<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Piero Valesio</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/pvalesio/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Quegli strani cardinali alla Nero Wolfe</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/quegli-strani-cardinali-alla-nero-wolfe/242700/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/quegli-strani-cardinali-alla-nero-wolfe/242700/#comments</comments> <pubDate>Sat, 26 May 2012 14:56:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[carte segrete]]></category> <category><![CDATA[de pedis]]></category> <category><![CDATA[Dino Boffo]]></category> <category><![CDATA[emanuela orlandi]]></category> <category><![CDATA[Gianluigi Nuzzi]]></category> <category><![CDATA[vaticanleaks]]></category> <category><![CDATA[Vaticano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=242700</guid> <description><![CDATA[Premesso che i &#8220;documenti riservatissimi&#8221; ritrovati nell&#8217;appartamento (o zone limitrofe) del maggiordomo del papa mi hanno immediatamente, e non so perché, fatto venire in mente le tristemente famose molotov trovate alla Diaz (e ivi depositate da loschi figuri onde giustificare la macelleria cilena) la vicenda dei vaticanleaks ha a mio modo di vedere aspetti comici...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Premesso che i &#8220;<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/benedetto-controlla-corte/242343/" target="_blank">documenti riservatissimi</a>&#8221; ritrovati nell&#8217;appartamento (o zone limitrofe) del <strong>maggiordomo del papa</strong> mi hanno immediatamente, e non so perché, fatto venire in mente le tristemente famose molotov trovate alla Diaz (e ivi depositate da loschi figuri onde giustificare la macelleria cilena) la vicenda dei <em>vaticanleaks</em> ha a mio modo di vedere aspetti comici e altri inquietanti.</p><p>Comico è che l&#8217;indagine per scoprire l&#8217;identità dei corvi sia stata affidata a tre prelati ottuagenari (o zone limitrofe) che, novelli Nero Wolfe, (con padre Georg nel ruolo di Archie Goodwin) nel giro di poche settimane hanno svelato l&#8217;arcano. Inquietante (o patetico) è il fatto che invece nel giro di trent&#8217;anni nessuno fra i valenti investigatori di oltre Tevere sia riuscito a capire che fine abbia fatto <strong>Emanuela Orlandi</strong> che era la figlia di un loro dipendente. In compenso il modo di seppellire un delinquente come <strong>Renatino De Pedis</strong> in una delle chiese più importanti di Roma l&#8217;hanno trovato subito. Forse perché era amico del cardinale Poletti, chissà.</p><p>Comico è atteggiamento di molti <strong>vaticanisti</strong> e media d&#8217;appartenenza che hanno sottolineato con forza la “costernazione” del pontefice davanti all&#8217;arresto di colui che “lo svestiva” (aiuto!) tutte le sere prima di andare a nanna. Inquietante è che in pochi abbiano sottolineato che quei documenti (dall&#8217;aspetto di punta di iceberg tra l&#8217;altro) abbiano per la prima volta nella storia permesso a milioni di persone di gettare un&#8217;occhiata oltre la facciata vaticana svelandone nel conto la sua natura assai poco divina e molto umana, fatta di investimenti miliardari, di raccomandazioni, di siluramenti, di complotti e minacce di omicidio. Tutte questioni in cui lo Spirito Santo che guiderebbe le scelte dei porporati nel Conclave c&#8217;entra pochino.</p><p>Comico (involontariamente magari) è <strong>Dino Boffo</strong> che straziato dal dolore (in un&#8217;intervista concessa a tv2000 di cui è direttore) come un parroco di campagna che nel confessionale ascolti la moglie del lattaio ammettere di aver commesso atti impuri col sacrestano redarguisce <a href="http://www.chiarelettere.it/libro/principio-attivo/sua-santita.php" target="_blank">Nuzzi</a> dicendogli qualcosa del tipo: per soldi venderesti anche tua madre. Come se per trenta denari avesse venduto il Padreterno. Inquietante è che lo stesso ex direttore di <em>Avvenire</em> pochi giorni dopo essere stato massacrato da <strong>Feltri</strong> sia stato <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_febbraio_02/feltri_boffo_pranzo_chiarimento_3ef8a876-0fd2-11df-9603-00144f02aabe.shtml">avvistato a pranzo col medesimo</a> e di quel colloquio non abbia mai detto nulla.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/quegli-strani-cardinali-alla-nero-wolfe/242700/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I grillini in Tv? Sì, ma in silenzio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/grillini-silenzio/224329/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/grillini-silenzio/224329/#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 May 2012 12:38:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[ballarò]]></category> <category><![CDATA[Fassino]]></category> <category><![CDATA[grillini]]></category> <category><![CDATA[matrix]]></category> <category><![CDATA[Paolo Putti]]></category> <category><![CDATA[Sorgi+]]></category> <category><![CDATA[talk show]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=224329</guid> <description><![CDATA[Se la domanda è: i grillini devono andare in Tv oppure no? Allora la risposta c&#8217;è: vadano ma rifiutino il microfono. Facciano vedere i loro volti di uomini e donne che nulla hanno a che fare con la casta; ma non cedano alla tentazione di scendere sul piano dei chiacchiericcio, del lei non mi fa...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Se la domanda è: <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/grillo-contro-stelle-talk-show-dora-avanti-scelta-campo/223837/?preview" target="_blank">i grillini devono andare in Tv oppure no</a>? Allora la risposta c&#8217;è: <strong>vadano ma rifiutino il microfono</strong>. Facciano vedere i loro volti di uomini e donne che nulla hanno a che fare con la casta; ma non cedano alla tentazione di scendere sul piano dei chiacchiericcio, del lei non mi fa finire, del lei mi fa dire ciò che non ho detto. Perché sul quel terreno perdono, irrimediabilmente, confortando così la tesi (fondatissima, peraltro) del loro vate che <a href="http://www.beppegrillo.it/2012/05/i_talk_show.html" target="_blank">ha sentenziato</a>: in tv non ci si deve andare pechè è il demonio, lì non si fa politica.</p><p>I grillini devono andare in tv e stare zitti perché tanto ci pensano gli altri, i partitici di professione così spaventati dall&#8217;idea di non contare più nulla, loro che si sono sottoposti a fior fior di corsi per imparare a gestire la <strong>rissa televisiva</strong>, a evidenziare la loro diversità. Quando, come è successo a <em>Matrix</em> ieri sera, si sente <strong>Marcello Sorgi</strong> difendere a spada tratta la tesi che &#8220;Grillo è un vecchio democristiano, che usa linguaggi da vecchio democristiano&#8221;; o quando si sente Fassino a <em>Ballarò</em> cercare di trascinare il candidato grillino genovese <strong>Paolo Putti</strong> in quello che presumibilmente dovrebbe essere (per Putti) il primo litigio televisivo della sua vita allora risulta chiaro a tutti: il tentativo così palese di spostare il discorso dalle cose sacrosante che i grillini mettono sul piatto della bilancia anziché dequalificare il movimento di Grillo,<strong> lo esalta</strong>. Lo fa diventare grande, potente. I vetusti non riescono a trattenere la loro stizza (loro che per anni, chi prima e chi dopo, hanno corteggiato vergognosamente la Lega, un movimento quello sì potenzialmente violento, razzista, ignorante nel senso di non-conoscenza, secessionista, anticostituzionale) perché dei giovani perlopiù intelligenti e propositivi, quegli stessi giovani cui i loro apparati di partito chiederebbero solo di entrare da buone pecorelle nei loro meccanismo di partito, evidenziano con la loro stessa presenza le <strong>falle gigantesche del loro sistema</strong>.</p><p><strong>Caro Grillo</strong>, non vietare ai tuoi la tv: mandaceli, ovunque. Ma senza microfono. Che assistano come dei Gargoyle pensanti al disfacimento di una pletora di manovratori e commentatori della politica: ne usciranno trionfatori. Se poi tu e i tuoi avrete mezzi, metodo, idee e forza per riconsegnare un po&#8217; di Italia alla politica vera, quella di servizio, questo è un altro discorso.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/grillini-silenzio/224329/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>CL, la &#8220;sequela&#8221; di Carròn spiegata ai piccoli</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/sequela-carron-spiegata-piccoli/216536/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/sequela-carron-spiegata-piccoli/216536/#comments</comments> <pubDate>Thu, 03 May 2012 07:35:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[aborto]]></category> <category><![CDATA[Comunione e liberazione]]></category> <category><![CDATA[don julian carron]]></category> <category><![CDATA[Formigoni]]></category> <category><![CDATA[laicità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=216536</guid> <description><![CDATA[Sulla lettera pubblicata da Repubblica da Don Julian Carròn, reggente di Comunione e Liberazione, bisognerebbe applicare il metodo Saviano: leggere attentamente passo per passo e cercare di capire qual è il messaggio. Lungi da me l&#8217;intenzione di mettere sullo stesso piano il teologo iberico con l&#8217;estensore mafioso della lettera a Michele Zagaria che Saviano ha decodificato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sulla <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/05/02/news/carrn_da_chi_ha_sbagliato_un_umiliazione_per_cl-34320186/index.html?ref=search" target="_blank">lettera</a> pubblicata da <em>Repubblica</em> da <strong>Don Julian Carròn</strong>, reggente di Comunione e Liberazione, bisognerebbe applicare il <strong>metodo Saviano</strong>: leggere attentamente passo per passo e cercare di capire qual è il messaggio. Lungi da me l&#8217;intenzione di mettere sullo stesso piano il teologo iberico con l&#8217;estensore mafioso della lettera a Michele Zagaria che Saviano <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2012/04/27/news/saviano_spiega_zagaria-34012457/" target="_blank">ha decodificato</a> qualche giorno fa: ma dato che il ciellinese è linguaggio perlopiù sconosciuto ai più (non farsi capire è un ottimo modo per dire tutto e il contrario di tutto) e avendolo io ben conosciuto in una fetta della mia gioventù mi permetto una sorta di breve rilettura ragionata.</p><p>Personalmente non credo affatto che i vertici di Cl siano caduti dal pero quando si sono accorti che il più glamour fra i loro appartenenti aveva, per così dire, pestato una serie di cacche canine: penso altresì che la lettera non sia affatto una lettera di scuse (peraltro non richieste. Da anni quei vertici sostengono che &#8220;Cl non fa politica&#8221; ma <strong>si occupa di anime</strong>: perché dunque ora dovrrebbe chiedere scusa per le manovre del Celeste?) quanto un normale tentativo di disijnformacja (quella stessa dai cui pericoli mettevano in guardia i ragazzini di Gioventù Studentesca) per, diciamo così, riposizionare il Movimento davanti alla pubblica opinione cattolica magari anche un po&#8217; incazzata.</p><p>Perché, egregio dottor Carròn (eletto capo di Cl dallo stesso Giussani prima di morire: strana e &#8220;siriana&#8221; scelta uno spagnolo, per un movimento che fuori dall&#8217;Italia ha sempre strombazzato molto e raccolto poco) non condivido affatto l&#8217;idea che alcuni uomini di Cl impegnati nel sociale abbiano commesso errori (resta da vedere se reati, ci ricorda il sacerdote) perché si sono discostati dal pensiero portante di Cl. Sono altresì convinto che ci siano arrivati come estrema conseguenza di quel pensiero. La parola chiave (che Carròn, ripete all&#8217;infinito come il suo predecessore e tutti i suoi collaboratori) è &#8220;sequela&#8221;.</p><p><strong>La cosiddetta &#8220;sequela&#8221;</strong> del Cristo impone all&#8217;interno del Movimento <strong>un solo schema di pensiero</strong> che qui brutalizzo in alcuni punti. 1) Il Movimento è depositario della verità e dunque le scelte dei singoli si devono adattare alla verità proposta dal movimento 2) Visto che lo Stato non si può cambiare (c&#8217;è stata la breccia di Porta Pia e a molti da quelle parti non è ancora andata giù) bisogna &#8220;metterci con chi ci sta&#8221;(altra frase molto amata da quelle parti) e dunque sfruttare qualsiasi opportunità per arrivare all&#8217;obiettivo principe: <strong>sostituirsi piano piano allo stato laico</strong> per offrirne di fatto uno (sanità, scuola) di ispirazione confessionale. Dove non c&#8217;è più l&#8217;aborto tanto per dire e dove a scuola si usano solo testi di autori per i quali la Resistenza è stata un pericoloso intervento del marxismo nella società italiana, sempre che sia esistita. Alla vacanza ai Caraibi col costume rosso ma soprattutto con soldi che puzzano non ci si arriva violando la &#8220;sequela&#8221;; ma osservandola fino alle sue estreme conseguenze.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/sequela-carron-spiegata-piccoli/216536/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Se l&#8217;ombra di Detroit si allunga su Torino</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/20/lombra-detroit-allunga-torino/206006/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/20/lombra-detroit-allunga-torino/206006/#comments</comments> <pubDate>Fri, 20 Apr 2012 16:17:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[detroit]]></category> <category><![CDATA[fiat]]></category> <category><![CDATA[Fiat Torino]]></category> <category><![CDATA[grattacielo del San Paolo]]></category> <category><![CDATA[Mirafiori]]></category> <category><![CDATA[PalaRuffini]]></category> <category><![CDATA[Piero Fassino]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=206006</guid> <description><![CDATA[Qualche sera fa ascoltavo Piero Fassino raccontare ad una platea di concittadini come si può tentare di governare una città come Torino ai tempi della crisi. Torino non è una città come un&#8217;altra visto che è la più indebitata d&#8217;Italia. Anche se, come sostiene Fassino, si tratta per lo più di indebitamento da investimenti (di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Qualche sera fa ascoltavo Piero Fassino raccontare ad una platea di concittadini come si può tentare di<strong> governare</strong> una città come Torino ai tempi della crisi. Torino non è una città come un&#8217;altra visto che è la più indebitata d&#8217;Italia. Anche se, come sostiene Fassino, si tratta per lo più di indebitamento da investimenti (di promozione come l&#8217;Olimpiade, strutturali come la metropolitana o il termovalorizzatore) e non derivanti da una scriteriata gestione dell&#8217;ordinario. Sarà.</p><p>Ma è stato mentre il sindaco presentava la sua <strong>ricetta</strong> per sbarcare il lunario che, almeno apparentemente, mi è venuta in mente una frase incongrua: il cinema sa anticipare la realtà. La ricetta, purtroppo, non è nuova e nemmeno originale: il pubblico che arretra, arretra e arretra e il privato che, spesso accompagnato dai peana di molti, avanza. Torino cede quote e relativa gestione dell&#8217; aeroporto, dei trasporti pubblici, della raccolta rifiuti. E&#8217; pronta a cedere anche lo Stadio olimpico e il PalaRuffini. Oggi, domani si vedrà.</p><p>Perché di soldi non ce ne sono, i debiti olimpici sono una voragine e ti chiedi davvero, a questo punto, se ciò che è stato dai più <strong>accettato</strong> come un dogma negli ultimi anni (i Giochi hanno rilanciato la città verso un futuro post industriale) sia poi vero dato che oggi nella città vera la crisi si avverte in modo che ha pochi eguali in Italia. Nascerà una Torino privatizzata dunque. Ma cosa c&#8217;entra il cinema?</p><p>A venirmi in mente è stata la sagra di Robocop. Ambientata in una città post-post industriale dove anche la <strong>sicurezza</strong> (fondamentale in un&#8217;area urbana composta da capannoni dismessi, ipermercati e grattacieli che sorgono come funghi) è affidata a privati che inventano Robocop cattivi. Il fatto è che i brividi mi sono venuti quando mi sono ricordato in quale città era ambientata la saga: Detroit, la città post-industria automobilistica per eccellenza.</p><p>E il giorno dopo passando davanti a Mirafiori deserta e guardando il grattacielo del San Paolo ergersi dove prima c&#8217;era un <strong>giardino</strong> i brividi sono diventati angoscia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/20/lombra-detroit-allunga-torino/206006/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>In &#8220;Diaz&#8221; mancano i veri cattivi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/diaz-mancano-veri-cattivi/204507/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/diaz-mancano-veri-cattivi/204507/#comments</comments> <pubDate>Sat, 14 Apr 2012 16:25:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[diaz]]></category> <category><![CDATA[g8 genova]]></category> <category><![CDATA[Massimo Fini]]></category> <category><![CDATA[Petri]]></category> <category><![CDATA[Volontè]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=204507</guid> <description><![CDATA[Non vivo su Marte e nemmeno in Polinesia. Ma quando sono uscito dal cinema dove ho visto &#8220;Diaz&#8221; ci ho messo una mezzorata, come scriverebbe Camilleri, a riprendermi. Perché la forza dell&#8217;ìmmagine è tale da portare lo spettatore a un livello di coscienza molto superiore rispetto a quello cui la semplice conoscenza di un determinato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Non vivo su Marte e nemmeno in Polinesia. Ma quando sono uscito dal cinema dove ho visto &#8220;Diaz&#8221; ci ho messo una mezzorata, come scriverebbe Camilleri, a riprendermi. Perché la forza dell&#8217;ìmmagine è tale da portare lo spettatore a un livello di coscienza molto superiore rispetto a quello cui la semplice conoscenza di un determinato evento può arrivare. Sapevo e so bene cosa è successo a Genova: ma vederlo messo in scena con tanta neorealistica violenza è ancora un&#8217;altra cosa. <strong>&#8220;Diaz&#8221; andrebbe mostrato nelle scuole</strong>, nei cinema, nei circoli e nelle piazze e dove volete voi: per mostrare come una città italiana possa trasformarsi di punto in bianco in Santiago del Cile. E&#8217; successo una volta e potrebbe succedere ancora visto che i vertici della Polizia che quella mattanza decisero prima e difesero dopo sono ancora al loro posto. E visto che &#8220;servitori dello Stato&#8221; di tal fatta li avevano già resi dei paradigmi viventi Elio Petri e Gian Maria Volontè in &#8220;Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto&#8221;: l&#8217;analogia fra la sequenza dell&#8217;irruzione alla Diaz e quella della retata nel film di Petri sono impressionanti. &#8220;Repressione è il nostro vaccino, Repressione è civiltà&#8221; urlava Volontè fresco di promozione ai suoi sottoposti. Quel film è datato 1970: 31 anni prima del G8 e 41 anni prima del film di Vicari. <strong>E&#8217; successo, può succedere ancora</strong>.</p><p>Ma mentre in quel film il sistema che proteggeva se stesso e i propri servitori era palese, pur nella caratterizzazione dei ruoli (il finale con Volontè reo confesso che come in un incubo vede i suoi superiori rifiutare la sua confessione) in &#8220;Diaz&#8221; quasi non c&#8217;è. Esci dal cinema suonato dal rumore dell&#8217;elicottero e dal pensiero che questi sarebbero stati capaci pure di caricare dei ragazzi su un aereo e buttarli a mare come nell&#8217;Argentina di Videla e al contempo ti domandi: forse che i massacratori della Diaz e i torturatori di Bolzaneto arrivavano loro da Marte o dalla Polinesia? <strong>Chi decise di spedirli drogati di adrenalina </strong>e forse non solo a massacrare persone imermi? Quali politici avvallarono prima la scelta e coprirono dopo i responsabili? Che ruolo ebbe quello stesso Fini che anni dopo si sarebbe accollato, pure con dei meriti, il ruolo di difensore della dignità dello Stato? O meglio: di quale Stato era rappresentante allora quando era vicepresidente del Consiglio? <strong>Di tutto ciò nel film non c&#8217;è traccia</strong>. &#8220;Diaz&#8221; è un film duro, meritorio ed efficace ma scolastico e limitato. Come del resto Agnoletto ha sottolineato sul <em>Fatto</em> di oggi. Ci sarebbero voluti Petri e Volontè per farne un film politico. E di quel film (anzi: di tanti di quei film) abbiamo e avremo disperato bisogno.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/diaz-mancano-veri-cattivi/204507/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I veri umori del popolo leghista</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/veri-umori-popolo-leghista/203498/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/veri-umori-popolo-leghista/203498/#comments</comments> <pubDate>Tue, 10 Apr 2012 15:31:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[camicie verdi]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[po]]></category> <category><![CDATA[popolo leghista]]></category> <category><![CDATA[questione settentrionale]]></category> <category><![CDATA[Umberto Bossi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=203498</guid> <description><![CDATA[C&#8217;è un incubo che spunta ovunque, da qualche giorno, nelle scalette di tutti i telegiornali. E quando dico tutti intendo proprio tutti. L&#8217;incubo ha il seguente titolo: &#8220;Siamo andati a scoprire gli umori del popolo leghista&#8221;. Ora: il primo timore deriva dal fatto che conoscendo lo stile medio del cosiddetto &#8220;popolo&#8221; leghista quando sento parlare...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un incubo che spunta ovunque, da qualche giorno, nelle scalette di tutti i <strong>telegiornali</strong>. E quando dico tutti intendo proprio tutti. L&#8217;incubo ha il seguente titolo: &#8220;Siamo andati a scoprire gli umori del popolo leghista&#8221;.</p><p>Ora: il primo timore deriva dal fatto che conoscendo lo stile medio del cosiddetto &#8220;popolo&#8221; leghista quando sento parlare di &#8220;umori&#8221; mi spavento un bel po&#8217; perché temo di essere travolto da una slavina di borborigmi, di salivazioni giallognole, di lacrime perché il capo, poverino, è chiaramente oggetto di una campagna ordinata dai magistrati per lo più terroni, e di qualche altra secrezione fisica che non nomino ma di cui, diciamo così, il Pierino di Alvari Vitali era campione <strong>mondiale</strong>. Gli umori dei leghisti, per l&#8217;appunto. Se riesco ad evitare il timore di annegare in siffatta produzione corporea penso che siamo caduti proprio in basso se dobbiamo ridurci a indagare sul non indagabile: ovvero i pensieri di persone che nella stragrande maggioranza da anni hanno fatto propri i &#8220;diti medi&#8221; del capo, le insolenze nei confronti dello Stato, le ronde per cacciare i barboni, le camicie verdi, i fidanzamenti padani con la fusione degli anelli (vedi Calederoli), la sacra ampolla dell&#8217;acqua del Po e aggiungeteci voi qualsivoglia amenità vi venga in mente.</p><p>Con buon pace di Pigi Battista che sul Corriere ha attribuito alla Lega il merito aver fatto emergere la &#8220;questione settentrionale&#8221; (aiuto) gli umori non liquidi e non di derivazione intestinale del &#8220;popolo&#8221; leghista li conosciamo benissimo, ahinoi. Umori che hanno nel Dna quel disgustoso senso di <strong>degrado</strong> che Marco Revelli ha così bene sintetizzato nel suo saggio &#8220;Poveri, noi&#8221;: quando le cose vanno male quelli come quel popolo (e non solo loro) non raccolgono energie per identificare i responsabili del disastro ma se la prendono con coloro che nella scala sociale stanno sotto di loro. Meno sono garantiti e politicamente corretti meglio è.</p><p>I loro sono umori spesso nazisteggianti nelle manifestazioni che solo qualche politico colpevolmente miope (cioè quasi tutti) hanno avvallato come manifestazioni colorate e senza spessore. Conosciamo bene sia il &#8220;popolo&#8221; sia gli umori. <strong>Umori </strong>che non sono da indagare ma se possibile da chiamare con il loro nome:  fetidi retaggi di tanti brutti passati. Umori sui quali sarebbe bello poter far calare il sipario. Anzi, non proprio sipario se ci penso bene. Ma un&#8217;altra cosa che si abbassa.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/veri-umori-popolo-leghista/203498/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Questo sport è contro l&#8217;uomo?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/01/questo-sport-contro-luomo/201623/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/01/questo-sport-contro-luomo/201623/#comments</comments> <pubDate>Sun, 01 Apr 2012 09:53:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Agassi]]></category> <category><![CDATA[Carolina Kostner]]></category> <category><![CDATA[Latouche]]></category> <category><![CDATA[schumacher]]></category> <category><![CDATA[Sport]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=201623</guid> <description><![CDATA[Più che alla Carolina Kostner che esulta per la conquista del titolo mondiale penso a quella di un paio di giorni prima. Che a domanda sul suo futuro agonistico ebbe e rispondere: non so cosa farò, solo che la mia vita privata è a zero. So che una volta, da ragazzina, avrei voluto uscire anche...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Più che alla <strong>Carolina Kostner</strong> che esulta per la conquista del titolo mondiale penso a quella di un paio di giorni prima. Che a domanda sul suo futuro agonistico ebbe e rispondere: non so cosa farò, solo che la mia vita privata è a zero. So che una volta, da ragazzina, avrei voluto uscire anche se il giorno dopo avrei avuto un allenamento. Mia madre s&#8217;incupì e mi disse: se vuoi fare una cosa falla bene. E io non uscii. Penso alla Carolina che si trasferì a Los Angeles prima delle Olimpiadi di Vancouver e più o meno per un anno fece la <strong>vita della reclusa </strong>perché LA non è un telefilm.</p><p>Penso ad <strong>Andre Agassi </strong>che da bambino era costretto a restare dentro una gabbia da tennis per ore con il padre che gli ululava contro di tirare più forte: e che ha trascorso la vita a tentare una difficile elaborazione del dover vivere dell&#8217;attività che nel suo intimo ha sempre odiato. Penso alle innumerevoli tenniste vittime di padri padroni (la Dokic, la Lucic, la stessa Sharapova) travolte dalla sofferenza per essere rinchiuse in una gabbia di obblighi ed essere state <strong>private di una vita normale</strong>.</p><p>Penso a <strong>Bernard Tomic</strong> che fa allontanare l&#8217;arbitro dal campo a Miami perchè quella stessa presenza lo porta al limite di una crisi di panico. Penso ai calciatori, non a tutti a ma quasi, cresciuti su cambi spelacchiati la domenica mattina dove genitori li incitano platealmente a tirare fuori le palle e a entrare duro su altri ragazzini dalla stessa età. E che una volta cresciuti mirando a un modo fasullo sono disposti a pagare quasiasi prezzo o quasi per non essere nemmeno un gradino sotto lo standard del calciatore di successo. E non hanno mai imparato a vivere. Penso perfino a <strong>Schumacher</strong> che torna a correre dopo il ritiro perché non sa fare altro.</p><p>Penso a questi e ad altri esempi e mi coglie il sospetto che ormai (e non certo da oggi) lo sport non sia dalla parte della persona,<strong> ma contro</strong>. Che dia corpo a desideri di rivincite di genitori frustrati, crei macchine di potenza che per essere tali quasi non hanno il tempo fisico di approfondire altri aspetti di sé.<strong> Servi perlopiù inconsapevoli</strong> di un circo che raramente si preoccupa di far crescere la testa e il cuore oltre che i muscoli dei suoi gladiatori.</p><p>E alla fine mi viene da dire che ci vorrebbe una <strong>decrescita sportiva</strong>, sul modello di quella sociale ipotizzata da <strong>Latouche</strong>: in cui si gareggia meno, si torna a giocare e si pensa di più. Uno sport che torna dalla parte dell&#8217;uomo invece di divorarlo. Ma potremmo accettarlo?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/01/questo-sport-contro-luomo/201623/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Facce d&#8217;angelo o di bronzo?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/16/facce-dangelo-bronzo/197744/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/16/facce-dangelo-bronzo/197744/#comments</comments> <pubDate>Fri, 16 Mar 2012 08:49:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[banda della Magliana]]></category> <category><![CDATA[Faccia d'angelo]]></category> <category><![CDATA[Felice Meniero]]></category> <category><![CDATA[Riina capo dei capi]]></category> <category><![CDATA[Uno Bianca]]></category> <category><![CDATA[vallanzasca]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=197744</guid> <description><![CDATA[Mentre Hollywood continua a pescare a pieni mani (secondo molti a causa del progressivo inaridirsi della loro vena creativa) nell&#8217;universo dei supereroi Marvel (Uomo Ragno, Thor, Iron Man, Fantastici Quattro, prossimamente su questo schermo i Vendicatori) cinema e tv italiani continua a pescare a pienissime mani fra i superdelinquenti dell&#8217;universo Italia. La qual cosa già...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre Hollywood continua a pescare a pieni mani (secondo molti a causa del progressivo inaridirsi della loro vena creativa) nell&#8217;universo dei supereroi Marvel (Uomo Ragno, Thor, Iron Man, Fantastici Quattro, prossimamente su questo schermo i Vendicatori) cinema e tv italiani continua a pescare a pienissime mani fra i superdelinquenti dell&#8217;<strong>universo Italia</strong>. La qual cosa già di per sè dovrebbe farci pensare.</p><p>Dopo Riina &#8220;capo dei capi&#8221;, dopo la Banda della Magliana declinata sia in versione cinematografica sia in quella televisiva, dopo Vallanzasca e la Uno Bianca (e certamente dimentico qualcuno dei membri di questo prestigioso club) ora siamo in attesa della seconda e finale puntata di &#8220;Faccia d&#8217;angelo&#8221;, lo sceneggiato (mi va di chiamarlo ancora così anche se fa molto vintage) dedicato a quel sant&#8217;uomo di Felice Maniero, il boss della <strong>Mafia del Brenta</strong>. La caratteristica comune di tutti questi prodotti è la loro struttura narrativa che è sintetizzabile così: <strong>goduria e crollo</strong>. Prima c&#8217;è l&#8217;ascesa delinquanziale, che in genere si risolve nella congenita celebrazione del self made man, dell&#8217;uomo magari di umili origini determinato a farsi da solo, a trovare una strada, a scardinare l&#8217;opposizione di un destino cinico e baro a colpi di pistolettate, coltellate, rapine etrc etc. Poi arriva (e sono certo che è questo che succederà lunedì sera) la caduta, il dolore, magari (non sempre) la sopravvenuta consapevolezza dei <strong>propri errori</strong>. In qualche caso arriva invece il trionfo del più furbo.</p><p>Ma la seconda parte non riesce mai o quasi mai a compensare la prima. Sono convinto che il continuo racconto di facce d&#8217;angelo e compagnia rapinante non faccia altro che accrescere, nelle menti di chi magari non ha gli strumenti interpretativi adeguati, il mito di chi si è ribellato al suo destino e <strong>ha costruito qualcosa</strong> (qualcosa che?) con le &#8220;sue mani&#8221;. Espressione che mi fa venire in mente qualcuno ma non riesco a chiarire bene chi.</p><p>Lasciando da parte le tesi di chi pensa che la violenza televisiva sublimi quella reale, il continuo riapparir televisivo di facce d&#8217;angelo mi induce solo a riflettere sulla malcelata furbizia dei creatori (beh, insomma) televisivi a caccia di<strong> punti di share</strong>: un finale rassicurante e qualche figura positiva non bastano ad assolvere scelte inassolvibili. E su cosa porti un paese (qualcuno, almeno) a guardare queste celebrazioni invece di lasciarle in un cosciente oblio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/16/facce-dangelo-bronzo/197744/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Quei nostalgici della Diaz sul Frecciarossa bloccato</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/09/quei-nostalgici-della-diaz-frecciarossa-bloccato/196340/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/09/quei-nostalgici-della-diaz-frecciarossa-bloccato/196340/#comments</comments> <pubDate>Fri, 09 Mar 2012 10:40:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[blocco]]></category> <category><![CDATA[diaz]]></category> <category><![CDATA[frecciarossa]]></category> <category><![CDATA[manifestanti]]></category> <category><![CDATA[No Tav]]></category> <category><![CDATA[opinione pubblica]]></category> <category><![CDATA[Polizia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196340</guid> <description><![CDATA[Sono in treno, sul Frecciarossa. Da Torino a Milano. Sto dormicchiando mentre arriviamo a Milano Rogoredo. Mi svegliano un vociare e un lampo di luce: un gruppo di No Tav ha bloccato il convoglio. Sono una trentina più o meno. Una ragazza agita un fumogeno, un altro ha un piccolo megafono con cui tenta di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sono in treno, sul Frecciarossa. Da Torino a Milano. Sto dormicchiando mentre arriviamo a <strong>Milano Rogoredo</strong>. Mi svegliano un vociare e un lampo di luce: un gruppo di No Tav ha bloccato il convoglio. Sono una trentina più o meno. Una ragazza agita un fumogeno, un altro ha un piccolo megafono con cui tenta di esporre i motivi dell&#8217;azione. Tenta perché il megafono non amplifica quasi nulla.</p><p>Osservo e ascolto le reazioni dei miei compagni di viaggio, in prima classe. &#8220;Ci sono due o tre professionisti pagati, li ho visti&#8221;, dice uno. Penso che se sono pagati avrebbero potuto comprare un megafono un po&#8217; più potente. Dal vagone precedente dove i ragazzi hanno compiuto <strong>un atto al confine col terrorismo</strong> (hanno lanciato sul treno un paio fialette puzzolenti: questi oscuri finanziatori dei notav devono proprio avere il braccino corto se hanno dotato tali pericolosi sovversivi di un&#8217;arma chimica così blanda: ormai uno stracciaculo di jihadista qualunque ha la sua riserva personale di carbonchio) plana nel mio uno sciame di stagionate in minigonna e auricolare nelle orecchie più qualche aspirante manager (molto aspirante a giudicare dallo sguardo) che parla al telefonino: a voce altissima naturalmente, tanto da coprire quella del megafonista.</p><p>Frasi testuali colte al volo dai componenti di tali sciami. &#8220;Chissà da che famiglie vengono&#8230;Capanna&#8221; (Capanna!) aveva la macchina li sotto (sotto dove? Bah). &#8220;Pensi, a quello che s&#8217;è arrampicato sul traliccio hanno tolto la corrente: io l&#8217;avrei alzata a 120000 volta ahahah&#8221;. La minigonnata imperversa fotografando i manifestanti: &#8220;La polizia dov&#8217;è? Io con una bella sventagliata risolverei tutto: tutti gambizzati e tanti saluti. A loro permettono tutto, a noi che lavoriamo ci beccano su tutto&#8221;. Chissà perché me la vedo che <strong>passeggia a Cortina inseguita dalla Finanza</strong> e mi scappa da ridere. Il megafonista dice: &#8220;Cosa sono dieci minuti di ritardo di fronte allo scempio che fanno del nostro paese e della nostra valle?&#8221;. Il mio dirimpettaio dice: &#8220;Mi fa sempre più schifo questo paese di merda&#8221;. Un altro arringa: &#8220;Possibile che non li possa spazzare via e riempirli di botte?&#8221;.</p><p>Il megafonista annuncia: &#8220;A questo punto vi ringraziamo per la vostra pazienza e speriamo di avervi fatto capire perché siamo qui&#8221;. La tizia stagionata non sente perché sta urlando al cellulare. Il treno riparte, un po&#8217; impuzzolentito ma riparte. E io sono certo di stare <strong>dalla parte di chi ama il suo paese</strong>, non lo insulta e non invoca la polizia in stile Diaz ogni cinque secondi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/09/quei-nostalgici-della-diaz-frecciarossa-bloccato/196340/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Dalla gay? Vietato parlarne</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/04/dalla-vietato-parlarne/195499/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/04/dalla-vietato-parlarne/195499/#comments</comments> <pubDate>Sun, 04 Mar 2012 16:35:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[dalla]]></category> <category><![CDATA[Omofobia]]></category> <category><![CDATA[omosessualità]]></category> <category><![CDATA[vito mancuso]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195499</guid> <description><![CDATA[Ho letto molto su Lucio Dalla in questi giorni, tutto quanto mi è capitato sotto mano. Ho seguito telegiornali (perlopiù presunti tali) e seguito i dibattiti sul web. Magari mi sto sbagliando ma da nessuna parte ho trovato, letto o ascoltato un cenno esplicito alla sua omosessualità. Che per quanto ne so potrebbe anche essere...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto molto su Lucio Dalla in questi giorni, tutto quanto mi è capitato sotto mano. Ho seguito telegiornali (perlopiù presunti tali) e seguito i dibattiti sul web. Magari mi sto sbagliando ma da nessuna parte ho trovato, letto o ascoltato un cenno esplicito alla sua <strong>omosessualità</strong>. Che per quanto ne so potrebbe anche essere stata una semplice vox populi, visto che di Lucio ho amato moltissimo una buona parte della sua musica ma poco o nulla mi è importato delle sue tendenze sessuali. Ma ciò che mi ha colpito è stata la cura certosina di tutti o quasi nell&#8217;evitare l&#8217;argomento. Anzi: nel <strong>lasciarlo sullo sfondo</strong>. Nel trattenersi dal nominarlo, come se, in qualche modo, fare anche un delicatissimo cenno all&#8217;argomento, avrebbe potuto in qualche modo danneggiarne l&#8217;immagine.</p><p>In un paese, diciamo così, &#8220;normale&#8221; potrebbe venire il sospetto che si sia trattato di una sacrosanta discrezione di molti media nell&#8217;affrontare un aspetto tanto delicato e privato della sua vita. Ma in Italia non riesco a sopprimere il<strong> sospetto </strong>che in realtà dire serenamente che la tal persona è gay o lo era, rappresenti un grosso problema, l&#8217;ammettere un qualcosa visto se va bene come una malattia che potrebbe turbare la coscienza (quale?) comune. Il meglio a cui riusciamo ad arrivare è <strong>dire senza dire</strong>. Meglio dare spazio al suo aspetto di &#8220;cantautore di Dio&#8221; come l&#8217;hanno definito i frati di Assisi che per primi hanno dato (perché ?) notizia della sua morte. Detto che in tale ruolo sarebbe sempre meglio lui di Cionfoli, meno male che tale definizione è stata contraddetta sabato sera da <strong>Vito Mancuso</strong> che ha preferito parlare di cantautore degli uomini.</p><p>Beato il paese in cui una persona può essere etero, gay o chissà cos&#8217;altro senza che parlare di ciascuna di queste tendenze rappresenti un problema. Non ci siamo in un paese così, e chissà se sbarcheremo mai in un&#8217;Itaca del genere.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/04/dalla-vietato-parlarne/195499/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Quei poveri catto-licei di collina</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/quei-poveri-catto-licei-collina/194034/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/quei-poveri-catto-licei-collina/194034/#comments</comments> <pubDate>Mon, 27 Feb 2012 08:50:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Imu. Chiesa]]></category> <category><![CDATA[licei]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[scuole]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=194034</guid> <description><![CDATA[Giocando con le parole, anzi violentandole attribuendo loro significati che non hanno, sta passando in queste ore (o meglio: in tanti, a destra e sinistra, stanno tentando di farlo passare) un concetto che non ha aderenza con la realtà. Che le cosiddette &#8220;scuole cattoliche&#8221; siano state create e vivano tuttora per garantire assistenza e istruzione...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Giocando con le parole, anzi violentandole attribuendo loro significati che non hanno, sta passando in queste ore (o meglio: in tanti, a destra e sinistra, stanno tentando di farlo passare) un concetto che non ha aderenza con la realtà. Che le cosiddette &#8220;scuole cattoliche&#8221; siano state create e vivano tuttora per <strong>garantire assistenza e istruzione</strong> a chi, pensate un po&#8217;, non potrebbe altresì permettersi le spese, ad esempio, di un pubblico liceo.</p><p>Ergo, <strong>l&#8217;Imu che dette scuole dovrebbero pagare</strong> rappresenta un indicibile attacco a istituti che si occupano di garantire istruzione di alto livello ai meno ambienti, succedanee di uno Stato laico che ha abdicato al suo ruolo. C&#8217;è onestamente di che restare stupefatti leggendo del preside dell&#8217;<strong>istituto Sociale di Torino </strong>(gesuiti) dire che se dovranno pagare la tassa saranno costretti a <strong>chiudere</strong>. E c&#8217;è ancora di che farsi cascare la mascella pensando che la stessa cosa la dicano o la pensino a Valsalice, istituto salesiano della collina torinese che, più che altro, è una specie di castello e dove quando i ragazzi escono c&#8217;è davanti una tal concentrazione di Suv che sembra di essere nel parcheggio aziendale di BMW e Mercedes.</p><p>Sono istituti che <strong>non c&#8217;entrano nulla con gli asili parrocchiali</strong> di cui si vocifera spesso a sproposito e che c&#8217;entrano ancor meno con i meno abbienti: ma che hanno avuto tradizionalmente il compito di tenere appartatati (anche con risultati qualche volta problematici sul piano psicologico) i figli delle famiglie perlopiù collinari dagli effetti nefasti di quegli istituti pubblici dove la storia te la facevano studiare sui testi di quel pericoloso comunista del <strong>Villari</strong>.</p><p>Che i responsabili di questi (e altri) istituti si <strong>straccino le vesti</strong> minacciando chiusure perché dovranno pagare una tassa legittima, da cui è scandaloso siano stati esentati fino ad oggi, è francamente urticante.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/quei-poveri-catto-licei-collina/194034/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Sanremiade/5: il Festival che c&#8217;è in noi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/19/sanremiade5-sanremo/192369/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/19/sanremiade5-sanremo/192369/#comments</comments> <pubDate>Sun, 19 Feb 2012 12:34:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Celentano]]></category> <category><![CDATA[difetti]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[sanremo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=192369</guid> <description><![CDATA[Beata quell&#8217;Italia che non ha bisogno di Sanremo si potrebbe dire parafrasando Brecht. Ma chissà se nascerà mai, quell&#8217;Italia. Un paese che non ha bisogno di vedere i suoi atavici vizi e difetti rappresentati in una rassegna di canzonette per potersi alleggerire la coscienza e poter dire, in solitaria o negli innumerevoli gruppi d&#8217;ascolto motivatamente...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Beata quell&#8217;Italia che non ha bisogno di Sanremo si potrebbe dire parafrasando Brecht. Ma chissà se nascerà mai, quell&#8217;Italia. Un paese che non ha bisogno di vedere i suoi<strong> atavici vizi e difetti</strong> rappresentati in una rassegna di canzonette per potersi alleggerire la coscienza e poter dire, in solitaria o negli innumerevoli gruppi d&#8217;ascolto motivatamente dediti allo spennacchiamento: noi non siamo così.  Invece quel paese non c&#8217;è ancora e<strong> abbiamo bisogno di Sanremo</strong>, della sua pedante falsità, delle suo congenito doppiogiochismo, dei suoi personaggi servi di due o più padroni, alla bisogna, per sentirci più leggeri.</p><p>L&#8217;Italia che non emette scontrini se non quando ha la Finanza che bussa alla porta ma che al contempo ulula contro i politici ladri non è forse la stessa di un <strong>Celentano qualunque</strong> che attacca la stampa &#8220;perché ha travisato le mie parole&#8221;, che invoca (al condizionale però) la chiusura di due giornali (colpevolmente ignaro del fatto che proprio Famiglia cristiana è invisa a larghe fette delle gerarchie vaticane) e da&#8217; del deficiente a un critico utilizzando un codice verbale perfettamente identico a quello di B., di suoi sgherri e dei suoi scendiletto?</p><p>L&#8217;Italia ha bisogno della<strong> sanremasca rappresentazione di sé </strong>per poter negare di essere, quando va bene, sogghignantemente ironica nei confronti del gay e quando va male pesantemente omofoba. Ha bisogno di serate così per poter dire: noi siamo migliori. Ma non è vero purtroppo.  Concluso il <strong>piu&#8217; sconclusionato Festival degli ultimi anni</strong>, assurto al ruolo (non certo il peggiore) di carne da Twitter, resta l&#8217;Italia di sempre che una qualunque cura improntata da draconiane misure finanziarie è ancora ben lungi dal guarire. Come ci ha ricordato <strong>Patty Smith </strong>nell&#8217;unico momento davvero indimenticabile del Festival, quando ha eseguito &#8220;Impressioni di settembre&#8221;&#8216;: il giorno, come sempre, sarà.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/K9SrRyOcygU" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/19/sanremiade5-sanremo/192369/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Sanremiade/4: il corpo (estraneo) di Ivana</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/sanremiade-corpo-estraneo-ivana/192176/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/sanremiade-corpo-estraneo-ivana/192176/#comments</comments> <pubDate>Sat, 18 Feb 2012 11:28:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Belen]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[immagine]]></category> <category><![CDATA[Ivana Mrazova]]></category> <category><![CDATA[sanremo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=192176</guid> <description><![CDATA[L&#8217;interrogativo non è di quelli destinati a sconvolgere la vita di un paese: non si tratta certo di trovare una risposta al perché in Germania un politico si dimetta più o meno al volo perché beccato col sorcio in bocca, come si dice a Roma, e qui da noi i sorci si tengono stretti le...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/large_120218-012830_to150212est_16075.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-192180" title="Italy Sanremo Song Festival" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/large_120218-012830_to150212est_16075-300x161.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="161" /></a>L&#8217;interrogativo non è di quelli destinati a sconvolgere la vita di un paese: non si tratta certo di trovare una risposta al perché in Germania un politico si dimetta più o meno al volo perché beccato col sorcio in bocca, come si dice a Roma, e qui da noi i sorci si tengono stretti le loro croste di formaggio quando incontrano la maggior parte dei parlamentari, che non si sa mai.</p><p>Ma la domanda e&#8217; questa: <strong>che ci fa Ivana comesichiama a Sanremo? </strong>E soprattutto: perché è li? Chi ce l&#8217;ha messa? A quale scopo e giuro che non è un lurido doppio senso? Perché fare la valletta al Festival non sarà come il gestire il bilancio di uno stato però, vivaddio, è pur sempre un lavoro e la prescelta dovrebbe <strong>almeno provare a svolgerlo</strong>. Invece Ivana, o Ivanka non so bene, è davvero sbilenca nel suo compito, come direbbe un bimbetto di quinta elementare o un autore di Sanremo che è lo stesso.</p><p>Non vede, non sente, non parla, non annuisce, ogni tanto prorompe in una sorta di risata singulto parente prossima di quanto faceva il <strong>cane Muttley</strong> dei cartoni animati, quello che diceva &#8220;medaglia medaglia&#8221; dopo aver addentato i polpacci di qualcuno. Ha un fisico statuario, questo è sicuro, tipi le <strong>cariatidi dell&#8217;Erechteion</strong> ad Atene, sempre che qualche multinazionale creditrice nei confronti dello stato greco non le abbia già prelevate per trasferirle altrove.</p><p>Ma siamo certi che con la sua totale insipienza non offra alla causa della dignità femminile un servizio<strong> peggiore della farfallina di Belen</strong>? E poi la domanda torna: perché è li? Voglio saperlo, voglio, voglio, voglio.</p><p>(Foto: LaPresse)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/sanremiade-corpo-estraneo-ivana/192176/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Sanremiade/3 &#8211; Moccia e le domande geniali</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/17/sanremiade-domande-geniali-mastro-moccia/191942/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/17/sanremiade-domande-geniali-mastro-moccia/191942/#comments</comments> <pubDate>Fri, 17 Feb 2012 12:30:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[autori]]></category> <category><![CDATA[ercolani]]></category> <category><![CDATA[interviste]]></category> <category><![CDATA[Moccia]]></category> <category><![CDATA[Morandi]]></category> <category><![CDATA[Musica]]></category> <category><![CDATA[pellegrini]]></category> <category><![CDATA[sanremo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=191942</guid> <description><![CDATA[Che passo avanti, ragazzi. E poi dicono che Sanremo è inguaribilmente eguale a se stesso. Che è e resterà in eterno un&#8217;accozzaglia di cattivo gusto e scempiaggini varie, musicali e no, che non ha eguali al mondo e che, in fondo, serve a milioni di persone per spernacchiare difetti altrui dimenticando per cinque sere che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/pellegrinisanremo.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-191945" title="62mo Festival della canzone italiana - Terza serata" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/pellegrinisanremo-300x199.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="199" /></a>Che passo avanti, ragazzi. E poi dicono che Sanremo è inguaribilmente eguale a se stesso. Che è e resterà in eterno un&#8217;accozzaglia di cattivo gusto e scempiaggini varie, musicali e no, che non ha eguali al mondo e che, in fondo, serve a milioni di persone per spernacchiare difetti altrui dimenticando per cinque sere che sono anche i propri. <strong>Invece cambia, Sanremo. </strong></p><p>Ricordate le imperdibili interviste di cui l&#8217;anno scorso la premiata ditta Morandi&amp;Canalis si resero protagonisti con De Niro e la Bellucci? Due perfetti esempi da mostrare nei corsi di giornalismo dicendo ai ragazzi: ecco, così non si fa. Ieri sera invece Morandi ha messo sotto torchio la Pellegrini. E che torchio. Difficile non immaginare il <strong>trust di autori </strong>capitanato da Simona Ercolani (quella di &#8220;Sfide&#8221;) e soprattutto Federico &#8220;lucchetto&#8221; Moccia che si spremono le meningi per arrivare dopo lungo e logorante lavoro a partorire<strong> due domande vere </strong>da rivolgere alla Pellegrini: perchè non vuoi fare da portabandiera a Pechino? E poi: perché ogni tot mesi ti innamori di un collega natatorio?</p><p>Detto che la Pellegrini è un fulgido esempio di come il<strong> talento sportivo</strong> possa essere inversamente proporzionale alla propria capacità comunicativa (la Pellegrini è negata come testimonial di alcunche&#8217; anche se continuano a volerla come testimonial) si plauda ai progressi delle interviste sanremesi e soprattutto di Moccia e soci: di questo passo fra dieci anni a Sanremo vedremo anche un&#8217;intervista di senso compiuto e degna di tal nome.</p><p>(Foto: LaPresse)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/17/sanremiade-domande-geniali-mastro-moccia/191942/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Sanremiade/2: Belen e la mutanda scomparsa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/16/sanremiade2-belen-mutanda-scomparsa/191643/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/16/sanremiade2-belen-mutanda-scomparsa/191643/#comments</comments> <pubDate>Thu, 16 Feb 2012 09:21:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Belen]]></category> <category><![CDATA[Janet Jackson]]></category> <category><![CDATA[sanremo]]></category> <category><![CDATA[Superbowl]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=191643</guid> <description><![CDATA[Un paio d&#8217;anni addietro durante il Superbowl il tempo si fermò. Successe perché, lo ricorderete, in modo del tutto casuale e inatteso, (più o meno come quando alla stazione arriva il treno che stavi aspettando; non l&#8217;avresti mai detto,vero?) una tetta di Janet Jackson spuntò fuori dal vestito durante la sua esibizione (&#8230;) canora (&#8230;);...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/belen1.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-191647" title="belen" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/belen1-199x300.jpg?47e3a5" alt="" width="199" height="300" /></a>Un paio d&#8217;anni addietro durante il Superbowl il tempo si fermò. Successe perché, lo ricorderete, in modo del tutto casuale e inatteso, (più o meno come quando alla stazione arriva il treno che stavi aspettando; non l&#8217;avresti mai detto,vero?) una tetta di<strong> Janet Jackson</strong> spuntò fuori dal vestito durante la sua esibizione (&#8230;) canora (&#8230;); con il capezzolo opportunamente coperto da un pendaglino di paillettes, però. Ricorderete il nauseabondo putiferio che si scateno per quel <strong>gigantesco tarocco</strong>, con scuse della rete televisiva al suscettibilissimo pubblico americano etc. etc.</p><p><strong>Belen e&#8217; intelligente e ci ha pensato prima</strong>. Onde evitare analoga crocifissione si è esibita in un alto numero di buongusto in questo <strong>Festival di buongustai</strong>. Scesa dalla scala con un vestito dotato di spacco tale da indurre i più (complice ovviamente un&#8217;inquadratura fugacemente ginecologica del regista) a ritenere che la nostra avesse casualmente dimenticato il perizoma in hotel, ha preferito sgomberare il campo dagli italici dubbi e ha declamato urbi et orbi fissando bene in faccia gli urlanti fotografi del loggione che già avevano tarato ad hoc i loro teleobbiettivi:<strong> le ho, le ho!</strong> Non si vedono ma sono cucite dentro il vestito.</p><p>A parte la curiosità spirituale di capire come possa una mutanda esserci senza apparire (una sorta di santo spirito della lingerie) che grande colpo di genio, ha avuto Belen. Al contrario della Jackson che mostrava per finta lei ha finto di nascondere e ha optato per una <strong>rivelazione preventiva</strong>. Così magari i già infuriatissimi vescovi per le sparate di Celentano se ne staranno quieti. E poi dicono che l&#8217;Italia è in recessione e la Rai è morente: pensate quanta strada ha percorso dalla spallina indisciplinata di <strong>Patsy Kensit</strong> alla mutanda invisibile di Belen. Quando si mettono, si che sanno approfondire.</p><p>(PS: certo la creazione di questo reality (le aveva davvero oppure no?) e&#8217; stata il primo fondamentale intervento di Antonio Marano, commissario del Festival, che dell&#8217;argomento è grande estimatore. Del Festival, cosa avevate capito).</p><p>(Foto: LaPresse)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/16/sanremiade2-belen-mutanda-scomparsa/191643/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Sanremiade: se Celentano si mangia il Festival</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/sanremiade-se-celentano-si-mangia-il-festival/191384/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/sanremiade-se-celentano-si-mangia-il-festival/191384/#comments</comments> <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 09:50:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Celentano]]></category> <category><![CDATA[Morandi]]></category> <category><![CDATA[sanremo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=191384</guid> <description><![CDATA[&#8220;Io sono colui che sono&#8221; diceva  il ghost writer di Celentano a Mosè sul Sinai.  E lui (Celentano, non il ghost writer) l&#8217;ha preso fin troppo in parola. E&#8217; tutto e niente, è ovunque e in nessun posto, è finto ed è vero. A distanza di qualche ora dal sermone del Molleggiato a Sanremo, mi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Io sono colui che sono&#8221;</em> diceva  il ghost writer di <strong>Celentano </strong>a Mosè sul Sinai.  E lui (Celentano, non il ghost writer) l&#8217;ha preso fin troppo in parola. E&#8217; tutto e niente, è ovunque e in nessun posto, è finto ed è vero. A distanza di qualche ora dal sermone del Molleggiato a Sanremo, mi è rimasta addosso la sensazione del primo momento: non ci ho capito quasi nulla. Ho colto qualche parola, qualche nome (Don Gallo), qualche concetto (la sovranità popolare), qualche arrabbiatura (contro la Consulta che ha bocciato i referendum). Ho visto passare la <strong>Canalis</strong>. C&#8217;era <strong>Morandi </strong>che diceva come in un altro luogo (quale?) i piccoli di statura e i grandi saranno eguali. Ah, bene.</p><p>Pezzettini di un discorso <em>patchwork </em>dove il medium si è fuso col messaggio e il risultato è stato un messaggio non terapeutico e che sarebbe opportuno definire in altro modo, imposto a quei pochi neuroni rimasti funzionanti dopo una giornata di lavoro. Come un buco nero di hawkinghiana memoria il <strong>profluvio verbale </strong>di Celentano ha inghiottito tutta la prima puntata del Festival, compreso quello che era andato in onda prima. Non ricordo una sola canzone o il testo di una sola canzone: manco ho potuto dare vita al consueto giochetto sanremese di spernacchiare i cantanti perché copiano o l&#8217;organizzazione dello <em>show </em>che, per quel poco che sono riuscito a capire, suonato com&#8217;ero, faceva venire <strong>il latte ai gomiti</strong>: felice espressione torinese per disegnare un diffuso senso di malessere.</p><p>Di qui e di là, vero e falso, autorevole e spaventato dal tempo che passa (questa è l&#8217;unica cosa che ho capito in modo chiaro: Celentano ha una strizza boia di incontrare il suo ghost writer: benvenuto nel club) impegnato in vendettine personali via etere che veramente hanno poco a che fare con le armi che Sarkozy e la Merkel hanno venduto obtorto collo alla Grecia, la <strong>Celentaniade </strong>mi ha lasciato suonato come Mickey Rourke dopo una nottata di birre e cazzotti. Ma soprattutto mi ha portato via la prima serata di Sanremo. Dopo una giornata di neuroni bruciati volevo quella, pensate un po&#8217;.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/sanremiade-se-celentano-si-mangia-il-festival/191384/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Chiamateli (im)prenditori</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/09/chiamateli-imprenditori/190044/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/09/chiamateli-imprenditori/190044/#comments</comments> <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:32:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[lavoro]]></category> <category><![CDATA[nepotismo]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[precari]]></category> <category><![CDATA[raccomandazioni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=190044</guid> <description><![CDATA[Ieri sono entrato in libreria. Mi è caduto l&#8217;occhio su un romanzo direi voluminoso di un autore figlio di una celebre ex figura apicale di un grande giornale pubblicata da una grande casa editrice. Non è il primo di questo autore e non ho mai letto nulla di lui: non so se sia un nuovo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sono entrato in libreria. Mi è caduto l&#8217;occhio su un romanzo direi voluminoso di un autore figlio di una celebre ex figura apicale di un grande giornale pubblicata da una grande casa editrice. Non è il primo di questo autore e non ho mai letto nulla di lui: non so se sia un nuovo Dostoevskij oppure no. Ciò che so per certo è che a pubblicare un romanzone per una grande casa editrice <strong>lui che è figlio di ci è arrivato</strong>. Chissà se pure lui ha dovuto sorbirsi la trafila dei manoscritti inviati e rifiutati, delle richieste di partecipazione alle spese (compra X copie del libro e noi te lo pubblichiamo), di <strong>banditismi vari </strong>di cui chiunque abbia inviato manoscritti e non sia &#8220;figlio di una ex figura apicale etc etc&#8221; ha di certo fatto conoscenza.</p><p>Spero di si perché vorrebbe dire che è riuscito ad arrivare dove voleva con le sue sole forze: ma non riesco a reprimere il sospetto che non sia stato così. Perché come perfettamente sintetizzato da <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/mi-manda-pap/189685/" target="_blank">Daniele Martini sul <em>Fatto</em></a> di ieri c&#8217;è un <strong>nepotismo diretto o indiretto</strong> che è tipico di una classe sociale &#8220;alta&#8221; la quale riconosce la propria pratica nepotistica come un diritto; e censura, per contro, i desideri di chi di quella classe non fa parte e vorrebbe magari garantire ai propri figli un futuro migliore del proprio.<strong> Li censura </strong>parlando di &#8216;bamboccioni&#8217;, di &#8216;sfigati che si laureano a 28 anni&#8217;, di precari che sono &#8216;la parte peggiore dell&#8217;Italia&#8217; (Brunetta che c&#8217;era prima ma il linguaggio è lo stesso); e magari si puliscono la coscienza filosofeggiando di flessibilità buona e cattiva (Fornero) facendo finta di ignorare che ad un banca a cui si chiede un mutuo se tu sia un flessibile disciplinato oppure rigido non gliene può fregare di meno.</p><p>E&#8217; lo stesso atteggiamento che ispira manovre che per salvare &#8216;la società&#8217; che uccidono il sociale, che elegge ex a brupto <strong>gli &#8216;imprenditori&#8217; come la parte buona del paese</strong>, quella che lo può salvare facendo finta di ignorare che molti appartenenti a quella categoria hanno lo stesso coraggio di Don Abbondio davanti ai bravi nei momenti di crisi, che sono preoccupati solo di mantenere il proprio standard di vita e che molti dei quali sono orgogliosi portacolori di quella pletora di evasori fiscali che ha applaudito B. fino a spellarsi le mani. E che magari quando assumono una donna le fanno firmare una<strong> cambiale in bianco</strong>: se resti incinta amici come prima. Non sono imprenditori ma &#8216;prenditori&#8217; gattopardeschi di presente e futuro, per sè e i propri congiunti. E&#8217; un atteggiamento che non è di destra: è solo sinistro.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/09/chiamateli-imprenditori/190044/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Celentano e la beneficenza a nostra insaputa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/celentano-beneficenza-nostra-insaputa/188247/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/celentano-beneficenza-nostra-insaputa/188247/#comments</comments> <pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:44:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[beneficienza]]></category> <category><![CDATA[Celentano]]></category> <category><![CDATA[emergency]]></category> <category><![CDATA[Maccari]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[sanremo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188247</guid> <description><![CDATA[Premesso che da qualunque parti arrivino dei soldini destinati a Emergency sono una prova provata dell&#8217;esistenza di una qualche divinità, la decisione di Celentano annunciata ieri urbi et orbi, di devolvere totalmente in beneficenza i 750mila euro o quel che saranno che la Rai gli verserà per silenziare Sanremo, sancisce la nascita delle cosiddetta beneficenza...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Premesso che da qualunque parti arrivino dei soldini destinati a Emergency sono una prova provata dell&#8217;esistenza di una qualche divinità, la <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/31/festival-sanremo-mazzi-%E2%80%9Ccelentano-devolvera-compenso-beneficenza%E2%80%9D/187966/" target="_blank">decisione di Celentano</a> annunciata ieri urbi et orbi, di devolvere totalmente in beneficenza i <strong>750mila euro </strong>o quel che saranno che la Rai gli verserà per silenziare Sanremo, sancisce la nascita delle cosiddetta beneficenza a nostra insaputa.<br /> Nostra come cittadini di questo paese. A parte il fatto che quando Gian Marco Mazzi ha declamato ieri l&#8217;impeto di generosità del<strong> Molleggiato</strong> mi è venuto in mente il dettato evangelico sui gesti benefici (&#8220;Non sappia la mano destra cosa fa la sinistra&#8221;, quando invece il molto evangelizzato Celentano e chi per lui parevano assai ansiosi che mani e piedi di tutta Italia sapessero quanto è buono) la scelta (tardiva) del cantante mi è sembrata una <strong>toppa che se non è peggio del buco</strong> è solo perché una parte di quei denari andranno a Gino Strada.</p><p>Dunque: per partecipare a Sanremo Celentano chiede una barca di soldi alla Rai, che è <strong>servizio pubblico</strong>. Ottenuti quei denari decide sobriamente di devolverli  in beneficienza. Dunque il nostro decide di compiere atti di generosità con soldi pubblici, senza prima chiedere l&#8217;assenso di qualcuno. A nostra insaputa, per l&#8217;appunto. Un po&#8217; come succede per l&#8217;8 per mille: se non esprimi una preferenza nella dichiarazione dei redditi non è che l&#8217;8 per mille scompaia dal tuo 730; finisce in automatico alla Chiesa e tanti saluti. Se Celentano avesse annunciato prima la sua scelta oppure avesse deciso di andare gratuitamente a Sanremo e poi di girare 750.000 euro (suoi) a Emergency sarei stato il primo a saltare sulla sedia per applaudirlo; invece ha deciso di devolvere soldi nostri senza chiedere preventivamente il permesso. Mah.</p><p>E non solo: finchè finanzia Gino Strada con soldi miei senza chiedermelo ne sono felice. Se invece finanzia qualcuno indicato (fra gli altri) dal sindaco di Roma <strong>Gianni Alemanno, </strong>inserito in una lista di sindaci (in base a cosa? Silenzio) che &#8220;sono più vicini di altri alla gente&#8221;, visti i criteri con cui Alemanno ha scelto chi inserito nei pubblici uffici (una pletora di ex picchiatori fascisti) allora prima mi preoccupo, poi mi va molto meno bene.<br /> <strong><br /> E dalla Rai solo silenzi</strong>: del resto quando parlano fanno venire la pelle d&#8217;oca. Che ne dite del confermato direttore del TG1 che rispondendo ad una telefonata scherzosa di un finto Bossi si rivolge a lui (credendolo vero) come &#8220;squisito&#8221;? <strong>Squisito?</strong> <strong>Aridatece Minzo</strong>, faceva più ridere.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/celentano-beneficenza-nostra-insaputa/188247/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Celentano coi soldi pubblici? No, grazie</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/celentano-soldi-pubblici-grazie/187764/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/celentano-soldi-pubblici-grazie/187764/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 17:41:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Celentano]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[sanremo]]></category> <category><![CDATA[Saviano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=187764</guid> <description><![CDATA[Avvertenza per i lettori: non appartengo certo al folto plotone di berluscones pronti a sfruttare la partecipazione di Celentano al prossimo Sanremo per  accusare il servizio (&#8230;) pubblico (&#8230;) di sperperare il denaro. Ma rivendico la mia assoluta avversità al succitato Molleggiato. In pratica: non lo sopporto e sopporto ancor meno il fatto che la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Avvertenza per i lettori: non appartengo certo al folto plotone di berluscones pronti a sfruttare la partecipazione di <strong>Celentano</strong> al prossimo Sanremo per  accusare il servizio (&#8230;) pubblico (&#8230;) di sperperare il denaro. Ma rivendico la mia assoluta avversità al succitato Molleggiato. In pratica: non lo sopporto e sopporto ancor meno il fatto che la sua prossima partecipazione al Festival costerà ai conti pubblici (anche nostri ovviamente) <strong>qualcosa come 750.000 euro</strong>. Una partecipazione che sa molto di foglia di fico: abbiamo cancellato Dandini, Santoro e Saviano ma spendiamo un sacco di soldi per i soliloqui di uno che (secondo quanto pensa Lei) è sullo stesso livello o forse più su.</p><p>Ecco qui sta il problema; a parità di foglie di fico televisive Celentano sta a Benigni come, per dire, a parità di direttori del Tg1 Maccari sta a Biagi. Celentano si è issato al ruolo di re degli ignoranti ma non gli è bastato per diventare in grado di fare dell&#8217;ignoranza qualcosa di rivoluzionario, come lui e quelli vicini a lui sostengono che sia. Quando parla sembra non dica nulla e quando dice qualcosa (ricordate il tormentone rock/lento?) è chiaro che è stato <strong>pensato dai suoi autori</strong>: e quando lui ne parla sembra che reciti teleguidato, come un pupo siciliano. Che la sua confidenza con i contenuti sia, diciamo così, farraginosa, è dimostrato dal fatto che è diventato celebre in tv per i silenzi. Al cinema, tacendo per onor di patria di &#8220;Joan Lui, è stato l&#8217;eroe di una stagione precinepattoni o giù di lì fatta di &#8220;Asso&#8221;, &#8220;Bisbetico domato&#8221; e altre facezie.</p><p>In musica qualcosa di buono ha fatto in gioventù: ero un fan di &#8220;Mondo in MI7&#8243; ad esempio. Poi quando pareva stracotto è miliardamente risorto anche grazie alla collaborazione con Gianni Bella che, con tutto il rispetto, non è Nino Rota. E si è fatto paladino di una specie di neoromanticismo targato Pero invece di Napoli. A partità di soliloqui quelli di <strong>Saviano</strong> di sedici minuti varranno cento volte quelli di un Celentano la cui partecipazione sanremasca sarà certamente inprontata non da un desiderio di partecipazione civile; ma da una strategia di marketing che comprenderà un nuovo disco, un libro, una nuova moglie (no, questa no) o chissà cosa. Sento già l&#8217;obiezione: la Rai ha bisogno del supernazionalpopolare per garantire la qualità. Peccato che la qualità non esista più se non nelle riproposizioni di Rai Storia. Cattolico, ecologista, tuttologo, stramiliardario, furbo: 750.000 euro per il nulla? No, grazie.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/celentano-soldi-pubblici-grazie/187764/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Concordia, sento puzza di Ustica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/20/concordia-sento-puzza-ustica/185254/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/20/concordia-sento-puzza-ustica/185254/#comments</comments> <pubDate>Fri, 20 Jan 2012 12:20:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Valesio</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Costa Concordia]]></category> <category><![CDATA[giglio]]></category> <category><![CDATA[naufragio]]></category> <category><![CDATA[Ustica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=185254</guid> <description><![CDATA[Vorrei che non fosse così, ma sento diffondersi nell&#8217;aria un vaga puzza di Ustica. Spero di sbagliarmi, lo spero con tutto il cuore. Ma sarà per il proliferare di uomini in divisa che ovunque discettano della tragedia del Giglio; o forse sarà per quell&#8217;intollerabile trasformazione di tale tragedia nell&#8217;ennesimo reality cui Vespa ha aggiunto, l&#8217;altra...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei che non fosse così, ma sento diffondersi nell&#8217;aria un vaga puzza di Ustica. Spero di sbagliarmi, lo spero con tutto il cuore. Ma sarà per il <strong>proliferare di uomini in divisa </strong>che ovunque discettano della tragedia del Giglio; o forse sarà per quell&#8217;intollerabile trasformazione di tale tragedia nell&#8217;<strong>ennesimo reality</strong> cui Vespa ha aggiunto, l&#8217;altra sera, una venatura di macabro umorismo introducendo la puntata con il celebre brano di <em>Titanic</em>.</p><p>Sarà perchè ci sono personaggi che sono <strong>troppo di tutto</strong>. C&#8217;è il comandante della nave troppo stupido che manda una mostruosità sull&#8217;acqua a incagliarsi perchè forse stava in plancia e mentre faceva fare l&#8217;ìnchino alla nave era più concentrato sull&#8217;inchino di qualcun altro. C&#8217;è questo qualcun altro, la <strong>signora bionda</strong>, sbucata fuori chissà da dove troppo donna bionda che seduce il comandante o da cui è sedotta. C&#8217;è il comandante della capitaneria che è troppo buono e troppo autorevole e troppo comandante e c&#8217;è da scommetterci che di qui a poco avrà la fila davanti alla porta di piazzisti di scranni parlamentari pronti a offrirgli uno collegio sicuro. C&#8217;è il <strong>medico di bordo</strong> troppo impomatato per essere un medico di bordo che difende il comandante cattivo. C&#8217;è il professore di non so quale materia nautica che difende il comandante troppo stupido e l&#8217;amico del comandante buono che dice trattenendosi troppo che una così non s&#8217;è mai vista.</p><p>C&#8217;è troppo il tentativo di <strong>buttarla in troppo </strong>ed è qui che non riesco a non sentire il tanfo di Ustica, di altre divise che hanno asserito l&#8217;inasseribile e mai detto la verità. Le situazioni sono profondamente diverse, me ne rendo conto. Ma mi auguro solo che di qui a qualche giorno qualcuno dei troppi che asseriscono con troppo foga le loro certezze non ci venga a dire che la Costa Concordia si è incagliata e magari andrà a fondo e manderà in malora chilometri quadrati di ecosistemna marino, perchè prima di diventare una nave da crociera era un cargo che trasportava sardine sotto sale. E il sale, si sa corrode. Per il<strong> DC 9 dell&#8217;Itavia</strong> ci fu chi lo disse. Spero che la storia non si ripeta a dispetto di quello che avverte il mio naso.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/20/concordia-sento-puzza-ustica/185254/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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