<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Sciltian Gastaldi</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/sgastaldi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Apple, i commessi saltano nel cerchio di fuoco</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/21/apple-commessi-saltano-cerchio-fuoco/206206/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/21/apple-commessi-saltano-cerchio-fuoco/206206/#comments</comments> <pubDate>Sat, 21 Apr 2012 15:27:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[apple store]]></category> <category><![CDATA[assurdità postmoderne]]></category> <category><![CDATA[centro commerciale]]></category> <category><![CDATA[commercio]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[shopping mall]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=206206</guid> <description><![CDATA[Un negozio di computer viene inaugurato nel centro commerciale di una periferia romana. Come fatto, non dovrebbe essere sufficiente per costituire una notizia. Lo diventa se, a causa di un ufficio stampa e comunicazione fin troppo astuto e senza alcun ritegno, si ordina ai dipendenti di fare una cosa assurda e inusuale. Per esempio, un&#8217;articolata...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un negozio di computer viene inaugurato nel centro commerciale di una periferia romana. Come fatto, non dovrebbe essere sufficiente per costituire una notizia. Lo diventa se, a causa di un ufficio stampa e comunicazione fin troppo astuto e senza alcun ritegno, si ordina ai dipendenti di fare una cosa assurda e inusuale. Per esempio, <strong>un&#8217;articolata coreografia di balletto di gruppo</strong>, al punto da venire ripresa da diversi telefonini e poi fatta girare viralmente in rete.</p><p>Lo so che attirando la vostra attenzione su questo obbrobrio faccio implicitamente il gioco dell&#8217;ufficio stampa della ditta americana che vuole far sapere dell&#8217;inaugurazione di un suo nuovo punto vendita in Italia. Vi invito ugualmente a vedere il video del balletto dei dipendenti, perché non credo occorra essere fini intellettuali per capire che tutto ciò ha a che fare con i concetti di <strong>dignità del lavoratore</strong>,<strong> precarietà dello stesso</strong>, <strong>reificazione e sfruttamento del corpo giovane</strong>. Magari mi sbaglierò, ma non credo che i commessi del negozio di computer in questione abbiano il margine per rifiutarsi di dimenarsi come babbuini davanti al potenziale pubblico di clienti, e mantenere il posto di lavoro. Inoltre viene da chiedersi: ma questa ditta assume i suoi commessi per le loro conoscenze tecnico-informatiche, o in virtù delle loro abilità coreografiche e ballerine?</p><p>E quando i balletti d&#8217;inaugurazione saranno diventati una cosa abituale, cosa sarà lecito aspettarsi? I commessi che camminano sul filo del trapezio? La commessa che infila la testa tra le fauci della tigre? La fila di commessi che salta nel cerchio di fuoco?</p><p>Meno male che a <strong>Pier Paolo Pasolini</strong> l&#8217;hanno ammazzato prima di inaugurare questi negozi nelle periferie romane. Se fosse stato vivo oggi e avesse visto tutto ciò, penso si sarebbe sparato.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/F6nDKeiYaNk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/21/apple-commessi-saltano-cerchio-fuoco/206206/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Trasferirsi a Toronto. Come?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/31/trasferirsi-toronto-come/201481/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/31/trasferirsi-toronto-come/201481/#comments</comments> <pubDate>Sat, 31 Mar 2012 16:44:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cervelli in fuga]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[cambiare vita]]></category> <category><![CDATA[Canada]]></category> <category><![CDATA[italiani a Toronto]]></category> <category><![CDATA[italo-canadesi]]></category> <category><![CDATA[Toronto]]></category> <category><![CDATA[trasferirsi a Toronto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=201481</guid> <description><![CDATA[&#8220;Sono veramente nauseata dall’italia, non ho un lavoro stabile da diversi anni e sono ormai all’età di 47 anni, quì ormai vecchia per il mondo del lavoro, ho due figli 13/16 e il loro futuro mi preoccupa più del mio… ho uno zio a Toronto e stavo proprio pensando di venire a vedere come è...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Sono veramente nauseata dall’italia, non ho un lavoro stabile da diversi anni e sono ormai all’età di 47 anni, quì ormai vecchia per il mondo del lavoro, ho due figli 13/16 e il loro futuro mi preoccupa più del mio… ho uno zio a Toronto e stavo proprio pensando di venire a vedere come è la vita e decidere se è il momento di dare un giro di boa&#8230;</em>&#8221; A distanza di tre anni da quando pubblicai <a href="http://anellidifum0.wordpress.com/2009/09/19/come-si-vive-a-toronto/">il mio post &#8220;Come si vive a Toronto&#8221;</a>, <strong>continuo a ricevere messaggi come questo</strong> da parte di italiani/e vittime della crisi economica che stanno riprendendo a considerare quella che fu &#8211; per molti dei nostri lontani parenti di duecento, cento, ottanta o anche solo sessanta anni fa &#8211; <strong>l&#8217;unica soluzione possibile: emigrare.</strong></p><p><strong>Nella fotografia della partenza non ci sarà più la valigia di cartone degli inizi del XX secolo, ma nemmeno c&#8217;è più la Samsonite degli anni Ottanta.</strong> Sarà la valigia comprata al mercatino dai cinesi, quelle che costano poco e ci fai due viaggi, prima che si rompano. E se la tentazione del fare la valigia col solo biglietto di andata sta tornando a essere un&#8217;opzione di vita per un numero crescente di italiane e italiani, forse è utile chiarire alcuni aspetti.</p><p><strong>Emigrare è difficile e stressante quanto barcamenarsi in Italia nelle attuali condizioni di crisi economica.</strong> Certo, Toronto è, fra tutte le mete possibili, una delle metropoli più accoglienti per un italiano/a che voglia ricominciare daccapo. Con oltre 850.000 italo-canadesi, tre Little Italy, il più antico quotidiano italiano all&#8217;estero, radio e televisioni che trasmettono in italiano, l&#8217;italiano che resiste ancora come seconda lingua della città (ma solo perché si divide il mandarino dal cantonese, sennò la lingua di Dante qui sarebbe la terza per diffusione) e la possibilità di comprare in diversi negozi e supermercati prodotti italiani impossibili da trovare nel 99% del Nord America (dalla mozzarella di bufala al prosciutto San Daniele, dal pesto ai pomodori pachino), <strong>Toronto è, assieme a Buenos Aires, la città straniera meno estranea che un italiano possa immaginare, </strong>a patto che si sia pronti a vivere dentro il mosaico multiculturale canadese.</p><p>Poiché la cosa migliore per conoscere il sapore di una mela è di darle un morso, suggerisco agli aspiranti emigranti di cominciare con il venire qui con un <strong>visto da turisti, di sei mesi</strong>. Meglio se nei mesi invernali, per capire se potete vivere a Toronto durante i suoi mesi meno ospitali. <a href="http://www.roommates.ca/">Trovatevi</a> una <a href="http://ca.easyroommate.com/">sistemazione</a> &#8211; magari <a href="http://www.canadianresidentialrentals.com/">evitate</a> il <a href="http://www.sublet.com/State_Rentals/Canada_Rentals.asp?source=10140&amp;gclid=CL-jvKS_ka8CFbMEQAodPHpmxw">depressivo</a> seminterrato, anche se è di gran lunga la soluzione più economica &#8211; e pagatevi un buon corso d&#8217;inglese che vi aiuti a ridurre il gap culturale. Se non ve lo potete permettere (ma ce ne sono di molto economici) ricordatevi che una volta ottenuto lo status di immigrante potrete frequentare <a href="http://www.costi.org/whoweare/mission.php">strutture come il Costi</a>, non a caso dal nome italiano.</p><p><strong>Per il resto, guardatevi attorno. </strong>Vedete se i ritmi di questa civilissima ma forse un po&#8217; monotona (il suo soprannome, dato dagli statunitensi, è &#8220;Boronto&#8221;, dove &#8220;bore&#8221; in inglese significa &#8220;noia&#8221;) città vi vanno a genio. Trasferirsi significa tre cose: sradicarsi, reimpiantarsi, adattarsi a ricominciare dagli scalini più bassi della società, e parlando una lingua che non è la propria. Sono pochissimi i privilegiati che hanno la possibilità di venire qui a fare un Ph.D., o di essere assunti come giornalisti al Corriere canadese o a Chin Radio. Come per una legge del contrappasso, i lavori più richiesti a Toronto sono quelli che spesso in Italia fanno gli emigranti: il panificatore, il pizzaiolo, la badante, l&#8217;infermiere. Rispetto all&#8217;Italia, però, esiste anche la possibilità di essere assunti per determinate categorie di &#8220;lavoratori qualificati&#8221; (<a href="http://www.cic.gc.ca/english/immigrate/skilled/apply-who-instructions.asp#list">qui la lista</a>). Ma per ambire a questi posti <strong>occorre prima ricevere un&#8217;offerta di contratto individuale e poi presentare domanda.</strong> Ogni anno il Canada ammette un certo numero di questi &#8220;<em>skilled worker</em>&#8221; e il procedimento funziona su base numerica: chi prima presenta domanda, prima verrà valutato, fino al raggiungimento del numero chiuso. Intendiamoci: il meccanismo è ottimo per chi ci rientra, perché tra l&#8217;altro <strong>assicura al Canada un&#8217;immigrazione altamente qualificata.</strong> Ma per chi non ci rientra?</p><p>Per questi, esiste la possibilità di inserirsi come agente immobiliare o segretaria, avendo a che fare con un <strong>mercato immobiliare</strong> e impiegatizio che, qui, ha assicurato fino a oggi ampi guadagni (negli ultimi 5 anni la media della rivalutazione degli appartamenti e delle case di Toronto è stata del 12% annuo), ma non è detto che il trend continui a lungo. <strong>Le dinamiche d&#8217;ufficio canadesi </strong>sono alquanto diverse da quelle italiane: il concetto dell&#8217;essere parte di una squadra, qui, è qualcosa di capitale, e se non si sente quello che mi piace chiamare &#8220;l&#8217;attaccamento alla maglia&#8221; della propria azienda, si rischia di trovarsi a disagio.</p><p>Il Canada sta reagendo alla crisi globale certo meglio dell&#8217;Italia, e l&#8217;Ontario &#8211; la provincia dove Toronto sorge &#8211; è una delle zone più benestanti del Paese. Tuttavia, la crisi esiste anche qui. Nella <strong>Legge di Bilancio 2012</strong> presentata ieri, il Governo ha indicato di voler raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2015, ma per farlo ha dovuto preventivare tagli alla spesa per 5,2 miliardi di dollari, insistendo in particolare sul settore pubblico, che dovrà snellirsi di circa 19.200 posti di lavoro fra gli statali. Come se non bastasse, anche il Parlamento di Ottawa ha dovuto approvare una <strong>nuova riforma delle pensioni</strong> che entrerà in vigore nel 2023, portando l&#8217;età della pensione dagli attuali 65 ai 67 anni, un dato che riguarderà tutti i lavoratori oggi sotto i 54 anni. Il Paese della Foglia d&#8217;Acero, inoltre, si prepara a dire addio al penny, la cui produzione costa 11 milioni di dollari l&#8217;anno. Altri tagli hanno poi riguardato l&#8217;agricoltura, la Sanità (che in Canada è pubblica e di buon livello) e la Difesa.</p><p>Tutto ciò per dire: il Canada non è l&#8217;Eldorado, ma è certo un posto dove tutto è più facile rispetto all&#8217;Italia di oggi. O di ieri, a giudicare dai numeri storici della nostra emigrazione in questo paese nordico, pulito, e multiculturale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/31/trasferirsi-toronto-come/201481/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Barlumi di destra europea (su Facebook)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/11/barlumi-destra-europea-facebook/196555/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/11/barlumi-destra-europea-facebook/196555/#comments</comments> <pubDate>Sun, 11 Mar 2012 09:19:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[aborto]]></category> <category><![CDATA[Alfano]]></category> <category><![CDATA[coppie di fatto]]></category> <category><![CDATA[diritti civili]]></category> <category><![CDATA[diritti gay]]></category> <category><![CDATA[Flavia Perina]]></category> <category><![CDATA[fli]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo Vantaggiato]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196555</guid> <description><![CDATA[Una rondine non farà primavera, però sarebbe poco poetico non indicarla nel cielo. 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In Germania, come in Francia o in Inghilterra &#8211; osserva Perina &#8211;  questo tipo di posizioni sono tipiche delle formazioni politiche  estremiste. E tutti questi Paesi,  governati dal centrodestra, hanno buone leggi sulle unioni civili che  né la Merkel, né Sarkozy, né Cameron si sognano di mettere in  discussione. Quanto alla retorica sulla maternità bisognerebbe dargli  contenuti con una seria riflessione sui problemi delle moltissime donne  che crescono i loro figli da sole e che sono quelle &#8211; conclude &#8211; che  pagano il prezzo più alto della crisi</em>».</p><p>Mi piacerebbe tanto credere di avere una minima responsabilità per questa dichiarazione dell&#8217;on. Perina, nata da una provocazione <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/sciltian" target="_blank">sulla mia bacheca</a></span> Facebook. Riprendevo la dichiarazione lepenista di Alfano e chiamavo in causa Perina, commentando che quelle di Alfano sono le posizioni dell&#8217;ultradestra filonazi, in Europa, non certo le posizioni della destra liberale cui l&#8217;on. Perina oggi si rifà. Naturalmente le cose non stanno così e l&#8217;on. Perina non fa certo dichiarazioni politiche per soddisfare me o chiunque altro. Dice le cose che, in tutta probabilità, pensa da tempo: sappiamo che nel <strong>Movimento Sociale Italiano</strong>, dove l&#8217;on. Perina si è formata, c&#8217;erano molte donne che negli anni Settanta sui temi cosiddetti etici e di libertà andavano a firmare per i referenda radicali su aborto e divorzio, e anche a votare per posizioni laiche e progressiste, con buona pace della Dc, di <strong>Assunta Almirante</strong> con i suoi saluti romani &#8220;igienici&#8221; e della piccola, piccolissima <strong>Giorgia Meloni</strong>.</p><p>E&#8217; probabilmente da qui che parte l&#8217;on Perina, quando aggiunge, sempre sulla bacheca del vostro reporter: &#8220;<em>Non riesco a essere ironica  sui diritti delle persone. E la retorica sulla maternità mi rende  furiosa: centinaia di migliaia di madri crescono i loro figli da sole,  senza aiuti di Stato, con lavori di merda e paghe da terzo mondo.  Dovrebbero pure sentirsi colpevolizzate perché non sono &#8216;famiglia&#8217;?  Scusate lo sfogo</em>.&#8221; <strong>L&#8217;on. Perina è forse pronta per aderire al Pd, e venire pure vista come una &#8220;sinistra&#8221; al suo interno?</strong> Perina la vede in modo diverso: &#8220;I<em> problemi nati dopo il &#8217;900  (dal tema delle coppie di fatto alla libertà della rete) non possono  essere affrontati con categorie ideologiche che neanche potevano  immaginarli.&#8221;</em></p><p>Non la pensa interamente così <strong>Lorenzo Vantaggiato</strong>, dirigente nazionale del <a href="http://www.nuovopartitodazione.it/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Nuovo Partito d&#8217;Azione</strong></span></a>: &#8220;<em>Corre voce che nel 2013 Pd (+ e meno elle), Fli e Udc debbano correre insieme. Quindi [Perina] sta benissimo dov&#8217;è. Quella delle categorie  ideologiche è una comoda scusa per  smarcarsi da qualunque legame con la sinistra storica (non  necessariamente marxista-leninista) e non affrontare questioni  fondamentali per la società intesa come tale. Il Pd dal 1989 non fa altro che rigenerarsi sul nulla, aspirando solo al  potere ma senza prendere una posizione che lo qualifichi chiaramente  come partito di sinistra.</em>&#8221; La cosa significativa è che la dichiarazione dell&#8217;esponente del NPd&#8217;A veniva in coda al dibattito originato dall&#8217;on. Perina, dunque, per alcuni, Perina deve già rispondere delle contraddizioni del Partito democratico&#8230;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/11/barlumi-destra-europea-facebook/196555/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;ultima parola su Dalla</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/08/lultima-parola-dalla/196108/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/08/lultima-parola-dalla/196108/#comments</comments> <pubDate>Thu, 08 Mar 2012 10:08:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Aldo Busi]]></category> <category><![CDATA[Busi vs Gastaldi]]></category> <category><![CDATA[coming out]]></category> <category><![CDATA[Lucio Dalla]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196108</guid> <description><![CDATA[Molti lettori hanno seguito e commentato lo scambio fra Aldo Busi e me sul Fatto Quotidiano e sul blog Altriabusi, riguardo all&#8217;attacco di Busi contro la riservatezza di Dalla sulla sua vita sentimentale &#8211; a Dalla morto. Ora che un po&#8217; tutti in Italia hanno detto la propria, io aggiungo qui una mia ultima riflessione:...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Molti lettori hanno seguito e commentato lo scambio fra <strong>Aldo Busi</strong> e me sul <em><a href="../2012/03/04/busi-parola-buona-tutti-morti/195356/">Fatto</a> <a href="../2012/03/05/dalla-busi-chierichetti-diritto-replica/195528/" target="_blank">Quotidiano</a></em> e sul blog <em><strong>Altriabusi</strong></em>, riguardo all&#8217;attacco di Busi contro la riservatezza di Dalla sulla sua vita sentimentale &#8211; a Dalla morto.</p><p>Ora che un po&#8217; tutti in Italia hanno detto la  propria, io aggiungo qui una mia ultima riflessione: se <strong>Lucio Dalla</strong>,  dall’alto della sua immane popolarità, non fa <em>coming out</em> per portare i  suoi due centesimi (che magari sarebbero stati duecento, visto l’ascolto di cui  godeva a vari livelli, e non solo tra il popolo) alla <strong>causa GLBT</strong>, chi lo  deve fare? Gli adolescenti di 13 anni? Suvvia. Dalla ha fatto malissimo a  nascondere la sua vita sentimentale, a nascondere il suo orientamento  sessuale, perché lui poteva e doveva alzare un dito e <strong>diventare l’Elton  John italiano</strong>, visto che lo era già su molti altri livelli.</p><p>Il punto è che ha  deciso di non farlo &#8211; e per me ha fatto male lo ripeto &#8211; ma la cosa trova legittimità nel <strong>suo diritto alla riservatezza.</strong> Un diritto alla riservatezza più flebile e discutibile per gli uomini pubblici, come sappiamo dai manuali di diritto, e che tuttavia esiste. E che vogliamo fare, rimproveriamo a Dalla il giorno del suo funerale di non aver fatto <em>coming out</em>? Non direi sia  utile, se non a far parlare la stampa di chi ha iniziato la polemica post mortem.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/08/lultima-parola-dalla/196108/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Dalla, Busi e chierichetti (diritto di replica)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/dalla-busi-chierichetti-diritto-replica/195528/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/dalla-busi-chierichetti-diritto-replica/195528/#comments</comments> <pubDate>Mon, 05 Mar 2012 07:54:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Aldo Busi]]></category> <category><![CDATA[Aldo Terlizzi]]></category> <category><![CDATA[Giuseppe Patroni Griffi]]></category> <category><![CDATA[Isola dei famosi]]></category> <category><![CDATA[Lucio Dalla]]></category> <category><![CDATA[Marco Alemanno]]></category> <category><![CDATA[Mario Brega]]></category> <category><![CDATA[Pier Vittorio Tondelli]]></category> <category><![CDATA[Renato Zero]]></category> <category><![CDATA[Saverio Aversa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195528</guid> <description><![CDATA[Aldo Busi &#8211; sempre colui che si è definito il più grande scrittore di tutti i tempi, e che però gli italiani conoscono soprattutto grazie alle comparsate a L’isola dei famosi &#8211; si è avuto a male del mio post comparso ieri su ilfattoquotidiano.it. C’è rimasto così male al punto da rispondere con la sua...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Aldo Busi</strong> &#8211; sempre colui che si è definito il più grande scrittore di tutti i tempi, e che però gli italiani conoscono soprattutto grazie alle comparsate a <strong><em>L’isola dei famosi</em></strong> &#8211; si è avuto a male del <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/04/busi-parola-buona-tutti-morti/195356/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">mio post comparso ieri</span></a> su ilfattoquotidiano.it.</p><p>C’è rimasto così male al punto da rispondere con la sua consueta dose di insulti (vedi sotto), questa volta composti senza nemmeno ricorrere alle sue abituali selve di incisi e giungle di parentesi tonde. Addirittura mi ha dato del “chierichetto frustrato” e se lo dice lui che chierichetto è stato, mentre io no, c’è da temere. Viene alla mente <strong>Mario Brega</strong> che dice <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tZ3f4BiCSdg" target="_blank">“A me fascio?”</a></span>, ma lasciamo perdere. Altri insulti sono piovuti dai suoi fanatici, prontamente pubblicati dal blog di Busi con dignità di post. Dovremo mica preoccuparci se Busi chiede aiuto ai suoi fanatici per insultare qualcuno? Scherzi a parte, sono ben contento che l&#8217;autore di <a href="http://www.ibs.it/code/9788804501060/busi-aldo/cazzi-canguri-pochissimi.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><em>Cazzi e canguri (pochissimi i canguri)</em></span></a> abbia ritenuto di dover rispondere alla mia critica e l’abbia fatto giustificando nel dettaglio il suo ignobile comportamento che resta, nei fatti, peggiore di quello di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fabrizio_Maramaldo" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Maramaldo</strong></span></a>. Busi, punto chiaramente sul vivo, al netto degli insulti da pivello ha infatti reagito come si deve: ha subito risposto con uno scritto pubblico. Proprio ciò che <strong>Lucio Dalla</strong> e <strong>Pier Vittorio Tondelli</strong> non han potuto fare davanti agli attacchi post mortem e schifosetti di Busi.</p><p>Unica richiesta che muovo al sodale di <strong>Barbara d’Urso</strong>: <strong>evitare la tecnica del mettere in bocca agli altri ciò che non hanno mai detto.</strong> Io non ho mai sostenuto che la sessualità sia un fatto privato, specie in un uomo pubblico. Sono banalmente della vecchia scuola per cui se c’è da fare una critica pubblica, all’opera o alla condotta di un artista, la fai quando l’altro è vivo e presente – come ho fatto io nei riguardi di Busi stesso, o di <strong>Renato Zero</strong> in <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788864111445/gastaldi-sciltian/tutta-colpa-di-miguel.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Tutta colpa di Miguel Bosé</strong></span></a>, </em>e perdonate l’autocitazione con l’inciso, ma quando si legge il maestro di Montichiari si diventa sempre un po’ ombelicali<em> </em>– non quando è morto o assente. A meno che il tuo obiettivo sia solo far tornare a parlare un pochino anche di te, quando tutti parlano di quell’altro, steso nella bara. Punto. <strong>Questo significa beatificare i morti? Proprio per niente.</strong> Significa essere abbastanza uomini per capire quando è il momento di parlare e quando di tacere.</p><p>Chiusa la querelle con Busi e i suoi fanatici, due parole sull’altro schifo visto ieri in televisione. Le istituzioni e i media che, al funerale di Dalla, han presentato <strong>Marco Alemanno</strong> come “uno stretto collaboratore” et similia, mentre tutti sanno che era il suo compagno, rinnegano il sentimento dell’amore fra due uomini. Più che un atteggiamento cristiano, a me pare un atteggiamento da aguzzini, e bene ha fatto <strong>Annunziata</strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://video.corriere.it/annunziata-funerali-dalla/dd515dc8-661b-11e1-be51-f4b5d3e60e3d" target="_blank">a rimarcarlo</a></span>. Verità per verità, non ci fa una gran figura nemmeno Marco Alemanno a lasciarsi presentare in pubblico come qualunque cosa che non sia “l’ex compagno di Dalla”, ma per lui vale il beneficio del dubbio: probabilmente era talmente stravolto dalla giornata e dal dolore, che non avrà nemmeno badato a come veniva presentato.</p><p>Se volete una magrissima consolazione: un passo avanti a <strong>Banana Republic</strong> si è comunque fatto. Quando nel 2005 morì lo scrittore <strong>Giuseppe Patroni Griffi</strong>, l’indimenticabile autore di uno dei migliori romanzi omoerotici, <em>La morte della bellezza,</em> il suo compagno <strong>Aldo Terlizzi</strong> venne presentato dal prete di turno come “suo figlio”, mentre tutti sapevano che lo scrittore aveva adottato il fidanzato solo per risolvere le magagne dell’eredità. Il segreto di Pulcinella fu svelato dal collega <strong>Saverio Aversa</strong>, che pubblicò <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://saverioaversa.wordpress.com/2012/03/04/se-lucio-dalla-avesse-adottato-il-suo-compagno/" target="_blank">questo articolo</a></span> su <em>Liberazione</em>, temendo una querela. Mai arrivata.</p><p><em>E si farà l&#8217;amore / ognuno come gli va, / anche i preti potranno sposarsi / ma soltanto a una certa età.</em></p><p><em><strong>Ecco la replica di Aldo Busi</strong></em></p><p>L&#8217;articolo a firma di tale Sciltian Gastaldi &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/04/busi-parola-buona-tutti-morti/195356/" target="_blank">Busi, una parola buona per tutti (i morti)</a></span>&#8221; sul &#8220;fatto quotidiano&#8221;, non so se online o su cartaceo, è di una tale ridicola e analfabeta supponenza da chierichetto frustrato che può fare il paio solo con quella, ma almeno in pessima buonafede, di quanti pelosissimamente ancora asseriscono che la sessualità umana è un fatto privato e ognuno dentro casa sua fa come crede &#8211; non solo la sessualità è politica e non privata, ma non lo è neppure l´aria ognuno coi suoi polmoni, perché non sei tu a decidere quale aria respirare, e te lo dice uno che abita in un posto dove il tasso di mortalità per cancro è tra i più alti d´Europa e dove, mi cito, &#8220;l´unico modo per ventilare gli ambienti è non aprire le finestre&#8221;.<br /> Se io non ho detto quello che ho scritto su Tondelli e Dalla quando erano ancora in vita ((anche se a Tondelli l&#8217;ho detto di persona) è stato perché a) potevo sempre illudermi che ci avrebbero pensato a convincersi e a ravvedersi da sé prima che fosse troppo tardi, b) io per principio, se uno non è omofobo di mestiere ma è solo uno strainculato gay timoroso del fuoco di Sodoma e vive nel calduccio della sua vantaggiosa (?) ipocrisia a sfondo clericale, lo lascio al suo destino e non forzo una situazione a suo vantaggio liberandolo dal gioco suo malgrado: che crepi così come ha vissuto, la sua irresponsabilità illimitata è una cosa che ancora non riguarda me cittadino, c) perché non erano più vivi in vita di quanto non lo siano diventati da salme e solo la morte gli ha restituito quel po´ di vita degna di una mia parola a riguardo.<br /> Ora sappiamo che invece del &#8220;fatto&#8221; possiamo tranquillamente comperare &#8220;l&#8217;Avvenire&#8221; &#8211; che, mi duole ammetterlo, è scritto anche meglio.<br /> Aldo Busi</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/dalla-busi-chierichetti-diritto-replica/195528/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Busi: una parola buona per tutti (i morti)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/04/busi-parola-buona-tutti-morti/195356/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/04/busi-parola-buona-tutti-morti/195356/#comments</comments> <pubDate>Sun, 04 Mar 2012 09:03:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[aids]]></category> <category><![CDATA[Aldo Busi]]></category> <category><![CDATA[hiv]]></category> <category><![CDATA[Joseph Hansen]]></category> <category><![CDATA[Lucio Dalla]]></category> <category><![CDATA[omosessualità]]></category> <category><![CDATA[Pier Vittorio Tondelli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195356</guid> <description><![CDATA[Aldo Busi contro Lucio Dalla. Busi colpisce ancora, e ancora una volta lo fa a cadavere appena tiepido. Colui che in un&#8217;intervista si è definito il più grande scrittore di tutti i tempi, non ha perso occasione per potersi distinguere dal coro quasi unanime di chi oggi piange Lucio Dalla. L’autore di Seminario sulla gioventù...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Aldo Busi contro Lucio Dalla</strong>. Busi colpisce ancora, e ancora una volta lo fa a cadavere appena tiepido. Colui che in un&#8217;intervista si è definito il più grande scrittore di tutti i tempi, non ha perso occasione per potersi distinguere dal coro quasi unanime di chi oggi piange <strong>Lucio Dalla</strong>. L’autore di <em>Seminario sulla gioventù</em> ha così messo a segno l’ennesimo assolo in controtendenza, che di certo saprà regalargli un altro minuto di notorietà.</p><p>Con un intervento pubblicato sul blog <strong><a href="http://www.altriabusi.it/2012/03/03/su-lucio-dalla-e-sugli-scomparsi-ad-arte-gia-in-vita/" target="_blank">Altriabusi</a></strong>, subito <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/1-un-aldissimo-busi-sfancula-dalla-e-il-catto-cazzullismo-ipocrita-dellinformazione2-ho-sempre-36226.htm" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">ripreso</span></a> da <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/aldo-busi-lucio-dalla-un-chierichetto-furbastro/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">altri</span></a> siti, e intitolato &#8220;<strong><em>Su Lucio Dalla e sugli scomparsi ad arte già in vita</em></strong>&#8220;, lo scrittore di Montichiari dice la sua su un tema molto delicato e affascinante: se di un artista conti di più l&#8217;opera o la biografia. La conclusione di Busi è ben dichiarata sin dall&#8217;inizio del pezzo: &#8220;<em>Conta di più la vita o l&#8217;opera? L&#8217;opera, se la vita ne è la superflua coerenza. Se la vita non è coerente con l&#8217;opera che produce, il dibattito resta aperto, ma non per me: non conta né l&#8217;una né l&#8217;altra [...] Quindi, via, giù nell&#8217;imbuto dell&#8217;oblio delle cose che ne nascondono troppe altre per non appartenere più alla fogna dell&#8217;arrivare con meno problemi al ventisette del proprio mese.&#8221;</em></p><p><strong>Nessuna pietà, dunque, per Lucio Dalla:</strong> il Tribunale Post Mortem dell&#8217;Inquisizione Busiana ha emesso sentenza di condanna all’oblio: &#8220;<em>Ho sempre pensato che Lucio Dalla fosse un checchesco buontempone, un chierichetto furbastro […] e non basta la morte per cancellare la magagna del gay represso cattolico (represso alla luce del sole, il che non ne inibisce certamente il godimento tra le tenebre della vita privata, anzi, le implementa, come ben si sa) che si permette tutte le scorciatoie di comodo […] pur di non prendere la strada maestra più sensata della basilare affermazione di sé, anche se più accidentata.</em>&#8221;</p><p><strong>Aldo Busi non è affatto nuovo a questo genere di sentenze post mortem. </strong>Il suo Tribunale, infatti, si è specializzato in attacchi molto meno nobili di quello che rese celebre <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fabrizio_Maramaldo" target="_blank"><strong>Fabrizio Maramaldo</strong></a>, il quale, almeno, uccise un uomo ferito e inerme, ma non già bello e composto nella bara. E&#8217; un Tribunale particolare, quello di Busi, che si attiva solo nei confronti di quegli artisti che hanno avuto il cattivo gusto di far parlare una nazione di sé sia da vivi che da morti, e il tutto senza rendere grazie alla somma opera del maestro di Montichiari. Nel 1992, pochi mesi dopo la morte di <strong>Pier Vittorio Tondelli</strong>, Busi infilò la sua banderilla sul cadavere dello scrittore-avversario, già tumulato nel piccolo cimitero di Canolo, tramite un articolo pubblicato su <em>Babilonia </em>in cui si legge: “[Tondelli] <em>si è perso nelle pastoie del cattolicesimo, e del senso di colpa, esattamente come chiunque altro, e il messaggio che lancia non è granché, né nelle sue opere né nella sua morte; tant’è vero che, come una checca velata qualsiasi, non muore di Aids, ma muore irreparabilmente di vergogna</em>.”</p><p><strong>Non tutto ciò che dice Aldo Busi è sbagliato:</strong> anche io, come lui e <strong>Joseph Hansen</strong>, penso che &#8220;<em>un Dostoeveskij che non accenna alla sua epilessia o alla sua dipendenza dal gioco</em>&#8221; non sarebbe arrivato lontano. Il punto è che tanto Lucio Dalla nelle sue canzoni (da <em>Disperato erotico stomp </em>in avanti) quanto Tondelli nei suoi libri, hanno fatto qualcosa di più che &#8220;accennare&#8221; alla loro omosessualità, alla loro diversità, perfino &#8211; nel caso di Tondelli &#8211; alla sua sieropositività, se è vero che in quel capolavoro che è il romanzo del suo commiato, <em>Camere separate, </em>il riferimento all&#8217;Aids è implicito ma inequivocabile. E, maestro Busi: <strong>non credo sia necessario essere critici letterari o aver studiato per capire</strong> quanto Lucio Dalla e Pier Vittorio Tondelli abbiano &#8220;accennato&#8221; alla loro omosessualità, alla loro diversità, alla loro resistenza umana tramite il loro talento artistico.</p><p>Mi si dirà: <strong>ma Lucio Dalla si era avvicinato all&#8217;Opus Dei.</strong> Può darsi: le vie del masochismo italico sono infinite, e in questo senso la <strong>svolta mariana di Renato Zero</strong> è l&#8217;emblema di quanto campioni d&#8217;incoerenza si possa diventare all&#8217;interno di una sola, piccola vita. <strong>Il punto è che c&#8217;è un modo e un tempo per muovere le accuse che muove Aldo Busi</strong>, e quel modo e quel tempo Busi li ha marchianamente sbagliati.</p><p>Se Busi intendeva lanciare il suo <em>j&#8217;accuse</em> contro il velatismo e baciapilismo di Dalla, o contro la forse eccessiva riservatezza con cui Tondelli nascose la sua sieropositività all&#8217;Hiv, <strong>doveva farlo quando Dalla e Tondelli erano ben vivi, e in grado di rispondere, non dopo.</strong> Ma, naturalmente, facendo così Busi si sarebbe esposto a una risposta, a un dialogo, e non avrebbe avuto il minuto di notorietà che invece si è guadagnato con questo monologo macabro e vile.</p><p>Infine: siamo proprio sicuri che partecipare al reality <strong><em>L’isola dei famosi</em></strong><em> </em>o a una trasmissione con <strong>Barbara d&#8217;Urso</strong> sia un esempio di cristallina coerenza per &#8220;il più grande scrittore di tutti i tempi&#8221;? Com&#8217;è che proprio non riesco a figurarmi al posto di Busi, sul trespolo di fianco alla d&#8217;Urso, un qualunque <strong>Hemingway</strong>, un anonimo <strong>Primo Levi</strong>, un ignobile <strong>Pasolini</strong>, un misero <strong>Dante</strong>? Se il Tribunale dell&#8217;Inquisizione Busiana emette sentenze di oblio per incoerenza solo post mortem, chi penserà a emettere la stessa sentenza per Aldo Busi, quando sarà morto?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/04/busi-parola-buona-tutti-morti/195356/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Storia del carcere in Italia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/21/storia-carcere-italia/192594/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/21/storia-carcere-italia/192594/#comments</comments> <pubDate>Tue, 21 Feb 2012 09:07:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[cultura]]></category> <category><![CDATA[legge Gozzini]]></category> <category><![CDATA[storia]]></category> <category><![CDATA[storia del carcere]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=192594</guid> <description><![CDATA[Il 2009 è stato l’anno in cui l’Italia ha battuto il primato dei morti per suicidio in carcere: 72, con un aumento nel decennio 2000-09 del 300% rispetto al decennio 1960-69. Questo dato è ragione sufficiente per leggere Camosci e girachiavi. Storia del carcere in Italia (Laterza, 2009, 18 Euro), dello storico Christian G. De...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il 2009 è stato l’anno in cui l’Italia ha battuto il primato dei <a href="http://www.ristretti.it/areestudio/disagio/ricerca/index.htm" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">morti per suicidio in carcere</span></a>: 72, con un aumento nel decennio 2000-09 del 300% rispetto al decennio 1960-69. Questo dato è ragione sufficiente per leggere<a href="http://www.ibs.it/code/9788842088387/de-vito-christian-g-/camosci-girachiavi-storia.html?shop=5277" target="_blank"> <em><strong>Camosci e girachiavi. Storia del carcere in Italia</strong> </em></a> (Laterza, 2009, 18 Euro), dello storico <strong>Christian G. De Vito</strong>, definito dal prefatore Guido Neppi Modena come “<em>finalmente una storia dalla parte dei detenuti</em>” (viii). E proprio i detenuti sono i “camosci” cui si riferisce l’originale titolo, così chiamati nel gergo carcerario per via della loro uniforme, mentre è più intuitivo che i “girachiavi” siano le guardie penitenziarie.</p><p>La scelta di un titolo così interno alla realtà carceraria si spiega con la<strong> formazione di De Vito</strong>, che non è solo un serio ricercatore perfezionatosi alla <strong>Normale di Pisa</strong>, ma anche un appassionato sostenitore dei diritti sociali e civili. Durante questi anni di servizio civile, l’autore ha potuto raccogliere un’inedita e ricca documentazione rappresentativa dell’universo penitenziario italiano visto dal di dentro, sommando alle fonti più istituzionali una vasta memorialistica (in particolare le lettere dei detenuti, e fra queste soprattutto quelle sequestrate dalla direzione e mai spedite) relativa agli istituti di pena o alle case circondariali di sedici città italiane.</p><p>Il volume è organizzato secondo uno schema cronologico, affrontando nel capitolo I la fase conclusiva della Seconda guerra mondiale e il dopoguerra, con l’antagonismo fra le autorità della <strong>Repubblica Sociale Italiana</strong>, per lo più inclini a mantenere la propria giurisdizione sulle carceri, e quelle naziste, che invece “<em>non ritenevano di aver bisogno di alcuna giustificazione giuridica per effettuare il trasferimento dei detenuti nelle fabbriche e nelle carceri tedesche</em>” (6) oltre che nei campi di Dachau, Mauthausen, Ebensee. Nel capitolo II il “carcere morale” degli anni del boom economico fino ai Sessanta, raccontato anche dalla formidabile inchiesta giornalistica di <strong>Benelli e Fedeli</strong>, reporter de <em>Il Tempo, </em>che in dieci puntate settimanali presentarono alla nuova Italia del boom economico un ritratto tremendo della realtà carceraria. Nel capitolo III, l’autore riferisce degli anni successivi alla contestazione del 1968, con la comparsa di campagne da parte di artisti politicamente impegnati, soprattutto <strong>Dario Fo e Franca Rame</strong>, e la fondazione del <strong>Soccorso rosso</strong> e del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Soccorso_Rosso_Militante" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Soccorso rosso militante</span></a>.</p><p>Nel capitolo IV si racconta degli anni di piombo e degli anni Ottanta, con la suddivisione in detenuti politici e non politici, e l’introduzione dei carceri di massima sicurezza dove sono trasferiti i capi terroristi e i criminali più pericolosi. Il capitolo dedica anche delle pagine gustose sulla genesi della “<strong>Legge Gozzini</strong>” (111-18) del 1983, poi perfezionata dalla riforma penitenziaria del 1986 che introduce l’articolo 41-bis. La “Legge Gozzini” è interpretata dall’autore come uno dei punti più alti della storia del carcere in Italia, promotrice fra l’altro di un sistema di permessi e di altri benefici relativi alla buona condotta dei detenuti nello scontare la propria pena, in grado di porre un punto fermo nel disincentivare le rivolte e la cooperazione fra detenuti ai tentativi di insubordinazione.</p><p>Il capitolo V, dedicato agli ultimi due decenni, racconta delle riforme in senso restrittivo sulla “Gozzini”, a partire dal triennio 1990-93, e dal sorgere di un nuovo carcere globalizzato e da politiche propagandate in modo bipartisan come “fondate sulla sicurezza”. Le ultime pagine del volume sono dedicate agli effetti contrastanti di riforme famose: “Legge Jervolino-Vassalli” e la “Legge Martelli” del 1990, la “Legge Turco-Napolitano” del 1998, la “Legge Bossi-Fini” del 2002 e la “Legge Fini-Giovanardi” del 2006. La somma di questi provvedimenti porta al progressivo aumento della popolazione carceraria senza però il necessario adeguamento delle strutture ospitanti, con la conseguente necessità dell’indulto del 2006, fortemente richiesto e ottenuto da papa Giovanni Paolo II.</p><p>La narrazione, come ammette l’autore stesso nell’introduzione, s’incentra soprattutto sulle vicende dei detenuti uomini nelle carceri per adulti; una storia del carcere femminile o minorile è ancora da scrivere, in Italia. In conclusione, <strong>il testo di De Vito colma, almeno parzialmente, una lacuna rilevante della storiografia italiana. </strong>Sebbene l’autore faccia trapelare l’indirizzo ideologico della sua passione civile, trascurando un po’ il punto di vista delle guardie penitenziarie, nel complesso si tratta di un lavoro seriamente documentato che contribuisce allo sviluppo della storia sociale italiana.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/21/storia-carcere-italia/192594/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Canada, l&#8217;Alberta non conosce la crisi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/10/canada-boom-dellalberta/190293/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/10/canada-boom-dellalberta/190293/#comments</comments> <pubDate>Fri, 10 Feb 2012 08:06:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Alberta]]></category> <category><![CDATA[alison redford]]></category> <category><![CDATA[boom economico]]></category> <category><![CDATA[Canada]]></category> <category><![CDATA[raj sherman]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=190293</guid> <description><![CDATA[Con una prospettiva di surplus di bilancio di 5 miliardi di dollari in tre anni, la provincia canadese dell&#8217;Alberta si pone al mondo come la nuova Terra Promessa, l&#8217;Eldorado in grado di rilanciare una nuova &#8220;Corsa a Ovest&#8221;, come ha giustamente titolato Il Corriere Canadese di ieri. Per molti italiani l&#8217;Alberta è solo uno Stato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Con una prospettiva di <strong>surplus di bilancio di 5 miliardi di dollari in tre anni</strong>, la provincia canadese dell&#8217;<strong>Alberta</strong> si pone al mondo come la nuova Terra Promessa, l&#8217;Eldorado in grado di rilanciare una nuova &#8220;Corsa a Ovest&#8221;, come ha giustamente titolato <em><a href="http://corriere.com/viewstory.php?storyid=115917" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Il Corriere Canadese</span></a> </em>di ieri.</p><p>Per molti italiani l&#8217;Alberta è solo uno Stato presente sulla cartina del <em>Risiko!</em> da dove si possono attaccare i Territori del Nord Ovest e diverse altre aree in Nord America. Eppure, forse anche a partire da quel quarto d&#8217;ora di fama guadagnato in mezzo mondo grazie al gioco da tavola ben noto ai nati degli anni Settanta, la Provincia dove sorgono le città di <strong>Edmonton</strong> e <strong>Calgary</strong> si è messa a fare dannatamente sul serio.</p><p>Sono infatti usciti i primi dati del <a href="http://www12.statcan.gc.ca/census-recensement/index-eng.cfm" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">censimento canadese del 2011</span></a>, e la forza economica di questa provincia ricca di praterie coltivabili e petrolio è venuta fuori oltre le più rosee aspettative: <strong>boom demografico con un +10,8% di popolazione</strong> rispetto al 2006 (a fronte dell&#8217;aumento del 5,9% della popolazione canadese, arrivata a 33,5 milioni di abitanti) che si traduce in un aumento di circa 350.000 abitanti, per un totale di 3.645.257 sparsi su una superficie di 640mila chilometri, più del doppio dell&#8217;Italia. Il Pil pro-capite dell&#8217;Alberta è stato pari, nel 2006, (a giorni usciranno i dati del 2011) a <strong>74.825$</strong>, quando la media canadese è di 46.441$. La previsione di crescita economica del <strong>Pil provinciale è del</strong><strong> +3,8% per il 2012</strong>, circa il doppio della previsione di crescita di Usa e Canada. Le entrate erariali pari a 40,3 miliardi di dollari, dei quali il 75% è dedicato ai servizi alla salute, all&#8217;istruzione e ai servizi umani. E le previsioni parlano di una prospettiva di aumento delle entrate fino a 11 miliardi di dollari in tre anni, il tutto senza alzare di un centesimo le tasse.</p><p>La provincia del miracolo economico ha una premier donna e centrista: <strong>Alison Redford</strong>, la prima nella storia di queste terre, alla guida di una maggioranza assoluta monocolore di 67 seggi su 83. La premier ha approvato una legge di bilancio che prevede la spesa di milioni di dollari in favore dell&#8217;istruzione pubblica, della salute e dei servizi alla famiglia (fra cui un salario minimo di 400$ mensili a tutti gli handicappati gravi), il tutto senza dover alzare le tasse o tagliare altre spese. I nuovi fondi serviranno ad aprire nuove scuole e università, a garantire migliaia di nuove <strong>borse di studio per un totale di 500 milioni di dollari</strong>, a costruire nuove strade (e a tenerle libere dalla neve, qui spesso presente) e a espandere la copertura sanitaria per tutti.</p><p>Il governo della signora Redford sta di conseguenza creando migliaia di posti di lavoro, assumendo nuovi poliziotti, dando impulso alla <strong>ricerca scientifica (+300 milioni di dollari)</strong>, segnando una rinascita delle infrastrutture. L&#8217;Alberta vuole attirare i migliori ricercatori, i migliori studenti, e ha i mezzi per investire su di loro pesantemente. &#8220;<em>I cittadini dell&#8217;Alberta vogliono che la nostra classe dirigente faccia di questa terra una meta per tutto il mondo</em>&#8220;, ha dichiarato al <em>Globe and Mail</em> il locale assessore al Tesoro Doug Horner, &#8220;<em>il nostro sguardo deve essere rivolto all&#8217;esterno, non solo all&#8217;interno.</em>&#8221;</p><p>In tutta questa rosea cornice economica e finanziaria, l&#8217;unico posto di lavoro che potrebbe essere a rischio è però proprio quello della premier. Tra due mesi, infatti, si terranno le elezioni provinciali, e la Redford è minacciata sia da sinistra che da destra. Alla sua sinistra, il Partito Neodemocratico di <strong>Raj Sherman</strong>, favorevole ad aumentare le tasse alle imprese e ai privati più benestanti; alla destra il nuovo partito della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wildrose_Party_of_Alberta" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Rosa Selvatica</strong></span></a>, una formazione nata nel 2007 che si colloca alla destra del Partito Conservatore, che vuole tagliare le spese e le tasse a tutti. Se però varrà anche a queste latitudini il vecchio e sacro detto statunitense &#8220;It&#8217;s the economy, stupid!&#8221; sembra proprio che la premier Redford possa dormire sonni tranquilli.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/10/canada-boom-dellalberta/190293/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Usa, tra i repubblicani spunta Santorum</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/circo-repubblicano-spunta-santorum/189767/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/circo-repubblicano-spunta-santorum/189767/#comments</comments> <pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:13:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Barak Obama]]></category> <category><![CDATA[Colorado]]></category> <category><![CDATA[dan savage]]></category> <category><![CDATA[elezioni primarie]]></category> <category><![CDATA[Minnesota]]></category> <category><![CDATA[Missouri]]></category> <category><![CDATA[Mitt Romney]]></category> <category><![CDATA[Newt Gingrich]]></category> <category><![CDATA[primarie repubblicane]]></category> <category><![CDATA[Rick Santorum]]></category> <category><![CDATA[Ron Paul]]></category> <category><![CDATA[Usa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=189767</guid> <description><![CDATA[Pare che Obama, a leggere i risultati di ieri delle primarie repubblicane, abbia stappato una bottiglia di quello buono. Le primarie del 7 febbraio passeranno alla storia come “il martedì delle sorprese”, perché è sbocciato un vincitore del tutto inaspettato per tutti gli analisti di cose americane, e anche per l’establishment repubblicano: Rick Santorum, la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Pare che <strong>Obama</strong>, a leggere i risultati di ieri delle primarie repubblicane, abbia stappato una bottiglia di quello buono. Le primarie del 7 febbraio passeranno alla storia come “il martedì delle sorprese”, perché è sbocciato un vincitore del tutto inaspettato per tutti gli analisti di cose americane, e anche per l’establishment repubblicano: <strong>Rick Santorum</strong>, la barzelletta italo-americana, è riuscito in un formidabile <em>en plein</em> vincendo in tre Stati su tre dove si votava ieri, e con percentuali di tutto rispetto, fra il 40% e il 55%. Un risultato che, <a href="http://www.cnn.com/2012/02/07/politics/gop-tuesday-contests/index.html?hpt=hp_t1" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">secondo la Cnn</span></a>, cambia la storia di queste primarie repubblicane, ma che a mio modo di vedere conferma solo il dato di estrema mediocrità del ventaglio dei candidati anti-Obama: <strong>tanti Signor Nessuno</strong>, ciascuno intento ad accreditarsi presso il proprio elettorato, tutti incuranti dell&#8217;obiettivo finale.</p><p>I repubblicani del Minnesota, del Missouri ma soprattutto del Colorado hanno così fatto lo scherzetto cinese tanto a <strong>Mitt Romney</strong> che a <strong>Newt Gingrich</strong>, i due grandi litiganti di questa sfida che è sempre meno un duello e sempre più un tutti contro tutti, per la gioia appunto del presidente in carica, che vede assottigliarsi ancor di più la credibilità di Mitt Romney, l’unico candidato in grado di impensierirlo nei sondaggi.</p><p>Romney, il candidato moderato che resta favorito per la vittoria finale, capisce da questo <strong>triplo k.o.</strong> che il suo tentativo di accreditarsi presso la parte più reazionaria e integralista del partito fino a ora non ha funzionato. Gingrich si è invece reso conto di quanto ha pagato la controffensiva dei seguaci di Romney che hanno tempestato le tv di spot negativi nei suoi confronti, e per la legge del contrappasso ora è lui il candidato che dovrà riflettere seriamente se ritirarsi, per consentire ai suoi simpatizzanti di coalizzarsi con quelli di Santorum, o se continuare la corsa, favorendo così indirettamente l’odiato Romney.</p><p>Se infatti Santorum ha ottenuto dei risultati superiori alle migliori aspettative del suo stesso staff, è Gingrich che ha accusato un <strong>tracollo di popolarità</strong> in zone dove pure la sua figura poteva avere qualche fascino. E là dove Gingrich non si è proprio presentato (essenzialmente per mancanza di fondi), il Missouri ricco di evangelici e di fan del Tea Party, è accaduto ciò che molti si aspettavano: <strong>la somma aritmetica dei voti</strong> dei due contendenti di destra ha in questo caso premiato Santorum col 55%, più del doppio di quelli di Romney (25%) e addirittura più di quattro volte quelli del libertario Paul (12%).</p><p>Va però segnalato che<strong> solo il 23%</strong> degli aventi diritto è andato a votare, e questo è un campanello d’allarme per l’intero partito repubblicano. Ma la scelta degli elettori reazionari ha chiaramente premiato il candidato italo-americano anche in Minnesota, dove il 45% ha scelto lui, il 27% Ron Paul, solo terzo Romney con il 17% &#8211; che pure qui aveva vinto nelle primarie del 2008 &#8211; e ultimo Gingrich con l’11%. L’unico Stato in cui Romney è riuscito a battersi per la vittoria, perdendola, è stato dunque il Colorado, dove ancora Santorum si è imposto col 40%, davanti a Romney col 35% e a seguire Gingrich (13%) e Paul (12%).</p><p>Ma chi è Rick Santorum? Uno dei più improbabili candidati alla Casa Bianca della storia americana, direi. Reazionario, anti-diritti civili e creazionista, <strong>Rick Santorum</strong>, ha un tale scetticismo per tutto ciò che odora di scienza e tecnologia al punto che il suo sito web <a href="http://motherjones.com/politics/2010/08/rick-santorum-google-problem-dan-savage" target="_blank">è superato</a>, in popolarità su Google, da <a href="http://blog.spreadingsantorum.com/" target="_blank">quello d’opposizione</a> del giornalista e militante gay <strong>Dan Savage</strong>, dove si può leggere che “<em>Santorum sostiene che un adulto americano che a cinque anni ha avuto il cancro dovrebbe pagare di più per la sua assicurazione sanitaria di un adulto che non lo ha avuto, perché quest’ultimo si è comportato meglio</em>”.</p><p>Santorum, che aveva già vinto le primarie dello Iowa su Romney per una manciata di voti, è una vecchia conoscenza del <strong>movimento Glbt </strong>americano, da quando ha fatto dell’odio contro gli omosessuali e i loro diritti la sua ragione di vita politica. Da allora, il movimento Glbt si è curato di far rimanere nella memoria di tutti la somma di infamia messa assieme da questo barbarico signore, al punto da spingere per l’entrata nei dizionari di un neologismo, “santorum” appunto, di cui potete <a href="http://spreadingsantorum.com/" target="_blank">trovare qui la disgustosa definizione</a>, e di meritarsi per ciò una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Campaign_for_%22santorum%22_neologism" target="_blank">pagina su Wikipedia.<br /> </a><br /> Perché Santorum vince allora? Vince perché in questa fase di massima incertezza, una larga parte degli elettori repubblicani sta facendo la scelta di <strong>polarizzarsi</strong> in favore del candidato che è percepito come estremo, quello più distante dalle posizioni di Obama. Ma alle elezioni di novembre voteranno anche milioni di elettori indipendenti, che vedono Rick Santorum soprattutto come uno scherzo, non come un potenziale nuovo presidente.</p><p>Il prossimo presidente americano sarà dunque davvero un creazionista omofobo italo-americano? No, il prossimo presidente americano sarà, di questo passo, ancora un afro-americano liberal dell’Illinois.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/circo-repubblicano-spunta-santorum/189767/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Neve, il minimo della decenza (in millimetri)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/05/neve-minimo-della-decenza-millimetri/189107/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/05/neve-minimo-della-decenza-millimetri/189107/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Feb 2012 11:17:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Alemanno]]></category> <category><![CDATA[febbraio]]></category> <category><![CDATA[Flavia Perina]]></category> <category><![CDATA[gasparri]]></category> <category><![CDATA[inverno]]></category> <category><![CDATA[neve a Roma]]></category> <category><![CDATA[pioggia]]></category> <category><![CDATA[Toronto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=189107</guid> <description><![CDATA[&#8220;Romani, tirate fuori le pale e liberate la città!&#8221; così ha detto il sindaco Alemanno dopo l&#8217;eccezionale nevicata del 3-4 febbraio. Viene il sospetto che il temporaneo sindaco della Capitale volesse dire &#8220;le p-a-l-l-e&#8220;, perché a naso quanti saranno i romani provvisti di pale antineve a casa, secondo voi? Con quella piccola aggiunta di consonante...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Romani, tirate fuori le pale e liberate la città!</em>&#8221; così ha detto il sindaco <strong>Alemanno</strong> dopo l&#8217;eccezionale nevicata del 3-4 febbraio. Viene il sospetto che il temporaneo sindaco della Capitale volesse dire &#8220;<em>le p-a-l-l-e</em>&#8220;, perché a naso quanti saranno i romani provvisti di pale antineve a casa, secondo voi? Con quella piccola aggiunta di consonante in più, in effetti l&#8217;esortazione del sindaco ha tutt&#8217;un altro sapore, perfettamente in linea con ciò che si aspetta la classe dirigente capitolina dal popolo romano dinanzi a una nevicata in febbraio, un evento naturale che solo a Roma può diventare roba da interessare la Protezione civile, scomodare termini inappropriati quali &#8220;calamità naturale&#8221; (e che è successo, un terremoto con maremoto stile <a href="http://www.time.com/time/specials/packages/article/0,28804,1953425_1953424_1953399,00.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Messina 1908</strong></span></a>? No, peggio: <em>è nevicato in febbraio</em>) e da paralizzare la città (chiusura dell&#8217;aeroporto di Fiumicino, blocco dei treni, scuole, uffici pubblici, mezzo coprifuoco in centro, periferie isolate, trasporti pubblici bloccati, negozi chiusi con lunghe file di cittadini dinanzi ai pochi esercizi aperti: manco ai tempi della guerra).</p><p>La dichiarazione di Alemanno fa il paio con quella del &#8211; si fa per dire, siate clementi &#8211; onorevole <strong>Maurizio Gasparri</strong>, il quale ha trovato il responsabile del caos totale in cui è piombata la capitale del settimo paese più industrializzato (?): &#8220;<em>l&#8217;emergenza neve è colpa del Tg3, se ne occupi la Vigilanza</em>&#8221; cito testuale dal Facebook dell&#8217;onorevole <strong>Flavia Perina</strong>, che aggiunge un suo commento alla dichiarazione gasparriana: &#8220;<em>Questi so&#8217; matti.</em>&#8221; Relata refero, beninteso, anche se in effetti nel nome di Bianca Berlinguer i più acuti potrebbero leggere, tra le righe, una qual certa responsabilità della nevicata.</p><p>Così, <strong>mentre Alemanno e Gasparri magari s&#8217;incontreranno</strong><strong> </strong>(sarà necessaria una Commissione d&#8217;inchiesta? Può essere) <strong>per un </strong><strong>adeguato ripasso delle tabelle di comparazione fra millimetri (di acqua) e centimetri (di neve</strong><strong>), giugendo a delle scoperte inebrianti</strong> sulla quantità di neve che il Capo della Protezione civile Gabrielli <a href="http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/view_com.wp;jsessionid=F20496BF001960934E54B3C5AFE7BDC4?contentId=COM30628" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">aveva preannunciato</span></a> sarebbero caduti sulla città, io me la voglio prendere per una volta contro quei lettori del mio <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/nevica-comune-ladro/188863/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">precedente post</span></a>, che forse cercando di difendere il glorioso operato del sindaco Alemanno (vedere a riguardo il bellissimo <strong>finto Cinegiornale Luce</strong> del 2010, in calce, a testimonianza che poi le nevicate di febbraio non sono cosa così inaudita a Roma), si sono messi a parafrasare quanto avevo scritto ieri.</p><p>Il mio parallelo fra come Toronto e Roma affrontano una forte nevicata, infatti, non aveva il fine di dire: così facciamo a Toronto, così dovreste fare a Roma. <strong>L&#8217;articolo, esplicitamente, diceva che nessuno immaginava di fare un paragone sulla quantità di risorse che le due città possono mettere sul piatto</strong> per contrastare la neve. Si diceva: questo è l&#8217;optimum di <strong>Toronto</strong>, città maggiore della sesta potenza industriale, in grado di stanziare fino a 55 milioni di dollari annui per rendersi praticabile durante l&#8217;inverno. Possibile mai che a Roma, dove certo nevica molto meno di frequente, ci si debba arrendere alla paralisi completa della città e delle sue attività industriali e lavorative <strong><em>sia quando nevica che quando piove?</em></strong> Perché quello che si contesta in questi articoli non è solo la mancanza totale di organizzazione del Comune per fronteggiare una forte nevicata in febbraio. Si contesta la <strong>completa impreparazione a tenere Roma </strong><em><strong>città aperta</strong> </em>sia quando piove molto che quando nevica un po&#8217;. E&#8217; questo il nocciolo. Alemanno, con le sue esortazioni a tirar fuori &#8220;le pale&#8221;, sta facendo passare Roma dal neorealismo al surrealismo.</p><p>Un velo pietoso, infine, su quei lettori che hanno espresso pareri del tipo &#8220;Se nevica e prendi l&#8217;auto, te la vai a cercare&#8221; o, ancora peggio, &#8220;Se sei debole, zoppetto o anziano è ovvio che te ne stai a casa&#8221;. Cari signori, vi ricordo che la maggior parte della gente che prende l&#8217;auto lo fa per necessità o per lavoro, non per mero divertimento personale. Ecco perché questo capita anche quando è nevicato. E ricordo anche che i tempi dell&#8217;eugenetica nazistoide sono finiti, e che fra i doveri di un&#8217;amministrazione comunale c&#8217;è &#8211; sissignori &#8211; anche quello di garantire l&#8217;agibilità e il trasporto a tutti i cittadini che desiderano uscire di casa, proprio a cominciare da quelli più deboli, &#8220;zoppetti o anziani&#8221; o magari in sedia a rotelle, aggiungo io.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/_OH5QNIDKFw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/05/neve-minimo-della-decenza-millimetri/189107/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Nevica, Comune ladro!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/nevica-comune-ladro/188863/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/nevica-comune-ladro/188863/#comments</comments> <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 18:52:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Alemanno]]></category> <category><![CDATA[Comune di Roma]]></category> <category><![CDATA[neve]]></category> <category><![CDATA[roma]]></category> <category><![CDATA[Toronto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188863</guid> <description><![CDATA[Sarà probabilmente questo il nuovo modo di dire in voga dopo la nevicata di Roma del 2012. Strade gelate, ghiaccio sui marciapiedi, pedoni infortunati, scuole chiuse, uffici chiusi, la maggiore serata in discoteca della capitale cancellata, rami crollati rovinosamente sulle auto sotto parcheggiate, migliaia di automobilisti romani semi-bloccati a passo d&#8217;uomo in tangenziale e sul...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/toronto-sotto-la-neve.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-188902" title="toronto-sotto-la-neve" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/toronto-sotto-la-neve-225x300.jpg?47e3a5" alt="Toronto sotto la neve nel 2011" width="225" height="300" /></a>Sarà probabilmente questo il nuovo modo di dire in voga dopo la <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/emergenza-maltempo-gelo-sposta-centroa-roma-scuole-uffici-chiusi-traffico-bloccato/188846/" target="_blank">nevicata di Roma</a></span></strong> del 2012. Strade gelate, ghiaccio sui marciapiedi, pedoni infortunati, scuole chiuse, uffici chiusi, la maggiore <a href="http://www.mariomieli.net/serata-annullata.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">serata in discoteca</span></a> della capitale cancellata, rami crollati rovinosamente sulle auto sotto parcheggiate, migliaia di automobilisti romani semi-bloccati a passo d&#8217;uomo in tangenziale e sul Gra. Pare il bollettino di una guerra. Ma cosa è accaduto di tanto letale? Roba grave: è caduta la neve dal cielo. In pieno febbraio, eh, chi poteva dirlo?</p><p>La foto che vedete a corredo di questo post non è recente. È stata scattata a <strong>Toronto </strong>la mattina dell’8 gennaio 2011, la penultima volta che nella più grande città canadese sono caduti in poche ore notturne oltre 30 centimetri di neve. In epoche di graduali cambiamenti climatici, le nevicate importanti a Toronto si rarefanno sempre più, mentre a Roma oggi è nevicato parecchio. Ora, quando cadono 30 centimetri di neve durante la notte, le strade gelano e il fenomeno può essere un fattore di blocco dei trasporti per qualunque città, se viene a mancare un’organizzazione comunale anti-neve degna di questo nome. L’8 gennaio 2011 era un sabato<strong> al termine delle vacanze di Natale</strong>, ma ciò nonostante nella prima mattina, dalle 9 in poi, i marciapiedi erano già praticabili anche per chi non aveva <em>moon boot</em> o scarponi adeguati, e così le principali strade, percorse da macchine prive di catene e attrezzate solo con le gomme invernali.</p><p>Quando nevica a Toronto, si mette in moto un’industria che funziona a puntino. Fino a 50 mila persone possono essere coinvolte per lo smaltimento e la pulizia della neve dalle strade. Chiunque abbia una casa terra-cielo è <strong>responsabile per la pulizia e la salatura del pezzetto di marciapiede</strong> dinanzi casa propria, pena delle multe altrettanto salate, oppure le possibili cause che i cittadini che dovessero cadere davanti casa tua ti potrebbero fare, se non hai provveduto per tempo. Motivo per il quale ogni abitante di una casetta ha nel garage le sue brave pale e gli altri utensili utili alla bisogna.</p><p>Ma anche chi vive nei condominii, oppure nelle cooperative, paga un servizio di spala-neve attraverso le tasse di mantenimento del proprio palazzo. Per il resto, il Comune di Toronto può contare su un piccolo esercito di circa <strong>50 mila “volontari”</strong> che in realtà lavorano mica gratis. Sono cittadini qualunque che possiedono magari un pick up e che hanno stabilito una convenzione col Comune e, quando nevica tanto, si impegnano a montare sul muso del proprio autoveicolo una specie di benna spalaneve, e così va in giro per le strade del proprio quartiere a renderle praticabili.</p><p>Il 2008, tre anni prima, fu un anno di nevicate intense e il Comune di Toronto dovette spendere una cifra record per spalare la neve: <strong>55 milioni di dollari in 12 mesi. </strong>Il 2010, 2011 e il 2012 invece, hanno regalato e stanno regalando inverni davvero miti e infatti a mia memoria ricordo solo un’altra grande nevicata in città, il 13 gennaio 2012. Per il resto, nei mesi qui considerati freddi, Toronto ha avuto temperature molto vicine allo zero, quando non addirittura superiori. Per tutto l’inverno 2010-11 e il 2011-12, le temperature di Toronto si sono mantenute più alte di quelle di Firenze nello stesso periodo. <strong>Oggi poi, le strade di Toronto sono senza neve, mentre quelle di Roma sono tutte imbiancate.</strong></p><p>Nessuno pretende che i Comuni di Roma o Firenze possano mettere sul piatto <strong>le stesse risorse</strong> del Comune di Toronto per risolvere il problema neve. Però è anche <strong>ridicolo</strong> che, nel XXI secolo, metropoli della settima nazione più industrializzata risultino completamente inagibili con chiusura di scuole e uffici e gente bloccata sulla tangenziale per una dozzina di ore. Firenze, a quanto dice il sindaco Renzi, ha imparato dalla disorganizzazione del 2010 e sta affrontando le spolverate di neve di quest’anno in modo più razionale. Ma cosa si può dire della situazione del Comune di Roma? Che dovesse nevicare si sapeva da giorni. Davvero i romani si vogliono abituare al blocco della città quando piove tanto o quando nevica? Il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW279081&amp;jp_pagecode=newsview.wp&amp;ahew=contentId:jp_pagecode" target="_blank">sito del Comune di Roma</a></span> dichiara che, grazie all’aiuto della Protezione civile – <strong>sì, la Protezione civile</strong>, perché a Roma si vive una nevicata come un’emergenza in stile terremoto, al punto da appellarsi alla Protezione civile – di avere già dislocato mezzi spalaneve in sette circoscrizioni della città.</p><p>Sette? Addirittura sette su venti?  Viene l&#8217;atroce sospetto che &#8220;i mezzi&#8221; di cui parla il sito siano uno per ognuna delle sette circoscrizioni citate, per un totale di <strong>sette mezzi spalaneve per tre milioni di abitanti.</strong> Spero però che il Comune voglia smentire il mio sospetto. Ma il sindaco Alemanno pensa che sia sufficiente coprire sette circoscrizioni per l’intera città di Roma? Ditelo nei commenti, concittadini romani, se gli sforzi del Comune di Roma sono stati sufficienti nelle zone dove vivete o dove lavorate contro questa nevicata del 3 febbraio.</p><p><em>Nella foto, Toronto sotto la neve l&#8217;8 gennaio 2011. Per ingrandire <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/toronto-sotto-la-neve.jpg?47e3a5" target="_blank">clicca qui</a></span> </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/nevica-comune-ladro/188863/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Szymborska, la poetica dell&#8217;ironia e della realtà</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/szymborska-ironia-frammenti-realta/188414/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/szymborska-ironia-frammenti-realta/188414/#comments</comments> <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:30:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[cultura]]></category> <category><![CDATA[letteratura]]></category> <category><![CDATA[poesia]]></category> <category><![CDATA[polonia]]></category> <category><![CDATA[Premio Nobel]]></category> <category><![CDATA[terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Wisława Szymborska]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188414</guid> <description><![CDATA[&#8220;Morire &#8211; questo a un gatto non si fa. / Perché cosa può fare il gatto / in un appartamento vuoto? / Arrampicarsi sulle pareti. / Strofinarsi tra i mobili. / Qui niente sembra cambiato, / eppure tutto è mutato. / Niente sembra spostato, / eppure tutto è fuori posto. / E la sera la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Morire &#8211; questo a un gatto non si fa. / Perché cosa può fare il gatto / in un appartamento vuoto? / Arrampicarsi sulle pareti. / Strofinarsi tra i mobili. / Qui niente sembra cambiato, / eppure tutto è mutato. / Niente sembra spostato, / eppure tutto è fuori posto. / E la sera la lampada non brilla più.</em>&#8221;</p><p><strong>I poeti non dovrebbero morire.</strong> Non solo per rispetto dei loro gatti, come suggeriva beffarda <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wis%C5%82awa_Szymborska" target="_blank">Wisława Szymborska</a></strong>, ma per rispetto dei loro lettori, occhiuti e nasuti amanti di versi sempre troppo personali. <strong>La gran dama della poesia contemporanea è morta nel sonno,</strong> a 88 anni, nella sua bella casa di Cracovia odorosa di migliaia di buoni libri. Wisława Szymborska, <strong>premio </strong><strong>Nobel</strong> per la letteratura 1996, se n&#8217;è andata così &#8220;tranquillamente&#8221; come ha annunciato il suo assistente Michal Rusinek all&#8217;agenzia stampa polacca.</p><p>E&#8217; morta nel modo che tutti immaginiamo migliore: quasi novantenne, nel sonno, senza soffrire. In questo sembra quasi che la morte, offesa da quei versi ironici di quel suo altro capolavoro &#8220;<em><strong>Sulla morte, senza esagerare</strong></em>&#8220;, in cui Szymborska alzava scettica il suo sopracciglio sulle capacità della commare secca e le stigmatizzava con queste parole: &#8220;<em>Occupata a uccidere / lo fa in modo maldestro / senza metodo né abilità. / Come se con ognuno di noi stesse imparando</em>&#8221; abbia voluto offrire alla più grande poetessa contemporanea una partita a scacchi da finire pari e patta, regalandole appunto l&#8217;uscita di scena migliore possibile: soffice, silenziosa, priva di dolore, rapida, in tarda età e dopo un Nobel. Una meraviglia. Una meraviglia?</p><p>Il comitato che assegnò a Szymborska il più importante riconoscimento culturale del mondo scrisse nella motivazione che il Premio Nobel le veniva assegnato &#8220;<em>per aver creato della poesia che tramite ironica precisione permette di mettere in luce il contesto storico e biologico in frammenti di realtà umana.</em>&#8221; E penso che i due frammenti adoperati per questo articolo rispecchino fedelmente le motivazioni del Comitato per il Nobel.</p><p>Nata a Prowent (oggi Kórnik, nella Polonia occidentale) il 2 luglio 1923, Szymborska si trasferisce nel 1931 a Cracovia, dove ha affrontato l&#8217;occupazione tedesca e poi la sovietizzazione. <strong>Sotto Hitler</strong> ha frequentato clandestinamente le scuole; <strong>sotto Stalin</strong> ha provato a pubblicare la sua prima raccolta di poesie, del 1948, che le fu però censurata in quanto non in linea con lo zdanovismo e il realismo socialista. Nonostante questo rifiuto, nel 1952 si iscrive al Partito comunista e aderisce ai canoni estetici imposti dal regime. Sono anni in cui la sua produzione cerca di legarsi maggiormente alle tematiche socio-politiche dell&#8217;epoca, con poesie come &#8220;<em>A chi entra nel partito</em>&#8221; e &#8220;<em>Quel giorno</em>&#8221; in occasione della morte di Stalin. I fatti di Praga segnano la rottura fra l&#8217;intellettuale e il Partito comunista, in solidarietà con l&#8217;amico <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leszek_Ko%C5%82akowski" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Leszek Ko</strong><strong>ł</strong><strong>akowski</strong></span></a>, filosofo e storico delle idee polacco ostracizzato dalle autorità comuniste. Szymborska si schiera dalla parte del dissidente e perde tutti i privilegi acquisiti fino ad allora nella sua carriera, a cominciare dalla direzione                   della rivista <em>Zycie Literackie &#8220;Vita Letteraria&#8221;</em>, che ricopriva dal 1953. Dopo un primo matrimonio con il critico <strong>Adam Wł</strong><strong>odek</strong>, durato appena sei anni (1948-54), nel 1967 si risposa con lo scrittore <strong>Kornel Filipowicz</strong>, con cui rimane fino alla sua morte, nel 1990.</p><p>La poetica di Szymborska, almeno a partire dal 1957, vira per una visionarietà onirica che pare sempre voler giocare e mai prendersi troppo sul serio (<em>&#8220;Le due scimmie di Bruegel&#8221;</em>). E <strong>l&#8217;ironia rimane la cifra della sua produzione</strong>, un&#8217;ironia a volte esplicita, altre nascosta, ma sempre in grado di invertire l&#8217;ordine delle riflessioni comuni (<em>&#8220;Lode alla cattiva coscienza di sé&#8221;</em>, <em>&#8220;Uno spasso&#8221;</em>) e di alleggerire, beffarsi delle situazioni più penose (appunto <em>&#8220;Sulla morte, senza esagerare&#8221;</em>). L&#8217;ironia di Szymborska si prende gioco di tutto, soprattutto dei sentimenti e delle emozioni forti, ma tenendo sempre a bada il facile cinismo  (&#8220;<em>Un amore felice</em>&#8220;). L&#8217;osservazione minuta della dura realtà in grado di ribellarsi e diventare prospettiva universale delle cose (<em>&#8220;Scrivere il curriculum&#8221;</em>, <em>&#8220;Vista con granello di sabbia&#8221;</em>, <em>&#8220;La realtà esige&#8221;</em>).</p><p>Szymborska era una di quelle penne inesauribili, troppo colme di talento per consentirsi una produzione stitica. Dodici raccolte di poesie pubblicate, centinaia di articoli sulla stampa di mezzo mondo, tradotti in decine di lingue sugli argomenti più disparati che possiate immaginare, traduzioni di poeti francesi, migliaia di aforismi. Non aveva certo timore di essere se stessa, davanti al foglio bianco, e ha lavorato fino all&#8217;ultimo giorno di vita, come testimoniato <strong>dalla sua ultima raccolta di poesie, che uscirà postuma alla fine del 2012</strong>, secondo quanto dichiarato sempre dall&#8217;assistente Resnik alla televisione polacca secondo la Associated Press.</p><p>Come affermò lei stessa, nel discorso di accettazione del premio Nobel: &#8220;<em>Il poeta odierno è scettico e diffidente anche &#8211; e forse soprattutto &#8211; nei confronti di se stesso. Malvolentieri dichiara in pubblico di essere poeta &#8211; quasi se ne vergognasse un po&#8217;. Ma nella nostra società chiassosa è molto più facile ammettere i propri difetti, se si presentano bene, ed è molto più difficile ammettere le proprie qualità, perché sono più nascoste, e noi stessi non ne siamo convinti fino in fondo. In questionari o conversazioni occasionali, quando il poeta deve proprio definire la sua occupazione, egli indica un generico &#8220;letterato&#8221; o nomina l&#8217;altro lavoro da lui svolto. La notizia di avere a che fare con un &#8216;poeta&#8217; viene accolta dagli impiegati o dai passeggeri sull&#8217;autobus con una leggera incredulità e inquietudine</em>&#8220;.</p><p>Da stasera la lampada di Wisława Szymborska non brilla più. A noi gatti &#8211; e a noi lettori &#8211; non rimane che arrampicarci sulle pareti della sua poesia e ricominciare a leggerla, in modo che quella sua luce brilli fino all&#8217;esaurirsi della nostra luce.</p><p><em>Spczywaj w spokoju, Wisława.</em></p><p></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/szymborska-ironia-frammenti-realta/188414/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Florida a Romney, tempi cupi per Gingrich</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/florida-romney-febbraio-cupo-gingrich/188161/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/florida-romney-febbraio-cupo-gingrich/188161/#comments</comments> <pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:22:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Florida]]></category> <category><![CDATA[Gingrich]]></category> <category><![CDATA[obama]]></category> <category><![CDATA[Paul]]></category> <category><![CDATA[primarie repubblicane]]></category> <category><![CDATA[romney]]></category> <category><![CDATA[Santorum]]></category> <category><![CDATA[Usa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188161</guid> <description><![CDATA[Fu così che la Florida, uno degli stati americani più conservatori nel campo Repubblicano, premiò il moderato &#8220;yankee&#8221; Mitt Romney: 46% dei voti contro il 32% del rivale Newt Gingrich, il 13% della barzelletta italo-americana Rick Santorum e il 7% del libertario Ron Paul. 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Romney ha senza dubbio beneficiato della <strong>spaccatura</strong> esistente fra la destra Repubblicana, ancora indecisa fra due candidati &#8211; Gingrich e Santorum &#8211; che sembrano adeguati a sedere alla Casa Bianca quanto Stanlio e Ollio. Tant&#8217;è, i due uomini politici populisti e ultraconservatori hanno affascinato il loro elettorato di integralisti cristiani e reazionari e fino al momento in cui scrivo <strong>Santorum</strong> ha continuato a ripetere che &#8220;<em>la corsa è appena iniziata</em>&#8221; anche se, in realtà, sembra proprio che per lui sia del tutto finita. La terza piazza dell&#8217;italo-americano in Florida è in effetti servita a far vincere in modo ampio il candidato più inviso alla Destra, e su questo concetto si concentra ora la campagna di <strong>Gingrich</strong>, che nelle prossime ore userà tutti gli argomenti possibili per convincere il collega social-conservatore a togliersi di mezzo per impedire di regalare a Romney un trionfale mese di febbraio.</p><p><strong>Il <a href="http://www.2012presidentialelectionnews.com/2012-republican-primary-schedule/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">calendario</span></a> infatti sembra mettersi decisamente al bel tempo per Romney</strong>: i prossimi Stati a tenere le primarie, per altro con distribuzione proporzionale dei delegati, saranno il <strong>Nevada</strong> (4 febbraio), dove Romney ha una tradizione di vittorie a valanga grazie alla sua fede mormone, il liberalissimo <strong>Maine</strong> (4-11 febbraio), dove per ironia della sorte l&#8217;unico vero candidato che potrebbe seriamente infastidire il miliardario del New England è quel Ron Paul relegato al 7% in Florida; il <strong>Colorado</strong> (7 febbraio), dove ancora il favorito secondo i sondaggi è Romney; il <strong>Minnesota</strong> (7 febbraio) unico Stato dove forse Gingrich, se Santorum si ritira, ha alcune possibilità; il <strong>Missouri</strong> (7 febbraio, ma qui si deciderà l&#8217;assegnazione dei delegati in marzo); l&#8217;<strong>Arizona</strong> (28 febbraio) stato del centrista McCain, gran sostenitore di Romney; e il <strong>Michigan</strong> (28 febbraio) dove ancora Romney sembra essere il favorito, specie in mancanza di un ritiro di Santorum e di un ricompattamento del fronte conservatore.</p><p>Se la valanga di febbraio dovesse andare in porto, Gingrich a quel punto si potrebbe trovare ancora meno provvisto di denaro e di speranze di quanto già non sia oggi rispetto al rivale miliardario.</p><p>Secondo il politologo <strong>Peter Hamby</strong> della <a href="http://www.cnn.com/2012/01/31/politics/florida-five-things/index.html?hpt=hp_t1" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>CNN</strong></span></a>, il voto della Florida ha insegnato <strong>cinque lezioni</strong>: 1) il fattore <strong>eleggibilità</strong> alla Casa Bianca è quanto ha sospinto Romney verso questa formidabile affermazione; più del 45% dei repubblicani ha dichiarato di aver votato per il candidato che più sembra in grado di sconfiggere Obama, a prescindere dalle proprie convinzioni politiche personali; 2) <strong>Romney non è ancora &#8220;Mister Conservatore&#8221;</strong>, vale a dire che non ha ancora convinto larghi strati dell&#8217;elettorato conservatore e radicale. Gingrich, dicono le ricerche di settore, ha mantenuto la maggioranza in diversi gruppi chiave: gli elettori più radicali di destra, gli elettori del tea-party, gli evangelici, gli oppositori integralisti dei diritti civili e dei temi etici (dall&#8217;aborto in giù). Secondo un sondaggio della CNN, oltre il 40% degli elettori repubblicani definisce ancora oggi Romney &#8220;non abbastanza conservatore&#8221;; 3) <strong>Gingrich sembra essere l&#8217;unico candidato in grado di impensierire</strong> la nomination finale di Romney; 4) <strong>La campagna anti-immigrazione di Gingrich è fallita</strong>, come testimonia il suo scarso risultato nei collegi dove gli ispano-americani sono la quasi totalità dell&#8217;elettorato; 5) Gli elettori della Florida, al contrario di quelli dei tre precedenti Stati dove si è votato, hanno deciso quale candidato votare già molte settimane fa, non si sono fatti trascinare dagli ultimi giorni di campagna per fare la loro scelta.</p><p>Tuttavia, nonostante il febbraio cupo che si annuncia per Gingrich, <strong>le cose potrebbero ancora arridergli</strong> se Santorum annuncerà nelle prossime 48 ore il suo ritiro dalla corsa, se l&#8217;ex speaker della Camera sarà in grado di raccogliere altri fondi, se riuscirà ad aggiudicarsi gli Stati del sud a cominciare dal <strong>Texas</strong>, e se saprà resistere alla schiacciante campagna negativa che gli è piovuta in testa da parte dei sostenitori di Romney (12mila spot per 15,5 milioni di dollari), giusto contrappasso della pesantissima campagna denigratoria (200 spot per 3,5 milioni di dollari) lanciata dai pro-Gingrich contro il candidato del Massachussettes.</p><p>In tutto questo bailamme di fango intra-repubblicano, <strong>Obama</strong> continua a ridersela, rinfrancato anche dagli ultimi dati di discreta ripresa economica (+2,8% annuo) che infatti hanno risospinto il suo appeal oltre il 50% presso il popolo americano.</p><p><em>(Nella foto: Newt Gingrich, LaPresse)</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/florida-romney-febbraio-cupo-gingrich/188161/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Romney calante, Obama raggiante</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/22/romney-calante-obama-raggiante/185670/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/22/romney-calante-obama-raggiante/185670/#comments</comments> <pubDate>Sun, 22 Jan 2012 08:52:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Barack Obama]]></category> <category><![CDATA[Mitt Romney]]></category> <category><![CDATA[Newt Gingrich]]></category> <category><![CDATA[primarie repubblicane]]></category> <category><![CDATA[repubblicani]]></category> <category><![CDATA[Rick Santorum]]></category> <category><![CDATA[Ron Paul]]></category> <category><![CDATA[Sciltian Gastaldi]]></category> <category><![CDATA[Usa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=185670</guid> <description><![CDATA[Tanto tuonò che piovve, in South Carolina. Primo Newt &#8220;Skywalker&#8221; Gingrich, con il 40,4% dei voti, solo secondo con più di 10 punti percentuali di distacco il favorito Mitt Romney (27,9%), terzo un Rick Santorum sempre più indeciso se lasciare o raddoppiare (17%) e quarto il libertario Ron Paul (13%) che qui giocava nettamente fuori...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Tanto tuonò che piovve, in South Carolina. Primo <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/scientific-american-candidati-repubblicani/182215/" target="_blank">Newt &#8220;Skywalker&#8221; Gingrich</a></span></strong>, con il 40,4% dei voti, solo secondo con più di 10 punti percentuali di distacco il favorito <strong>Mitt Romney</strong> (27,9%), terzo un <strong>Rick Santorum</strong> sempre più indeciso se lasciare o raddoppiare (17%) e quarto il libertario <strong>Ron Paul</strong> (13%) che qui giocava nettamente fuori casa. Gli elettori repubblicani del South Carolina si dichiarano per i due terzi Cristiani evangelici, ed era facile immaginare che i due candidati più liberali e moderati (Romney e Paul) avrebbero avuto qualche difficoltà rispetto ai due candidati conservatori.</p><p>Con <strong>tre vincitori diversi </strong>(Santorum, Romney, Gingrich) nei primi tre Stati dove si sono tenute le primarie (Iowa, New Hampshire, South Carolina) la corsa dei pretendenti repubblicani sembra per ora aver individuato un solo vincitore: <strong>Barack Obama</strong>, che si gode, da presidente democratico in carica, una delle più incerte corse che le primarie repubblicane abbiano mai messo in campo, al punto che molti analisti considerano possibile una ripetizione di ciò che accadde nel 1976, quando la nomination per la Casa Bianca venne decisa dal voto dei delegati direttamente sul pavé della convention repubblicana di Kansas City.</p><p>Ma più ancora del risultato di ieri, bisogna leggere il <strong>trend generale</strong> per capire cosa sta succedendo nel campo repubblicano. E se la stella di Romney sembra ora calante, dopo la massiccia campagna televisiva negativa pagata dai supporter di Gingrich &#8211; riusciti a far passare &#8220;l&#8217;uomo del Massachussettes&#8221; per un miliardario sadico che gode nel licenziare la gente, per di più con conti sospetti alle Isole Cayman &#8211; la stella di Gingrich sembra essere in deciso rialzo. Il candidato conservatore ha respinto in modo brillante le domande scaturite dalle dichiarazioni piccanti della sua <strong>ex moglie</strong> che lo accusavano di aver voluto una coppia aperta durante gli anni del loro matrimonio, dichiarazioni che in uno Stato bigotto come il South Carolina avrebbero potuto costar caro. Gingrich ha anche reso pubblica la sua dichiarazione dei redditi, fatto che ha messo ancora più alle corde il rivale Romney, sull&#8217;argomento assai riluttante.</p><p>Romney ha però molto più <strong>denaro</strong> a disposizione, e una struttura di <em>supporter </em>assai più capillare di quella dei suoi concorrenti. Gingrich ha risposto in un discorso della vittoria dopo il dato del South Carolina: &#8220;<em>Non abbiamo altrettanto denaro quanto alcuni nostri rivali, ma abbiamo molte più idee</em>&#8220;. Il candidato conservatore, d&#8217;altro canto, dovrà vincere anche le resistenze dell&#8217;establishment del suo partito, che lo considera un uomo troppo indipendente e poco affidabile, oltretutto con l&#8217;handicap di risultare nei sondaggi sempre solidamente <strong>alle spalle di Obama</strong> nel caso del confronto diretto, dato che invece Romney sembra poter mettere in discussione.</p><p>In queste ore gli uomini di Gingrich stanno facendo pressione sul candidato italo-americano <strong>Rick Santorum</strong> per convincerlo a ritirarsi dalla corsa e far convergere il suo elettorato &#8211; non piccolo &#8211; sull&#8217;altro uomo conservatore. Ma Santorum, che pure in South Carolina sperava in un risultato migliore, ha appena dichiarato che &#8220;<em>sono primarie apertissime, tre vincitori in tre stati sono il segno di un Paese meraviglioso e perciò noi saremo presenti in Florida e anche in Arizona, per vincere le primarie e poi la Casa Bianca</em>&#8220;.</p><p>Il motivo del terzo posto di Santorum in uno Stato a maggioranza di Cristiani evangelici è da spiegare con la <strong>crisi economica</strong>: in Iowa, dove il candidato creazionista aveva vinto per un pugno di voti, il tasso di disoccupazione è del 5,7%, mentre in South Carolina è del 9,9%; ancora una volta &#8220;<em>it&#8217;s the economy, stupid</em>&#8221; e gli altri candidati che avevano puntato tutto sul profilo religioso e sociale si sono dovuti ritirare uno alla volta. Santorum, per sperare di andare avanti e invertire la tendenza, deve ora reinventarsi sul piano economico.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/22/romney-calante-obama-raggiante/185670/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Alitalia, abissali differenze di classe</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/15/alitalia-abissali-differenze-classe/184014/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/15/alitalia-abissali-differenze-classe/184014/#comments</comments> <pubDate>Sun, 15 Jan 2012 16:49:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Alitalia]]></category> <category><![CDATA[Canada]]></category> <category><![CDATA[classe Economica]]></category> <category><![CDATA[prima classe]]></category> <category><![CDATA[servizi di bordo]]></category> <category><![CDATA[Trenitalia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=184014</guid> <description><![CDATA[Sono di frequente un passeggero dell&#8217;Alitalia, in particolare della tratta fra Toronto e Roma. Essendoci un meraviglioso collegamento diretto fra le due città, che per altro permette di evitare uno scalo negli ancora terrorizzati Stati Uniti d&#8217;America, negli ultimi sei anni ho sperimentato un paio di dozzine di volte il servizio Alitalia, quasi sempre in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sono di frequente un passeggero dell&#8217;<strong>Alitalia</strong>, in particolare della tratta fra <strong>Toronto</strong> e <strong>Roma</strong>. Essendoci un meraviglioso <a href="http://www.alitalia.com/IT_IT/voli/canada/index.aspx" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">collegamento diretto</span></a> fra le due città, che per altro permette di evitare uno scalo negli ancora terrorizzati Stati Uniti d&#8217;America, negli ultimi sei anni ho sperimentato un paio di dozzine di volte il servizio Alitalia, quasi sempre in <a href="http://www.alitalia.com/IT_IT/your_travel/class_services/index.aspx" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">classe economica</span></a>, che poi è quella utlizzata dal 99% dei comuni mortali.</p><p>I più affezionati fra i miei lettori ricorderanno della mia disavventura massima su un aereo dell&#8217;Alitalia: <a href="http://anellidifum0.wordpress.com/2010/04/29/alitalia-quando-il-morso-di-zecca-e-compreso-nel-prezzo/" target="_blank"><strong>morso addirittura da una zecca</strong></a> presa a bordo,  cosa che mi costrinse anche a fare delle analisi del sangue per  escludere la possibilità di avere contratto la <a style="text-decoration: underline;" href="http://www.antropozoonosi.it/Malattie/Malattia%20di%20Lyme/Malattia%20di%20Lyme.htm" target="_blank">malattia di Lyme</a> da quell&#8217;incidente.  Per fortuna <strong>tutto finì bene</strong> e le analisi dettero esito negativo.</p><p>In seguito a quella disavventura &#8211; da me commentata lì per lì a bordo con un tanto incosciente quanto caustico &#8220;<em>Sapevo che in Italia capitasse di trovare le <a href="http://www.adusbef.it/consultazione.asp?Id=3364&amp;C=I" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">zecche sui treni</span></a>, ma ora anche sugli aerei?</em>&#8220;, detto mentre stringevo amorevolmente fra indice e pollice la zecca che avevo testé estratto dall&#8217;incavo della mia mano sinistra &#8211; Alitalia si è scusata con l&#8217;assegnazione di una <a href="http://www.alitalia.com/IT_IT/millemiglia/exclusive_clubs/ulisse_club/index.aspx" target="_blank"><strong>Carta Ulisse</strong> </a>e tramite questa ho ottenuto un paio di <strong>upgrade</strong> (passaggi in classe superiore, gratuitamente) negli  ultimi due voli fatti. L&#8217;ultimo di questi due è stato un upgrade in prima classe, o <em>Magnifica</em>, come viene chiamata in modo assai modesto dalla compagnia di bandiera.</p><p>Beh, modestia o non modestia, devo dire che <strong>la prima classe dell&#8217;Alitalia è da promuovere a pieni voti.</strong> Perché al di là della comodità delle poltrone (diventano quasi un  lettino nella loro posizione più comoda possibile, ma di questo non mi sono stupito: la prima classe della allora <a href="http://www.corsairfly.com/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Corse Air</span></a> offriva dei veri e propri lettini già nei lontani anni Ottanta) c&#8217;è da dire che il  servizio di bordo è degno di un ristorante del miglior livello. Esiste  un <strong>menù</strong> dal quale si può scegliere cosa mangiare e  tutto ciò che ho provato era davvero ben cucinato e anche ben servito,  da vassoi di metallo (silver?) spinti fra le poltrone su un carrello a rotelline, dal  quale le hostess offrivano assaggi dei diversi tipi di pietanze, porti su <strong>piatti di ceramica</strong>. Ampia la <strong>scelta dei vini</strong>,  tutti di gran nome e buona annata, non come l&#8217;innominato e innominabile &#8220;vino rosso&#8221; della classe economica&#8230;  serviti, udite udite, in ampi calici di vetro.</p><p>La classe <em>Magnifica</em> offre poi <strong>posate di metallo</strong>, tovaglioli  di cotone, un caldo piumino beige al posto della copertina di lana e un vero cuscino sostituisce quello finto della Economica. Ancora: cuffie hi-fi al  posto degli auricolari, e una borsetta di marca in regalo (da me  sciantosamente dimenticata a bordo) con dentro un paraocchi, tappi per  le orecchie, un dentifricio con spazzolino, babbucce per i piedi e altre  amenità che non ho nemmeno guardato. Ogni poltrona è dotata di uno <strong>schermo computerizzato</strong> che, oltre ai classici servizi di bordo (cinema, news, rotta  dell&#8217;aereo, servizi sportivi d&#8217;annata, ecc.) era anche provvisto della visuale da una telecamera di bordo, posta  sul muso dell&#8217;aereo, devo dire molto divertente in fase di atterraggio e decollo.</p><p>Anche  steward e hostess sono state molto gentili, fin troppo, come nel caso  di un passeggero canadese davanti a me che ha urtato malamente con il suo zaino  una hostess sul petto e non, essendosene reso conto, non si è nemmeno scusato. Ho ritenuto di  scusarmi io per conto suo, visto che la signorina s&#8217;era fatta un po&#8217;  male. L&#8217;aereo era poi (<a href="http://anellidifum0.wordpress.com/2011/02/18/gli-aerei-dellalitalia-fanno-pieta/" target="_blank">finalmente!</a>) molto pulito, sembrava nettamente uno dei nuovi velivoli della nuova Alitalia.</p><p>Tutto ciò per dire che <strong>è la prima volta che posso parlare bene dell&#8217;Alitalia.</strong> Certo, viene un po&#8217;  da pensare: non sarà che le differenze fra classe Magnifica e classe  economica sono a questo punto un po&#8217; eccessive? Alitalia non guadagnerebbe in immagine e  marketing se rendesse la <em>Magnifica</em> un po&#8217; meno magnifica (e anche un pelo più abbordabile come prezzi) e l&#8217;economica  un po&#8217; meno <em>Atroce</em>? Dopotutto, è la stessa riflessione che anche <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/28/equita-nemmeno-nei-cessi/180224/" target="_blank">Trenitalia</a></span></strong>, in queste settimane, sta ponderando. Buon viaggio a tutti!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/15/alitalia-abissali-differenze-classe/184014/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Canada, voltafaccia sulle nozze gay&#8230; o quasi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/12/canada-mezzo-voltafaccia-sulle-nozze/183344/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/12/canada-mezzo-voltafaccia-sulle-nozze/183344/#comments</comments> <pubDate>Thu, 12 Jan 2012 17:08:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Canada]]></category> <category><![CDATA[diritti civili]]></category> <category><![CDATA[GLBT]]></category> <category><![CDATA[lgbt]]></category> <category><![CDATA[matrimonio gay]]></category> <category><![CDATA[Stephen Harper]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=183344</guid> <description><![CDATA[Se siete una delle 5.000 coppie dello stesso sesso, di cittadinanza non canadese, sposate in Canada fra il 2005 e il 2012, la notizia è che il governo Conservatore di Stephen Harper non vi considera più sposate. La cosa è talmente enorme che, il governo Conservatore ha già fatto una mezza marcia indietro con una...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Se siete una delle 5.000 coppie dello stesso sesso, di cittadinanza non canadese, sposate in Canada fra il 2005 e il 2012, la notizia è che il governo Conservatore di Stephen Harper <strong>non vi considera più sposate.</strong></p><p>La cosa è talmente enorme che, <strong>il governo Conservatore ha già fatto una mezza marcia indietro </strong>con una <a href="http://www.globaltvbc.com/canada/harper+says+he+has+no+intention+of+reopening+debate+on+same-sex+marriage/6442557851/story.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">dichiarazione del primo ministro</span></a> delle 9.17 del mattino di oggi alla <em>Canadian Press</em>, in cui ha dichiarato di &#8220;<em>non avere alcuna intenzione di riaprire il dibattito sul matrimonio per coppie dello stesso sesso</em>&#8220;. Ma per il momento quello che sta succedendo ha effetti legali reali, secondo il principale giornale canadese, il <a href="http://www.theglobeandmail.com/news/politics/ottawa-does-about-face-on-same-sex-marriage-for-non-canadians/article2299574/" target="_blank"><em><span style="text-decoration: underline;">Globe and Mail</span></em></a>. Lo ha scoperto una coppia di donne sposate a Toronto nel 2005, che aveva cominciato le pratiche per il divorzio. La coppia è venuta a sapere da un avvocato rappresentante il Ministero della Giustizia canadese che non poteva divorziare, &#8220;<em>non essendosi mai sposate, dal momento che il matrimonio per coppie dello stesso sesso non è riconosciuto nei loro Paesi di residenza&#8221; </em>rispettivamente la <strong>Florida</strong> e l&#8217;<strong>Inghilterra</strong>. La comunicazione del ministero della Giustizia canadese, secondo l&#8217;avvocato <strong>Martha McCarthy</strong> che rappresenta la coppia, getta nel <strong>limbo</strong> i diritti civili di migliaia di persone, e con essi anche i meccanismi per dedurre lo status fiscale, i benefit lavorativi e relativi alle pratiche d&#8217;immigrazione, per non dire delle pratiche sull&#8217;affido o l&#8217;adozione di figli, che in certi casi hanno come requisito l&#8217;avvenuto matrimonio della coppia richiedente l&#8217;adozione.</p><p>L&#8217;avvocato McCarthy ha dichiarato al <em>Globe and Mail: &#8220;Questo voltafaccia sulle nozze gay per i non canadesi rischia di trasformare il Canada dal paradiso dei diritti civili a una nazione che li discrimina</em>&#8220;. <strong>Che li discrimina e li truffa</strong>, dal momento che per sposarsi civilmente in Canada è necessario <strong>pagare una licenza matrimoniale</strong>, che in Ontario ammonta a <strong>125$</strong>. E, come si legge <a href="http://www.niagarafalls.ca/faq/marriage-licences.faq" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">da questo sito</span></a>, &#8220;non ci sono obblighi di residenza o di cittadinanza canadese&#8221; perché il matrimonio sia valido. Almeno in Canada, di certo.</p><p>Dato interessante, il matrimonio per coppie dello stesso sesso è nato in Canada su ricorso di una Chiesa, la <a href="http://www.mcctoronto.com/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Metropolitan Community Church di Toronto</strong></span></a>, che nel 2001 <a href="http://www.samesexmarriage.ca/wedding/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">sposò religiosamente</span> </a>una coppia di uomini e una coppia di donne. Quando la Provincia dell&#8217;Ontario annullò l&#8217;atto matrimoniale sulla base della mancanza dei requisiti di diversità di genere dei due contraenti, la Chiesa fece causa allo Stato davanti alla Corte Costituzionale dell&#8217;Ontario, vincendo il ricorso sulla base dei diritti riconosciuti dalla Costituzione canadese relativi alla libertà di religione di sposare le persone che si amano, a prescindere altre considerazioni. La scintilla del 2001 si propagò presto ad altre chiese e ad altre coppie, che fecero lo stesso percorso (matrimonio celebrato in Chiesa, poi annullato dallo Stato, poi riconosciuto civilmente in seguito a ricorso davanti alla Corte locale).</p><p>L&#8217;allora governo liberale ritenne dunque necessario affrontare la questione in Parlamento. Dopo aver chiesto e ottenuto una sentenza di costituzionalità del matrimonio fra coppie dello stesso davanti alla Corte Costituzionale canadese (9 dicembre 2004), il 1° febbraio 2005 il tema fu discusso dal Parlamento di Ottawa con un emendamento sulla Legge sul Matrimonio che la rese neutra dal punto di vista dei generi di appartenenza dei promessi sposi. <strong> </strong></p><p><strong>La nuova legge</strong>, approvata alla Camera dei Comuni per 158 a 133 voti, e promulgata il 20 luglio 2005, è stata assai inusualmente sottoposta a un <strong>nuovo giudizio</strong> da parte del Parlamento canadese il 7 dicembre 2006, nel frattempo passato da un governo liberale a un governo conservatore. La conseguenza fu un boomerang per il nuovo governo conservatore, dal momento che il matrimonio per coppie dello stesso sesso fu non solo nuovamente approvato, ma questa volta addirittura con una maggioranza parlamentare più forte di 175 a 123.</p><p>In seguito a quella seconda approvazione parlamentare, l&#8217;attuale <strong>primo ministro Harper</strong> andò in televisione davanti al Paese a sostenere che, se anche il suo partito non riteneva giusta la riforma del matrimonio, da quel giorno in poi l&#8217;avrebbe sostenuta come sostiene tutte le altre leggi del Canada. Anche in virtù di quella solenne dichiarazione pubblica, oggi Harper non si può permettere di rimangiarsi la parola data.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/12/canada-mezzo-voltafaccia-sulle-nozze/183344/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Simpatiche follie della pronuncia inglese</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/simpatiche-follie-della-pronuncia-inglese/183057/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/simpatiche-follie-della-pronuncia-inglese/183057/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 Jan 2012 16:16:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[lingua inglese]]></category> <category><![CDATA[linguistica]]></category> <category><![CDATA[pronuncia]]></category> <category><![CDATA[scioglilingua]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=183057</guid> <description><![CDATA[Per la serie &#8220;tempo perso ben speso&#8220;, sta avendo un certo successo su Internet, soprattutto grazie ai rimbalzi di Facebook, una poesia in lingua inglese costruita mettendo vicine alcune delle parole che prevedono una ortografia simile ma una pronuncia del tutto differente. Lo scioglilingua è in grado di dare qualche difficoltà anche al più fine...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per la serie &#8220;<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/08/la-virgola-di-oxford/103069/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">tempo perso ben speso</span></a>&#8220;, sta avendo un certo successo su Internet, soprattutto grazie ai rimbalzi di Facebook, una poesia in lingua inglese costruita mettendo vicine alcune delle parole che prevedono una <strong>ortografia simile</strong> ma una <strong>pronuncia del tutto differente</strong>. Lo scioglilingua è in grado di dare qualche difficoltà anche al più fine degli anglisti italiani, ma va detto che pure diversi madre-lingua anglosassoni han bisogno di qualche secondo di pausa prima di leggere tutti i versi, come ho appurato sottoponendo il testo alla mia compagna e ad alcuni colleghi di lavoro. Vi sfido a darne lettura (corretta) a voce alta usando in particolare le pronuncia britannica.</p><blockquote><p><em>Dearest creature in creation,<br /> Study English pronunciation.<br /> I will teach you in my verse<br /> Sounds like corpse, corps, horse, and worse.<br /> I will keep you, Suzy, busy,<br /> Make your head with heat grow dizzy.<br /> Tear in eye, your dress will tear.<br /> So shall I! Oh hear my prayer.<br /> Just compare heart, beard, and heard,<br /> Dies and diet, lord and word,<br /> Sword and sward, retain and Britain.<br /> (Mind the latter, how it’s written.)<br /> Now I surely will not plague you<br /> With such words as plaque and ague.<br /> But be careful how you speak:<br /> Say break and steak, but bleak and streak;<br /> Cloven, oven, how and low,<br /> Script, receipt, show, poem, and toe.<br /> Hear me say, devoid of trickery,<br /> Daughter, laughter, and Terpsichore,<br /> Typhoid, measles, topsails, aisles,<br /> Exiles, similes, and reviles;<br /> Scholar, vicar, and cigar,<br /> Solar, mica, war and far;<br /> One, anemone, Balmoral,<br /> Kitchen, lichen, laundry, laurel;<br /> Gertrude, German, wind and mind,<br /> Scene, Melpomene, mankind.<br /> Billet does not rhyme with ballet,<br /> Bouquet, wallet, mallet, chalet.<br /> Blood and flood are not like food,<br /> Nor is mould like should and would.<br /> Viscous, viscount, load and broad,<br /> Toward, to forward, to reward.<br /> And your pronunciation’s OK<br /> When you correctly say croquet,<br /> Rounded, wounded, grieve and sieve,<br /> Friend and fiend, alive and live.<br /> Ivy, privy, famous; clamour<br /> And enamour rhyme with hammer.<br /> River, rival, tomb, bomb, comb,<br /> Doll and roll and some and home.<br /> Stranger does not rhyme with anger,<br /> Neither does devour with clangour.<br /> Souls but foul, haunt but aunt,<br /> Font, front, wont, want, grand, and grant,<br /> Shoes, goes, does. Now first say finger,<br /> And then singer, ginger, linger,<br /> Real, zeal, mauve, gauze, gouge and gauge,<br /> Marriage, foliage, mirage, and age.<br /> Query does not rhyme with very,<br /> Nor does fury sound like bury.<br /> Dost, lost, post and doth, cloth, loth.<br /> Job, nob, bosom, transom, oath.<br /> Though the differences seem little,<br /> We say actual but victual.<br /> Refer does not rhyme with deafer.<br /> Feoffer does, and zephyr, heifer.<br /> Mint, pint, senate and sedate;<br /> Dull, bull, and George ate late.<br /> Scenic, Arabic, Pacific,<br /> Science, conscience, scientific.<br /> Liberty, library, heave and heaven,<br /> Rachel, ache, moustache, eleven.<br /> We say hallowed, but allowed,<br /> People, leopard, towed, but vowed.<br /> Mark the differences, moreover,<br /> Between mover, cover, clover;<br /> Leeches, breeches, wise, precise,<br /> Chalice, but police and lice;<br /> Camel, constable, unstable,<br /> Principle, disciple, label.<br /> Petal, panel, and canal,<br /> Wait, surprise, plait, promise, pal.<br /> Worm and storm, chaise, chaos, chair,<br /> Senator, spectator, mayor.<br /> Tour, but our and succour, four.<br /> Gas, alas, and Arkansas.<br /> Sea, idea, Korea, area,<br /> Psalm, Maria, but malaria.<br /> Youth, south, southern, cleanse and clean.<br /> Doctrine, turpentine, marine.<br /> Compare alien with Italian,<br /> Dandelion and battalion.<br /> Sally with ally, yea, ye,<br /> Eye, I, ay, aye, whey, and key.<br /> Say aver, but ever, fever,<br /> Neither, leisure, skein, deceiver.<br /> Heron, granary, canary.<br /> Crevice and device and aerie.<br /> Face, but preface, not efface.<br /> Phlegm, phlegmatic, ass, glass, bass.<br /> Large, but target, gin, give, verging,<br /> Ought, out, joust and scour, scourging.<br /> Ear, but earn and wear and tear<br /> Do not rhyme with here but ere.<br /> Seven is right, but so is even,<br /> Hyphen, roughen, nephew Stephen,<br /> Monkey, donkey, Turk and jerk,<br /> Ask, grasp, wasp, and cork and work.<br /> Pronunciation (think of Psyche!)<br /> Is a paling stout and spikey?<br /> Won’t it make you lose your wits,<br /> Writing groats and saying grits?<br /> It’s a dark abyss or tunnel:<br /> Strewn with stones, stowed, solace, gunwale,<br /> Islington and Isle of Wight,<br /> Housewife, verdict and indict.<br /> Finally, which rhymes with enough,<br /> Though, through, plough, or dough, or cough?<br /> Hiccough has the sound of cup.<br /> My advice is to give up!!!</em></p></blockquote> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/simpatiche-follie-della-pronuncia-inglese/183057/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Scientific American sui candidati repubblicani</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/scientific-american-candidati-repubblicani/182215/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/scientific-american-candidati-repubblicani/182215/#comments</comments> <pubDate>Sat, 07 Jan 2012 16:50:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[candidati]]></category> <category><![CDATA[dan savage]]></category> <category><![CDATA[elezioni americane]]></category> <category><![CDATA[gay]]></category> <category><![CDATA[Michele Bachmann]]></category> <category><![CDATA[Mitt Romney]]></category> <category><![CDATA[Newt Gingrich]]></category> <category><![CDATA[primarie repubblicane]]></category> <category><![CDATA[repubblicani]]></category> <category><![CDATA[Rick Perry]]></category> <category><![CDATA[Rick Santorum]]></category> <category><![CDATA[Ron Paul]]></category> <category><![CDATA[scientifici american]]></category> <category><![CDATA[Usa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=182215</guid> <description><![CDATA[Raramente i candidati repubblicani alla nomination per la Casa Bianca sono sembrati un gruppo più sbiadito e improbabile. Ma poiché uno di loro alla fine sfiderà Obama, la prestigiosa rivista scientifica Scientific American ha deciso di occuparsi anche di queste forme viventi, mettendole sotto al proprio microscopio giornalistico. E se la bizzarra banda di politici...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/newt-gingrich.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-182245" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/newt-gingrich-300x251.jpg?47e3a5" alt="Newt Gingrich con un fucile da lui firmato a Newport il 6 gennaio 2012" width="300" height="251" /></a>Raramente i candidati <strong>repubblicani </strong>alla nomination per la Casa Bianca sono sembrati un gruppo più sbiadito e improbabile. Ma poiché uno di loro alla fine sfiderà Obama, la prestigiosa rivista scientifica <a href="http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=gingrich-tops-scientific-american" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Scientific American</strong></em></span></a> ha deciso di occuparsi anche di queste forme viventi, mettendole sotto al proprio microscopio giornalistico. E se la bizzarra banda di politici del Great Old Party sembra, in larga parte, catapultata nel XXI secolo da qualche rattoppata <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/DeLorean_%28macchina_del_tempo%29" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">DeLorean</span></a>, va detto che il microscopio di <em>Scientific American</em> ha individuato delle differenze e ha potuto così stilare la sua classifica.</p><p>Alla fine, viene fuori una piccola sorpresa: l&#8217;ultra-conservatore <a href="http://www.newt.org/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Newt Gingrich</strong></span></a>, o &#8220;Newt Skywalker&#8221;, come veniva chiamato da giovane per la sua passione per la fantascienza, scavalca per <em>Scientific American</em> il &#8220;moderato del Massachussettes&#8221; <strong>Mitt Romney</strong>, che ha però il notevole pregio di essere un evoluzionista convinto e non un creazionista (!). Al terzo posto, l&#8217;anziano libertario del Texas, <strong>Ron Paul</strong>, il tipico carciofo a merenda nel mazzo dei repubblicani.</p><p>I colleghi americani ricordano di Gingrich la sua spassionata e reiterata dichiarazione d&#8217;amore per la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_della_Fondazione" target="_blank">trilogia della Fondazione</a></span> di <strong>Isaac Asimov</strong>. Del resto, alcune delle idee di questo anziano politico sembrano provenire direttamente dalle sue letture di fantascienza: ha sostenuto che gli Stati Uniti dovrebbero usare <a href="http://www.wired.com/dangerroom/2011/12/newt-gingrich-boy-genius/?pid=984" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">armi orbitali a raggio laser contro la Nord Corea</span></a>, installare <a href="http://thinkprogress.org/politics/2011/12/12/387649/newt-gingrichs-top-5-sci-fi-policy-proposals/?mobile=nc" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">specchi nello spazio</span></a> per aumentare la produttività dell&#8217;agricoltura o <a href="http://abcnews.go.com/blogs/politics/2011/12/fact-checking-the-debate-in-iowa/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">colonizzare la luna</span></a>. E mentre gli altri politici discutono del nuovo pericolo economico cinese, &#8220;Newt Skywalker&#8221; ha messo in guardia dalle conseguenze di un attacco nucleare con esplosione nello spazio sopra gli Usa, evento che scatenerebbe un <a href="http://www.nytimes.com/2011/12/12/us/politics/gingrichs-electromagnetic-pulse-warning-has-skeptics.html?_r=1" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">impulso elettromagnetico</span></a> in grado di mettere ko tutto ciò che è elettrico o elettronico, gettando il Paese all&#8217;indietro nell&#8217;età della pietra. Gingrich ha sei volte più fan di Romney su Twitter, ha scritto come co-autore ben <a href="http://www.newyorker.com/talk/comment/2011/12/19/111219taco_talk_hertzberg" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">sei storie ucroniche</span></a>, vale a dire racconti di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ucronia" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">fantastoria o fantapolitica</span></a> dove si parte da un evento storico reale e si immagina come sarebbe andata se&#8230; e si cambia un dettaglio fondamentale (il maestro di questo genere è <strong>Philip Dick</strong> con <em>La svastica sul sole, </em>me in Italia hanno fatto la loro parte anche il gruppo <strong>Wu Ming</strong> ed <strong>Enrico Brizzi</strong>).</p><p>Sull&#8217;evoluzionismo, Gingrich lo ha dapprima sostenuto, poi però sembra avere cambiato idea, e lo stesso si può dire per le sue posizioni ambigue sulla ricerca sulle cellule staminali, per la quale Newt ha sostenuto di &#8220;<em>esserne molto in favore, <a href="http://thinkprogress.org/health/2011/09/30/332730/gingrich-deceives-stem-cell-research/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">purché non si uccidano bambini o embrioni</span></a></em>&#8221; che è un po&#8217; come dire: sostengo la ricerca scientifica, purché non sia in mano a Mengele.</p><p>Subito dietro il nerd ultra-conservatore, si piazza <a href="http://www.mittromney.com/s/mitt-romney-2012" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Mitt Romney</strong></span></a>, che ha legami con la Silicon Valley definiti da <em>Scientific American</em> &#8220;<em>sorprendenti per un uomo d&#8217;affari</em>&#8220;. Giocano a suo favore, oltre all&#8217;<a href="http://thecaucus.blogs.nytimes.com/2007/05/11/romney-elaborates-on-evolution/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">esplicito evoluzionismo</span></a>, la volontà di investire nella ricerca nanotecnologica e dei materiali e i suoi legami con le principali aziende tecnologiche americane. Male invece sulle energie alternative.</p><p>Medaglia di bronzo, <a href="http://www.ronpaul2012.com/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Ron Paul</strong></span></a>, candidato di punta dei <a href="http://www.wired.com/politics/onlinerights/news/2007/09/ronpaul_supporters" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">geek americani</span></a> nonostante la sua età e la sua scarsa familiarità con la cultura pop, e tuttavia saggio utilizzatore di Internet e di Facebook per la sua campagna <a href="http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,1680172,00.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">sin dal 2008</span></a>. Paul finisce dietro Romney per le sue <a href="http://reason.com/blog/2008/01/02/ron-paul-evolution-denial-upda" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">ambigue idee sull&#8217;evoluzionismo</span></a> e per il suo essere a favore della rimozione di ogni impedimento alle industrie di estrazione petrolifera per trivellare ovunque ci possa essere petrolio nel mare davanti agli Usa.</p><p>Fuori dal podio, e assai distante dal terzo, si classificano lo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZCyTQEANlmM" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">smemorato di Collegno</span></a> <strong>Rick Perry</strong> e la barzelletta italo-americana e creazionista <strong>Rick Santorum</strong>, che ha un tale scetticismo per tutto ciò che odora di scienza e tecnologia che il suo sito web <a href="http://motherjones.com/politics/2010/08/rick-santorum-google-problem-dan-savage" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">è superato</span></a>, su Google, da <a href="http://blog.spreadingsantorum.com/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">quello d&#8217;opposizione</span></a> del giornalista e militante gay <strong>Dan Savage</strong>, dove si può leggere che &#8220;<em>Santorum sostiene che un adulto americano che a 5 anni ha avuto il cancro, dovrebbe pagare di più per la sua assicurazione sanitaria di un adulto che non lo ha avuto, perché quest&#8217;ultimo si è comportato meglio</em>&#8220;.</p><p>Per la teoria dell&#8217; &#8220;al peggio non c&#8217;è mai fine&#8221;, dietro Santorum arriva la signora <strong>Bachmann</strong> che ha affermato, tra le altre perle, che il vaccino per il papilloma virus, reso obbligatorio da Rick Perry in Texas, causa disabilità mentali e che la scienza sui cambiamenti climatici è &#8220;<a href="http://newhampshireprimary.blogspot.com/2011/12/michele-bachmann-durban-climate-change.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><em>costruita per distribuire ricchezza americana ad altri Paesi</em></span></a>&#8220;. La candidata del Tea Party sostiene l&#8217;insegnamento della favoletta del &#8220;<a href="http://spectator.org/archives/2011/06/24/answering-the-dreaded-evolutio" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">disegno intelligente</span></a>&#8221; creazionista nelle scuole americane e altre amenità del genere, ma dal momento che dopo le primarie dello Iowa si è ritirata, <strong>delle sue idee se ne possono occupare ora i più stretti familiari e basta</strong>.</p><p><em>Newt Gingrich tiene in mano un fucile che ha firmato per Tom Sullivan, a sinistra, vicepresidente di stabilimento presso Sturm, Ruger &amp; Co., azienda produttrice delle armi da fuoco Ruger (Newport, New Hampshire, 6 gennaio 2012). Per ingrandire <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/newt-gingrich.jpg?47e3a5" target="_blank">clicca qui</a></span></em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/scientific-american-candidati-repubblicani/182215/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;arte secondo Cavazzoni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/05/larte-secondo-cavazzoni/181793/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/05/larte-secondo-cavazzoni/181793/#comments</comments> <pubDate>Thu, 05 Jan 2012 17:27:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[critica letteraria]]></category> <category><![CDATA[cultura]]></category> <category><![CDATA[Ermanno Cavazzoni]]></category> <category><![CDATA[narrativa italiana]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=181793</guid> <description><![CDATA[Quante volte vi siete trovati alle prese con testi astrusi che pretendevano di dare una definizione, una formula, di cosa è l&#8217;arte o la letteratura? Cercare di rispondere a simili domande è un po&#8217; come cercare la risposta al &#8220;chi siamo, da dove veniamo&#8221; ed è sempre più necessario che chi decide di avventurarsi su...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/Cavazzoni.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-181814" title="Cavazzoni" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/Cavazzoni-185x300.jpg?47e3a5" alt="" width="185" height="300" /></a>Quante volte vi siete trovati alle prese con testi astrusi che pretendevano di dare una definizione, una formula, di cosa è l&#8217;arte o la letteratura? Cercare di rispondere a simili domande è un po&#8217; come cercare la risposta al &#8220;chi siamo, da dove veniamo&#8221; ed è sempre più necessario che chi decide di avventurarsi su un simile terreno custodisca non solo contenuti interessanti da comunicare, ma anche una discreta capacità narrativa per farlo.<br /> <strong> </strong></div><div><strong>Ermanno Cavazzoni</strong> (Reggio Emilia, 1947) è uno di quegli scrittori italiani di cui si parla troppo poco. Una di quelle penne che sanno mantenere uno stile in grado di affabulare il lettore anche quando sono alle prese con un testo di saggistica.  Cavazzoni scrive e pubblica dal 1976, e dalla fine degli anni Ottanta a oggi ha sfornato diversi libri, tutti necessari e lavorati con quell&#8217;amore per le lettere che ha caratterizzato <strong>la piana di Reggio Emilia e Modena</strong> come un&#8217;area emiliana fertilissima di grandi penne (da <strong>Ariosto</strong> a <strong>Paterlini</strong>, passando per <strong>Boiardo</strong>, <strong>Tassoni</strong>, <strong>Guareschi</strong>, <strong>Delfini</strong>, <strong>D&#8217;Arzo</strong> e <strong>Tondelli</strong>, solo per citare le maggiori).</div><div><p>Il libro che vi consiglio oggi è dunque <em><strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788874622740/cavazzoni-ermanno/limbo-delle-fantasticazioni.html?shop=5277" target="_blank">Il limbo delle fantasticazioni</a></strong> </em>(Quodlibet, 2009, Euro 12,50, 143 pp.) e se ve ne parlo a distanza di quasi tre anni dalla sua uscita è perché è <strong>uno di quei testi senza tempo, che non ci si deve far scappare.</strong> Cavazzoni tratta di cosa è l&#8217;arte, cosa è la letteratura e cosa è la critica letteraria, ma lo fa in modo arguto e diverso dai soliti sproloqui in cui spesso si avventa la critica letteraria di basso cabotaggio: &#8220;<em>Se potessi legiferare, decreterei che la questione dell&#8217;arte sia d&#8217;ora in poi trascurata, e che la cosiddetta letteratura coi suoi generi […] le sue figure […], con la sua organizzazione di giudici, la sua rete di promozione, le sue teorie (e la domanda tipica: che cos&#8217;è la letteratura?) decreterei che la letteratura sia un caso particolare, piccolo (anche se supponente e aggressivo), del più vasto, vastissimo e libero limbo delle fantasticazioni. Dico limbo perché, come si sa, nel limbo sostavano i non battezzati; e dico fantasticazioni per sottrarre le scritture all&#8217;apparato ministeriale della letteratura</em>&#8220;. (26)</p><p>La letteratura come caso particolare del più vasto limbo delle fantasticazioni. La letteratura come qualcosa di molto personale, che non deve rispondere a formule, in grado di <strong>rendere</strong><strong> emozioni universali partendo dal particolare</strong>. Cavazzoni sostiene che <strong>l&#8217;arte è sempre un tentativo di duplicazione da una soggettiva personale. </strong>E per spiegarlo fa l&#8217;esempio del pittore che va in campagna a riprodurre una particolare mattina di brina in campagna. Al termine della lunga descrizione su tutto ciò che il pittore necessita e su tutti i dubbi da superare, Cavazzoni conclude: &#8220;<em>In verità il pittore, specie se è un pittore anonimo e ignoto, è preso di tanto in tanto dallo spavento del nulla, che tutto corra verso il nulla, lui compreso, il condominio e sua moglie compresi, ma anche purtroppo quella mattina di brina mattutina sulle colline; e lui vorrebbe porci rimedio. Questa faccenda della duplicazione nasce da qui, checché se ne dica.</em>&#8221; (67).</p><p>E&#8217; proprio così: l&#8217;arte nasce dalla voglia di duplicare le cose, di fermare il tempo, di lasciare una traccia, di impedire &#8211; puerilmente &#8211; che una particolare mattina di brina in campagna passi e venga dimenticata per sempre. Motivo per cui tutti i romanzi hanno un che di autobiografico: il tema scelto dall&#8217;autore, anzitutto, ma anche il modo di presentarlo, che fa leva sulla memoria o sul modo di narrare, necessariamente una prospettiva soggettiva.</p><p>Sono diversi i passi di Cavazzoni che potrebbero essi messi in cornice: io ho selezionato quella che mi è sembrata una <strong>giusta collocazione </strong><strong>del peso da riservare alla critica letteraria</strong>: &#8220;<em>Tutta questa concezione aveva peso sull&#8217;apparato di apprezzamento e sull&#8217;idea che ci si faceva di un&#8217;opera, alimentando la chiacchiera di accoglienza di un&#8217;opera; in parte influiva sull&#8217;autore, cioè sull&#8217;idea che l&#8217;autore aveva di sé e del suo lavoro. Ma la produzione di scritture è per fortuna anche in una certa misura indipendente dalla loro teorizzazione.</em>&#8221; (44)</p><p>Imperdibili anche le pagine sull’<strong>intertestualità</strong>, che lascio ai lettori scoprire, mentre <strong>suonano</strong><strong> troppo amare </strong><strong>quelle sul mondo editoriale italiano</strong>, che a detta di Cavazzoni, “<em>è fatto di ladri, perché ho sentito ripetutamente di gente che ha inviato il suo dattiloscritto […] e se lo è trovato di lì a poco già stampato in vendita in libreria</em>” (69). A nome di tutti gli scriventi e gli scrittori non famosi d’Italia, speriamo che ciò che ha sentito Cavazzoni non corrisponda al vero.</p></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/05/larte-secondo-cavazzoni/181793/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le parole di Susanna Bissoli</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/29/parole-susanna-bissoli/180349/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/29/parole-susanna-bissoli/180349/#comments</comments> <pubDate>Thu, 29 Dec 2011 11:40:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Sciltian Gastaldi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[cultura]]></category> <category><![CDATA[letteratura del XXI secolo]]></category> <category><![CDATA[nuova letteratura italiana]]></category> <category><![CDATA[susanna bissoli]]></category> <category><![CDATA[terre di mezzo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=180349</guid> <description><![CDATA[Natale, tempo di letture. Tra i libri che mi sono capitati tra le mani, vi segnalo il secondo romanzo di Susanna Bissoli, Le parole che cambiano tutto, (Terre di Mezzo Editore, 2011, 12 euro, 128 pp). Parafrasando Caparezza, il secondo libro è sempre il più difficile nella carriera di uno scrittore, e Bissoli centra l’obiettivo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/12/Copertina-Le-Parole.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-180550" title="Copertina Le Parole" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/12/Copertina-Le-Parole-204x300.jpg?47e3a5" alt="" width="204" height="300" /></a>Natale, tempo di letture. Tra i libri che mi sono capitati tra le mani, vi segnalo il secondo romanzo di<strong> Susanna Bissoli</strong>, <em><a href="http://libri.terre.it/libri/collana/0/libro/304/Le-parole-che-cambiano-tutto" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Le parole che cambiano tutto</strong></span></a>, </em>(Terre di Mezzo Editore, 2011, 12 euro, 128 pp). Parafrasando Caparezza, il secondo libro è sempre il più difficile nella carriera di uno scrittore, e Bissoli centra l’obiettivo dopo il suo acclamato <em><a href="http://libri.terre.it/libri/collana/0/libro/205/Caterina-sulla-soglia" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Caterina sulla soglia</span></a> </em>(Terre di Mezzo Editore, 2009, 10 euro, 112 pp). L’autrice si inserisce di buon passo in quel filone della letteratura femminile italiana capace di raccontare emozioni complesse partendo da piccoli dettagli apparentemente insignificanti, e vengono alla mente romanzi come <em>La guerra dei figli</em> di <strong>Lidia Ravera</strong>, <em>L’arte della gioia </em>di <strong>Goliarda Sapienza</strong>, e soprattutto la raccolta <em>Le parole che non ti ho detto </em>di <strong>Francesca Romana Capone</strong>.</p><p>Bissoli ci racconta la storia di Arianna, fuggita ad Atene per inseguire un amore e ritrovare se stessa, narrata nel momento in cui prende una decisione altrettanto difficile: <strong>tornare a casa</strong> &#8211; a Ronco, in Veneto &#8211; forse un po’ con la coda tra le gambe, perché quell’amore, quella molla interiore che l’aveva spinta ad attraversare il mare, si è esaurita:  “<em>Come da Janis quella sera che salivamo verso Kolonnaki e io gli ho chiesto &#8220;Mi ami ancora?&#8221; E lui ha detto &#8220;No, penso di non amarti più&#8221;. E io mi sono fermata sugli scalini come spezzata in due, mi tenevo la pancia, mi mancava il respiro. Lui ha aspettato che riprendessi a camminare e poi siamo andati a quel cavolo di spettacolo e poi a prendere una birra con gli amici e poi per un po’ di mesi abbiamo fatto finta di niente. Finiscono così, le cose.” </em>Finiscono così, le cose, ma lasciano le persone cambiate per sempre. Nel caso di<em> </em>Arianna non c’è solo <strong>il ricordo dal sapore di ferro dell’amore finito</strong>, ma anche una maternità di cui ancora nessuno sa, soprattutto in famiglia e nel suo paesino.</p><p>Eppure, tornata a casa, scoprirà che il mondo non gira attorno ai suoi problemi e che anzi <strong>non è affatto l’unica a custodire dei grandi segreti.</strong> Si comincia da suo padre Francesco, figura chiusa e taciturna, che trova in una lettera scritta da un figlio ormai grande ma mai conosciuto prima una risposta al senso di vuoto lasciato dalla morte della moglie. Poi c’è Denis, fratello gay in cerca di un suo spazio lontano dal padre. Ma soprattutto c’è da<strong> </strong><strong>fare i conti con la</strong><strong> formidabile assenza della mamma</strong>: “<em>Spesso la sera mi addormentavo con il rumore della macchina da cucire e me la immaginavo di là, con una montagna di stoffe sul tavolo. Tante cuciture da accompagnare con il dito. Aveva intimità con i corpi, mia mamma. Pance, gobbe, incavi protuberanze. /Gliela allargo un pochettino qui… /Tutte quelle donne si fidavano di lei. Mia mamma si muoveva cauta e discreta nello spazio minato delle loro spavalderie, le ansie, i pudori, le rassegnazioni</em>.” C’è molto altro di non detto e di non saputo nella famiglia di Arianna, e starà a lei scoprire a poco a poco una realtà forse scomoda, ma ricca di profumi, di azioni, di propositi, di ricordi, di lunghi viaggi in macchina costeggiando l’Adriatico. Le parole che cambiano tutto sono allora quelle mai dette prima, parole che mettono a nudo tutto ciò che è rimasto sotto silenzio, parole che dipingono il romanzo di una tensione leggera ma costante.</p><p>Qualche critico ha parlato di letteratura minimalista, ma siamo distanti da <strong>Bret Easton Ellis</strong> e <strong>Jay McInerney</strong> dal momento che Bissoli non si tira indietro quando c’è da far parlare emozioni profonde e scavare in psicologie inaspettatamente complesse. “<em>Quando siamo risalite ha voluto che la prendessi in spalla. Il suo peso sulle mie spalle e le sue mani sporche di sabbia allacciate sotto il mio mento mi davano un piacere fisico. Abbandonarsi. Accogliere un peso. Mi viene in mente mio padre qualche giorno fa in mezzo ai ciliegi, quando mi ha teso la mano perchè lo tirassi su e io ho sentito tutto il suo peso per la prima volta nella mia vita. Forse più che con l&#8217;amore ha a che fare con la forza di gravità, ma non è quella che ci tiene attaccati al mondo?</em>” Bissoli firma un acquerello narrativo che ha incontrato il favore della critica e del pubblico, almeno a guardare le decine di ottimi giudizi piovutile addosso sul sito <a href="http://www.anobii.com/books/Le_parole_che_cambiano_tutto/9788861891593/018e3f85e1855fdbf0/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Anobii.com</span></a>, che in Italia è ormai diventato la cartina di tornasole del gradimento dei lettori.</p><p>Ultima annotazione: un elogio alla casa editrice <strong>Terre di Mezzo</strong> di Milano, non solo per la finezza della scelta dei suoi testi, affidati tra gli altri all&#8217;occhio di <strong>Davide Musso</strong>, ma anche per il prodotto editoriale definitivo: libri che odorano di buono, ben stampati, sostanzialmente privi di refusi, dalle copertine graficamente efficaci ed esteticamente belle.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/29/parole-susanna-bissoli/180349/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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