<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Stefano Citati</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/scitati/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>San Valentino, anche i dittatori amano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/san-valentino-anche-i-dittatori-amano/191352/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/san-valentino-anche-i-dittatori-amano/191352/#comments</comments> <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 10:29:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[amore]]></category> <category><![CDATA[Hitler]]></category> <category><![CDATA[Ida Dalser]]></category> <category><![CDATA[mussolini]]></category> <category><![CDATA[Napoleone]]></category> <category><![CDATA[San Valentino]]></category> <category><![CDATA[Stalin]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/san-valentino-anche-i-dittatori-amano/191352/</guid> <description><![CDATA[Nel libro Love letters of great men (“Lettere d’amore di uomini potenti”), John C. Kirkland stila un elenco di lettere private, tutte di carattere amoroso, tra alcuni controversi personaggi storici e le rispettive compagne. Molti degli esempi riportati dall’autore non offrono un’immagine confortante delle vicende private dei personaggi storici. Stalin alla moglie Nadya: “Mi manchi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nel libro <em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Love_Letters_of_Great_Men" target="_blank">Love letters of great men</a></span></em> (“Lettere d’amore di uomini potenti”), John C. Kirkland stila un elenco di lettere private, tutte di carattere amoroso, tra alcuni controversi personaggi storici e le rispettive compagne. Molti degli esempi riportati dall’autore non offrono un’immagine confortante delle vicende private dei personaggi storici.<br /> <strong><br /> Stalin </strong>alla moglie Nadya: <em>“Mi manchi tanto&#8230; mi sento solo come un gufo cornuto”</em> (La Allilueva &#8211; il nome completo della moglie &#8211; venne trovata morta a causa di un colpo di pistola, dopo una lite con il marito. Se di <strong>Hitler</strong> non vennero mai trovate le lettere scritte ad <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eva_Braun" target="_blank">Eva Braun</a></span>, molte le testimonianze del rapporto tra <strong>Mussolini </strong>e la prima moglie <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ida_Dalser" target="_blank">Ida Dalser</a></span>. In una lettera Mussolini scriveva:<em> “Mia piccola Ida, sono appena arrivato dopo 12 ore interminabili di treno che mi hanno annerito fino all’inverosimile. Mi sono lavato alla meglio e il primo pensiero, prima ancora di andare a cena, è per te”</em> (Ida Dalser, assieme al primogenito della coppia, venne fatta internare da Mussolini, in piena ascesa politica, in un ospedale psichiatrico dove morì nel 1937).</p><p>Dalle lettere indirizzate a <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppina_di_Beauharnais" target="_blank">Giuseppina de Beauharnais</a></span>, è possibile scorgere il lato più tenero e romantico di <strong>Napoleone Bonaparte</strong>: <em>“Le tue lettere sono la gioia dei miei giorni, e i miei giorni felici non sono molti”. “Vado a dormire con il cuore pieno della tua splendida immagine&#8230; Io non posso aspettare di darti prova del mio ardente sentimento”</em> (il loro matrimonio si concluse con la separazione).</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 15 febbraio 2012</em></p><p><em> </em></p><p><em><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/69f_Z4i_Vj8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/san-valentino-anche-i-dittatori-amano/191352/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Gheddafi, Citati: &#8220;Col Rais, seppelliamo verità scomode&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/20/gheddafi-citati-col-rais-seppelliamo-verita-scomode/165195/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/20/gheddafi-citati-col-rais-seppelliamo-verita-scomode/165195/#comments</comments> <pubDate>Thu, 20 Oct 2011 17:00:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[I nostri video]]></category> <category><![CDATA[Videogallery]]></category> <category><![CDATA[Gheddafi]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[nato]]></category> <category><![CDATA[occidente]]></category> <category><![CDATA[Ribelli]]></category> <category><![CDATA[Sirte]]></category> <category><![CDATA[Stefano Citati]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=165195</guid> <description><![CDATA[Muammar Gheddafi ucciso dai ribelli a Sirte, con la complicità della Nato. Svanisce così ogni possibilità di processare l&#8217;ex Rais, e di far luce sui rapporti tra il colonnello e i paesi democratici. Con Gheddafi, seppelliamo per sempre verità inconfessabili per l&#8217;Occidente. Video-editoriale di Stefano Citati]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/aQBzchC1BjQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Muammar Gheddafi ucciso dai ribelli a Sirte, con la complicità della Nato. Svanisce così ogni possibilità di processare l&#8217;ex Rais, e di far luce sui rapporti tra il colonnello e i paesi democratici. Con Gheddafi, seppelliamo per sempre <strong>verità inconfessabil</strong>i per l&#8217;Occidente.<br /> Video-editoriale di <strong>Stefano Citati</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/20/gheddafi-citati-col-rais-seppelliamo-verita-scomode/165195/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>30</slash:comments> </item> <item><title>Il posto più buono del mondo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/13/il-posto-piu-buono-del-mondo/163523/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/13/il-posto-piu-buono-del-mondo/163523/#comments</comments> <pubDate>Thu, 13 Oct 2011 08:47:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[asilo nido]]></category> <category><![CDATA[bambini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=163523</guid> <description><![CDATA[L&#8217;altro pomeriggio mi hanno fatto entrare nella stanza del sonno dell&#8217;asilo nido dei miei figli per prenderli e riportarli a casa. C&#8217;erano venti bambini duenni che dormivano ognuno nel suo piccolo letto, ognuno in posizione diversa. Sono stato immerso in un&#8217;atmosfera di calma avvolgente che emanava dalle piccole figure che respiravano sommesse. Sono rimasto incantato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altro pomeriggio mi hanno fatto entrare nella stanza del sonno dell&#8217;asilo nido dei miei figli per prenderli e riportarli a casa. C&#8217;erano venti <strong>bambini </strong>duenni che dormivano ognuno nel suo piccolo letto, ognuno in posizione diversa. Sono stato immerso in un&#8217;atmosfera di calma avvolgente che emanava dalle piccole figure che respiravano sommesse.</p><p>Sono rimasto incantato per mezzo minuto a osservarli e tutto quello che avevo in testa è scomparso, svanendo in un punto lontanissimo e senza importanza: è rimasto solo il <strong>piacere assoluto e infantile</strong> di trovarmi  in un luogo perfetto di pace senza scampo, di felicità tenue e completa. Ho preso in braccio i miei figli e li ho ringraziati in silenzio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/13/il-posto-piu-buono-del-mondo/163523/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>23</slash:comments> </item> <item><title>Un libro mi ha cambiato la vita, più di Jobs</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/08/un-libro-mi-ha-cambiato-la-vita-piu-di-jobs/162923/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/08/un-libro-mi-ha-cambiato-la-vita-piu-di-jobs/162923/#comments</comments> <pubDate>Sat, 08 Oct 2011 14:46:51 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[iPad]]></category> <category><![CDATA[iphone]]></category> <category><![CDATA[libri]]></category> <category><![CDATA[steve jobs]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=162923</guid> <description><![CDATA[Quanto pensiero contiene un iPad, quanta intelligenza trasmette un iPhone? Dipenderà sempre dall&#8217;utilizzatore: strumenti che facilitano la comunicazione e la propagazione delle idee (o solo delle parole) non contengono in sé e comunicano il genio di un artista, permettono solo una moltiplicazione fittizia del tempo e delle possibilità, uno scorrere continuo e precipitoso attraverso le...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/10/small_110211-092720_to010910est_2371.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-162928" title="small_110211-092720_to010910est_2371" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/10/small_110211-092720_to010910est_2371-300x245.jpg?47e3a5" alt="L'iPad su una pila di giornali" width="300" height="245" /></a>Quanto pensiero contiene un <strong>iPad</strong>, quanta intelligenza trasmette un <strong>iPhone</strong>? Dipenderà sempre dall&#8217;utilizzatore: strumenti che facilitano la comunicazione e la propagazione delle idee (o solo delle parole) non contengono in sé e comunicano il genio di un artista, permettono solo una moltiplicazione fittizia del tempo e delle possibilità, uno scorrere continuo e precipitoso attraverso le azioni sempre più scandite e precipitose che possiamo compiere: nulla di paragonabile al tempo lento immoto e ricchissimo di un <strong>libro </strong>che restituisce la mente di chi lo ha composto.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/08/un-libro-mi-ha-cambiato-la-vita-piu-di-jobs/162923/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>76</slash:comments> </item> <item><title>iSteria per il divo della mela globale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/06/isteria-per-il-divo-della-mela-globale/162560/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/06/isteria-per-il-divo-della-mela-globale/162560/#comments</comments> <pubDate>Thu, 06 Oct 2011 14:53:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Tecno]]></category> <category><![CDATA[apple]]></category> <category><![CDATA[morte]]></category> <category><![CDATA[steve jobs]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=162560</guid> <description><![CDATA[&#8220;La generazione precedente ha avuto Kennedy, noi abbiamo avuto Steve Jobs&#8221; (meglio se scritto come fosse un marchio); &#8220;Non posso pensare a un singolo giorno della mia vita nel quale non abbia usato uno degli strumenti che ha creato&#8221;; &#8220;Ha inventato gli apparecchi di cui non sapevamo ancora di avere bisogno&#8221; (efficace epitaffio, tanto più...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;La generazione precedente ha avuto Kennedy, noi abbiamo avuto Steve Jobs&#8221;</em> (meglio se scritto come fosse un marchio);<em> &#8220;Non posso pensare a un singolo giorno della mia vita nel quale non abbia usato uno degli strumenti che ha creato&#8221;</em>; <em>&#8220;Ha inventato gli apparecchi di cui non sapevamo ancora di avere bisogno&#8221; </em>(efficace epitaffio, tanto più in inglese); <em>&#8220;guru del progresso felice&#8221;</em> (titolo d&#8217;agenzia) &#8211; solo alcuni dei tweet post-mortem sull&#8217;americo-siriano <strong>Jobs</strong>.</p><p>Nella sua grandezza tutti si rispecchiano per condividere uno spicchietto della <strong>mela globale</strong> che ha la rotondità piena e grandiosa del suo inventore (se non per quel morso che la rende elemento godibile, per tutti). L&#8217;aura del visionario-icona-genio sulla cui figura non tramonta mai il sole porta all&#8217;espansione dei giudizi di chiunque, perché adesso appartiene a tutti, a tutti quelli che hanno un gadget Apple tra le mani che gli ha cambiato la vita. Evviva.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/06/isteria-per-il-divo-della-mela-globale/162560/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>20</slash:comments> </item> <item><title>Vacanze romane, con burocrazia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/04/vacanze-romane-con-burocrazia/162077/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/04/vacanze-romane-con-burocrazia/162077/#comments</comments> <pubDate>Tue, 04 Oct 2011 16:16:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[burocrazia]]></category> <category><![CDATA[diritto]]></category> <category><![CDATA[Divorzio]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[legge]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=162077</guid> <description><![CDATA[Un mio amico italiano, ma non solo, l&#8217;altro giorno mi ha raccontato una storia vera: &#8220;Ora non voglio dire che il mio caso è da rivoluzione. Ma questo è un paese dove c&#8217;è ancora gente che si gargarizza con espressioni come &#8216;l&#8217;Italia è la patria del diritto&#8221;. Allora eccola la patria del diritto. Ho divorziato a...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>Un mio amico italiano, ma non solo, l&#8217;altro giorno mi ha raccontato una storia vera</em>: &#8220;Ora non voglio dire che il mio caso è da rivoluzione. Ma questo è un paese dove c&#8217;è ancora gente che si gargarizza con espressioni come &#8216;l&#8217;Italia è la patria del diritto&#8221;. <em>Allora eccola la patria del diritto.</em></p><p>Ho divorziato a Londra nel millennio scorso. Per registrare il <strong>divorzio all&#8217;estero</strong>, le autorità britanniche forniscono su richiesta una copia conforme con firma del giudice del <strong>decreto assoluto</strong> che lo sancisce. Dovrebbe bastare? In tutto il mondo sì, ma non in Italia. Prima del decreto assoluto, il giudice inglese emette un &#8216;<strong>decreto nisi</strong>&#8216; che vale sei settimane, per dare alla coppia il tempo di ripensarci. Se nessuno dei due blocca la procedura, il decreto assoluto soprassiede il decreto &#8216;nisi&#8217; e rende il divorzio definitivo.</p><p>All&#8217;anagrafe italiana, specificamente quella di <strong>Roma</strong>, vogliono anche il decreto nisi firmato dal giudice, e quando l&#8217;ho chiesto agli inglesi mi hanno guardato come se fossi scemo e mi hanno rispedito il decreto assoluto, cosicché adesso ne ho tre copie, tutte firmate dal giudice che non riesce a capire a che cosa possa servire un decreto la cui funzione è soltanto quella di decadere per far posto a quello definitivo. Nell&#8217;Italia, patria del diritto (e tutti discendenti degli antichi romani) manca il concetto di <em>nisi </em>che in <strong>latino </strong>significa &#8216;se non&#8217;, &#8216;a meno che&#8217;. A meno uno dei due cambi idea. Chiaro?</p><p>Insomma, dopo quattro mesi e un viaggio a Londra ancora non sono riuscito a fare accettare all&#8217;anagrafe di Roma il fatto indiscutibile che sono divorziato. Nel frattempo il resto d&#8217;Europa e del mondo fila avanti come un treno. <strong>Forse c&#8217;è una lezione?</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/04/vacanze-romane-con-burocrazia/162077/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>19</slash:comments> </item> <item><title>Libia, la guerra delle magliette da calcio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/28/libia-la-guerra-delle-magliette-da-calcio/153950/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/28/libia-la-guerra-delle-magliette-da-calcio/153950/#comments</comments> <pubDate>Sun, 28 Aug 2011 18:14:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Calcio]]></category> <category><![CDATA[Guerra]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[Ribelli]]></category> <category><![CDATA[tripoli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=153950</guid> <description><![CDATA[Tripoli. Se fosse un match finirebbe in pareggio: tra i ribelli le maglie dell’Internazionale Milan e del Milan A. C. sono in egual numero. Ma anche tra i miliziani di Gheddafi sono andate per la maggiore se il giornalista del Corriere della Sera Sarcina, passata la disavventura &#8211; anche tragica, per l’uccisione dell’autista che accompagnava...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tripoli</strong>. Se fosse un match finirebbe in pareggio: tra i ribelli le maglie dell’<strong>Internazionale Milan</strong> e del <strong>Milan A. C. </strong>sono in egual numero. Ma anche tra i miliziani di Gheddafi sono andate per la maggiore se il giornalista del <em>Corriere della Sera</em> Sarcina, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/25/libia-quattro-giornalisti-italiani-nelle-mani-dei-lealisti-oggi-vertice-berlusconi-jibril/153441/" target="_blank">passata la disavventura</a></span> &#8211; anche tragica, per l’uccisione dell’autista che accompagnava quattro reporter italiani &#8211; del sequestro, ha ricordato come un tradimento della fratellanza rossonera che uno dei suoi rapitori indossasse una maglia della squadra di Berlusconi, della quale lui è tifosissimo. <em>“Quoque tu Bruto, fili mii”</em>, ha scherzato il reporter ricordando il momento in cui si è trovato di fronte il lealista armato a striscie rosse e nere.</p><p>Del resto anche tra i giornalisti non si disdegna di indossare <strong>magliette delle squadre di calcio</strong>, come è stato costretto in qualche modo a fare &#8211; dopo aver perso il suo bagaglio &#8211; Domenico Quirico della <em>Stampa</em>, con una camicietta con lo stemma del Paris Saint Germain, la principale squadra di Parigi (di cui è tifoso Sarkozy) e di cui è appena diventato direttore sportivo Leonardo, ex giocatore del Milan e poi allenatore dell’Inter (accusato di tradimento da Gattuso durante la festa scudetto dell’altra squadra di Milano).</p><p>Anche tra il personale dell’albergo Corinthia il calcio va per la maggiore: uno dei <em>concierge </em>dell’hotel dove sta arrivando la sempre più folta delegazione del Consiglio nazionale di transizione di Bengasi per prendere il possesso della capitale liberata, riceve i suoi ospiti ogni giorno con la maglietta blu intenso del <strong>Chelsea</strong>, posseduta dal magnate russo Abramovich che ha appena cacciato l’allenatore italiano, Ancelotti, per ingaggiare la promesssa del futuro Mourinho, il portoghese Villas Boas, per vincere infine la Champions League. Mentre a Bengasi i ribelli si dividevano tra <strong>Arsenal</strong> e <strong>Manchester United</strong>, qui le maglie delle squadre britanniche che si incontrano per strada si riducono a quella rossa del Manchester.</p><p>Ma per tutti il top è ormai quella del <strong>Barcellona</strong>, che surclassa le altre per presenza ed estimatori. In calo la <strong>Juventus</strong>, con una solo numero 10 di Del Piero incontrato rispetto alle quattro-cinque di Milan (più visto Kakà, ma anche Inzaghi) e Inter (va ancora forte Ronaldo). Ma in uno dei rari negozi aperti ad Abu Salim era esposta in bella mostra la maglia del <strong>Real Madrid</strong>, nuova squadra di Kakà dopo il Milan. Per i ribelli libici è difficile rimanere al passo con i tempi nel vortice di cambi di maglie dei loro idoli.</p><p>Fucile e pallone sono due passioni dei ribelli che, seppur sempre meglio equipaggiati, non smettono le maglie di calcio indossate sotto i corpetti militari. Un Iniesta (numero 9) filtra le macchine al posto di blocco poco fuori dalla base di Khamis, il figlio di Gheddafi al comando delle squadre speciali del 32esimo battaglione, conquistata venerdì. Un altro fan della squadra catalana sta seduto all’ingresso di uno dei palazzi conquistati di fresco. L’azzurro ormai sbiadito di <strong>Baggio </strong>s’incammina verso casa dopo aver acquistato verdure a un improvvisato mercatino sotto un cavalcavia vicino al lungo mare. Una solitaria maglia della<strong> nazionale tedesca</strong> girovaga davanti all’hotel dei giornalisti. Sulle spalle di uno di loro la scritta in cirillico di un <strong>team russo</strong>. Un berretto a righe del Milan veglia su un check point del centro-città. Una maglietta che celebra la vittoria mondiale della <strong>Spagna </strong>fruga nell’immenso hangar-officina schiantato da una bomba Nato nella base del 32esimo battaglione.</p><p>Un bambinetto con la maglia dell’Inter festeggia con gli amici la fine della <strong>battaglia di Tripoli</strong>.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 28 agosto 2011</em></p><p><em> </em></p><p><em>Segui il diario da Tripoli su <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://twitter.com/#!/fattoquotidiano" target="_blank">Twitter</a></span><br /> </em><em>Guarda la </em><a style="text-decoration: underline; font-style: italic;" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/26/libia-battaglia-finale-a-tripoli/153719/" target="_blank">fotogallery</a><em> della battaglia finale</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/28/libia-la-guerra-delle-magliette-da-calcio/153950/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>13</slash:comments> </item> <item><title>Murdoch sulla graticola (e in diretta sulla sua tv)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/19/murdoch-sulla-graticola-e-in-diretta-sulla-sua-tv/146446/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/19/murdoch-sulla-graticola-e-in-diretta-sulla-sua-tv/146446/#comments</comments> <pubDate>Tue, 19 Jul 2011 15:36:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[bbc]]></category> <category><![CDATA[giustizia]]></category> <category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category> <category><![CDATA[rupert murdoch]]></category> <category><![CDATA[sky]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=146446</guid> <description><![CDATA[Grilled, è il titolo della Bbc che segue in diretta l&#8217;audizione (meglio, l&#8217;interrogatorio) dei Murdoch alla commissione cultura della Camera britannica. Una regia semplice &#8211; alla quale ci anno abituati i film d&#8217;aula americani &#8211; che rivela quanto netti, chiari e comprensibili possono essere i meccanismi della democrazia anglosassone. Tutto appare sulla scena, scarna ed...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>Grilled</em>, è il titolo della Bbc che segue<strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.bbc.co.uk/news/uk-politics-14193124" target="_blank">in diretta l&#8217;audizione (meglio, l&#8217;interrogatorio) dei Murdoch</a></span></strong> alla commissione cultura della Camera britannica. Una regia semplice &#8211; alla quale ci anno abituati i film d&#8217;aula americani &#8211; che rivela quanto netti, chiari e comprensibili possono essere i meccanismi della democrazia anglosassone. Tutto appare sulla scena, scarna ed essenziale: due uomini sotto giudizio, una giuria parlamentare che pone domande e per ore non accetta risposte evasive. A questo internet aggiunge la possibilità di commentare in diretta il comportamento e le reazioni dei vari protagonisti (giudizi dei più diversi: da <em>&#8220;persecuzione di un povero vecchio&#8221;</em>, a<em> &#8220;presa in giro da parte dello squalo&#8221;</em>).</p><p>Ognuno può seguire il punto di cottura di Murdoch e consigliare la ricetta o prendersela con gli chef: quel che resta è l&#8217;impressione che i tempi e i modi della giustizia (anche solo mediatica) in Gran bretagna restano lontani come alieni modello da seguire come un film &#8211; in Italia trasmesso <a style="font-weight: bold; text-decoration: underline;" href="http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2011/07/19/rupert_james_murdoch_rebekah_brooks_audizione_comuni_scandalo_intercettazioni.html" target="_blank">in diretta, con traduzione simultanea, da Sky</a> &#8211; ma impossibili da avvicinare.</p><p><strong>Aggiornamento delle 17.58:</strong> che il clima non fosse così algido e <em>British </em>è stato chiaro quando un uomo ha tentato di aggredire Rupert Murdoch, bloccando per dieci minuti la diretta della Commissione &#8211; rivelando la tensione che si accumulava dopo due ore di interrogatorio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/19/murdoch-sulla-graticola-e-in-diretta-sulla-sua-tv/146446/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> <item><title>Freedom Flotilla 2: la missione fa acqua</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/03/freedom-flotilla-2-la-missione-fa-acqua/137825/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/03/freedom-flotilla-2-la-missione-fa-acqua/137825/#comments</comments> <pubDate>Sun, 03 Jul 2011 10:47:14 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Freedom Flotilla]]></category> <category><![CDATA[John Klusmire]]></category> <category><![CDATA[Palestina]]></category> <category><![CDATA[Vauro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=137825</guid> <description><![CDATA[Gouvia (Corfù) – La Freedom Flotilla è affondata prima di partire nelle acque agitate della burocrazia ellenica, della diplomazia israeliana e occidentale, e dell’incertezza dei suoi stessi partecipanti. Adesso che John Klusmire, il comandante della Audacity of hope, la nave americana battezzata come il libro di Obama, è stato arrestato per aver tentato di prendere...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Gouvia (Corfù) – La Freedom Flotilla è <strong>affondata prima di partire</strong> nelle acque agitate della burocrazia ellenica, della diplomazia israeliana e occidentale, e dell’incertezza dei suoi stessi partecipanti. Adesso che<strong> John Klusmire</strong>, il comandante della <em>Audacity of hope</em>, la nave americana battezzata come il libro di Obama, è stato arrestato per aver tentato di prendere il largo, quel che resta della speranza è poco audace: a Corfù come ad Atene lunghe, articolate riunioni degli attivisti si risolvono in rivoli di discussioni tra i vari gruppi nazionali e gli organizzatori sembrano – sotto il tendone in riva alla spiaggia di Gouvia – come animatori tristi di villaggi vacanze a fine stagione.</p><p>Le alternative proposte alla partenza coatta, difficili e improponibili poiché metterebbero a rischio l’incolumità giuridica di <strong>Petros</strong>, il comandante greco che si dovrebbe assumere la responsabilità di salpare nonostante l’incompletezza burocratica (manca l’ok del registro del Togo, di cui la “Stefano Chiarini” batte bandiera), sembrano inefficaci per tenere alta l’attenzione sulla flottiglia: proteste andando in giro per l’isola a sensibilizzare i turisti, attesa fino a martedì nella speranza che arrivino i documenti e con un <strong>cambio di destinazione</strong> (non più Gaza, ma l’Egitto, o anche solo Creta) che permettano la partenza.</p><p>Tra i volti degli oltre 80 partecipanti – tra cui diversi di origine palestinese, di cui uno gioca con un portachiavi con l’effige di Arafat – fino a ieri disposti ad affrontare la reazione dei militari israeliani, <strong>la delusione e lo smarrimento</strong> prendono forma di brusii d’insofferenza verso il comitato organizzatore generale: il trio che guida la discussione viene visto come un Politburo. Ci si accontenta, per non mettere subito la parola fine, di aggiornarsi a martedì alle 15, in attesa di decidere l’atto conclusivo, ormai quasi certamente solo dimostrativo. “Freedom botillia”, esclama <strong>Vauro</strong>, che cerca di trovare un appiglio mediatico e un futuro coinvolgimento per la ciurma rimasta a terra. Se la Freedom flotilla è affondata simbolicamente, si può pensare di organizzare la spedizione attraverso le correnti del Mediterraneo di migliaia di bottiglie (di vetro) con lettere e simbolici doni per i palestinesi: se non può essere una battaglia, <strong>può essere una bottiglia</strong> che conservi l’impegno e la volontà di essere vicini alla causa della Striscia.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 3 luglio 2011</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/03/freedom-flotilla-2-la-missione-fa-acqua/137825/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>46</slash:comments> </item> <item><title>Flottiglia, è incerta la partenza per Gaza</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/28/vauro-gia-al-timone-ma-la-flottiglia-non-salpa/128878/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/28/vauro-gia-al-timone-ma-la-flottiglia-non-salpa/128878/#comments</comments> <pubDate>Tue, 28 Jun 2011 17:16:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Freedom flottiglia]]></category> <category><![CDATA[Gaza]]></category> <category><![CDATA[Stefano Chiarini]]></category> <category><![CDATA[Vauro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=128878</guid> <description><![CDATA[Vauro è costretto a impratichirsi in fretta del nuovo telefono fornitogli per imbarcarsi sulla nave per Gaza. “Se ci fermano gli israeliani, ci portano via tutto, documenti e mezzi di comunicazione, meglio avere con sé solo vuoti a perdere”. Appena arrivato ad Atene il cellulare del disegnatore satirico e organizzatore della Flottiglia italiana viene tempestato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Vauro è costretto a impratichirsi in fretta del nuovo telefono fornitogli per imbarcarsi sulla <strong>nave per Gaza</strong>. “<em>Se ci fermano gli israeliani, ci portano via tutto, documenti e mezzi di comunicazione, meglio avere con sé solo vuoti a perdere</em>”.</p><p>Appena arrivato ad Atene il cellulare del disegnatore satirico e organizzatore della Flottiglia italiana viene tempestato di chiamate per risolvere dettagli più o meno grandi: la partenza si avvicina, anche se non è ancora certo il luogo e l’ora; ci si tiene pronti a partire per Corfù, che potrebbe essere la prima tappa di avvicinamento alle coste mediorientali della “<strong>Stefano Chiarini</strong>”, l’imbarcazione di 30 metri acquistata dagli organizzatori della Flottiglia e ribattezzata con il nome del giornalista del Manifesto e attivista, alla cui memoria è in qualche modo dedicata la missione italiana.</p><p>Negli alberghi attorno all’Acropoli (e non lontano da Piazza Syntagma, controllata dalla polizia greca in attesa delle manifestazioni per lo sciopero nazionale di oggi e domani) gli attivisti tedeschi, francesi, svizzeri, americani, canadesi si preparano per il viaggio. “Che potrebbe iniziare nei prossimi giorni”, dicono alcuni degli organizzatori: li porterà di certo <strong>di fronte a Gaza</strong> “città assediata” e forse – ma dipenderà dalla marina israeliana – fino alla costa: tutti hanno in mente la strage compiuta l’anno scorso per bloccare la prima Freedom flotilla.</p><p>A bordo ci saranno anche <strong>giornalisti israeliani</strong>, testimoni del nuovo tentativo, tutto “all’insegna della pace”, di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese.</p><p>“Di Stefano sono stato testimone di nozze e mi fa una certa impressione salire su una nave con il suo nome”, spiega <strong>Vauro</strong>, che con questo viaggio conferma la sua attitudine a partecipare attivamente alle iniziative in cui crede: “L’impegno per me ha senso se si va a vedere, a testimoniare con la propria presenza: ero a Gaza nell’87, durante la prima Intifada, quando in città non sapevano nemmeno cosa fosse un kamikaze”. Quasi 25 anni dopo l’impegno si rinnova, “perché le cose non sono cambiate, anzi. È vero che in questi giorni c’è chi parla di miglioramenti a Gaza, ma mi pare tutto relativo: se si parte dalle macerie, anche un muro riparato può sembrare un miglioramento. Ma è anche della situazione psicologica della società di Gaza che bisogna tener conto; è ancora una prigione a cielo aperto ormai da una generazione, una generazione bruciata dalla violenza che pare senza scampo”. Per questo forzare “anche solo <strong>simbolicamente </strong>il blocco navale – che più di un atto simbolico non è possibile e non si vuol fare – è importante per dare un segnale di altre possibilità e di un’altra condotta, più umana”, per riprendere il motto dell’attivista <strong>Vik Arrigoni</strong> ucciso a Gaza in primavera.</p><p>Nelle ultime ore pare siano i militari israeliani a frenare i politici di Gerusalemme, facendo sapere che non ci sono problemi nel carico delle navi umanitarie (cemento per costruzioni, medicinali, materiale scolastico), meglio però non farsi cogliere impreparati: “Andiamo a comprare i tappi per le orecchie – consiglia Vauro – gli venisse voglia di tirarci qualche bomba sonora”.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 28 giugno 2011</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/28/vauro-gia-al-timone-ma-la-flottiglia-non-salpa/128878/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>65</slash:comments> </item> <item><title>Gaza, riparte la Freedom Flotilla  dieci imbarcazioni sfidano il blocco di Israele</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/25/gaza-riparte-la-freedom-flotilla-dieci-imbarcazioni-sfidano-il-blocco-di-israele/125190/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/25/gaza-riparte-la-freedom-flotilla-dieci-imbarcazioni-sfidano-il-blocco-di-israele/125190/#comments</comments> <pubDate>Sat, 25 Jun 2011 07:18:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Clinton]]></category> <category><![CDATA[Freedom Flotilla]]></category> <category><![CDATA[Gaza]]></category> <category><![CDATA[Vauro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=125190</guid> <description><![CDATA[I “provocatori” stanno per partire. Saremo con loro per vedere come andrà a finire questa volta. Un anno fa fu una strage: la Freedom Flotilla per Gaza venne assaltata in mare dalle truppe speciali israeliane e 9 persone vennero uccise. Era la fine di maggio. Quest&#8217;anno almeno una decina di imbarcazioni salperanno alla volta della...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I “provocatori” stanno per partire. Saremo con loro per vedere come andrà a finire questa volta. Un anno fa fu una strage: la <strong>Freedom Flotilla </strong>per Gaza venne assaltata in mare dalle truppe speciali israeliane e 9 persone vennero uccise. Era la fine di maggio. Quest&#8217;anno almeno una decina di imbarcazioni salperanno alla volta della Striscia per portare aiuti ai palestinesi e superare il blocco navale israeliano. Sull&#8217;imbarcazione italiana – che dovrebbe essere pronta a partire dal porto greco del Pireo nei primi giorni della prossima settimana &#8211; almeno una trentina di attivisti, tra cui <strong>Vauro </strong>(legato da tempo alle sorti di Gaza) e alcuni giornalisti (<em>Fatto </em>compreso).</p><p>Gli aiuti umanitari per la popolazione non sono ancora partiti che già sono stati lanciati allarmi ufficiali per la missione “umanitaria e di pace”, come ricordano gli organizzatori (in gran parte europei). La Farnesina ieri ha ricordato che l’Italia intende (come affermato ad aprile dal presidente del Consiglio) “adoperarsi per evitare” la partenza di una nuova Freedom Flotilla . L&#8217;alleato comune di Israele e Italia, l&#8217;America ha, sempre ieri, per voce del segretario di Stato <strong>Hillary Clinton</strong>, affermato che la missione è una “provocazione per far reagire gli israeliani e non né necessaria né utile”. E Israele si starebbe spendendo con il governo ellencio in crisi, economica e politica, profonda promettendo aiuti in cambio di pressioni sulla Flottiglia.</p><p>A rispondere alla “provocazione” si stanno addestrando da tempo i militari, con l&#8217;ammiraglio<strong> Eliezer Marom</strong>, comandante in capo della Marina israeliana, che ha fatto sapere che tra le armi in dotazione per contrastare la flottiglia pacifista ci saranno lacrimogeni e pallottole di plastica, e nulla di più letale (almeno al momento).</p><p>All&#8217;ammiraglio ha mandato una lettera aperta Vauro, che tra l&#8217;altro scrive: “ Lei che è un militare sa meglio di me che l&#8217;assediante è spesso vittima del proprio assedio. A proposito, proprio lei che è un soldato arriva ad affermare che le navi civili cariche solo di giovani e di aiuti&#8217;«hanno lo scopo di sfidare i militare israeliani&#8217;. Ma via ammiraglio! Il suo governo ha sempre fatto vanto di avere uno degli eserciti più potenti e meglio armati del mondo e basterebbero una decina di navi cargo a sfidarlo addirittura? Le voglio dire una cosa che forse alimenterà il suo orgoglio marziale: sui volti di quelle ragazze e ragazzi e anche sul mio che ragazzo non sono più da tempo, potrebbe leggere anche la paura. Sì, mi, ci fate paura. Ci fanno paura i suoi commandos armati e le sue navi da guerra, ci fa paura il momento in cui le incroceremo. Ed è proprio questa paura che ci dà un motivo in più per salpare, perché ci avvicina, anche se in misura ridotta, a quella che sono condannati a provare quotidianamente gli uomini, i bambini, le donne di Gaza quando dal cielo piovono missili e bombe al fosforo e quando la sola speranza di una vita degna di essere vissuta si trasforma per loro in disperazione e rabbia. E&#8217; davvero certo ammiraglio Eliezer che la sicurezza di Israele possa essere garantita esclusivamente dalla paura che incute?&#8221;. Le premesse per un viaggio intenso e imprevedibile ci sono.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/25/gaza-riparte-la-freedom-flotilla-dieci-imbarcazioni-sfidano-il-blocco-di-israele/125190/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>169</slash:comments> </item> <item><title>Una pera di Internet</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/23/una-pera-di-internet/113167/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/23/una-pera-di-internet/113167/#comments</comments> <pubDate>Mon, 23 May 2011 14:55:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[bill keller]]></category> <category><![CDATA[Facebook]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=113167</guid> <description><![CDATA[Bill Keller, direttore del New York Times racconta sul magazine del suo giornale di aver concesso alla figlia 13enne, l&#8217;uso di Facebook. &#8220;Dopo poche ore aveva 171 amici&#8221;, e a me era sembrato di averle dato in mano una dose di droga. Keller è il direttore del giornale che più ha creduto, e in parte...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Bill Keller</strong>, direttore del<em> New York Times</em> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nytimes.com/2011/05/22/magazine/the-twitter-trap.html?_r=2" target="_blank">racconta sul magazine del suo giornale</a></span> di aver concesso alla figlia 13enne, l&#8217;uso di Facebook. &#8220;Dopo poche ore aveva 171 amici&#8221;, e a me era sembrato di averle dato in mano una dose di droga. Keller è il direttore del giornale che più ha creduto, e in parte &#8211; per via della crisi dei media americani &#8211; è stato costretto a credere e a usare, i nuovi social network. E ha capito che cadere nell&#8217;&#8221;idolatria digitale&#8221; ha un costo, personale e individuale: una parte di noi stessi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/23/una-pera-di-internet/113167/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>10</slash:comments> </item> <item><title>Libia, la battaglia di Brega tra insorti e lealisti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/06/libia-la-battaglia-di-brega-tra-insorti-e-lealisti/102539/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/06/libia-la-battaglia-di-brega-tra-insorti-e-lealisti/102539/#comments</comments> <pubDate>Wed, 06 Apr 2011 13:05:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[I nostri video]]></category> <category><![CDATA[Videogallery]]></category> <category><![CDATA[brega]]></category> <category><![CDATA[insorti]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[Ribelli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=102539</guid> <description><![CDATA[Un duro scontro tra forze fedeli al leader libico Muammar Gheddafi e insorti a Brega, dove la resistenza ha fatto ritorno nelle scorse ore, senza tuttavia riuscire a riconquistare l&#8217;intera città. Le immagini dal nostro inviato in Libia Stefano Citati]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/kZRn3ACdgDU" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Un duro scontro tra forze fedeli al leader libico Muammar Gheddafi e insorti a Brega, dove la resistenza ha fatto ritorno nelle scorse ore, senza tuttavia riuscire a riconquistare l&#8217;intera città.<br /> Le immagini dal nostro inviato in Libia <strong>S</strong><strong>tefano Citati</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/06/libia-la-battaglia-di-brega-tra-insorti-e-lealisti/102539/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Libia, &#8220;A pochi metri da me i razzi del raìs sui ribelli&#8221;. La battaglia di Brega</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/05/libia-i-bombardamenti-delle-truppe-del-rais-a-brega/102285/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/05/libia-i-bombardamenti-delle-truppe-del-rais-a-brega/102285/#comments</comments> <pubDate>Tue, 05 Apr 2011 08:07:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[I nostri video]]></category> <category><![CDATA[Videogallery]]></category> <category><![CDATA[brega]]></category> <category><![CDATA[Gheddafi]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[raìs]]></category> <category><![CDATA[razzi]]></category> <category><![CDATA[Ribelli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=102285</guid> <description><![CDATA[Le brigate fedeli a Muammar Gheddafi hanno avuto la meglio oggi sui ribelli libici e stanno avanzando verso la parte orientale della città di Brega, partendo da quella occidentale, che era l’unica rimasta nelle loro mani. 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E&#8217; da giorni che si combatte in città per la conquista del terminale petrolifero.<br /> Servizio di <strong>Stefano Citati</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/05/libia-i-bombardamenti-delle-truppe-del-rais-a-brega/102285/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>13</slash:comments> </item> <item><title>Delirio di onni-demenza e altri tic</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/28/delirio-di-onni-demenza-e-altri-tic/100615/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/28/delirio-di-onni-demenza-e-altri-tic/100615/#comments</comments> <pubDate>Mon, 28 Mar 2011 17:55:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[incidenti]]></category> <category><![CDATA[Napoleone Bonaparte]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=100615</guid> <description><![CDATA[&#8220;Mai attribuire alla malizia ciò che si spiega adeguatamente con l&#8217;incompetenza&#8220;. Napoleone, che se ne intendeva di uomini e delle loro debolezze, ha coniato questo aforsima per spiegare l&#8217;essenza dell&#8217;errore umano: dall&#8217;incidente d&#8217;auto al crollo di un regime, all&#8217;incidente nucleare, la frase dell&#8217;ultimo quasi-padrone del mondo spiega una percentuale rilevantissima dei meccanismi e delle cause...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/03/Napoleone_Wagram.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-100617" title="Napoleone_Wagram" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/03/Napoleone_Wagram-300x218.jpg?47e3a5" alt="Napoleone ritratto durante la battaglia di Wagram da Horace Vernet" width="300" height="218" /></a><em>&#8220;Mai attribuire alla malizia ciò che si spiega adeguatamente con <strong>l&#8217;incompetenza</strong>&#8220;</em>. Napoleone, che se ne intendeva di uomini e delle loro debolezze, ha coniato questo aforsima per spiegare l&#8217;essenza dell&#8217;errore umano: dall&#8217;incidente d&#8217;auto al crollo di un regime, all&#8217;incidente nucleare, la frase dell&#8217;ultimo quasi-padrone del mondo spiega una percentuale rilevantissima dei meccanismi e delle cause degli <strong>incidenti umani</strong>, cedimenti strutturali del nostro animo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/28/delirio-di-onni-demenza-e-altri-tic/100615/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>14</slash:comments> </item> <item><title>Lascia o raddoppia?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/24/lascia-o-raddoppia/99695/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/24/lascia-o-raddoppia/99695/#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 Mar 2011 12:35:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Barack Obama]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[Premio Nobel]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=99695</guid> <description><![CDATA[Il Premio per la Pace 2009 Obama sarà il primo uomo a vincere due volte il Nobel più ambito (del resto lo ha vinto anche Kissinger, e non era nemmeno presidente) o (come vuole il presidente indio boliviano Evo Morales) lascerà (ma ha appena fatto sapere che non ne ha intenzione, e dunque resta solo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/03/Barack-Obama-e-premi-Nobel-per-la-Pace.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-99697" title="Barack Obama e premi Nobel per la Pace" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/03/Barack-Obama-e-premi-Nobel-per-la-Pace-300x205.jpg?47e3a5" alt="Il presidente Obama siede di fronte alle foto dei precedenti Nobel per la Pace durante una cerimonia all'Istituto Nobel Norvegese di Oslo il 10 dicembre 2009 (AP Photo/Susan Walsh)." width="300" height="205" /></a>Il Premio per la Pace 2009 <strong>Obama </strong>sarà il primo uomo a vincere due volte il Nobel più ambito (del resto lo ha vinto anche Kissinger, e non era nemmeno presidente) o (come vuole il presidente indio boliviano Evo Morales) lascerà (ma ha appena fatto sapere che non ne ha intenzione, e dunque resta solo la possibilità che gli venga ritirato)? Alla <strong>Libia </strong>(forse) l&#8217;ardua sentenza.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/24/lascia-o-raddoppia/99695/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> <item><title>Equazione pacifista</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/21/equazione-pacifista/99061/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/21/equazione-pacifista/99061/#comments</comments> <pubDate>Mon, 21 Mar 2011 15:09:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Barack Obama]]></category> <category><![CDATA[conflitto]]></category> <category><![CDATA[George W. Bush]]></category> <category><![CDATA[Guerra]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[vittime]]></category> <category><![CDATA[wikileaks]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=99061</guid> <description><![CDATA[Per chi tifa la pace, chi fa la guerra non ha mai dubbi: il conflitto è sempre senza se e senza ma, mentre chi difende la non-violenza si macera o rischia di essere assente. E dunque il primo conflitto intercontinentale post-11/9 (ovvero non direttamente scaturito dall&#8217;11 settembre 2001 e dalle scelte prese dagli americani) pare...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per chi tifa la pace, chi fa la guerra non ha mai dubbi: il conflitto è sempre senza se e senza ma, mentre chi difende la non-violenza si macera o rischia di essere assente. E dunque <strong>il primo conflitto intercontinentale post-11/9</strong> (ovvero non direttamente scaturito dall&#8217;11 settembre 2001 e dalle scelte prese dagli americani) pare non coagulare al momento una risposta chiara e unanime da parte di chi si oppone (comunque e sempre?) all&#8217;uso delle armi. Nel passato recente era forse più facile: Bush era una figura che condensava e univa i pacifisti senza dubbi e patemi; <strong>il premio Nobel per la Pace 2009 Obama</strong> è molto più difficile da inquadrare come guerrafondaio (anche per la sua posizione volutamente defilata sulla Libia) e rappresentante del “cattivo Occidente” (tra l&#8217;altro autore del discorso del Cairo di apertura all&#8217;Islam, sempre 2009).</p><p>Perché la guerra è sempre una sporca, brutta faccenda: sul terreno – con le esplosioni, i morti, i lutti, gli errori, la violenza, la ferocia, la rabbia, la disperazione – e nei suoi <strong>retrobottega, militari e politici </strong>– nelle sue conferenze stampa asettiche, piene di dati e di foto dall&#8217;alto, dove gli esseri umani non si vedono mai, ma solo gli obiettivi colpiti; e poi nelle convenienze, le strategie e gli opportunismi dei politici che decidono (armiamoci e partite) avendo già in mente il dopo. E Wikileaks ci ha raccontato quanto <strong>ingannevoli siano i rapporti tra governi</strong> dietro la facciata dell&#8217;ufficialità &#8211; e degli accordi internazionali, le risoluzioni, le coalizioni &#8211; con calcoli poco umanitari e molto di convenienza e sopravvivenza, di un esecutivo, non certo delle vittime per cui si va a combattere. E&#8217; un detto sempre valido che <em>“la prima vittima della guerra è la verità”</em>. Ma la seconda pare essere la volontà di chi si oppone al conflitto (al suo principio stesso). E basta manifestare – se si è ancora in grado di farlo, nei decennali ormai prossimi del G8 di Genova e dell&#8217;11/9 &#8211; per la pace per difendere la verità?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/21/equazione-pacifista/99061/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>27</slash:comments> </item> <item><title>I discorsi degli imperatori</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/17/i-discorsi-degli-imperatori/98369/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/17/i-discorsi-degli-imperatori/98369/#comments</comments> <pubDate>Thu, 17 Mar 2011 17:56:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Akihito]]></category> <category><![CDATA[Giappone]]></category> <category><![CDATA[Hirohito]]></category> <category><![CDATA[imperatore]]></category> <category><![CDATA[messaggio]]></category> <category><![CDATA[Michiko]]></category> <category><![CDATA[Nucleare]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=98369</guid> <description><![CDATA[A mezzogiorno del 15 agosto 1945 ora di Tokyo la voce divina del 44enne Hirohito fu ascoltata per la prima volta nella storia dai sudditi dell&#8217;impero del Sol Levante: il messaggio radio (inciso su disco e ritrasmesso) informava i giapponesi dell&#8217;accettazione della resa nei confronti degli americani. La casta militare nipponica cercò d&#8217;impedire la trasmissione,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>A mezzogiorno del 15 agosto 1945 ora di Tokyo la voce divina del 44enne <strong>Hirohito </strong>fu ascoltata per la prima volta nella storia dai sudditi dell&#8217;impero del Sol Levante: il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gyokuon-h%C5%8Ds%C5%8D" target="_blank">messaggio radio</a></span> (inciso su disco e ritrasmesso) informava i giapponesi dell&#8217;accettazione della resa nei confronti degli americani. La casta militare nipponica cercò d&#8217;impedire la trasmissione, che considerava umiliante. Ma la discesa su terra attraverso l&#8217;etere della figura divina del <em>Tenno </em>servì a tenere unito e solidale il popolo sconfitto, anche attraverso il riferimento al<em> “nuovo e crudele tipo di bomba che il nemico ha deciso di impiegare, e il cui potere di devastazione è incalcolabile”</em> (ovvero l&#8217;Atomica).</p><p>Alle 16 di mercoledì 17 marzo, il 77enne <strong>Akihito</strong>, imperatore figlio di Hirohito, si è presentato in tv in un messaggio registrato. Accanto a lui negli studi televisivi c&#8217;era l&#8217;imperatrice <strong>Michiko</strong>: è stato un altro avvenimento storico – una prima assoluta &#8211; per rivolgersi al paese nel momento più grave del Giappone da 66 anni, dal giorno della Bomba H, per chiedere ai suoi sudditi unità e solidarietà di fronte alla sciagura e alla difficoltà.</p><p style="text-align: left;"><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/p8VAPkKMQ9c" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/17/i-discorsi-degli-imperatori/98369/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>10</slash:comments> </item> <item><title>Requiem per una nazione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/15/requiem-per-una-nazione/97774/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/15/requiem-per-una-nazione/97774/#comments</comments> <pubDate>Tue, 15 Mar 2011 18:22:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[atomica]]></category> <category><![CDATA[Giappone]]></category> <category><![CDATA[kamikaze]]></category> <category><![CDATA[reattore nucleare]]></category> <category><![CDATA[Sol Levante]]></category> <category><![CDATA[tsunami]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=97774</guid> <description><![CDATA[Guai al paese che non ha più eroi. Il paese che ricevette controvoglia il commodoro americano Perry nel 1853. Che in passato aveva considerato lo tsunami una benedizione per aver spazzato via gli invasori cinesi. Nel quale il primo Shogun, governatore militare inferiore solo all&#8217;imperatore divino, nel XVII secolo mise fuorilegge la ruota per impedire...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Guai al paese che non ha più eroi. Il paese che ricevette controvoglia il <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Matthew_Perry_(ufficiale_navale)" target="_blank">commodoro americano Perry</a></span> </strong>nel 1853. Che in passato aveva considerato lo <strong>tsunami</strong> una benedizione per aver spazzato via gli invasori cinesi. Nel quale il primo <strong>Shogun</strong>, governatore militare inferiore solo all&#8217;imperatore divino, nel XVII secolo mise fuorilegge la ruota per impedire gli spostamenti della popolazione e istituì di fatto le caste. Che solo trent&#8217;anni dopo la prima presenza occidentale pensò d&#8217;imporre come <strong>lingua ufficiale il tedesco</strong> per copiare l&#8217;organizzazione  del regno prussiano. Che nel 1905 sconfisse la Russia e divenne un impero asiatico dagli anni Venti alla Seconda guerra mondiale: quello del <strong>Sol Levante</strong>. Che fu punito per la sua <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/H%C3%BDbris" target="_blank">hybris</a></span></strong> e per i suoi <strong>kamikaze</strong> (“vento divino”) con due Atomiche. Che sentì la voce del <strong>Tenno, il sovrano celeste</strong>, alla radio e capì allora che era umano. Che partì alla riscossa con la filosofia “raggiungere, superare” l&#8217;economia occidentale e divenne un colosso mondiale pur senza materie prime. Per il quale, e per il recupero del suo spirito originale, lo scrittore <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yukio_Mishima" target="_blank">Yukio Mishima</a></span></strong> (a spanne un Pier Paolo Pasolini nipponico), fece <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Seppuku" target="_blank">Seppuku</a></span></strong>. Che già negli Anni &#8217;90, dopo aver posseduto gran parte del debito americano, entrò in crisi e che da allora non si è più ripreso. Che ha la <strong>popolazione più anziana del mondo</strong>, con la maggior percentuale di centenari e praticamente senza immigrati (previsione: popolazione quasi dimezzata nel 2050). Il cui modello economico e sociale è entrato in una crisi di stagnazione anche psicologica, e quasi antropologica.</p><p>Ora un nemico non immediatamente percepibile dai sensi rappresenta <strong>un&#8217;altra nemesi</strong>, oltre quella atomica, proprio per il paese che ha tentato di abolire i rumori e gli odori, per il rispetto dei sensi. E si deve affidare ormai quasi solo allo spirito del suo popolo e alla vita dei <strong>“kamikaze” di Fukushima</strong>, che dovranno spegnere e rendere innocuo il mostro nucleare il cui vento divino può spazzare e piegare ancora una volta <strong>il paese del sole ormai calante</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/15/requiem-per-una-nazione/97774/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>37</slash:comments> </item> <item><title>Fusione nucleare, e cerebrale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/12/fusione-nucleare-e-cerebrale/97248/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/12/fusione-nucleare-e-cerebrale/97248/#comments</comments> <pubDate>Sat, 12 Mar 2011 15:30:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Citati</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Chernobyl]]></category> <category><![CDATA[energia]]></category> <category><![CDATA[Giappone]]></category> <category><![CDATA[Hiroshima]]></category> <category><![CDATA[Nucleare]]></category> <category><![CDATA[tsunami]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=97248</guid> <description><![CDATA[Siamo già in piena sindrome Chernobyl (o chiamiamola Hiroshima, con l&#8217;ironia di un paese sconfitto a suon di atomiche che si affida al nucleare &#8211; perché privo di materie prime) &#8211; tanto vale approfittarne, vista l&#8217;assenza di persone con atteggiamento laico ed equidistante: lasciamoci perciò prendere dall&#8217;emotività: ne abbiamo a bizzeffe di tromboni apocalittici o...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Siamo già in piena <strong>sindrome Chernobyl </strong>(o chiamiamola <strong>Hiroshima</strong>, con l&#8217;ironia di un paese sconfitto a suon di atomiche che si affida al nucleare &#8211; perché privo di materie prime) &#8211; tanto vale approfittarne, vista l&#8217;assenza di persone con atteggiamento laico ed equidistante: lasciamoci perciò prendere dall&#8217;emotività: ne abbiamo a bizzeffe di <strong>tromboni apocalittici o taumaturgici</strong>; l&#8217;imperativo ora sembra non dar modo e tempo di capire e misurare la realtà.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/VT01PeiU8L0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/12/fusione-nucleare-e-cerebrale/97248/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>33</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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