<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; SEgnalatidallarete</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/segnalatidallarete/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>La birra del segretario</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/birra-segretario/186096/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/birra-segretario/186096/#comments</comments> <pubDate>Tue, 24 Jan 2012 12:17:58 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bersani]]></category> <category><![CDATA[Birra]]></category> <category><![CDATA[Partito democratico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=186096</guid> <description><![CDATA[Fa discutere l&#8217;immagine di Bersani seduto da solo in un pub, mentre prepara un discorso sorseggiando una bionda. 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Quell&#8217;immagine è il migliore spot che il PD possa presentare, in una futura e futuribile campagna elettorale. Perché ci restituisce un uomo normale, che sfrutta anche le pause per lavorare e che sorseggia la bevanda &#8220;proletaria&#8221; per eccellenza (essendo il vino da un po&#8217; di anni a questa parte relegato al ruolo di bevanda d&#8217;élite&#8230;), senza i nani e le ballerine del berlusconismo o l&#8217;aura serafica del loden dei professori. Ora, io non sono e non sarò mai un elettore del PD, per quanto mi riguarda o diventa una forza socialdemocratica o non ha senso di esistere, però quell&#8217;uomo mi inspira un misto di tenerezza e fiducia. Magari non frequenta la giusta compagnia (D&#8217;Alema e Penati su tutti), non è un adone (io lo trovo identico a Gargamella, per intenderci) e non mi sembra proprio un falco della politica (l&#8217;allenza con l&#8217;UDC è suicida per il suo partito, spero se ne renda conto) però è un personaggio che sa di onestà. Commette errori, ma li fa in buona fede, per troppa foga e troppa passione. È tutto gnocco fritto e balera, come le feste dell&#8217;Unità di una volta. Crozza con la sua imitazione ha dato a quest&#8217;uomo una mano grandissima, svecchiandone l&#8217;immagine e rendendolo popolare; e c&#8217;è da dire che il segretario ha saputo assecondare con intelligenza l&#8217;umorismo del comico genovese, ricavandone tantissimo. Insomma, al di là dell&#8217;aspetto politico, Bersani è il ritratto del tuo amico d&#8217;infanzia, quello che rivedi dopo 40 anni, stempiato e con una vita terribilmente ordinaria, tutta ufficio, casa e con lo sport in TV come unica distrazione, ma che è ancora in grado di farti ridere a crepapelle sparlando del suo capo o ricordandoti &#8220;di quella volta a scuola&#8230;&#8221;. Ci passeresti volentieri una serata. Magari proprio davanti ad una birra.</p><p>di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://lasteccanelcoro-ulixess.blogspot.com/" target="_blank">Ulixess</a></span></p><p>L&#8217;immagine di Pierluigi Bersani è stata diffusa da <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://twitter.com/#!/lucasappino" target="_blank">lucasappino</a></span> sul suo account Twitter</p><p>Segnalaci il tuo blog preferito: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/segnala-blog/" target="_blank">clicca qui</a></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/birra-segretario/186096/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Sferracavalli: il teatro può cambiare le cose?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/18/sferracavalli-il-teatro-puo-cambiare-le-cose/152153/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/18/sferracavalli-il-teatro-puo-cambiare-le-cose/152153/#comments</comments> <pubDate>Thu, 18 Aug 2011 09:31:49 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[immigrati]]></category> <category><![CDATA[Lizzano]]></category> <category><![CDATA[Sferracavalli]]></category> <category><![CDATA[teatro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=152153</guid> <description><![CDATA[C’è un cinema abbandonato nella provincia orientale di Taranto che ha riaperto per la prima volta al pubblico dopo trent’anni. E c’è un paese intorno a quel cinema che sta provando a guardare agli immigrati in un modo nuovo. A Lizzano è in corso Sferracavalli, un festival internazionale di teatro che ogni anno sarà dedicato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/08/teatro.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-152154" title="Sferracavalli" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/08/teatro-300x199.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="199" /></a>C’è un cinema abbandonato nella provincia orientale di Taranto che ha riaperto per la prima volta al pubblico dopo trent’anni. E c’è un paese intorno a quel cinema che sta provando a guardare agli immigrati in un modo nuovo. A Lizzano è in corso <a href="http://www.sferracavalli.com/" target="_blank">Sferracavalli</a>, un festival internazionale di teatro che ogni anno sarà dedicato ai paesi più rappresentati nel territorio come numero di immigrati.</p><p>Questa prima edizione è dedicata alla Romania e ha portato in paese tre compagnie di attori, danzatori, musicisti e drammaturghi. E venti volontari, tutti ospiti delle famiglie lizzanesi e arrivati da ogni parte del mondo (India, Nuova Zelanda, Australia, Austria, Inghilterra, Spagna).</p><p>Se uno non c’è mai stato a Lizzano tutto questo forse potrebbe non sembrare così sorprendente. Ma Lizzano è un paese di diecimila abitanti in una delle province più dimenticate della Puglia, da tempo rassegnata a pensarsi periferia economica, politica, culturale e sociale. Un posto dal quale andare via al più presto. In questi giorni invece c’è un sacco di gente a Lizzano. E le richieste per i biglietti degli spettacoli sono già il doppio della capienza del cinema. Chi ancora pensa che il teatro non possa cambiare niente, dovrebbe venire a vedere quello che sta succedendo a Lizzano in questi giorni.</p><p>di Elena Favilli</p><p>Fonte: <a href="http://www.elenafavilli.com/blog/" target="_blank">www.elenafavilli.com</a></p><p>La foto è tratta da: <a href="http://www.sferracavalli.com/foto-video/foto" target="_blank">www.sferracavalli.com</a></p><p>Segnala il tuo blog preferito, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/segnala-blog/" target="_blank">clicca qui</a></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/18/sferracavalli-il-teatro-puo-cambiare-le-cose/152153/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Finisce il reality dell’Asinara</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/09/finisce-il-reality-dell%e2%80%99asinara/117017/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/09/finisce-il-reality-dell%e2%80%99asinara/117017/#comments</comments> <pubDate>Thu, 09 Jun 2011 15:01:22 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[asinara]]></category> <category><![CDATA[isola dei cassintegrati]]></category> <category><![CDATA[operai]]></category> <category><![CDATA[sindacato]]></category> <category><![CDATA[vinyls]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=117017</guid> <description><![CDATA[Avantieri pomeriggio una commissione di operai Vinyls, selezionata dal sindacato, ha avuto l’onore di essere ricevuta dal presidente della Repubblica. L’incontro non risolverà certo le sorti della vertenza, ma ha ridato forza a chi da due anni vive di cassintegrazione: “Sembrava uno di noi, incredibile! Ci ha messi a nostro agio”, commenta Emanuele. Nonostante i fatti...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Avantieri pomeriggio una commissione di<strong> operai Vinyls</strong>, selezionata dal sindacato, ha avuto l’onore di essere <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=168056&amp;v=2&amp;c=1489&amp;t=1" target="_blank">ricevuta dal <strong>presidente della Repubblica</strong></a></span>. L’incontro non risolverà certo le sorti della vertenza, ma ha ridato forza a chi da due anni vive di cassintegrazione: <em>“Sembrava uno di noi, incredibile! Ci ha messi a nostro agio”</em>, commenta Emanuele. Nonostante i fatti sembrino indicare un’imminente sconfitta per gli operai, loro non si sono ancora dati per vinti: <em>“Si può anche perdere il lavoro ma non la dignità”</em>, sottolinea Piergianni.</p><p>La solidarietà espressa da Napolitano aiuta anche a chiudere uno storico capitolo di lotta operaia. Oggi, riuniti in Torre Aragonese, i lavoratori della Vinyls dicono<strong> addio all’Asinara</strong>, dopo ben 15 mesi di vita tra le sbarre dell’ex carcere. Termina qui <a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/storia/" target="_blank">l’unico reality “reale<em>”</em></a>, senza vincitori ma con una grande paura all’orizzonte: il fallimento.</p><p>All’inizio erano in tanti gli operai che dormivano nelle celle di quel carcere abbandonato, poi col passare del tempo sempre meno, finché alla fine ne rimase solo uno per tenere in piedi un simbolico avamposto. Da oggi <strong>non c&#8217;è più nessuno</strong>: solo i gabbiani e i cinghiali a cui l’ultimo occupante dell’isola dava dei nomi (nei suoi poetici diari di lotta) per non sentirsi così solo. Per non impazzire.</p><p>Se i sindacati nazionali si fossero messi in gioco, o se i <a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/2011/06/01/vinyls-si-chiude-il-pd-firma-il-ricatto-delleni/" target="_blank">politici locali</a> avessero mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale, forse oggi queste persone avrebbero ancora la speranza di un lavoro. Che bello sarebbe se il <strong>sindacato</strong> lottasse al fianco dei lavoratori… riuscite a immaginarlo? Purtroppo da questa storia abbiamo imparato che i lavoratori italiani non possono permettersi il lusso di fidarsi né del sindacato, né della politica. <strong>Sono soli. </strong>Come su un’isola deserta.</p><p>Ora che l’occupazione dell’Asinara è finita, vogliamo dire due parole su quella che consideriamo il simbolo delle rivendicazioni operaie degli ultimi anni. <em>L’isola dei cassintegrati </em>è stata la dimostrazione che <strong>creatività e Internet</strong> sono due ingredienti fondamentali se vuoi che le persone vengano a conoscenza della tua situazione. Grazie a queste due componenti siamo riusciti a portare questa storia alla ribalta dei <a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/articoli-che-parlano-di-noi/" target="_blank">media più importanti</a> d’Europa (e oltre), una cosa impensabile per chi, essendo sardo, è abituato ad essere ignorato dalla stampa nazionale.</p><p>Per noi del blog è stato un lavoro continuo di comunicazione, giornalismo, ufficio stampa, pubbliche relazioni e marketing, che ci ha tenuto inchiodati davanti al computer intere giornate per oltre un anno. Siamo un <a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/redazione/" target="_blank"><strong>dietro le quinte</strong></a> che ha lavorato costantemente per tenere in piedi il reality “reale”, che chiunque può seguire sul web. Per quanto riguarda i cassintegrati, bisogna sottolineare la resistenza stoica che ha permesso loro di chiudersi dietro le sbarre di una prigione, su un’isola deserta.</p><p>Dei sardi si dice che siamo <strong>testardi</strong>. È vero.</p><p>Abbiamo narrato su queste pagine virtuali ogni momento della <a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/storia/asinara-story/" target="_blank">vertenza Vinyls</a> e con questa siamo cresciuti fino a porci l’obiettivo di raccontare anche altre storie di protesta. Perché i cassintegrati della Vinyls ci hanno insegnato che l’unione fa la forza e che quando si perde lo <strong>spirito di squadra</strong> non c’è gioco che valga la pena giocare. Si perde tutto.</p><p>Presto non ci sarà più nessuno in quel carcere abbandonato, ma <em>L’isola dei cassintegrati</em> continuerà a vivere. L&#8217;Asinara rimarrà per noi un simbolo di creatività, coraggio, innovazione, ma soprattutto… <strong>rivoluzione</strong>.</p><p>di <em>Marco Nurra, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/2011/06/08/finisce-il-reality-dellasinara-senza-vincitori/" target="_blank">Isoladeicassintegrati.com</a></span></em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/09/finisce-il-reality-dell%e2%80%99asinara/117017/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Nucleare. I pazzi siete voi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/15/nucleare-i-pazzi-siete-voi/111407/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/15/nucleare-i-pazzi-siete-voi/111407/#comments</comments> <pubDate>Sun, 15 May 2011 15:37:25 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[greenpeace]]></category> <category><![CDATA[i pazzi siete voi]]></category> <category><![CDATA[Nucleare]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=111407</guid> <description><![CDATA[Siamo un gruppo di ragazzi e ragazze. Viviamo come se fosse esplosa una centrale nucleare. Al chiuso. Solo internet. Niente cibi freschi. (Qui la diretta streaming) Non usciremo fino a che il referendum cancellerà l&#8217;incubo nucleare. Pazzi? I pazzi siete voi se non andate a votare Sì il 12 e 13 giugno. Fonte: ipazzisietevoi.it]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Siamo un gruppo di ragazzi e ragazze. Viviamo come se fosse esplosa una centrale nucleare. Al chiuso. Solo internet. Niente cibi freschi. (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ustream.tv/channel/greenpeaceitalia" target="_blank">Qui la diretta streaming</a></span>)</p><p>Non usciremo fino a che il referendum cancellerà l&#8217;incubo nucleare.</p><p>Pazzi? I pazzi siete voi se non andate a votare Sì il 12 e 13 giugno.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/IwwBvsSOqf8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Fonte: <a href="http://ipazzisietevoi.it/" target="_blank">ipazzisietevoi.it</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/15/nucleare-i-pazzi-siete-voi/111407/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>28</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;Italia precaria a Bruxelles</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/22/litalia-precaria-a-bruxelles/106418/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/22/litalia-precaria-a-bruxelles/106418/#comments</comments> <pubDate>Fri, 22 Apr 2011 16:00:54 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Belgio]]></category> <category><![CDATA[Bruxelles]]></category> <category><![CDATA[fuga dei cervelli]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[italiani]]></category> <category><![CDATA[Mariastella Gelmini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=106418</guid> <description><![CDATA[&#8220;Ci hanno rubato la progettualità, non c&#8217;è una prospettiva di lungo termine&#8221;. &#8220;Essere bravi e qualificati è un problema&#8221;. &#8220;L&#8217;Italia mi ha regalato un&#8217;istruzione pubblica di altissima qualità, ci ha messo dei soldi: e io, quei soldi, li sto regalando a qualcun altro, in tasse&#8221;. I giovani italiani in Belgio spiegano il perché della loro fuga al...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/joLwjO95bWM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>&#8220;Ci hanno rubato la progettualità, non c&#8217;è una prospettiva di lungo termine&#8221;</em>. <em>&#8220;Essere bravi e qualificati è un problema&#8221;</em>. <em>&#8220;L&#8217;Italia mi ha regalato un&#8217;istruzione pubblica di altissima qualità, ci ha messo dei soldi: e io, quei soldi, li sto regalando a qualcun altro, in tasse&#8221;</em>. I <strong>giovani italiani in Belgio</strong> spiegano il perché della loro fuga al <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/09/italiani-a-bruxelles-dopo-la-pizza-e-gli-spaghetti-litalia-esporta-anche-il-precariato/103342/" target="_blank">sit in di Place de la Bourse a Bruxelles</a></span>, indetto il 9 aprile scorso all&#8217;interno della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/17/il-nostro-tempo-e-adesso-mobilitazione-delle-associazioni-dei-precari-roma-9-aprile-2011/98324/" target="_blank">manifestazione nazionale sul precariato giovanile e diritto al lavoro</a></span>. Ragazzi e ragazze raccontano la loro storia di precarietà, le ragioni che li hanno spinti a lasciare l&#8217;Italia, quale qualità di vita hanno trovato in Belgio e cosa cambierebbero nel nostro Paese per avere finalmente una speranza di futuro.</p><p>All’affermazione del ministro Mariastella Gelmini, <em>&#8220;Se nel nostro Paese esiste la<strong> fuga dei cervelli</strong> é segno di una loro buona produzione&#8221;</em> , i giovani rispondono direttamente al ministro affermando con forza che é una fuga dovuta non a una scelta ma ad una necessità, la necessità di un progettualità di vita negata in Italia.</p><p><em>di Silvia de Pasquale, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.lafabbricadibruxelles.eu/" target="_blank">www.lafabbricadibruxelles.eu</a></span></em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/22/litalia-precaria-a-bruxelles/106418/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Diario dall&#8217;isola dei cassintegrati: giorno 398</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/30/diario-dallisola-dei-cassintegrati-giorno-398/101071/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/30/diario-dallisola-dei-cassintegrati-giorno-398/101071/#comments</comments> <pubDate>Wed, 30 Mar 2011 16:34:35 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Eni]]></category> <category><![CDATA[isola dei cassintegrati]]></category> <category><![CDATA[Opposizione]]></category> <category><![CDATA[vinyls]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=101071</guid> <description><![CDATA[Ore 7:30 &#8211; Oggi è una mattina nuvolosa, la temperatura è sopportabile Ore 11:00 &#8211; Si continua nel ridicolo, la fantomatica riunione di oggi è stata spostata ad un fantomatico giovedì. 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Deve aver perso il dono della parola, non sentiamo nessun intervento in Parlamento in difesa della nostra causa, anche loro sono succubi di Eni? Anche loro sono responsabili dei nostri ragazzi che sfidano il pericolo sulle torce e sui silos.</p><p>Ore 20:00 &#8211; Nell’assemblea telefonica di oggi con Ravenna e Marghera si parla dei nostri aguzzini, ci troviamo concordi a definirli FURFANTI.</p><p>Ore 21:00 &#8211; Ormai è inevitabile, dobbiamo andare a Roma per sturare le orecchie a questo Governo, con la nostra solita compostezza e autocontrollo.</p><p>Fonte: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.isoladeicassintegrati.com" target="_blank">www.isoladeicassintegrati.com</a></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/30/diario-dallisola-dei-cassintegrati-giorno-398/101071/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>I have sex</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/28/i-have-sex/100599/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/28/i-have-sex/100599/#comments</comments> <pubDate>Mon, 28 Mar 2011 16:20:00 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[destra]]></category> <category><![CDATA[Religione]]></category> <category><![CDATA[sesso]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=100599</guid> <description><![CDATA[In America, i pazzi schizzati della destra religiosa fanno campagne per l’astinenza sessuale – considerato unico metodo contraccettivo e profilattico lecito – contribuendo a dare quell’immagine torbida e proibita del sesso che ne ha rovinato la pratica, e con essa la vita, a tantissime generazioni. In particolare, l’idea che i più giovani possano decidere di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In America, i pazzi schizzati della destra religiosa fanno campagne per <strong>l’astinenza sessuale</strong> – considerato unico metodo contraccettivo e profilattico lecito – contribuendo a dare quell’immagine torbida e proibita del sesso che ne ha rovinato la pratica, e con essa la vita, a tantissime generazioni. In particolare, l’idea che i più giovani possano decidere di fare sesso con consapevolezza e naturalezza, senza niente da nascondere, è combattuta con le immagini più fosche. Così è nata questa campagna dove diversi adolescenti senza risolini (o forse solo qualcuno) dicono la cosa più naturale del mondo: <em>“We are your youth”</em>, siamo la vostra gioventù,  e <em><strong>“I have sex”</strong></em>, facciamo sesso. Di che vi stupite?</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/gaxBR1AiFS4" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Questo è davvero quello che ci vorrebbe in moltissimi Paesi mussulmani. Farebbe davvero fare un incredibile salto in avanti a quelle società.</p><p><em>Tratto da <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.distantisaluti.com/i-have-sex/" target="_blank">Distintisaluti.com</a></span></em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/28/i-have-sex/100599/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>42</slash:comments> </item> <item><title>Mobile Pass: il tram si paga con lo smartphone</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/24/mobile-pass-il-tram-si-paga-con-lo-smartphone/99715/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/24/mobile-pass-il-tram-si-paga-con-lo-smartphone/99715/#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 Mar 2011 14:37:47 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Tecno]]></category> <category><![CDATA[mezzi pubblici]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[smartphone]]></category> <category><![CDATA[Telecom]]></category> <category><![CDATA[trasporti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=99715</guid> <description><![CDATA[Si chiama tecnologia Nfc (Near field communication) ed è attualmente la preferita di Google per quanto riguarda gli smartphone: questa utile funzionalità permette, infatti, di pagare tutti quei servizi che supportano la carta di credito utilizzando lo smartphone, ed eliminando quindi carte e supporti di plastica. Negli Usa la sperimentazione è già stata avviata dal marchio di Mountain...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama tecnologia <strong>Nfc </strong>(Near field communication) ed è attualmente la preferita di Google per quanto riguarda gli <strong>smartphone</strong>: questa utile funzionalità permette, infatti, di pagare tutti quei servizi che supportano la carta di credito utilizzando lo smartphone, ed eliminando quindi carte e supporti di plastica.</p><p>Negli Usa la sperimentazione <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ciakcellulare.com/pagamento-con-lo-smartphone-negli-usa-e-in-arrivo-1002/" target="_blank">è già stata avviata</a></span> dal marchio di Mountain View, che intende fornire i terminali per il pagamento Nfc ai negozi delle principali città americane. E mentre in casa Starbucks, dove il sistema era già stato introdotto alcuni mesi fa, <a href="http://mashable.com/2011/03/23/starbucks-card-mobile-payments/" target="_blank">si registrano ottimi dati</a>, ecco che l’Nfc si prepara ad arrivare in Italia, precisamente (almeno per cominciare) sui <strong>mezzi pubblici </strong><strong>di Milano</strong>. A compiere il grande passo sarà <strong>Telecom Italia</strong>, che dopo aver raggiunto un accordo con l&#8217;Atm (Azienda di Trasporti Milanesi) darà il via a una fase di sperimentazione degli abbonamenti su smartphone per il tram, in partenza dal prossimo mese di aprile.</p><p>Trattandosi di sperimentazione, l’utilizzo di questa funzionalità telematica sarà inizialmente <strong>riservato a 100 volontari</strong>, che effettueranno i dovuti test sul campo, utilizzando le apparecchiature Telecom: nello specifico sarà utilizzato un<em> </em>Samsung GT-S5230N. Per risultare tra i 100 che utilizzeranno in anteprima la tecnologia Nfc sui tram milanesi, sarà necessario rispondere a un’altra serie di requisiti: bisognerà essere clienti Tim, possedere un abbonamento su tessera elettronica Atm e avere un account PayPal tramite il quale verranno effettuati i pagamenti.</p><p>L’11 aprile sarà il giorno chiave per l’inizio delle sperimentazioni: lo smartphone diventa quindi biglietto utile su tram, autobus, filobus e metro di Milano. Con questa innovazione, il capoluogo lombardo diviene la <strong>seconda città europea </strong>che avvia una sperimentazione di questo tipo, preceduta solamente da Nizza.</p><p><em>di Matteo Aldamonte, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ciakcellulare.com/mobile-pass-il-tram-pagato-con-lo-smartphone-arriva-in-italia-1014/" target="_blank">Ciakcellulare.com</a></span></em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/24/mobile-pass-il-tram-si-paga-con-lo-smartphone/99715/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>La fine della sovranità italiana</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/20/la-fine-della-sovranita-italiana/98941/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/20/la-fine-della-sovranita-italiana/98941/#comments</comments> <pubDate>Sun, 20 Mar 2011 13:17:59 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Guerra]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[sovranità]]></category> <category><![CDATA[Usa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=98941</guid> <description><![CDATA[Trovarsi in guerra senza nemmeno sapere perché. Questo ormai tocca in sorte a milioni di persone, milioni di telespettatori che prima assistevano ai salamelecchi pro Gheddafi e ora vedono le immagini dell’attacco militare occidentale, poi vedranno una guerra ancora più grande e catastrofica. Era un’altra musica nell’ottobre 2008, quando Giulio Andreotti, Nicola Latorre, Vittorio Sgarbi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Trovarsi in guerra <strong>senza nemmeno sapere perché</strong>. Questo ormai tocca in sorte a milioni di persone, milioni di telespettatori che prima assistevano ai salamelecchi pro Gheddafi e ora vedono le immagini dell’attacco militare occidentale, poi vedranno una guerra ancora più grande e catastrofica. Era un’altra musica nell’ottobre 2008, quando Giulio Andreotti, Nicola Latorre, Vittorio Sgarbi e Beppe Pisanu erano al cospetto del Colonnello con la loro brava fascia verde e il cappello bipartisan in mano, grati per il fresco impegno libico che salvava la banca Unicredit dal disastro innescato dagli scricchiolii finanziari dell’Impero in crisi. La spola di politici italiani per Tripoli era continuata per anni, sotto l’occhio benevolo di Re Bunga Bunga. Ma ora hanno tutti votato per la guerra. Perché?</p><p><strong>Escludiamo i motivi umanitari</strong>. Nicolas Sarkozy solo pochi mesi fa offriva aiuti militari a Ben Alì per soffocare nel sangue l’inizio della rivolta tunisina. David Cameron e Barack Obama non hanno mica bombardato i carri armati del re del Barhein, che invece continua a sparare sulla gente che protesta, mentre l’Onu dorme. Zapatero e Berlusconi non hanno offerto le loro basi per imporre un’urgente No Fly Zone sopra il cielo di Gaza mentre Israele bruciava la popolazione civile con il fosforo bianco e le <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Esplosivi_densi_a_metallo_inerte" target="_blank">bombe Dime</a></span>. Piero Fassino, responsabile esteri del Pd, durante la strage di Gaza, esprimeva solidarietà a Israele. Nessuno convoca il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per ordinare lo stop ai droni di Obama che un giorno sì e l’altro pure fanno strage fra i civili in Pakistan. Gli esempi diventerebbero decine, a cercarli, ma la facciamo breve: le guerre non sono mai mosse da motivi umanitari. Le guerre “umanitarie” sono così umanitarie che <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/17/libia-nato-pronti-ad-agire-gheddafi-colpiremo-qualsiasi-obiettivo/98366/" target="_blank">bombardano gli ospedali</a></span></strong>, sempre. Stavolta persino dal primo giorno. I moventi, se non siamo gazzettieri a rimorchio delle bugie del potere, li dobbiamo cercare altrove. Suggerisco in proposito l’interessante <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.megachip.info/tematiche/guerra-e-verita/5850-lalba-radiosa-della-conquista-del-continente-dimenticato.html" target="_blank">lettura geopolitica offerta da Piero Pagliani</a></span>, che racconta bene il ruolo cruciale della strategia africana degli Usa.</p><p>Perché <strong>l’Italia </strong>ha dunque scelto la guerra?</p><p>La Storia a volte si presenta con il volto dell’ironia e del paradosso delle date. Proprio appena passata la festa del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ossia un giorno che dovrebbe esaltare la sovranità nazionale, abbiamo fatto vedere al mondo che viceversa siamo definitivamente un<strong> paese senza sovranità</strong>, senza più i distinguo del passato, né le navigazioni ambigue democristiane, le fiammate di autonomia di certe nostre aziende, le impuntature di certi nostri apparati. Senza più la guardinga sottomissione atlantica di un tempo, quando si battevano lo stesso anche le strade sgradite a Washington, Londra e Parigi, in nome di interessi da non liquidare: in nome cioè di una sovranità limitata ma non azzerata. L’attacco alla sovranità della Libia coincide con la fine della sovranità italiana. Due piccioni con una fava, con la desolante complicità del sistema politico, dal Quirinale ai peones di Montecitorio, fino alle redazioni, con qualche spaesata eccezione.</p><p>Quali pressioni sono intervenute per spingere questa classe dirigente a non far più valere un <strong>trattato </strong>di fresca firma come quello fra Italia e Libia? Si tratta di pressioni enormi, in tutta evidenza. L’Italia ha rinunciato di colpo a ogni sua politica autonoma nel Mediterraneo, l’unico suo spazio agibile, e in campi cruciali: l’energia, l’immigrazione, l’influenza geopolitica. Prosegue (anzi, precipita) la linea di ritirata della nostra sovranità economica, lungo quello stesso tracciato che negli anni Novanta ha portato alle privatizzazioni selvagge e al vistoso declino della posizione italiana nella divisione internazionale del lavoro. Per entrare in Libia dovremo<strong> chiedere permesso</strong> ad altri soggetti.</p><p>Nel 1998, quando cadde il primo governo Prodi, il governo D&#8217;Alema si formò grazie a massicci via vai di deputati e senatori (da Cossiga a Cossutta), che spaccavano e ricomponevano i gruppi parlamentari: insieme garantirono agli Usa la <strong>stabilità di governo</strong> indispensabile per usare in tutta tranquillità le basi militari da cui partivano gli aerei anche italiani che pochi mesi dopo bombardarono la Jugoslavia. È un precedente che ci permette di leggere quanto è avvenuto recentissimamente. Non credo che il rientro sfacciato e perfino precipitoso nel <strong>Pdl </strong>da parte di decine di parlamentari che lo avevano abbandonato per il nuovo partito di Gianfranco Fini sia stato tutto frutto di una compravendita. È più probabile che molti siano stati soggetti a un contrordine, qualcosa che – superata la stoffa dei loro cappucci &#8211; dev’essere suonata più o meno così: <em>&#8220;Non è più il momento di far cadere il governo, stiamo per fare una guerra in Libia; Silvio, che pure manderemo via, ora ci serve, e sarà ben contento di tirare a campare ancora, non è mica uomo di principio; fate la vostra parte&#8221;</em>. E quelli hanno ottemperato alle loro Obbedienze. È gente con molto pelo sullo stomaco: al Caimandrillo concedono le acrobazie giudiziarie più indecenti; lui, in cambio, concede loro la guerra che piace <em>colà dove si puote ciò che si vuole</em>.</p><p>E mentre nel 1999 Cossutta faceva sì che in piazza non si facessero troppe manifestazioni contro la guerra, oggi non c’è più nemmeno bisogno di pompieri. La <strong>capacità di comprensione della situazione internazionale</strong> dell’elettorato di opposizione è stata nel frattempo desertificata. I partiti che ancora prendono i voti di questa opposizione sono invece seduti alla tavola di chi si è mangiato persino le vestigia della sovranità nazionale. Un Paese così decapitato sarà più esposto alle tragedie di una transizione geopolitica che si presentava già difficilissima.</p><p><em>di Pino Cabras, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.megachip.info/tematiche/guerra-e-verita/5851-la-fine-della-sovranita-italiana.html" target="_blank">Megachip.info</a></span> </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/20/la-fine-della-sovranita-italiana/98941/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>15</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;orto diffuso, piccole isole dentro la metropoli</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/12/lorto-diffuso-rivitalizza-roma/97278/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/12/lorto-diffuso-rivitalizza-roma/97278/#comments</comments> <pubDate>Sat, 12 Mar 2011 18:57:09 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[orto diffuso]]></category> <category><![CDATA[roma]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=97278</guid> <description><![CDATA[Roma è una delle città italiane che hanno fatto propria l’idea dell’orto diffuso: oltre a piccoli orti sviluppati da privati negli spazi liberi delle loro case, la città ha messo a disposizione dei cittadini romani oltre 200 orti rigorosamente biologici a disposizione di coloro i quali vogliono trascorrere parte del proprio tempo libero coltivando la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Roma è una delle città italiane che hanno fatto propria l’idea dell’<strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.tuttogreen.it/l%E2%80%99orto-diffuso-orto-per-riappropriarsi-della-citta/" target="_blank">orto diffuso</a></span></strong>: oltre a piccoli orti sviluppati da privati negli spazi liberi delle loro case, la città ha messo a disposizione dei cittadini romani oltre 200 orti rigorosamente biologici a disposizione di coloro i quali vogliono trascorrere parte del proprio tempo libero coltivando la terra.</p><p>Tutto è nato dall’intesa siglata tra Regione Lazio, Arsial, Roma Natura, Legambiente e l’associazione Acqua-Sole-Terra per concedere in comodato d’uso gratuito <strong>due ettari </strong>di proprietà dell’Arsial, all’interno delle aree protette di Roma Natura, a tutti i cittadini che richiederanno degli spazi da coltivare, secondo determinati requisiti che rispondono a esigenze di trasparenza, pari opportunità e pubblicità.</p><p>Ci si è resi infatti conto che la voglia di natura e campagna sta crescendo in maniera esponenziale tra i cittadini. Non a caso, l’orto urbano garantisce non solo una migliore qualità di vita e di alimentazione, ma ovviamente soddisfa anche il bisogno di <strong>relazionarsi </strong>che è in ognuno di noi, in più un altro vantaggio è che l’orto ci fa <strong>risparmiare</strong>, soprattutto in questo periodo di crisi.</p><p>L’intento è di estendere l’iniziativa anche ad altre zone di Roma, quali i <strong>parchi </strong>della Capitale, partendo dal comodato di questi spazi valido per otto anni in cui si potrà coltivare qualsiasi cosa purché rispetti le regole della coltivazione al naturale senza uso di pesticidi: per agevolare questo iter si sta cercando di reperire fondi da in bilancio da destinare a queste iniziative, in modo tale che diventi cultura comune e genuina quella di avere un piccolo orto personale, che ci faccia riscoprire l’amore per la natura e il biologico.</p><p>Infine una vista molto bella sulle aree piccoli e grandi coltivate nella Capitale: la <strong>mappa degli orti urbani</strong> a Roma fatta da StudioUAP.</p><p><em>Tratto da <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.tuttogreen.it/orto-diffuso-a-roma-orti-urbani/" target="_blank">Tuttogreen.it</a></span> </em></p><p><iframe width="425" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=217808012097588181179.000491f2a5ea5ff4fd138&amp;source=embed&amp;ll=41.877741,12.479095&amp;spn=0.357879,0.604248&amp;output=embed"></iframe><br /><small>Visualizza <a href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=217808012097588181179.000491f2a5ea5ff4fd138&amp;source=embed&amp;ll=41.877741,12.479095&amp;spn=0.357879,0.604248" style="color:#0000FF;text-align:left">ZAPPATA ROMANA: SPAZI VERDI CONDIVISI &#8211; by studioUAP</a> in una mappa di dimensioni maggiori</small></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/12/lorto-diffuso-rivitalizza-roma/97278/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>A Napoli indaga l&#8217;Europa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/06/inchiesta-europea-nel-golfo-di-napoli/95704/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/06/inchiesta-europea-nel-golfo-di-napoli/95704/#comments</comments> <pubDate>Sun, 06 Mar 2011 09:23:00 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[cabotaggio marittimo]]></category> <category><![CDATA[Commissione europea]]></category> <category><![CDATA[inchiesta]]></category> <category><![CDATA[Napoli]]></category> <category><![CDATA[Parlamento europeo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=95704</guid> <description><![CDATA[E’ notizia di ieri: la Commissione Europea ha deciso di aprire un’inchiesta per la sospetta violazione del Regolamento Comunitario sul cabotaggio marittimo (3577/92) nel golfo di Napoli, perché &#8220;le linee non possono essere &#8216;concesse&#8217; ma devono essere di accesso libero a tutti gli operatori comunitari&#8221;. Questa decisione rafforza quelli che erano i dubbi sul (mancato)...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E’ notizia di ieri: la <strong>Commissione Europea</strong> ha deciso di aprire un’inchiesta per la sospetta violazione del Regolamento Comunitario sul cabotaggio marittimo (3577/92) nel <strong>golfo di Napoli</strong>, perché <em>&#8220;le linee non possono essere &#8216;concesse&#8217; ma devono essere di accesso libero a tutti gli operatori comunitari&#8221;</em>.</p><p>Questa decisione rafforza quelli che erano i dubbi sul (mancato) rispetto della normativa europea. In particolare circa la “concessione” delle linee nel golfo e le continue proroghe per mantenere lo <em><strong>status quo</strong></em>.</p><p>Per l’ennesima volta dobbiamo ringraziare la Commissione Europea per aver deciso di far luce su questa situazione, sperando che questa iniziativa possa portare rapidamente i nostri amministratori a fare marcia indietro attraverso l’indizione di una <strong>vera gara d’appalto europea</strong> aperta a tutti gli armatori comunitari.</p><p><em>Ps</em>: A tutti i sostenitori dell&#8217;iniziativa per un <strong>Parlamento Europeo Pulito</strong>: secondo quanto riporta il sito della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, mercoledì 9 Marzo scade il termine per presentare l&#8217;emendamento da noi richiesto. Facciamo sentire la nostra voce, chiediamo la presentazione dell&#8217;emendamento per l&#8217;ineleggibilità dei condannati prima che sia troppo tardi! <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andreadambra.eu/?s=parlamento+europeo+pulito" target="_blank"><strong>Qui le istruzioni</strong></a></span>. Grazie!<br /> Andrea D&#8217;Ambra</p><p><em>Dal blog <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andreadambra.eu" target="_blank">Andreadambra.eu</a></span></strong> </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/06/inchiesta-europea-nel-golfo-di-napoli/95704/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I diritti umani nella terra di Gheddafi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/23/i-diritti-umani-nella-terra-di-gheddafi/93590/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/23/i-diritti-umani-nella-terra-di-gheddafi/93590/#comments</comments> <pubDate>Wed, 23 Feb 2011 15:58:27 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Gheddafi]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[regime]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=93590</guid> <description><![CDATA[Perché protestano in Libia? Il regime possiede e controlla tutti i mezzi di diffusione televisiva, radiofonica e di stampa del Paese, impedendo di fatto la nascita di testate indipendenti. Chi tenta di esprimere pacificamente un&#8217;opinione critica o di associarsi in Organizzazioni non governative, rischia l&#8217;ergastolo e la pena di morte tramite fucilazione. Chi, per sfuggire...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Perché protestano in Libia?</p><p>Il regime possiede e controlla tutti i mezzi di diffusione televisiva, radiofonica e di stampa del Paese, impedendo di fatto la nascita di testate indipendenti.<br /> Chi tenta di esprimere pacificamente un&#8217;opinione critica o di associarsi in Organizzazioni non governative, rischia l&#8217;ergastolo e la pena di morte tramite fucilazione.<br /> Chi, per sfuggire a miseria o persecuzioni politiche, migra o viene respinto è recluso a tempo indeterminato in centri di detenzione inumani, esposto a violenze e torture.<br /> Chi ha rapporti sessuali al di fuori del matrimonio è punito con 100 colpi di frusta e fino a 5 anni di carcere.<br /> Per chi ruba, invece, è prevista l&#8217;amputazione della mano destra o l’amputazione incrociata (mano destra e piede sinistro).</p><p>Oggi assistiamo alla feroce e assurda repressione ordinata da Gheddafi contro coloro che sono scesi in piazza a contestarlo, causando finora la morte di almeno un migliaio di persone.</p><p>Nonostante ciò, Muammar Gheddafi nega di aver usato la violenza contro i propri manifestanti: “<em>nel Paese va tutto bene</em>” avrebbe assicurato al telefono con il nostro premier, il quale fino a ieri aveva preferito non esporsi sulla tragedia in Libia affermando di non voler “disturbare” il Colonnello. D&#8217;altronde era stato proprio Berlusconi a definirlo «<em>un vero e profondo amico</em>» e «<em>un leader di grande saggezza</em>» lungimirante nelle crisi internazionali.</p><p>Intanto Amnesty International, che ha da poco pubblicato un rapporto sulle violazioni dei diritti umani in terra libica, così ha risposto alle nostre domande su questo tema per aiutarci a capire meglio quali ragioni possano aver animato le rivolte:</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/b6sS3ufZ3oc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/user/SigismondoBaldovino" target="_blank">Stefano Capezzuto</a></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/23/i-diritti-umani-nella-terra-di-gheddafi/93590/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>12</slash:comments> </item> <item><title>Mi sa che ci siamo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/04/mi-sa-che-ci-siamo/90225/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/04/mi-sa-che-ci-siamo/90225/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 Feb 2011 16:17:36 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Propaganda]]></category> <category><![CDATA[rivoluzione liberale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=90225</guid> <description><![CDATA[Dal 1994 a oggi Silvio Berlusconi ha annunciato la rivoluzione liberale almeno 17 volte. da nonleggerlo.blogspot.com Gennaio 1994. Il Cavaliere scende in campo, ha 58 anni: &#8220;Per una vera rivoluzione liberale, per un nuovo miracolo italiano&#8220;. Giugno 1999: &#8220;Determinerò una rivoluzione che io ho definito copernicana, una rivoluzione liberale dello Stato&#8220;. Agosto 2000: &#8220;Sarà una...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/02/Rivoluzione-liberale.png?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-90227" title="Rivoluzione liberale" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/02/Rivoluzione-liberale-300x81.png?47e3a5" alt="Rivoluzione liberale" width="300" height="81" /></a>Dal 1994 a oggi Silvio Berlusconi ha annunciato la rivoluzione liberale almeno 17 volte.<br /> da <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://nonleggerlo.blogspot.com/" target="_blank">nonleggerlo.blogspot.com</a></span></p><blockquote><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3OlQ762Qh-A" target="_blank"><strong>Gennaio 1994</strong></a>. Il Cavaliere scende in campo, ha 58 anni: &#8220;<em>Per una vera rivoluzione liberale, per un nuovo miracolo italiano</em>&#8220;.</p><p><a href="http://www.repubblica.it/online/fatti/berluss/berluss/berluss.html?ref=search" target="_blank"><strong>Giugno 1999</strong></a>: &#8220;<em>Determinerò una rivoluzione che io ho definito copernicana, una rivoluzione liberale dello Stato</em>&#8220;.</p><p><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2000/agosto/25/Rivoluzione_liberale_contro_comunisti__co_0_0008255367.shtml" target="_blank"><strong>Agosto 2000</strong></a>: &#8220;<em>Sarà una rivoluzione liberale contro i comunisti!</em>&#8220;.</p><p><a href="http://www.repubblica.it/online/politica/poli/terzo/terzo.html?ref=search" target="_blank"><strong>Settembre 2000</strong></a>: &#8220;<em>O di qua, con noi, con lo sviluppo, la libertà, il benessere, la rivoluzione liberale; o di là, con il centro-sinistra, con il rischio regime</em>&#8220;.</p><p><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=22IMS" target="_blank"><strong>Novembre 2000</strong></a>: &#8220;<em>Lo prometto: farò una rivoluzione</em>&#8220;.</p><p><a href="http://www.repubblica.it/online/politica/campagnadestra/campagnadestra/campagnadestra.html?ref=search" target="_blank"><strong>Maggio 2001</strong></a>: &#8220;<em>Ve lo prometto, se avremo una vasta maggioranza ed io andrò a Palazzo Chigi, andrò per fare una rivoluzione liberale</em>&#8220;.</p><p><a href="http://www.repubblica.it/2004/l/sezioni/politica/berlupopol/berlupopol/berlupopol.html?ref=search" target="_blank"><strong>Dicembre 2004</strong></a>: &#8220;<em>Vogliamo una rivoluzione liberale e pacifica</em>&#8220;.</p><p><a href="http://www.repubblica.it/2003/k/rubriche/cartacanta/apr12/apr12.html?ref=search" target="_blank"><strong>Gennaio 2005</strong></a>: &#8220;<em>Se la sinistra andasse al governo, questo sarebbe l&#8217;esito: miseria, terrore, morte. Così come avviene ovunque governi il comunismo, non sarebbe lo Stato liberale che vogliamo noi</em>&#8220;.</p><p><a href="http://cerca.unita.it/data/PDF0113/PDF0113/text43/fork/ref/073308ae.HTM?key=rivoluzione+liberale+berlusconi&amp;first=51&amp;orderby=1" target="_blank"><strong>Novembre 2007</strong></a>: &#8220;<em>C&#8217;è bisogno di una scossa, di una vera scossa, di una rivoluzione liberale</em>&#8220;.</p><p><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=HIAAR" target="_blank"><strong>Aprile 2008</strong></a>: &#8220;<em>La ricetta è semplice: quella liberale</em>&#8220;.</p><p><a href="http://www.corriere.it/politica/09_marzo_27/congresso_pdl_lavori_46c4eabe-1a9c-11de-b646-00144f486ba6.shtml" target="_blank"><strong>Marzo 2009</strong></a>, nasce il Pdl: &#8220;<em>Quella del Popolo delle Libertà sarà una rivoluzione liberale, moderata, borghese, popolare e interclassista</em>&#8220;.</p><p><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=27528&amp;sez=ELEZIONI2010&amp;npl=&amp;desc_sez" target="_blank"><strong>Marzo 2010</strong></a>, non solo per sconfiggere il cancro: &#8220;<em>Lavoreremo per quella rivoluzione liberale che abbiamo promesso agli italiani</em>&#8220;.</p><p><a href="http://www.unita.it/italia/berlusconi-flop-a-napoli-colpa-dei-comunisti-e-dei-giudici-1.35699" target="_blank"><strong>Marzo 2010</strong></a>, a Napoli: &#8220;<em>Riforma delle istituzioni e modernizzazione del fisco: dobbiamo partire da una rivoluzione liberale</em>&#8220;.</p><p><a href="http://www.unita.it/italia/legge-bavaglio-l-039-affondo-di-berlusconi-libert-agrave-di-stampa-non-egrave-diritto-assoluto-1.158165" target="_blank"><strong>Luglio 2010</strong></a>: &#8220;<em>Abbiamo deciso di avviare una grande rivoluzione liberale</em>&#8220;.</p><p><a href="http://www.unita.it/italia/berlusconi-bacchetta-il-pdl-laquo-basta-errori-agiamo-bene-raquo-1.247682" target="_blank"><strong>Ottobre 2010</strong></a>: &#8220;<em>Attueremo una profonda rivoluzione liberale. Nel 2013 noi lasceremo agli elettori un&#8217;Italia più liberale</em>&#8220;.</p><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=KNQUoLe69cg" target="_blank"><strong>Febbraio 2011</strong></a>. Dal giuramento del 1994 sono passati quasi 20 anni, il Premier oramai ne ha 75 ed è in assoluto il più anziano leader occidentale. Ha governato ininterrottamente per un decennio, con maggioranze spesso schiaccianti. E sì, ha appena descritto agli italiani la sua nuova strategia:</p></blockquote><p>&#8220;<em>Vogliamo attuare una vera rivoluzione liberale</em>&#8220;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/04/mi-sa-che-ci-siamo/90225/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>85</slash:comments> </item> <item><title>Vojo parla’ co’ Bersani</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/14/%e2%80%9cvojo-parla%e2%80%99-co%e2%80%99-bersani%e2%80%9d/86426/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/14/%e2%80%9cvojo-parla%e2%80%99-co%e2%80%99-bersani%e2%80%9d/86426/#comments</comments> <pubDate>Fri, 14 Jan 2011 12:15:09 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[annarella]]></category> <category><![CDATA[Matteo Renzi]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[Pier Luigi Bersani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=86426</guid> <description><![CDATA[di Tommaso Caldarelli* “Fateme salì”, dice la nonnetta più famosa del web, nota per aver preso a male parole tutti i politici d’Italia. Si salvi chi può: arriva Annarella. L’energica nonnetta, ben nota al popolo del web, si è intrufolata nei corridoi della sede centrale del Partito Democratico, in Viale del Nazareno, mentre è in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>di Tommaso Caldarelli<em><strong>*</strong></em></p><p><em><strong>“Fateme salì”</strong></em>, dice la nonnetta più famosa del web, nota per aver preso a male parole tutti i politici d’Italia.</p><p>Si salvi chi può: arriva <strong>Annarella</strong>. L’energica nonnetta, ben nota al popolo del web, si è intrufolata nei corridoi della sede centrale del Partito Democratico, in Viale del Nazareno, mentre è in corso la direzione nazionale e Pierluigi Bersani, il segretario, ha appena concluso la sua relazione. In questi minuti, gli astanti stanno facendo di tutto per tenerla a bada. Vuole parlare con il segretario, e non se ne andrà fino a che non sarà accontentata.</p><p><strong>Si salvi chi può.</strong> Filippo Penati, già vice e braccio destro del segretario, starebbe facendo il possibile per tamponare l’assedio, ma poche sarebbero le speranze di vedere la signora andarsene senza aver prima parlato con il segretario dei democratici.</p><p>“Fateme salì”<em>. Annarella non si rassegna che la direzione del Pd sia chiusa. Lei, l’84enne energica signora che spopola su YouTube, questa mattina si è presentata a Largo del Nazareno e ha chiesto di vedere il segretario Pier Luigi Bersani. Prima ha intercettato <strong>Matteo Renzi</strong>, poi è entrata sperando di poter salire per incontrare il leader del Pd. A cercare di tranquillizzarla è intervenuto Filippo Penati. </em>“Glielo dico io che ci vuoi parlare, ma oggi non è il giorno giusto” <em>le ha detto accarezzandole il viso. Annarella però non si è persa d’animo e si è seduta sul divano davanti alla portineria sperando che il suo appello sia raccolto.</em></p><p>Così, davanti ai pannelli di plexiglas dietro ai quali ha sede la redazione di YouDem, al piano terra del quartier generale, Annarella aspetta che qualcuno le dia ascolto.</p><p><strong>Fatela passare.</strong> Sarebbe consigliabile che venisse ascoltata nel più breve tempo possibile, perchè la signora non è nuova alle maniere spicce. Nota al popolo del web che affolla il suo frequentato <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/pages/Annarella/144581315588437" target="_blank">fan club su Facebook</a></span>, la signora Annarella si aggira per le strade del centro, fra i palazzi della politica, prendendo occasionalmente a parolacce gli esponenti di primo piano. Il Tg3 l’aveva intervistata mentre affermava di star aspettando il premier – Silvio Berlusconi – per dirgliene quattro. Aveva già avuto uno scambio di opinioni con il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, alla quale aveva detto che se avesse avuto un figlio in età scolare, non avrebbe esistato a buttare una bomba in faccia al ministro.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/jIAhOn0EyJs" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div><br /> *Tratto da <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.giornalettismo.com/archives/109423/vojo-parla-co-bersani-annarella-irrompe-alla-direzione-del-pd/" target="_blank">Giornalettismo.com</a></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/14/%e2%80%9cvojo-parla%e2%80%99-co%e2%80%99-bersani%e2%80%9d/86426/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>15</slash:comments> </item> <item><title>Scilipoti Reloaded</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/11/scilipoti-reloaded/85814/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/11/scilipoti-reloaded/85814/#comments</comments> <pubDate>Tue, 11 Jan 2011 12:36:47 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[14 dicembre]]></category> <category><![CDATA[antonio di pietro]]></category> <category><![CDATA[Domenico Scilipoti]]></category> <category><![CDATA[fiducia]]></category> <category><![CDATA[idv]]></category> <category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[sito]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=85814</guid> <description><![CDATA[Ebbene sì. Il sito dell&#8217;onorevole Domenico Scilipoti &#8211; il protagonista assoluto del voto di fiducia del 14 dicembre &#8211; è di nuovo on line. Stesso link, contenuti agli antipodi. In una manciata di giorni l&#8217;agopuntore siciliano ha rivoluzionato codici e pensieri, immagini e linguaggio. E allora qui ci vuole un bel confronto. Perché è un...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/01/Il-sito-di-Domenico-Scilipoti-durante-la-fiducia-piccola.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-85836" title="Scilipoti durante" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/01/Il-sito-di-Domenico-Scilipoti-durante-la-fiducia-piccola-300x240.jpg?47e3a5" alt="Il sito di Domenico Scilipoti nei giorni della fiducia" width="300" height="240" /></a>Ebbene sì. Il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.domenicoscilipoti.it/" target="_blank"><strong>sito dell&#8217;onorevole</strong> <strong>Domenico Scilipoti</strong></a></span> &#8211; il protagonista assoluto del voto di fiducia del 14 dicembre &#8211; è di nuovo on line. Stesso link, contenuti agli antipodi. In una manciata di giorni l&#8217;agopuntore siciliano ha rivoluzionato codici e pensieri, immagini e linguaggio. E allora qui ci vuole un bel confronto. Perché è un parlamentare della Repubblica, perché è passato da Di Pietro a Berlusconi &#8211; non da Fini a Casini &#8211; perché è un personaggio da studiare attentamente. Emblematico, e distillato ultimo &#8211; pensate come siamo messi &#8211; di 150 anni di unità italiana. Archeologia binaria, antropologia digitale, cazzeggio parietale, insomma, chiamatelo come volete, sta di fatto che quelle che andrete a vedere sono le home page del sito di Domenico Scilipoti, <strong>prima, durante e dopo il voto del 14 dicembre</strong>. Cliccate, ingrandite, e che Dio ve la mandi buona.</p><p><strong>Prima.</strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/01/Il-sito-di-Domenico-Scilipoti-prima-della-fiducia.jpg?47e3a5" target="_blank">Eccoli</a></span>, i contenuti ante-fiducia, a pochi giorni dallo sbarco nel pianeta follia. Sono riuscito a recuperare un po&#8217; di materiale dalla cache di Google, in modo da ricreare l&#8217;atmosfera, un piccolo greatest hits, giusto per rendere l&#8217;idea. Giusto perché ai posteri, una traccia di questa roba qui, andava assolutamente lasciata. Ci sono gli appuntamenti dell&#8217;onorevole. Il codice etico dell&#8217;<strong>Italia dei Valori</strong>, introdotto da un maestoso <em>&#8220;Onestà, rettitudine, amore di patria. Noi diciamo sempre la verità&#8221;</em>. I ceffoni al premier Berlusconi. Le critiche al Partito Democratico, oggi materiale per costruire serie interminabili di colmi dei colmi: <em>&#8220;Doveroso rispettare la volontà degli elettori. Il Pd faccia chiarezza o costruire un&#8217;alternativa di Governo sarà impossibile&#8221;</em>.</p><p>E per finire, tra le altre cose, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=VK6TR" target="_blank">l&#8217;apocalittico</a></span>, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/e-il-voltagabbana-cita-toto/2139893" target="_blank">profetico</a></span>, magnifico <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Y04Wp40KIM8" target="_blank">video</a></span> che l&#8217;onorevole Scilipoti ha pubblicato e mostrato con devota insistenza, un video che ha fatto <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/ilFattoQuotidiano/posts/168267783212559" target="_blank">il giro della rete</a></span> &#8211; dopo il giorno dei giorni &#8211; e che andava a condannare proprio i voltagabbana, i parlamentari del<em> &#8220;do ut des: io do 3 voti a te, tu dai 3 appalti a me&#8221;</em>, i politici stile <strong>Totò-Antonio La Trippa</strong>. &#8220;Gli onorevoli&#8221; che la fiducia degli elettori, pfuà, roba d&#8217;altri tempi. Sono immagini che tolgono il respiro, oracolari, premonitorie, che hanno raccontato tutto, alla perfezione e con largo anticipo &#8211; perfino a livello numerico! &#8211; della fiducia strappata dal Santo Papi.</p><p><strong>Durante.</strong> Ma i giorni del voto, quelli tendenti al 14 dicembre, quelli delle <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=VY4DN" target="_blank">tentazioni</a></span>, dei <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=VY38V" target="_blank">ripensamenti</a></span>, dei <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=VY3Z1" target="_blank">dubbi</a></span>, delle <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-12-09/calearo-scilipoti-cesario-alleati-135912.shtml" target="_blank">conferenze stampa</a></span> e della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?articleFormat=pdf&amp;currentArticle=W2CEH&amp;articleCurrentPage=1" target="_blank">compravendita estrema</a></span>? Via tutto, dal sito via tutto, immagini, contenuti, comunicati. Un impietoso <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/01/Il-sito-di-Domenico-Scilipoti-durante-la-fiducia1.jpg?47e3a5" target="_blank">screenshot</a></span> a decretare i lavoro in corso, fuori e dentro Scilipoti. Ricordo che telefonai alla segreteria dell&#8217;onorevole, ed una gentile, imbarazzata ed ultra-occupata addetta stampa mi disse che avrei dovuto capire il momento, di non preoccuparmi, che presto tutto il materiale <strong>sarebbe tornato online</strong> (<em>&#8220;Fiuuu&#8221;</em>, pensai), e che Scilly avrebbe ripreso presto le solite battaglie, dai forum sull&#8217;agopuntura ai convegni con i pensionati cattolici.</p><p><strong>Dopo. </strong>Ed <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/01/Il-sito-di-Domenico-Scilipoti-dopo-la-fiducia.jpg?47e3a5" target="_blank">eccoci all&#8217;oggi</a></span>. Scilipoti spara comunicati come fosse <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://indiscreto.blogautore.repubblica.it/2011/01/07/j-f-scilipoti/" target="_blank">Jfk</a></span>, ed il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.domenicoscilipoti.it/" target="_blank">sito</a></span> è ritornato a macinare contenuti a pieno regime. Il logo dell&#8217;Italia dei Valori è stato bandito, ma eccola lì, bella in grande, l&#8217;insegna del <strong>Gruppo Misto</strong>. E poi via, l&#8217;esaltazione delle sue doti, libertà e forza e coraggio, e la citazione di Saragat, a rafforzare il tutto. Le mazzate al Cavaliere? Sfumate via lontano, come fosse roba d&#8217;altri tempi, e riapparse come <strong>legnate, sì, ma ad Antonio Di Pietro</strong> ed alla sua gente. Colleghi con cui ha condiviso 10 anni di battaglia politica, ma vabbé, fa lo stesso. <em>&#8220;L&#8217;Idv è senza valori cristiani&#8221;</em>, <em>&#8220;De Magistris e Sonia Alfano avventurieri e professionisti nel seminare odio. Imparino l’arte nobile della politica&#8221;</em>, <em>&#8220;Da Di Pietro mistificazioni e bugie&#8221;</em>, <em>&#8220;Tutta la verità su Antonio Di Pietro&#8221;</em>, <em>&#8220;Sonia Alfano baciò Totò Cuffaro&#8221;</em>, eccetera eccetera, roba che manco &#8220;Il Predellino&#8221; di Giorgio Clelio Stracquadanio.</p><p>Una mutazione agogenetica concretizzata in pochi, pochissimi giorni, una rivolta cerebrale inconcepibile ma possibile, e per questo tanto tragica, quanto comica. No, ad accogliervi non troverete più le immagini di Antonio La Trippa. Ma non scoraggiatevi, in bella evidenza c&#8217;è un video di <strong>Maurizio Belpietro</strong>, direttore di <em>Libero</em>: <em>&#8220;Scilipoti uomo dell&#8217;anno 2010, all&#8217;insaputa di tutti&#8221;</em>.</p><p>Tratto da <strong><a style="text-decoration: underline; font-weight: bold;" href="http://nonleggerlo.blogspot.com/" target="_blank">Nonleggerlo.blogspot.com<br /> </a></strong><em><br /> Nella foto un screenshot del sito di Scilipoti nei giorni della fiducia<br /> </em><em><br /> Se vuoi segnalare un blog </em><em><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/segnala-blog/" target="_blank">clicca qui</a></span></strong></em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/11/scilipoti-reloaded/85814/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>62</slash:comments> </item> <item><title>Vietato fare politica a scuola</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/02/vietato-fare-politica-a-scuola/84576/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/02/vietato-fare-politica-a-scuola/84576/#comments</comments> <pubDate>Sun, 02 Jan 2011 14:02:28 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[Irene Cantoni]]></category> <category><![CDATA[la provincia pavese]]></category> <category><![CDATA[lettera]]></category> <category><![CDATA[liceo foscolo]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo Fregonzi]]></category> <category><![CDATA[occupazione]]></category> <category><![CDATA[pavia]]></category> <category><![CDATA[preside]]></category> <category><![CDATA[proteste]]></category> <category><![CDATA[studenti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=84576</guid> <description><![CDATA[di Luca Rinaldi (Lucarinaldi.blogspot.com)* Scrivi una lettera al giornale locale riguardo la tua scuola nei giorni dell’occupazione? Rischi la sospensione e il cinque in condotta. E’ quello che sta succedendo al liceo Foscolo di Pavia. Irene Cantoni, studentessa del Foscolo, è una di quelle ragazze che hanno animato le occupazioni dei giorni caldi della protesta...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Luca Rinaldi</strong> (<a style="text-decoration: underline;" href="http://lucarinaldi.blogspot.com/2010/12/studente-scrivi-una-lettera-al.html" target="_blank">Lucarinaldi.blogspot.com</a>)*</p><p>Scrivi una lettera al giornale locale riguardo la tua scuola nei giorni dell’occupazione? Rischi la sospensione e il cinque in condotta. E’ quello che sta succedendo al <strong>liceo Foscolo di Pavia</strong>.</p><p><strong>Irene Cantoni</strong>, studentessa del Foscolo, è una di quelle ragazze che hanno animato le occupazioni dei giorni caldi della protesta studentesca di dicembre. Niente a che vedere con gli <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/14/roma-centro-blindato-per-il-voto-della-fiducia/81836/" target="_blank">scontri che hanno messo a ferro e fuoco Roma</a></span>, solo una <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2010/12/14/news/scuola-ora-e-occupazione-2971317" target="_blank">pacifica occupazione</a></strong></span> decisa a maggioranza dagli studenti, lunedì 13 dicembre. Ma il preside<strong> Lorenzo Fregonzi</strong> non ne vuole sapere, né di occupazione, né di dialogo con gli studenti. Così non perde tempo e sollecita per iscritto l’intervento delle forze dell’ordine.</p><p>Una volta sul posto, obbligati a intervenire, Digos e Carabinieri non possono fare altro che invitare i ragazzi a lasciare la scuola. <strong>Niente dialogo</strong> e opposizione all’occupazione: il preside Fregonzi non vuole “governare” l’occupazione del liceo Foscolo come hanno fatto al Taramelli, lasciando acceso il riscaldamento anche nelle ore notturne.</p><p>E’ a questo punto che Irene Cantoni prende carta e penna, o meglio, computer e tastiera, e scrive una lettera che arriva anche sulle colonne del quotidiano locale<em> la Provincia Pavese</em> di martedì 21 dicembre. Lettera che on line trova appoggi e consensi, ma che al preside non va giù, e lo scorso mercoledì Irene è stata convocata in presidenza. Rischia quindici giorni di <strong>sospensione</strong>, il <strong>5 in condotta</strong> e, essendo all’ultimo anno, la<strong> non ammissione alla maturità</strong>. La lettera è critica, Irene lo sa e al preside fa sapere di assumersi le responsabilità del caso con ciò che ne conseguirà.</p><p>Il rischio di sospensione deriva dal <strong>regolamento di disciplina</strong> dell’istituto, che secondo il preside non sarebbe stato rispettato. Il documento è chiaro: <em>&#8220;il comportamento degli studenti deve essere rispettoso nei confronti degli insegnanti, dei compagni e del personale non docente della scuola&#8221;</em>. Tra i comportamenti irrispettosi, stando al regolamento scolastico, trovano spazio insulti, minacce, e calunnie nei confronti dell’istituto scolastico. Ma cosa ha scritto Irene? Una <strong>critica</strong>, certo e pure tagliente, ma da qui a minacce, insulti e calunnie, il percorso è lunghissimo. Pubblichiamo integralmente il testo tratto da <span style="text-decoration: underline;"><em><a href="http://laprovinciapavese.gelocal.it/agenda/2010/12/21/news/il-foscolo-occupato-3021820" target="_blank">la Provincia Pavese</a></em></span>:</p><p><em>Vorrei ringraziare il nostro dirigente scolastico e alcuni tra gli insegnanti del liceo classico Ugo Foscolo perché in questi giorni di occupazione, scontro tra generazioni e protesta, mi hanno impartito notevoli <strong>lezioni e valori morali</strong>.<br /> </em><em><br /> Mi è stato insegnato che non bisogna <strong>mai parlare con gli studenti</strong>, perché notoriamente il compito di un preside è quello di mandare avanti un istituto. Mandiamo avanti cosa, i muri? Il tetto che non c’è? Gli insegnanti che spiegano ad aule vuote? Credo di avere ancora qualche dubbio a proposito di cosa sia una scuola, a questo punto, se non includono le centinaia di ragazzi che la animano e ne motivano l’esistenza.</em></p><p><em>Mi è stato insegnato che è meglio <strong>chiamare la polizia</strong>, anziché agire in prima persona cercando soluzioni pacifiche prima di quelle forzate. Mi è stato insegnato che <strong>l’idea e l’azione </strong>non devono mai coincidere. Che è meglio fare grandi discorsi, rigirando la frittata a proprio piacere e vendendo aria fritta. Che il dialogo può esserci solo attraverso un muro di poliziotti, che è meglio chiedere dei propri studenti, non ai propri studenti. Mi è stato insegnato che assumersi anche una sola, piccola <strong>responsabilità </strong>è l’ultima cosa da fare, Dio ce ne scampi! Piuttosto, troviamo un capro espiatorio e sviamo l’attenzione dal problema. Mi è stato insegnato che la <strong>libertà di espressione</strong> non è un valore poi così alto, se paragonato all’immagine di una scuola d’élite che non può permettersi studenti, insegnanti o genitori che si affacciano alla finestra che dà sul mondo esterno, e osano addirittura far sentire la propria voce su ciò che vedono.</em></p><p><em>Mi è stato insegnato che in fondo noi studenti siamo bravi, buoni e belli finché ci ammazziamo di studio <strong>senza pensare </strong>sopra ciò che leggiamo, finché siamo vasi da riempire e non fiaccole da accendere; perché appena si seguono i consigli di un Foscolo che esortava a raccontare storie, ad agire, a cercare di essere coscienze del nostro tempo e non specchi, si diventa bersaglio di malevoli critiche. Ci insegnano che Socrate usava aggirarsi per le strade di Atene, parlando con chiunque passasse, dagli schiavi alle donne, per spingerli alla riflessione e avere con loro un <strong>dialogo</strong>. Tanto che il suo allievo, Platone, ha scritto dei dialoghi. Ma dopotutto, i tempi sono cambiati, probabilmente ci sono strumenti migliori di questo.</em></p><p><em>Infatti, mi è stato anche insegnato che <strong>rispondere alle domande</strong> è cosa da non fare: meglio voltare la schiena e non fermarsi, sia mai che la parola ferisca davvero più della spada. Possibilmente evitiamo anche di sentirle, queste incresciose questioni che finirebbero per mettere in dubbio la salda sicurezza di stare agendo nel modo migliore. A questo punto, mi vien quasi voglia di dar ragione al ministro Gelmini: tagliamo, tagliamo il più possibile le ore scolastiche, perché se sono questi gli <strong>esempi </strong>che noi studenti ci ritroviamo davanti tutte le mattine per nove mesi, è meglio stare alla larga.</em></p><p>Tra coloro che hanno ripreso la lettera in rete c’è anche il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://sconfinamenti.splinder.com/post/23767181/lettera-da-una-studentessa" target="_blank">blog di Giovanni Giovanetti</a></span>, dove il primo commento è proprio quello della <strong>madre di Irene</strong>, che chiosa sulle parole del preside riguardo la sospensione: <em>&#8220;Solo minacce? Vedremo… Immagino che quando si renderà conto della gravità delle sue minacce, il preside negherà e naturalmente sarà la sua parola contro quella di un&#8217;alunna&#8221;</em>. Ora la palla passa al consiglio di classe che verosimilmente in gennaio deciderà la sanzione e soprattutto <strong>come giustificarla</strong>.</p><p><em> </em><em>*Se vuoi segnalare un blog <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/segnala-blog/" target="_blank">clicca qui</a></span></strong></em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/02/vietato-fare-politica-a-scuola/84576/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>50</slash:comments> </item> <item><title>Se l&#8217;istruzione è costosa, provate l&#8217;ignoranza</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/22/se-pensate-che-listruzione-sia-costosa-provate-lignoranza/83325/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/22/se-pensate-che-listruzione-sia-costosa-provate-lignoranza/83325/#comments</comments> <pubDate>Wed, 22 Dec 2010 18:12:42 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cervelli in fuga]]></category> <category><![CDATA[fuga dei cervelli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=83325</guid> <description><![CDATA[Pubblichiamo la lettera aperta arrivata in redazione di un gruppo di studenti, dottorandi e ricercatori italiani che lavorano nei Paesi Bassi. Spett.le redazione del Fatto Quotidiano, vi scriviamo per esprimere la più indignata disapprovazione per la cosiddetta Riforma Gelmini dell&#8217;Università e dell&#8217;istruzione in Italia. Vogliamo anche spiegare la scelta di lavorare nei Paesi Bassi, che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo la lettera aperta arrivata in redazione di un gruppo di studenti, dottorandi e ricercatori italiani che lavorano nei Paesi Bassi.</em></p><p>Spett.le redazione del Fatto Quotidiano,<br /> vi scriviamo per esprimere la più indignata <strong>disapprovazione per la cosiddetta Riforma Gelmini</strong> dell&#8217;Università e dell&#8217;istruzione in Italia.</p><p>Vogliamo anche spiegare la scelta di lavorare nei Paesi Bassi, che è strettamente legata al nostro dissenso per la cosiddetta Riforma, e più in generale per la politica intrattenuta dai diversi Governi nel corso degli ultimi trent&#8217;anni.</p><p>Sia chiaro fin d&#8217;ora che l&#8217;immagine degli emigranti costretti a partire in cerca di fortuna senza bagaglio e con le scarpe di cartone non ha nulla a che fare con noi: ciascuno ha una diversa storia che l&#8217;ha portato nei Paesi Bassi, ma ciò che ci accomuna è che partire è stata una libera decisione. Abbiamo scelto di cogliere un&#8217;eccezionale opportunità di <strong>crescita personale e professionale</strong>, di metterci alla prova in un ambiente internazionale così diverso da quello dove siamo nati e cresciuti.</p><p><strong>Abbiamo scelto di trasferirci</strong> in un Paese in cui il nostro lavoro è valorizzato ed incoraggiato, e dove ci vengono forniti tutti gli strumenti necessari a svolgerlo nelle migliori condizioni possibili, senza essere costretti ad implorare per due soldi e un po&#8217; di considerazione.</p><p>Abbiamo scelto di trasferirci in un Paese in cui chi decide di lasciare la carriera accademica dice che &#8220;cambia mestiere&#8221;, non che &#8220;va a lavorare&#8221;: perché il nostro è considerato un lavoro, al pari di un poliziotto, un impiegato o un carpentiere, e non siamo costretti a vivere con l&#8217;umiliazione quotidiana di essere bollati come un peso per lo Stato e per i contribuenti, come se non fossimo noi stessi dei contribuenti.</p><p>Abbiamo scelto di trasferirci in un Paese in cui la cultura è realmente considerata importante e, sebbene la crisi economica abbia colpito anche qui, non si perde occasione di promuovere attività divulgative nelle scuole, per le strade, alla radio e alla televisione, affinché la cultura sia un <strong>bene accessibile a tutti</strong>.</p><p>Abbiamo scelto di trasferirci in un Paese in cui, per il posto di lavoro che occupiamo, dobbiamo ringraziare solo noi stessi e il nostro impegno, e non la benevolenza pelosa di qualche<strong> protettore</strong>.</p><p>Per tutte queste ragioni, quella che abbiamo fatto potrebbe essere ritenuta la scelta più semplice. Non è così, e <strong>non è stata indolore </strong>o a cuor leggero.</p><p>Abbiamo lasciato il nostro Paese e le nostre famiglie, senza una chiara prospettiva di tornare in Patria. I dottorandi e ricercatori olandesi, per contro, vanno all&#8217;estero consci che arricchiranno il loro curriculum vitae e, forti delle loro nuove esperienze, <strong>torneranno dopo qualche anno</strong> a lavorare nei Paesi Bassi. Noi questa consapevolezza non l&#8217;abbiamo, né possiamo averla, e la ragione di ciò è che l&#8217;educazione e la cultura non sono considerati valori in cui investire, bensì un privilegio che non ci possiamo permettere.</p><p>La mentalità diffusa che la ricerca di base sia inutile, che gli universitari (studenti e lavoratori) siano dei fannulloni privilegiati, va sradicata e sostituita dalla consapevolezza che la cultura e l&#8217;istruzione sono l&#8217;acqua potabile di una Nazione.</p><p>Siamo convinti di questo: l&#8217;unico modo per ottenere questo cambio di mentalità è <strong>investire nell&#8217;istruzione</strong>.</p><p>Derek Bok disse: &#8220;<em>Se pensate che l&#8217;Istruzione sia costosa, provate l&#8217;ignoranza.</em>&#8221; In Italia sono anni che stiamo &#8220;provando l&#8217;ignoranza&#8221;, e il degrado culturale della nostra Nazione è il risultato di questo.</p><p>Fino a quando il valore della cultura non sarà riconosciuto e la dignità di chi lavora nell&#8217;istruzione e nella ricerca non sarà rispettata, fino a quando le uniche parole spese su questi argomenti saranno gli sterili piagnistei per la &#8220;fuga dei cervelli&#8221;, fino ad allora noi <strong>non avremo la possibilità di tornare a casa</strong>.</p><p>Carlo Abate<br /> Sara Dal Gesso<br /> Fred Benedosso<br /> Fulvia Ferri<br /> Andrea Cimatoribus<br /> Stefano Messina<br /> Anna Rabitti</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/22/se-pensate-che-listruzione-sia-costosa-provate-lignoranza/83325/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>130</slash:comments> </item> <item><title>Beppe Grillo stiamo arrivando!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/10/beppe-grillo-stiamo-arrivando/81245/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/10/beppe-grillo-stiamo-arrivando/81245/#comments</comments> <pubDate>Fri, 10 Dec 2010 14:40:40 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[cassintegrati vinyls]]></category> <category><![CDATA[isola dei cassintegrati]]></category> <category><![CDATA[lavoro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=81245</guid> <description><![CDATA[di isoladeicassintegrati.com Una vignetta per celebrare i 9 mesi di questo blog, nato pochi giorno dopo il gruppo facebook di grande successo che portò i cassintegrati vinyls alla ribalta dei media nazionali. Tante cose sono venute poi: le dirette radio e video, la rubrica su Il Fatto Quotidiano, Tetris, Annozero, la stampa estera… Questi nove...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/12/500_mila.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-81246" title="500_mila" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/12/500_mila-272x300.jpg?47e3a5" alt="isola dei cassintegrati" width="272" height="300" /></a>di <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/" target="_blank">isoladeicassintegrati.com</a></strong></span></p><p>Una vignetta per celebrare i 9 mesi di questo blog, nato pochi giorno dopo il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=362735135329" target="_blank">gruppo facebook</a></span> di grande successo che portò i <strong>cassintegrati vinyls</strong> alla ribalta dei media nazionali.</p><p>Tante cose sono venute poi: le dirette radio e video, la rubrica su <em>Il Fatto Quotidiano</em>,<em> Tetris</em>, <em>Annozero</em>, la stampa estera…</p><p>Questi <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/storia/" target="_blank">nove mesi</a></span> hanno dato vita a qualcosa di bello ed importante, che cresce rapidamente. Un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/chi-siamo/" target="_blank">blog</a></span> che narra le lotte dei lavoratori in Italia, con diari dai presidi, video, audio e satira.</p><p>Abbiamo passato da un mese le 500.000 visite totali al blog e ora questo sito è<strong> proiettato verso la top 10</strong> della classifica dei blog italiani: solo a novembre abbiamo scalato 3000 posizioni su wikio e blogbabel e di questo passo…in poche settimane potremo essere accanto (o davanti) a Beppe Grillo.</p><p>Sono dati che fanno ben sperare per il proseguo del nostro lavoro, affinché le lotte dei lavoratori in Italia vengano raccontate e lette, arrivino all’opinione pubblica. Ma tutto questo non è stato un caso, se in nove mesi i risultati sono questi lo dobbiamo al grande lavoro di gente capace, coraggiosa e appassionata, i membri di una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.isoladeicassintegrati.com/redazione/" target="_blank">redazione</a></span> che si sono conosciuti per caso sul web: gli autori Michele e Marco, il disegnatore Manuel “da Tivoli con furore” De Carli, Fabio Borraccetti che con l’aiuto di Fabrizio Trapani ha creato questo blog, Pietro Curis il saggio, la pungente penna di Andrea Demontis e la rivoluzionaria Claudia Sarritzu. Tantissimi amici che ci hanno aiutato a crescere.</p><p>E tutti voi che ci leggete sempre. Grazie a tutti!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/10/beppe-grillo-stiamo-arrivando/81245/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>91</slash:comments> </item> <item><title>Wikileaks, il giornalismo e i blog</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/30/wikileaks-il-giornalismo-e-i-blog/79576/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/30/wikileaks-il-giornalismo-e-i-blog/79576/#comments</comments> <pubDate>Tue, 30 Nov 2010 16:58:07 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[blog]]></category> <category><![CDATA[giornalismo]]></category> <category><![CDATA[wikileaks]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=79576</guid> <description><![CDATA[di Fabio Chiusi (Il nichilista)* Uno dei tanti aspetti che si dovranno analizzare con calma, quando la «tempesta sul mondo» (cit.) di Wikileaks si sarà placata, è quanto avrà assottigliato il confine tra le regole del giornalismo tradizionale e quelle del blogging. Un esempio su tutti è il modo in cui La Stampa ha deciso...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/11/wiki1.png?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-79577" title="wiki1" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/11/wiki1-300x213.png?47e3a5" alt="" width="300" height="213" /></a>di Fabio Chiusi (<strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/" target="_blank">Il nichilista</a></span></strong>)*</p><p>Uno dei tanti aspetti che si dovranno analizzare con calma, quando la «tempesta sul mondo» (cit.) di Wikileaks si sarà placata, è <strong>quanto avrà assottigliato il confine tra le regole del giornalismo tradizionale e quelle del blogging</strong>. Un esempio su tutti è il modo in cui <em>La Stampa</em> ha deciso di diffondere l’<a href="http://www.nytimes.com/2010/11/29/world/29cables.html?_r=1&amp;hp">articolo del</a><em><a href="http://www.nytimes.com/2010/11/29/world/29cables.html?_r=1&amp;hp"> New York Times</a></em> che, verso le 19:20 di domenica, aveva fornito un primo riassunto dei documenti del <em>cablegate</em>. Cioè offrendo una «<strong>traduzione a braccio</strong>» di Anna Masera, una giornalista “tradizionale” ma molto attenta alle dinamiche della rete. E postando il contenuto del pezzo del quotidiano newyorkese in lingua originale, per poi sostituirlo con la sua versione in italiano (più o meno di senso compiuto) <strong>a mano a mano</strong> che veniva tradotto.</p><p>Più in generale, per una volta non c’è stato<strong> niente che un giornalista professionista</strong>, in una redazione vera e propria,<strong> potesse sapere più di un qualunque blogger</strong>: i documenti erano tutti lì, disponibili per l’uno e per l’altro. Senza fonti di accesso privilegiate. Senza agenzie che facessero il “lavoro sporco” al proprio posto. Giornalisti e blogger si sono trovati tutti in prima fila a descrivere e commentare ciò che tutto il mondo stava descrivendo e commentando.</p><p>Certo,<strong> passato il caos sono rientrate le consuete gerarchie</strong>: <em>Repubblica.it, </em>ad esempio, in poche ore è riuscito ad assemblare un commento <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/11/28/news/il_giorno_che_cambi_l_informazione-9619865/?ref=HREA-1">scritto</a> e uno <a href="http://www.youtube.com/watch?v=uF3xF1vdyys">video</a>, una galleria fotografica e una <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/11/29/news/wikileaks_quando_trapela_la_notiza-9627271/?ref=HREA-1">interpretazione</a> di come i files siano stati trafugati. <strong>I professionisti hanno potuto mettere in campo la loro professionalità</strong>, inquadrando ciò che stavano leggendo nello scenario geopolitico. E, grazie al lavoro di squadra tipico delle redazioni, approfondire tutti gli aspetti rilevanti della vicenda, separando le novità dalle conforme, le notizie dalle curiosità. Il blogger, invece, ha ricominciato a <strong>inseguire</strong> i professionisti, andare sui siti delle grandi testate per orientarsi in un mondo diventato ormai troppo vasto per le sue sole forze.</p><p>Quindi io non so se, come <a href="http://www.wittgenstein.it/2010/11/29/i-blog-hanno-vinto/">scrive</a> (immagino provocatoriamente) Luca Sofri, <em>I blog hanno vinto</em>. Quel che è certo è che, per un breve momento, hanno potuto sentirsi in una redazione grande quanto il mondo, e far parte di una marea di informazione che ha <strong>travolto indistintamente loro e i più navigati professionisti</strong>. Forse, in quel momento, hanno provato l’ebbrezza di sentirsi sulla cresta dell’onda, sul campo, inviati nel bel mezzo dell’azione. E gli altri, i professionisti, hanno capito che forse in certe situazioni è <strong>lecito</strong> bloggare, anche fuori dai confini di un blog. Oltre a cosa si prova a essere come tutti gli altri, tra gli inseguitori.</p><p>Poi la marea si è ritirata, e tutto è tornato al suo posto. O forse no.</p><p>(<em>Grazie a <a href="http://pazzoperrepubblica.blogspot.com/2010/11/alla-stampait-si-son-fatti-prendere-la.html">Pazzo per Repubblica </a>e a Luca Sofri: senza i loro post mi sarei dimenticato di aver salvato quelle immagini, e questo post non sarebbe esistito)</em></p><p><em>*Se vuoi segnalare un blog <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/segnala-blog/" target="_blank">clicca qui</a></span></strong></em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/30/wikileaks-il-giornalismo-e-i-blog/79576/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> <item><title>Home: il film sulla terra vista dal cielo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/22/home-il-film-sulla-terra-vista-dal-cielo/78175/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/22/home-il-film-sulla-terra-vista-dal-cielo/78175/#comments</comments> <pubDate>Mon, 22 Nov 2010 15:09:48 +0000</pubDate> <dc:creator>SEgnalatidallarete</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[home]]></category> <category><![CDATA[inquinamento]]></category> <category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category> <category><![CDATA[Yann Arthus-Bertrand]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=78175</guid> <description><![CDATA[Dicono che ci siano volute 488 ore di riprese aeree, più di 200 giorni di lavorazione attraverso 54 differenti nazioni. Alla fine Yann Arthus-Bertrand ha ultimato il suo capolavoro Home, un documentario assolutamente spettacolare e di forte mpatto, per farci aprire gli occhi e non solo sul reale impatto del riscaldamento globale e dell&#8217;inquinamento. A...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/11/home-yann-arthus-bertrand.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-78176" title="home-yann-arthus-bertrand" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/11/home-yann-arthus-bertrand-300x200.jpg?47e3a5" alt="Home la terra vista dall'alto" width="300" height="200" /></a>Dicono che ci siano volute <strong>488 ore di riprese</strong> aeree, <strong>più di 200 giorni di lavorazione</strong> attraverso <strong>54 differenti nazioni</strong>. Alla fine <strong>Yann Arthus-Bertrand</strong> ha ultimato il suo capolavoro <strong>Home</strong>, un documentario assolutamente spettacolare e di forte mpatto, per farci aprire gli occhi e non solo sul reale impatto del riscaldamento globale e dell&#8217;inquinamento. A Parigi ricordo ancora le vetrine dei negozi piene di manifesti di <strong>Home</strong> e di come tutti ne parlassero come un evento imperdibile.</p><p>Il celebre fotografo francese, che qui debutta alla regia, seguendo l&#8217;esempio di <em>Una scomoda verità</em>, ha realizzato un&#8217;opera coinvolgente, nelle immagini e nei contenuti, in grado di far riflettere lo spettatore. <strong>Il film è composto da immagini aeree filmate in più di cinquanta paesi del mondo con una voce fuori campo che commenta il video mostrando i grandi cambiamenti ambientali che la Terra sta vivendo a causa nostra.</strong> Un progetto veramente innovativo per creatività che rende ancora una volta possibile scoprire la meraviglia di un pianeta unico ma fragile.</p><p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://current.com/groups/promotion/92807222_home-la-terra-vista-dal-cielo.htm" target="_blank">Guarda il trailer</a></span><strong></strong></p><p><strong>Il regista:</strong> <strong>Yann Arthus-Bertrand</strong> è fotografo, giornalista e ambientalista, impegnato con <strong>GoodPlanet.org</strong> nello sviluppo di progetti sulle energie rinnovabili. E&#8217; noto per i suoi reportage di carattere naturalistico realizzati a bordo di velivoli, come testimoniano le numerose produzioni di Altitude, agenzia da lui fondata del 1991, oltre che per il progetto <strong>La terre vue par le ciel</strong>, realizzato nel 1994 con il patrocinio dell&#8217;UNESCO, comprendente una mostra itinerante e una pubblicazione di grande successo, da cui, nel 2004, è stato tratto il lungometraggio omonimo.</p><p><strong>Luc Besson</strong> il produttore ha detto: “<em>Sono sempre stato un amante del Pianeta, e più volte ho provato a mostrare alle persone i suoi aspetti più belli attraverso i miei film, Le Grand Bleu, Atlantis e Arthur and the Minimoys. E&#8217; stato quindi naturale per me unirmi a Yann nella produzione di questo fantastico progetto.”</em></p><p><strong>Il film andrà in onda per la prima volta in Italia su <a href="http://current.com/shows/current-doc/">Current</a> il 22 Novembre alle 21:10 e alle 23:45</strong></p><p><strong></strong>Tratto da: <strong><a href="http://www.anakedview.com/" target="_blank"></a></strong><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://salvatoreditaranto.blogspot.com/" target="_blank">salvatoreditaranto.blogspot.com</a></strong></span></p><p>Vuoi segnalare un blog? <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/segnala-blog/" target="_blank">Clicca qui</a></strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/22/home-il-film-sulla-terra-vista-dal-cielo/78175/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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