<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Sergio Caserta</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/scaserta/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Il voto e lo stile della politica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/voto-stile-della-politica/240786/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/voto-stile-della-politica/240786/#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 May 2012 15:38:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[ballottaggio]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012]]></category> <category><![CDATA[Parma]]></category> <category><![CDATA[Roberto Maroni]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Umberto Bossi]]></category> <category><![CDATA[voto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=240786</guid> <description><![CDATA[Il voto amministrativo ci consegna la fotografia di un paese frantumato, un’Italia che si è astenuta massicciamente al 50% non era mai avvenuto in elezioni comunali, sicuramente una parte rilevante dell’elettorato moderato e di destra che ha certificato il fallimento definitivo di Berlusconi e Bossi (e non ha creduto minimamente a Maroni) ma non solo,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il voto amministrativo ci consegna la fotografia di un paese frantumato, un’Italia che si è astenuta massicciamente al 50% non era mai avvenuto in elezioni comunali, sicuramente una parte rilevante dell’elettorato moderato e di destra che ha certificato il fallimento definitivo di <strong>Berlusconi e Bossi</strong> (e non ha creduto minimamente a Maroni) ma non solo, in quest’astensione c’è l’Italia che implode, i disoccupati, gli imprenditori che falliscono, i pensionati al minimo che non ce la fanno più, una società che sprofonda.</p><p>Il centro sinistra è tornato a vincere al nord, non è una cosa da poco ma non basta: nelle grandi concentrazioni urbane, nelle città metropolitane i candidati vincenti del centrosinistra, sono espressioni di posizioni politiche autonome e non inquadrabili nei partiti del centrosinistra, <strong>Palermo, Genova, dopo Milano e Cagliari</strong>, per non dimenticare <strong>Napoli</strong>.</p><p>Nelle roccaforti emiliane, il movimento cinque stelle di Grillo ha scompaginato a <strong>Parma e a Comacchio</strong>, ha rischiato di vincere a Budrio, il terremoto di questi giorni non è solo fisico, Nel cuore della regione patria del riformismo socialista antico e del liberalismo democratico di oggi, il Pd subisce due pesanti sconfitte a parma e Comacchio e mantiene il Comune di Budrio per “grazia ricevuta”.</p><p>Sembra che questo partito non riesca a compiere più un’analisi politica seria del suo stato reale dei suoi rapporti con le trasformazioni sociali, un’ostentazione forzata di successo, non ci faremo <strong>“rubare la vittoria”</strong> ha detto (intendendo rubare la scena della vittoria) ha detto Bersani nella conferenza stampa la sera dei risultati, e giù a dire che il centrodestra è morto che il PD è un grande partito, si che c’è qualche problema, ma siamo il primo, ha detto quasi il solo partito, qualcuno può pensare l’ultimo dei partiti prima della tempesta finale…….</p><p>E poi i candidati vincenti e gli sconfitti, quelli del Pd azzimati, imbustati nei loro volti scolpiti dagli anni o dalle carriere politiche usurate (come l’improbabile candidato sindaco dandy di Palermo, inopinatamente scelto e sostenuto contro Rita Borsellino per essere poi sconfitto brutalmente da Orlando), esercito di riservisti, particolare il candidato di Parma, un volto e uno stile d’altri tempi, per non parlare di quello di Comacchio che forse nemmeno la famiglia l’ha votato.</p><p><strong>I grillini sono giovani, freschi,</strong> vengono fuori dalla rete e dai banchetti, sì ma sono soprattutto l’espressione di un’altra Italia, di quella che vive nella crisi, ragazzi giovani e semplici alle prese con la loro esistenza, in un’esperienza nuova piena di promesse e d’incognite, vedremo nell’esperienza concreta se sapranno rispondere alle attese di chi gli ha dato fiducia.</p><p>Una classe politica fuori tempo mantiene le leve del comando di un Paese che arranca, le cose non vanno meglio a sinistra del Pd, divisioni, frantumazioni, inconciliabili contrasti impediscono un processo unitario e ad una parte rilevante dell’opinione pubblica, di avere una rappresentanza all’altezza delle aspettative</p><p>Il dato saliente di queste elezioni è ancora l’assenza della politica vera, di quella che si costruisce con la gente, vicino ai loro problemi, nelle lotte per i diritti, per il lavoro che manca, la politica come costruzione di una concezione diversa della società, come visione critica dell’esistente, capacità di indicare un cambiamento nelle piccole come nelle grandi cose, la politica che da speranze e non paternalistiche raccomandazioni .</p><p>Quando ancora dovremo attendere per il risveglio?</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/voto-stile-della-politica/240786/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Che errore i tagli al fotovoltaico</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/errore-tagli-fotovoltaico/205562/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/errore-tagli-fotovoltaico/205562/#comments</comments> <pubDate>Thu, 19 Apr 2012 08:05:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Amsterdam]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[civiltà dell'auto]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[energia]]></category> <category><![CDATA[fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[Rifkin]]></category> <category><![CDATA[rilancio]]></category> <category><![CDATA[T Days]]></category> <category><![CDATA[zone pedonali]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=205562</guid> <description><![CDATA[La crisi non demorde, anzi si aggrava ogni giorno di più perché i tagli del Governo Monti stanno infierendo sul corpo di un’economia già in grave recessione, allora quali potrebbero essere i rimedi per un Paese che deve necessariamente riattivare il suo sistema produttivo? Tra i settori che potrebbero contribuire a una ripresa economica e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La crisi non demorde, anzi si aggrava ogni giorno di più perché i tagli del Governo <strong>Monti </strong>stanno infierendo sul corpo di un’economia già in grave recessione, allora  quali  potrebbero essere i rimedi per un Paese che deve necessariamente riattivare il suo sistema produttivo?</p><p>Tra i settori che potrebbero contribuire a una ripresa economica e occupazionale,  e nello stesso tempo a contenere le emissioni inquinanti, c’è la produzione di energie da fonti rinnovabili, eppure, paradossalmente,  proprio in questo ambito il Governo sembra orientarsi a rendere il quadro più incerto, riducendo la remunerazione dei benefici del “conto energia” così da ridurre la <strong>propensione </strong>ad investire da parte degli operatori.</p><p>Una realtà nuova e dinamica con molte imprese locali che occupano più di centomila unità e che potrebbe ulteriormente espandersi, in cui per di più, abbiamo da colmare un forte deficit strutturale, essendo dipendenti dall’importazione di petrolio e gas, mentre siamo ricchi di una delle più grandi riserve energetiche, <strong>il sole,</strong> in quantità superiore ad ogni altro paese europeo<strong>, e</strong> che non sfruttiamo in tutte le sue potenzialità.</p><p><strong>Jeremy Rifkin</strong> nella sua idea di <strong>terza rivoluzione industriale</strong> ha profetizzato la nascita di una nuova società basata sull’auto produzione energetica e quindi su una diffusione capillare (e democratica) di tutti i sistemi di produzione e distribuzione, una società basata sull’uso razionale delle risorse, una società che supera l’idea che benessere discenda solo dallo sfruttamento intensivo delle risorse naturali, dallo sviluppo senza limiti dei consumi materiali e quindi dalla mera produzione di beni.</p><p>Oggi, tecnologicamente, questa trasformazione sarebbe già possibile, ed esistono esempi diffusi di comunità indipendenti dal punto di vista energetico che realizzano la propria economia impegnandosi per l’obiettivo di <em><strong>zero emissioni</strong></em><strong>,</strong> che costruiscono abitazioni con sistemi di risparmio ed efficienza energetica,attuano il <strong>riciclo e il riuso </strong>dei materiali per risparmiare materie prime, che preferiscono i trasporti collettivi, la mobilità dolce, l’autoconsumo, la difesa del territorio e dei beni comuni, usano una moneta locale a supporto della propria economia che integra e in qualche caso sostituisce quella ufficiale.</p><p>Questo tipo di scelte parte dal presupposto che per l’autorità politica (Governi Regioni, Comuni) non è più prioritaria la valorizzazione della rendita immobiliare e dell’uso dell’auto privata come mezzo di locomozione principale, al contrario si favoriscono tutte le forme possibili di economia della decrescita, cioè il risparmio pubblico e privato, la conservazione dell’aria, dell’acqua e del territorio come beni comuni indisponibili per attività  dannose all’interesse generale.</p><p>Nel concreto, anche in realtà urbane si potrebbero cominciare a sperimentare queste forme di autogoverno, anche in una città divisa in quartieri, se le circoscrizioni avessero  un’ampia autonomia  e responsabilità rispetto al raggiungimento di obiettivi ambientali condivisi, attraverso bilanci partecipativi, gruppi di gestione dei cittadini, risorse economiche decentrate, in misura necessaria e non certo con l’ottica di diffondere gli sprechi.</p><p>Anche a <strong>Bologna </strong>ad esempio, dove c’è una forte tradizione d’impegno nei quartieri, si potrebbero delegare funzioni di governo effettivo per obiettivi, (ad esempio) come  per la pedonalizzazione: invece di concentrare i progetti di fine settimana pedonali (concepiti come un magnanimo <em><strong>dono </strong></em>ai cittadini calato dall’alto) solo nei “magici T-days”, si potrebbero favorire circuiti pedonali decentrati sperimentali e poi, se funzionano, renderli  definitivi, così da diffondere il concetto del non uso dell’auto in zone sempre più ampie!</p><p>Ad <strong>Amsterdam</strong>, per citare un esempio che conosco, non c’è un’arteria di collegamento sia vecchia che nelle nuove zone d’espansione, che non sia concepita con piste ciclabili e percorsi pedonali protetti, limiti di venticinque chilometri l’ora per le auto, tram in corsie protette e allegramente sferraglianti per tutte le strade del centro senza alcuna limitazione; in quella bella città le auto esistono ma occupano uno spazio urbano limitato, sono “minoranza”, non come da noi dove ancora questa deprimente <strong>civiltà dell’auto</strong>, oltretutto senza più quasi industrie dell’auto, produce solo inquinamento, traffico, incidenti e bassa qualità della vita.</p><p>Tornando alla crisi, non credo francamente che la risolveranno i “professori”, non perché non avrebbero forse le qualità individuali, non la risolvono perché questa crisi ha bisogno, per essere combattuta, di una rivoluzione nella coscienza collettiva e nella cultura di governo, l’Italia ha bisogno di valorizzare le forze di un cambiamento d’orizzonti, spostando l’asse da una visione superata dell’economia e della società oggi perdente a un’altra socialmente giusta e ambientalmente evoluta.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/errore-tagli-fotovoltaico/205562/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cara Bologna, ri-conosci te stessa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/cara-bologna-conosci-stessa/194102/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/cara-bologna-conosci-stessa/194102/#comments</comments> <pubDate>Mon, 27 Feb 2012 13:40:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[Cofferati]]></category> <category><![CDATA[industriali]]></category> <category><![CDATA[Merola]]></category> <category><![CDATA[ptcp]]></category> <category><![CDATA[qualità urbana]]></category> <category><![CDATA[sergio caserta]]></category> <category><![CDATA[servizio ferroviario metropolitano]]></category> <category><![CDATA[vacchi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=194102</guid> <description><![CDATA[Γνῶθι σαυτόν, gnôthi sautón era scritto sul frontone del tempio dell’oracolo di Delfi intendendo dire di non fermarsi alle apparenze ma cercare nel profondo di se stessi le ragioni della verità. Così mi sembra dovrebbe essere anche per Bologna la fuoriuscita da questa lunga ed incerta transizione. La riflessione sulle prospettive della città non è ancora...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Γνῶθι σαυτόν</strong>, <em>gnôthi sautón </em>era scritto sul frontone del tempio dell’oracolo di Delfi intendendo dire di non fermarsi alle apparenze ma cercare nel profondo di se stessi le ragioni della verità. Così mi sembra dovrebbe essere anche per Bologna la fuoriuscita da questa lunga ed incerta transizione.</p><p>La riflessione sulle prospettive della città non è ancora decollata, forse la forte nevicata con tutti i disagi conseguenti ha rallentato di fatto il lavoro sul programma, forse le “sabbie mobili” del civis e del people mover  rischiano di determinare qualcosa di più d’un inceppamento.</p><p>Il professor <strong>Prodi</strong> ha redarguito lo sguardo troppo rivolto al presente che rischia di far perdere di vista la prospettiva, <strong>Vacchi</strong> presidente di <strong>Unindustria</strong>, ha gridato l’allarme per la situazione della piccola e media industria locale, una volta punto di forza dell’economia territoriale ed ora alle prese con una crisi, resa più dura dalle dimensioni troppo ridotte di molte unità produttive incapaci d’affrontare la maggiore competitività del mercato soprattutto internazionale.</p><p>Se riandiamo indietro alla campagna elettorale di <strong>Merola</strong> e leggiamo il programma che l’ha portato alla vittoria, gli obiettivi più importanti erano la <strong>Bologna metropolitana</strong> realizzata attraverso il metodo del “<strong>piano strategico</strong>”, un piano per la<strong> “qualità urbana</strong>” e quello sulla<strong> mobilità</strong> fondato in primo luogo sul completamento del<strong> Servizio ferroviario Metropolitano</strong>. Inoltre “sulla revisione del “piano del traffico con una forte attenzione alle condizioni di sostenibilità ambientale, energetica, economica e di sicurezza delle opere trasportistiche in via di realizzazione (Civis e People mover). Un piano di <strong>zone pedonali</strong> in tutta la città a partire dal centro storico, recuperare le risorse previste per il metrò per il completamento del Servizio ferroviario metropolitano”.</p><p>Ritengo, anche dopo l’esperienza di consigliere provinciale, istituzione in cui sono comunque discussi e ricompresi i maggiori progetti di pianificazione di tutti i comuni del territorio, che <strong>Bologna</strong> risenta da troppo tempo di un blocco della discussione sulle sue effettive priorità che ha reso più difficile il dipanarsi della tela delle decisioni di governo.</p><p>Se consideriamo il periodo dalla vittoria di <strong>Cofferati</strong>, da quella fase sono passati otto anni, un dibattito vero, aperto a tutte le opinioni sulle scelte di prospettiva della città non si è mai riaperto, se non <strong>nel l</strong><em><strong>aboratorio urbano</strong></em><em> </em>ma per soli addetti ai lavori, mai su una dimensione strategica e politico-programmatica;</p><p>A che punto è oggi l’attuazione del <strong>Piano Strutturale Comunale</strong>? Come s’innesta nel <strong>Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale PTCP</strong>? Che relazione c’è tra il <strong>piano di mobilità provinciale</strong> e le scelte del Comune? Ad esempio la Provincia ha presentato da non molto in un convegno, lo stato d’attuazione dell’ SFM proponendone il completamento e rafforzamento con una nuova linea 6 Stazione–Fier;  sappiamo che c’è chi invece vorrebbe raddoppiare il <strong>people mover</strong> che ha già problemi per la prima parte, mentre non s’intenderebbero spendere alcuni milioni, per raddoppiare il binario nella tratta di via Libia sulla fondamentale linea SFM 2 (Vignola-Bologna-Portomaggiore) indispensabile per consentire il passaggio dei treni con la frequenza richiesta per rendere efficace il servizio!.Chi non vuole veramente l’SFM?</p><p>E’ possibile che argomenti di questa rilevanza debbano vivere nel chiuso delle “stanze dei bottoni” e non diventare patrimonio pubblico, libero confronto di idee? Tutto diventa sordo conflitto tra coloro   che vengono etichettati “ <strong>oppositori a tutto e a tutti</strong>” e gli altri eterni “<strong>consenzienti</strong>”</p><p>In questo modo, il senso delle prospettive si perde e subentra uno stato di sfiducia, sappiamo che la città è condizionata dall’opinione influente di molti “poteri” legittimi ma di parte, questi poteri si riverberano nella struttura dei rapporti istituzionali, se la macchina comunale non è diretta con chiarezza verso un programma chiaro e definito nelle priorità, diventa preda di molte sollecitazioni e poi prevale sicuramente il più forte che non sempre è portatore degli interessi generali.</p><p>In questo senso la ricerca del consenso non può essere un’esigenza che lascia agli “spiriti animali” degli interessi in campo l’arbitrio di determinare le priorità.</p><p>Guido Fanti ha lasciato una grande eredità politica, ora le celebrazioni sono terminate e occorrerebbe aprire una seria riflessione sul modello di città che egli anche negli ultimi giorni di vita agognava di poter contribuire a ricostruire per i prossimi cinquant’anni; occorrerebbe non lasciare all’oblio quell’eredità ( che è stata soprattutto rigore politico e di metodo) e ricominciare una seria ricerca sull’identità politica, culturale ed istituzionale della città per riportarla, come recita sempre il programma di Merola  “al rango e alla reputazione che Bologna merita in regione e nel mondo”</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/cara-bologna-conosci-stessa/194102/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Lo sguardo lungo di Guido Fanti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/sguardo-lungo-guido-fanti/190906/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/sguardo-lungo-guido-fanti/190906/#comments</comments> <pubDate>Mon, 13 Feb 2012 09:41:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[alma mater]]></category> <category><![CDATA[ex sindaco]]></category> <category><![CDATA[fanti]]></category> <category><![CDATA[morte fanti]]></category> <category><![CDATA[napolitano]]></category> <category><![CDATA[sindaco bologna]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=190906</guid> <description><![CDATA[Guido Fanti ex sindaco di Bologna si è spento la scorsa notte, dopo una malattia che non gli ha impedito fino all&#8217;ultimo di impegnarsi per la città e per il Paese. Era in ospedale ma vigile quando il Presidente Giorgio Napolitano, in visita a Bologna per ricevere la laurea ad honorem in relazioni internazionali, conferitagli...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Guido Fanti ex sindaco di Bologna si è spento la scorsa notte, dopo una malattia che non gli ha impedito fino all&#8217;ultimo di impegnarsi per la città e per il Paese.</p><p>Era in ospedale ma vigile quando il Presidente <strong>Giorgio Napolitano</strong>,  in visita a <strong>Bologna </strong>per ricevere la laurea ad honorem in relazioni  internazionali, conferitagli dall&#8217;<strong>Alma Studiorum</strong>, dal momento che non poteva partecipare come previsto tra gli ospiti istituzionali alla cerimonia, gli telefonò destando in lui grande commozione, Guido ci teneva e si era tanto preparato a quell&#8217;incontro.</p><p>Anche in queste ultime settimane di vita non ha mai smesso di coltivare le sue molteplici relazioni, di pensare con preoccupazione alla grave crisi del Paese ed ai problemi della <em>sua </em>Bologna.</p><p>Vedeva l&#8217;intreccio politico tra questioni locali e contesto nazionale con una lucidità estrema, perciò si doleva di non poter contribuire effettivamente alla costruzione di un progetto di lungo ed ampio respiro per traguardare Bologna, come soleva dire, <strong>agli anni 2050</strong>.</p><p>Fanti è stato uomo delle <strong>istituzioni e di partito nel senso più autentico</strong>, pur nella chiara e netta distinzione dei due ambiti, egli coltivava come solo un grande amministratore emiliano può fare il rispetto, quasi il culto, delle istituzioni repubblicane, soprattuto l&#8217;autonomia del Comune e della Regione, nel senso stretto del rapporto tra società ed economia, territorio e governo dei processi, di cui aveva una straordinaria consapevolezza.</p><p>E&#8217; per questo che soffriva per ciò che gli appariva, delle vicende attuali, frutto d&#8217;improvvisazione, di mancanza di visione d&#8217;insieme, di approssimazione nelle scelte e nelle decisioni rilevanti.</p><p>Guido era tagliente nei giudizi ma garbato e rispettoso dei ruoli e delle opinioni altrui, un rispetto per la dingità delle persone che non lasciava alcun margine alla supponenza ed all&#8217;alterigia, mali da cui è purtroppo frequentemente afflitta la classe politica.</p><p>Bologna, il Paese  e la sinistra perdono una straordinaria figura di dirigente politico, come si direbbe un rivoluzionario ed un conservatore allo stesso tempo, capace di guardare al futuro con coraggio e spirito d&#8217;innovazione ed altrettanto geloso custode di  quei valori e principi irrinunciabili che hanno reso forte, nonostante tutto, la nostra democrazia</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/sguardo-lungo-guido-fanti/190906/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Liberalizzare non vuol dire privatizzare</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/liberalizzare-vuol-dire-privatizzare/187729/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/liberalizzare-vuol-dire-privatizzare/187729/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:37:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[beni comuni]]></category> <category><![CDATA[de luca]]></category> <category><![CDATA[De Magistris]]></category> <category><![CDATA[Emiliano]]></category> <category><![CDATA[Firenze]]></category> <category><![CDATA[forum comuni]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[londra]]></category> <category><![CDATA[lucarelli]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[sergio caserta]]></category> <category><![CDATA[zedda]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=187729</guid> <description><![CDATA[L&#8217;atmosfera al “forum dei comuni per i beni comuni a Napoli” è stata quella dei momenti fondativi, quando ti accorgi che le menti di molti di coloro che hanno deciso di partecipare sono rivolte allo stesso pensiero, quella respirata ai forum sociali europei che ho vissuto a Londra e a Firenze: discutere liberamente di temi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;atmosfera al “forum dei comuni per i beni comuni a Napoli” è stata quella dei momenti fondativi, quando ti accorgi che le menti di molti di coloro che hanno deciso di partecipare sono rivolte allo stesso pensiero, quella respirata ai<strong> forum sociali europei </strong>che ho vissuto a <strong>Londra</strong> e a <strong>Firenze</strong>: discutere liberamente di temi cari ed importanti, del bene comune, della fondazione di una nuova soggettività politica, per tanti versi ancora indefinita ma nello stesso tempo riconoscibile, nella disponibilità al confronto, nella sicurezza dei valori, nelle discriminanti che compongono un pensiero politico, si potrebbe dire se non temessimo di essere accusati di linguaggi obsoleti, di una nuova  ideologia dei beni comuni!</p><p>La novità del Forum e dell&#8217;idea che lo sottende, è che non c&#8217;è solo un movimento vasto ed articolato che cerca di formarsi come soggetto politico, ci sono anche le istituzioni,<strong> i</strong> <strong>Comuni grandi e piccoli di tutt&#8217;Italia</strong>, da Treviso a Barletta ma anche i municipi  ed i quartieri delle città, i consiglieri regionali, uomini nelle istituzioni che non esibiscono come vestali separate del potere la loro funzione di rappresentanza, bensì persone che si confrontano in modo aperto con gli attivisti dei movimenti per l&#8217;acqua pubblica, i No tav, ma anche i movimenti civici locali per il verde, per gli orti urbani, per la partecipazione, le reti grandi e piccole di socialità e solidarietà.</p><p>Ci sono e non è irrilevante, numerosi spezzoni dei partiti oggi più che mai disorientati,  s’intravede la possibile rottura di quel diaframma che nei riti consunti della <em>politique politicienne</em> ha creato un divario enorme tra cittadini,  partiti ed istituzioni.</p><p>Un crogiolo di culture, esperienze, idee e persone in carne ed ossa, disposte a confrontarsi nello specifico di progetti e di proposte di un disegno che vuole essere complessivo e perciò politico, <strong>di trasformazione e di governo.</strong></p><p>Abbiamo già visto sorgere esperienze di identico spessore e fallire,  si può cogliere anche in una nota di scetticismo incredulo ( sarà vero?), paura di ricadere nella disillusione, quando alla prova dei fatti altri movimenti non meno poderosi, si sono infranti contro gli scogli del conservatorismo nostrano che alberga stanziale da destra  a sinistra.</p><p>Possiamo però dire che questo movimento è cresciuto e seppur ancora non privo di limiti e contraddizioni, si nutre di una visione nuova della democrazia partecipativa, nella quale la disgregazione può essere sconfitta da una nuova capacità di tenere insieme realtà diverse con metodo e qualità di direzione politica.</p><p>La prova che questo progetto può andare avanti è nel robusto impianto culturale e giuridico che lo sorregge, sintetizzato dall&#8217;intervento di <strong>Alberto Lucarelli</strong>:  l&#8217;idea che la centralità del valore dei beni comuni, di ciò che appartiene a tutti, può e deve determinare, non una idealistica aspettativa di palingenesi, bensì  una concreta azione di governo, di trasformazione del reale, ricerca meticolosa di una nuova economia, dove il nesso pubblico-privato, non vede soccombere il primo per il secondo, ed invece rimescola le reciproche funzioni nel perseguimento di una reale efficacia dell&#8217;azione di amministrativa,  a salvaguardia dei diritti e delle finalità di servizi essenziali per la comunità.</p><p><em>Liberalizzare</em> non può essere il paravento o sinonimo di <em>privatizzare</em>, i privati, grandi e piccoli, possono svolgere un ruolo importante, in un sistema dove però le finalità, gli obiettivi di fondo e quindi le priorità, tornano e restano saldamente nelle mani del pubblico, non certo inteso come ( purtroppo siamo stati costretti a subire) luogo della faciloneria e del <em>lassaiz faire</em>, tutt&#8217;altro perché anche <em>l&#8217;amministrare</em> si legittima nel confronto e nel controllo determinato da una partecipazione effettiva altrettanto finalizzata e pragmatica.</p><p>Se vogliamo usare una parafrasi, <em>bene comune</em> si può interpretare come la trasposizione in chiave strategica della <em>decrescita felice</em>: non è nel consumo fine a se stesso, quindi nello spreco di risorse, che si può ottenere la buona qualità della vita dei cittadini, la difesa dell&#8217;occupazione e dei diritti, tutto ciò si ottiene nell&#8217;assoluto primato del bene comune come <em>interesse generale</em>, di <em>tutti</em> e non per questo di <em>nessuno</em>.</p><p>Un progetto li lungo corso che mette insieme indirizzi di governo partecipativo precisi in materia di ambiente, di welfare, di cultura e di rispetto dei diritti senza distinzioni di sesso, di razza e di opinione, una riforma complessiva nello spirito pieno l&#8217;articolo 3 della nostra Costituzione.</p><p>Il <strong>Governo Monti</strong> visto non come l&#8217;odioso nemico da abbattere ma come un chiaro avversario del cambiamento  di valore e quindi da contrastare con adeguata capacità di lotta e di proposta.</p><p>Il sistema attuale di partiti affrontati non con le <em>fatwa </em>dei <em>santoni</em> dell&#8217;antipolitica ma con capacità di incidere nel corpo debilitato della loro democrazia azzoppata, per una profonda trasformazione che ridia dignità ed il più alto valore alla politica.</p><p>In questo senso la presenza con<strong> De Magistris, Vendola e Zedda di Michele Emiliano</strong> sindaco di Bari, ha segnato la novità di una parte importante del Pd che non è insensibile al tema della partecipazione e di un necessario ed improcrastinabile  reale rinnovamento politico.</p><p>L&#8217;applauso commosso e l&#8217;abbraccio collettivo finale di tutta la grande platea del Politeama ad <strong>Antonio De Luca</strong>, rappresentante degli operai Fiom di Pomigliano d&#8217;Arco, in lotta per difendere la loro dignità, ha suggellato un evento che è destinato a produrre molti effetti a lungo termine.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/liberalizzare-vuol-dire-privatizzare/187729/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Un modello economico che deve cambiare</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/28/modello-economico-deve-cambiare/180352/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/28/modello-economico-deve-cambiare/180352/#comments</comments> <pubDate>Wed, 28 Dec 2011 13:06:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[bot]]></category> <category><![CDATA[cemento]]></category> <category><![CDATA[consumi]]></category> <category><![CDATA[crisi economica]]></category> <category><![CDATA[debito pubblico]]></category> <category><![CDATA[economia]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[titoli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=180352</guid> <description><![CDATA[Sta finendo un anno difficile e tra pochi giorni se ne avvia un altro forse anche peggiore: grosse nubi si addensano sull’intera economia europea e sui nostri cieli, la crisi non demorde e da finanziaria e congiunturale si sta è trasformata in economica e recessiva, verso una vera e propria depressione. La montagna del debito...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sta finendo un anno difficile e tra pochi giorni se ne avvia un altro forse anche peggiore: grosse nubi si addensano sull’intera economia europea e sui nostri cieli,<strong> la crisi non demorde</strong> e da finanziaria e congiunturale si sta è trasformata in economica e recessiva, verso una vera e propria depressione.</p><p>La montagna del debito pubblico italiano, <strong>1.900 miliardi di euro</strong>, non smette di crescere e l’assalto ai titoli di stato è forte e concentrico, i rendimenti salgono a dismisura e, nonostante la manovra di <strong>Monti</strong>, hanno toccato in questi giorni il 7%, significa in soldoni che per pagare gli interessi annuali occorrono 133 miliardi euro, una cifra assurda che rende ogni manovra del tutto inadeguata.</p><p>La situazione è ancor di più aggravata dalla crisi industriale e produttiva che sta colpendo l’intera <strong>Europa</strong>, anche la forte <strong>Germania</strong> inizia a scricchiolare e certo ciò preoccupa ancora maggiormente.</p><p>Da dove origina questa crisi? Per una grossa parte dalla forte concorrenza dei paesi esportatori asiatici che stanno letteralmente invadendo i nostri mercati con prodotti più competitivi, soprattutto nel prezzo; la seconda ragione in parte conseguente la prima, è la caduta della domanda a causa della crisi d’importanti settori industriali, in Italia l’indice della produzione segna ormai da due trimestri il negativo, il nostro sistema produttivo, ormai in una lunga fase di stagnazione, non riesce più a riconvertirsi con le mutate condizioni internazionali, come pure nel passato è avvenuto.</p><p>Ci sono problemi molto complessi alla base di questa situazione, ma non ne usciremo se non cambiando radicalmente il <strong>modello economico </strong>che ha fin qui dominato e che a parer mio, è la causa vera della crisi.</p><p>Un modello fondato su un enorme spreco di risorse economiche, ambientali e umane:  l’Italia è vissuta negli ultimi vent’anni sul <strong>cemento e sui consumi finali</strong>, anzi sui principi di una società consumistica, nella quale le ragioni stesse per le quali si guadagna, si compra e si vende, non hanno  più alcun senso, mentre il bene comune, la tutela della natura, il risparmio e la qualità della vita hanno perso tutto o quasi il loro valore.</p><p>La qualità dei beni di produzione è stata intenzionalmente dequalificata, la durata di prodotti come l’auto, gli elettrodomestici, il vestiario, qualunque oggetto, è stata commisurata alla sua più rapida obsolescenza e sostituzione; quel che si distingueva un tempo come “ qualità e affidabilità” è diventato sinonimo di “vecchio e superato”.</p><p>Nello stesso tempo, l’acqua, l’aria, il mare, le coste, le montagne, i fiumi, il patrimonio architettonico, la cultura, la bellezza, la solidarietà sociale, il bene comune, il pubblico <strong>sono stati abbandonati per un individualismo darwinista</strong>, per un egoismo di tutti contro tutti, del disinteresse verso lo Stato in nome dell’arrivismo e della scalata sociale, basta pensare a cosa in questo senso ha rappresentato come modello dominante il berlusconimo in tutte le sue variabili.</p><p>Quest’andazzo ha provocato l’implosione economica e sociale, il sistema non ha retto, perché non aveva e non ha basi strutturali per perpetuarsi, siamo rimasti come le cicale al sopraggiungere dell’inverno, senza scorte e senza protezione, ora la festa e finita e si fanno i conti.</p><p>Quale può essere la risposta a questa situazione? Certo non i tagli indiscriminati e l’aumento delle tasse e delle imposte per i redditi da lavoro e da pensione, in questo senso gli effetti della manovra che si è varata possono essere devastanti per le condizioni di vita già precarizzate di numerose famiglie.</p><p>Penso che occorra un <strong>piano straordinario </strong>di riconversione produttiva, verso una società più attenta all’ecologia, alla produzione di beni intermedi in grado di soddisfare un’economia qualitativamente più forte nell’innovazione e nella ricerca, faccio un esempio: è possibile che con la crisi dell’auto, con il prezzo della benzina alle stelle, con le strade delle città intasate e intossicate dallo smog, si debba ancora puntare su questo modello di trasporto e non invece sviluppare una rete di trasporti collettivi, ecologicamente sostenibile,  forte ed efficiente?</p><p>Che cosa costa di più al debito pubblico, il disavanzo da colmare dei bilanci delle aziende di trasporto locale, o il costo sulle famiglie del trasporto in automobile, con il carico d’inquinamento, d’incidentalità e quindi con spese per la collettività molto più ampie e di lungo temine? Non si può proseguire a fare i conti di ogni scelta, senza valutare le implicazioni che determina in termini più generali e d’interesse pubblico.</p><p>Quanto costa di più in un bilancio del benessere complessivo, una società di persone attaccata al televisore, individualizzata e alienata o una vita culturale ricca e partecipata nelle città, nei quartieri, nelle scuole?</p><p>Com’è più produttivo impegnare i (pochi) soldi, da destinare alle opere pubbliche, per creare infrastrutture pletoriche e magari inutili oppure dar da lavoro alle imprese per risanare il dissesto delle nostre montagne, per riqualificare il tessuto urbano, per adeguare il patrimonio edilizio agli standard di risparmio energetico?</p><p>Potrei continuare a lungo con altri esempi e spero che altri lo facciano, però è in rinviabile un’iniziativa politica delle forze del progresso che ponga il tema della crisi e del suo superamento con una capacità del tutto nuova di proporre un cambiamento vero <strong>non più rinviabile</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/28/modello-economico-deve-cambiare/180352/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il People Mover e la concezione municipale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/29/people-mover-concezione-municipale/173941/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/29/people-mover-concezione-municipale/173941/#comments</comments> <pubDate>Tue, 29 Nov 2011 12:47:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[blq]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[civis]]></category> <category><![CDATA[dibattito]]></category> <category><![CDATA[metrò]]></category> <category><![CDATA[metropolitana]]></category> <category><![CDATA[people mover]]></category> <category><![CDATA[sindaco merola]]></category> <category><![CDATA[urbanistica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=173941</guid> <description><![CDATA[La vicenda People Mover rischia di diventare un intralcio di non poco conto sul cammino della giunta guidata dal sindaco Merola, oltre agli elementi più discussi che riguardano la proprietà effettiva dell’infrastruttura e le conseguenze rispetto alla scelta del project financing per realizzarlo, appaiono evidenti alcuni non secondari elementi di metodo nella scelta di far...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La vicenda <strong>People Mover</strong> rischia di diventare un intralcio di non poco conto sul cammino della giunta guidata dal <strong>sindaco Merola</strong>, oltre agli elementi più discussi che riguardano la proprietà effettiva dell’infrastruttura e le conseguenze rispetto alla scelta del project financing per realizzarlo, appaiono evidenti alcuni non secondari elementi di metodo nella scelta di far partire concretamente l’opera, senza un adeguato coinvolgimento e convincimento di parti importanti dell’opinione pubblica e della cittadinanza attiva, questione che a <strong>Bologna</strong> assume un rilievo importante, soprattutto dopo le vicende <strong>Metrò e Civis</strong>, gli altri due progetti di cui uno è abortito dopo anni di discussioni laceranti e l’altro, nato male, non si sa ancora se e come si attuerà, dopo che sono stati già spesi decine di milioni di euro.</p><p>Nel dibattito urbanistico sul futuro di Bologna, il tema della mobilità ha un rilievo straordinario per i notevoli problemi di congestione che la città soffre da molto tempo ed anche per l’esigenza di realizzare un possibile, e oggi ancor più difficile, sviluppo economico, attraverso una migliore organizzazione di tutte le funzioni che fanno di Bologna una città “nodo” strategico della mobilità nazionale ed europea, luogo d’interscambio di flussi nord sud e in parte anche est-ovest.</p><p>Le stesse funzioni interne all’area metropolitana (che risentono del peso delle prime),  sono condizionate dall’<strong>insufficienza dei servizi di mobilità locale </strong>per persone e merci che determinano rallentamento del traffico e soprattutto inquinamento, quindi scadente qualità della vita con perdite economiche nel breve come nel lungo termine, basta pensare alla perdita di competitività del sistema fieristico rispetto ai competitor nazionali ed anche regionali (Rimini).</p><p>In questo senso la scala “metropolitana” del futuro assetto della città è una dimensione ineludibile, anzi una prospettiva indispensabile per rendere<strong> Bologna vivibile e competitiva nel futuro.</strong></p><p>Invece quest’impostazione è negata dal fatto che in realtà non ci si preoccupa di realizzare quegli interventi che contribuiscano a migliorare realmente la situazione attuale,  nella direzione di una riorganizzazione delle funzioni su questa scala più ampia, invece si perpetua una concezione “municipale” anche nella soluzione dei problemi del traffico e della mobilità, così come dello sviluppo dei servizi ,nell’ottica della città <em>compatta</em>, cioè che chiusa al suo interno.</p><p>Come non considerare in questo senso tutte le principali decisioni realizzate negli ultimi anni sostanzialmente orientate in questa direzione, nelle costruzioni, nella sanità, nell’università ecc ?</p><p>Così anche la soluzione People Mover, è ideata non come mezzo di collegamento con la rete dei trasporti locali SFM attraverso il quale dovranno transitare gran parte dei pendolari che costituiscono i due terzi degli abitanti della Bologna Metropolitana e quindi in proporzione anche gli utenti dell’aeroporto. Al contrario  è concepito come strumento interno al solo Comune (ed agli ideal-tipo di clienti del Marconi provenienti da altre parti d’Italia!) e parzialmente  alternativo ad un servizio già esistente il <strong>BLQ </strong>, quindi  con un&#8217;ottica questa si <strong>provincialmente municipalistica</strong> e non metropolitana e regionale.</p><p>Il problema vero è che queste osservazioni, svolte in modo vieppiù  qualificato da eminenti esperti del campo urbanistico e trasporti stico, non sono state tenute in alcun conto e il dibattito su questi argomenti langue nel disinteresse reale di coloro che poi assumono decisioni, le cui conseguenze invece, ricadono sulle spalle i tutti.</p><p>Pertanto sarebbe bene che il Comune, invece di <strong>reagire con fastidio</strong>, approfittasse dell’istruttoria pubblica, come di un’occasione finalmente per discutere approfonditamente dei pro e dei contro, dando l’opportunità soprattutto a chi ha la competenza per intervenire, così da contribuire a una decisione più trasparente, più partecipata e, forse, alla fine più condivisa dalla città.</p><p>Così come nella realizzazione di progetti così importanti dev’ essere sempre contemplato e certificato, non solo sul piano della formalità amministrativa, il parere tecnico di un ente terzo indipendente, per contribuire alla’effettiva consapevolezza di ciò che si va a decidere, è la prassi adottata in tutte le amministrazioni pubbliche delle città europee e talvolta (purtroppo poche volte) anche in Italia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/29/people-mover-concezione-municipale/173941/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Mercedes, la capacità di un progetto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/28/mercedes-la-capacita-di-un-progetto/167076/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/28/mercedes-la-capacita-di-un-progetto/167076/#comments</comments> <pubDate>Fri, 28 Oct 2011 16:30:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[auto]]></category> <category><![CDATA[Brema]]></category> <category><![CDATA[fiat]]></category> <category><![CDATA[Germania]]></category> <category><![CDATA[marchionne]]></category> <category><![CDATA[mercedes]]></category> <category><![CDATA[progetto]]></category> <category><![CDATA[sistema mercedes]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=167076</guid> <description><![CDATA[Ho visitato di recente la fabbrica Mercedes di Brema città anseatica della Germania del nord, un modello di efficienza poliedrica e di qualità dell&#8217;organizzazione industriale di altissimo livello, la dimostrazione della capacità tedesca di progettare e realizzare sistemi di produzione straordinariamente competitivi. La fabbrica Daimler Benz di Brema produce 257.000 auto all&#8217;anno, oltre dieci modelli...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ho visitato di recente la <strong>fabbrica Mercedes di Brema</strong> città anseatica della Germania del nord, un modello di efficienza poliedrica e di qualità dell&#8217;organizzazione industriale di altissimo livello, la dimostrazione della capacità tedesca di progettare e realizzare sistemi di produzione straordinariamente competitivi.</p><p>La fabbrica Daimler Benz di Brema produce <strong>257.000 auto all&#8217;anno</strong>, oltre dieci modelli delle diverse classi, A B, C ed E, dalla berlina, alle monovolume al SUV al famoso coupé, vi lavorano oltre <strong>12 mila addetti</strong>. La caratteristica dell&#8217;organizzazione del processo delle linee produttive, è la realizzazione a isola, ogni auto viene costruita diversa dall&#8217;altra sia dal punto di vista del modello, della motorizzazione, della carrozzeria e degli accessori, come un prodotto unico.</p><p>La lavorazione è su ordinazione organizzata con il metodo <em>just in time</em>, la logistica si basa su un&#8217;altissima capacità di pianificazione, riducendo in proporzione i costi di logistica e di magazzinaggio.</p><p>Un&#8217;esperienza molto interessante: siamo stati ricevuti, nell&#8217;ambito delle visite che ogni giorno vengono organizzate per i clienti e gli interessati come noi, in uno spazio molto confortevole, il responsabile della visita, un dirigente maturo con ottime capacità di comunicazione, ha illustrato in una sala di ricevimento molto ben attrezzata, attraverso foto e filmati, la realtà del <strong>sistema Mercedes</strong> in Germania e nel mondo.</p><p>Alla Mercedes tradizionalmente i clienti possono venire ad acquistare direttamente l&#8217;automobile in fabbrica <strong>senza alcuna limitazione</strong>, gli viene concesso di vederla addirittura costruire, discutendo nel corso della visita delle caratteristiche, colore, accessori ecc. Quando poi vien completata, viene alla fabbrica a ritirarla, dopo aver fatto un breve corso per imparare a guidarla.</p><p>Siamo stati accompagnati a visitare la fabbrica, con un tour in bus perché è davvero molto grande. Abbiamo visitato i più importanti reparti, attraversando tutte le linee, senza alcuna limitazione che non fosse quella di <strong>non poter scattare foto</strong>; il processo produttivo è totalmente trasparente, dal montaggio della carrozzeria fino alle finiture di completamento.</p><p>La visita è stata davvero molto istruttiva per certi versi illuminante: l&#8217;evidenza di un&#8217;<strong>efficienza razionale</strong> ed in fin dei conti addirittura semplice, vedevamo scorrere le auto una dietro l&#8217;altra, tutte diverse per modello, colore, motorizzazioni ed accessori, sulle linee dall&#8217;alto verso il basso ed in orizzontale da una parte all&#8217;altra del reparto, attraverso le diverse fasi di montaggio.</p><p>I robot ovviamente compivano tutte le operazioni più rilevanti e le squadre degli operai erano intente al lavoro in un&#8217;atmosfera molto serena e vivibile, addirittura l&#8217;accompagnatore scherzava con qualcuno che conosceva e gli rispondevano simpaticamente, l&#8217;ambiente di lavoro piuttosto <strong>confortevole ed umanizzato </strong>come può esserlo in una fabbrica, ogni isola ha uno spazio attrezzato per le riunioni del gruppo, uno spazio per riscaldare caffè e bevande, pause di quindici minuti ogni due ore.</p><p>Le facce serie degli operai intenti al lavoro, certo non diverse dai nostri ma non estranee o frustrate: ho pensato che un prodotto complesso e di alta qualità come un&#8217;auto, richiede che la <strong>forza lavoro</strong> sia motivata e certo non sottoposta ad un regime vessatorio.</p><p>Ecco se riandiamo alle <strong>tristi vicende del nostro Paese</strong>, alla <strong>situazione della Fiat</strong>, alle modalità di trattare il lavoro da parte di <strong>Marchionne</strong>, all&#8217;odioso ricatto del posto di lavoro, la pretesa di esercitare un potere unilaterale, senza garanzie e calpestando i più elementari diritti senza alcuna prospettiva certa per il futuro produttivo, dimostrano tutta la gravità della nostra crisi, le responsabilità della nostra classe dirigente industriale e politica che sono la ragione più evidente del declino italiano.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/28/mercedes-la-capacita-di-un-progetto/167076/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>I due volti della protesta a Roma. Ma a chi giova?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/20/i-due-volti-della-protesta-a-roma-ma-a-chi-giova/164952/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/20/i-due-volti-della-protesta-a-roma-ma-a-chi-giova/164952/#comments</comments> <pubDate>Wed, 19 Oct 2011 22:44:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[alessandrini]]></category> <category><![CDATA[biagi]]></category> <category><![CDATA[cui prodest]]></category> <category><![CDATA[Fioravanti]]></category> <category><![CDATA[guido rossa]]></category> <category><![CDATA[Mambro]]></category> <category><![CDATA[manifestazione]]></category> <category><![CDATA[Moro]]></category> <category><![CDATA[occorsio]]></category> <category><![CDATA[omicidi]]></category> <category><![CDATA[roma]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=164952</guid> <description><![CDATA[Dopo più di quarant’anni quasi sempre “dalla parte del torto”, dopo troppe manifestazioni andate bene o andate male, dalle “belle speranze” del movimento studentesco all’angoscia degli omicidi di Guido Rossa e D’Antona, passando per Aldo Moro, Alessandrini, Ruffilli e Occorsio, dai “compagni che sbagliano” alla coppia infernale Mambro e Fioravanti, la storia recente del nostro...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo più di quarant’anni quasi sempre “<strong>dalla parte del torto</strong>”, dopo troppe manifestazioni andate bene o andate male, dalle “belle speranze” del movimento studentesco all’angoscia degli omicidi di<strong> Guido Rossa e D’Antona</strong>, passando per<strong> Aldo Moro</strong>, <strong>Alessandrini, Ruffilli e Occorsio</strong>, dai “compagni che sbagliano” alla coppia infernale<strong> Mambro e Fioravanti</strong>, la storia recente del nostro disperante Paese, è attraversata dalla violenza politica che negli ultimi dieci anni è andata fortunatamente ridimensionandosi; l’ultimo omicidio eccellente è del povero professor <strong>Biagi</strong>, commesso da un gruppo terrorista tanto folle quanto, apparentemente almeno, isolato.</p><p>Ci sono stati comunque omicidi e ferimenti ad opera soprattutto di neonazisti, perpetrati contro persone qualsiasi, magari solo colpevoli di pensarla e di vestirsi diversamente.</p><p>La violenza politica ha preso le sembianze non meno odiose dell’assalto ai poliziotti, dell’irruzione nelle manifestazioni, della devastazione il cui senso è il rifiuto totale di ogni possibile confronto.</p><p><strong>Sabato a Roma, nel formarsi del corteo</strong>, si respirava fin da subito la tensione di una <strong>possibile degenerazione</strong>, l’elemento più evidente era lo stridente contrasto tra la policroma e multiforme congerie di gruppi, cartelli, associazioni, movimenti, sindacati, famiglie, solitari cosiddetti cani sciolti, età, culture, attese, speranze e illusioni diverse accomunate da un’incredibile voglia di essere protagonisti del loro tempo, rubato dalla precarietà della vita ai tempi di <strong>Berlusconi</strong>, e in mezzo a noi, con altro stile, altre divise, altri stati d’animo, numerosi gruppi e gruppetti che avevano un’altra intenzione.</p><p>Come il 14 febbraio in quell’altra straordinaria manifestazione che fu “<strong>se non ora quando</strong>”, fortunatamente senza misfatti, la sorpresa di ritrovarsi in tantissimi, quante e quanti mai avresti pensato, una folla enorme, non ha fatto riflettere nessuno veramente che il pericolo era imminente e reale, che quelle ombre sguscianti di fianco al corteo, sotto i marciapiedi, quei ragazzi cupi e anonimi, con i volti e i corpi tesi e il casco stretto nel pugno,<strong> correvano verso un’altra vicenda</strong> del tutto diversa dalla nostra.</p><p>Bisogna seriamente riflettere sulle <strong>cause essenziali</strong> per cui la democrazia in Italia è diventato un bene così fragile e costoso, non è un caso se il satrapo presidente del Consiglio, che passa il tempo a combattere i giudici che vorrebbero scoprire i suoi sporchi giochi, non trova un’opposizione sociale in grado di sbatterlo giù dallo scranno, dov’è abbarbicato, ed anche i movimenti più autentici e forti sono vittime delle scorribande organizzate di gruppi di scriteriati che non sono fermati se non a cose fatte: “<strong>cui prodest</strong>” è ancora una frase con un senso politico?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/20/i-due-volti-della-protesta-a-roma-ma-a-chi-giova/164952/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>La marcia della pace: &#8220;Rassegnati mai&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/26/la-marcia-della-pace-rassegnati-mai/160012/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/26/la-marcia-della-pace-rassegnati-mai/160012/#comments</comments> <pubDate>Mon, 26 Sep 2011 06:32:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Assisi]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Berlusconismo]]></category> <category><![CDATA[guerre]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[marcia]]></category> <category><![CDATA[pace]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=160012</guid> <description><![CDATA[Stanchi ma sereni, sulla via del ritorno di una giornata veramente bella, quanti eravamo? Non saprei 200.000 forse o anche di più ma l&#8217;importante è &#8221;come&#8221; eravamo: il popolo della pace spontaneo, colorato e unito; dai giovani italiani di altro colore figli dell&#8217;immigrazione, fieri e felici della doppia identità, agli scout con i simboli del pacifismo incollati sulle tradizionali divise o...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Stanchi ma sereni, sulla via del ritorno di una giornata veramente bella, quanti eravamo? Non saprei <strong>200.000 forse o anche di più</strong> ma l&#8217;importante è &#8221;come&#8221; eravamo: il popolo della pace spontaneo, colorato e  unito; dai giovani italiani di altro colore figli dell&#8217;immigrazione, fieri e felici della doppia identità, agli scout con i simboli del pacifismo incollati sulle tradizionali divise o dipinti sul volto, ai militanti, attivisti di ieri e di sempre,incanutiti ma con i loro nipoti a prosegurne l&#8217;impegno.</p><p>Anche i<strong> sindaci</strong> col tricolore non erano stonati o paludati, a dimostrazione che politica non per forza deve voler dire separatezza come oggi il senso comune, induce a ritenere. Un popolo in festa e proteso verso una società che si fondi su altri valori condivisi, del tutto opposti ai &#8220;<strong>disvalori</strong>&#8221; che vorrebbero farci introiettare, attraverso una legittimazione imposta che il popolo sano rifiuta con tutta la propria determinazione.</p><p>&#8220;Atei e credenti, bianchi e neri, palestinesi e israeliani, africani ed asiatici, tutti uniti per un mondo di pace più giusto e più libero&#8221;. Questa è ancora oggi ed ancor di più la lezione della marcia, <strong>fondata da Capitini</strong> e che rimane forse tra le più alte rappresentazioni dell&#8217;Italia migliore nel mondo.</p><p>Ne abbiamo tanto bisogno in questa deriva che sembra senza fine. Com&#8217;erano lontane e piccole le miserie dei &#8221;Palazzi&#8221; romani con la &#8220;corte dei miracoli&#8221; del circo <strong>berlusconiano</strong> che cerca disperatamente di restare aggrappato alla sua traballante zattera di disperati che lo sorregge ancora, mentre si addensano le nubi della tempesta finale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/26/la-marcia-della-pace-rassegnati-mai/160012/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Serve una protesta di massa, subito</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/18/serve-una-protesta-di-massa-subito/158370/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/18/serve-una-protesta-di-massa-subito/158370/#comments</comments> <pubDate>Sun, 18 Sep 2011 19:59:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[capo stato]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[fascismo]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[gran consiglio fascismo]]></category> <category><![CDATA[istituzioni]]></category> <category><![CDATA[massa]]></category> <category><![CDATA[mussolini]]></category> <category><![CDATA[protesta]]></category> <category><![CDATA[Stati Uniti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=158370</guid> <description><![CDATA[L&#8217;Italia vive una delle crisi più gravi dalla caduta del fascismo: siamo a un anno e mezzo dalla scadenza della legislatura senza una guida all&#8217;altezza del momento, nel mezzo di una tempesta finanziaria mondiale, con l&#8217;Europa e gli stessi Stati Uniti, sotto il tiro della speculazione sui titoli del debito pubblico ed il rischio concreto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia vive una delle crisi più gravi dalla <strong>caduta del fascismo</strong>: siamo a un anno e mezzo dalla scadenza della legislatura <strong>senza una guida all&#8217;altezza </strong>del momento, nel mezzo di una tempesta finanziaria mondiale, con l&#8217;Europa e gli stessi Stati Uniti, sotto il tiro della speculazione sui titoli del debito pubblico ed il rischio concreto di un crack economico di proporzioni gigantesche e dalle conseguenze inimmaginabili.</p><p>Mentre accade tutto ciò, il capo del governo italiano è alle prese con le diverse inchieste che lo coinvolgono, con le notizie di pubblico dominio da mesi, ormai da anni, sulle sue cattive abitudini e sul corollario di corruzione a tutti i livelli che coinvolge lui, gli uomini del suo partito, con terribili collusioni del mondo economico e delle istituzioni.</p><p>La <strong>vergogna </strong>che prova il popolo italiano a essere rappresentato da un personaggio tanto volgare, bugiardo, approfittatore, lascivo e corruttore del costume pubblico e privato è enorme, nonostante la censura e la disinformazione della stampa di regime, cerchi di capovolgere la verità facendolo passare addirittura come <strong>vittima di trame dei magistrati</strong>, mentre deve spiegare i reati di cui è accusato sia da cittadino che nell&#8217;esercizio delle sue funzioni pubbliche.</p><p>Il Paese sta sprofondando sotto una montagna di fango e la cosa ancor più grave è che ci sono nel Parlamento una maggioranza di deputati e senatori, rappresentanti anch&#8217;essi, in quanto eletti secondo la legge, della volontà del popolo, <strong>disposti a tutto</strong>, a passare su ogni nefandezza, a nascondere ogni elementare verità, a calpestare ogni regola d&#8217;onore ed ogni senso morale pur di mantenere in piedi il Governo, con l&#8217;intento ormai lampante di difendere il presidente de Consiglio, per salvare se stessi, i loro interessi, a costo di mandare il Paese allo sbaraglio.</p><p>Non era mai accaduto, anche il<strong> Gran Consiglio del fascismo</strong> seppe accettare il venticinque luglio l&#8217;irreversibilità della crisi e mise in minoranza <strong>Mussolini</strong>, costringendolo alle dimissioni.</p><p>Chiediamoci perché sta accadendo tutto ciò e perché ancora, nonostante i timidi segnali di risveglio l&#8217;opposizione democratica e parlamentare con i suoi partiti, non ha compreso la gravità della situazione e della posta in gioco.</p><p>E&#8217; stata comprensibile, la cautela saggia del presidente della Repubblica, di fronte all&#8217;aggravarsi della crisi della finanza pubblica ed ai rischi di default dei nostri titoli, la cui conseguenza sarebbe (non è ancora finita) esiziale per i fragilissimi equilibri faticosamente mantenuti finora.</p><p>Però di fronte allo scempio della legge che sta avvenendo, di fronte alle malefatte del premier, alle sue inconfessabili ed ormai pubblicamente note immoralità ed illegalità, non si può restare passivi<strong>, l&#8217;Italia non solo più sbeffeggiata</strong> per un presidente del consiglio dileggiato dal mondo intero, l&#8217;Italia è ormai un pericolo per l&#8217;assetto dell&#8217;<strong>Europa</strong> perché ha una classe dirigente irresponsabile.</p><p>Ne va del nostro futuro, dei nostra economia, delle nostre famiglie, ne va della legge e della democrazia, è questo il momento di gridarlo forte e di costringere con una protesta democratica di massa alle dimissioni il Governo, subito.</p><p>Senza questa protesta, siamo condannati al peggio di cui forse non abbiamo realmente soppesato le conseguenze.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/18/serve-una-protesta-di-massa-subito/158370/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> <item><title>Buongiorno Bologna</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/29/buongiorno-bologna/154069/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/29/buongiorno-bologna/154069/#comments</comments> <pubDate>Mon, 29 Aug 2011 14:42:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[bar]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[Caffè]]></category> <category><![CDATA[cevenini]]></category> <category><![CDATA[Festa dell'Unità]]></category> <category><![CDATA[parcheggi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=154069</guid> <description><![CDATA[Il rientro dalle vacanze, per chi ha potuto farle (tanti purtroppo hanno dovuto rinunciarvi o le hanno molto ridotte per la grave crisi economica) coincide con la ripresa del tran tran quotidiano. Il passare delle stagioni è contraddistinto da eventi che segnano indelebilmente il cambiamento: così è dovunque, più o meno sempre, e anche a...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il rientro dalle vacanze, per chi ha potuto farle (tanti purtroppo hanno dovuto rinunciarvi o le hanno molto ridotte per la grave crisi economica) coincide con la ripresa del tran tran quotidiano. Il passare delle stagioni è contraddistinto da eventi che segnano indelebilmente il cambiamento: così è dovunque, più o meno sempre, e anche a <strong>Bologna</strong>.<br /> Ci sono segni piccoli e grandi della fine dell&#8217;estate e del ritorno alle attività. Vorrei segnalare tra gli altri, l&#8217;aumento stagionale, sempre più o meno in questo periodo, del prezzo della<strong> tazza di caffè</strong>, e per assimilazione, del cappuccino, dei croissant e affini.<br /> A Bologna è una graziosa consuetudine della quale i nostri benemeriti baristi non vogliono privarci! Così anche quest&#8217;anno, possiamo constatare il passaggio si può dire generalizzato, del prezzo da un euro ad un euro e dieci centesimi, i bar più accorsati che erano già a livello superiore sono ad uno e venti.<br /> Ci si chiede, <strong>bolognosamente borbottando</strong>, da quali calcoli derivi quest&#8217;aumento, risulta che l&#8217;inflazione sia al dieci per cento? Non ci sembra, siamo all&#8217;uno e cinquanta, quindi al massimo il prezzo dovrebbe aumentare di un centesimo e mezzo ed invece si arrotonda di otto centesimi e passa, forse qualcuno anche tra gli amministratori pubblici dovrebbe rilevare questi automatismi del mercato e segnalare lo sproposito, ma si sa a Bologna<strong> siamo</strong> <strong>signori </strong>e non si fa questione di centesimi, anche se il totale diventano migliaia e migliaia di euro in più dalle nostre tasche a quelle dei commercianti.<br /> Un altro segno inquivoco della fine dell&#8217;estate, è l&#8217;avvio della festa provinciale de <strong>l&#8217;Unità</strong>, altrove si chiama Festa Democratica ma qui il <strong>naming</strong> è rimasto per un&#8217;avveduta strategia di comunicazione, beh ci consola che oltre agli ottimi ristoranti, un&#8217;altra istituzione resista indomita: <strong>la pesca gigante del CEV</strong> ( inteso come <strong>Maurizio Cevenini</strong>) grande patron dello stand più famoso della festa, i nostri timori di una <strong>dissoluzione politica</strong> del patrimonio di lotta e di governo della sinistra bolognese sono fugati, anche quest&#8217;anno più splendente che mai la pesca c&#8217;è(V)!<br /> Terzo ma non ultimo a demarcare la <strong>fine inesorabile della bella stagione</strong>, c&#8217;è la diminuzione rapida e progressiva degli <strong>spazi di parcheggio</strong>, in particolare nelle zone che quotidianamente gli automobilisti si contendono a suon di caroselli, serpentine ed a volte anche attraverso lo scontro fisico, ovvero via Riva Reno, via Irnerio, Via Gramsci e dintorni ecc. Tra tutti questo è il segnale più forte che la “festa è finita” in tutti i sensi, la folla di <strong>automobilisti</strong> assetati di spazio parcheggio che ogni santa mattina riprende disperatamente la folle corsa verso il centro, fino allo sfinimento ed al delirio, da l&#8217;avvio alla triste stagione delle piogge.<br /> Ci sembra di aver capito che il neo assessore alla mobilità e a i trasporti, <strong>Andrea Colombo</strong> stia lavorando decisamente alla <strong>pedonalizzazione</strong> di parti significative del centro storico ed alla realizzazione di (vere) <strong>piste ciclabili</strong>, ecco forse allora può darsi che &#8220;<em>l&#8217;inverno del nostro scontento</em>&#8220;, i malanni della stagione fredda siano superati perchè, &#8220;<em>s’è fatto estate sfolgorante ai raggi di questo caldo sole di York</em> &#8221; (Riccardo III di William Shakespeare)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/29/buongiorno-bologna/154069/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>A Pollica una serata per Vassallo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/13/a-pollica-una-serata-per-vassallo/151476/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/13/a-pollica-una-serata-per-vassallo/151476/#comments</comments> <pubDate>Sat, 13 Aug 2011 17:08:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[angelo vassallo]]></category> <category><![CDATA[cilento]]></category> <category><![CDATA[Inno di Mameli]]></category> <category><![CDATA[padre innocenzo sigillino]]></category> <category><![CDATA[pollica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=151476</guid> <description><![CDATA[Lunedì otto agosto ero a Pollica, il paese nel Cilento del sindaco Angelo Vassallo, ucciso in circostanze ancora misteriose il 5 settembre dell&#8217;anno scorso. L&#8217;occasione è stata una manifestazione organizzata in suo onore, un recital del coro De vargas Chorus, diretto da padre Innocenzo Sigillino, persona illuminata ed animatore culturale della zona. Una bella serata,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì otto agosto ero a <strong>Pollica</strong>, il paese nel Cilento del sindaco <strong>Angelo Vassallo</strong>, ucciso in circostanze ancora misteriose il 5 settembre dell&#8217;anno scorso. L&#8217;occasione è stata una manifestazione organizzata in suo onore, un recital del coro De vargas Chorus, diretto da <strong>padre Innocenzo  Sigillino</strong>, persona illuminata ed animatore culturale della zona.</p><p>Una bella serata, velata di tristezza, nella cornice suggestiva del bel Castelleto dei Principi Capano, una costruzione del 1200 circa, poderosa ed al tempo stesso molto armoniosa. Nel cortile dove si è tenuto il concerto, bello e a dimensione umana, c&#8217;erano 50-60 persone, molte in rappresentanza di  Legambiente (provenienti da altre parti d&#8217;Italia) che stanno partecipando ad un campeggio militante in zona.</p><p>Vassallo si è distinto come<strong> amministratore per una straordinaria sensibilità ed attività concreta</strong>, a difesa del territorio per la valorizzazione delle risorse ambientali nel rispetto della natura e contro ogni deterioramento della qualità dei luoghi ad opera di speculatori. Il concerto è stato bello e commovente; il coro, ben diretto da padre Innocenzo, ha eseguito brani di un repertorio molto ampio, in buona parte dedicato ai 150 anni dell&#8217;Unità di Italia. <strong>Alla fine si è cantato tutti insieme l&#8217;inno di Mameli</strong> ed è stato molto toccante e nient&#8217;affatto retorico collegarlo alla figura di eroe civile di Angelo Vassallo. Un momento di grande commozione in cui anche il senso di “Patria” acquista il più alto valore morale.</p><p>Indubbiamente l&#8217;omicidio di Vassallo non è avvenuto per caso. Chi lo ha commesso ha avuto come obiettivo quello di eliminare un ostacolo altrimenti insuperabile, per interessi opposti a quelli per cui il sindaco operava: cioè il <strong>bene comune e la salvaguardia del territorio.</strong> Il Cilento è bellissimo, una porzione di Campania ancora tutto sommato preservata dalle devastazioni inflitte ad altri litorali ed il turismo conserva, nonostante tutto, una dimensione a misura d&#8217;uomo.</p><p>È proprio nel conflitto tra due concezioni opposte dell&#8217;economia e della società che va letta questa vicenda: o prevale la qualità di una gestione sana del territorio, che non mira a massimizzare il profitto e preserva l&#8217;ambiente, la natura ed anche i rapporti sociali insieme con la cultura ed il progresso civile; oppure s&#8217;imbarbarisce ogni cosa, attraverso l&#8217;ingresso nell&#8217;economia locale delle “cavallette” della devastazione urbana, che portano cemento a tutta forza, droga, violenza e sopraffazione.</p><p><strong>Pollica ed il Cilento sono sospesi in questa condizione.</strong> L&#8217;omicidio di Vassallo può segnare una regressione e far rifluire la situazione verso i peggiori sbocchi politici e sociali. I segni di ciò s&#8217;intravedono nell&#8217;<strong>atmosfera cupa che si respirava nel paese</strong>, appena al di fuori del contesto della manifestazione, alla quale ben pochi concittadini hanno partecipato.</p><p>Ma il lavoro fatto da Angelo e da tutti coloro che credono in un&#8217;altra possibilità per il Cilento, per il meridione e per l&#8217;Italia non è andato disperso, ci sono ampie e valide forze che possono proseguirlo. <strong>Non è indifferente anche il modo in cui le indagini in corso si concluderanno</strong>, auspicabilmente assicurando alla giustizia esecutori e mandanti dell&#8217;assassinio.</p><p>Cosa ci insegna questa serata? Che si può impiegare anche il mese di agosto per <strong>impegnarsi a difesa delle giuste cause</strong>, come fanno padre Sigillino ed il suo coro, i volontari di Legambiente ed i cittadini che hanno partecipato in modo non superficiale. Il nostro paese ne ha un tremendo bisogno.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/13/a-pollica-una-serata-per-vassallo/151476/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Crisi morale e crisi politica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/29/crisi-morale-e-crisi-politica/148191/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/29/crisi-morale-e-crisi-politica/148191/#comments</comments> <pubDate>Thu, 28 Jul 2011 22:45:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Berlinguer]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Bersani]]></category> <category><![CDATA[Corriere Della Sera]]></category> <category><![CDATA[craxi]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[max weber]]></category> <category><![CDATA[Papa]]></category> <category><![CDATA[Pci]]></category> <category><![CDATA[Penati]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Psi]]></category> <category><![CDATA[Tedesco]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=148191</guid> <description><![CDATA[I fatti di questi giorni &#8211; il voto contro l’immunità del deputato Papa e quello inverso a favore del mantenimento delle prerogative parlamentari per il senatore Tedesco, più l’esplosione della vicenda giudiziaria che coinvolge Penati &#8211; rappresentano la difficoltà in cui nuota l’intero sistema politico nazionale, stretto tra una crisi ormai conclamata del Governo, ancor più di Berlusconi,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><p>I fatti di questi giorni &#8211; il voto contro l’immunità del deputato <strong>Papa</strong> e quello inverso a favore del mantenimento delle prerogative parlamentari per il senatore <strong>Tedesco</strong>, più l’esplosione della vicenda giudiziaria che coinvolge <strong>Penati</strong> &#8211; rappresentano la difficoltà in cui nuota l’intero sistema politico nazionale, stretto tra una crisi ormai conclamata del<strong> Governo</strong>, ancor più di <strong>Berlusconi</strong>, e la mancanza di un’alternativa politica credibile da parte del centrosinistra.</p><p>Il segretario del Pd è intervenuto sul <a href="http://corriere della sera.it"><span style="text-decoration: underline;">Corriere della Sera</span> </a>per separare le responsabilità eventuali di Penati dal partito e ribadito la scelta inequivocabile della legalità e del rispetto della funzione della magistratura: non è poco nell&#8217;epoca delle leggi ad personam, dei lodi, di tutti i sotterfugi escogitati da Berlusconi per evitare di rispondere delle sue responsabilità di fronte alla legge. Mi ha colpito una frase della lettera di <strong>Bersani </strong>dove scrive, ed è un elemento centrale della sua analisi, che rispetto alla questione morale le donne e gli uomini del <strong>Pd non sono “geneticamente diversi ma lo vogliono essere sul piano politico”.</strong></p><p>Eppure in questa precisazione si nasconde una riserva, un&#8217;elusione, che secondo me rappresenta anche la <strong>debolezza di questa cultura politica</strong> e di questa leadership; perchè sottolineare che non c&#8217;è una differenza umana tra chi vuole aggirare le leggi e affermare la propria impunità (come fa Berlusconi) e chi invece si assume la piena responsabilità delle sue azioni e si rimette al giudizio del tribunale, è surrettizio e intende altro. L&#8217;essere diversi non sta solo nella scelta doverosa e coerente di accettare il rigore della giustizia, la differenza sta proprio nel comportamento personale di non prestarsi a compiere attività che possano essere oggetto di critica e d&#8217;indagine; in questo senso la diversità sta nella capacità umana, culturale e morale, di comportarsi in modo inappuntabile.</p><p>La diversità non è nel codice genetico, ma è semplicemente nella capacità di mantenersi onesti, così da essere un esempio per i cittadini onesti, non per i furbi, perché l&#8217;onestà non è una scelta politica, ma una scelta di vita. Riecheggia nelle parole di Bersani, a parer mio, ancora il timore di riportare il pensiero a quella “diversità” che fu orgogliosamente rivendicata da Enrico Berlinguer e che fu vissuta con malcelata insofferenza da una parte dell&#8217;allora gruppo dirigente del<strong> Pci</strong>, che non vide l&#8217;ora di liberarsene come fosse un&#8217;insopportabile fardello quando, dopo l&#8217;eliminazione del nome e dell&#8217;identità, si vollero cancellare anche i tratti salienti della cultura che aveva reso grande quel partito, nell&#8217;epoca su cui si stese il velo dell&#8217;oblio. Al punto da scrivere libri e rilasciare interviste sul superamento definitivo di qualsiasi differenza nella sostanza politica tra i partiti, a inneggiare al <strong>craxismo</strong> come antitesi innovativa al<strong> berlinguerismo</strong>, relegato tra gli oggetti obsoleti della storia, tranne poi da qualche tempo rendersi conto che quell&#8217;eredità costituisce ancora un patrimonio di senso di cui non si può fare a meno se non si vuole cancellare l&#8217;idea stessa del cambiamento.</p><p>Un pensiero, quello di <strong>Berlinguer</strong> che rappresenta uno dei punti più alti dell&#8217;etica politica, in cui, nonostante il passar del tempo, ancora una parte rilevante della società si riconosce.</p><p>Nel frattempo l&#8217;Italia, in questi ultimi vent&#8217;anni, ha conosciuto uno dei periodi di peggiore declino dalla sua storia centenaria: il predominio dell&#8217;affarismo e della speculazione in tutti i campi è dilagato, basta pensare alla crescita abnorme della rendita immobiliare, all&#8217;urbanistica contrattata che ha travolto ogni capacità di programmazione pubblica (<strong>Bersani vi accenna ma non approfondisce</strong>), la classe politica ridotta al ruolo d&#8217;intermediaria e regolatrice d&#8217;interessi particolari, di gruppi economici e potentati finanziari,   ha determinato lo svuotamento dei Partiti da ogni reale funzione, la selezione non è stata più rivolta a promuovere i migliori, i più capaci e i più onesti e &#8211; purtroppo occorre ammetterlo &#8211; ha riguardato anche la sinistra.</p><p>Fino ad introiettare quel modello rampante, elitario e privilegiato, di una classe politica, accecata dai soldi che cura soprattutto il proprio standing economico e sociale e non le idee, relegate nell&#8217;ambito delle vetustà superflue; il mestiere  politico come pragmatismo empirico del fare e far fare affari. Tutto questo il berlusconismo l&#8217;ha consacrato, l&#8217;ha reso teoria di stato e condicio sine qua non del far politica, e tanti si sono conformati.<br /> Come si fa a non capire che il senso di disgusto, d&#8217;indignazione e di rivolta espresso in tanti modi in questi mesi, affonda le sue radici in questa insopportabile <strong>distanza tra ceto (e censo) politico e società?</strong><br /> Un partito che vuole davvero rappresentare il grande bisogno di cambiamento del Paese, non può presentarsi con queste credenziali, con tanteanatre zoppe e vecchi arnesi, accerchiato da gruppi d&#8217;affari che vogliono mangiare alla greppia pubblica, mentre c&#8217;è bisogno di dare prospettive ad intere generazioni di giovani fuori dal lavoro, da ogni diritto e da ogni prospettiva; come si fa a non vedere che se non mutano questi paradigmi, i vari <strong>Grillo </strong>riceveranno sempre più consenso.<br /> <strong>Occorre uno scatto di reni</strong>, occorre ritrovare la forza morale di cambiare rotta e soprattutto di ridare senso al far politica che non sia la solita zuppa rimestata di personaggi che hanno fatto il loro tempo e soprattutto approfittato del loro ruolo, occorre aprire porte e finestre e far entrare aria nuova, altrimenti il tanfo finirà per appestare completamente l&#8217;aria e travolgere ogni speranza.</p><p><a name="__DdeLink__49_1361949898"></a><br /> “La politica consiste in un lento e tenace superamento di dure difficoltà da compiersi con passione e discernimento al tempo stesso. E certo del tutto esatto, e confermato da ogni esperienza storica, che non si realizzerebbe ciò che è possibile se nel mondo non si aspirasse sempre all’impossibile. Ma colui che può farlo deve essere un capo e non solo questo, ma anche – in un senso assai poco enfatico della parola – un eroe. Pure coloro che non sono né l’uno né l’altro devono altresì armarsi di quella fermezza interiore che permette di resistere al naufragio di tutte le speranze, già adesso, altrimenti non saranno in grado di realizzare anche solo ciò che oggi è possibile. Soltanto chi è sicuro di non cedere anche se il mondo, considerato dal suo punto di vista, è troppo stupido o volgare per ciò che egli vuole offrirgli, soltanto chi è sicuro di poter dire di fronte a tutto questo: «Non importa, andiamo avanti», soltanto quest’uomo ha la «vocazione» per la politica.”<br /> Dalla conferenza di Monaco del 1919 “Politica come professione” di <strong>Max Weber</strong> su etica dei principi ed etica della responsabilità</p><p><a href="http://antemp.wordpress.com/2009/10/04/max-weber-etica-dei-principi-ed-etica-della-responsabilita-1919/">http://antemp.wordpress.com/2009/10/04/max-weber-etica-dei-principi-ed-etica-della-responsabilita-1919/</a></p></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/29/crisi-morale-e-crisi-politica/148191/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Nessuno parla più della Verlicchi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/03/nessuno-parla-piu-della-verlicchi/137807/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/03/nessuno-parla-piu-della-verlicchi/137807/#comments</comments> <pubDate>Sun, 03 Jul 2011 07:50:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[gabbrica]]></category> <category><![CDATA[lastrico]]></category> <category><![CDATA[operais]]></category> <category><![CDATA[verlicchi]]></category> <category><![CDATA[zola pedrosa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=137807</guid> <description><![CDATA[La brutta vicenda della fabbrica Verlicchi, a Zola Pedrosa, alle porte di Bologna, portata al fallimento da una proprietà inetta, ha occupato per settimane le pagine dei giornali della nostra città: vicenda emblematica, marchio prestigioso dei telai per moto, fornitrice di primarie case costruttrici, ridotta sul lastrico da scelte sciagurate dell&#8217;ultimo discendente della dinastia Verlicchi,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La brutta vicenda <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/29/lazienda-venduta-a-1-euro-a-una-societa-di-basket/108004/">della fabbrica<strong> Verlicchi</strong>, a Zola Pedrosa, alle porte di<strong> Bologna</strong>,</a> portata al fallimento da una proprietà inetta, ha occupato per settimane le pagine dei giornali della nostra città: vicenda emblematica, marchio prestigioso dei telai per moto, fornitrice di primarie case costruttrici, ridotta sul lastrico da scelte sciagurate dell&#8217;ultimo discendente della dinastia Verlicchi, un tempo orgogliosa <strong>espressione dell&#8217;imprenditorialità bolognese</strong>, nata dall&#8217;industriosa classe operaia che aveva creato da abili operai, eccellenti artigiani e poi capitani d&#8217;azienda.</p><p>Una fabbrica ancora produttiva, con macchinari di prim&#8217;ordine e maestranze qualificate, condotta ad una cessione aziendale per lo meno dubbia ad una società inesistente, gli operai avevano difeso con le unghia e con i denti la loro fabbrica, i loro macchinari che volevano essere smontati nottetempo e forse svenduti a chissà chi.</p><p>Di tutto questo si è parlato sui giornali e televisioni locali fino a maggio scorso, sottolineando<strong> il coraggio e la determinazione degli operai e dei tecnici</strong> Verlicchi per difendere la fabbrica ed il loro diritto al lavoro ed alla dignità.</p><p>Da alcuni mesi, forse per la pausa elettorale, forse per i referendum, <strong>nessuno si occupa più della Verlicchi</strong>, il silenzio è calato sulla vicenda che vede all&#8217;opera un commissario liquidatore della società che sta cercando di salvare capra e cavoli, ma dove sono gli operai della Verlicchi? Sono ormai dei fantasmi&#8230; vivi.</p><p>M&#8217;è capitato d&#8217;imbattermi in alcune storie personali che riporto senza citare i nomi veri per rispetto della vita di queste persone senza lavoro, anch&#8217;essi piombati come tanti altri nell&#8217;anonimato perché così succede quando i riflettori si spengono.</p><p><strong>Maria e Giuseppe</strong> che ci lavoravano insieme hanno visto la loro vita precipitare da un giorno all&#8217;altro: <strong>hanno perso, oltre al lavoro l&#8217;affidamento ormai prossimo di un figlio,</strong> non possono più far fronte al <strong>mutuo</strong> della casa e devono ricorre all&#8217;aiuto della famiglia, lui ha trovato un&#8217;occupazione temporanea, se così si può dire, nella distribuzione della pubblicità nelle cassette della posta, lei fa le pulizie in casa d&#8217;altri.</p><p>Il lavoro è sempre nobile ma per chi ha una professione e le competenze per svolgere ruoli tecnici, è drammatico doversi piegare ad attività marginali.</p><p>Stefania non ha potuto pagare il funerale del padre e l&#8217;ha aiutata il Sindaco del suo Comune, c&#8217;è chi non regge più l&#8217;affitto e torna a casa dai genitori o da parenti.</p><p>Gli operai non hanno mollato e si ritrovano davanti alla fabbrica per presidiarla e per mantenere un contatto umano, ma quant&#8217;è difficile conservare la propria dignità quando non si ha più una funzione sociale riconoscibile, l&#8217;oblio è calato sulla loro vicenda.</p><p>Forse le famiglie e le parrocchie aiuteranno come possono ma è inaccettabile l&#8217;insensibilità generale di fronte a questi drammi, l&#8217;informazione si sofferma quotidianamente sui fatti di cronaca e di costume, omicidi, drammi della gelosia, il “pericolo” degli immigrati ci vengono propinati ogni giorno come la medicina per aumentare le nostre paure, al contrario non si parla delle sofferenze vere della gente, nessuno descrive cosa significa diventare poveri perché si perde il lavoro e senza colpa alcuna, è come mettere la “spazzatura” sotto il tappeto per non farla vedere.</p><p>Infatti è difficile dare risposte a questi problemi, così diventano drammi individuali da vivere privatamente, mentre la responsabilità sociale è enorme perché innanzitutto i governi i partiti ed i sindacati dovrebbero rispondere di quel che succede dopo e dietro le quinte di una vicenda come la Verlicchi, essa riguarda tutti noi.</p><p>E&#8217; da augurarsi che <strong>nessuna vicenda di crisi venga abbandonata a se stessa</strong>, indipendentemente dalla soluzione specifica; abbiamo bisogno di ritrovare il senso della solidarietà sociale e della comunità; occorre che chi ha di più sostenga con giuste tasse coloro che non hanno e lo Stato deve preoccuparsi di aiutare chi è in difficoltà a trovare nuove soluzioni di lavoro per conservare la sua dignità, questa è una società degna.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/03/nessuno-parla-piu-della-verlicchi/137807/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Rifiuti a Napoli: gioco al massacro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/26/rifiuti-a-napoli-gioco-al-massacro/125298/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/26/rifiuti-a-napoli-gioco-al-massacro/125298/#comments</comments> <pubDate>Sat, 25 Jun 2011 22:59:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[cirillo]]></category> <category><![CDATA[classe dirigente]]></category> <category><![CDATA[de fonseca pimenthel]]></category> <category><![CDATA[De Magistris]]></category> <category><![CDATA[Napoli]]></category> <category><![CDATA[sindaco]]></category> <category><![CDATA[valenzi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=125298</guid> <description><![CDATA[Notizie drammatiche da Napoli: la città è vicina al collasso, se non verranno trovate soluzioni rapide all&#8217;emergenza rifiuti che sta diventando drammatica, soprattutto sul piano della salute pubblica. Cosa fanno le forze sociali e politiche? A parte articoli sui giornali locali di tutti i presunti o veri amici che dispensano pareri e consigli a De...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Notizie drammatiche da <strong>Napoli</strong>: la città è vicina al collasso, se non verranno trovate soluzioni rapide all&#8217;emergenza rifiuti che sta diventando drammatica, soprattutto sul piano della salute pubblica.<br /> Cosa fanno le forze sociali e politiche? A parte articoli sui giornali locali di tutti i presunti o veri amici che dispensano pareri e consigli a <strong>De Magistris</strong>, in realtà si sta tentando disinvoltamente un gioco al massacro. La posta è alta: la caduta rapida di questa amministrazione comunale anomala e del sindaco che incarna una concezione politica &#8220;civile ed autonoma&#8221;  che è insopportabile al &#8220;sistema&#8221; molto trasversale che ha gestito finora il potere.</p><p>Una classe dirigente composta esclusivamente da quadri politici &#8220;professionali &#8220;e da molti <strong>mediocri arrampicatori</strong>. I vendicatori  già gridano alla prossima decapitazione politica del sindaco, magari virtualmente in<strong> piazza del Carmine</strong>, come i patrioti  della sfortunata Repubblica della rivoluzione del 1799 <strong>Domenico Cirillo</strong> ed <strong>Eleonora De Fonseca Pimenthel</strong>.</p><p>Un&#8217;altra Napoli si sta impegnando, invece, con generoso slancio a salvare la situazione, lavorando direttamente per pulire la città, avviando anche la raccolta differenziata, mentre i camorristi. minacciano e accendono roghi!</p><p>E&#8217; determinante che nei prossimi giorni si riesca ad attivare il trasferimento dei rifiuti in discariche che li possano ricevere, poi forse comincerà una fase nuova, in cui le forze sane potranno riprendere il sopravvento: l&#8217;importante è che &#8211; chi è con la democrazia &#8211; smetta di sussurrare, si rimbocchi le maniche e dia una mano vera.</p><p>Una nota personale, anche nel 1975 quando per la prima volta a Napoli vinse la sinistra, un risultato storico per tutto il meridione e l&#8217;Italia, l&#8217;amministrazione comunale guidata da<strong> Maurizio Valenzi</strong>, fu subito osteggiata dalle forze oscuramente alleate dei fascisti e della camorra.</p><p>Cominciarono atti vandalici contro i mezzi pubblici ed anche sabotaggi dei camion per la raccolta dei rifiuti, la carta della Napoli ingovernabile e&#8217; stata sempre spregiudicatamente usata dalla destra facinorosa e plebea.</p><p>Allora la sera si andava insieme agli spazzini onesti  (in quel tempo erano dipendenti comunali fedeli)  a difendere la città e ci riuscimmo!</p><p>Occorre ritrovare quello spirito.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/26/rifiuti-a-napoli-gioco-al-massacro/125298/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Università come precarietà?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/08/universita-come-precarieta/116385/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/08/universita-come-precarieta/116385/#comments</comments> <pubDate>Wed, 08 Jun 2011 10:52:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[caste]]></category> <category><![CDATA[gelmini]]></category> <category><![CDATA[Ivano Dionigi]]></category> <category><![CDATA[ministro]]></category> <category><![CDATA[nobe]]></category> <category><![CDATA[paul krugman]]></category> <category><![CDATA[Pisa]]></category> <category><![CDATA[rettore]]></category> <category><![CDATA[sessantotto]]></category> <category><![CDATA[statuti]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category> <category><![CDATA[trieste]]></category> <category><![CDATA[università]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=116385</guid> <description><![CDATA[Paul Krugman, premio Nobel per l&#8217;economia nel 2008, keynesiano convinto, si pone una domanda nell&#8217;articolo “Falling Demand for Brains?”. Si chiede se le innovazioni dell&#8217;information tecnology non siano causa dell&#8217;impoverimento dei ceti medi intellettuali e della loro marginalità sociale nel prossimo futuro. L&#8217;indagine della rivista inglese Work &#38; Stress “Mental health, job satisfaction and occupational...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Paul Krugman</strong>, premio Nobel per l&#8217;economia nel 2008, keynesiano convinto, si pone una domanda nell&#8217;articolo “<em>Falling Demand for Brains?”</em>. Si chiede se le innovazioni dell&#8217;information tecnology non siano causa dell&#8217;impoverimento dei ceti medi intellettuali e della loro marginalità sociale nel prossimo futuro.</p><p>L&#8217;indagine della rivista inglese <strong>Work &amp; Stress</strong> “Mental health, job satisfaction and occupational stress among UK teachers”, firmata dai ricercatori <strong>Cheryl Jtravers e Cary L. Cooper</strong>, sulla salute mentale e la soddisfazione sul lavoro degli insegnanti del Regno Unito, ha evidenziato che i docenti esprimono un livello di soddisfazione più basso rispetto ad altri gruppi professionali di elevato livello, a causa delle crescenti difficoltà dell&#8217;università e della scuola.</p><p>I problemi dunque non mancano né qui né dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano. La crisi sta producendo <strong>incertezza</strong> nel mondo del <strong>lavoro intellettuale</strong>, un tempo al vertice della piramide sociale. Ogni Paese, evidentemente, risponde alle difficoltà con politiche di sostegno e riforme degli ordinamenti per preservare la qualità delle proprie istituzioni scolastiche ed universitarie.</p><p>In Italia invece le scelte compiute dal ministro dell&#8217;istruzione <strong>Maria Stella</strong> <strong>Gelmini</strong> e del governo <strong>Berlusconi </strong>sono state decisamente indirizzate a ridimensionare la scuola e l&#8217;università pubbliche e, conseguentemente, a comprimere il diritto allo studio: in primo luogo attraverso pesanti tagli del bilancio e degli stanziamenti necessari; in secondo luogo attraverso una riforma degli ordinamenti finalizzata sostanzialmente a rendere la gestione, in particolare degli atenei, sempre più centralizzata e dirigistica, ispirata a un <strong>privatismo strisciante</strong>, nelle mani di ristrette oligarchie dominate dai rettorati.</p><p>Questa tendenza si sta manifestando nella discussione in corso nelle <strong>commissioni per la revisione degli statuti</strong> delle università, statuti che devono definire i nuovi ordinamenti dei corsi di laurea e la nuova struttura dei consigli di facoltà e degli altri organi di direzione.</p><p>È interessante scoprire che le nostre più importanti università stanno gestendo con modalità e intendimenti molto diversi questa delicata materia. Ci sono atenei dove il lavoro delle commissioni è svolto con sedute pubbliche e con ampia informazione sugli atti, come ad esempio a <strong>Trieste</strong>, dove si è tenuta un&#8217;assemblea generale di tutte le componenti universitarie: docenti ordinari, associati, ricercatori, lavoratori precari, amministrativi e studenti che ha concordato le linee generali. Le università di <strong>Pisa e Torino</strong>, poi, hanno inserito la rappresentanza dei ricercatori precari, la categoria senza dubbio più colpita, nella commissione.</p><p>Così non è avvenuto a <strong>Bologna</strong> dove invece il <strong>Rettore Dionigi </strong>(peraltro di cultura progressista) viene criticato da diverse componenti dell&#8217;ateneo per la gestione, definita <strong>verticistica e poco trasparente</strong> del lavoro della commissione, dove sono presenti solo ordinari rigorosamente selezionati tra i più “ortodossi”. Al contrario c&#8217;è chi difende le scelte compiute perché scaturite dagli obblighi derivanti dall&#8217;applicazione della <strong>legge 240/2010</strong>, nei cui indirizzi applicativi si è scelto il criterio della competenza<strong>.</strong><br /> La materia è molto delicata e complessa. Una larga parte dei rappresentanti dei lavoratori della conoscenza considerano l&#8217;istituzione delle commissioni un <strong>cedimento agli obiettivi del governo</strong> e accusano di <strong>complicità con il ministro</strong> Gelmini i vertici delle università. In altre situazioni più dialettiche le componenti “deboli” ma organizzate considerano comunque questa discussione un&#8217;occasione per cercare di riformare gli atenei in senso più democratico e partecipativo.</p><p>Senza dimenticare che sull&#8217;università italiana incombe soprattutto la <strong>legge 133/2008</strong> che, al punto 6 dell&#8217;articolo 16 intitolato &#8220;<em>Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università</em>&#8220;, recita: &#8220;Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca, di concerto con il ministro dell&#8217;economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l&#8217;ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati&#8221;.</p><p>Su tutta questa discussione pesa in ogni caso il condizionamento dei tagli e la determinazione del governo di dare spazio solo all&#8217;istruzione privata, in un furore ideologico che ha fatto esultare i sostenitori della Gelmini indicandola come colei che era riuscita a far “<strong>finire il &#8217;68</strong>”. Se non è ideologia questa?</p><p>Peraltro non si può sottacere che la situazione attuale ha visto <strong>proliferare</strong> in tutto il Paese, in modo incontrollabile, <strong>corsi di laurea e mini-università</strong> non ha favorito una crescita qualitativa dell&#8217;offerta formativa e che i metodi di reclutamento e selezione dei ricercatori-docenti, tante volte sono caratterizzati da nepotismo oligarchico, a danno delle figure più impegnate e promettenti.</p><p>Cosa saranno nel <strong>prossimo futuro</strong> le nostre scuole ed università: luoghi dell&#8217;istruzione ristretta ai ceti che possono permettersi di pagarsi gli studi <strong>contribuendo a ri-costruire </strong>una <strong>società divisa in caste</strong>, priva di mobilità sociale, mentre i nostri ricercatori saranno i “nomadi” d&#8217;Europa e America alla ricerca di un lavoro?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/08/universita-come-precarieta/116385/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Breve viaggio verso il voto a Napoli</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/24/breve-viaggio-verso-il-voto-a-napoli/113375/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/24/breve-viaggio-verso-il-voto-a-napoli/113375/#comments</comments> <pubDate>Tue, 24 May 2011 11:33:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[ballottaggio]]></category> <category><![CDATA[De Magistris]]></category> <category><![CDATA[Lettieri]]></category> <category><![CDATA[Napoli]]></category> <category><![CDATA[scelta]]></category> <category><![CDATA[sindaco]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=113375</guid> <description><![CDATA[Lo scontro tra De Magistris e Lettieri al ballottaggio, è la rappresentazione quasi icastica di quella tra “bene e male”, una città attraversata dalla crisi economica e sociale forse più grave dal dopoguerra, una crisi soprattutto anche morale, la caduta della fiducia nelle istituzioni rappresentative ha raggiunto il fondo, travolgendo anche le forze riformiste ed...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Lo scontro tra <strong>De Magistris e Lettieri </strong>al ballottaggio, è la rappresentazione quasi icastica di quella tra “bene e male”, una città attraversata dalla crisi economica e sociale forse più grave dal dopoguerra, una crisi soprattutto anche morale, la caduta della fiducia nelle istituzioni rappresentative ha raggiunto il fondo, travolgendo anche le forze riformiste ed i partiti della sinistra, rappresentata dal fallimento delle primarie e dall&#8217;attuale declino della figura un tempo prestigiosa di <strong>Bassolino</strong>.</p><p>Luigi De Magistris candidandosi a sindaco ha sfidato questa crisi cercando di ridare alle forze sane della città fiducia in una prospettiva politica tutta diversa dal passato, una svolta radicale di metodi e priorità, per risollevare le sorti di Napoli, puntando sulla cittadinanza attiva, sull&#8217;onestà, sui giovani, sulle forze della cultura e dell&#8217;ingegno ma anche ai soggetti politici favorevoli a questo cambiamento.</p><p>Lettieri, esponente del mondo imprenditoriale,  legato a doppio filo al <strong>discusso responsabile di Berlusconi in Campania  Nicola Cosentino</strong>, è rispetto a De Magistris l&#8217;opposto in temini di concezione della funzione della politica e della spesa pubblica, è un campione del cosiddetto partito della “spesa unica pubblica”.</p><p>De Magistris sta conquistando un ampio consenso ed anche se la vittoria al secondo turno non è affatto certa, la sua determinazione, il carisma e la capacità di creare entusiasmo dell&#8217;ex magistrato, stanno scuotendo lo stato di torpore depresso della <strong>città mortificata</strong> e rianimando le forze migliori soprattutto giovani.</p><p>Questo entusiasmo si è visto clamorosamente nella manifestazione a Piazza Dante con la partecipazione del cantautore Roberto Vecchioni, una folla straboccante, formata di persone di tutte le età e di ogni ceto sociale, i giovani soprattutto protagonisti di questa primavera di speranza, la partecipazione emotiva ed intensa di De Magistris nel rapporto con i giovani, costituisce una novità veramente straordinaria in una politica tendenzialmente gerontofiliaca, a cui siamo da tempo purtroppo abituati.</p><p>Le forze tradizionali della sinistra che hanno subito una battuta d&#8217;arresto nella prima parte della campagna elettorale, sostanzialmente per non aver compreso, la profondità della crisi e della necessità di una svolta radicale, hanno la possibilità di contribuire all&#8217;affermazione di De Magistris ed in questo modo riavviare un rapporto positivo con larghi strati di popolazione e del loro elettorato oggi sfiduciata.</p><p>La posta in gioco è esiziale:<strong> salvare Napoli per riaccendere una speranza </strong>o <strong>consegnarla definitivamente ad una destra inquietante</strong> e alle forze peggiori.</p><p>La “<strong>monnezza</strong>”, i rifiuti stanno lì emblematicamente per terra, ad attendere che passi “ a&#8217; nuttata” che la città si risvegli, che si rimbocchi le maniche, che si rimetta in movimento per ritrovare se stessa e costruire un nuovo futuro più pulito e più costruttivo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/24/breve-viaggio-verso-il-voto-a-napoli/113375/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>A Bologna si muore da pedoni e da ciclisti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/19/a-bologna-si-muore-da-pedoni-e-da-ciclisti/112165/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/19/a-bologna-si-muore-da-pedoni-e-da-ciclisti/112165/#comments</comments> <pubDate>Thu, 19 May 2011 11:48:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[area urbana]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[ciclisti]]></category> <category><![CDATA[città]]></category> <category><![CDATA[Ducati]]></category> <category><![CDATA[Ferrari]]></category> <category><![CDATA[incidenti]]></category> <category><![CDATA[incidenti stradali]]></category> <category><![CDATA[maserati]]></category> <category><![CDATA[morti]]></category> <category><![CDATA[pedoni]]></category> <category><![CDATA[sergio caserta]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=112165</guid> <description><![CDATA[A  Bologna ogni giorno che Dio manda sulla terra ci sono incidenti con morti e feriti, soprattutto i cosiddetti “utenti deboli”, cioè pedoni e ciclisti, sistematicamente investiti sulle strade cittadine, molte volte sulle strisce, da automobilisti e camionisti che non poche volte tentano anche la fuga. Bologna è una delle città italiane e sicuramente europee,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>A  <strong>Bologna</strong> ogni giorno che Dio manda sulla terra ci sono <strong>incidenti con morti e feriti,</strong> soprattutto i cosiddetti “utenti deboli”, cioè pedoni e ciclisti, sistematicamente investiti sulle strade cittadine, molte volte sulle strisce, da automobilisti  e camionisti che non poche volte tentano anche la fuga.</p><p>Bologna è una delle città italiane e sicuramente europee, con il più alto tasso <strong>d&#8217;incidenti gravi nell&#8217;area urbana</strong>, del resto è una delle “città del motore” per antonomasia, con  le sue <strong>Ferrari, Lamborghini, Maserati, Ducati ecc.</strong></p><p>L&#8217;auto il “segno” inconfondibile della nostra società, è uno strumento di morte che viene idolatrato dalle pubblicità come dispensatrice di ogni bene: eleganza, spensieratezza, leggiadria, eterna giovinezza, successo; mai che una pubblicità si soffermi sui rischi di una guida poca attenta, si sfreccia a duecento all&#8217;ora nell&#8217;immobilità degli altri, senza alcun rumore, a volte accompagnati dal suono di una musica celestiale e da donne sempre bellissime, queste sono le immagini che ci propinano per convincerci a comprarne.</p><p>Così i nostri automobilisti si sentono al volante dei grandi uomini, delle persone potenti, si sentono realizzati ed abbandonano ogni freno inibitorio; la disinvoltura della guida spregiudicata, il rombo del motore, la musica sparata dagli altoparlanti e magari il cellulare in funzione e poi <strong>sbrammm</strong>, s&#8217;investe un povero cristo.</p><p>Qui sotto una tabella di rilevazione degli incidenti stradali in provincia di Bologna dal 2000 al 2009, notare che i morti sono diminuiti, ciò è avvenuto perché in alcune strade provinciali ad alto tasso di incidentalità, la Provincia ha inserito il controllo della velocità con le telecamere, c&#8217;è stato un crollo degli incidenti mortali, addirittura su queste strade non ci sono stati più morti, una cosa del tutto inaspettata.</p><p>La cosa più disdicevole è che di questi provvedimenti sapienti, la stampa non parla, come se fossero cose insignificanti, una spiegazione c&#8217;è: il sistema economico, le case automobilistiche, preferiscono articoli di compianto e magari di esecrazione per ogni investimento od incidente mortale ma non vuole che si crei una mentalità da automobilista consapevole, preferisce che intorno all&#8217;auto  resti l&#8217;alone magico del “tutto bello, tutto è permesso”.</p><p>E&#8217; grave però che la stampa e la classe politica italiane non siano all&#8217;altezza di comprendere che occorrerebbe cambiare decisamente registro, cultura  e politica della mobilità, ma siamo l&#8217;Italia di Marchionne, purtroppo.</p><p><span style="font-family: Times New Roman;">Incidentistradali, morti e feriti. Provincia di Bologna 2000-2009</span></p><table border="0" cellspacing="0" rules="NONE"><colgroup><col width="68"></col><col width="68"></col><col width="68"></col><col width="68"></col><col width="68"></col><col width="68"></col><col width="68"></col><col width="86"></col></colgroup><tbody><tr><td width="68" height="17" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></td><td width="68" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td width="68" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td width="68" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td width="68" align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td width="68" align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td width="68" align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td width="86" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td></tr><tr><td height="32" align="LEFT" valign="TOP"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td align="RIGHT" valign="TOP"><span style="font-family: Times New Roman;">Incidenti</span></td><td align="RIGHT" valign="TOP"><span style="font-family: Times New Roman;">Feriti</span></td><td align="RIGHT" valign="TOP"><span style="font-family: Times New Roman;">Morti</span></td><td align="RIGHT" valign="TOP"><span style="font-family: Times New Roman;">Indice di mortalità </span></td><td align="RIGHT" valign="TOP"><span style="font-family: Times New Roman;">Indice di Lesività</span></td><td align="RIGHT" valign="TOP"><span style="font-family: Times New Roman;">Indice di infortunio</span></td><td align="RIGHT" valign="TOP"><span style="font-family: Times New Roman;">costo sociale (migliaia di €)</span></td></tr><tr><td height="17" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;">2000</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">5.658</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">7.865</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">148</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">2,6</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">139,0</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">141,6</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">785.484</span></td></tr><tr><td height="17" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;">2001</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">5.423</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">7.579</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">131</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">2,4</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">139,8</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">142,2</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">740.720</span></td></tr><tr><td height="17" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;">2002</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">5.611</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">7.898</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">144</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">2,6</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">140,8</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">143,3</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">782.336</span></td></tr><tr><td height="17" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;">2003</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">5.442</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">7.687</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">134</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">2,5</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">141,3</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">143,7</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">752.856</span></td></tr><tr><td height="17" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;">2004</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">5.451</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">7.486</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">125</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">2,3</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">137,3</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">139,6</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">725.506</span></td></tr><tr><td height="17" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;">2005</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">5.268</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">7.193</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">94</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">1,8</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">136,5</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">138,3</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">660.705</span></td></tr><tr><td height="17" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;">2006</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">5.270</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">7.350</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">112</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">2,1</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">139,5</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">141,6</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">697.364</span></td></tr><tr><td height="17" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;">2007</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">5.198</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">7.287</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">103</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">2,0</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">140,2</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">142,2</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">680.176</span></td></tr><tr><td height="17" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;">2008</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">4.888</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">6.631</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">98</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">2,0</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">135,7</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">137,7</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">624.902</span></td></tr><tr><td height="17" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;">2009*</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">4.474</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">6.204</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">97</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">2,2</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">138,7</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">140,8</span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;">592.067</span></td></tr><tr><td height="17" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;">Fonte: Istat, 2000-2007, Osservatorio Provinciale dell&#8217;Incidentalità Stradale, 2008-09</span></td><td align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td></tr><tr><td height="17" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;">*dati provvisori</span></td><td align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td><td align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman;"><br /> </span></td></tr></tbody></table> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/19/a-bologna-si-muore-da-pedoni-e-da-ciclisti/112165/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>27</slash:comments> </item> <item><title>Curare la mobilità a Bologna</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/07/curare-la-mobilita-a-bologna/109670/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/07/curare-la-mobilita-a-bologna/109670/#comments</comments> <pubDate>Sat, 07 May 2011 17:28:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Sergio Caserta</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[cancellieri]]></category> <category><![CDATA[Cofferati]]></category> <category><![CDATA[delbono]]></category> <category><![CDATA[Elezioni 2011 Bologna]]></category> <category><![CDATA[Guazzaloca]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=109670</guid> <description><![CDATA[Tra pochi giorni si vota e poi Bologna avrà di nuovo un consiglio comunale, un sindaco e la sua giunta; chiunque vinca si troverà immediatamente sul tavolo la delicata faccenda dei diversi progetti di mobilità Sfm, Civis, People Mover e Metrò e le decisioni da prendere in ordine alla conferma, alle possibili modifiche parziali oppure...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Tra pochi giorni si vota e poi <strong>Bologna</strong> avrà di nuovo un consiglio comunale, un sindaco e la sua giunta; chiunque vinca si troverà immediatamente sul tavolo la delicata faccenda dei diversi progetti di mobilità <strong>Sfm, Civis, People Mover</strong> e <strong>Metrò </strong>e le decisioni da prendere in ordine alla conferma, alle possibili modifiche parziali oppure alla revisione totale dell&#8217;intera programmazione.</p><p>Purtroppo questa situazione complessa, e quasi inestricabile, è il frutto di decisioni assunte in passato dalle diverse amministrazioni che si sono succedute dagli anni novanta, per intenderci da <strong>Walter Vitali</strong>, passando per <strong>Guazzaloca, Cofferati, Del Bono</strong> e la stessa <strong>Cancellieri</strong>.</p><p><strong>Bologna</strong> doveva, e deve, dotarsi di un sistema di mobilità collettiva più moderno ed efficiente, è una città assediata da molteplici flussi di traffico: quello di attraversamento, essendo un nodo viario e ferroviario europeo e nazionale sull&#8217;asse nord-sud ed anche da est a ovest; quello pendolare di tipo metropolitano e di attrazione, per le sue molteplici funzioni residenziali, produttive e di servizi  (superiori), e da quello prettamente urbano che già da solo non è irrilevante.</p><p>Da oltre quindici anni numerosi urbanisti, ambientalisti e variegate forze e personalità politiche, hanno posto nel dibattito pubblico la necessità di ridiscutere i presupposti delle diverse scelte che si andavano a compiere ma ciò non è servito ad evitare che ogni sindaco ed amministrazione abbia deciso variando i precedenti progetti e, soprattutto, aggiungendone di nuovi, senza mai discuterne in modo approfondito e soprattutto partecipato, l&#8217;utilità, l&#8217;efficacia, la coerenza e l&#8217;economicità .</p><p>Oggi ci troviamo in questa situazione: abbiamo il cantiere permanente del <strong>Servizio Ferroviario Metropolitano</strong> già programmato e progettato da vent&#8217;anni che non riesce a decollare, mentre da solo contribuirebbe a risolvere una buona parte dei problemi della mobilità pendolare dell&#8217;area metropolitana, dal momento che questo flusso di oltre <strong>centomila</strong> automobili di pendolari costituisce quotidianamente il maggior carico di traffico sulla città;</p><p>Il <strong>Civis</strong> il più contestato dei progetti, è in fase avanzata di realizzazione, ma pesa su di esso sia il dubbio sulla qualità e l&#8217;efficienza degli stessi mezzi oltre che  l&#8217;attraversamento del centro storico, data la pesantezza e la rigidità del sistema.</p><p>Il <strong>People Mover</strong> progettato per collegare ferrovia ed aeroporto, suscita dubbi ed interrogativi per il carico di infrastrutture che comporterebbe realizzare, essendo sopraelevato, oltre che per l&#8217;antieconomicità del rapporto investimento-rendimento, e per il costo del biglietto che si preannuncia molto elevato e quindi non incentivante.</p><p>Ancor più dubbi suscita il fatto che il percorso del <strong>people mover</strong> è già coperto dalla rete ferroviaria dell&#8217;sfm e non si sa effettivamente perché non si è voluto prendere in considerazione questa opportunità di utilizzare i binari e le stazioni esistenti per un collegamento probabilmente molto più rapido ed economico,.</p><p>Al contrario c’è chi ritiene il progetto indispensabile allo sviluppo ulteriore dello scalo aeroportuale ,oggi già in atto, e che l&#8217;investimento si ripagherebbe da solo per l&#8217;alto numero di viaggiatori.</p><p>Non <em>dulcis in fundo</em>, il progetto di <strong>metrotramvia</strong> automatico e sotterraneo che collegherebbe fiera, stazione e centro cittadino, sul quale pesano i più atroci dubbi sull&#8217;utilità, l&#8217;efficacia e sulle conseguenze di uno scavo sotterraneo nel delicato sottosuolo cittadino.</p><p>il progetto ha suscitato da sempre violente polemiche tra le forze politiche di tutti gli schieramenti, fino alla dichiarazione di questi giorni di <strong>Merola </strong>( ma non degli altri candidati sindaco c<strong>ivici</strong> e della della <strong>Leganord</strong>) che preannuncia l&#8217;intenzione di accantonare definitivamente il progetto per utilizzare i fondi per l&#8217;<strong>sfm</strong> ed altri interventi.</p><p>Guarda caso il <strong>Governo</strong> tempestivamente risponde confermando lo stanziamento iniziale di 216 milioni ( su circa 800 che costerebbe l&#8217;intero progetto) quasi come un esplicito ricatto alla città, per questo  le<strong> associazioni industriali </strong>ed i <strong>costruttori</strong> hanno immediatamente intimato alla futura amministrazione di non perdere i finanziamenti.</p><p>La decisione su come procedere in questa situazione delicata e determinante per il futuro dell&#8217;organizzazione sociale ed economica cittadina, pone alla prossima nuova amministrazione l&#8217;imperativo di non ripetere gli errori del passato, di non assumere decisioni che non siano il frutto di una più meditata, complessiva e partecipata maturazione delle priorità, del carattere strategico, economico e funzionale dell&#8217;intero sistema della mobilità a cui, non bisogna dimenticare, s&#8217;aggiunge l&#8217;intricato e discutibile complesso di progetti di <strong>viabilità metropolitana</strong>, regionale e nazionale d&#8217;attraversamento che  rappresenta un altro grande rebus.</p><p>Senza sottacere che la scelta più volte proclamata, soprattutto a sinistra,di chiudere il <strong>centro storico</strong> al traffico automobilistico e di dotare la città di una rete di vere <strong>piste ciclabili </strong>(oggi per lo più disegnate sui marcepiedi), non può più essere rinviata, senza che il degrado e l&#8217;inquinamento sommergano le ultime speranze di cambiamento.</p><p>La proposta che il nuovo sindaco dovrebbe a parer mio avanzare alla città, alle forze economiche, sociali ed istituzionali è di svolgere una <strong>conferenza pubblica </strong>sul complesso del sistema di trasporti e mobilità, preceduta da una rapido riesame di tutti i progetti e di una loro riconsiderazione in ordine alla necessità di coniugare efficienza, risparmio, chiarezza e coerenza d&#8217;informazione, partecipazione e condivisione e così consentire, con gli idonei strumenti di partecipazione, a tutte le parti in causa ed ai cittadini, di esprimere le loro opinioni e valutazioni,  concludere la conferenza con una deliberazione definitiva e non più contestabile.</p><p>Non sarebbe una perdita di tempo, d&#8217;altro canto si discute di progetti per oltre <strong>millecinquecento</strong> milioni<strong> </strong>di euro che condizioneranno il futuro di Bologna; forse potrebbe essere la soluzione che mette a tacere tutte le diverse e contrastanti opinioni che hanno finora determinato questo assurdo procedere.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/07/curare-la-mobilita-a-bologna/109670/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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