category><![CDATA[Rami al Sayed]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=193556</guid> <description><![CDATA[Rami al Sayed, l’attivista e giornalista morto insieme a Marie Colvin e Remi Ochlik, era nato nel 1985. Rami è morto dopo una emorragia durata più di tre ore, dovuta alle ferite riportate nel corso dei bombardamenti, lascia la moglie e la figlia Maryam di soli 18 mesi. Il fratello di al Sayed racconta in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Rami al Sayed</strong>, l’attivista e giornalista morto insieme a <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/22/siria-uccisi-giornalista-francese-homs/192970/" target="_blank">Marie Colvin e Remi Ochlik</a>, era nato nel 1985. Rami è morto dopo una emorragia durata più di tre ore, dovuta alle ferite riportate nel corso dei bombardamenti, lascia la moglie e la figlia Maryam di soli 18 mesi. Il fratello di al Sayed racconta in un <a href="http://www.youtube.com/verify_controversy?next_url=/watch%3Fv%3DfHnpcJSjCGA" target="_blank">video</a> (<em>ndr: attenzione immagini di forte impatto</em>), mentre abbraccia il fratello, che sin dai primi giorni della rivoluzione Rami aveva cominciato a filmare con il cellulare quello che accadeva a <strong>Bab Amr</strong>.<br /> E’ grazie a questo ragazzo, e a tanti altri morti di cui non sapremo mai il nome, che ci sono giunte le<strong> immagini dei bombardamenti</strong>. Giovani come Rami, considerati dai giornalisti nostrani non attendibili perché caricavano i filmati su youtube, ci hanno raccontato l’orrore di una strage- evitabile se avessimo agito con fermezza dal primo mese-.</p><p>Una mia amica attivista, che da mesi ha sacrificato la sua quotidianità, gestendo da mattina a sera una pagina su Facebook in cui carica i video che ogni giorno arrivano da Damasco, mi ha detto “quando volevo vedere video su Bab Amr andavo sul suo canale. Ora Syrianpioneer -pseudonimo di Rami e del canale streaming da lui creato- ha un vero nome. E’ triste venirlo a sapere quando ormai è morto”. <strong>Solo negli ultimi quindici giorni in Siria sono morte oltre 750 persone</strong>.</p><p><strong>Edith Bouvier</strong>, collaboratrice di Le figaro, rimasta ferita nell’esplosione del centro stampa, in cui sono morti al Sayed, la Colvin e Ochlik, dice in un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=KJludQiVHJM" target="_blank">video appello</a> “i medici mi hanno trattato benissimo, non possono fare di più”, ma non erano salafiti armati e qaedisti? Dove sono le spie inglesi, francesi e saudite che qualche giornalista italiano segnalava presenti a Homs? Perchè non sono andate a salvare i giornalisti?. <strong>Paul Conray</strong>, anche lui ferito, ripete in un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=qIcfxzYqO8M" target="_blank">video appello</a> “ho bisogno di cure, sono ferito, <strong>non sono stato catturato sono loro ospite”</strong>.</p><p>Questi giornalisti non si sono accontentati di andare alle conferenze stampa del ministro degli esteri siriano, ne&#8217; di usare le parole “guerra civile” per descrivere semplicisticamente quello che accade in Siria. Sono andati con i siriani, a parlar con loro, per questo <strong>segretamente sono entrati a Homs</strong>, dove il regime non vuole far entrare i giornalisti da soli. In questo momento di dramma umano, celebriamo –giustamente- anche i ragazzi come al Sayed che hanno documentato con sprezzo del pericolo una delle tragedie più grande di questo secolo.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/KJludQiVHJM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/24/l%e2%80%99orrore-homs-paradosso-giornalismo/193556/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Liberate gli attivisti siriani</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/17/liberate-attivisti-siriani/191939/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/17/liberate-attivisti-siriani/191939/#comments</comments> <pubDate>Fri, 17 Feb 2012 11:41:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[arresti]]></category> <category><![CDATA[Assad]]></category> <category><![CDATA[attivisti]]></category> <category><![CDATA[Razan Ghazzawi]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=191939</guid> <description><![CDATA[Sono spiacente di infrangere le speranze di più di un giornalista, ma ieri in Siria i dodici attivisti arrestati… erano-soltanto- semplici pacifisti. Mi rincresce dirlo, perché so di distruggere le attese di molti che con la rivoluzione siriana hanno trovato il giusto teatro per fare del loro meglio nel campo della fantascienza, creando complotto su...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/FREERAZAN.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-191940" title="FREERAZAN" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/FREERAZAN-300x300.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="300" /></a>Sono spiacente di infrangere le speranze di più di un giornalista, ma ieri in Siria i <a href="http://www.lapresse.it/mondo/asia/siria-attivisti-arrestata-nuovamente-blogger-razan-ghazzawi-1.125782" target="_blank">dodici attivisti arrestati</a>… erano-soltanto- <strong>semplici pacifisti</strong>. Mi rincresce dirlo, perché so di distruggere le attese di molti che con la rivoluzione siriana hanno trovato il giusto teatro per fare del loro meglio nel campo della fantascienza, creando complotto su complotto e omettendo di raccontare che esistono anche ragazzi come questi dodici che sono degni della massima attenzione.</p><p>La retata che è avvenuta ieri a Damasco, ha portato all’arresto di <strong>personalità di spicco dell’opposizione siriana</strong>.</p><p><a href="http://razanghazzawi.com/" target="_blank"><strong>Razan Ghazzawi</strong> </a>è una blogger molto conosciuta che era già stata arrestata nel dicembre scorso. Nata negli Usa, subito la sua famiglia si trasferisce in Arabia Saudita dove risiedono per dieci anni. Dopo questo periodo si trasferiscono in Siria. Razan si laurea in letteratura inglese all’università di Damasco e subito dopo si  trasferisce per cinque anni in Libano. E’ vegetariana convinta e ama la fotografia.</p><p><strong>Mazen Darwish</strong> da diversi hanno opera nel paese, tentando di tutelare la libertà di informazione e i giornalisti. Si è laureato a Damasco nel 1988 come avvocato ed esperto dei diritti umani. Ha recentemente fondato il Centro siriano per i media e per la libertà di informazione, ed è stato più volte arrestato. Ieri Darwish è stato catturato insieme alla moglie, mentre si trovavano a casa.</p><p><strong>Hussein Ghrer</strong> è un ingegnere informatico e ha due figli. Era già stato arrestato e detenuto per trentasette giorni nella prigione di Adra, considerata dagli attivisti il peggior posto dove venir rinchiusi, perché vengo praticate le peggior torture sui detenuti.</p><p>Gli altri arrestati sono <strong>Yara Badr, Hani Zeitani, Sana Zeitani, Rita Dyoob, J ferson, Hanady Zahlout, Sam al Ahmed, Mayada Khalil, Maha al Seblaty</strong>.</p><p>E’ con loro che Bashar al Assad, se veramente avesse voluto, doveva instaurare un dialogo già dal lontano 2001.</p><p>Io chiedo il rilascio di questi dodici attivisti e di tutte le migliaia di persone detenute per reati d’opinione. La Siria del domani sarà di questi giovani “semplici” ragazzi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/17/liberate-attivisti-siriani/191939/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Siria, iniziano a diffondersi i fiocchi neri</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/12/siria-iniziano-diffondersi-fiocchi-neri/190854/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/12/siria-iniziano-diffondersi-fiocchi-neri/190854/#comments</comments> <pubDate>Sun, 12 Feb 2012 18:06:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[appello]]></category> <category><![CDATA[deputati]]></category> <category><![CDATA[emma bonino]]></category> <category><![CDATA[fiocco nero]]></category> <category><![CDATA[furio colombo]]></category> <category><![CDATA[Matteo Mecacci]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=190854</guid> <description><![CDATA[In poche ore l’appello Un fiocco nero per la Siria, che ho rivolto a tutti per chiedere la cessazione di ogni violenza contro i civili inermi, ha ricevuto l’adesione di oltre venti tra deputati e senatori, tra i quali il radicale Matteo Mecacci, la vicepresidente del Senato Emma Bonino, il presidente del Comitato sui Diritti umani della Camera Furio Colombo, il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In poche ore l’appello <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/fiocco-nero-salveremo-siria/189847/" target="_blank"><em>Un fiocco nero per la Siria</em></a></span></strong>, che ho rivolto a tutti per chiedere la cessazione di ogni violenza contro i civili inermi, ha ricevuto l’adesione di oltre venti tra deputati e senatori, tra i quali il radicale Matteo Mecacci, la vicepresidente del Senato Emma Bonino, il presidente del Comitato sui Diritti umani della Camera <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/fcolombo/" target="_blank">Furio Colombo</a></span>, il presidente della Commissione straordinaria sui Diritti umani del Senato Pietro Marcenaro e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.radicali.it/comunicati/20120211/siria-deputati-senatori-aderiscono-ad-appello-fiocco-nero-fine-massacro-siria" target="_blank">diversi altri onorevoli</a></span>, oltre a molte testate giornalistiche, associazioni e singoli cittadini.</p><p><strong>Mecacci</strong>, che è anche presidente della Commissione Democrazia, diritti umani e questioni umanitarie dell&#8217;Assemblea parlamentare dell&#8217;Osce, ha dichiarato: <em>“Le immagini e le notizie di vere e proprie carneficine di uomini, donne, vecchi e bambini che sono in corso da mesi in Siria sembrano ormai essere vissute come ineluttabili, e il veto imposto pochi giorni fa da Cina e Russia alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza per chiedere la fine delle violenze da parte del regime di Assad, sembra aver rafforzato questo senso di impotenza. In realtà occorre che chi rappresenta le istituzioni del nostro paese, a partire dai suoi massimi vertici, si esprima chiaramente in tutte le sedi, bilaterali e multilaterali, per porre fine alle violenze contro i civili, che sono inaccettabili oggi in Siria come si era ritenuto che lo fossero pochi mesi fa in Libia”</em>.</p><p>Vi invito ancora una volta a <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/fiocco-nero-salveremo-siria/189847/" target="_blank">sostenere l’iniziativa</a></span> e farvi ambasciatori di pace.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/12/siria-iniziano-diffondersi-fiocchi-neri/190854/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Un fiocco nero per salvare la Siria</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/fiocco-nero-salveremo-siria/189847/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/fiocco-nero-salveremo-siria/189847/#comments</comments> <pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:08:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[campagna]]></category> <category><![CDATA[fiocco nero]]></category> <category><![CDATA[Guerra]]></category> <category><![CDATA[homs]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=189847</guid> <description><![CDATA[Da tre giorni la città di Homs è sotto pesante attacco da parte dell’esercito regolare siriano. La tv panaraba Al Jazeera ha mostrato in diretta, collegata a telecamere web di attivisti nella città, la richiesta di aiuto partita all’unisono dai minareti di Homs. I bombardamenti continui sull’ospedale della città, Al Walid, hanno causato un black...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Da tre giorni la<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/siria-ancora-sangue-homs-regime-agisce-come-fosse-immune-diktat/189340/" target="_blank"> città di </a><strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/siria-ancora-sangue-homs-regime-agisce-come-fosse-immune-diktat/189340/" target="_blank">Homs</a> </strong>è sotto pesante attacco da parte dell’esercito regolare siriano. La tv panaraba <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.aljazeera.com/news/middleeast/2012/02/20122854220167748.html" target="_blank">Al Jazeera</a></span> ha mostrato in diretta, collegata a telecamere web di attivisti nella città, la richiesta di aiuto partita<strong> all’unisono dai minareti di Homs</strong>. I bombardamenti continui sull’ospedale della città, Al Walid, hanno causato un black out elettrico, provocando la morte di 18 neonati prematuri. Ali al Hazuri, in collegamento stamattina con la televisione al-Arabiya, ha detto “chiediamo aiuto perché il nostro ospedale è stato colpito, la Croce Rossa non può entrare perché viene fermata dai militari. Chiediamo agli arabi di muoversi e aiutarci”.</p><p>Ieri molti paesi europei, arabi e gli Usa hanno ritirato i loro ambasciatori dalla Siria. Fonti della Ue dicono che un’operazione militare in Siria è esclusa, perché<strong> la Siria non è la Libia</strong>. La politica internazionale è ferma, impantanata in una impasse d’azione, mentre i bombardamenti continuano e la Siria vive uno dei momenti più bui della sua storia recente.</p><p>Cari lettori, mi appello personalmente a ognuno di voi, nel chiedervi di sostenere una iniziativa che è volta a fermare il sangue, di chiunque sia. Da ieri è nata in Italia una campagna chiamata “<strong>Un fiocco nero per la Siria</strong>”. Vi viene chiesto di mettere un piccolo fiocco nero, intorno alle vostre borse, indumenti ecc… e di sensibilizzare chiunque intorno a voi  riguardo ciò che accade in Siria. A voi, al vostro buon senso, è chiesto di far sentire alta la vostra voce, di interessarvi e attivarvi in prima persona. Tanti hanno già aderito.</p><p>Possiamo e potete fare molto.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/fiocco-nero-salveremo-siria/189847/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>All&#8217;asta i &#8220;souvenir&#8221; della morte di Gheddafi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/allasta-souvenir-della-morte-gheddafi/189040/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/allasta-souvenir-della-morte-gheddafi/189040/#comments</comments> <pubDate>Sat, 04 Feb 2012 11:28:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Ahmed Warfali]]></category> <category><![CDATA[asta]]></category> <category><![CDATA[Gheddafi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=189040</guid> <description><![CDATA[Il 20 ottobre dell&#8217;anno scorso, Gheddafi veniva catturato in un tubo di scarico vicino casa sua e ucciso brutalmente. A noi è giunto il filmato della sua cattura fino al momento in cui è stato giustiziato con un colpo di pistola, mentre veniva messo in mostra sul retro di una Jeep. Per molti il rais...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/gheddafi-corpo2-afp-258.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-full wp-image-189044" title="gheddafi-corpo2-afp-258" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/gheddafi-corpo2-afp-258.jpg?47e3a5" alt="" width="258" height="258" /></a>Il 20 ottobre dell&#8217;anno scorso, <strong>Gheddafi </strong>veniva catturato in un tubo di scarico vicino casa sua e ucciso brutalmente. A noi è giunto il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/verify_controversy?next_url=/watch%3Fv%3D_-xqXhGpRLQ" target="_blank">filmato della sua cattura</a></span> fino al momento in cui è stato giustiziato con un colpo di pistola, mentre veniva messo in mostra sul retro di una Jeep. Per molti il rais libico è morto come un topo, proprio come lui stesso si augurava che morissero tutti i rivoltosi libici.</p><p>Alla sua morta sono subito cominciate le polemiche tra chi sosteneva che non doveva morire ma essere giudicato in un tribunale e tra coloro che invece volevano morisse &#8211; portandosi chissà quanti <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/20/gheddafi-citati-col-rais-seppelliamo-verita-scomode/165195/" target="_blank">segreti nella tomba</a></span>- , come poi è stato.</p><p>Ahmed Warfali, cittadino libico, ha messo <strong>all&#8217;asta</strong>, per la &#8220;modica&#8221; cifra di 2 millioni di dollari, la maglietta insanguinata e la fede nuziale che Gheddafi indossava nel momento della sua cattura. Come  Warfali sia riuscito a impossessarsi di questi oggetti nessuno lo sa.  L&#8217;opinione pubblica libica si è già scatenata in commenti. C&#8217;è chi  rivendica come soldi dello stato libico gli eventuali proventi dell&#8217;asta. Altri elogiano questo privato cittadino per l&#8217;audacia.</p><p>Viviamo in un&#8217;epoca in cui tutto (ma veramente tutto) può entrare a far parte di un grande show mediatico. Possiamo guardare da casa i filmati dell&#8217;uccisione di persone &#8211; come nel caso di Gheddafi &#8211;  esecuzioni di massa e condanne a morte. Oggi, però, sembra che il genere umano abbia salito un nuovo gradino della sua grandiosa evoluzione: trasformare il post-morte in un&#8217;asta. Non sarà un po&#8217; troppo?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/allasta-souvenir-della-morte-gheddafi/189040/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>A trent&#8217;anni dal massacro (dimenticato) di Hama</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/trentanni-dopo-il-massacro-dimenticato-di-hama/188552/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/trentanni-dopo-il-massacro-dimenticato-di-hama/188552/#comments</comments> <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:11:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[bahamas]]></category> <category><![CDATA[massacro]]></category> <category><![CDATA[Rifaat Al Assad]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188552</guid> <description><![CDATA[La storia ci racconta il passato, anche quello più oscuro, ma se essa viene censurata allora bisogna lasciare spazio alla memoria, ai racconti di chi la storia l’ha vissuta. Il 2 febbraio del 1982, le “compagnie per la difesa” guidate da Rifaat Al Assad &#8211; fratello del presidente Hafez &#8211; strinsero d’assedio la città di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/foto-1.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-188554" title="foto 1" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/foto-1-300x200.jpg?47e3a5" alt="Foto scattata durante il massacro di Hama" width="300" height="200" /></a>La storia ci racconta il passato, anche quello più oscuro, ma se essa viene censurata allora bisogna lasciare spazio alla memoria, ai racconti di chi la storia l’ha vissuta.</p><p>Il 2 febbraio del 1982, le “compagnie per la difesa” guidate da Rifaat Al Assad &#8211; fratello del presidente Hafez &#8211; strinsero d’assedio la città di <strong>Hama </strong>che, guidata dai Fratelli musulmani e da un centinaio di ufficiali, era insorta contro il regime di Hafez al Assad. La città venne assediata per 27 giorni, al termine dei quali fu completamente bombardata. Del centro storico della città rimangono solo pochi edifici e le gigantesche ruote del mulino romano.  Si stima che i morti in questa carneficina furono <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Hama" target="_blank"><strong>dai 25 mila ai 50 mila</strong></a></span>. Migliaia di persone abbandonarono la Siria in quell’anno, per paura di ulteriori rappresaglie del governo.</p><p>Grazie alla poderosa censura messa in moto dal regime, la notizia di quello che era accaduto trapelò solo successivamente. Con grave ritardo, l’opinione pubblica internazionale scoprì quello che era avvenuto. In Siria di quel massacro non si poté parlare mai. Fu <strong>censurato dai libri di storia</strong>, il divieto di scriverne era assoluto, pena il carcere a vita. Il governo liquidò l’eccidio che aveva compiuto come una battaglia contro terroristi. Tutte le vittime, indipendentemente da chi fossero, vennero considerate fondamentalisti.</p><p>Dalle fosse comuni, in cui furono sepolti sommariamente i corpi di migliaia di bambini, donne e uomini, nacque la paura e il silenzio del popolo siriano che durerà <strong>trenta lunghi anni</strong>.</p><p>Oggi si ricordano quelle migliaia di morti innocenti, che perirono senza motivo, travolti da eventi a cui probabilmente non vollero prender parte. Il colpevole, <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rifa%27at_al-Asad" target="_blank">Rifaat al Assad</a></span></strong>, vive libero nel suo esilio dorato a Londra, senza essere stato ancora imputato per crimini contro l’umanità.</p><p><em>In alto, una foto scattata dopo il massacro di Hama dagli abitanti della città.<br /> Per ingrandire <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/foto-1.jpg?47e3a5" target="_blank">clicca qui</a></span></em></p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/igB-VKVOKAw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/trentanni-dopo-il-massacro-dimenticato-di-hama/188552/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il martirio dei bambini siriani</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/martirio-bambini-siriani/187597/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/martirio-bambini-siriani/187597/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:36:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=187597</guid> <description><![CDATA[La settimana appena trascorsa è stata la più sanguinosa da quando è cominciata la primavera siriana. Almeno 66 morti soltanto ieri, da quanto riferiscono gli attivisti sul campo. Il regime di Damasco ha cominciato una dura offensiva contro l’Esercito Libero Siriano (Sel) e i manifestanti; i morti si contano in tutte e due gli schieramenti....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/bambini-siriani.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-187606" title="bambini siriani" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/bambini-siriani-300x225.jpg?47e3a5" alt="Il massacro dei bambini del villaggio siriano di Hasal al Ward " width="300" height="225" /></a>La settimana appena trascorsa è stata la più sanguinosa da quando è cominciata la primavera siriana. Almeno <strong>66 morti</strong> soltanto ieri, da quanto riferiscono gli attivisti sul campo. Il regime di Damasco ha cominciato una dura offensiva contro l’Esercito Libero Siriano (Sel) e i manifestanti; i morti si contano in tutte e due gli schieramenti. Il ministro degli Interni siriano, Mohammed Ibrahim al Chaar, ha dichiarato, attraverso l&#8217;agenzia ufficiale Sana, che <em>“il regime è determinato a ristabilire l&#8217;ordine e la sicurezza e a ripulire il territorio dai criminali”</em>.</p><p>Nei sobborghi di Saqba e Zabadani, passati sotto il controllo del Sel, è in corso una dura offensiva del regime, volta a ripristinare il controllo, non solo in queste due zone, ma in tutta la fascia periferica della capitale. La Lega Araba, a causa dell’<strong>escalation di violenza</strong>, ha fermato la missione degli osservatori. Nabil al Arabi, segretario della Lega Araba, è volato a New York per cercare il sostegno delle Nazioni Unite ad un piano pacifico di transizione del potere.</p><p>Quella che in Siria sta diventando una vera e propria guerra di liberazione racchiude una tragedia dentro l’altra: è quella dei <strong>bambini </strong>siriani che sono diventati i protagonisti involontari di una rivoluzione che ruba loro l’innocenza. Sono <strong>oltre 400</strong> i bambini morti dall’inizio delle proteste.</p><p><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/04/siria-lultimo-simbolo-della-rivoluzione-e-un-bambino-di-13-anni/115946/" target="_blank">Hamza al-Khateeb</a></strong></span>, nato nell&#8217;ottobre del 1997 a Jiza, in provincia di Daraa, fu arrestato il 29 aprile a un posto di blocco, mentre si recava a Daraa con altre persone al fine di portare aiuto ai cittadini sotto l’assedio delle truppe regolari siriane. Il corpo del bambino venne riconsegnato alla famiglia mutilato, evirato, e recante altri numerosi segni di tortura, colpi di pistola agli arti e al petto.<br /> <strong><br /> Tamer Mohammad al-Sharey</strong>, 15 anni, venne  arrestato insieme a Hamza al-Khateeb e come lui morì sotto tortura; gli vennero strappati i denti da vivo, gli cavarono un occhio e gli spararono alle gambe, all&#8217;addome e in faccia. Segni di bruciatura da sigarette vennero trovati su tutto il corpo.</p><p>E’ di qualche giorno fa l’ultimo terribile <strong>massacro di bambini</strong> nel villaggio di Hasal al Wuard. Undici componenti della famiglia Bahado sono stati giustiziati dalle forze di sicurezza del regime; tra i morti cinque bambini. Sino a quando l’uomo sarà attratto dal male assoluto? Sino a quando saremo disposti ad accettare che questo accada?</p><p><em>In alto, fotogramma tratto da un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/verify_controversy?next_url=/watch%3Fv%3D2zCP6PvSdik" target="_blank">video</a></span> sul massacro dei bambini del villaggio di Hasal al Wuard</em><em> (immagini forti)</em><em>. Per ingrandire <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/bambini-siriani.jpg?47e3a5" target="_blank">clicca qui</a></span></em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/martirio-bambini-siriani/187597/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Nessuno legge più le quarte di copertina</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/nessuno-legge-quarte-copertina/186645/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/nessuno-legge-quarte-copertina/186645/#comments</comments> <pubDate>Thu, 26 Jan 2012 13:48:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Saturno]]></category> <category><![CDATA[grandi case editrici]]></category> <category><![CDATA[karim metref]]></category> <category><![CDATA[Marco Wong]]></category> <category><![CDATA[mercato editoriale]]></category> <category><![CDATA[Nagib Mahfuoz]]></category> <category><![CDATA[Premio Nobel letteratura]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category> <category><![CDATA[Tahar Lamri]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=186645</guid> <description><![CDATA[Quando vado in libreria, mi capita spesso di trovare i miei libri tra gli scaffali degli autori stranieri. Sorrido al pensiero che i librai mi considerino uno scrittore siriano; forse nessuno legge più le quarte di copertina, dove viene riportata una biografia dell’autore, altrimenti si sarebbero accorti che sono italiano. Io sono italiano, penso in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_186648" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/shadyhamadi.jpg?47e3a5"><img class="size-full wp-image-186648" title="shadyhamadi" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/shadyhamadi.jpg?47e3a5" alt="" width="220" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Shady Hamadi</p></div><p>Quando vado in libreria, mi capita spesso di trovare i miei libri tra gli scaffali degli autori stranieri. Sorrido al pensiero che i librai mi considerino uno scrittore siriano; forse nessuno legge più le quarte di copertina, dove viene riportata una <strong>biografia</strong> dell’autore, altrimenti si sarebbero accorti che sono italiano.</p><p>Io sono italiano, penso in italiano, scrivo in italiano – non in arabo – e la mia cultura è italiana. Ho letto <strong>Khalil Gibran</strong> e <strong>Tawfiq al Hakim</strong> in italiano. La maggior parte delle volte, ho conosciuto la cultura araba attraverso traduzioni italiane. Come posso essere considerato uno scrittore siriano, e non perlomeno italo-siriano, quando in arabo non circola nulla di mio e pochissimi in Siria sanno che mi dedico a questa attività?</p><p>È importante la questione sollevata da <strong>Daniela Padoan</strong>: se l’<strong>identità culturale</strong> di uno scrittore è così chiara, come possiamo togliergli la cittadinanza, mettendo i suoi libri negli scaffali della narrativa straniera?</p><p><strong>Igiaba Scego</strong> ha sottolineato come anche le case editrici abbiano colpe nel trascurare gli autori immigrati o figli di immigrati. Non posso che darle ragione. Veniamo considerati come <strong>narrativa di frontiera</strong>, poco commerciabile. Questa visione, analogamente, la si trova anche nel campo delle traduzioni in lingua italiana. È noto come moltissimi autori, soprattutto arabi e africani, non vengano tradotti in italiano, mentre possiamo trovare una ricchissima letteratura araba e africana tradotta in inglese e francese. Molti di noi hanno letto, in italiano, <strong>Nagib Mahfuoz</strong>. I suoi libri li possiamo trovare ovunque, in abbondanza, perché nel 1988 gli fu assegnato il <strong>premio Nobel per la letteratura</strong>. Solo dopo questo prestigioso riconoscimento, in Italia fu commercializzato e diffuso Mahfouz, ma se non fosse stato insignito del Nobel, quanto ci saremmo persi?</p><p>Molti altri autori che meritano di essere letti sono sconosciuti ai più, perché &#8211; a detta dei <strong>grandi editori</strong>- “poco commerciabili”. Accade lo stesso agli scrittori “della migrazione”. Invece, alcune piccole case editrici hanno scommesso su di loro. È il caso dell’editore <strong>Compagnia delle lettere</strong>, che da anni pubblica scrittori come<strong> Tahar Lamri, Karim Metref, Marco Wong</strong>, riscuotendo grande successo di vendite e lettori.</p><p>Credo che i grandi editori debbano interessarsi di più a questa letteratura, che non è per nulla anticommerciale, e che nelle librerie debba venir considerata “narrativa italiana”, non straniera.</p><p>Lo <strong>scontro di civiltà</strong>, la paura verso “l’altro”, si possono superare anche leggendo, ma bisogna avere i libri da leggere.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/nessuno-legge-quarte-copertina/186645/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Beppe, da te ci aspettiamo di più</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/beppe-da-te-ci-aspettiamo-di-piu/186376/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/beppe-da-te-ci-aspettiamo-di-piu/186376/#comments</comments> <pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:33:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[beppe grillo]]></category> <category><![CDATA[cittadinanza]]></category> <category><![CDATA[Shady Hamadi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=186376</guid> <description><![CDATA[Caro Beppe, hai sbagliato. “E’ senza senso. O, meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarsi in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Caro <strong>Beppe</strong>, hai sbagliato.</p><p><em>“<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.beppegrillo.it/2012/01/la_cittadinanza.html" target="_blank">E’ senza senso</a></span>. O, meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarsi in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della liberalizzazione delle nascite”.</em></p><p>Caro Beppe, quello che hai scritto, riguardo alla concessione (distrazione) di dare la cittadinanza ai figli degli immigrati, non ti fa onore. Da te ci aspettavamo comprensione su un problema che affligge <strong>centinaia di migliaia di giovani</strong>. Quando dico problema, intendo che questi giovani non possono votare, devono fare la fila per rinnovare un permesso di soggiorno che in quanto italiani, di nascita e cultura, non dovrebbero avere. Se proprio dobbiamo parlare di distrazioni, dovresti rivolgere lo sguardo verso le finte liberalizzazioni che non toccano le grandi caste, come i notai, e i grandi patrimoni e che, con questo marasma, distolgono l’attenzione degli italiani dal fatto che il governo andrà a toccare l’articolo 18.</p><p>Hai sempre detto “largo ai giovani” e oggi non concedi spazio, liquidandola come insensata, a una richiesta che arriva dal mondo giovanile e che merita la massima attenzione.  Ci si aspetta delle scuse o almeno un dietro front da parte tua, visto che anche il tuo partito non è d’accordo con te. La campagna<strong> “<a style="text-decoration: underline;" href="http://www.litaliasonoanchio.it/" target="_blank">L’Italia sono anch&#8217;io</a>”</strong>, promossa per cambiare la legge sul diritto di acquisizione della cittadinanza, portando l’Italia ad adottare lo ius soli, andrà avanti, senza di te.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/beppe-da-te-ci-aspettiamo-di-piu/186376/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le donne della Primavera Siriana</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/23/donne-della-primavera-siriana/185771/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/23/donne-della-primavera-siriana/185771/#comments</comments> <pubDate>Mon, 23 Jan 2012 07:45:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Bassma Kodani]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[Fadwa Soliman]]></category> <category><![CDATA[Razan Zaithouni]]></category> <category><![CDATA[rivolta]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=185771</guid> <description><![CDATA[Da quando è cominciata la rivolta siriana, circa undici mesi fa, le donne vi giocano un ruolo pari agli uomini. Le ragazze siriane guidano le manifestazioni, sono a capo di organizzazioni per la difesa dei diritti umani e sono protagoniste di primo piano nell’opposizione politica. Ma chi sono queste donne? Fadwa Soliman era una delle attrici...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/Fadwa-Soliman.png?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-185775" title="Fadwa-Soliman" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/Fadwa-Soliman-300x209.png?47e3a5" alt="" width="300" height="209" /></a>Da quando è cominciata la rivolta siriana, circa undici mesi fa, le donne vi giocano un ruolo pari agli uomini. Le ragazze siriane guidano le manifestazioni, sono a capo di organizzazioni per la difesa dei diritti umani e sono protagoniste di primo piano nell’opposizione politica. <strong>Ma chi sono queste donne?</strong></p><p><strong>Fadwa Soliman</strong> era una delle attrici più famose in Siria. Quando cominciò la rivoluzione, decise di prendervi parte attivamente. I genitori, scoprendo la scelta della figlia, la diseredarono perchè convinti sostenitori del presidente Assad e appartenenti alla setta Alawita. Essendo un volto noto a tutti, visti i suoi trascorsi televisivi, Fadwa , ricercata dalla polizia, decise di tagliarsi i suoi lunghi capelli neri per essere meno riconoscibile. La sua attività, in questo momento, si concentra sopratutto nel guidare manifestazioni e mandare video messaggi attraverso You Tube. Vive<strong> da mesi in latitanza</strong> e ogni giorno è costretta a cambiare casa per non essere catturata.</p><p><strong>Razan Zaithouni</strong>, classe 1977, dirige una rete di coordinamenti locali per i diritti umani in Siria.  E’ ricercata perchè accusata dal regime siriano di essere una spia straniera. Razan Zaithouni è stata insignita a ottobre del  <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sakharov_Prize" target="_blank">Sakharov Prize</a> e sempre nel 2011 dell’ <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Anna_Politkovskaya#Anna_Politkovskaya_Award" target="_blank">Anna Politkovskaya Award</a>. Il marito è attualmente detenuto nelle carceri siriane.</p><p><strong>Bassma Kodman</strong>i, portavoce del Consiglio Nazionale Siriano – la principale opposizione al regime siriano- nel 1968 lasciò la Siria con i suoi genitori che abbandonarono il paese per problemi politici, trasferendosi a Parigi. Prima dello scoppio della rivolta, ha pubblicato vari libri in Francia e ha diretto, per conto della fondazione Ford, il programma di governo e cooperazione internazionale in Medio Oriente. E’ la donna siriana più influente a livello politico in questo momento, ed è la <strong>numero due del Consiglio Nazionale Siriano</strong>.</p><p><strong>Suhair Atassi</strong>, attivista per i diritti umani, appartenente alla famiglia Atassi che ha una lunga storia politica alle spalle, gestisce il forum <strong>Jamal Atassi</strong>. In questo momento il forum è solo online perché è stato messo fuori legge dal governo. E’ stata arrestata all’inizio delle proteste  e scarcerata dopo un paio di mesi. La sua carta d’identità le è stata requisita dalle forze di sicurezza, per non permetterne la fuga . Vive sotto la costante minaccia di essere arrestata nuovamente.</p><p>L’elenco delle donne che stanno cambiando la Siria è lungo. Donne<strong> cristiane, musulmane, alawite</strong> e di ogni religione partecipano, collaborando attivamente, in questa primavera che tarda a sbocciare. Credo che il detto “dietro ogni grande uomo c’è una grande donna” non possa andare bene per descrive la situazione siriana perché uomini e donne camminano alla pari, mano nella mano.</p><p><em>(Nella foto l&#8217;attrice siriana Fadwa Soliman)</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/23/donne-della-primavera-siriana/185771/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Assad e il paese dei balocchi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/10/assad-paese-balocchi/182734/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/10/assad-paese-balocchi/182734/#comments</comments> <pubDate>Tue, 10 Jan 2012 13:44:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Assad]]></category> <category><![CDATA[civili]]></category> <category><![CDATA[discorso]]></category> <category><![CDATA[rivolta popolare]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category> <category><![CDATA[stragi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=182734</guid> <description><![CDATA[Dopo mesi di silenzio, il presidente Bashar al Assad è tornato a parlare per la terza volta sulla situazione siriana. Nel suo discorso non ha minimamente accennato, alla possibilità di lasciare la presidenza, dicendo che “il suo potere deriva dal popolo e fin quando avrà il sostegno popolare è legittimato”. Ha ribadito che nel paese “c’è...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/siria2.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-182745" title="Protesta contro il presidente siriano Bashar Assad" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/siria2-300x225.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="225" /></a>Dopo mesi di silenzio, il presidente <strong>Bashar al Assad</strong> è <a href="http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE80901V20120110" target="_blank">tornato a parlare</a> per la terza volta sulla situazione siriana. Nel suo discorso non ha minimamente accennato, alla possibilità di lasciare la presidenza, dicendo che “il suo potere deriva dal popolo e fin quando avrà il sostegno popolare è legittimato”. Ha ribadito che nel paese “c’è in atto un complotto da parte di potenze straniere occidentali, aiutate da paesi arabi” che hanno costruito una “campagna senza precedenti volta a creare il collasso ‘psicologico’ del paese”. Visto la situazione interna siriana, Assad ha promesso<strong> riforme </strong>e annunciato un referendum per una nuova costituzione, che prevedrà la possibilità per molti partiti di partecipare alla vita politica. Come ciliegina sulla torta, il dittatore siriano ha detto che “non ha mai dato ordine di sparare sulla folla” e ha elogiato <strong>l’esercito siriano</strong>, esortandolo a continuare a proteggere il paese dai terroristi.</p><p>Ancora una volta Assad, non ascolta il suo popolo e sembra vivere nel  paese dei balocchi, non accorgendosi della reale situazione. Non ha minimamente sottolineato il fatto che oltre <strong>5000 civili</strong> sono morti, di certo non uccisi dagli alieni. Ha avuto il coraggio di dire che “i manifestanti sono strumentalizzati da potenze straniere”, così da rinnegare che ci sia una spontanea necessità e coscienza del  popolo, alla richiesta di un cambiamento radicale nel paese.</p><p>Questa primavera che tarda ha venire sta costando troppo sangue ai siriani e perché compaia in Siria,  implica necessariamente che Assad se ne vada. E’ indubbio che il presidente, non abbia <strong>tastato il polso alla nazione</strong> o già nei primi giorni di marzo- quando i suoi uomini arrestavano dei bambini- avrebbe subito dovuto concedere aperture, e un dialogo veritiero con l’opposizione siriana. Il presidente si è sempre dimenticato che alle parole devono seguire i fatti. Già nel 2001 un centinaio di intellettuali e artisti, firmarono un <strong>appello chiamato “la dichiarazione di Damasco”</strong>, per richiedere riforme e aperture democratiche nel paese. Alla dichiarazione di Damasco Assad, rispose facendo arrestare tutti i firmatari. Nel discorso di oggi il presidente ha ribadito che “superata questa crisi, il paese sarà rinnovato” e che “la Lega araba ha sempre fallito nel tutelare gli interessi arabi,e quindi non dovremmo essere sorpresi se fallirà anche oggi”.</p><p>Il rinnovamento in Siria ci sarà -non grazie all’aiuto della Lega araba, ne&#8217; di nessuna potenza- ma allo <strong>sforzo dei siriani</strong>, nel trovare una soluzione che non necessariamente debba passare attraverso organizzazioni politiche. Il popolo di Siria, ha pagato un tributo di sangue alto sino ad oggi e non tornerà indietro. Questa è e rimarrà, comunque andrà a finire, una <strong>rivolta partita dal popolo per il popolo</strong>, che non si è fatta  strumentalizzare da nessun partito o ideologia politica. Oggi possiamo scegliere, se stare a guardare un popolo che va fiero incontro alla morte o agire parlando e marciando nelle strade. Le tirannie sono qualcosa di disumano, abbatterle no.</p><p>(Foto: Lapresse)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/10/assad-paese-balocchi/182734/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Maher: mio cugino è sparito in Siria</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/06/maher-cugino-desaparecido/181985/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/06/maher-cugino-desaparecido/181985/#comments</comments> <pubDate>Fri, 06 Jan 2012 13:32:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Assad]]></category> <category><![CDATA[dessaparecidos]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=181985</guid> <description><![CDATA[“Mi gettano addosso l’acqua gelida. Sono pieno di lividi a causa delle botte che mi hanno dato. Ho perso molti chili, perché ci danno poco da mangiare. Da qualche giorno, ci hanno trasferito in un’altra prigione”. Queste sono le poche parole che è riuscito a dire mio cugino Maher ai suoi genitori, durante una sua...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/siria.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-182014" title="Protesta contro il presidente siriano Bashar Assad" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/siria-300x225.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="225" /></a>“<em>Mi gettano addosso l’acqua gelida. Sono pieno di lividi a causa delle botte che mi hanno dato. Ho perso molti chili, perché ci danno poco da mangiare. Da qualche giorno, ci hanno trasferito in un’altra prigione</em>”. Queste sono le poche parole che è riuscito a dire mio cugino Maher ai suoi genitori, durante una sua<strong> inaspettata telefonata</strong>, frutto della collaborazione &#8211; corruzione di qualche guardia. Maher è stato sequestrato, insieme a decine di altri giovani, i primi giorni di dicembre, durante il rastrellamento compiuto dall’esercito e dalle milizie del regime siriano, nel villaggio di Talkalakh al confine con il Libano. Ignaro di quello che gli sarebbe accaduto, mio cugino si trovava nel cortile di casa, a fumare una sigaretta, quando i soldati lo hanno arrestato e caricato in un camioncino. Da quel giorno nessuno dei miei famigliari ha più avuto notizie di lui, fino alla sua inattesa chiamata.</p><p><strong>In Siria accade anche questo</strong>, trovarsi nel proprio cortile, venir caricato in un furgone e sparire senza motivo, così da accrescere il numero dei desaparecidos siriani. Ad oggi sono qualche migliaio le persone di cui non si ha notizia, mentre il numero dei prigionieri attualmente rinchiusi è di circa 15 000. Il Cns &#8211; Consiglio nazionale siriano &#8211; ha stimato che le persone rinchiuse nelle carceri, potrebbero essere addirittura centomila.</p><p>Mentre la <strong>delegazione degli osservatori arabi</strong>, guidata dal sudanese <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mohammed_Ahmed_Mustafa_al-Dabi" target="_blank">Mohamed Hamed Mustafa al-Dabi</a></span> &#8211; che nel 1990 fu capo dei servizi segreti sudanesi, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://m.ibtimes.com/head-arab-league-observers-general-mustafa-al-274154.html" target="_blank">responsabile di arresti arbitrari, torture e crimini di ogni genere</a></span> -, “osserva” ciò che accade in Siria, le persone continuano a scomparire, i cecchini rimangono sui tetti e <strong>Assad </strong>continua il massacro. La Lega araba ha dimostrato incaricando Al Dabi &#8211; senz’altro abituato visto il Darfur, alle sparizioni di migliaia di persone e alle carneficine &#8211; che si vuole dare ulteriore tempo alla Siria. <strong>Il popolo siriano è abbandonato dalla comunità internazionale e dalla lega araba</strong>. Khaled Khalifa, scrittore siriano, scrisse qualche giorno fa in un articolo, che il popolo siriano si sottrarrà da solo al martirio. Ritengo che tutti noi dobbiamo fare la nostra parte per evitare che migliaia di altre vite vengano spente, senza lasciare un popolo solo ad affrontare la morte.</p><p>Ricordo che nel passato in Italia ci siamo mossi tutti per <strong>Sakineh</strong>, la donna iraniana che rischiava la lapidazione, organizzando marce e fiaccolate. Abbiamo appeso la foto del volto di Sakineh, fuori da molti palazzi delle istituzioni italiane. Oggi in Siria milioni di persone rischiano la vita per la libertà. Perché non ci muoviamo per salvare la vita dei siriani, come abbiamo fatto per Sakineh? <strong>Mentre il mondo resta ancora una volta a guardare</strong> &#8211; come se la storia non avesse insegnato nulla &#8211; l’ennesimo dittatore che ammazza il suo popolo, i ragazzi come Maher scompaiono in Siria, e migliaia di famiglie sperano di ricevere una telefonata.</p><p><em>Nella foto le proteste contro il presidente siriano Bashar Assad, il 30 settembre 2011 (Lapresse &#8211; <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/siria.jpg?47e3a5" target="_blank">clicca qui per ingrandire</a></span>) </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/06/maher-cugino-desaparecido/181985/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cosa resterà di questo 2011</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/30/cosa-restera-questo-2011/180751/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/30/cosa-restera-questo-2011/180751/#comments</comments> <pubDate>Fri, 30 Dec 2011 09:45:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Shady Hamadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[eventi 2011]]></category> <category><![CDATA[fukushima]]></category> <category><![CDATA[Gheddafi]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[mondo]]></category> <category><![CDATA[Mubarak]]></category> <category><![CDATA[Primavera Araba]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category> <category><![CDATA[sudan]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=180751</guid> <description><![CDATA[Il 2011 è stato un anno intenso, pieno di eventi. Come tutti i fine anno bisogna trarre un bilancio. Nei nostri libri di storia e nella memoria di chi li ha vissuti, questi dodici mesi saranno ricordati come quelli in cui: Gli arabi si sono riappropriati della loro libertà in molti Stati, dando vita alla...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il 2011 è stato un anno intenso, pieno di eventi. Come tutti i fine anno bisogna trarre un bilancio. <strong><br /> </strong></p><p><strong>Nei nostri libri di storia e nella memoria</strong> di chi li ha vissuti, questi dodici mesi saranno ricordati come quelli in cui:<br /> <strong><br /> Gli arabi si sono riappropriati della loro libertà</strong> in molti Stati, dando vita alla “primavera araba’’. Molto ancora deve essere fatto, perché la primavera araba non è ancora cominciata in tanti altri paesi, primo fra tutti l’Arabia Saudita. Quest’anno abbiamo assistito alla<strong> divisione del Sudan</strong> in due Stati differenti,  soprattutto a causa dei conflitti interni.<br /> <strong>Mubarak</strong> è finito in prigione, mentre sua nipote Ruby è diventata mamma. <strong>Gheddafi </strong>è morto, ammazzato brutalmente, come le migliaia di vittime che lui ha fatto uccidere, nei suoi quaranta anni di potere.<strong> Ben Ali è volato</strong>, su un aereo carico di miliardi, in Arabia Saudita. In Siria, mentre noi festeggeremo il capodanno, i manifestanti verranno ancora uccisi da un <strong>tiranno</strong>, decorato dalla Repubblica Italiana. Breivik lucidamente, è stato capace di ammazzare quasi cento ragazzi sull’isola di <strong>Utoya</strong>. Ci  siamo ricordati tutti che i terroristi non sono esclusivamente musulmani, come molti invece hanno creduto dopo l’undici settembre 2001–vedi Vittorio Feltri, con il suo editoriale del giorno dopo la strage –, ma possono essere biondi, con gli occhi azzurri e cristiani.<em> </em><strong>Fukushima</strong> ci ha rammentato che l’uomo è causa del suo stesso male e se non si sbriga a cambiare, la terra stessa non gli  darà un’altra chance di sopravvivere.</p><p>In <strong>Italia </strong>il 2011 è stato l’anno in cui:</p><p>Abbiamo scoperto che <strong>un italiano su quattro</strong> è a rischio povertà.  A lui più degli altri, peseranno le nuove tasse che la manovra “salva Italia’’ prevede.Lo spread è misteriosamente diventato… la causa della nostra crisi. Ci è stato “finalmente” reso noto che la <strong>bolletta dell’acqua è aumentata del 70%</strong> negli ultimi dieci anni. La benzina ha toccato il record di 1,722 al litro. Berlusconi ha detto: “ritornerò con più impegno di prima”. La Lega, incoraggiata dalla riuscita secessione del sud Sudan, è tornata a chiedere l’indipendenza della Padania. I tagli ai costi della  politica non sono ancora stati fatti, mentre è stata innalzata l’età per andare in pensione.<strong> Marchionne </strong>sta spostando fuori dall’Italia la produzione Fiat, credendo che nessuno se ne sia accorto. Casseri ha ammazzato dei giovani ragazzi senegalesi al mercato di <strong>Firenze</strong>, poi si è tolto la vita. Casseri e Breivik sono stati considerati da molti “semplicemente” folli, per me erano lucidi in quel che facevano. L’assassino di Yara Gambirasio, come tanti altri assassini, non ha ancora un nome.</p><p>Il mio augurio a tutti voi, è di diventare ancora <strong>più consapevoli e indignati</strong>, così da rendere il 2012 migliore dell’anno che si sta per chiudere.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/30/cosa-restera-questo-2011/180751/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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